Un articolato e lungo comunicato stampa del CdA della Veralli-Cortesi risponde alle critiche della lista “Per Todi”

“…invitiamo il gruppo “Per Todi – con Ruspolini” ad evitare comunicazioni diffamatorie infondate e strumentali….”

 

Fa piacere che l’attenzione del gruppo consiliare “Per Todi – con Ruspolini” si rivolga all’amministrazione di Veralli Cortesi, così deve essere, riteniamo però che la vigilanza che compete al consiglio comunale vada esercitata con adeguate interlocuzioni e scambi di informazioni, rifuggendo dalla tentazione di basarsi sul “sentito dire”, magari trapelato da chi per qualsiasi ragione avrebbe desiderato che le cose andassero diversamente; una discussione condotta senza regole e male informata rischia di produrre come unico risultato un danno di immagine all’Ente così tanto amato.
Per replicare ad alcune considerazioni disordinate ed erronee teniamo a precisare quanto segue.
Nel menzionare la modifica del PIAO 2024-2026 del 22/03/2024 gli scriventi dimenticano di riferire che nel Piao ereditato dal precedente Consiglio di Amministrazione era prevista l’assunzione di due figure in categoria B1, una da assumere nell’anno 2023 e la seconda nell’anno 2024 e, in prossimità della scadenza del mandato, era stato tenuto il concorso per la selezione.
Il Consiglio di Amministrazione in carica ha reputato che tale soluzione non fosse opportuna per le seguenti ragioni.
Innanzitutto va ricordato che la persona che riveste la figura dell’attuale Segretario dell’Ente è stato assunto per occuparsi del servizio per la gestione del patrimonio viste le sue competenze per formazione ed esperienze pregresse; allo stesso è stato attribuito l’incarico di Segretario “ad interim” dal precedente CdA e confermato temporaneamente dal CdA in carica; ad interim significa incarico temporaneo in attesa della nomina di un titolare a cui compete.
L’espressione “come sempre è avvenuto nel passato di questo ente”, potremmo disquisire se equivocabile, vuole significare che i regolamenti interni dell’Ente, che anche i precedenti Consigli non hanno inteso modificare, prevedono la figura del Segretario in capo al Responsabile Amministrativo e la funzione di Vice in capo al responsabile del servizio Patrimonio e, quindi, alla luce dei regolamenti in vigore all’attuale Segretario spetterebbe il ruolo di Vice.
Non è un caso se “come sempre è avvenuto” la figura del Segretario ricade sul Responsabile del Servizio Amministrativo dal momento che è un ruolo che attiene soprattutto all’area giuridica, economica, contabile, giuslavoristica dove serve formazione ed esperienze proprio in quelle aree.
Merita riferire che il consistente patrimonio lasciato da Cortesi, la cui cura deve servire al proprio mantenimento e ad aiutare la gestione della Residenza Protetta, prevede in organico due figure; di queste una è la persona attualmente incaricata della funzione di Segretario e, quindi, sostanzialmente sottratto al suo ruolo, e la seconda è di fatto indisponibile per una serie di ostacoli e motivazioni personali che lo rendono assente ed indisponibile. Ne consegue che il servizio del Patrimonio ha un serio problema di sottodimensionamento e di funzionamento anche solo nella gestione ordinaria.
Il maggiore onere per l’Ente non sarà quanto scritto nel comunicato; questo numero è inventato e non risulta da alcun atto di questo Ente. La delibera contiene altri numeri ben più bassi a cui lo stesso Segretario attualmente in carica ha dato parere favorevole.
Sfugge il motivo per cui il gruppo consiliare “Per Todi – con Ruspolini” sia ricorso ad una allusione gratuita ed offensiva al “clientelismo”; sfugge, infatti, come si possa qualificare clientelare una trasparente selezione per titoli ed esami come quella proposta dal vigente CdA e sfugge, altresì, come mai tale malizia non sia stata sollevata anche per precedenti selezioni avvenute in periodi che registravano la presenza, seppure in diversa collocazione, di chi oggi appartiene al predetto gruppo consiliare.
Immaginiamo che il gruppo “Per Todi – con Ruspolini” abbia a cuore la ricerca della verità e la verità in un Ente come Veralli Cortesi sono gli atti che vengono prodotti. Risulta pertanto incomprensibile come dagli atti sia stata desunta una politica fantasiosa e scellerata dell’Ente da parte del Consiglio di Amministrazione ma al contempo si sia potuto promuovere l’operato del Segretario; lo dimostra il fatto che l’affermazione “considerato che seppure ritenuta apprezzabile l’attività del Segretario …” sia diventata nella Vostra declinazione “riconoscendo l’ottimo lavoro svolto”. Bel lungi dall’affrontare un sofisticato percorso di analisi semantica è ben chiaro che definire una cosa apprezzabile non significa definirla ottima e che tali conclusioni derivano non da atti ma da un “sentito dire”.
Concludiamo con un’altra ingiusta inesattezza, maggiormente ingiusta perché non colpisce solo l’operato del Consiglio ma dei tanti addetti che giornalmente lavorano per il migliore funzionamento della Residenza Protetta. La retta degli ospiti, sicuramente impegnativa, è assolutamente adeguata ed in linea, anzi, molto più economica di altre strutture che offrono pari qualità del servizio di ben 2-300 euro mensili. La misura della retta è dovuta al rispetto di certi standard nei servizi e per il fatto di avere dovuto integrare dimenticanze o mancanze del passato.
Per concludere vorremmo rispondere con una domanda ad una ulteriore censura.
Questo Consiglio di Amministrazione si è messo da subito, appena insediato, a valutare progetti di efficientamento energetico per contenere consumi di energia esorbitanti sia d’inverno che d’estate oltre alla ricerca per l’introduzione di nuovi servizi quali un Centro Diurno o l’Assistenza Domiciliare per alleviare i problemi di persone non autosufficienti e delle loro rispettive famiglie prima di doverli ricoverare in struttura.
Significa forse di interessarsi di “aria fritta”?
Sono sicuramente obbiettivi ambiziosi, complessi e con un percorso complicato tra pratiche autorizzative, istruttorie tecniche, progettazioni, investimenti ed organizzazione dei servizi ma, per favore, non chiamateli “progetti faraonici che finiscono quasi sempre per essere inutili cattedrali nel deserto”.
Al di fuori di questi non sappiamo a cosa altro vogliate riferirvi ma consentiteci di pensare che questo sia un modo di occuparci “delle reali necessità delle famiglie tuderti”.
In chiusura invitiamo il gruppo “Per Todi – con Ruspolini” ad evitare comunicazioni diffamatorie infondate e strumentali; invitiamo altrettanto lo stesso gruppo consiliare “Per Todi” ad un confronto corretto improntato alle regole di interlocuzione preposte evitando di inseguire chiacchiericcio sciatto e finalizzato a interessi diversi dal corretto funzionamento di Veralli Cortesi. Sarà un dovere ed un piacere il confronto con chiunque sieda in Consiglio Comunale e chiunque ne abbia legittimo interesse.
Il Consiglio di Amministrazione

