HOMEMADE FESTIVAL: IL NUOVO PROGETTO MARCHIATO OKTF

 

Partirà Lunedì 13/04/2020 alle ore 18.00 il nuovo progetto marchiato OKTF.
Come si intuisce dal nome, questo progetto, è nato ponendosi come obiettivo quello di promuovere l’intrattenimento direttamente a casa, attraverso i social, cercando di portare un po’ di spensieratezza e di divertimento in questo periodo difficile.

Dalle ore 18:00 di Lunedì 13 Aprile, vari artisti si esibiranno in diretta sul profilo instagram OKTF, creando un appuntamento giornaliero con l’intrattenimento.
Questo nuovo progetto, oltre al fatto di essere accessibile a tutti da qualunque luogo, sarà completamente interattivo, ovvero i vari spettatori potranno comunicare con l’artista esternando le proprie sensazioni attraverso commenti, oppure collegandosi in diretta con l’artista.
“Il nostro obiettivo – dicono gli organizzatori – è quello di far entrare il divertimento nelle case degli Italiani, in un momento in cui tutti abbiamo bisogno di un po’ di spensieratezza.”
A questo punto non ci resta che rivolgere a tutti l’invito a collegarsi al Profilo Instagram OKTF_Todi, in cui saranno pubblicati tutti gli artisti e il calendario delle esibizioni.

 

“Questa UE e la sua bandiera non ci rappresentano”,CasaPound Todi dopo accordo su MES

 

Qualsiasi bandiera rappresenta ed ha rappresentato un simbolo , un qualcosa in cui riconoscersi , uno stendardo da seguire ,soprattutto nei momenti più duri e difficili per una comunità.

La situazione drammatica che stiamo vivendo, nella quale molte delle certezze del mondo moderno vengono a cadere una dopo l’altra, ci impone delle riflessioni su quello che sta accadendo e su quello che potrebbe essere il nostro futuro prossimo.

Nel nostro Comune, che è un tipico esempio di cosa sia una comunità, ci siamo tutti stretti attorno alle istituzioni , che ne rappresentano il vertice e quindi “il simbolo”, avendone riconosciuto l’autorità ed eseguendo ciò che essa ci chiedeva di fare: dallo stare a casa, all’essere solidali gli uni con gli altri, dal raccogliere i fondi per il nostro ospedale al grande cuore che si vede nell’impegno dei tuderti nella Protezione Civile , nella Croce Rossa  ed in tutte le associazioni del territorio.

Questo è proprio un classico esempio di una comunità che si riconosce nella fisicità del luogo in cui vive, nelle persone che abitano queste terre e quindi nelle autorità che vengono riconosciute tali: siamo tutti quindi dietro alla nostra bandiera, alla nostra aquila tuderte che innalziamo avanti a tutto.

Poi pensiamo alla nostra Regione , al sacrificio che abbiamo fatto convertendo il nostro Ospedale comprensoriale all’emergenza Coronavirus , mettendo da parte i campanilismi sterili e le polemiche pretestuose: questo perché ci riconosciamo nell’essere Umbri , nella storia millenaria della nostra terra e per questo ci viene naturale condividere con chi sentiamo appartenere alla medesima comunità, nel momento del bisogno, quello che abbiamo.

Poi la nostra amata Patria, il tricolore che avvolge il nostro cuore, che rappresenta per noi un ideale che non dipende certo dal colore politico del governo in carica al momento, tipo quello attuale capitanato da un novello Badoglio preoccupato più del suo futuro politico che delle sorti della Nazione.

E poi viene l’Europa: proprio per l’ideale che abbiamo in testa e nel cuore di Europa dei popoli dobbiamo rigettare totalmente quel mostro che la grande finanza e le multinazionali hanno creato a Bruxelles; un’ organizzazione governata da burocrati non eletti da nessuno che dello smantellamento dello stato sociale, della distruzione dei diritti dei lavoratori  e della sanità pubblica ha fatto una priorità, che nel momento del bisogno ci ha lasciato soli. Ne è ulteriore conferma l’accordo capestro siglato nella notte di giovedì che, introducendo gli aiuti tramite MES va all’esatto opposto rispetto agli interessi dell’Italia e dei popoli europei in difficoltà, minacciando di farci trovare a breve nella stessa situazione vissuta dalla Grecia.

