Amministrazione Comunale : Todi set cinematografico

 

A partire dal prossimo 19 aprile, Todi si trasformerà per alcuni giorni in un set cinematografico per le riprese di un film prodotto da Lucky Red, insieme a Rai Cinema ed in collaborazione con Sky.

Todi vanta una lunga tradizione come location per le riprese di pellicole cinematografiche molto conosciute: a Todi hanno lavorato registi del calibro di Nino Manfredi, Pupi Avati, Peter Ustinov, Paolo Genovese, e vi hanno recitato attori del calibro di Charlton Heston, Sandra Dee, Alberto Lupo, Adolfo Celi, Sergio Castellitto, Raoul Bova, Carlo Delle Piane e tantissimi altri.

L’Amministrazione Comunale ha aderito con grande entusiasmo alla proposta della Produzione del film “La befana vien di notte 2 – Le origini”, ritenendola un’importante occasione di promozione per la nostra città, sia dal punto di vista mediatico che sotto l’aspetto turistico: negli ultimi anni sono sempre più frequenti infatti da parte di turisti e viaggiatori le visite a luoghi destinati alle riprese di film e serie televisive portando un interessante indotto dal punto di vista economico.

Il film prevede un cast d’eccezione, composto dalla star internazionale Monica Bellucci, dalla giovanissima influencer Zoe Massenti, da Alessandro Haber, da Herbert Ballerina, da Corrado Guzzanti e, con un ruolo del tutto inedito, dal bravissimo Fabio De Luigi.

La trama: nel XVIII secolo Paola (Zoe Massenti), una ragazzina di strada, truffaldina e sempre a caccia di guai, si trova inavvertitamente a intralciare i piani del terribile Barone De Michelis (Fabio De Luigi), un omuncolo gobbo sempre scortato dal fidato e bistrattato Marmotta (Herbert Ballerina), con una sconfinata sete di potere e uno smisurato odio verso le streghe.

L’intervento della dolce e potentissima Dolores (Monica Bellucci), una strega buona che dedica la sua vita ai bambini, salva Paola da un rogo già acceso.

Tra un magico apprendistato, inseguimenti, incredibili trasformazioni e molti, molti, guai, Paola scoprirà che il destino ha in serbo per lei qualcosa di davvero speciale.

La regia è della bravissima Paola Randi, ed il film è stato scritto dallo sceneggiatore Nicola Guaglianone.

Un altro aspetto davvero importante da sottolineare è che le riprese di questo film stanno portando in città un buon numero di persone, dando un po’ di respiro a livello economico soprattutto agli alberghi, che in questo periodo hanno sofferto tantissimo a causa della pandemia, oltre che a generare un po’ di indotto anche per altre piccole aziende o persone che lavoreranno o collaboreranno con la produzione.

Siamo certi che questo sarà un’ottima occasione per avvicinarci al periodo delle riaperture, delle ripartenze e della ripresa turistica completa nel migliore dei modi.

 

 

CasaPound: al via anche a Todi la campagna #apriresenzacondizioni, “politiche restrittive inutili e fallimentari”

Aprire senza condizioni. Questo lo slogan lanciato da CasaPound Italia contro le misure restrittive del Governo e affisso nelle principali piazze di più di 100 città italiane.
È ormai sotto gli occhi di tutti che il sistema di chiusure, coprifuoco e restrizioni degli spostamenti non sta funzionando per arginare l’emergenza sanitaria e, al contrario, sta creando una seconda emergenza, economica e sociale.
L’unica strada percorribile è un programma di aperture che consenta a tutti i settori un reale e concreto ritorno al lavoro: i ristori non bastano ed è sempre più necessario scongiurare un definitivo tracollo economico del paese.
Questo non significa un “tana libera tutti” ma un ritorno a semplici regole che avevano permesso durante l’estate di riaprire tutti i settori, da quello della ristorazione fino al mondo della cultura e dello spettacolo, lasciando tirare un sospiro di sollievo a imprenditori e lavoratori. Una prima vittoria, ottenuta grazie alle manifestazioni di questi ultimi giorni, è l’annuncio del Governo del ritorno delle zone gialle ma serve fare di più.
Pass vaccinali, coprifuoco, uso esclusivo del pagamento elettronico sono misure inutili e dannose. Quello che serve realmente è un potenziamento reale del sistema sanitario e un’iniezione concreta di risorse economiche.

