AVVISO PUBBLICO PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI PER LA PROMOZIONE DELL’ECONOMIA LOCALE MEDIANTE LA RIAPERTURA E L’AMPLIAMENTO DI ATTIVITA’ COMMERCIALI, ARTIGIANALI E DI SERVIZI DI CUI ALL’ART. 30 TER DEL D.L. 30 APRILE 2019 N. 34. (Delibera di Giunta Comunale n. 47 del 13/02/2020)

 

Articolo 1
Finalità
Il Comune di Todi, al fine di incentivare la creazione di nuove attività, nonché la
rivitalizzazione del territorio comunale, intende disciplinare la concessione di agevolazioni
fiscali tributarie a soggetti che procedono alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei
mesi e alll’ampliamento, per almeno il 30% della superficie dei locali, di attività commerciali,
artigianali e di servizi già esistenti sul territorio comunale.
Articolo 2
Istituzione del fondo per le agevolazioni di cui all’art. 30-ter del DL n. 34/2019.
Il Comune di Todi istituisce nel proprio bilancio un fondo per l’agevolazione delle iniziative
tese alla riapertura sul territorio comunale di esercizi commerciali chiusi da almeno sei
mesi, nonché all’ampliamento, per almeno il 30% della superficie dei locali, di strutture
commerciali già esistenti sul territorio comunale stesso.
L’importo del fondo viene stabilito di anno in anno con apposita deliberazione della Giunta
comunale, in sede di approvazione dello schema del bilancio di previsione finanziario
Articolo 3
Ambito di applicazione
1) L’agevolazione tributaria riguarda il tributo comunale sui rifiuti (TARI) e il tributo
comunale per l’occupazione di suolo pubblico (TOSAP) a favore dei soggetti passivi Tari e
Tosap che a partire dal dal 28/06/2019 hanno proceduto alla riapertura o all’ampliamento
dell’attività economica, tra quelle elencate al successivo articolo 4, nel territorio comunale.
2) Ai fini dell’applicazione del tributo TARI e TOSAP, per imprese di nuovo insediamento si
intendono:
a) apertura di nuova impresa a carattere produttivo o commerciale con sede
operativa nel territorio comunale;
b) apertura di nuova unità locale da parte di imprese già iscritte alla C.C.I.A.A. nel
territorio comunale.
3) Ai fini della data di apertura della nuova impresa o della nuova unità locale verrà fatto
riferimento alla data del titolo abilitativo per l’esercizio dell’attività (SCIA/Autorizzazione)
ovvero alla data di inizio attività riportata nelle visure camerali.
Articolo 4
Attività oggetto dell’agevolazione
1) Sono ammesse a fruire delle agevolazioni le iniziative finalizzate alla riapertura o
ampliamento di esercizi operanti nei settori:
– dell’artigianato alimentare e di altri servizi (farmacie, parrucchiere, estetista,
lavanderie ecc);
– del commercio al dettaglio escluso il commercio on-line svolto senza l’apertura di
una vetrina;
– Esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e di bevande (es. attività di
ristorazione, gelaterie, bar, osterie, pasticcerie, trattorie, pizzerie);
– Agenzie di servizi (es. viaggi, immobiliari, autoscuole, centri di assistenza fiscale
ecc.);
– del turismo (esecizi alberghieri, extralberghieri a carattere imprenditoriale,
agriturismI).
2) Per quanto attiene agli esercizi operanti nel commercio, le agevolazioni sono possibili
limitatamente agli esercizi di vicinato, come disciplinati dall’art. 4, comma 1, lettera d), del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e alle medie strutture di vendita, come
disciplinate dall’art. 4, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
3) Ai fini della presente disciplina si intende che la sospensione formalmente comunicata
non equivale ad apertura – esercizio dell’ attività.
Articolo 5
Requisti per l’ ammissione ed esclusioni
1) Possono presentare domanda di agevolazione i titolari o rappresentanti legali delle
imprese che nell’anno di riferimento in cui effettuano la riapertura o l’ampliamento
dell’attività ovvero intendano aprire una nuova unità locale operativa, nei termini di cui
all’art. 30- ter del D.L. n. 34/2019, comma 9 (dal 1 gennaio al 28 febbraio di ogni anno), e
che alla data di presentazione della domanda posseggono i seguenti requisiti:
a) essere regolarmente iscritti al registro delle impresee agli Albi, Ruoli e Registri
Camerali per le relative attività;
b) trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di
fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria, liquidazione
coatta amministrativa o volontaria;
c) non trovarsi in una delle condizioni di “difficoltà” previste dalla Comunicazione
della Commissione Europea 2004/C 244/02 in materia di ordinamenti comunitari sugli aiuti
di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
d) non avere legali rappresentanti, amministratori e soci ai quali sia stata applicata
con provvedimento definitivo una delle misure di prevenzione cui si riferisce l’art.67 del
D.lgs 159/2011 (codice leggi antimafia);
e) non avere morosità tributarie pendenti con il Comune di Todi;
f) essere in regola con l’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali nei
confronti di INPS, INAIL, CASSA EDILE e/o altri Enti Previdenziali e/o assicurativi,
secondo quanto attestabile dal DURC on line al momento della presentazione della
domanda.
I contributi di cui al presente regolamento rientrano nel regime dei contributi “de
minimis” di cui al Regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18.12.2013, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 24.12.2013 – L352/1. Pertanto, per poter
beneficiare del contributo, occorre che non siano superati i limiti previsti per gli aiuti alla
singola impresa: tale condizione deve essere autocertificata sulla domanda.
Essi non sono cumulabili con altre agevolazioni previste dal Decreto Legge 30 aprile 2019
n.34, coordinato con la legge di conversione 28 giugno 2019 n.58 o da altre normative
statali o regionali.
2) Sono esclusi dalle agevolazioni:
– gli esercizi di compro oro;
– le sale per scommesse;
– le sale che detengono al loro interno apparecchi da intrattenimento per il gioco
d’azzardo di cui all’art. 110, comma 6, lettere a) e b), del regio decreto 18 giugno
1931, n. 773.
Sono altresì esclusi dalle agevolazioni:
– i subentri, a qualunque titolo, in attivita’ gia’ esistenti precedentemente interrotte;
– le aperture di nuove attivita’ e le riaperture, conseguenti a cessione di un’attivita’
preesistente, da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza, o
comunque di un soggetto, anche costituito in forma societaria, che sia ad esso
direttamente o indirettamente riconducibile;
– gli ampliamenti della proposta commerciale a parità di superficie occupata;
– trasferimenti di sede nell’ambito del territorio comunale a parità di superficie