Noi fortemente rigettiamo questa congrega di usurai e servi della grande finanza, e per questo quando potremo di nuovo andare in piazza dopo questa emergenza, sicuramente ci riconosceremo nell’aquila stemma del nostro comune millenario, nei tre ceri di Gubbio simbolo della nostre regione e nel tricolore che avvolge la nostra amata Italia!

Ma quella pezza azzurra con  sopra qualche stella cosa rappresenta? A noi, sicuramente niente.

CasaPound Todi

Conclusa procedura assegnazione buoni pasto

 

Conclusa a tempo di record a Todi la procedura di assegnazione dei buoni spesa, messi a disposizione della cittadinanza grazie all’assegnazione dei fondi stanziati appositamente dal Governo.

Come si ricorderà, infatti, il 28 marzo il responsabile della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, ha approvato un’ordinanza con la quale sono state individuate delle somme da assegnare prioritariamente a chi ha perso il lavoro o ha dovuto chiudere la propria attività a causa della pandemia.

Il Comune di Todi, all’indomani dell’emissione dell’ordinanza, ha pubblicato un bando per regolamentare la distribuzione dei buoni spesa sino alla concorrenza dell’intera somma assegnata, pari a 108.224,27 euro.

Numerosissime le domande che sono pervenute nei termini di scadenza, lo scorso lunedì.

Le domande sono state valutate una ad una dagli uffici dell’Assessorato alla Famiglia, incrociando i dati dichiarati con i database dello stesso assessorato, dell’Ufficio Anagrafe e dell’Ufficio Tributi.

All’esito della valutazione e della selezione per chi ne aveva diritto, sono stati assegnati i buoni per euro 92.400,00 agli aventi diritto con priorità per i danni subiti da Coronavirus, mentre i restanti 15.824,00 sono stati assegnati ad altri casi di disagio sociale e di povertà presenti nel nostro comune.

Dall’analisi delle schede esaminate è emerso tuttavia che buona parte dei cittadini, che potenzialmente ne avrebbero avuto diritto, hanno deciso di non presentare domanda, la qual cosa ci pone degli interrogativi sull’efficacia del provvedimento.

Il numero totale delle domande è stato pari a 354, delle quali 178 aventi diritto con priorità e 204 non aventi diritto.

 

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

Pubblici Esercizi, 4.700 imprese in ginocchio.

 

Fipe Confcommercio Umbria “Decreto liquidità insufficiente”.

 

Quasi 4.700 imprese, di cui circa 2.000 nel settore bar e oltre 2.500 in quello della ristorazione che da un mese sono chiuse. Il numero dei pubblici esercizi che in Umbria stanno scontando l’effetto Coronavirus rende chiaramente l’idea di un settore messo in ginocchio, con tutte le conseguenze in termini occupazionali, dato che il comparto, con diverse modalità, occupa migliaia di persone, a cui si aggiunge l’assoluta mancanza di reddito in questo periodo per gli imprenditori.
Fipe Confcommercio Umbria, sulla linea di Fipe nazionale,  il maggior sindacato di rappresentanza del settore, lancia un grido di allarme: “Senza una iniezione immediata di liquidità – sottolinea il presidente regionale Fipe Romano Cardinali – 
un aiuto economico significativo e una prospettiva circa la riapertura, tante delle nostre imprese non ce la faranno, e l’Italia e l’Umbria si troveranno impoverite di una rete di ristoranti e locali che sono una componente fondamentale e qualificante dell’offerta turistica, che a livello nazionale conta 300mila imprenditori, dà lavoro a 1 milione e duecentomila persone, sviluppa un volume d’affari superiore agli 86 miliardi, con un valore aggiunto di 46 miliardi di euro. E purtroppo – continua Cardinali – la lettura delle bozze del decreto liquidità non ci conforta. Secondo quello che possiamo valutare dalle anticipazioni, le misure del governo si rivelano utili solo per gli imprenditori che chiederanno prestiti sotto i 25mila euro. Chi chiederà cifre superiori ai 25mila euro deve fare diversi passaggi e rischia di dover aspettare tempi lunghi. Una situazione che penalizza chi ha maggiori problemi di liquidità e un tempo di sopravvivenza residua breve, come le imprese dei pubblici esercizi, che hanno già perso oltre 22 miliardi di euro nel 2020. Il limite dei 25.000 € con garanzia automatica al 100% deve essere aumentato. Oltre al danno, però, ecco la beffa: chi riuscirà ad accedere ai prestiti, rischia di dover utilizzare buona parte del credito per pagare le tasse, la cui scadenza è stata prorogata solo fino a maggio. Non sottovalutiamo lo sforzo fatto dal governo – dice ancora Cardinali – ma serve velocità, zero burocrazia e certezza dei tempi e soprattutto servono risorse vere, contributi a fondo perduto per compensare anche solo parzialmente la perdita del fatturato. Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve”.