Comunicato stampa PD : “CARO SINDACO, NON È QUESTIONE DI PALETTI IDEOLOGICI, QUANTO DI TRASPARENZA AMMINISTRATIVA “

Siamo costretti a fare alcune precisazioni dopo aver letto la pilatesca arrampicata sugli specchi del sindaco Ruggiano in merito al festival “Todi Città del Libro” (“Corriere dell’Umbria” di martedì 13 aprile, intervista rilasciata a Giovanni Dozzini, pagina 32).
È ormai arcinoto il cerchiobottismo del nostro primo cittadino, come è acclarata la sua attitudine a scansare i problemi, evitando di rispondere nel merito delle questioni. Se gli si chiede “a”, lui o non risponde o, evento raro, risponde “b”. Abbiamo visto questa metodologia applicata a molteplici, spinose, problematiche: la chiusura dell’Ospedale di Pantalla, il centro vaccinazioni, la gestione della Veralli Cortesi, l’accesso al centro storico etc.
Capiamo lo sforzo di dover fungere da baricentro e federatore di una coalizione piuttosto eterogenea, attraversata da vere e proprie, sotterranee (ma neanche troppo), “guerre per bande”, quasi come ci fossero due giunte contrapposte, ma lei ha dei doveri di trasparenza nei confronti dei cittadini tuderti.
Ci concentriamo ora sulla cortina fumogena che ha tentato maldestramente di stendere nell’intervista di cui sopra. Lei dice che i rilievi mossi dal Partito Democratico fanno parte di “un gioco delle parti normale in una città di provincia come la nostra”. Primo macroscopico errore: qui non c’è nessun gioco delle parti, nessuno scontro tra “fascisti” e “comunisti”, come tenta di far passare lei per derubricare la gravità dell’accaduto. No, qui c’è una forza di opposizione che muove alla sua amministrazione alcune precise contestazioni che sono, prima di tutto, di carattere squisitamente amministrativo e poi, in subordine, di carattere politico.
Primo: nessuno pone paletti ideologici, se non quelli connessi alla nostra Costituzione, repubblicana ed antifascista. Il problema principale è quello di spacciare per festival letterario una manifestazione smaccatamente di parte, organizzata da un’associazione che, dalle prime verifiche, sembra esistere solo sulla carta. Le pare normale una cosa del genere? La trasparenza amministrativa viene rispettata concedendo patrocinio e finanziamento ad un’associazione che potrebbe essere inesistente e dietro cui si cela, cosa emersa grazie alla nostra denuncia, la casa editrice Altaforte? Perché Altaforte ha bisogno di questi schermi per agire? Forse perché già due anni fa venne allontanata dal Festival del Libro di Torino proprio per le sue ambiguità (eufemismo) in tema di fascismo? Lei pensa che tutto ciò porti del bene a Todi, anche in quanto a promozione turistica? Noi abbiamo dei dubbi.
Lei insiste dicendo che avete valutato “il programma di spessore” presentato da questa associazione. Peccato vi siate dimenticati (oppure, chissà, non è una dimenticanza) di verificare i requisiti e l’identità del soggetto che ha avanzato richiesta di patrocinio e di finanziamento. Si può reputare normale una cosa del genere? Noi crediamo di no e pensiamo che tutta questa vicenda sia sintomatica della leggerezza con cui approcciate l’agire amministrativo.
Secondo: lei dice che gli organizzatori “se sono fascisti è un problema, se sono vicini a Casapound no”. Spoiler: la casa editrice Altaforte è stata fondata e diretta da Francesco Polacchi che, oltre ad avere un curriculum giudiziario di tutto rispetto (se lo legga, lei che appartiene alla destra “legge e ordine”), ha fatto professione più volte, orgogliosamente, di fascismo (vedasi puntata de “La Zanzara” del 6 maggio 2019). È dunque un problema affidare una manifestazione culturale patrocinata e finanziata da istituzioni pubbliche ad un soggetto del genere? Crediamo di sì, visto quanto lei ha dichiara to e secondo il principio logico di non contraddizione.
Terzo: la sua posizione è insostenibile anche politicamente. Lei prima definisce Mussolini “dittatore sanguinario” in Consiglio Comunale (il Polacchi invece pensa che sia il più grande statista italiano), vota la mozione per Liliana Segre cittadina onoraria di Todi con un discorso che, specie quando ha parlato di antisemitismo, ci sentiamo di sottoscrivere parola per parola e poi dà il placet ad una manifestazione del genere. Come dice il saggio tuderte, “beato chi ce capisce!”.
Quarto: qualcuno dei relatori, tipo il luminare accademico Gervasoni (quello che voleva cannoneggiare i barconi dei migranti), lamenta un assalto “maoista e stalinista” (“levateje er vino!”) contro questa iniziativa, strillando contro la solita cancel culture della sinistra. Ribadiamo che il problema è principalmente di trasparenza amministrativa. Nessuno vieta di dare spazio alla cultura di destra. Non ci pare, però, che in questo anni il sindaco e l’assessore alla cultura abbiano alacremente lavorato per portare a Todi i vari Buttafuoco, Solinas, Tarchi, Veneziani (senior), Alain de Benoist etc. preferendo concentrarsi su iniziative dal dubbio spessore culturale e anche piuttosto dispendiose. I più arrabbiati di questo fatto dovrebbero essere proprio gli elettori di destra che mantengono un sano spirito critico sulle vicende cittadine (non crediamo che manchino).
Quinto ed ultimo punto: non è proprio il massimo spacciare per “IL” festival letterario della città di Todi qualcosa che non è nemmeno lontanamente una manifestazione siffatta, specie quando poi la nostra comunità può assistere da anni a veri e propri festival letterari (costruiti senza nemmeno pesare troppo sul bilancio comunale) che hanno visto la presenza di letterati di assoluto spessore e valore come, ad esempio, Patrizia Cavalli.
Confidando voglia dedicarci qualche minuto del suo prezioso tempo, la salutiamo cordialmente. #lavitaèbella #todicittàdelibromeno