occupata.
Articolo 6
Obblighi del beneficiario
Tutti i requisiti di cui all’articolo 5 devono essere posseduti per l’intero periodo di
erogazione delle agevolazioni.
Coloro i quali beneficeranno delle agevolazioni avranno l’obbligo di tenere in esercizio
l’attività imprenditoriale nei locali ubicati nel territorio comunale, per almeno 3 anni a
decorrere dalla data di concessione delle agevolazioni, pena la revoca e la restituzione
all’Ente Comunale dell’intera somma dovuta per le agevolazioni concesse.
Non incorre nella revoca delle agevolazioni il soggetto che nel suddetto periodo cessi
l’attività per cause di forza maggiore quali: incendio, decesso senza prosecuzione
dell’attività da parte degli eredi, sopravvenuta inidoneità assoluta a qualsiasi impiego e
mansione certificata dalla struttura sanitaria competente.
Coloro i quali beneficeranno delle agevolazioni non potranno installare nel proprio
esercizio apparecchiature “VLT”, slot machines o altri strumenti per il gioco d’azzardo,
pena la revoca e la restituzione dell’intera somma dovuta per le agevolazioni concesse.
Articolo 7
Agevolazioni concedibili
L’agevolazione consiste nell’erogazione di un contributo nell’anno di riapertura o di
ampliamento e per i tre anni successivi sempre previa presentazione di apposita istanza
per ciascuna annualità nei termini previsti all’art. 5.
L’ agevolazione è prevista per gli ampliamenti o le riaperture intervenuti a partire dal
28.06.2019.
In caso di riapertura, il contributo è pari al 100% del tributo comunale sui rifiuti (TARI) e
nella misura pari al 100% del tributo comunale per l’occupazione di suolo pubblico
(TOSAP) rapportato alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e regolarmente
pagati nell’anno precedente a quello nel quale e’ presentata la richiesta di concessione.
Le percentuali indicate sono rapportate ai mesi del singolo anno nel quale l’esercizio è
rimasto aperto
In caso di ampliamento il contributo è pari al 50% del tributo comunale sui rifiuti (TARI) e
nella misura pari al 100% del tributo comunale per l’occupazione di suolo pubblico
(TOSAP) rapportato alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e regolarmente
pagati nell’anno precedente a quello nel quale e’ presentata la richiesta di concessione.
Le percentuali indicate sono rapportate ai mesi del singolo anno nel quale l’esercizio è
rimasto aperto
Le percentuali indicate sono rapportate ai mesi del singolo anno nel quale l’esercizio è
rimasto aperto.
Per gli esercizi il cui ampliamento comporta la riapertura di ingressi o di vetrine su strada
pubblica chiusi da almeno sei mesi nell’anno per cui è chiesta l’agevolazione, il contributo
è concesso per la sola parte relativa all’ampliamento medesimo.
Le percentuali indicate sono rapportate ai mesi del singolo anno nel quale l’esercizio
ampliato è rimasto aperto.
L’importo di ciascun contributo è fissato dal responsabile dell’ufficio comunale competente
per i tributi, con propria determinazione, in misura proporzionale al numero dei mesi di
apertura dell’esercizio nell’anno considerato. In ogni caso, il numero dei mesi di apertura
dell’esercizio non può essere inferiore a sei.
I contributi sono concessi, nell’ordine di presentazione delle richieste, fino all’esaurimento
delle risorse di cui al fondo previsto all’art. 2.
Potranno essere accolte esclusivamente le domande di contributo presentate da soggetti
in regola con i pagamenti dei tributi dovuti al Comune.
I contributi sono materialmente erogati agli esercenti dopo la riscossione dell’importo da
parte del Comune, accreditato in tesoreria comunale su ordine dei competenti Ministeri.
Le agevolazioni decorrono dalla data di effettivo inizio della nuova attività, desumibile dalla
segnalazione certificata di inizio attività presentata al SUAPE comunale, se dovuta, o, in
alternativa, dal certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A.
La verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo il criterio generale, costituito
dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa presentata dal contribuente per
l’accesso all’agevolazione.
Qualora le risorse stanziate in bilancio non siano sufficienti a soddisfare in pieno la
richiesta, si procederà a riconoscere al beneficiario un importo pari al beneficio
ammissibile in funzione alle disponibilità di bilancio.
Articolo 8
PRESENTAZIONE DOMANDE PER RICONOSCIMENTO AGEVOLAZIONE
I soggetti che intendono usufruire delle agevolazioni devono presentare/inviare tramite
PEC al protocollo del Comune di Todi, entro e non oltre il 28 febbraio 2020, la relativa
richiesta sul modello predisposto dal Comune stesso, unitamente all’autocertificazione
attinente al possesso dei requisiti di Legge.
Il Comune, dopo aver effettuato i controlli sull’autocertificazione presentata, determina la
misura del contributo spettante ai sensi dell’ art. 7, previo riscontro dell’ufficio attività
produttive (SUAPE) del regolare avvio e mantenimento dell’attività.
L’Amministrazione comunale non assume responsabilità per il mancato o ritardato recapito
o lo smarrimento delle domande, nonché di comunicazioni dell’Amministrazione,
dipendenti da inesatta comunicazione del recapito da parte dei partecipanti, oppure da
mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell’indirizzo indicato nella domanda
né per eventuali disguidi postali o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o
forza maggiore.
Articolo 9
DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE
La domanda di concessione del contributo di cui al presente Avviso Pubblico, redatta
sulla base dell’istanza di partecipazione allegata (Allegato 1), deve contenere l’indicazione
dei requisiti posseduti.
In particolare, la domanda dovrà contenere, a pena di esclusione i dati anagrafici del
soggetto richiedente, l’indicazione del tipo attività e dovrà essere obbligatoriamente
corredata dalla seguente documentazione:
-fotocopia di un documento di identità in corso di validità del titolare e/o del legale
rappresentante, se l’istanza è presentata in modalità telematica tramite PEC, firmata
digitalmente dal richiedente.
Articolo 10
TERMINI, MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
I soggetti che intendono usufruire delle agevolazioni di cui al presente Avviso Pubblico
devono presentare, a partire dalla data di pubblicazione del bando sul sito del Comune di
Todi e non oltre il 28 febbraio 2020, al Comune di Todi – Settore Tributi e Patrimonio,
istanza di concessione del contributo redatta sulla base di modello allegato al presente
avviso contenente l’indicazione dei requisiti posseduti.