Da Fipe Umbria anche la richiesta di indicazioni chiare, prima possibile, se non sui tempi, almeno sulle modalità di riapertura. “Proprio perché la tutela della salute deve essere sempre la priorità per tutti – prosegue Cardinali – i pubblici esercizi hanno bisogno di conoscere con largo anticipo rispetto alla data in cui potranno riaprire le regole da adottare, in materia ad esempio di distanziamento, in modo da potersi preparare fin da subito, adattare le strutture e preparare il personale, dato che davvero non possiamo permetterci di perdere neppure un minuto e dobbiamo essere messi nelle condizioni di operare appena sarà stabilito”.  

Se l’angoscia e la preoccupazione sono grandi gli imprenditori del settore ristorazione però stanno mettendo in campo strategie di resilienza e trovando canali alternativi per mantenere il contatto con la propria clientela. Alcuni ristoratori si sono attrezzati già o si stanno attrezzando, ottemperando alle precise regole da seguire, per le consegne a domicilio, consentite anche per questo settore. In vista della Pasqua dunque chi era abituato ad andare al ristorante potrà comunque avere la possibilità di farsi recapitare a casa in tutta sicurezza i piatti preferiti.

“Il nostro settore – conclude il presidente di Fipe Confcommercio Umbria – pur colpito al cuore cerca comunque di alzare la testa e di costruire prospettive e percorsi alternativi, non solo per arginare l’emergenza, ma per soddisfare una modalità di domanda e di consumo che l’esperienza coronavirus muterà certamente”.

TOSAP, pubblicità e TARI, dal Comune di Todi facilitazioni per le attività in difficoltà a causa del Coronavirus

 

Come ripetutamente annunciato in questi giorni dal Sindaco Antonino Ruggiano, l’Amministrazione Comunale di Todi mette mano a provvedimenti concreti per facilitare le attività chiuse o comunque in difficoltà per le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus. Dopo la esenzione del pagamento di tutti i servizi scolastici per il periodo di chiusura, si è infatti provveduto a escludere il pagamento dei canoni degli esercenti che sono in affitto in locali comunali.

Oggi, continuando sulla scia dell’aiuto all’imprenditoria, la Giunta Comunale ha varato oggi proposte relative a revisioni riguardanti la TOSAP (Tassa di Occupazione del Suolo pubblico), l’Imposta di Pubblicità permanente e la TARI (Tassa Sui Rifiuti).

La volontà dell’Amministrazione Comunale va dunque nella direzione di esentare, per l’intero anno 2020 la TOSAP permanente e l’Imposta di Pubblicità permanente, per le attività,  regolarmente autorizzate, rimaste chiuse sulla base di quanto previsto dalla normativa nazionale e conseguenti DPCM ed ordinanze adottati in loro attuazione a seguito di epidemia Coronavirus COVID-19.

In buona sostanza, chi ha dovuto rimanere chiuso per la pandemia da coronavirus e paghi al Comune una tassa comunale, come TOSAP e Imposta sulla pubblicità, non pagherà assolutamente nulla per tutto il 2020.

Del beneficio godranno, per ciò che concerne la TOSAP, tutte le attività imprenditoriali che occupano permanentemente spazi pubblici, con installazioni, spazi pubblicitari, gazebo, sedie e tavolini o quant’altro.

