Presidente Tesei firma ordinanza con ulteriori disposizioni per contrastare diffusione pandemia

 

La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha emesso una nuova ordinanza al fine di limitare le occasioni di diffusione del virus, sentito il Ministero della Salute e in coerenza con quanto previsto dal decreto legge che permette alla Regione di adottare misure restrittive rispetto al quadro normativo nazionale in tema di contenimento del contagio Covid.

   Tra i provvedimenti presi vi sono: la chiusura domenicale dei centri commerciali nonché di tutte le attività di vendita al dettaglio, alimentare e non alimentare, tranne farmacie, edicole, tabaccherie,  rivendite di  generi di monopolio (fatte salve dunque le attività artigianali); il divieto dell’esercizio domenicale di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche; l’esenzione dalla chiusura domenicale, solo per il primo novembre, del commercio al dettaglio di fiori e piante; sospese tutte le gare e  competizioni  riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche (che potranno continuare a sostenere allenamenti in forma individuale); la limitazione a 30 presenti, distanziati e in forma statica, per le cerimonie a carattere istituzionale, non rinviabili, organizzate da pubbliche amministrazioni;  il divieto di svolgere attività realizzate da associazione e circoli culturali e similari, all’aperto e al chiuso, fatta eccezione per la somministrazione di cibo e bevande sino alle ore 24 con consumazione al tavolo, sino alle 18 senza, e comunque in conformità del Dpcm del 18 ottobre.

   E’ fatta inoltre raccomandazione ai sindaci, per la giornata del 2 novembre e per le giornate antecedenti ed immediatamente successive, di assumere ogni provvedimento utile ad evitare assembramenti presso i cimiteri in relazione alla ricorrenza della commemorazione dei defunti. L’ordinanza avrà valore sino al 14 novembre prossimo, salvo integrazioni dovute all’andamento della situazione epidemiologica.

Todi Civica : “PALESTRA PONTERIO: INAUGURATA, MA CHIUSA “

 

Nel mese di novembre del 2019 abbiamo letto rassicuranti interventi di partiti di maggioranza che annunciavano l’imminente apertura della palestra di Ponterio. A gennaio 2020, le stesse forze politiche, indicavano l’apertura per il mese di Aprile. A settembre abbiamo assistito all’inaugurazione, con la presenza di Comune e Regione,  della suddetta palestra. Siamo a metà ottobre, ma la palestra inaugurata continua a rimanere chiusa? Ma da chi e da cosa dipende tale ritardo ? In questi mesi non abbiamo mai voluto evidenziare come agli annunci della politica, sistematicamente, non seguissero i fatti, perché convinti di continuare sulla strada di un’opposizione costruttiva e paziente. Ma i cittadini chiedono spiegazioni e soprattutto non possono continuare ad essere illusi.

 

Oggi quella struttura, nella complessa situazione che stiamo vivendo, potrebbe svolgere un ruolo importante e di grande utilità. Il punto non è aprire un mese prima o un mese dopo ( anche se dal primo annuncio è passato un anno!), ma dire con chiarezza e correttezza quali sono i tempi con cui una cosa si fa o non si fa, tanto da consentire ai cittadini di programmare le proprie attività in relazione alle indicazioni date. Che la palestra apra domani o fra un mese, a questo punto, poco cambia, ma deve cambiare il modo di relazionarsi con i cittadini, che non meritano di essere trattati da fessi.
Todi Civica

Confcommercio ai parlamentari umbri: “Contributi a fondo perduto e nuova moratoria fiscale e contributiva per le imprese allo stremo”

 

Le nuove misure restrittive adottate dai governi nazionale e regionale, unitamente al calo della liquidità delle famiglie e della loro propensione al consumo nella preoccupazione e nell’incertezza per la pandemia, hanno bloccato la ripresina registrata ai primi di ottobre in certi settori, che era riuscita peraltro solo ad attenuare il vuoto generato nel secondo e terzo trimestre: -45,2% e -14,5%, ad esempio, nel settore abbigliamento e calzature. Con un -37,3% a luglio e appena un +1,1% a settembre.