Todi Civica : ” Non possiamo continuare a prenderci in giro e a far finta che tutto vada bene”

I  dati Istat presentano il volto di una città, attraverso numeri, che non sono interpretabili a seconda della collocazione politica, ma vanno letti per quello che sono.
Prendiamo un range di un decennio, per fare alcune valutazioni sulla nostra città.
La popolazione nel 2011 era di 17350 abitanti, scesi nel 2019 a 15614, di cui, 1632 sono cittadini stranieri ( pari al 10,5% della popolazione). Senza questa componente la nostra città sarebbe già sotto la soglia dei 15 mila abitanti.
Il saldo naturale ( cioè il rapporto fra nascite e decessi) nel 2011 era negativo di 105 unità – con 135 nascite e 240 decessi.
Nel 2021 il saldo naturale scende a ” meno 151″, praticamente con un rapporto nati/morti di uno a tre.
La percentuale degli over 60, oggi, è di oltre il 35%.
L’età media è passata da 47 anni nel 2011 a 49 anni nel 2020.
L’indice di vecchiaia ( cioè il rapporto fra gli ultrasessantenni e i giovani fino a 14 anni ) era nel 2011 pari a 229. Nel 2020 sale a 255.
L’indice di dipendenza strutturale ( cioè il carico della popolazione non attivo – 0/14 anni e over 65 – è pari a 66,6. Questo significa che ci sono oltre 66 persone non attive ogni 100 in età lavorativa.
L’indice di ricambio ( cioè il rapporto tra chi è in età per entrare nel mondo del lavoro e chi esce) è pari a 167,8. Questo indica che la popolazione tuderte è molto anziana.
Infine l’indice di natalità (nati ogni 1000 abitanti) era nel 2011 del 7,9 e nel 2019 del 4,5.