Per ciò che concerne, invece, la imposta sulla pubblicità, la sua esenzione riguarderà una platea ancora più estesa, essendo evidente come siano praticamente tutte le attività ad esporre una insegna o un logo pubblicitario.

Riguardo alla TARI, la Giunta ipotizza una dilazione dei pagamenti, riprogrammando le scadenze per l’anno 2020, ai giorni 31/05/2020 – 31/07/2020 – 30/09/2020 – 01/12/2020.

L’allungamento dei termini permetterà di verificare la concreta possibilità di andare a modificare il regolamento in Consiglio COmunale, al fine di ridurre in via definitiva della tassa per le sole attività rimaste chiuse, sulla base di quanto previsto dalla normativa nazionale e conseguenti DPCM ed ordinanze adottati in loro attuazione a seguito di epidemia COVID-19, da riconoscere per il periodo di inattività.

Si è infatti pensato che sia inutile optare per un solo rinvio dei pagamenti, che peraltro sarebbe esteso a tutti soggetti passivi del tributo, quanto della necessità di incidere sostanzialmente a favore di chi ha subito (e sta subendo) danni dalla crisi da coronavirus.

Sul punto, come sul resto delle operazioni di bilancio, si tratterà, in ogni caso, di approfondire la questione insieme a tutti i capigruppo del consiglio Comunale, cui il Sindaco ha chiesto di voler fattivamente collaborare nell’elaborazione di proposte e nell’individuazione di soluzioni.

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

Comunicato stampa Amm. Comunale Todi

 

Al fine di mantenere un contatto quotidiano con la popolazione, e per mantenere con quella socializzazione che è mancata nelle ultime settimane e presumibilmente mancherà ancora per un po’ per l’emergenza Coronavirus, il Comune di Todi lancia una serie di iniziative, organizzate dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con l’assessorato alle Politiche familiari e giovanili.

Per il prossimo mese sono dunque in programma degli appuntamenti quotidiani coordinati dagli assessori Ranchicchio e Marta, dedicati alla cultura e al tempo libero. Il progetto principale sarà “La cultura a casa”, strutturato in un appuntamento quotidiano, dal lunedì al sabato, alle ore 16,30, in cui un personaggio – professori, sociologi, esperti d’arte – terrà una rubrica di 15 minuti  visibile sulla pagina Facebook del Comune di Todi. Con suggerimenti, stimoli e consigli sul come trascorrere la quarantena.

Si inizierà da lunedì 6 aprile, con la rubrica “Todi vista da…”, nella quale Filippo Orsini, direttore dell’Archivio Storico di Todi, tratterà di pubblicazioni di importanti autori che hanno riguardato Todi. Il martedì Stefania Chinzari, esperta di pedagogia, condurrà la rubrica “Educhiamo”, con consigli sulle dinamiche familiari in tempi di forzata prolungata convivenza; il mercoledì Valerio Apice, regista e attore teatrale, proporrà “Fantasia Rodari”, con letture dedicate a Gianni Rodari e ai bambini; il giovedì la storica e guida turistica Francesca Tenti terrà la rubrica “Un giorno al Museo”; il venerdì la dottoressa Donatella Pitasi condurrà la rubrica “Star bene a casa”; il sabato l’artista, designer e artigiana Silvia Celindano intratterrà gli ascoltatori con “RiciclArte”, con consigli e suggerimenti creativi. Questo ciclo sarà riproposto per 4 settimane.

Un altro progetto messo in campo dall’Amministrazione è “Una casa in comune”, che prevede l’invio di brevi video da parte delle famiglie di Todi riguardanti la quotidianità casalinga in tempi di Coronavirus. I video saranno anche in questo caso pubblicati sul profilo Facebook del Comune, alle ore 18,30.

Ci sarà poi un concorso, anche questo collegato al centenario di Gianni Rodari, riservato ad elaborati dedicati al grande scrittore, con tre premi messi in palio dal Comune, fra i quali una visita – quando sarò possibile – al Parco della Fantasia di Omegna, città natale di Rodari.