Comunicato stampa ” GRUPPO CONSILIARE PD TODI-PARTITO DEMOCRATICO TODI “

” SANITÀ DEL TERRITORIO: IL CONSIGLIO COMUNALE SVUOTATO DAL PODESTÀ RUGGIANO E DAL PRESIDENTE TENNERONI, ORMAI GIOCATORE E NON ARBITRO “

 

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Todi, assieme alla Segreteria, registra con amarezza l’ennesimo, squallido, svuotamento delle prerogative di rappresentanza democratica proprie del Consiglio Comunale e le intollerabili forzature promosse dal Presidente Giorgio Tenneroni a detrimento delle funzioni di controllo dell’opposizione, considerate un vezzo fastidioso da un sindaco ormai divenuto podestà e da un presidente della massima assise comunale che, invece di svolgere il proprio ruolo con imparzialità, avalla ogni forzatura della maggioranza con un arroganza pari soltanto alla grande considerazione che ha di sé.

Cosa è successo, dunque, nell’ultimo Consiglio Comunale del 16 Maggio? Molto semplicemente, le opposizioni consiliari avevano presentato nei mesi scorsi una mozione tesa ad impegnare la Giunta Comunale a salvaguardare l’Ospedale di Pantalla con la sua trasformazione da ospedale di base a Dea di I livello e l’affidamento della gestione economico-finanziaria non più all’Ausl Umbria 1, ma all’Azienda Ospedaliera di Perugia, nell’ottica di una vera ed effettiva integrazione dei servizi sanitari, prevedendo la modalità di discussione prevista dal c.d. “Consiglio Grande”, aperto alla partecipazione dell’amministrazione regionale, dei livelli amministrativi competenti, degli operatori del settore, dei comitati e dei sindacati.

Avendo, purtroppo, la destra locale un’enorme paura di un confronto aperto e trasparente sul tema davanti alla cittadinanza, cosa si è inventata questa volta? Per mano del Presidente Tenneroni, nonostante le segnalazioni al Prefetto e i conseguenti pareri espressi sul tema dal Ministero degli Interni, in barba a leggi, regolamenti comunali e prassi interpretative consolidate, dopo mesi di dilazioni e arrampicarsi sugli specchi, ha negato la possibilità alla città di Todi di discutere la mozione in questione con le modalità precedente descritte, convocando, quindi, un Consiglio Comunale ordinario e portando in discussione anche una mozione della maggioranza, protocollata il mese di Aprile e frutto di un copia ed incolla indigeribile di quella delle opposizioni, senza la previsione della trasformazione dell’Ospedale di Pantalla in Dea di I livello.

Ormai a Todi, al di là della bocciatura di una mozione importante che sarebbe andata ad incidere sugli atti di programmazione regionale in modo concreto e non propagandistico, sussiste un problema democratico allarmante: la maggioranza, su ispirazione del Sindaco-Podestà Ruggiano, impedisce letteralmente alle opposizioni di svolgere le proprie funzioni, svuotando di senso la massima assise e la dialettica che si dovrebbe svolgere in esso.

Il Partito Democratico di Todi, di fronte a questo evidente vulnus, raddoppierà le proprie energie sulla battaglia a difesa della sanità pubblica e del territorio, rilanciata anche dai consiglieri regionali di opposizione che hanno presentato pochi giorni fa a Palazzo Cesaroni una mozione di uguale contenuto (primi firmatari i consiglieri del PD a cui va il nostro ringraziamento.

GRUPPO CONSILIARE CIVICI X TODI – FABIO CATTERINI COMUNICATO STAMPA TODI: CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO SU SANITA’ E LEGALITA’

 