Per questo motivo, Confcommercio Umbria si è nuovamente rivolta ai parlamentari umbri perché sostengano, nelle sedi opportune, la richiesta di nuove misure a favore delle piccole imprese in questo momento così difficile: contributi a fondo perduto accompagnati a una nuova moratoria fiscale e contributiva.

“C’è in gioco la tenuta stessa del nostro tessuto socio economico – avverte il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. La situazione di molte delle nostre imprese è oggi difficilissima.

Mi riferisco, in particolare, al commercio non alimentare, che in gran parte sta soffrendo per la generale crisi di liquidità delle famiglie; al settore della ristorazione, nuovamente al centro dei provvedimenti restrittivi del governo; alla filiera dello spettacolo, non solo gli artisti ma anche tutti gli operatori dei servizi collegati: fonici, service audio e video, fornitori ed installatori di palchi e strutture, pirotecnici, ecc.; a tutto il comparto dell’organizzazione di fiere ed eventi in genere, prostrato dai vincoli imposti; al settore della convegnistica che è stato inspiegabilmente stoppato malgrado non esponga a rischi i partecipanti rispettando sempre i protocolli previsti e rappresentando tanto per la nostra economia; alla formazione professionale, la cui operatività è stata nuovamente limitata; e, ovviamente, al settore turistico nel suo complesso – alberghi, campeggi, agenzie viaggio, guide – che non vede prospettive a breve, visti gli andamenti epidemiologici globali.

Le misure di ristoro fin qui approntate – aggiunge il presidente di Confcommercio Umbria – sono state necessarie ma non sufficienti e l’accesso alle stesse non è stato garantito a tutte le imprese: basti pensare a quanto avvenuto sul fronte del credito.

Il livello di sofferenza economico-finanziaria raggiunto è altissimo, con il concreto profilarsi di una chiusura in massa e la contestuale perdita di un considerevole numero di posti di lavoro con tutte le conseguenze sociali che questo comporta. L’ipotesi poi di un secondo lockdown è talmente nefasta che anche gli economisti più esperti si astengono dal pronunciarsi sulle conseguenze che potrebbe avere sull’economia reale e sulla nostra società.

Per tutti questi motivi – conclude il presidente Mencaroni – abbiamo chiesto ai parlamentari umbri di sostenere nelle sedi opportune una misura di ristoro sotto forma di contributo a fondo perduto in favore di tutti gli operatori che si trovino in condizioni critiche, che si accompagni ad una nuova moratoria fiscale e tributaria. Ci aspettiamo che accolgano il nostro appello”.

Comunicato stampa Partito Democratico Todi : ““S’È SVEJATO ER SOR GENERALE”

 

Dopo aver letto il formidabile uno-due scrittorio del vicesindaco di Todi, Adriano Ruspolini, ci viene da esclamare, parafrasando la magistrale battuta d’ingresso de “Il marchese del Grillo”, “s’è svejato er sor Generale!”. Peccato che, uditi i silenzi di questi ultimi mesi in merito all’Ospedale di Pantalla e visti i contenuti prodotti da cotanto scrittore con sommo esercizio di stile, zelo ed acribia nell’ultima settimana, non è tutto sommato così sbagliato pensare che, forse, procrastinare la sveglia gli avrebbe fatto benone, anche per evitare le discrete figuracce di stampo politico ed amministrativo in cui è accorso. Il “Nostro Generale” tenta di sbertucciare ed offendere le varie forze politiche di centrosinistra, a suo dire insignificanti e prive di consenso elettorale.

