SANITÀ UMBRA: BANCAROTTA MORALE E POLITICA DEL PARTITO DEMOCRATICO

 

È ormai notizia di ieri la decapitazione dei vertici del Partito Democratico umbro, il cui segretario, Giampiero Bocci e l’assessore regionale Luca Barberini sono agli arresti domiciliari con l’accusa di aver truccato i concorsi di assunzione nelle strutture sanitarie regionali. Nell’inchiesta è coinvolta anche la governatrice Catiuscia Marini, che figura fra gli indagati.

Al di là della soddisfazione per il fatto che sia stata messa a nudo una scellerata pratica di malgoverno, e al di là delle reazioni isteriche di chi dovrebbe guardare in casa propria prima di ergersi a difensore della legalità e del buon governo, crediamo sia fondamentale evidenziare il fatto che la magistratura ha semplicemente certificato una situazione che gli umbri conoscono molto bene da anni: siamo fin troppo familiari con il sistema mafioso con cui il Partito Democratico gestisce il potere in Umbria. E sottolineiamo il termine “mafioso”, perché la mafia, prima di essere criminalità organizzata, è innanzitutto gestione del potere attraverso squallidi metodi clientelari come quelli utilizzati dal PD nella nostra regione: metodi che vengono utilizzati per creare un sistema in cui politici, burocrati e imprenditori si alleano per banchettare indisturbati come sciacalli sulla pelle delle classi popolari.

Bisogna dire a chiare lettere che quello su cui le indagini hanno acceso un faro è un sistema di potere che il Partito Democratico ha instaurato da anni in Umbria, sfruttando in modo spudorato e senza scrupoli lo stato di necessità di chi è alla ricerca di un lavoro, ricattando lavoratori e disoccupati attraverso un vergognoso “do ut des”.

A chi ancora vede il Partito Democratico come organizzazione di massa della sinistra diciamo con forza che questi personaggi sono agli antipodi di qualsiasi valore che possa anche lontanamente essere associato alla “sinistra”. Il Partito Democratico non si è solo reso responsabile di politiche che rappresentano un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori, degli studenti e dei pensionati. Come gli umbri sanno bene, è interessato esclusivamente alla perpetuazione di un sistema di potere che può mantenersi in piedi soltanto attraverso il ricatto clientelare, con buona pace di chi ancora si appella alla “questione morale” perorata da Enrico Berlinguer.

Invitiamo i lavoratori, gli studenti, i disoccupati e i pensionati a voltare una volta per tutte le spalle a chi ha messo in piedi questo sistema maleodorante e a lottare insieme al Partito Comunista nella lotta per la difesa dei diritti delle classi popolari, per un cambiamento radicale della società.

PARTITO COMUNISTA – UMBRIA

Todi tre giorni dedicati a Dante

 

Nella cornice degli eventi del progetto Il Volto sulla Città, in corso fino al 28 aprile 2019, per tre giorni a Todi il protagonista diventa Dante.

Si comincia giovedì 11 aprile alle ore 21 alla Sala del Consiglio di palazzo del Popolo, con una rappresentazione in forma di concerto della Divina Commedia. Un’opera che vede gli attori ispirati e guidati da Andrea Ortis e le musiche di uno dei più grandi compositori dei nostri giorni, don Marco Frisina. Tre i cantanti attori nei rispettivi ruoli di Dante, Beatrice e Virgilio: Andrea Ortis, Antonello Angelillo e Maria Carmen Lafigliola.

Sotto i Voltoni è intanto allestita la mostra intitolata “La gloria di Colui che tutto move”, un itinerario inedito e iconograficamente affascinante per raccontare il Paradiso dantesco nella sua piena luce.

Il clou è previsto venerdì 12 e sabato 13 aprile, dalle 14 alle 20, con un grande evento ospitato ancora nella Sala del Consiglio: una lettura integrale della Divina Commedia affidata in larga parte a studenti e professori del Liceo Jacopone da Todi, sotto la guida del dirigente scolastico Sergio Guarente.  Omaggio dei giovani e della città di Jacopone, grande poeta contemporaneo dell’Alighieri. La lettura sarà affidata anche, a partire da sabato e procedendo verso gli ultimi e più complessi canti danteschi, a uomini di cultura, della spiritualità, della politica, della religione.

Fino al 28 aprile continua intanto la proiezione dei Volti di Cristo sulla Facciata del Duomo: Il Cristo di Rubliov ed il Salvatore del Bernini. Fino al 21 aprile sono poi in programma le mostre  Bernini e La Sindone sotto i Voltoni dei Palazzi Comunali, e Andreij Tarkovskij – Un Poeta nell’ex Caffè del Teatro Comunale. Lunedi 15 alle ore 21.30 al Cinema Teatro Nido dell’Aquila proiezione gratuita del Film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman.