Il consiglio comunale del 16 maggio ha certificato l’asservimento del Presidente del Consiglio Comunale alla Giunta.
E’ accaduto l’incredibile: pur di non convocare il Consiglio Grande chiesto dalle forze di opposizione sul tema del futuro dell’Ospedale della MVT, il Presidente del Consiglio ha portato la mozione in un Consiglio ordinario, tentando di farla discutere assieme ad un’altra mozione presentata, a distanza di due mesi, dalle forze della maggioranza e abbondantemente copiata, quanto al dispositivo, dalla prima.
Ne è conseguita un’ora abbondante di discussione sull’ordine dei lavori, dove le forze di opposizione hanno rimarcato come l’aver portato la mozione in Consiglio ordinario ha comportato di fatto la bocciatura del Consiglio Grande, contro le disposizioni date dal Ministero dell’Interno, che in un recente parere chiesto sul punto dalla Prefettura di Perugia, avevano indicato la competenza, in argomento, dello stesso Consiglio e non del Presidente.
Nel merito la maggioranza ha bocciato la mozione dell’opposizione nella quale si chiedeva al Comune di attivarsi per rappresentare la necessità di portare l’Ospedale di Pantalla a livello di DEA I, anche nella prospettiva della futura riforma dei Distretti Sanitari e di una effettiva integrazione Hub e Spoke con l’Azienda Ospedaliera di Perugia.
Stessa sorte per le ulteriori richieste di portare l’Ospedale della MVT sotto la gestione economico-finanziaria e sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.
Il paradosso è che quest’ultima richiesta è stata letteralmente copiata dalla maggioranza ed inserita nella mozione presentata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Todi Tricolore.
Risultato: la maggioranza ha bocciato la mozione dell’opposizione per poi approvare la propria mozione, sostanzialmente, quanto al dispositivo, copiata da quella dell’opposizione, salvo la proposta di trasformazione dell’Ospedale della MVT in DEA I.
A nulla è valso il tentativo di trovare un testo congiunto, ipotesi condivisa da alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia, ma che è stata bocciata con il voto determinate del Sindaco e del Presidente del Consiglio, che si sono astenuti 8la votazione è terminata con 6 voti positivi, 6 contro e 2 astenuti).
Proprio tale astensione ha certificato la natura tutta politica della posizione della maggioranza e della Giunta, il cui unico obiettivo, nei fatti, era quello di silenziare o depotenziale la mozione presentata dalle forze di opposizione.
L’unico aspetto positivo è che nella foga i consiglieri di maggioranza e il Sindaco non si sono resi conto che approvando la richiesta di “affidamento della gestione economico-finanziaria e sanitaria” dell’Ospedale della MVT all’Azienda Ospedaliera di Perugia, hanno di fatto scavalcato la posizione e l’operato della Regione, ferma ad una ipotesi di integrazione funzionale.
Forse, nel copia ed incolla dalla mozione della opposizione, i consiglieri proponenti non si sono resi conto del contenuto, che così come formulato prevede di sottrarre l’Ospedale di Pantalla alla gestione della AUSL 1 per affidarlo all’Azienda Ospedaliera.
Posizione, questa, auspicata dai Comitati e dalle forze di opposizione, che a questo punto costringerà la Giunta a dare qualche spiegazione all’Assessore regionale alla Sanità, alla Dirigenza della AUSL 1 e, non ultimo, al Sindaco di Marsciano (Lega), che negli scorsi mesi ha bocciato la identica mozione proposta dalle forze di opposizione.
Purtroppo, la sensazione è che, in effetti, non si tratti di un passo in avanti, ma di mera inconsapevolezza.
Non paghi di questo pasticcio, l’apoteosi si è raggiunta nella discussione del secondo punto all’Ordine del Giorno, dove i consiglieri di opposizione chiedevano che la Giunta chiarisse la vicenda della realizzazione del parcheggio del Cimitero di Casemasce, eseguito dal reparto manutenzioni senza delibere o atti autorizzativi e su terra di privati.
Alla richiesta di chiarimenti, in particolare, sul versante politico, ossia sulla pozione del consigliere delegato alle manutenzioni Andrea Nulli, nel silenzio dell’interessato e dei consiglieri di maggioranza, ha risposto solo il Sindaco, il quale non ha trovato altra argomentazione se non quella di stigmatizzare la condotta dei firmatari, per avere richiesto l’intervento della Carabinieri Forestali e delle altre autorità preposte.
Si è giunti quindi al paradosso che secondo il Sindaco chi denuncia un possibile abuso o un’opera illegittima è più colpevole di chi la compie.
Un sostanziale invito alla omertà ed alla illegalità?
Di certo un esempio non edificante di sottomissione del principio di legalità alle esigenze di tenuta politica della Giunta, che di fatto si regge sul voto del consigliere Nulli, la cui posizione ieri sera è stata blindata dal Sindaco, analogamente a quanto accaduto nel 2023 per il Vice Sindaco Ranchicchio, fatto che porto alla mozione di sfiducia ed alla fuoriuscita dalla maggioranza di Per Todi e di un consigliere di Forza Italia.
Si profila quindi una nuova mozione di sfiducia; il dubbio è se questa volta quello che resta della maggioranza reggerà e farà quadrato o perderà altri pezzi.
Fabio Catterini (Consigliere Comunale)