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

 

Dottor Paolo Parasecolo:”Le Aggregazioni Funzionali Territoriali-AFT non sono un semplice ‘ricettificio”

 

Non sono un lettore abituale di  quotidiani online, per cui su sollecitazione di alcuni attenti lettori ho visto solo oggi le riflessioni del Vice Sindaco in merito alle AFT ed in qualità di Coordinatore della locale AFT credo opportuno proporre alcune mie considerazioni.

Le Aggregazioni Funzionali Territoriali nascono come prosecuzione del Patto della Salute 2014-2016 ( intesa Stato-Regioni 10/7/14) che istituisce le UCCP e le AFT quali forme organizzative della medicina convenzionata integrata con personale del SSN come previsto dal comma 2 della legge 189/2012 per l’erogazione delle cure primarie.

Per offrire ai cittadini un’assistenza sanitaria continuativa e capillare sul territorio,nell’arco dell’intera giornata,in Umbria (D.G.R.U. n.903 dell’1/07/2018 e DDG n. 1776 del 29/12/2017) è stata attivata una nuova forma organizzativa delle cure primarie attraverso le AFT.

Lo scopo principale per cui nascono era che nelle AFT il cittadino potesse ricevere visite mediche,prestazioni diagnostiche semplici,medicazioni,terapie iniettive,prescrizioni di farmaci,visite specialistiche ed esami strumentali e certificazioni. Coloro che sono affetti da una malattia cronica,dovrebbero trovare nella AFT di riferimento il medico e l’infermiere di famiglia,insieme ai terapisti della riabilitazione e agli psicologi in grado di programmare le terapie e gli accertamenti necessari. Nel caso di ricoveri,le AFT devono collaborare con i nosocomi per eventuali dimissioni protette.

Il medico e l’infermiere di territorio possono inoltre offrire ai cittadini consigli utili per un corretto stile di vita e per rendere le persone sempre più responsabili nei confronti della loro salute.

Fin qui gli intenti dichiarati al momento della istituzione,poi all’atto pratico,complici i cambi nell’organigramma sanitario e politico regionale prima, l’emergenza Covid 19 poi,tale strutturazione è rimasta fino ad oggi sulla carta.

Le funzioni proprie di questo modello organizzativo diventano quindi,a mio avviso,FONDAMENTALI proprio per contrastare attraverso la “Medicina del Territorio” l’incidenza del costo per la gestione dei pazienti affetti da malattie croniche, che è ormai vicino al 70% della spesa complessiva. L’incremento di queste patologie rende la cronicità un’emergenza di grande impatto strategico al quale si può rispondere solo con strutture complesse quali le AFT perfettamente a regime e funzionanti.

Questo dunque il ruolo fondamentale della nuova organizzazione della Medicina del Territorio e non semplice “ricettificio !”

Paolo Parasecolo

 

“Le dichiarazioni del Vicesindaco Ruspolini, apparse qualche giorno fa, mi impediscono di essere politically correct…”

 

In questo periodo siamo spronati, nella consapevolezza distare tutti sulla stessa barca, a remare insieme in un’ unica direzione avendo chiaro il fine che è quello di lottare e sconfiggere il coronavirus.

Il richiamo all’unità e alla solidarietà, perché ognuno faccia la sua parte nella guerra non dichiarata, fa appello alla nostra coscienza di uomini e di cittadini a cui corrisponde l’osservanza di un imperativo morale e diun precetto normativo.

La premessa è fatta a scanso di equivoci perché, pur limitati nella nostra libertà e confinati dentro ad un recinto,siamo ancora capaci di valutare ciò che va nella direzione comune e ciò che se ne distanzia, tanto da autorizzarci a rompere quel moralismo ipocrita che ci vorrebbe far tacere anche di fronte alle note  stonate.

Le dichiarazioni del Vicesindaco Ruspolini, apparse, qualche giorno fa mi impediscono, infatti, di essere politically correct, di osservare la regola del silenzio che la gravissima emergenza che stiamo vivendo imporrebbe, perché suonano come un campanello di allarme che si aggiunge e rinforza le preoccupazioni, già espresse, sul destino del presidio ospedaliero della MVT all’indomani dall’emergenzae che, ora, si estendono anche all’intero sistema sanitario dell’Umbria.

