COLDIRETTI UMBRIA: “TIENE” IL LAVORO NEI CAMPI (+0,9%)

 

Nonostante la congiuntura economica difficile, aumenta in Umbria dello 0,9%, rispetto al 2016, il numero dei lavoratori dipendenti in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Umbria, sui dati dell’Osservatorio Inps sul mondo agricolo nel 2017. A livello nazionale nei campi sono nati 25mila nuovi posti di lavoro nell’ultimo anno, facendo salire il numero dei lavoratori dipendenti in agricoltura a quota 1,06 milioni di addetti. Sono 13.343 i lavoratori dipendenti nei campi umbri, a fronte di 8.071 lavoratori agricoli autonomi (Coltivatori diretti, Coloni e mezzadri e Imprenditori Agricoli Professionali) 4.694 uomini e 3.377 donne – riferisce Coldiretti – con il mondo agricolo che continua a rappresentare un’opportunità lavorativa importante. Un settore perciò da potenziare ulteriormente con relazioni contrattuali lungo le filiere, per assicurare al produttore agricolo la giusta remunerazione, così come al lavoratore.

Quasi un terzo dei lavoratori dipendenti è rappresentato – sottolinea Coldiretti Umbria – da giovani sotto i 35 anni per un totale di 4.150. Un dato che conferma – nota Coldiretti – la rinnovata attrattività della campagna per i giovani, con l’agricoltura diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, sia per chi vuole investire alla guida delle imprese sia per chi vuole trovare un’opportunità di lavoro.

Non a caso ben otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura, secondo un’analisi Coldiretti/Censis. Va segnalato peraltro che tra chi fa dell’agricoltura una scelta di vita accanto al numero crescente di quanti hanno scelto di raccogliere il testimone dei genitori, la vera novità rispetto al passato – conclude Coldiretti – sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità.


 

CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER IL CENTRO STORICO

 

Tutti i Consiglieri di Opposizione hanno sottoscritto una richiesta di Consiglio Comunale Grande(Aperto) per parlare del Varco Elettronico del Centro Storico e conseguente Chiusura di Piazza del Popolo al Traffico. Con questa sessione di Consiglio si vuole dar modo ai cittadini e agli attori maggiormente interessati alla fruibilità dell’acropoli di parlare del Centro Storico in maniera ampia e a tutto tondo, sarà l’occasione per ascoltare l’opinione della città anche sulla Delimitazione dell’Area Pedonale di Piazza del Popolo, dell’Interruzione del Passaggio dei Bus Scolastici Grandi in Centro, della Nuova Illuminazione e dell’Arredo Urbano di Piazza.

Dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, web ed incontri informali con singoli cittadini fatte da alcuni esponenti della Giunta Comunale di Todi, la città ha appreso che dagli inizi di Novembre 2018, l’Amministrazione Comunale istituirà il Varco Elettronico per l’accesso al Centro Storico di Todi. Il Varco Elettronico è un sistema informatico integrato per il controllo degli accessi e il rilevamento dei flussi veicolari nelle zone a traffico limitato. Il sistema tecnologico controlla gli accessi e il rilevamento immediato delle infrazioni; al passaggio del veicolo la telecamera legge il numero della targa verificando automaticamente se il mezzo è autorizzato. In sostanza si chiude l’accesso al Centro Cittadino. Da parte di Sindaco e Giunta, prima di prendere tale decisione, non risulta alcun confronto con le categorie rappresentanti delle attività economiche e commerciali del centro storico, men che meno con le associazioni ed i cittadini che popolano l’acropoli. Siamo difronte ad una nuova iniziativa unilaterale presa dell’Amministrazione. Ad oggi non si ha conoscenza di nuovi progetti o di proposte di forme di potenziamento della viabilità alternativa per l’accesso in Centro, in caso di chiusura al traffico. Questa scelta renderebbe il Centro Storico aperto solo ai turisti e chiuso alla vita normale dei cittadini, isolerebbe il centro dal resto della città, essendone invece uno dei cuori pulsanti e che dovrebbe muoversi in sinergia con quartieri e frazioni.