Il Gruppo Consiliare “Per Todi” interviene su una delibera della Veralli-Cortesi

Chissà se la buonanima di Angelo Cortesi, in quel lontano 23 giugno del 1902, nello stilare le sue volontà testamentarie con incredibile dovizia di particolari e lucidità, immaginasse la fine infausta a cui le sue proprietà sarebbero andate incontro da lì a qualche decennio, e per volontà di quell’Erede Universale da lui stesso individuato nel Comune di Todi.
Il Cortesi, anima nobile e generosa, nonché profondamente religiosa, nei primi passaggi del testamento scrive: “nomino il Comune di Todi Erede Universale di tutti i miei beni ed averi, presenti e futuri, ovunque posti ed esistenti con obbligo assoluto che con tutte le reddite del mio patrimonio, istituisca nelle forme previste dalla legge un ISTITUTO DI BENEFICENZA PER INABILI AL LAVORO. Il detto istituto dovrà essere eretto in Todi, usufruendo della villa di mia proprietà in Todi già convento dei Cappuccini. Intendo e voglio che mai sia permesso al mio Erede Universale di poter vendere qualsiasi cosa ereditata da me lasciata per qualunque titolo, causa, neppure per legge sovrana, dovendo tutto essere perpetuamente mantenuto e conservato sia immobiliare sia mobiliare. Sarà anche proibito al Comune di Todi fare in enfiteusi e di dare in ipoteca li fondi della mia eredità “.
Purtroppo per lui, ancorché abbia previsto quanto umanamente prevedibile, toccando tutti gli aspetti legali e pratici della gestione patrimoniale, non è riuscito a prevedere quella variabile tutta italiana che caratterizza ormai da decenni la politica in modo assolutamente trasversale che porta il nome di “malagestione”.
Parliamo benevolmente di malagestione trasversale e generalizzata (ma forse potremmo  usare parole più pesanti) perché nel corso degli anni, dalla data del lascito ad oggi, (fatta eccezione per il periodo iniziale ) si sono succeduti alla guida del Comune, sindaci e maggioranze dei più svariati colori politici, toccando l’intero arco costituzionale ed oltre.
Purtroppo per i cittadini, il determinatore comune delle varie amministrazioni non è stato il rispetto degli obblighi determinanti dall’accettazione del testamento, ne tantomeno il sostegno  destinato ai meno fortunati, bensì il molto meno nobile ma più fruttuoso “clientelismo”.
È di questi ultimi mesi la decisione del CdA dellAzienda Veralli-Cortesi  assunta con delibera del 22.03.2024 ed approvata all’unanimità, di modificare il PIAO 2024-2026, prevedendo per l’anno in corso, l’assunzione a tempo indeterminato di un apicale amministrativo.
Nello stesso atto, si specifica che ” considerato che seppur ritenuta apprezzabile l’attività del Segretario attualmente svolta ad interim dall’attuale agronomo, risulta necessario prevedere una figura amministrativa che COME È SEMPRE AVVENUTO NEL PASSATO DI QUESTO ENTE, prevedendo l’assunzione a tempo pieno  ed indeterminato di un funzionario amministrativo EQ”.
Questo vuol dire che l’attuale CdA , seppur riconoscendo l’ottimo lavoro svolto dall’attuale segretario ad interim, decide di assumere un’altra figura per fare lo stesso lavoro con un aggravio di circa 45.000 Euro annui  che andranno a gravare sul già precario bilancio dell’Ente, ed il tutto in base al principio del “si è sempre fatto così”!
È pacifico che un CdA ed un’Amministrazione Comunale che abbiamo davvero a cuore l’alto valore sociale dell’Ente, nonché il benessere della comunità, eviterebbero questo ennesimo “schiaffo al buonsenso ed al buongoverno del padre di famiglia”, destinando quei soldi, magari,  ad abbassare la retta degli ospiti peraltro molto alta.
Sarebbe ora che le politiche sociali di questa Amministrazione smettano di interessarsi di “aria fritta” partorendo progetti faraonici che finiscono quasi sempre per essere inutili cattedrali nel deserto e si occupino invece delle reali necessità delle famiglie tuderti che ogni giorno, sempre di più, soffrono l’impoverimento e l’invecchiamento di questa società.
Auspichiamo un intervento del Sindaco (visto che la nomina dei CdA compete a lui) e del Consiglio Comunale affinché vengano ridefinite in modo chiaro le linee programmatiche degli Enti e che  venga bloccato da subito questo ennesimo “scippo al buonsenso” da parte di un CdA che dimostra una palese incapacità di gestione.

Consegna delle firme raccolte dal Coordinamento dei Comitati in della difesaa sanità e dell’Ospedale della MVT territoriale

 

Si è svolta venerdì 05 aprile 2024 alle 10.30 nella Sala Multimedia Regione Umbria la conferenza stampa di presentazione e consegna delle firme raccolte dal Coordinamento dei Comitati in dell difesaa sanità territoriale e dell’Ospedale della MVT rappresentati da Alvaro Grossi per Marsciano, Paolo Ferracchiatie Maurizio Pierdomenico per Todi.

Prima di entrare nel merito della nostra proposta oggetto dell’incontro odierno riteniamo opportuno fare una breve sintesi del percorso che ci ha portato qui questa mattina.

Ci teniamo a sottolineare che ci siamo interessati ed abbiamo volto la nostra attenzione sull’ospedale MVT, quale unico presidio sanitario per la MVT degno di questo nome, ma non per questo vogliamo che sia trascurata la parte assistenziale, come ad esempio la telemedicina, ecc… sviluppi che sono particolarmente necessarie in un territorio come il nostro dove, spesso, le distanze fanno la differenza sia in termini di tempi di risposta sia per il bisogno di nuovi e più capillari servizi.

Siamo partiti esattamente 4 anni fa, nell’aprile 2020 con la creazione di un gruppo social, visto che non era possibile fisicamente causa pandemia, denominato “Ospedale Pantalla, occhi aperti”!

Ecco, questo è il punto “occhi aperti” in quanto fin da subito ci era chiaro il pericolo a cui andavamo incontro sulle sorti dell’ospedale della MVT (Pantalla) con la trasformazione in Covid Hospital.

 Non abbiamo mai compreso perché venne scelto il nosocomio di Pantalla visto che non aveva i requisiti normativi. Del perché non si sia scelto di destinare un blocco al Covid lasciando attivo il resto.

Le risposte andavano nella direzione di affrontare l’emergenza e come cittadini abbiamo accettato per il bene comune, rassicurati che appena terminata la pandemia l’ospedale sarebbe tornato come prima anzi sarebbe stato potenziato e valorizzato.

Lo spirito collaborativo non ci ha fatto abbassare la guardia, tutt’altro abbiamo continuato a monitorare e protestare.

Lo stato dell’Ospedale è andato sempre peggiorando a causa di un depotenziamento continuo, trasferimento di personale e apparecchiature verso altre strutture a cui si è aggiunto il turismo sanitario dei pazienti sia per prestazioni ambulatoriali, quando possibile, sia per interventi chirurgici. Mete più gettonate Branca e Città di Castello per le acuzie e tutta l’Umbria per visite ambulatoriali.