Il Vicesindaco, che sta svolgendo con impegno e dedizione la funzione pubblica di cui è titolare, insieme a tante altre persone scese, anche come volontari, in prima linea, ha ritenuto di allargare le “sue competenze” prendendo una precisa  posizione sulle passate gestioni della santità umbra,  secondo lui tutta da ripensare, anche in termini di razionalizzazione delle risorse,cominciando con il taglio degli AFT bollati come inutili ed inutilizzati dai cittadini.

Tale intervento, ci preoccupa e non poco perché’ introduce, in piena emergenza,un tema del tutto estraneo alle problematiche sorte con il diffondersi della pandemia, la riconversione dell’ Ospedale di Pantalla ed il prezioso impegno profuso della task force della protezione civile coordinata dal vicesindaco del Comune di Todi.

L’elemento fortemente indiziario dell’ esistenza di una regia che sta lavorando ad un progetto più ampio, non limitato al presidio ospedaliero della MVT,che porterà ad un sostanziale impoverimento del sistema sanitario pubblico regionale,è rintracciabile sia in riferimento all’autore del comunicato sia nella tempistica scelta per la sua divulgazione.

Non poco, infatti, ci sorprende che un amministratore comunale, privo di specifiche cognizioni e competenze in materia, si avventuri, con tanta sicurezza, a fornire analisi e soluzioni per un radicale cambiamento della sanità umbra in un momento di grave emergenza quando dovrebbe essere esattamente l’opposto.

Non èc orretto esprimere una valutazione di quella natura in una situazione straordinaria, come quella che ci ha investito che, in Umbria, al momento, è ben contenuta.

Il giudizio fortemente negativo espresso da Ruspolini non solo è del tutto strumentale ma è anche smentito dalla certificazione del Ministero della Salute secondo la quale,alla fine del 2019, la qualità del sistema sanitario della nostra regione risulta essere ancora tra le migliori in Italia.

Più in particolare, non si comprende come mai si è proposta la soppressione del servizio AFT, rivelatosi molto funzionale proprio per l’immediata e continua assistenza medica fornita all’utente, invece di assicurarsi che l’ adottata riconversione dell’Ospedale di Pantalla sia temporanea, giustificata esclusivamente dall’emergenza in atto.

Non abbiamo sentito spendere nemmeno una parola, volta a tranquillizzare i cittadini, dopo la soppressione dei servizi sanitari  territoriali dovuta alla chiusura del Pronto Soccorso e della totale interdizione dell’ospedale di Pantalla ai pazienti non affetti da Covid 19.

Non c’è stata risposta neppure alle numerose voci di dissenso espresse pubblicamente anche da autorevoli esponenti del centrodestra.

Trovano,così, conferma i dubbi e le perplessità sul ruolo effettivo del vicesindaco che appare, in questo frangente, più il portavoce tuderte della Lega e della Presidente Tesei, sempre più orientata a smantellare la sanità pubblica regionale in favore di quella privata come, in effetti, dichiarato da quest’ultima in campagna elettorale.

Del resto, questo modo di agire non è una novità.

Anche in un recente passato, in occasione della difesa del tribunale tuderte, abbiamo constatato che il Sindaco Ruggiano, anziché tutelare le esigenze del territorio e dei cittadini, ha preferito essere in linea con i progetti dei propri referenti politici.

Avv. Roberta Marchigiani

Segretario del Circolo PD di Todi Centro

 

 

 

 

 

 

Todi e il coronavirus, Valerio Natili: “Situazione turistica molto difficile”

 

Todi ha puntato molte delle sue carte sul settore ricettivo e del turismo e ora sta pagando un prezzo alto al coronavirus dal punto di vista economico. A confermarlo è Valerio Natili, segretario regionale della Fisascat (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini Turismo) Cisl.