L’attuale Amministrazione in merito al Centro Storico, senza nessun percorso partecipativo con la città,  ha fatto scelte come: delimitare area pedonale della piazza, ha interrotto il passaggio dei bus scolastici grandi, non ha condiviso il progetto di nuova illuminazione. Nulla si sa di come verranno utilizzati i 100.000,00€  lasciati in bilancio dall’ultima Amministrazione di Centrosinistra per un nuovo arredo urbano di Piazza del Popolo.

Per dare la possibilità di partecipare ad un maggior numero di cittadini, compresi i commercianti, una delle categorie maggiormente interessate alla questione, abbiamo chiesto che il Consiglio Grande(Aperto) sia convocato alle ore 21:00.

Gruppi Consiliari: Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Todi Civica.


 

SANITÀ: “RICAVI GIGANTESCHI PER LE AZIENDE SANITARIE. CHI SI PREOCCUPA INVECE DELLE LISTE D’ATTESA DEI PAZIENTI?” – SQUARTA (FDI) ANNUNCIA INTERROGAZIONE E CHIEDE “I NUMERI DELL’INTRAMOENIA IN UMBRIA”

 

Marco Squarta

“La Giunta regionale presenti in Aula un
report sull’attività in intramoenia effettuata dai medici dipendenti del
sistema sanitario pubblico, affinché sia possibile conoscere il quadro
complessivo dell’attività svolta dai professionisti delle aziende sanitarie
umbre”. Lo chiede, con una interrogazione di cui annuncia la presentazione,
il consigliere Marco Squarta (Fratelli d’Italia – portavoce opposizione
centrodestra).

“Questo atto ispettivo – spiega il capogruppo regionale di Fratelli
d’Italia – punta a comprendere a quanto ammonta l’incasso delle aziende
sanitarie. Anche perché i guadagni per i medici impegnati nelle visite sono
davvero poca cosa in confronto. Alla Giunta chiedo di trasmettere l’ammontare
dei ricavi per le strutture pubbliche insieme al numero di esami svolti per
avere un quadro dettagliato sul funzionamento dell’intramoenia in Umbria.
L’obiettivo dell’interrogazione – evidenzia Squarta – è come al solito
legato all’abbattimento delle liste d’attesa in Umbria: conoscere come
vengono distribuite le ore per l’attività istituzionale e quella privata è
un passaggio necessario per ridimensionare il problema”.

Marco Squarta aggiunge infine che “l’attività di intramoenia fa guadagnare
molto all’azienda sanitaria, con ricarichi pesanti per le tasche dei
pazienti, che non potendo fare altrimenti sono obbligati ad usufruire delle
prestazioni in intramoenia, ma fin troppo scarsi per i medici che durante le
visite mettono a disposizione la loro professionalità”.


 

Comunicato Stampa di Todi Civica :”ANAGRAFE: RIDUZIONE DEL SERVIZIO FRUTTO DELLA RIORGANIZZAZIONE SBAGLIATA”

 