TODI, ALTRI OTTO STUDENTI PREMIATI CON LE BORSE DI STUDIO FRANCO TODINI

 

Dall’anno della loro istituzione, nell’ormai lontano 1986, le Borse di studio Franco Todini hanno premiato ben 347 studenti medi superiori che si sono distinti per meriti e rendimento scolastici. Gli ultimi a ricevere il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Ing. Franco Todini Cavaliere del lavoro, sono stati otto ragazzi e ragazze che nell’anno scolastico 2017-2018 hanno conseguito il diploma di maturità, con le votazioni più alte, in uno degli otto istituti di istruzione secondaria superiore di Todi. A tutti loro Luisa Todini, per la prima volta nella veste di presidente della Fondazione, ha consegnato un assegno che, dai consueti 1.500 euro, è stato incrementato a 2.500 euro per i diplomati più meritevoli degli Istituti superiori di Todi.

“L’idea – ha ricordato Luisa Todini – è quella di sostenere questi giovani che sono stati bravi sui banchi di scuola, hanno dimostrato talento e passione, e che poi saranno bravi, ci auguriamo, nella vita. Essere bravi non significa, però, necessariamente i migliori: nella vita servono i ‘generali’, i ‘colonnelli’ e i ‘soldati’. Essere bravi, fondamentalmente, soprattutto per chi ha sempre fatto attività d’impresa come me e mio padre, significa anche far parte di una squadra. Sviluppare competenze a scuola e all’università, sicuramente, ci aiuta a capire che nella vita ciò che conta è il talento, la passione e il lavoro di squadra”.

La cerimonia di consegna si è svolta sabato 22 febbraio nell’aula magna del Liceo ‘Jacopone da Todi’ e vi hanno preso parte anche Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, Antonino Ruggiano, sindaco di Todi, Roberto Rettori, delegato del rettore dell’Università degli studi di Perugia, e Anna Pistoletti dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria. A fare gli onori di casa è stato il dirigente scolastico Sergio Guarente. I premiati della 32esima edizione delle Borse di studio Franco Todini sono stati Lucia Coata del liceo classico ‘Jacopone da Todi’ con una votazione di 100 e lode, Federico Ombelli del liceo  ‘Jacopone da Todi’ con 100, Giulia Capadossi dell’istituto tecnico Turismo ‘Ciuffelli-Einaudi’ con 100, Francesca Mosca del liceo linguistico ‘Jacopone da Todi’ con 100 e lode, Marco Proietti dell’istituto tecnico agrario ‘Ciuffelli-Einaudi’ con 100 e lode, Letizia Trovarelli del liceo delle scienze umane ‘Jacopone da Todi’ con 100, Francesco Conti dell’istituto tecnico Costruzioni ambiente territorio ‘Ciuffelli-Einaudi’ con 98 e Riccardo Catria dell’istituto professionale ‘Ciuffelli-Einaudi’ con 95.

“Con questo premio – ha commentato Tesei – si lancia un messaggio che, oggi, deve essere molto attenzionato: ossia che il merito premia, dà delle opportunità ai nostri ragazzi e li forma per essere pronti ad affrontare il mondo del lavoro. L’augurio è di crescere in questa direzione e, finalmente, di trovare la giusta occupazione in Umbria, in questa terra splendida che però, purtroppo, in questi ultimi anni ha dato poche opportunità di lavoro ai nostri giovani”. “Todi – ha dichiarato infine il sindaco Ruggiano – è un polo culturale e scolastico per tutta la Media valle del Tevere e l’aiuto che la Fondazione ha dato agli studenti è stato fondamentale. Si cerca di premiare il merito in un contesto in cui lo studio diventa punto di riferimento per crescere nella società e affrontare la vita con gli strumenti che servono”.