Ora confrontiamo alcuni dati con la vicina realtà di Marsciano e con quelli regionali.
Marsciano nel 2011 aveva 18714 abitanti, nel 2019 ne ha 18089. Gli stranieri sono circa 2300 ( cioè il 12, 8 % della popolazione ).
Il saldo naturale era “meno 28” nel 2011 e “meno 87” nel 2019 ( ricordiamo quello tuderte è “meno 151”).
L’età media era nel 2011 pari a 43,9 mentre nel 2020 sale a 46 – tre anni sotto la media tuderte.
L’indice di vecchiaia è 181,8 ( Todi 255 – Umbria 211).
L’indice di dipendenza strutturale di Marsciano è del 59, 5 ( Todi 66,6 – Umbria 61,8).
L’indice di ricambio nel marscianese è pari a 138,7 ( a Todi 167 – in Umbria 149).
L’indice di natalità a Marsciano è 7,2 ( a Todi 4,5 – in Umbria 6.4 ).
Si evidenzia quindi come, secondo questi dati, il nostro territorio abbia subito un forte peggioramento demografico nel decennio e come il rapporto con una realtà limitrofa e delle medesime dimensioni, ci veda nettamente al di sotto su tutti gli indicatori. Anche nel rapporto con la media regionale, Todi,  è ben al si sotto dello standard umbro.
Particolare attenzione va data agli indicatori che misurano i livelli di popolazione attiva e di dipendenza. Indici che confermano come il territorio sia gravato da un pensate problema occupazionale e non sia in alcun modo attrattivo su questo versante.
È necessario leggere con attenzione questi dati, valutare le scelte strategiche fatte in questi anni, comprendere le criticità e ridefinire un orizzonte di Medio lungo termine individuando nuove prospettive che possano rispondere a questi numeri per nulla rassicuranti.  Questo non significa abbattersi o essere pessimisti. Ma non possiamo continuare a prenderci in giro e a far finta che tutto vada bene, con le solite frasi fatte e l’idea di vivere in un paradiso. Chi ama Todi deve guardare in faccia la realtà e affrontare i problemi, non nasconderli.

Partito Democratico : ” LA CITTADINANZA ONORARIA A LILIANA SEGRE? UN RISULTATO DI CIVILTÀ “

 

Dopo più di un anno dalla richiesta avanzata – ex art. 17 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale – dalle forze di opposizione per la convocazione di un’assise che avesse all’ordine del giorno il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, possiamo finalmente annunciare con grande gioia che Liliana Segre è cittadina onoraria di Todi. Un risultato di civiltà da salutare con la massima soddisfazione, ottenuto grazie al forte impegno del Partito Democratico e delle forze di opposizione nonostante i tentativi dilatori messi in campo dalla maggioranza, specie con la proposizione del nuovo regolamento che restringe in modo irrazionale ed irragionevole la possibilità di concedere la cittadinanza onoraria. Un trucchetto da legulei, evidentemente concepito da alcune forze politiche della maggioranza per nascondere dietro ad un cavillo formale la propria contrarietà alla concessione della cittadinanza a Liliana Segre. Sventato questo tentativo, vogliamo ancora una volta sottolineare le motivazioni in cui si è radicata la nostra proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice. Motivazioni che non sono proiettate esclusivamente al passato e al dovere di coltivare la memoria della Shoah e delle vittime del nazifascismo, ma, anzi, soprattutto al presente e al futuro. Al presente perché la senatrice è stata vittima di una indecente campagna di odio dell’estrema destra per la sua attività di contrasto al razzismo, all’intolleranza, all’antisemitismo e all’istigazione all’odio. Al futuro perché l’ideologia fascista e l’antisemitismo non avranno mai diritto di cittadinanza nella dialettica politica repubblicana. Sono queste le ragioni alla base dell’atto votato dal Consiglio Comunale, checché ne dica qualcuno che cerca di mischiare le carte, fare paragoni insussistenti, chiudendo gli occhi di fronte ai nuovi rigurgiti fascistoidi ed antisemiti. La concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, che allinea la nostra città con i tanti altri comuni che hanno compiuto lo stesso gesto, è l’occasione per riaffermare l’identità di Todi come terra di pace, accoglienza ed antifascismo. Un nucleo vitale di valori che nessun pseudo festival letterario può sporcare.

A Liliana Segre il nostro più caldo abbraccio, con la promessa di mettere in campo tutto il nostro impegno per organizzare, appena si potrà, un incontro con lei ed i studenti di Todi per celebrare adeguatamente questo riconoscimento.