La riorganizzazione del personale del Comune di Todi, voluta dalla maggioranza ed fortemente osteggiata dalle forze di opposizione, comincia a dare i primi risultati negativi. I cambi di personale, operati senza una logica che potesse garantire la piena funzionalità e continuità degli uffici, hanno creato notevoli disagi ai cittadini. In particolare in queste settimane abbiamo avuto notizie di lunghe file all’ufficio anagrafe, ufficio che, va ricordato, sino a qualche mese fa veniva pubblicamente elegiato per l’efficienza con cui operava. A ciò si aggiunga la scelta dell’amministrazione comunale di ridurre drasticamente gli orari di apertura al pubblico. Dopo decine di anni in cui il servizio veniva svolto per quattro ore dal Lunedì al Sabato, a partire dal 20 novembre, l’orario sarà ridotto di un ora ( apertura al pubblico alle 10.00 e non più alle 9.00), dal Lunedì al venerdì. Inoltre l’apertura dello sportello di Pantalla viene dimezzato, passando da due ad una volta a settimana. Decidere di chiudere il Sabato l’ufficio anagrafe è certamente un disservizio rilevante per tanti cittadini che potevano approfittare di quella giornata per il rinnovo o l’acquisizione di documenti anagrafici, così come risulta evidente che aprire alle 10.00 significa mettere gli utenti nele condizioni di perdere l’intera mattina per un documento.  Siamo convinti che a questa scelta si sia arrivati per far fronte ad una riorganizzazione che non risponde alle esigenze del servizio e che ha costretto i dipendenti ad affrontare il proprio impegno professionale con difficoltà e disagio. Temevamo che le scelte fatte dall’amministrazione sul personale avrebbero avuto esiti negativi ed i fatti, purtroppo, ci danno ragione. Ci preoccupa il fatto che questo sia solo l’inizio e riteniamo che nuovi problemi si verificheranno anche presso altri servizi.
Todi Civica


 

SICUREZZA: “DECESSI PER OVERDOSE E ALTRI EVENTI CORRELATI ALL’ASSUNZIONE DI DROGA E ALCOL”- AUDIZIONE DEI PREFETTI DI PERUGIA E TERNI DELLA COMMISSIONE REGIONALE D’INCHIESTA

 

 

 

 

 

 

I prefetti di Perugia e Terni, Claudio
Sgaraglia e Paolo De Biagi, sono stati ascoltati questa mattina a Palazzo
Cesaroni dalla Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità
organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità
della vita”, presieduta da Giacomo Leonelli, per una informativa su
“decessi per overdose e gli altri eventi acuti mortali o a rischio di morte
correlati all’assunzione di droghe ed alcol”, richiesta dallo stesso
presidente.

Durante l’audizione è stato spiegato che alcuni reati, come lo spaccio,
non vengono denunciati a differenza di furti e violenze. E quindi la
variabilità dei dati rispetto a questo crimine dipende dall’incisività
dell’azione di contrasto svolta dalle forze di polizia: paradossalmente il
dato scende in assenza di controlli e repressione.

La criminalità diffusa e legata a traffico e spaccio di droga è presente a
PERUGIA soprattutto nella zona della stazione ferroviaria. I consumatori sono
soprattutto italiani (perugini, studenti fuori sede, abitanti delle province
limitrofe) mentre lo spaccio viene gestito da nordafricani e albanesi. La
linea ferroviaria Foligno-Roma e Terontola-Firenze viene utilizzata dagli
acquirenti delle sostanze, che si fermano per comprare la droga, a volte la
consumano in loco, e poi ripartono. Secondo le fonti istituzionali, nella
provincia di Perugia, nel 2017, ci sono stati 6 i morti per overdose, mentre
nei primi dieci mesi del 2018 sono stati 7, correlati all’assunzione di
eroina, a volte associata ad altre droghe. Coloro che muoiono per overdose
vengono generalmente da un lungo percorso di tossicodipendenza. In prefettura
sono stati segnalati 97 soggetti come assuntori di sostanze stupefacenti. I
23 carabinieri recentemente assegnati a Perugia saranno destinati al
contrasto della criminalità e del traffico di droga. Assume una certa
importanza il recupero delle zone periferiche degradate, affinché lo spaccio
non vi si radichi, e la repressione degli esercizi pubblici in cui viene
venduta droga o alcolici fuori dalle regole. La prefettura collabora al
‘Progetto scuole sicure’ del ministero dell’Interno, a cui invia report
semestrali, e nei pressi delle scuole vengono svolti controlli anche con
unità cinofile.