Terminata la fase pandemica ci aspettavamo un importante cambio di passo in direzione della riattivazione e potenziamento. Aspettativa delusa.

Tra le motivazioni il famoso DM 70/2015 che inquadra Pantalla come Ospedale di base.

Ci permettiamo di ricordare che l’Ospedale della MVT rappresenta già il risultato di una riorganizzazione ospedaliera passata attraverso la chiusura degli ospedali di Todi e Marsciano per circa 200 posti letto, per confluire nella nuova sede con 100 posti letto.

La nuova delibera, del dicembre 2023, che ridefiniscono i posti letto ci portano indietro non avanti.

Non si comprende come mai in fase Covid l’Ospedale veniva incensato come nuovo, attrezzatissimo, baricentrico e strategico tra Perugia e Terni e dopo tutto ciò non aveva più valore.

Non si comprende come mai il DM 70/2015 vale solo per Pantalla e non per altri nosocomi visto che tutti sono in deroga. Deroghe che non valgono per Pantalla!

Non si comprende come mai da Perugia a Terni non esista un ospedale degno di nota mentre al nord ne abbiamo in quantità tale che anche i cittadini della MVT sono deportati in tali strutture.

Abbiamo volutamente utilizzato la terminologia forte di deportazione in quanto non è una scelta ma una forzatura per assenza di posti e servizi a Pantalla.

Nel tempo si è aggravata pesantemente anche la disponibilità di servizi ambulatoriali sia per la difficoltosa e tardiva riattivazione degli spazi ospedalieri sia per il blocco delle liste di attesa. Tutto ciò ha comportato uno sviluppo del turismo sanitario non più sostenibile per moltissimi cittadini costretti a rinunciare alle cure o rivolgersi al privato.

Lo scenario descritto ci ha portato a confrontarci, studiare, analizzare, verificare possibili soluzioni che vadano oltre la protesta. Da qui la raccolta firme per chiedere che l’Ospedale della MVT venga assorbito,attraverso una fusione nell’AziendaOspedaliera di Perugia che si dovrà far carico per intero della gestione tecnica, sanitaria ed economica, assumendo funzioni di DEA 1° livello e non limitarsi ad una pseudo convenzione che lascia aperte mille interpretazioni.

Contestualmente si richiede il ritiro della DGR n. 1339 del 28.12.2024. “Provvedimento generale di programmazione della Rete Ospedaliera regionale ai sensi del D.M. 70/2015”.

La proposta consentirebbe una reale integrazione e interazione con Perugia aprendo scenari per decongestionare alcuni servizi, pensiamo ad esempio al DH oncologico, oppure all’implementazione di servizi di Otorino, Oculistica, Ortopedia sottoutilizzati nella sede perugina.

A Pantalla potrebbero vedere maggior risalto alcune eccellenze presenti come la Procreazione Medica Assistita, la Diagnostica cardiovascolare oltre all’implementazione del Centro Regionale di Telemedicina.

Oggi depositiamo le prime 5.751 firme ma stiamo proseguendo nella raccolta che porterà nei prossimi mesi alla consegna di un nuovo blocco perché tenteremo fino all’ultimo secondo di ottenere un servizio sanitario ospedaliero e territoriale degno di questo nome!

Ci spetta come cittadini e come riconoscimento di quanto dato in fase pandemica per il territorio.

 

 

Riflessioni sulla diretta pasquale 2024 del Sindaco di Todi: nuove aperture e sfide inascoltate

La diretta pasquale del 29 marzo 2024 del sindaco di Todi Antonino Ruggiano offre lo spunto per qualche riflessione

 

Un passaggio colpisce particolarmente, ovvero quello in cui, con soddisfazione, rende noto che nel centro
storico, a cavallo di Pasqua, apriranno (hanno aperto) i battenti tre nuove attività commerciali. Tale
circostanza, riassumendo le parole del Sindaco, sarebbe la prova della vivacità commerciale di Todi e
che sarebbe sbagliato rimarcare solo le cose negative.
Ovviamente l’apertura di nuove attività rappresenta un fatto positivo che nessuno può mettere in dubbio.
Nello specifico, si tratta di tre attività ristorative, una delle quali ha aperto prima di Pasqua in via Ciuffelli.