OSPEDALE COMPRENSORIALE. SI FACCIA CHIAREZZA SUBITO

 

Grave la denuncia fatta in questi giorni dalla parti sindacali in riferimento alle carenze dell’ospedale comprensoriale della media valle del Tevere. E incomprensibile il silenzio delle singole amministrazioni comunali che, a nostro avviso, non hanno raccolto, almeno ufficialmente, il grido di allarme lanciato da Cgil, Cisl e Uil, che, in maniera molto netta lamentano carenza di personale, di materiale sanitario e strumenti medici.  Accuse pesanti e dure che non possono cadere nel dimenticatoio e che vanno approfondite rapidamente, non solo nel confronto con la Regione dell’Umbria, ma anche dai governi locali, responsabili di tutelare e garantire l’efficienza della struttura pubblica e quindi la salute dei cittadini. In un momento di così grande difficoltà, legata anche alle note vicende nazionali ed internazionali, non si può immaginare che i cittadini nutrano dubbi sulla capacità e la qualità dei propri presidi ospedalieri. Todi Civica ha sempre apprezzato, sostenuto e valorizzato i servizi offerti dal nostro nosocomio comprensoriale, soprattutto in considerazione delle professionalità che in esso operano, che rappresentano il vero valore della struttura. A tal fine, ci rivolgiamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, alle forze di maggioranza e di minoranza affinché si condivida rapidamente la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, in cui coinvolgere la Regione dell’Umbria, i dirigenti ospedalieri, le parti sindacali, i rappresentanti dei medici e del personale sanitario, per una discussione pubblica che chiarisca e approfondisca gli elementi emersi.
Todi Civica

Movimento Tuderti 5 Stelle :”La palestra e i suoi tempi geologici”

La palestra di Ponterio, che solo quest’anno è stata desiderata da oltre 100 bambini ma attesa da sempre, non viene ancora consegnata, finita, alla popolazione tuderte. Per mancanza di denaro per gli arredi e gli attrezzi, e perché i collaudi e le procedure richieste sono assai impegnativi, questo ciò che risulta da recenti dichiarazioni.
Crediamo che si stiano accampando scuse su scuse e che continuare a dare diffusione di false promesse, false motivazioni a sostegno degli stop dei lavori, e di altrettanto false tempistiche, a questo punto sia davvero di cattivo gusto.
Solo per citare le ultime, mirabolanti dichiarazioni, si è passati dall’apertura della palestra nella primavera del 2019, all’estate del 2019, all’anno scolastico corrente e poi per tagliare corto, ai termini prossima e imminente.
Sarebbe auspicabile, in una sensata ottica di governo, che l’Amministrazione comunale, prima di pensare a gestire iniziative attrattive di qualsivoglia natura (carnevalesca e non solo) provveda a concludere le questioni aperte, come questa appunto della palestra di Ponterio.
Una scuola in cui manca la palestra non è in linea con le richieste di questa società, men che meno competitiva, e tutto ciò che impedisce realizzazioni importanti per la crescita e lo sviluppo dei bambini è inaccettabile o, volendo usare un termine giustamente in voga, non più sostenibile.
Ci si interroga inoltre se l’assunzione di ruoli di responsabilità all’interno della Pubblica Amministrazione determini per forza di cose una distorsione della realtà e se a questo disturbo si associ un uso improprio dei vocaboli della lingua italiana. Prossima apertura chiediamo banalmente, cosa significa? O cosa volete debba significare, in questa deriva pure linguistica?
Chiediamo anche ad alcune rappresentanze politiche locali, che si sono espresse pubblicamente in merito alla palestra, come sia possibile esprimere SODDISFAZIONE per una situazione da paese in via di sviluppo e che cosa intendano con il termine imminente.
Si ritiene che il cittadino abbia il diritto di conoscere i fatti e le realtà che lo circondano, non fosse altro che per il fatto che è lui stesso che sta investendo su taluni progetti. Per questo chiediamo che gli interessati informino la cittadinanza in modo puntuale, dettagliato e leale, non come è accaduto finora, e che rendano spiegazioni plausibili, a sostegno delle numerose, troppe, battute di arresto che il cantiere della palestra ha subìto in questi anni. Magari con un’assemblea pubblica.

NERO NORCIA, SU IL SIPARIO SULLA MOSTRA MERCATO NAZIONALE DEL TARTUFO

Nel primo dei tre weekend tematici i salumifici locali lanciano il marchio ‘Norcia Reale’

Un bel sole primaverile e una frizzante aria di montagna hanno accompagnato il taglio del nastro della 57esima edizione di Nero Norcia. A inaugurare la mostra mercato nazionale del tartufo nero pregiato e dei prodotti tipici, venerdì 21 febbraio, sono stati il sindaco Nicola Alemanno, l’assessore comunale allo sviluppo economico Giuliano Boccanera, l’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni, il senatore Luca Briziarelli, il presidente della Commissione agricoltura alla Camera Filippo Gallinella e il sindaco di Cascia Mario de Carolis.