Per quanto riguarda TERNI, la situazione della sicurezza pubblica viene
definita “soddisfacente” anche se ci sono due settori che generano
allarme: i furti nelle abitazioni e i reati legati allo spaccio di droga;
questi generano maggiore apprensione nella popolazione perché interessano i
giovani e perché si teme che dietro allo spaccio ci potrebbero essere
organizzazioni criminali radicate, un elemento che per ora a Terni non
avrebbe trovato riscontri. I dati riferiti alla detenzione di sostanze
stupefacenti e quelli dei reati di spaccio, in provincia di Terni, hanno
registrato un incremento tra il 2015 e il 2016 (+35 per cento), tra il 2016 e
il 2017 (+29 per cento) per poi decrescere nei primi 10 mesi del 2018 (-30
percento). Il 13 per cento delle persone segnalate per uso di droga sono
minori, con un abbassamento dell’età dei consumatori. Lo spaccio si
concentra nel capoluogo di provincia (80 per cento circa) e nelle località
di passaggio vicino ai caselli autostradali. La posizione geografica di Terni
e i collegamenti con Roma, Perugia e Firenze la rende una piazza appetibile
per il commercio di droga, per il rifornimento delle sostanze e il loro
semplice passaggio.


 

GIACOMO LEONELLI,Partito Democratico : “AEROPORTO:IL VENIR MENO DELLA ROTTA PER FRANCOFORTE SAREBBE UN ALTRO GRAVISSIMO COLPO. SOLLECITO DISCUSSIONE URGENTE MIA MOZIONE PER UNA FASE NUOVA E SUPERAMENTO DELL’ATTUALE CDA DI SASE”

 

“La notizia dell’intenzione di Sase Spa di non rinnovare la convezione con Ryanair per mantenere dalla prossima primavera il collegamento con Francoforte è incredibile e inaccettabile. Se
dovesse essere confermata, saremmo di fronte all’ennesimo durissimo colpo al
nostro scalo aeroportuale. Si tratta di una situazione ormai non più
sostenibile”: lo sostiene il consigliere regionale del Partito democratico
Giacomo Leonelli.

“Una mia mozione – ricorda Leonelli – che da troppo tempo attende di
essere discussa in Aula riguarda proprio il superamento dell’attuale
Consiglio di amministrazione di Sase Spa e chiedo che venga messa in
discussione come primo punto della prossima seduta, perché non possiamo
continuare a restare fermi di fronte a questa situazione. Tale mozione sarà
infatti utile per avere in Aula un chiarimento serio su quanto sta accadendo
intorno all’Aeroporto Internazionale San Francesco di Assisi”.

“Lo dico e lo ripeto – conclude – anche se in passato ho ricevuto
attacchi personali per questa mia posizione, ora è arrivato il tempo di
promuovere, come chiedo proprio nella mozione, un superamento del Cda attuale
della società di gestione dello scalo aeroportuale della nostra regione, al
fine di avviare una fase nuova per il suo futuro, ponendolo al centro di una
strategia di sviluppo dell’economia e del turismo del nostro territorio”


 

L’Amministrazione di Centro Destra di Todi si dimentica della “Strage di Nassirya” nel giorno del 15° anniversario

 

Sembrerebbe proprio così Sembrerebbe proprio così ! Nessuno ha letto comunicati stampa o ha ricevuto informazioni su commemorazioni svoltesi a Todi ed organizzate dall’attuale Amministrazione Comunale. Siamo rimasti perplessi e indecisi se trattare questo argomento. Un’amministrazione che vede la partecipazione di Fratelli d’Italia,della Lega Umbria,di Forza Italia può dimenticare che il 12 novembre 2003 alle 10,40, le 08.40 in Italia, due terroristi a bordo di un’autocisterna carica di esplosivo attaccarono la base Maestrale a Nassiriya, in Iraq ? Può dimenticare il bilancio devastante: 19 italiani morti, tra cui dodici carabinieri ?