 

TUTTI A MANTIGNANA PER ASSAGGIARE LA TRADIZIONALE TORTA DI PASQUA UMBRA

Musica, momenti religiosi, raduni di moto e domenica 14 aprile la degustazione con i forni

Ogni più piccolo paesino umbro ha la sua particolare ricetta ma, come è solito ripetere il noto oste Giorgione, “la torta di Pasqua è, in ogni caso, sempre buonissima”. E allora, chi volesse conoscere e assaggiare alcune delle principali varianti di questo piatto tipico della cucina tradizionale umbra lo potrà fare domenica 14 aprile a Mantignana di Corciano in occasione della 17esima Rassegna della torta di Pasqua umbra. Nel pomeriggio, infatti, negli spazi allestiti all’esterno del locale circolo Arcs, come nelle precedenti edizioni si potranno degustare gratuitamente le torte preparate da numerosi forni provenienti da tutto il territorio regionale.

Ma questo sarà solamente il clou della manifestazione che prenderà il via la sera di venerdì 12 aprile con l’apertura degli stand gastronomici e del pianobar. Nel giorno in cui la festa inaugura si terrà anche una gara di bocce a coppie, alle 20, e la consueta Via Crucis, alle 21, fino alla chiesa parrocchiale di Mantignana.

Anche sabato 13 aprile sarà dedicato alla ricetta della torta di Pasqua, con le associazioni del territorio comunale che, alle 16, offriranno una dimostrazione pratica di come questa si prepari. Per rimanere in tema di fornelli, alle 17, verrà presentato il libro ‘Le ricette dimenticate della cucina regionale italiana’, mentre alle 18 verrà inaugurata la palestra comunale. In concomitanza con l’evento verrà piantumato un olivo della pace a opera del Centro pace di Assisi. Alle 21.30 è poi in programma il Katuba easter party con dj Leonardo Ambrosi.

Nell’ultimo giorno della festa, domenica 14 aprile, è prevista la processione delle palme. Alle 10 ci si ritroverà alla chiesa del Castello di Mantignana per la benedizione dei rami di olivo. Partirà poi un festoso corteo diretto alla chiesa parrocchiale dove si terrà la celebrazione liturgica con la Passione di Cristo dialogata. Alle 14 si svolgerà un motoraduno promosso dal Moto club Perugia ‘Marco Papa’ e alle 17.30 l’atteso appuntamento con la degustazione delle torte di Pasqua. In chiusura, come nei precedenti giorni, possibilità di cenare negli stand gastronomici con tagliatelle al sugo d’oca, penne con funghi e guanciale croccante, maltagliati con asparagi e pachino, agnello scottadito e fritto, carciofi fritti, l’immancabile torta di Pasqua con capocollo e altri piatti e dolci pasquali.

 

TEATRO E SOLIDARIETÀ, L’ASSOCIAZIONE IL CARRO IN SCENA A FAVORE DI MAI SOLI

 

Un momento per stare insieme, divertirsi e fare del bene. Con questo spirito, sabato 13 aprile alle 21 al teatro Arca di Ellera di Corciano, l’associazione teatrale amatoriale Il carro propone lo spettacolo ‘Capre e onorevoli o onorevoli capre!’, per la regia e l’adattamento di Cesare Giugliarelli, su testo scritto da Valerio Di Piramo.

Uno spettacolo comico ed esilarante che oltre a far sorridere permetterà di aiutare l’Associazione Mai soli, nata per garantire assistenza alle persone in stato vegetativo, di coma o di minima coscienza, a cu sarà devoluto l’intero ricavato della serata. Il costo del biglietto è di 7 euro, consigliata prenotazione al numero 335.5776265.

L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Corciano e dell’associazione Avis comunale di Corciano. “Vogliamo ringraziare l’associazione Il carro – commentano da Mai soli – che per il secondo anno si mette a disposizione della nostra causa dimostrando grande sensibilità e regalando un momento di spensieratezza agli spettatori e a noi la possibilità di raccogliere fondi”.

Todi: Al via il secondo e ultimo stralcio dei lavori di messa in sicurezza delle Statue settecentesche al Tempio della Consolazione.