Concludiamo col monito con cui Primo Levi termina il suo “I sommersi e i salvati”: “è avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”.

 

GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO DI TODI

Una nuova iniziativa per riqualificare il centro storico di Todi: nasce lo Spazio ABC Eventi

 

Un avvicendarsi di saracinesche abbassate, vetrine sporche e abbandonate che ricordano ai cittadini i fasti dei negozi che furono, e qualche cartello affittasi dalle tinte flou affisso qua e là.

E’ così che appare la via centrale di Todi, che da Corso Cavour si snoda fino a Via Roma, per poi diventare Via Giacomo Matteotti.

Un itinerario avvilente per turisti e local, che racconta il cambiamento delle abitudini dei consumatori, lo spostamento delle attività verso contesti urbani ritenuti più redditizi, ma soprattutto la perdita di attrattività economica dei centri storici anche a causa del loro progressivo spopolamento.

A spezzare quest’attitudine e riportare un po’ di vitalità e colore nel centro storico tuderte ci ha provato l’Associazione ABC Eventi.

Il gruppo tutto al femminile nato un anno fa, ha deciso di stabilire la propria sede sulla centralissima Via Giacomo Matteotti.

“E’ successo tutto per caso”, raccontano le tre fondatrici Agnese Tomba, Benedetta Frassineti e Camilla Valli. “Per il nostro evento Passatodimoda, una sfilata show con gli abiti da sposa vintage appartenuti alla signore tuderti avevamo raccolto oltre 90 vestiti, insieme a moltissima lingerie ed oggetti. Avevamo la necessità di conservare tutti questi capi al meglio. Abbiamo esplorato varie possibilità, sentito tante voci, eppure sembrava non ci fossero soluzioni percorribili”.

La soluzione alla fine è arrivata proprio da una delle tante signore tuderti che ha affidato alle tre ragazze il suo abito da sposa. “Eravamo sfiduciate, finché la signora Fulvia Pelli è giunta in nostro aiuto. Lei è una parrucchiera storica della città, un’imprenditrice lungimirante, ma soprattutto una donna generosa. Sapendo della nostra necessità ha deciso di metterci a disposizione temporaneamente il suo locale affacciato su Via Matteottisenza volere nulla in cambio”, asserisce la vicepresidente Agnese.

Fulvia è persuasa e orgogliosa della sua scelta: “Penso che sia giusto dare una possibilità a delle giovani ragazze che si sono distinte in poco tempo per il loro impegno e buona volontà”.

Insieme ai numerosi abiti da sposa dal 1920 al 1980 che hanno subito solleticato la curiosità dei passanti, ad impreziosire le vetrine del locale affacciato sul centro storico è arrivato un allestimento primaverile in stile ABC Eventi.

Questa volta Agnese, Benedetta, Camilla, con l’aiuto di Isabella Ingria, hanno voluto ricreare l’atmosfera frugale di un picnic, con fiori a profusione, cesti e cestini in vimini da cui fanno capolino leccornie, e una bici originale degli anni ’60 carica d’accessori sposa d’antan. Infatti in questa occasione non potevano di certo mancare alcuni degli abiti raccolti, anch’essi con riferimenti floreali e bucolici, perfettamente calati in questa cornice spensierata, che rompe la monotonia delle vetrine vuote.

Comunicato stampa della Diocesi di Orvieto-Todi ” Precisazioni a viso aperto “

” …Una delle affermazioni che, in questa circostanza, va per la maggiore è la seguente: “Al cuore non si comanda”. Tale opinione è indice di quanto, in un tempo segnato dal relativismo, la ragione sia sottoposta al dominio del sentimento…”

 