E’ possibile che nessuno dei componenti la Giunta Comunale abbia pensato a ricordare l’evento ? Oppure l’anniversario di una tragedia che coinvolse l’intera Italia in un grande abbraccio di solidarietà con i familiari delle vittime ? Sinceramente ci auguriamo che la commemorazione avvenga a posteriori,anche se molte amministrazioni comunali,tra cui Terni,l’hanno ricordata solennemente proprio il 12 novembre.

Non è semplice commentare lo stupore con cui abbiamo aspettato che la Giunta Comunale o anche il Consiglio Comunale divulgassero un comunicato,visto che se ne diffondono a iosa per ogni argomento,in merito a celebrazioni per ricordare questo anniversario. Lascia ancor più perplessi il silenzio di Fratelli d’Italia,forza politica che sull’identità nazionale dovrebbe credere più di altri ! La Lega Umbria di Todi ha un ViceSindaco,Adriano Ruspolini,Generale di Brigata,che il drammatico episodio all’epoca lo avrà visto coinvolto quanto meno emotivamente. Di Forza Italia,partito politico ormai entrato nell’ottica “liberalsocialista con venature clericali” c’è poco da dire.


 

COMUNICATO STAMPA: “CURA DEL TERRITORIO E LOTTA ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO? NO, SOPPRESSIONE DI “ITALIA SICURA” E CONDONI (OVVERO LA POLITICA AMBIENTALE DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO E LA TERZA LEGGE DELLA STUPIDITÀ UMANA)”

 

Gli eventi drammatici di carattere meteorologico che hanno colpito l’Italia da Nord a Sud nelle scorse settimane hanno svelato ancora una volta un paese sempre più fragile ed insicuro, con frane devastanti ed eventi alluvionali che aumentano a dismisura anno dopo anno. Alla base di ciò vi sono i cambiamenti climatici ed il consumo sfrenato di suolo, con i nostri territori deturpati dalla cementificazione, come ampiamente denunciato da Legambiente nell’ultimo report del novembre del 2017 dedicato al rischio idrogeologico in Italia.

Qual è stata la reazione della maggioranza gialloverde a questi eventi calamitosi, che stanno lì a ricordarci come la vera emergenza del XXI secolo non sia rappresentata dall’immigrazione, quanto piuttosto dalla questione ambientale? Volendo rimanere confinati nel campo del folklore, degne di nota sono le sparate del ministro dell’Interno Salvini contro gli “ambientalisti da salotto” e il Pd (in ossequio al mantra quotidiano “E ALLORA IL PD????!!!!!!!!!!”) e gli avvilenti deliri clowneschi di Beppe Grillo, secondo cui il riscaldamento globale non è nient’altro che una gigantesca montatura complottistica.

Al di là di queste sparate, verso le quali non si sa se a prevalere debba essere il riso o la pietà, ben più preoccupazione destano le linee di indirizzo politico-amministrative delineate dalla maggioranza gialloverde in materia ambientale ed i primi provvedimenti legislativi ad esse corrispondenti, approntati, peraltro, quasi in contemporanea ai drammatici eventi poc’anzi menzionati.

In primo luogo, non può che essere evidenziata l’incomprensibile rinuncia ai fondi Bei (Banca Europea per gli Investimenti) previsti per finanziare gli interventi contro il dissesto idrogeologico nel Centro Nord, con la motivazione, addotta dal ministro Costa, che quelle risorse non servono, che ce ne sono già abbastanza e che sarà comunque possibile valutare il ricorso al mutuo Bei qualora perverranno nuovi progetti cantierabili non finanziabili sulla base delle risorse disponibili. Una vera e propria follia, che vuol dire privarsi di 800 milioni di euro e dire addio a numerosi interventi già cantierabili, condivisi con le Regioni dalla struttura di missione “Italia Sicura”.