 

Ebbene, caro vicesindaco, le diamo una notizia: il Centrosinistra è un campo aperto e largo, partecipato e rafforzato da diverse sensibilità culturali. Non ci piacciono gli uomini soli al comando, i ducetti col mojito in mano e chi scambia un partito politico per una caserma. Sui voti, poi, le consigliamo di guardare alla parabola politica del suo “Caro Leader”, che dopo la svolta del Papeete ha quasi dimezzato i propri consensi e sembra ogni giorno di più un pugile suonato, sempre più dietro a selfie senza mascherina e piatti unti e bisunti da postare sui social alle ore più impensate. Il Ruspolini, poi, incurante del fatto che tutti i sindaci della Media Valle del Tevere (anche il suo diretto superiore Ruggiano!) abbiano condannato la scelta della Regione di riconvertire ancora una volta l’Ospedale di Pantalla ad uso Covid, difende le scelte della Giunta Tesei dicendo che ognuna delle strutture ospedaliere regionali debba pagare dazio causa pandemia.

 

Peccato che l’Ospedale di Pantalla, da marzo in poi, sia stato totalmente sacrificato per contrastare l’emergenza Covid, nonostante, come è stato sottolineato dal Direttore regionale Claudio Dario non ne avesse le caratteristiche (essendo un semplice ospedale di base e non un DEA di I/II livello). Questo con danni irreparabili al diritto alla salute di sessantamila persone, con malati oncologici e dializzati sbattuti in giro per l’Umbria e migliaia di esami diagnostici arretrati il cui impatto si comincia a vedere già ora. Ulteriormente, non è vero, come dice Ruspolini, che non verremo privati completamente degli altri servizi non Covid. Solo nella giornata di oggi si è venuti a conoscenza che il Cup generale chiuderà, i residui posti del reparto di Medicina seguiranno lo stesso destino e la Chirurgia sarà aperta per finta, non potendo fare granché.

C’è una verità, caro vicesindaco, che lei, la consigliera Peppucci e il santo protettore lacustre Briaziarelli non potete eludere: prima dell’emergenza sanitaria c’era una struttura funzionante (da potenziare sicuramente in un’ottica di rafforzamento della medicina territoriale) per i sessantamila abitanti della Media Valle del Tevere. Sono gli stessi abitanti a cui voi, con la vostra colossale omertà, la vostra cronica incompetenza e la vostra palese incapacità di farsi valere sui tavoli regionali (dubitiamo pure che vi abbiamo informato preventivamente della scelta di convertire ancora una volta l’Ospedale di Pantalla a polo Covid), l’avete tolta. Negli ultimi giorni lei si è autoincensato per quanto fatto sulla questione dell’ospedale, allargando le lodi ai soggetti sopra menzionati ed al consigliere Boschi. Beh, che dire: i cittadini di Todi di questo magnifico operato non ne se sono accorti.

PARTITO DEMOCRATICO TODI

Confagricoltura Umbria, che da anni denuncia l’emergenza legata alla fauna selvatica, ribadisce la necessità di un dialogo unitario e fattivo con le istituzioni

 

Una crescita senza controllo dei cinghiali ha portato ad una sovrappopolazione della specie arrecando enormi problemi per gli agricoltori, per il territorio e per l’ambiente. La situazione non è più sostenibile e richiede un’azione comune per fronteggiare quella che ormai è una vera e propria emergenza con interventi risolutivi da parte delle istituzioni.

Da Confagricoltura Umbria si rinnova la richiesta di collaborazione in materia e lo sforzo di tutti, dai sindacati del mondo agricolo alle istituzioni preposte, per prevenire i danni al patrimonio agricolo forestale e i rischi di natura sanitaria.

Gli agricoltori si trovano a dover fare i conti con danni economici significativi, a cui peraltro gli indennizzi previsti non bastano a porre rimedio, ed hanno tutto il diritto di svolgere la propria attività di coltivazione e allevamento in sicurezza e con un giusto ritorno economico.

L’associazione evidenzia, altresì, che i danni alle coltivazioni agricole sono in continuo aumento e che l’applicazione del cosiddetto “regime de minimis” impedisce a molti conduttori di fondi agricoli la possibilità di ottenere il risarcimento totale dei danni patiti.