Si è aperto così il primo dei tre weekend tematici che animeranno il borgo della Valnerina fino a domenica 8 marzo. “Un grandissimo evento – ha commentato Morroni – che ha il pregio di accendere i riflettori su una delle eccellenze del nostro territorio. Questa manifestazione è un bel segnale, l’ennesimo che questa comunità forte e dalle grandi potenzialità rivolge alla comunità regionale e nazionale. C’è la voglia di resistere e di pensare a un futuro diverso dal presente. Eventi come questo sono un incitamento a velocizzare un processo di ricostruzione che deve assolutamente ripartire con una celerità che fino ad oggi, purtroppo, non ha avuto”.

Cuore della rassegna sono, ovviamente, i circa cento stand provenienti da tutta Italia, con le loro eccellenze agroalimentari, che costellano le vie e le strade del centro storico, nuovamente protagonista e sede, già dall’anno scorso, della manifestazione. L’intera città con i suoi resilienti abitanti è, infatti, fortemente intenzionata a risorgere dopo le ferite del terremoto del 2016 e Nero Norcia, con la sua rilevanza nel panorama nazionale, vuole essere uno dei principali motori di questa rinascita. “Usciamo da un periodo bruttissimo – ha dichiarato Alemanno –, le nostre attività economiche hanno attraversato probabilmente l’anno più buio. Siamo in una fase a cavallo tra la conclusione dell’emergenza e l’avvio della ricostruzione, abbiamo davvero bisogno di recuperare nuovo slancio. Questa 57esima edizione della mostra mercato regala alla nostra comunità, alle nostre aziende, ai nostri ragazzi fiducia e speranza nel futuro”. “Noi siamo ancora impegnati a far partire la ricostruzione pesante – ha concluso il sindaco di Norcia –. Proprio questa mattina ho sentito il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, lo incontrerò presto. Nel frattempo stiamo lavorando, abbiamo superato le seicento autorizzazioni, tutto lascia intravedere un buon futuro anche per questa comunità”. “Questa manifestazione è un motore di promozione per Norcia e per l’intero territorio della Valnerina – ha detto Boccanera –. Abbiamo avuto un’ottima risposta sia da parte degli standisti ma anche per quanto riguarda le presenze, con le strutture ricettive che sono già completamente piene in tutti e tre i weekend”.

Va inquadrata nell’ottica della ripartenza anche la presentazione, domenica 23 febbraio alle 11, del neonato Consorzio salumifici di Norcia e del suo marchio territoriale e di qualità ‘Norcia Reale’ ideati per salvaguardare le produzioni locali, ma anche gli stessi consumatori. L’appuntamento è in piazza san Benedetto. Ma questo è solo una delle tante iniziative collaterali in programma. Per tutta la durata della manifestazione, finanziata dal Psr per l’Umbria 2014-2020 Misura 19.3.1.09 ‘Promuovere la rinascita’, la grande tendostruttura allestita nella piazza centrale ospiterà tavole rotonde e momenti di riflessioni su varie tematiche. Sabato 22 febbraio alle 9.45, ad esempio, l’autrice Elisabetta Annicchino presenterà il suo libro ‘I più bei fiori nascono tra i sassi’ il cui ricavato della vendita sarà interamente devoluto alla ricostruzione della chiesa di san Lorenzo di Norcia. Nella stessa mattinata, alle 11, esperti del settore analizzeranno le potenzialità, problematiche e prospettive future della risorsa tartufigena per il territorio. Nel pomeriggio, alle 15.30, verrà poi accesa la fiaccola Pro Pace et Europa Una. In un’altra location, nel Centro di valorizzazione, alle 10, la Medaglia d’oro al valor militare Gianfranco Paglia, che perse l’uso delle gambe per ferite subite in combattimento, si confronterà con gli studenti nursini sul tema ‘I valori delle Forze armate e la disabilità come risorsa’.

Domenica 23 febbraio alle 15 è, invece, prevista la presentazione del Libro ‘Nascere per Rinascere’ con l’autrice Caterina De Carolis e l’attrice Lavinia Grizi. Nel corso della giornata in tutto il borgo ci saranno dimostrazioni Itineranti degli antichi mestieri.

 

RISPETTO E AMORE PER COMBATTERE I BULLI: IL MESSAGGIO DEL LIONS CLUB DERUTA

All’istituto ‘Giordano Bruno’ di Perugia ‘Un calcio… al bullismo’, progetto nazionale

Promuovere la cultura del valore della vita, della socialità e dell’amicizia così come la cultura del dialogo per combattere i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Questi gli obiettivi che i Lions club italiani stanno portando avanti attraverso il progetto ‘Un calcio… al bullismo’, di cui si è fatto portatore, in Umbria, il Lions clubs international Distretto 108 L. Mercoledì 19 febbraio, infatti, il Lions club Deruta in collaborazione con l’associazione ‘Nel nome del rispetto’ hanno promosso l’iniziativa ‘Rispetto e amore… migliorano ogni relazione’, rivolta agli studenti dell’Istituto di istruzione superiore (Iis) ‘Giordano Bruno’ di Perugia. I ragazzi di alcune classi del primo e secondo anno hanno assistito alla proiezione del film Rosafuria (2001), tratto dal romanzo ‘Rosa Furia’ di Patrizia Zappa Mulas, cui è seguito un dibattito con lo stesso regista, Gianfranco Albano, presente in sala. Oltre a lui, presenti Danilo Castellani, presidente zona 9C Lions clubs international, Ada Girolamini, presidente Lions club Deruta, Cristina Virili, vicepresidente dell’associazione ‘Nel nome del rispetto’, Giuseppe Materia, dirigente scolastico dell’Iis ‘Bruno’, Claudio Zeni, maresciallo dei Carabinieri, e Fausto Cardella, procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Perugia.