In secondo luogo, è propria ad “Italia Sicura” che va rivolta l’attenzione. Con essa si fa riferimento alla Struttura di Missione per la riqualificazione dell’edilizia scolastica istituita dal governo Renzi (poi mantenuta ed ulteriormente finanziata dal governo Gentiloni) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui il governo del cambiamento ha pensato bene di non rinnovare il mandato.

Negli ultimi quattro anni sono stati stanziati ben 10 miliardi di eur0 per l’edilizia scolastica, di cui più di 5 già spesi da Comuni, Province e Città Metropolitane per interventi di messa in sicurezza e realizzazione delle scuole. Una cifra notevole, maggiore di quella stanziata negli ultimi venti anni dai precedenti esecutivi. Sono stati edificati oltre 300 nuovi edifici scolastici in tutta Italia e le task force edilizia scolastica hanno monitorato sul campo oltre 2.100 interventi in 15 diverse regioni.

Tanto per dare l’idea, nel territorio tuderte, grazie ad “Italia Sicura” e al lavoro intelligente della precedente giunta di Centrosinistra, sono arrivati quasi due milioni di euro (esattamente 1.808.896), che sono andati a finanziare quattro interventi di riqualificazione riguardanti la scuola primaria di San Fortunato, la scuola media Cocchi-Aosta e l’istituto agrario Ciuffelli.

Infine, a fronte di tanti proclami a favore della legalità e dell’onestà, Lega e Movimento Cinque Stelle hanno pensato bene di infilare nel decreto legge su Genova una gragnuola di norme per cui, nel comune di Ischia, a tutte le istanze di condono – ossia presentate ai sensi di tutti e tre i condoni edilizi, quelli del 1985, 1994 e 2003 – relative agli immobili danneggiati dal sisma del 2017 andranno applicate le norme stabilite dalla legge n. 47 del 1985, vale a dire quella del primo condono edilizio. Ciò vuol dire, in poche parole, che le disposizioni del 1985 ora potranno essere usate anche per abusi realizzati sino al 2003, inclusi quelli che, senza la nuova norma ad hoc, sarebbero rientrati nel regime del cosiddetto terzo condono edilizio, più restrittivo dei due precedenti.

Un bel cambiamento, insomma: ripartono i condoni edilizi e tre lustri di consolidata giurisprudenza costituzionale ed amministrativa a tutela del paesaggio – una prerogativa, giova rammentarlo, sancita dalla Costituzione – vengono buttati al macero per favorire l’abusivismo in un territorio fragile come quello ischitano.

Che dire? Aveva proprio ragione lo storico dell’economia Carlo Maria Cipolla quando si premurò di descrivere le leggi fondamentali della stupidità umana, in particolare la terza, secondo cui “una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Ecco, parole più azzeccate di queste per descrivere la politica ambientale del governo gialloverde non esistono.

 

MANUEL VALENTINI CONSIGLIERE COMUNALE e CAPOGRUPPO Pd

 


 

Comunicato Stampa Todi Civica “SPORT CARD: MEGLIO IL SILENZIO”

 