“Bisogna valutare i danni alle colture diretti ma anche quelli indiretti – afferma Fabio Rossi, presidente Confagricoltura Umbria – che creano problemi all’economia della regione e tutto questo va fermato e sbloccato. Ci sono danni evidenti e ingenti, soprattutto in alcune aree come quelle interne dell’Appennino centrale, che creano molti problemi alle aziende agricole oltre che provocare rischi sanitari per la popolazione. Sottolineo, – continua Rossi- che da parte dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni c’è piena disponibilità a risolvere le problematiche sia quelle più attinenti al mondo agricolo ma anche quelle di sicurezza sociale che inevitabilmente si legano. Sono stati, infatti, già attuati dei provvedimenti per regolare l’emergenza quale la riduzione da 48 a 4 ore per interventi diretti dell’agricoltore in caso di presenza di cinghiali sul proprio fondo; la modifica del regolamento 34/99 relativo al numero minimo dei partecipanti, ridotti a 15, per le battute infrasettimanali della caccia al cinghiale con l’obiettivo di garantire un adeguato contenimento della specie. L’assessorato sta, inoltre, lavorando anche al nuovo regolamento per la caccia di selezione che comprenderà anche la specie cinghiale”.

Occorre, comunque, una maggiore collaborazione da parte dell’Assemblea legislativa regionale per perseguire azioni risolutive nell’interesse dell’economia, dell’ambiente e di tutto il territorio regionale. A tal proposito Confagricoltura Umbria chiederà sul tema un’audizione della II° e la III° Commissione Consiliare e un incontro con il Governatore della Regione Umbria e con tutte le associazioni di rappresentanza del mondo agricolo.

Claudio Ranchicchio,assessore alla Cultura di Todi :”L’attività culturale non si ferma”

 

L’attività culturale della Città di Todi non si ferma e continua la sua programmazione che coinvolge cittadini e turisti nel rispetto di tutte le norme anti-Covid. E la stagione di prosa 2020-21 è un chiaro esempio della caparbietà delle istituzioni a continuare convintamente questo percorso. Il Teatro Stabile dell’Umbria ed il Comune di Todi hanno deciso di non rinunciare alla tradizionale e seguitissima stagione di prosa attraverso una formula innovativa e adatta al momento particolare. La presentazione, avvenuta nel bellissimo spazio appena recuperato dei Portici Comunali, ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio, del Direttore del Teatro Stabile Nino Marino, del regista Liv Ferracchiati della Dirigente Bianca Maria Ragni e del sindaco Antonino Ruggiano. Visto l’alto numero di abbonati dello scorso anno e l’emergenza Covid ancora in corso, per ciascuno spettacolo verranno effettuati due serate con la capienza di 200 spettatori per ogni spettacolo.Al momento è stata presentata solo la prima parte della stagione di prosa, per i mesi di novembre e dicembre, con tre interessanti spettacoli: 1. Dall’inferno all’infinito di e con Monica Guerritore, che andrà in scena sabato 7 e domenica 8 novembre; 2)Furore, tratto dal romanzo di Steinbeck, messo in scena dalla compagnia Umberto Orsini, con Massimo Popolizio, in scena martedì 17 e mercoledì 18 novembre; 3. Infine La tragedia è finita-Platonov di e con Liv Ferracchiati. Da mercoledì 21 si è aperta la Campagna Abbonamenti

Il Comune di Todi sceglie la vita Al via un fondo di solidarietà per la maternità

Approvato dal consiglio comunale un ordine del giorno che prevede lo stanziamento di tremila euro l’anno per le madri in difficoltà e non solo
Todi per la Famiglia: “Dalla nostra città un segno di attenzione concretoverso tutte le donne”

 