 


Si è aperto il cantiere per la messa in sicurezza delle Statue al Tempio della Consolazione.
Dopo la realizzazione del primo stralcio, iniziato e ultimato nella scorsa primavera 2018, parte la seconda e ultima fase nell’ambito di un progetto cofinanziato dal GAL della Media Valle del Tevere.
I lavori, diretti dallo Studio Biondini & Corradi, saranno realizzati dal raggruppamento di imprese aggiudicatario della procedura di evidenza pubblica, presso la stazione unica appaltante della Provincia di Perugia, formato da Magistri Srl, restauratori di Milano e dalla locale impresa RB Srl che curerà la logistica e le palcature.
Il progetto prevede, dopo le crisi sismiche del 2016, non solo la messa in sicurezza delle Statue, ma anche la valorizzazione del Tempio per una mirata promozione dei flussi turistici, un’azione riservata ai siti culturali ed aree di pregio ambientale e paesaggistico, nel Tempio della Consolazione, tra i più interessanti della Regione Umbria.
L’ampliamento della fruibilità turistica riguarda anche persone con disabilità e interventi coordinati sui materiali divulgativi, didattici e informatici.
A tal proposito sono in programma, all’inizio dell’a.s. 2019/2020, eventi di presentazione delle nuove tecnologie rivolti in particolare agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
L’utilizzo di nuove tecnologie immergerà i visitatori del Tempio in una nuova dimensione sensoriale ricca di informazioni multimediali, facendo loro vivere un’esperienza immersiva attraverso gli strumenti di realtà aumentata.
Quest’ultimo intervento segue i restauri delle coperture in piombo ultimati la scorsa estate.
Sempre entro la fine del corrente mese, il Consiglio di Amministrazione dell’Ente, approverà in via definitiva il progetto esecutivo per fruire dei benefici di cui al progetto governativo denominato “Progetto Bellezz@” con un contributo di Euro 290.000,00 per interventi di restauro nel Tempio per eliminare le infiltrazioni che dipendono dalle superfici lapidee e restaurare gli intonaci e gli stucchi interni.
Pur nei tempi dettati dalle norme dei finanziamenti di cui sopra, resta fermo l’impegno dell’Ente proprietario La Consolazione ETAB di limitare al massimo i disagi per turisti e visitatori.
Per questo motivo il Tempio resterà aperto durante gli interventi con particolari accorgimenti in tema di sicurezza.
Si prosegue, quindi, nei lavori per restaurare e restituire la dignità al nostro Tempio che, vale la pena di ricordarlo, rappresenta una delle più importanti opere realizzate dal Rinascimento italiano ed europeo: una testimonianza unica del talento e delle capacità progettuali e creative del genio italiano.

Il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, premiato a Imola con il “Grifo”

 

Si intitola “Educare alla Legalità” il progetto che per il secondo anno consecutivo Luisa Rago organizza nelle scuole imolesi con l’attiva partecipazione della Guardia di Finanza, comando provinciale di Bologna, Compagnia di Imola, il patrocinio del Comune di Imola e della Regione Emilia Romagna ed il contributo delle aziende Cefla e Weleda.

“Il progetto è rivolto a tutti gli studenti, dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinarli al concetto di regole, legalità e convivenza civile” spiega Luisa Rago, che aggiunge “la Guardia di Finanza dispone di un validissimo strumento comunicativo che è il cartone animato “Finzy”, tramite il quale è possibile arrivare anche ai bambini più piccoli usando un linguaggio semplice ed una modalità accattivante che consentono di affrontante concetti e tematiche della legalità. La bravura degli ufficiali e in particolare del Capitano Martone, comandante della Compagnia di Imola, e del suo Vice, Tenente Paolo Gorla, e la presenza delle unità cinofile hanno completato gli incontri”.

Quest’anno sono stati circa 450 i ragazzi coinvolti nel progetto, nel corso di una serie di incontri che si sono tenuti presso la Scuola Primaria di Mordano, di Bubano e presso gli Istituti Paolini Cassiano di Imola.

In apertura dell’incontro, la sindaca Manuela Sangiorgi ha consegnato al dottor Fausto Cardella il Grifo Città di Imola, con la seguente motivazione: “Al Procuratore Generale Dottor Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il Suo esempio possa essere il modello per tanti”.

Todi, verranno rimosse bacheche in Corso Cavour

 

Per iniziativa del consigliere comunale con delega al decoro Andrea
Nulli il Comune di Todi ha deciso di rimuovere le bacheche installate
lungo Corso Cavour.
È ormai da molto tempo che numerosi cittadini sollecitano tale giusto
provvedimento in quanto oramai la propaganda politica e le attività
culturali possono avere ben più ampia visibilità con gli strumenti che
la tecnologia ci offre.
Le bacheche hanno fatto parte di una epoca  passata ricca di passione
in cui i cittadini attendevano la pubblicazione dei ” quadri murali ”
per informarsi sulla vita politica tuderte ma oggi sono solo diventate
un ulteriore problema per il decoro della nostra città,  perché spesso
abbandonate,  sporche e orfane di partiti o movimenti che non esistono
più.