Il film è stato lo spunto per parlare delle dinamiche dell’adolescenza, delle delusioni, degli scontri, così come dei valori dell’amore e dell’amicizia partendo dal presupposto che bisogna conoscere se stessi, i propri difetti e fragilità, per poter conoscere e rispettare l’altro ma anche per difendersi.

“È intrinseco dei nostri clubs – ha detto Castellani – porre attenzione al mondo dei giovani, per cercare di capire quali sono i loro bisogni e mettersi al loro servizio. Abbiamo scelto questa scuola perché il dirigente si è mostrato molto sensibile nei confronti della problematica del bullismo”. “Dobbiamo cercare di sensibilizzare i nostri giovani – ha spiegato Materia – in modo da saper riconoscere e segnalare situazioni a rischio”.

“Il bullo è una persona che va aiutata – ha commentato Virilli –. Prima di parlare di bullismo dobbiamo aiutare i ragazzi, e non solo, a capire cosa vuol dire impostare una buona relazione con l’altro e a coltivare l’autostima. Diamo per scontata l’intelligenza emotiva invece va imparata”. “Ho fatto parecchi film su tematiche sociali – ha raccontato Albano – e quello che mi sono sempre augurato è che almeno in quella ora e mezza lo spettatore rifletta. Il bullismo è figlio della fragilità individuale. Tutti noi abbiamo un lato oscuro e l’adolescente deve saper fare i conti con questo, avere consapevolezza di sé. Se non sa governare questo lato oscuro sposterà il centro dell’attenzione all’esterno e per affermare la propria identità si scaglierà sulle persone più fragili”.

“Il legislatore – ha affermato Cardella – ha varato delle leggi che potenziano la possibilità di contrastare il bullismo ma più che la repressione bisogna far sentire ai ragazzi che non sono soli. C’è uno Stato, ci sono persone a cui rivolgersi per parlare di questo problema a partire dai genitori, passando per gli insegnanti e le forze dell’ordine, che non devono essere viste solo come coloro a cui denunciare ma anche come consulenti e consiglieri che possono guidarli”.

 

SANITÀ UMBRA: SINDACATI PRONTI A RIAPRIRE LO STATO DI AGITAZIONE

Assemblea di Cgil, Cisl e Uil con il personale a Pantalla: i problemi, a partire dalla carenza di personale, si aggravano, ma è tutto fermo. La Regione ci convochi subito

 

“La situazione della sanità umbra è critica, i lavoratori non ce la fanno più, ma i tanti problemi che avevamo segnalato a ottobre, aprendo la vertenza regionale, sono ancora tutti lì. È tutto fermo”. È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato giovedì 20 febbraio dai sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, riuniti in assemblea con le delegate e i delegati sindacali delle varie aziende sanitarie dell’Umbria, all’ospedale Media Valle del Tevere di Pantalla. “Alle ormai ben note carenze di personale – hanno sottolineato i sindacati – si aggiunge il blocco totale della contrattazione integrativa e il nulla di fatto sulla stabilizzazione dei precari. Ad esempio, nella Usl Umbria 2 – è stato ricordato – ci sono 347 lavoratrici e lavoratori con contratto a tempo determinato, un numero del tutto inaccettabile”.

Ma c’è di più. Ormai – hanno testimoniato nei loro interventi i delegati – cominciano a mancare in alcuni importanti presidi ospedalieri anche strumenti e materiali sanitari basilari, come il gel per le ecografie, per non parlare della manutenzione ordinaria, assolutamente carente, ad esempio nell’azienda ospedaliera di Perugia, oppure della cucina, clamorosamente sotto organico. Non certo migliore la situazione dell’azienda ospedaliera di Terni dove, tra infermieri, oss e amministrativi – è stato detto –, mancano circa duecento unità di personale. Un altro esempio preoccupante, stavolta riferito alla Usl Umbria 1, è quello dell’ospedale di Assisi, dove operano in tutto soltanto dieci Oss.

I sindacati, che lunedì scorso hanno scritto all’assessore regionale Luca Coletto chiedendo una convocazione immediata, sottolineano il “muro di gomma” che incontrano quando provano a confrontarsi con i commissari: “Ci dicono che hanno le mani legate perché tutto dipende dalla Regione – denunciano le tre sigle – per questo non è più rinviabile un intervento diretto di palazzo Donini per uscire da questa impasse”.

In mancanza di una risposta immediata i sindacati sono pronti a riaprire lo stato di agitazione: “I lavoratori e i cittadini dell’Umbria non intendono più assistere a questo immobilismo che mette in ginocchio un sistema sanitario di eccellenza come il nostro – hanno concluso Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl –. Se ci sono le risorse per pagare tantissimi straordinari, e ci sono, se ci sono le norme che permettono di fare le assunzioni, e ci sono, cosa stiamo aspettando?”.

L’assemblea di Pantalla è stata anche l’occasione per i sindacati di presentare e approfondire la piattaforma predisposta a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo del contratto nazionale del comparto sanità (2019-2021) che in Umbria interessa quasi 10mila lavoratrici e lavoratori.

Comunicato stampa ” Nel controllo dei divieti di sosta si ritrovi equilibrio.”