Il consiglio comunale di Todi ha approvato un ordine del giorno presentato da Todi per la famiglia sul tema della pillola abortiva Ru486. Il documento impegna il sindaco e la giunta a promuovere la corretta applicazione della legge 194/78 e dunque, pur lasciando alle donne libertà di scelta circa le metodologie da utilizzare per l’interruzione volontaria di gravidanza, a favorire che tali interventi avvengano nel pieno rispetto e nella piena tutela della salute e della sicurezza delle donne; a sostenere la piena attività dei consultori come luogo di corretta informazione e sostegno psicologico nei confronti della donna; a promuovere la costituzione e l’entrata in funzione di centri di aiuto alla vita sul territorio comunale come strumento di sostegno per le donne e in piena applicazione di quanto previsto dalla 194/78 che indica la necessità di “eliminare tutte le cause” che indurrebbero la donna a scegliere l’Ivg; a farsi promotori presso la giunta regionale dell’Umbria della creazione di un fondo di solidarietà per le donne che scelgono di portare avanti la gravidanza, che potrà essere alimentato in quota parte dalle istituzioni locali, provinciali, e regionali ed aperto anche a donazioni da parte di soggetti privati ed associazioni ed infine a contribuire ogni anno a questo fondo di solidarietà con una quota pari a 3.000 euro da bilancio a partire dal 2021.

A nostro parere, non c’è migliore modo di affrontare la discussione su un tema delicato come l’interruzione volontaria di gravidanza che attraverso ciò che prevede, all’articolo 1, la legge del 22 maggio 1978, numero 194 e che, per inciso, interviene in materia di “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

Recita l’articolo 1 che “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”.

Questa stessa legge, all’articolo 2, individua in modo esauriente il ruolo a cui debbono assolvere i consultori familiari: si parla di informazione alle madri, informazioni circa diritti e servizi a disposizione e di attività che possano contribuire “a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”.

Ringraziamo il sindaco Ruggiano e la giunta, con in testa l’assessore Alessia Marta, e i consiglieri di maggioranza che hanno appoggiato la nostra iniziativa.  Avremmo voluto confrontarci anche con i consiglieri di opposizione e farlo non su ideologie e pregiudizi, ma su fatti concreti che toccano la carne di tutte le donne.

Perché il nostro obiettivo era non di alimentare un dibattito che polarizzasse posizioni sterili tra chi è contro e chi è a favore dell’interruzione volontaria di gravidanza.La legge 194 è una legge dello Stato italiano e come tale va rispettata. Diremo di più, va applicata in tutte le sue parti e non stiracchiata per sostenere posizioni di comodo o posizioni ideologiche.

In Umbria, mediamente, ogni anno si effettuano un migliaio di interventi chirurgici (1043 nel 2018, ultimi dati disponibili dalla più recente relazione al parlamento sulla applicazione della L.194/78) per l’interruzione volontaria di gravidanza. Gli aborti con mifepristone e prostaglandine, cioè la usuale procedura di aborto farmacologico, sono una quota residuale: nel 2018 sono stati 48.

Inoltre nella casistica non trova alcuno spazio una indagine sulle cause che inducono all’aborto. Si contravviene, dunque, a quel pezzo di legge che dice al contrario di voler “contribuire a far superare” proprio queste cause.

Ora, posta la cornice del rispetto istituzionale, è legittimo avere opinioni diverse sulla bontà di una legge che nasce in un contesto politico e sociale che è completamente diverso dal nostro.

Non è possibile però tollerare che, in 42 anni di vita, ad essere “abortito” sia stato lo spirito stesso di quella legge, che voleva tutelare la salute delle donne, consentendo di effettuare le interruzioni di gravidanza con le garanzie del Sistema sanitario nazionale (SSN) e quindi solamente all’interno di alcune ben specifiche strutture del SSN, come esplicitamente indicato dall’art.8 della legge.

Una legge che non prevede linee guida: le linee di indirizzo del ministro Speranza, come quelle precedenti, sono indicazioni non vincolanti, tanto che dieci anni fa, quando entrarono in vigore, subito l’Emilia Romagna ha dichiarato di non seguirle e ne ha elaborato di sue proprie, così come hanno fatto nel 2018 la Lombardia e l’Umbria. È quindi pienamente nelle competenze della nostra regione elaborare ed attuare proprie linee guida per l’aborto farmacologico, qualora le ritenesse di maggior garanzia per la tutela della salute delle donne rispetto a quelle indicate dal Ministero della Salute.