‘I ragazzi di ferro’: l’associazione che si batte contro bullismo e cyberbullismo

 

“Noi adulti ‘sani’ dobbiamo evitare che crescano adulti ‘sgangherati’. La scuola insegna alcune cose, la famiglia altre”

Quando vivi una vita di scherno, di umiliazioni (ingiuste), di battute e di violenze fisiche e psicologiche, le cose sono due: o ti ammazzi o combatti (facendoti aiutare). La storia di Giancarla Maio, 54 anni, ha tutti questi ingredienti dentro. Fin da quando la sua figlia di mezzo aveva 7 anni e fu apostrofata in malo modo dalla maestra. “E’ stata lei a ispirare i maltrattamenti” dice.

 

Questa non dovrebbe essere un’intervista in cui si parla della vita della ragazzina bullizzata e che ha tentato anche il suicidio, ma Gianfranca non può scindere il suo presente dal suo passato e forse dal suo futuro. Sulle piaghe della figlia (e anche sue, quindi), ha costruito qualcosa. Un’associazione, ‘I ragazzi di ferro’, che vuole aiutare proprio chi è vittima di bullismi e cyberbullismo. Aiutare come? “Noi siamo contro l’abbandono minorile in genere, ossia contro quei genitori che lasciano i figli a loro stessi, magari in compagnia di un telefonino. Io considero le famiglie le vere colpevoli del mondo in cui viviamo”.

 

Il nome dell’associazione è stato scelto proprio da quella bambina di 7 anni, che oggi ne ha 18: “Un giorno disse: noi siamo ragazzi e ragazze di ferro. Perché chi ci insulta ci ammacca, ma non ci abbatte. Come se avessimo un’armatura, una corazza”. Ciò non vuol dire che non faccia male. In primis proprio alla figlia di Gianfranca e poi a centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze. “Qui a Marsciano sviluppiamo e promuoviamo le attività outdoor, all’aria aperta. Stiamo costruendo dei campi per fare tiro con l’arco, per esempio. E mi sto rendendo conto che ci sono sempre più curiosi che vengono a vedere le esibizioni. Chissà che non si possa pensare a qualche evento di beneficenza associato”. Non solo sport: “Attività manuali, archeologiche-sperimentali. Una buona scusa per fare le cose insieme, con le proprio mani. Vedere come si conciano le pelli, per esempio”. Fare le cose insieme, che è un condividere diverso da quello a cui sono abituati, tramite smartphone, i ragazzi di oggi.


“Ho due figlie su quattro che soffrono di isolamento sociale. Quella che a 7 anni fu definita ‘torsona’, cioè idiota dalla sua maestra, ha il dsa. Ora fa homeschooling, ho la casa piena di tutor e psichiatri. Così come la più piccola che, da quando aveva un anno, è stata immersa – suo malgrado – nelle storie della sorella più grande. Ma fare homeschooling non significa isolarsi dal mondo. Noi e le tutor, per le mie figlie, ci spendiamo portandole ai musei, alle mostre, spiegando loro forse anche di più che in un’aula scolastica”. Un obbligo quello di portare via la figlia dalla scuola pubblica: “Era ed è tuttora emarginata continuamente, è naturalmente in terapia. Nei paesucoli questo è un ulteriore motivo di chiacchiere”. In terza elementare il cambio di classe e scuola per riuscire ad arrivare fino in quinta “Alla medie, però, ha ritrovato gli stessi compagni, che intanto si erano rinforzati nel loro bullismo. Per loro è stato un gioco da ragazzi riprendere a molestare chi invece aveva un ritardo nel modo di difendersi”.

 

Gianfranca vuole raccontare, non ha paura di farlo. Una ‘mamma coraggio’, di quelle di cui magari non si parla sempre sui giornali: “Io non critico l’intero sistema scolastico. C’è anche una parte che si ribella, ci sono insegnanti bellissime che lottano per salvare, che si scusano anche per le loro colleghe”. Il bullismo, però, è qualcosa che diventa incontrollabile: “A mia figlia hanno fatto di tutto: le hanno bruciato i capelli, hanno fatto ogni tipo di cattiva azione su di lei. E io alcuni di questi atti di bullismo li ho raccolti nel libro che ho scritto. Sono state anche intervistata da RaiUno”. Forse il racconto a volte è frammentato, ma lucido sempre: “L’esperienza didattica è stata fallimentare, ma quando vivi in un piccolo paese tutto deve essere messo a tacere. Io in tv non ho fatto nomi, ma ho parlato delle azioni che sono state fatte contro mia figlia”.