In questo caso si tratta di un cambio di gestione dopo una breve chiusura necessaria alla
ristrutturazione dei locali. La seconda attività aprirà in piazza del Popolo dove fino a pochi mesi fa
c’era un negozio di vestiti. La terza apertura, avverrà sempre a giorni, nei locali del vecchio bar che si
affacciava davanti ai giardinetti.
Tre attività al posto di altre tre e quindi, tirando le somme, il saldo tra vecchio e nuovo sarà uguale a “0”!
Si sottolinea, che dette attività verranno avviate in quella residua parte della città dove ormai si
concentrano tutti gli esercizi commerciali. Sarebbe infatti quasi folle, pensare di aprire un negozio in
quella zona del centro ricompresa tra piazza di Marte e Porta Romana, come dimostrato, peraltro, da
un video diventato virale negli ultimi giorni pubblicato dal comitato “Vivi il Centro”, che mostra lo stato
di abbandono delle vetrine dei locali chiusi da anni, proprio nel tratto di strada incriminato.
Lo stesso Comitato, con un recente sondaggio, ha peraltro messo in evidenza che solamente il 5% delle
persone viene al centro per fare acquisti. Non è un caso quindi che aprano tre ristoranti e che invece siano
sempre di più i negozi “tradizionali” che chiudono.
Attenzione però, il virus si sta propagando e dal corso sta risalendo verso la piazza…basta fare una
passeggiata meno distratta del solito e osservare i cartelli di “cedesi-affittasi attività” su alcune vetrine.
Sorgono spontanee alcune banali domande. Perché il Sindaco non menziona il numero delle attività che
hanno chiuso per sempre negli ultimi dieci anni all’interno delle mura?
Perché il Sindaco, quando governavano altri, faceva post in cui sottolineava la chiusura di alcune attività
e oggi ritiene che sia una sorta di “tifo contro” sottolineare lo stato in cui versa il commercio tuderte?
Perché non comprende che il centro storico non è solamente la parte più alta dell’acropoli?
Chiaramente chi governa vuole gestire il consenso e lo può fare in diversi modi. Il nostro Sindaco ha
scelto la strada della rassicurazione, quella del padre che sull’orlo di un burrone dice al figlio pur
sapendo di mentire: “Stai tranquillo, andrà tutto bene”. Un atteggiamento paternalistico che
evidentemente fa ancora presa su molti che vogliono sentir parlare solo di cose positive, preferendo farsi
propinare una storia diversa piuttosto che affrontare la realtà. Di fronte a una narrazione così
ingannevole, ci perde Todi perché non viene messo a terra nessun progetto di vero rilancio della città e ci
guadagna chi amministra che può comodamente gestire il consenso dei propri elettori.
Un vecchio detto recita che il “medico pietoso fa la piaga puzzolente”. Gli abitanti di Todi non hanno
bisogno di una pacca sulle spalle ma di verità, per quanto cruda e difficile! I tuderti sono disposti “a
gettare il cuore oltre l’ostacolo” e a “guardare le stelle” per usare le parole del Sindaco – come
dimostrano queste nuove aperture – ma a patto che non siano lasciati soli ad affrontare problemi
apparentemente insormontabili legati all’accessibilità, al calo demografico, al mutamento del mercato.
La speranza si nutre con le idee, non con i proclami.
Invece no, sotto lo slogan la “vita è bella”, si sotterrano i problemi per non vederli, e ci si nutre di una
narrazione pericolosamente illusoria e intrisa di retorica.
Spesso si dice che i politici siano artisti della bugia, avendo la capacità di piegare la rappresentazione
della realtà ai propri fini. Tuttavia, ascoltando il nostro Sindaco, viene quasi il dubbio che ormai creda a
ciò che narra, come se nella sua mente si fosse sedimentato il racconto idilliaco di una città perfetta,
appunto la città più vivibile anche se ci si chiede per chi.
É giunta l’ora che il Sindaco esca dalla sua stanza dorata, si faccia una passeggiata per la città…tutta, e
abbia il coraggio di dire come stanno le cose, proponendo un progetto per uscirne. Questo atteggiamento

non solo concorrerebbe a fornire una visione reale sul futuro, ma incontrerebbe il consenso e la
collaborazione di tutti, a prescindere dal colore politico.
La vita è bella anche se si parla di problemi e di difficoltà, la Todi invece di cui parla il Sindaco è un
piccolo paradiso da rivista patinata, che vive solo nella sua mente. Che il Sindaco si svegli prima che i suoi sogni diventino l’incubo dei tuderti!

” Un tuderte mai prono…”

Comunicato stampa Gruppo Consiliare PD Comune di Todi

” RUGGIANO NELLA CONFERENZA DEI SINDACI DELL’AUSL UMBRIA 1, OVVERO LA VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO “

Apprendiamo della nomina del Sindaco Antonino Ruggiano a componente del Consiglio di Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci dell’AUSL Umbria 1, organo “esecutivo” attraverso cui svolge le proprie funzioni la suddetta conferenza, strumento di rappresentanza dei Comuni per l’espressione delle esigenze sanitarie del territorio con funzioni di indirizzo e controllo sull’attività socio-sanitaria e di partecipazione alla programmazione. Cioè quelle funzioni che più volte abbiamo chiesto che il Sindaco di Todi esercitasse e che lui ha sempre dichiarato non gli competessero. Infatti in questi anni si è ben guardato dal rappresentare le istanze che venivano da cittadini, comitati, sindacati, partiti e rappresentanti istituzionali nelle sedi opportune, compresa la Conferenza dei Sindaci dell’AUSL Umbria 1.
Viene in mente la famosa metafora della volpe a guardia del pollaio. Metafora avvalorata ancor più dal fatto che il prossimo tema che verrà sottoposto all’attenzione del Consiglio dei Sindaci riguarderà proprio la situazione degli ospedali territoriali e dei distretti sanitari, argomento che incide sulla carne viva delle persone e su cui il primo cittadino tuderte si è reso protagonista, dall’insorgere della pandemia, di un complice gioco di sponda con la Giunta Regionale presieduta da Donatella Tesei che ha letteralmente portato al massacro la sanità territoriale ed il presidio ospedaliero della Media Valle del Tevere.
È incredibile come in questi anni Ruggiano, fedele scudiero di Tesei e Coletto (ci ricordiamo la campagna elettorale di poco meno di due anni fa in cui Ruggiano andava promettendo due posti letto di terapia intensiva a Pantalla insieme all’ineffabile assessore veneto?), pur dicendosi un non professionista della politica, abbia accumulato incarichi su incarichi e ricche prebende senza mai dedicarsi al bene comune della cittadinanza tuderte, lavorando scientemente in modo maldestro, anzi, in importanti organi amministrativi come l’AURI, a detrimento della propria comunità, lesa sotto due aspetti fondamentali: la salute e l’ambiente.
La vita è bella; l’ennesima “poltrona” da occupare senza pensare alla propria comunità ancora di più.