 

Premesso che il rispetto delle leggi e delle regole è alla base di ogni convivenza civile e che questo principio elementare,  ma basilare, non può venire meno neanche in ambiti ove l’abuso, apparentemente, può essere considerato veniale, come quello del parcheggio in divieto di sosta, riteniamo, tuttavia, che nella nostra città, vada ritrovato un punto di equilibrio fra chi esercita il controllo  e la cittadinanza. È evidente che in una città in cui i problemi legati all’accesso al centro storico sono noti e ancora oggi irrisolti, il controllo ed il rispetto delle regole può determinare effetti che, a nostro modo di vedere, non sempre vanno a favore della città e della sua fruibilità, se la percezione è quella di un eccessivo zelo nel rilevare eventuali infrazioni. Chi opera lo fa certamente in osservanza delle leggi ed ottemperando alla propria funzione, che rispettiamo. Riteniamo altresì che la collaborazione fra operatori e cittadini, sia fondamentale per creare un clima di vivibilità senza il quale si rischia di generare fobie che allontano i cittadini dal centro storico. In quest’ottica riteniamo anche che i luoghi del controllo non debbano essere esclusivamente quelli del centro, in quanto vi sono zone da tutelare e che, al contrario vedono abusi quotidiani che non vengono sanzionati.  Pensiamo ad esempio al parcheggio dell’ospedale comprensoriale, in cui i posti riservati ad invalidi e donne in gravidanza sono spesso occupati da chi non ha diritto, o ad alcune zone di Ponterio o di Cappuccini. L’attività di controllo esercitata sull’intero territorio si legherebbe anche ad un azione di vigilanza, sempre più necessario. A ciò aggiungiamo anche la necessità di rivedere la segnaletica di alcune aree a traffico limitato in cui, per i residenti e ancor più per i turisti, diventa difficile decifrare la tipologia di parcheggio. A tal fine il gruppo consiliare di Todi Civica presenterà un’interrogazione dettagliata all’amministrazione comunale.
Todi Civica

Comunicato stampa di Roberta Marchigiani,segretaria del Circolo PD “Todi Centro”

 

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, durante la discussione per l’approvazione dello schema di convenzione per la suddivisione, tra i comuni onerati, delle spese di funzionamento del Giudice di Pace di Todi, qualcuno, con grande disinvoltura, è salito, senza averne merito, sul carro dei vincitori.

L’approvazione, con voto unanime, del punto all’ordine del giorno, era scontata vista l’importanza dell’unico presidio giudiziario della Media Valle del Tevere non solo in termini di giustizia di prossimità ma, anche,  peri benefici derivanti dal maggior afflusso in città, in via di ulteriore incremento con l’entrata in vigore della riforma che ne amplierà le  competenze.

Se, tra le forze politiche c’è stata piena sintonia su un atto necessario ad assicurare il buon funzionamento dell’ufficio e quindi un giovamento alla collettività’, non c’è, però, sfuggita l’ipocrisia del Capogruppo di Forza Italia e del Sindaco, i quali, nell’esprimere la propria soddisfazione, si sono dimenticati di non essere i protagonisti del percorso, non privo di ostacoli, che ha portato al mantenimento del Giudice di Pace e all’estensione della competenza territoriale sul Comune di Marsciano.

E’ stata, infatti, la piena e fruttuosa collaborazione di alcuni avvocati tuderti con i Sindaci Rossini e Todini, a far sì che, la Media Valle del Tevere, già  pregiudicata dalla “deportazione” del Tribunale cittadino a Spoleto, sostenuta anche dal Sindaco e dal Capogruppo di Forza Italia, non venisse totalmente privata dell’importante servizio giustizia.

L’estensione della competenza del Giudice di Pace, anche sui territori ricadenti nel Comune di Marsciano, era una vecchia questione che si trascinava fin dall’ istituzione del Sezione Distaccata del  Tribunale di Todi e che nessuna delle amministrazioni antecedenti a quella di Rossini, compreso il primo mandato di  Ruggiano, era riuscita a risolvere.

L’obiettivo è stato finalmente centrato nel 2018 e non certo per merito delle forze del centrodestra, ma grazie all’iniziativa promossa da alcuni avvocati tuderti che, con l’apporto significativo dell’On. Walter Verini e del Partito Democratico di Todi, ha visto, con la pubblicazione del decreto del Ministro Orlando, il tanto auspicato accorpamento.

Al centrodestra tuderte, quindi, non è ascrivibile alcun merito per aver impedito che all’Ufficio del Giudice di Pace toccasse lo stesso destino del nostro ex tribunale, nonostante le entusiastiche dichiarazione dei suoi insigni esponenti per una coralita’ che non è mai esistita.

Il Capogruppo di Forza Italia, infatti, non si è mai interessato delle sorti del Giudice di Pace, in aderenza all’appoggio dato, in precedenza, agli artefici dell’accorpamento del Tribunale di Todi a quello di Spoleto e la sottoscrizione un fantasioso documento che aveva il fine di svilire la battaglia condotta, pressoché da quasi tutti gli avvocati e gli amministratori  della MVT,  affiche’ l’ accorpamento fosse, invece, con Perugia.

Il Sindaco, molto vicino all’ On Benedetti Valentini, uno dei fautori della conquista dei territoridella MVT, sì è limitato a reiterare, congiuntamente al Sindaco Todini, l’istanza diretta ad allargare la competenza del Giudice di Pace con l’aggregazione del territorio marscianese, già presentata, a tempo debito, al competente Ministero dal Sindaco Rossini.

Il Sindaco Ruggiano ha, quindi, dato seguito alle indicazioni suggerite dal funzionario ministeriale ai due avvocati tuderti che, tramite l’ On. Verini, lo avevano interpellato nella speranza, mai persa, di vedere potenziato il superstite presidio giudiziario.