Domenica 11 aprile, il Vescovo Gualtiero Sigismondi, nella chiesa parrocchiale di Massa Martana, ha annunciato la sospensione di don Riccardo Ceccobelli dal servizio sacerdotale, a seguito della sua decisione di domandare al Santo Padre la grazia della dispensa dagli obblighi del celibato, chiedendo quindi di essere dimesso dallo stato clericale e dispensato dagli oneri connessi alla Sacra Ordinazione.
Mons. Sigismondi – come riportato nel precedente Comunicato – ha chiesto di non commentare quanto don Riccardo ha deciso e di pregare per lui. Tuttavia, a seguito della rilevanza mediatica che l’annuncio ha suscitato, tale Ufficio interviene con alcune precisazioni.
La Chiesa chiede ai preti di vivere il celibato con maturità, letizia e dedizione, quale testimonianza del primato del Regno di Dio e, soprattutto, come segno e condizione di una vita pienamente donata: senza misura. Si diventa preti dopo almeno sette anni di discernimento e, attualmente, sempre più in età adulta, quando si ha maggiore coscienza e capacità di fare scelte definitive. Così è stato anche per don Riccardo, il quale, dopo un itinerario formativo durato almeno sette anni, ne aveva 33 quando è stato ordinato presbitero.
Una delle affermazioni che, in questa circostanza, va per la maggiore è la seguente: “Al cuore non si comanda”. Tale opinione è indice di quanto, in un tempo segnato dal relativismo, la ragione sia sottoposta al dominio del sentimento.
Si è parlato di eroismo davanti ad un prete che decide di mollare tutto perché si è innamorato di una ragazza; certamente occorre rispetto per la libertà di chi, pur avendo promesso solennemente di consacrare tutto se stesso a Cristo Gesù per il servizio alla Chiesa, non ce la fa, ma parlare di eroismo risulta davvero fuori luogo.
Gli eroi sono quelli che rimangono in trincea anche quando infuria la battaglia, come, ad esempio, i mariti e le mogli o i padri e le madri che non mollano nei momenti di difficoltà, perché si sono presi un impegno e l’amore li inchioda anche nel tempo in cui i sentimenti sembrano vacillare; come i sacerdoti che, senza limiti di disponibilità e con cuore libero e ardente, vivono la fedeltà di una dedizione totale.
In questo momento di sofferenza, la Chiesa di Orvieto-Todi è chiamata a vivere con serena fiducia e a fare tesoro di quanto il Santo Padre ha ricordato proprio oggi, durante l’Udienza Generale: “Senza la fede, tutto crolla; senza la preghiera, la fede si spegne”.
Orvieto, 14 aprile 2021
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Comunicato stampa : “A Todi il Festival Letterario della destra sovranista con il patrocinio di Comune e consiglio regionale, interrogazione del M5S “

L’Umbria palcoscenico della peggiore destra sovranista. Se confermate, le notizie rilanciate dalla stampa nazionale riguardo il patrocinio del Comune di Todi e del consiglio regionale dell’Umbria al “Festival Letterario” di Todi gettano un’ombra pesante sulle nostre istituzioni. Gli attivisti del Movimento Tuderti 5 Stelle e il portavoce in consiglio regionale Thomas De Luca prendono le distanze e chiedono che sia fatta chiarezza sul patrocinio dato a una manifestazione che sembra legata a doppio filo con la peggiore ideologia retrograda e anticostituzionale della destra sovranista. Una macchia indelebile per il sindaco Ruggiano e la presidente Tesei quella di aver dato il patrocinio a questo tipo di iniziativa. Una destra umbra che non manca mai di dimostrare la propria insofferenza per la Resistenza antifascista e la propria simpatia per idee revisioniste. Non solo. A quanto pare il Comune di Todi ha accordato attraverso una delibera di giunta l’utilizzo del logo della città di Todi e la disponibilità alla concessione di un contributo economico, previa verifica di bilancio. Sempre a Todi nel 2017 era stato chiesto di spostare dalla biblioteca comunale “libri per bambini con contenuti sensibili” che trattavano argomenti come omogenitorialità e gestazione per altri. Alle istituzioni coinvolte chiediamo un passo indietro. Sulla vicenda il gruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale presenterà una interrogazione per ulteriori chiarimenti.