Centro storico di Todi: i dati del varco elettronico

Dal 1 gennaio è stato attivato il varco elettronico all’altezza del Tempio della Consolazione, principale ingresso al centro storico di Todi. Il sistema ha permesso di monitorare in modo puntuale e costante, ora per ora, gli accessi veicolari in città.
Dopo un mese di rilevazioni è possibile disporre ora di rapporto statisticamente significativo dal quale emerge che, dal lunedì al venerdì, entrano dal varco ogni giorno dai 1.500 ai 1.600 mezzi, con punte anche di 1.800 veicoli al giorno; al sabato la media scende a 1.250, mentre la domenica, con la ZTL attiva per l’intera giornata, a poco più di 800 transiti.
In pratica, considerando che il varco non rileva pressoché traffico tra le 23 e le 7 del mattino, siamo di fronte ad una media di oltre 100 automezzi l’ora dalle 7 del  mattino alle 19 della sera.
“In realtà – precisa il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – la rilevazione elettronica è iniziata a dicembre, periodo che complici le festività natalizie si è ritenuto non potesse fare testo. Ora, alla luce dei dati di gennaio, siamo in grado di stimare tra le 500 mila e le 600 mila vetture e furgoni all’anno che salgono dalla Consolazione al centro storico”. Si tratta peraltro di numeri che non tengono conto di quanti accedono a piazza del Popolo salendo da Santa Prassede e di coloro che fanno invece ricorso al parcheggio del Mercataccio e neppure dei maggiori flussi che si registrano durante la stagione turistica, da marzo a ottobre.
Cosa fare ora di questa rilevazione? “Innanzitutto – spiega il Sindaco – abbiamo dei dati oggettivi per riflettere e assumere delle determinazioni. Con la Polizia municipale stiamo ulteriormente affinando l’analisi dei dati, i riscontri sulle targhe autorizzate nelle ore di ZTL, il ricorso o meno ai parcheggi interni alla città, l’utilizzo nelle stesse ore delle aree di sosta all’esterno, sia quelle libere che a pagamento, così da avere una fotografia quanto più completa e reale da condividere e sulla quale ragionare”.
Oltre all’attivazione del varco elettronico, da diverse settimane gli uffici stanno mettendo insieme i diversi aspetti per addivenire ad un nuovo piano del traffico che dovrà tenere conto, in prospettiva, anche di quanto si sta facendo sul fronte della rigenerazione e della mobilità urbana ed anche delle rilevazioni in corso ad opera dei vigili urbani.

Lettera aperta di Maurizio Pierdomenico pubblicata integralmente

Non è consuetudine di todinforma.it pubblicare lettere aperte, ma questa volta viene fatto in modo del tutto eccezionale,per cui tale modalità non verrà più ripetuta

Egregio Signor Sindaco Avvocato Antonino Ruggiano con riferimento alle Sue affermazioni in sede di consiglio comunale del 25 gennaio u.s. mi permetto di dissentire in merito alle dichiarazioni da Lei espresse “… senza sprezzo del ridicolo raccontare le bugie ai cittadini italiani”; “… è più conveniente inventarsi le cose”. Dissento in quanto mi sento direttamente coinvolto come cittadino che fa affermazioni a Lei non gradite e, quindi, sempre secondo Lei, false.

Premetto che non intendo entrare nel merito delle attività del consiglio comunale durante il quale ha definito la discussione una “pantomima” ma, confesso di non avere compreso a chi era rivolta l’etichetta, se a coloro che cercavano di sostenere una discussione con argomentazioni o a chi taceva e alzava la mano. Ma questa è una mia mancanza.

Egregio Signor Sindaco, non è questione di dire o meno bugie o di avere la verità in tasca ma di visione del mondo che è diversa.

Lei ha citato il “Libro Bianco sull’incenerimento dei rifiuti urbani” (settembre 2020) dimenticando, ma penso sia una svista, l’altro studio, molto interessante, “Rapporto sul recupero energetico da rifiuti in Italia”del 2023 con dati riferiti all’anno 2022. Bene io li ho letti entrambi come penso abbia fatto anche Lei. Entrambi sono molto, se non totalmente, vicini alla Sua visione.

Mi consenta alcune osservazioni a partire da chi firma (non come autore su cui non mi permetto di eccepire) le due pubblicazioni: “UTILITALIAimprese acqua ambiente energia”. Ecco, io qualche domanda me la sono fatta. Per carità tutto legittimo però se pensiamo che UTILITALIA racchiude tutte le aziende interessate al tema, di cui è presidente Filippo Brandolini (Presidente HERAMBIENTE Spa Bologna), Vicepresidente Vicario Luca Dal Fabbro (Presidente IREN Spa Reggio Emilia),Vicepresidente Roberto Tasca (Presidente del Consiglio di amministrazione di A2A S.p.A. A2A Brescia) per citare alcuni nominativi significati, qualche perplessità sorge spontanea.

A me non interessa fare una gara a chi mette sul tavolo la bibliografia più lunga di studi come quelli sopra citati o di posizione completamente diversa (di cui mi auguro abbia letto qualcosa) anche perché né Lei né il sottoscritto siamo depositari della verità. Abbiamo sposato due visioni diverse che mi spingono a dire che sono contrastanti, mai che Lei dica bugie o dichiari il falso. Io ho dei timori, Lei no. Benissimo.

Restando in Umbria e mettendo da parte quanto descritto in precedenza. Io ritengoche in Umbria non occorra un inceneritore in quanto non abbiamo quantità idonea di rifiuto da bruciare o siamo al limite, rispetto alla capacità di quello proposto. E, se come ci auguriamo tutti tra cui anche Lei visto che è molto orgoglioso dei risultati di RD raggiunti a Todi, abbiamo un miglioramento della raccolta differenziata (in particolare il folignate e spoletino), riusciamo a recuperare i tessili con il nuovo impianto per i pannolini (questa è la strada!), incrementiamo il riuso attraverso i centri dedicati, facciamo una vera prevenzione (ad oggi è blanda) potrà facilmente intuire che i rifiuti da bruciare saranno ancora meno. Come alimenteremo per 30 anni l’inceneritore? Perdoni se continuo a chiamarlo “inceneritore”, d’altronde, anche il Libro Bianco da Lei citati titola“sull’incenerimento dei rifiuti urbani” e nel testo riporta i termini “Termovalorizzatore 18 volte; Termovalorizzatori 1 volta; Termovalorizzati 1 volta” mentre “Inceneritori 65 volte; Inceneritore 24 volte; Incenerimento 69 volte; Inceneriti 1 volta; Incenerito 1 volta”.