Un atto dovuto, quindi, posto a tutela di un interesse collettivo al quale non sarebbe stato possibile sottrarsi.

Non solo una questione, politica, dunque,ci ha mosso,ma anche l’esigenza di ristabilire la verità storica dei fatti ed il rispetto dovuto a chi ha difeso gli interessi della collettività senza mai anteporre il proprio orientamento politico.

 

Avv. Roberta Marchigiani

Segreteria del Circolo PD di Todi Centro

 

Gruppo consiliare del PD di Todi: “il Consiglio Comunale rinvia la discussione sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre”. Voto contrario della maggioranza alla commissione comunale antimafia.

Il Consiglio comunale di mercoledì scorso era stato convocato anche
per cercare di smaltire la lunga serie di ordini del giorno e mozioni
presentati in due anni e mai discussi. Il dibattito pero è stato
caratterizzato da due episodi che rendono l’idea dell’approccio al
confronto democratico della maggioranza di destra. Sulla mozione che
propone di conferire la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana
Segre, presentata da tutti i gruppi di opposizione, la Lega ha chiesto
e ottenuto, con il voto dei consiglieri di maggioranza e l’appoggio
del Sindaco, il rinvio del punto. In  spregio al diritto della
minoranza di discutere le questioni che ritiene di sottoporre
all’attenzione dell’assemblea comunale, non si sono fatti scrupolo di
alzare la mano per decidere quando, secondo la maggioranza, discutere
la questione. Le motivazioni del rinvio sono inquietanti e mirano a
mistificare la realtà, come al solito! La Lega, dopo aver premesso la
necessità di dibattere la questione con la presenza di un maggior
numero di consiglieri, data l’importanza dell’argomento (in effetti
abbiamo mantenuto noi il numero legale per quasi tutta la durata della
seduta), ha anche accennato alla possibilità di riconoscere la stessa
onorificenza ad altri testimoni della Shoah. Il Sindaco ha subito
appoggiato la proposta della Lega andando oltre sulle motivazioni: ha
detto che occorrerà valutare attentamente la possibilità di
riconoscere la cittadinanza ad una signora  che non ha rapporti con la
città, anche se apprezza la figura di Liliana Segre, “donna che ha
avuto l’intelligenza di avere un marito candidato con l’MSI” (sic!). E
pur dando la disponibilità a confrontarsi sul tema in una sede più
consona, come una seduta di Consiglio convocata ad hoc, ha detto di
interrogarsi sul perché a Liliana Segre e non ad altri sopravvissuti
alla persecuzione fascista e nazista. È molto grave che si faccia
finta di non capire il senso della proposta di concedere la
cittadinanza onoraria a Liliana Segre, come hanno fatto diversi altri
comuni, amministrati sia dal centrodestra che dal centrosinistra,
perché la proposta è molto chiara. Nasce dalla necessità di
manifestare vicinanza, solidarietà e protezione ad una donna che, dopo
essere sopravvissuta ad Auschwitz, oggi, per il clima di odio e
rancore che viviamo nel Paese, è costretta a vivere sotto scorta
essendo minacciata giornalmente per la sua attività di testimonianza,
per la sua battaglia contro l’indifferenza, che caratterizzò
l’emanazione delle leggi razziali fasciste e per aver promosso la
costituzione di una commissione che si occuperà di contrasto all’
intolleranza, al razzismo, all’ antisemitismo e all’ istigazione all’
odio e alla violenza . Todi riconoscendole la cittadinanza potrebbe
diventare una delle città capace di far  sentire a casa e al sicuro
Liliana Segre e tutti quelli che, come lei, subiscono discriminazioni,
soprusi violenze e ingiustizie. Vedremo se sarà così. Noi ci opporremo
al tentativo palese di stravolgere il significato della nostra
proposta.
Il secondo episodio, che si è consumato nella stessa seduta del
consiglio, è quello del voto contrario della maggioranza alla
richiesta di istituzione di una commissione comunale antimafia,
avanzata dall’opposizione. Pensavamo fosse utile l’istituzione di un
organismo che accendesse un faro sulla realtà locale che, alla luce
dei fatti di cronaca che hanno riguardato l’Umbria, potrebbe non
essere immune da infiltrazioni mafiose. Non pensavamo ad una
commissione d’inchiesta, che non compete ad un consiglio comunale, ma
ad un’occasione di approfondimento con esperti rappresentanti di
istituzioni, autorità giudiziarie, di forze dell’ordine, di categorie
professionali e aziendali, che potessero ricostruire il quadro della
situazione attuale, i rischi concreti di infiltrazione, la possibilità
di prevenire un fenomeno che si dimostra tale da poter tentare di
lambire la politica anche in Umbria. Ma la destra tuderte non ha
ritenuto neanche di intervenire sul tema. Tutti muti e contrari.
Eppure non sono mancati episodi allarmanti nel nostro territorio:
alcune imprese coinvolte nell’inchiesta sulla ndrangheta in Umbria
hanno sede nella Media Valle del Tevere, nell’estate di tre anni fa
furono sequestrate, per mafia, alcune proprietà immobiliari nel nostro
comune, senza parlare di alcuni casi di caporalato denunciati, sempre
a carico di imprenditori agricoli della zona. Ma loro muti, e
contrari. Perché? Perché bisogna dire che va tutto bene e la vita è
bella a dispetto della realtà? Noi pensiamo che sia necessario non
nasconderla la realtà, soprattutto nei luoghi della politica e delle
istituzioni e avere il coraggio di affrontarla proponendo soluzioni e
non slogan.
Gruppo consiliare PD Todi