Chiediamo comunque, inoltre, una farmacovigilanza adeguata a questa procedura: l’attuale farmacovigilanza è costruita sull’aborto chirurgico, è ben fatta, ed accurata, come si può vedere dalle relazioni al parlamento sull’applicazione della L.194, ma non è adeguata per l’aborto farmacologico. Chiediamo che si faccia una indagine seria sui rischi che l’aborto farmacologico comporta e si fornisca una informazione dettagliata alle donne. Chiediamo che la procedura venga monitorata con la stessa accuratezza con cui già si sta facendo per l’aborto chirurgico.

Noi chiediamo, insomma, di dare un segnale forte, concreto, che sia qualcosa di molto di più di uno slogan. Chiediamo che l’Umbria sia da esempio e non sia soltanto un titolo di giornale. Chiediamo che dalla nostra città possa partire un segnale di attenzione nei confronti delle donne, di tutte le donne.

Soprattutto di quelle che sulla soglia di un evento che dovrebbe rappresentare un momento meraviglioso, si sentino invece come sull’orlo di un precipizio.

Parlamentari Lega: “Nessun ospedale verrà chiuso o smantellato dopo emergenza covid. Chi dice questo verrà smentito dai fatti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“È un momento assolutamente difficile per il paese e per l’Umbria vista
la recrudescenza del covid e i numeri che si prospettano in un orizzonte
non troppo lontano. Alla luce di questo, riteniamo giusta la decisione
della Giunta Regionale di predisporre tutti gli ospedali umbri per
rispondere prontamente al verificarsi di nuovi casi”.
La nota è dei parlamentari umbri della Lega, Stefano Lucidi, Virginio
Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Alessandrini, Barbara
Saltamartini, Luca Briziarelli, Simone Pillon.
“Siamo soddisfatti dell’impegno preso dalla presidente Tesei nel dire
che nessun ospedale verrà smantellato e che, non appena ci saremo
lasciati l’emergenza alle spalle, speriamo nel più breve tempo
possibile, continuerà nel compito di portare avanti la riprogettazione
della sanità umbra dopo le politiche sbagliate e autoreferenziali della
sinistra negli anni precedenti.
Chi vorrebbe speculare politicamente in un momento così difficile, che
non riguarda una sola regione o una sola fazione politica, ma riguarda
l’intera nazione e ognuno di noi, paventando chiusure e smantellamenti,
verrà smentito dai fatti. Superata l’emergenza, la giunta Tesei darà
risposte concrete e riorganizzerà in maniera efficiente i servizi
sanitari come promesso.
Non è il caso di dividerci in contrade, ma di guardare il sistema
sanitario regionale come un sistema integrato, chiamato a rispondere in
maniera organica a una emergenza che nessuno ha chiesto di dover
affrontare. In questo momento, oltre ad invitare i cittadini a prestare
massima attenzione alle regole di base, rivolgiamo un sentito
ringraziamento a tutti coloro che dentro e fuori gli ospedali, sono in
prima linea per combattere il virus”.

Ospedale di Pantalla: Cgil e Spi, siamo punto e a capo

“La Media Valle del Tevere non può essere privata di una risposta sanitaria. Il rischio è che le persone rinuncino a curarsi”