Se le vostre parole non sono  migliori del silenzio, dovreste stare zitti. Invitiamo il gruppo consiliare della Lega di Todi, nelle persone delle consigliere Peppucci e Marconi , a far proprio questo proverbio cinese. Sulla sport card, il comunicato delle leghiste locali è un autogol clamoroso. Invece di riconoscere semplicemente di essersi dimenticate per ben nove mesi di una proposta che loro stesse avevano portato in Consiglio Comunale ( approvata il 30 novembre 2017), provano pure ad attaccare il Consigliere Pizzichini, dimenticando che, se gli uffici oggi lavorano ” alacremente” all’istruttoria, è solo grazie all’intervento di Todi Civica. Rammentiamo alle consigliere che con nota del segretario generale, a seguito di accesso agli atti, al Consigliere Pizzichini veniva riferito che gli uffici ” non erano stati incaricati di attivare la sport card” . Informazione che risale a metà settembre 2018.  L’atto è  stato trasmesso agli uffici solo nel mese di settembre e a seguito delle numerose sollecitazioni del gruppo Todi Civica. Questo significa che in nove mesi ( DICASI NOVE MESI ! ) le consigliere non  si erano minimamente preoccupate di verificare se e come gli uffici stessero portando avanti la proposta approvata dalla maggioranza. Un fatto che si commenta da sé , soprattutto se si  considera che il provvedimento, destinato alle così dette categorie protette, era stato annunciato con i soliti toni trionfalistici e risolutivi.
Todi Civica rivendica la scelta di non aver votato quell’atto, considerando la proposta assolutamente inadeguata e, sotto alcuni profili, a nostro avviso, iniqua. Il punto politico, evidentemente non colto dal gruppo della Lega, pertanto, non era riferito al merito del provvedimento, quanto alla superficialità e al pressappochismo con cui si è seguita (anzi non seguita) una questione che, evidentemente aveva solo il carattere dello spot elettorale. Nascondersi dietro lo scudo del Governo nazionale  a poco serve e soprattutto e nulla c’entra. Invitiamo il gruppo della Lega ad assumersi le proprie responsabilità e evitare in futuro brutte figure come questa.
Todi Civica


 

NOCCIOLE, SVILUPPO E OPPORTUNITÀ: COLDIRETTI UMBRIA INCONTRA LOACKER

 

Un’opportunità economica importante per le imprese agricole umbre, anche in un’ottica di diversificazione delle produzioni, puntando su un contratto di filiera in grado di valorizzare l’economia del territorio, la tracciabilità e la qualità della nocciola. Si discuterà anche di questo nel corso dell’incontro che Coldiretti Umbria ha organizzato per martedì 13 novembre alle ore 15,00 a Perugia presso la sede di Via Settevalli 131/f, con i rappresentanti di Loacker, società leader nel settore della produzione dolciaria a livello mondiale e del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, protagonisti di una partnership per rafforzare la filiera delle nocciole italiane.

L’obiettivo dell’appuntamento – spiega Coldiretti – è quello di illustrare alle imprese agricole la possibilità di aderire al progetto Loacker, tenuto conto anche dello sviluppo della corilicoltura made in Umbria degli ultimi anni e delle interessanti prospettive all’orizzonte, per un’agricoltura sempre più sostenibile.

Un’occasione di confronto quindi – aggiunge Coldiretti – per riflettere sulle esigenze pedoclimatiche della coltivazione, sulle aree maggiormente vocate, sulla preparazione dei terreni, messa a dimora delle piante, sulle varietà: tutti argomenti necessari di approfondimento in un’ottica di produttività e reddito d’impresa adeguati.

Un ettaro di noccioleto – ricorda Coldiretti – ha una capacità produttiva variabile tra i 20 ed i 25 q.li per ettaro; il prezzo medio delle nocciole degli ultimi 10 anni è stato di 250,00 € al quintale circa. In condizioni agronomiche adeguate, il noccioleto entrerà in produzione al quinto anno, raggiungendo la produzione di regime dall’ottavo-nono anno; la vita di una pianta di nocciolo monocaule è stimabile in 40/50 anni.

Il progetto Loacker – riferisce Coldiretti – prevede la presentazione alle imprese agricole associate a Coldiretti, di un protocollo agronomico, ma anche del contratto di filiera che si fonda, tra l’altro, su un prezzo minimo garantito, così come su premialità per quegli imprenditori agricoli capaci di esprimere produzioni di eccellenza.

Sviluppare e potenziare una filiera italiana tracciata e di qualità della nocciola – conclude Coldiretti – rientra tra gli obiettivi di tutela e valorizzazione dell’agroalimentare che Coldiretti persegue da tempo, anche tenuto conto del proliferare nel corso degli anni di prodotto estero nel nostro Paese, spesso con caratteristiche e qualità molto lontane dalle nostre.