“Le uniche attività aperte sono quelle consentite dal decreto ministeriale, quindi parliamo di alcune attività commerciali e di altre contingentate. Per essere più chiari, nel centro di Todi sono aperti il tabaccaio e la farmacia. Tutti hanno attivato i servizi a tutela del personale, dunque la cassa integrazione. Parlo di ristoranti e alberghi”. Todi vocata al turismo rischia di perderci molto, ora e dopo la fine dell’emergenza sanitaria: “Il turismo è una voce importante del reddito cittadino. Nei dintorni di Todi ci sono tante case vacanze. Sarà molto dura, inutile nasconderlo. Il Tuderte poteva contare su diversi arrivi dall’Europa e dagli Stati Uniti grazie alle sue campagne, ai casolari destinati alla ricezione dei visitatori”. 

Anche l’indotto è a terra: “I ristoranti, quando potranno riaprire, si ritroveranno senza i turisti che erano importanti per il fatturato e per il volume d’affari. Devo ammettere che da questo punto di vista non si intravvede una soluzione”. Va solo leggermente meglio per le piccole realtà commerciali che alla riapertura potranno contare su un lento ritorno alla normalità. Decisamente più importante invece il ruolo che stanno giocando già oggi i grandi centri commerciali: “Qui abbiamo un aumento della clientela, delle merci presenti, del lavoro. La gente, non andando in bar e ristoranti, si prepara da mangiare a casa dopo aver acquistato nei supermercati”. 

“Solidarietà alimentare”: il Comune di Todi pubblica le regole per usufruire dei buoni spesa. E coordina gli esercizi commerciali che offrono il servizio

 

L’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.658 del 29 marzo 2020, con oggetto “Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, ha attribuito risorse ai comuni per l’attuazione della misura della “solidarietà alimentare”. Buoni spesa per l’acquisto di beni di prima necessità messi a disposizione di individui e nuclei familiari in condizioni di disagio economico a seguito dell’emergenza epidemiologica da virus Covid-19. In ottemperanza, il Comune di Todi ha predisposto gli strumenti necessari ai cittadini per accedere ai contributi straordinari, e agli esercizi commerciali per aderire all’iniziativa: entrambi i provvedimenti sono stati pubblicati integralmente sul sito istituzionale del comune.

Con l’ordinanza numero 42 il Sindaco incarica il Settore “Demografico e Sociale” di raccogliere e verificare le domande presentate e predisporre gli atti per i pagamenti del dovuto agli esercizi commerciali in seguito dell’erogazione dei buoni spesa. Il buono spesa è una tantum e l’importo è determinato come segue: Nuclei unipersonali € 100,00; Due persone € 200,00; Tre persone € 300,00, ed ulteriori 100 Euro ogni persona in più facente parte del nucleo familiare.

Ai fini dell’assegnazione dei buoni spesa, si terrà conto delle situazioni famigliari di difficoltà già seguite dai servizi sociali del Comune non già assegnatari di qualsivoglia forma di sostegno pubblico, e delle istanze di parte dei residenti che si trovino a non avere risorse economiche disponibili per poter provvedere all’acquisto di generi di prima necessità. A tal fine si terrà conto delle domande pervenute fino alla data del 6 aprile 2020 alle ore 14,00.

Le domande, redatte utilizzando il modulo disponibile sul sito internet del Comune, andranno inviate all’indirizzo comune.todi@postacert.umbria.it. In caso di indisponibilità dei suddetti

strumenti, la domanda può essere presentata al protocollo dell’ente, previo appuntamento

telefonico 0758956202.

Con un apposito avviso pubblico è stata poi avviata la formazione di un elenco di esercizi commerciali che intendono aderire all’iniziativa di buoni spesa. Possono richiedere l’iscrizione all’elenco gli esercenti attività commerciale nel settore “Alimentare” e di “generi di prima necessità” (prodotti alimentari, articoli per l’igiene personale e della casa, farmaci ed articoli medicali) con sede nel Comune di Todi, compilando l’apposito modulo disponibile sul sito internet del Comune.

La domanda in carta semplice dovrà essere trasmessa entro il 3 aprile 2020 alle ore 14, a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo comune.todi@postacen.umbrialt o mediante consegna al protocollo presso la sede Municipale di Todi, Piazza del Popolo, 29/30. Nella domanda di adesione gli operatori commerciali possono indicare la percentuale di sconto (dal 5% al 10%) che intendono eventualmente applicare su alcuni o tutti i prodotti destinati alla vendita.

 

Amministrazione Comunale di Todi