“Dopo innumerevoli proclami sulla riapertura dell’ospedale di Pantalla e dei vari reparti (la chirurgia, a leggere i giornali, è stata riaperta 3 volte), siamo punto e a capo: l’ospedale della Media Valle del Tevere è di fatto nuovamente chiuso. Funzionano, a scartamento ridottissimo, solo alcuni ambulatori o servizi di day-hospital”. A scriverlo in una nota sono Cgil e Spi della Media Valle del Tevere.
“La pandemia è una cosa seria – sottolineano dal sindacato – e va affrontata con la massima determinazione ma, guardando le statistiche di questi giorni, con l’Umbria tristemente in testa per la crescita dei contagi e in coda sul numero di posti letto in terapia intensiva in rapporto alla popolazione (posti che hanno avuto incremento zero), si ha la sensazione che l’attenzione delle autorità sanitarie regionali sia stata concentrata più sullo sviluppo della sanità privata che sull’organizzazione dei servizi per prevenire la pandemia”.
“Privare di fatto un territorio di più di 60.000 utenti del suo ospedale non è cosa di poco conto – insistono Cgil e Spi Cgil – così come non lo è costringere i pazienti, soprattutto gli anziani, a raggiungere Città di Castello o Branca, per normali esami o interventi di prevenzione. Stessa cosa per gli interventi chirurgici urgenti. Si provi ad immaginare un pensionato di San Venanzo o di Massa Martana, operato a Branca: il coniuge, in assenza di familiari disponibili, come può raggiungerlo e fargli assistenza, stante l’assenza di qualsiasi mezzo pubblico?”.
“Il rischio, ormai realtà, è che la gente rinunci a curarsi, con il conseguente aumento dei morti per le patologie tradizionali – avvertono Mauro Moriconi, responsabile della zona Media Valle del Tevere per la Cgil di Perugia, e Giuseppe Giansanti, segretario della Lega Spi Cgil – Noi avevamo proposto di destinare un terzo dell’ospedale di Pantalla al Covid (e per la sua conformazione sarebbe stato possibile con sforzi minimi isolare una parte, costruendo anche percorsi dedicati e del tutto staccati dal resto), ma le altre divisioni della struttura debbono essere rimesse a disposizione della cittadinanza, con le caratteristiche e le prestazioni precedenti, recuperando – tra l’altro – le attrezzature che nel frattempo sono state spostate in altri ospedali”.
E’ necessario procedere alle assunzioni nella sanità regionale altrimenti non saremo in grado ne di garantire i servizi ordinari e tanto meno l’emergenza legata alla pandemia.
“Al termine della pandemia chiederemo anche di potenziare l’ospedale per correggere i limiti del passato ma, al momento, va riaperto e reso funzionale al più presto – concludono Moriconi e Giansanti – Riteniamo inoltre necessario ed inderogabile che anche i sindaci del territorio assumano orientamenti coerenti con gli impegni che hanno preso con i cittadini. Non possono continuare a nascondersi dietro la favoletta che tutto si riaprirà, perché questi mesi hanno dimostrato che non è così, e soprattutto perché la situazione sanitaria sta peggiorando, aggravando gli effetti già negativi del Covid”.

Grido di allarme dell’AVIS Umbria

 

Continua nella nostra regione il calo delle donazioni; le disponibilità sono inferiori alle soglie minime indicate dai servizi ospedalieri e, se persiste questo andamento, a breve potrebbero verificarsi stati di emergenza. Da qualche tempo si raccoglie meno di quanto i servizi consumano per dare una efficace assistenza a quanti ne hanno bisogno.

Tale situazione, che da qualche tempo si rileva, è stata anche oggetto di discussione nella recente assemblea regionale – tenutasi lo scorso 10 ottobre ca a S. Maria degli Angeli – Assisi.

In quella sede si è deciso di rinnovare la richiesta all’assessore regionale Coletto di un urgente incontro per concordare le strategie di intervento capaci di invertire l’andamento: occorrerebbero 40 donatori in più al giorno.

Lo stato attuale della pandemia non facilita la soluzione del problema, ma è troppo urgente per rinunciare ad una rinnovata azione organizzativa e gestionale dei Servizi.

Prossimamente l’ospedale della Media Valle del Tevere verrà di nuovo destinato a degenti Covid come nel recente passato e, conseguentemente, verrà chiuso il Punto di Raccolta Fisso al quale afferiscono centinaia di donatori che dovranno recarsi in altre sedi per donare.

L’Avis rinnova l’invito ai propri donatori periodici perché continuino il delicato servizio di volontariato con consapevolezza e responsabilità per non far mancare agli ospedali una risorsa vitale quale è il sangue e suoi componenti. A quanti non sono ancora donatori, e sono nelle condizioni di farlo, è rivolto un invito ad effettuare la scelta di diventarlo: la donazione di sangue è una scelta di vita ed un progetto di salutePiù donazioni, più sicurezza per tutti.