Mi permetto di fare mia, per quello che può valere, la posizione del prof. Piergiorgio Manciola (Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio dell’Università di Perugia) espressa nella seduta del Comitato Tecnico Scientifico del 15.11.2021 su Piano Regionale Rifiuti che Lei sicuramente conosce bene.

Testo riportato dal verbale di seduta del CTS: “Il prof. Manciola propone che il Piano possa prevedere soluzioni innovative con valenza ambientale prevedendo anche interventi sperimentali riguardanti l’utilizzo del CSS di qualità in impianti di gassificazione e la pirolisi dei fanghi di depurazione. A titolo personale il prof. Manciola evidenzia che la soluzione 1, prevedendo il trattamento termico di tutto il RUR fino a 130.000 t/anno (incenerimento con recupero energetico diretto), presenta diverse criticità legate alla gestione dei fumi e alla localizzazione per la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento. Il prof. Manciola ritiene che tale soluzione sia in larga parte tecnologicamente superata.”

Io ho gli stessi dubbi.

Manifestare questi dubbi è dire bugie oppure fa parte di una discussione?

La discussione sulla localizzazione la lascio ad altri.

Maurizio Pierdomenico

COMUNICATO STAMPA GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO TODI

RUGGIANO E LA SUA MAGGIORANZA VOTA IL SECONDO NO AL NO ALL’INCENERITORE A TODI

 

Ancora una volta su iniziativa dell’opposizione, all’ultimo Consiglio Comunale di Todi si è discusso sul tema della possibile costruzione dell’inceneritore dell’Umbria a Todi.

Il consiglio comunale del 23 novembre scorso era già servito per far riconoscere a Ruggiano che il territorio del Comune di Todi è tra quelli individuati dalla Regione come idonei a realizzare l’inceneritore.  Sindaco e maggioranza, in quella seduta, hanno dichiarato che condividono il Piano di gestione integrata dei rifiuti della regione, che prevede anche l’inceneritore e hanno votatono alla proposta di dire no all’inceneritorea Todi. Dopodiché Ruggiano ha cominciato una campagna di comunicazione nel tentativo di cambiare la realtà: ha ripreso le dirette Facebook, (come se ci fosse la pandemia!) e ha cominciato a organizzare assemblee pubbliche nelle frazioni interessate alla realizzazione dell’impianto. Durante queste esternazioni una volta racconta che in realtà il territorio della MVT non è area idonea alla costruzione; un’altra volta dice che sì, in effetti, è idoneo il nostro territorio, ma comunque l’inceneritore non si farà, poi afferma che è un peccato perché è una grossa occasione che la città perde. Il tutto condito da attacchi aperti all’opposizione e ai cittadini che osano costituire comitati diffondendo falsità. Lui, povero! Sentendosi nell’angolo, insulta: bugiardi, terroristi, incapaci di fare i conti, incompetenti, tuona!

Sindaco e maggioranza hanno avuto l’occasione di mettere uno stop tecnico alla realizzazione dell’inceneritore a Todi, l’ordine del giorno dei gruppi di opposizione proponeva una modifica delle Norme Tecniche Attuative del PRG, per aumentare le distanze degli impianti insalubri di prima classe (l’inceneritore è di questo tipo) dai centri abitati da 500 a 1500 metri.Questo per rendereinidoneo il territorio del Comune di Todi alla realizzazione dell’impianto di incenerimento dell’Umbria. Era una proposta tecnica, che non obbligava ad esprimere contrarietà al piano regionale dei rifiuti, ma che semplicemente avrebbe consentito di porre un impedimento concreto alla costruzione dell’inceneritore a Todi.  Nessuno della maggioranza è intervenuto nella discussione seguita all’esposizione dell’ordine del giorno, il Sindaco ha ricominciato con gli insulti. Nella foga dell’assalto gli è scappata una castroneria: “volete realizzare quel tipo di impianto in zona agricola” ha accusato. Se ne deduce che quindi l’inceneritore si farà comunque e che se si ponessero i limiti alle distanze si dovrebbe costruire in zona agricola. Sindaco e maggioranza hanno votato contro.

Questa la cronaca di una seduta di Consiglio in cui Sindaco e maggioranza hanno definitivamente gettato la maschera: loro l’inceneritore a Todi e in Umbria lo vogliono, noi pensiamo sia una scelta obsoleta, che contraddice le politiche di transizione ecologica verso la sostenibilità ambientale. Quello che Todi e l’Umbria vantano in termini di raccolta differenziata dei rifiuti rispettivamente 77% e il 68%, ottenuto con sacrifici e pesanti costi a carico dei cittadini (a Todi l’applicazione della TARI puntuale ha comportato l’aumento dei costi di gestione e quindi della tariffa da 3,078 milioni del 2017 a 3,800 milioni nel 2023) sarebbe vanificato dalla realizzazione di un impianto che ipoteca il futuro della regione per i prossimi 25/30 anni. La UE dal 2020 considera gli inceneritori una scelta residuale per la gestione dei rifiuti e non li finanzia più, considerando l’economia circolare, in cui si privilegiano riciclo e riuso dei materiali di scarto, il futuro. Perché il cuore verde dell’Italia dovrebbe scegliere il fumo nero della ciminiera di un inceneritore per costruire il suo futuro? Quali interessi stanno garantendo Tesei e Ruggiano? Certo non quelli di Todi!