Todi Civica : ” La maggioranza si rimangia gli impegni assunti in Consiglio comunale “

 

La maggioranza, pur di non discutere del nuovo ascensore, si rimangia gli impegni assunti in Consiglio comunale. Nell’ultima seduta di Consiglio comunale abbiamo amaramente assistito ad un atteggiamento che, da parte di rappresentanti delle istituzioni, non vorremmo mai vedere. A fronte di un accordo raggiunto nel corso della precedente sessione ( svoltasi il 31 Marzo) fra le forze politiche di maggioranza e minoranza,  per il quale, nel Consiglio del 12 Aprile si sarebbero discussi gli ordini del giorno e le mozioni presentati dai consiglieri comunali, il centro destra, si rimangia l’impegno assunto e rinvia la discussione a data da destinarsi. Dietro questa scelta inaccettabile sul piano istituzionale, che lede la buona fede di chi, come noi, ha confidato in quel accordo “sulla parola’, si cela la volontà della maggioranza di non affrontare la questione relativa al nuovo ascensore cittadino. Evidentemente, il fatto che in queste ore avessimo depositato un ordine del giorno, per far esprimere il Consiglio Comunale sulla possibilità di indire un referendum consultivo sulla questione, ha fatto cambiare idea alla maggioranza, che, si è vista bene dal trovare un modo per non trattare l’argomento. Un atteggiamento che riteniamo inaccettabile, tanto sul piano dei rapporti istituzionali, che dovrebbero essere sempre tesi al rispetto fra le diverse espressioni del Consiglio Comunale, quanto nei confronti dei cittadini, che dovranno attendere ancora per sapere cosa pensano le forze politiche che governano la città su un tema di grande rilievo. Da parte nostra continueremo a cercare, con ogni mezzo che la democrazia ci mette a disposizione, di dare voce ai cittadini, prendendo atto, con rammarico,  di un comportamento che non trova giustificazione, soprattutto perché rivolto in particolare ad un movimento che ha dimostrato, nei fatti, di fare un opposizione corretta e mai strumentale.

Assessore allo Sport Claudio Ranchicchio : “aggiudicazione delle gare per la gestione di tutti gli impianti sportivi scaduti o prossimi alla scadenza “

 

Lo Sport è ancora una volta al centro del lavoro e dell’azione dell’Amministrazione Comunale di Todi, che lo ritiene fondamentale per la vita e la salute dei cittadini.
Si è concluso nei giorni scorsi un lungo percorso tecnico costruito dagli uffici dell’Assessorato allo Sport, in collaborazione con la Giunta Comunale, che ha portato all’aggiudicazione delle gare per la gestione di tutti quegli impianti sportivi, scaduti o prossimi alla scadenza.
La procedura, iniziata nel 2020, ha previsto un Bando di gara per i sette impianti sportivi con le caratteristiche sopra descritte, che ha suscitato l’interesse di molte Società, Associazioni ed Enti di Promozione sportiva.
La gestione è stata aggiudicata per tutti gli impianti ed a breve verrà definita anche per lo Stadio di Pantalla e per la Pista di Ruzzolone sita in Località Pontenaia.
Con l’assegnazione di questo lotto di impianti per i prossimi 5 anni, ora tutte le strutture sportive della Città hanno una gestione pluriennale con la possibilità di effettuarvi investimenti ed interventi migliorativi sia da parte dell’Ente proprietario e cioè il Comune di Todi, sia da parte dei gestori, per garantire un alto livello di servizi a tutti gli utenti, che siano essi società sportive di livello agonistico, sia per tutti gli appassionati ed i praticanti che vedono lo sport come un importante momento di svago e di aggregazione.
L’ Amministrazione Comunale sta svolgendo in queste settimane un’attività di monitoraggio per capire celermente dove ci sia necessità di intervenire per lavori di varia natura.
Inoltre è allo studio l’aggiornamento della Convenzione con la Provincia di Perugia per il Palazzetto di Pontenaia, che potrebbe portare ad una gestione più diretta da parte del Comune di Todi con una possibile positiva ricaduta sullo sport del territorio.
L’Assessore allo Sport Claudio Ranchicchio esprime grande soddisfazione per il lavoro svolto dagli uffici e ritiene indispensabile e fondamentale avere interlocutori bravi, preparati ed organizzati, che come gestori degli impianti sportivi per conto dell’Ente possano garantire lo svolgimento delle attività sportive in maniera adeguata ed in tutta sicurezza.
Inoltre – aggiunge l’Assessore – siamo certi che lo Sport sarà uno dei veicoli fondamentali per il ritorno ad una vita normale, in particolare per i bambini e per tutti i giovani e giovanissimi, al termine dell’emergenza legata alla Pandemia.