 

Tanti i fatti gravi: “Lei come definirebbe qualcuno che ti immobilizza e ti mette un fazzoletto in faccia? Per me è tentato omicidio”. Dal bullismo al cyberbullismo il passo è breve: “Internet ha amplificato tutto. Mia figlia ha avuto il profilo rubato, c’è stata una vera e propria gara a scrivere di aver fatto di tutto con lei, una bambina che allora aveva 12 anni. Senza contare i numeri di telefono resi pubblici, scritti sui muri dei bagni. Che poi mia figlia mi ha fatto anche ascoltare alcune di queste telefonate: erano anziani del paese”. Insomma, lo schifo non ha neanche età. E se ti prende di mira, ti obbliga a stare “due giorni a letto, al buio, con solo il cellulare in mano ad assistere alla vita degli altri. Perché ti vergogni di tutto come se fossi tu a doverti vergognare”.

 

Gianfranca urla quasi: “E poi saremmo noi causa della società che si è incattivita con nostra figlia? Ci hanno detto anche questo”. L’altra figlia, quella che oggi ha 12 anni (ce n’è anche una più grande, che fa la maestra), segue anche lei l’homeschooling: “Fa la prima media, l’ho ritirata dalla scuola dalla IV elementare. Da quando aveva un anno è attorniata dall’orrore, tanto che oggi evita ogni contatto sociali”. Fare scuola a casa non significa però stare sempre tra le mura domestiche: tutt’altro. “Cerchiamo di interessarle e di portarle a concerti, a teatro, a leggere libri in biblioteca. La scuola purtroppo non ha i mezzi e neanche il personale per stare più vicino a chi ha problemi”.

 

L’associazione ‘I ragazzi di ferro’ è nata nel giugno del 2017, due anni prima c’era stato l’ultimo affronto da parte di un bullo per la ‘ragazza di ferro’, appassionata di percussioni: “Dopo gli sfottò e quant’altro, riuscì a causarle uno shock uditivo che ha causato a mia figlia un anno e mezzo di riabilitazione: un periodo in cui ha sofferto di sordità, paresi facciale e cecità da una parte del viso. Fisicamente si è ripresa, ma ha abbandonato per sempre la musica”.

 

La storia di questa ragazza potrebbe essere la storia tua, sua, loro: “E’ cresciuta pensando di non avere niente e di non meritare nulla”. Ma la famiglia è rimasta a Marsciano, non se n’è andata, anche su suggerimento dei terapeuti: “Infatti il titolo del mio libro è ‘No, io resto qua’. Io avevo pensato di andare via, cerco di farla evolvere. L’ho mandata a Londra e lei ha parlato con facilità in inglese con tutti, quando avevano detto che i suoi ‘ritardi’ non le avrebbero permesso neanche di farlo facilmente in italiano”.

 

Gianfranca Maio è da conoscere perché sprigiona energia: “Tra i rami secchi ci sono dei germogli. Noi adulti ‘sani’ dobbiamo evitare che crescano adulti ‘sgangherati’. La scuola insegna alcune cose, la famiglia altre. Dovrebbe perlomeno essere così, invece spesso i due ambienti entrano in contraddizione”. E si costruiscono ragazzi ‘cattivi’, che diventeranno adulti altrettanto ‘feroci’. ‘I ragazzi di ferro’ è un luogo fisico in cui l’accoglienza e l’accettazione sono al centro dell’attenzione, il fare insieme non è solo un modo di dire. Gianfranca Maio, dovevamo parlare di lei e di quello che fa, ma era impossibile tralasciare il resto. Abbiamo taciuto solo i nomi delle figlie, per rispetto. Avremmo volentieri scritto i nomi di bulli e bulle, invece.

AL QUASAR VILLAGE LA MOSTRA LUCE TRA ARTE E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

 

Sarà il Quasar village a Ellera di Corciano a ospitare la prossima tappa della mostra fotografica ‘Luce’ inserita nell’ambito del progetto ‘Scoprendo l’Umbria’. Dopo Orvieto, Città della Pieve e Montefalco, la mostra, promossa dalla Regione Umbria e prodotta da Sistema Museo, sarà al centro commerciale dall’8 al 28 aprile. L’inaugurazione ufficiale è in programma venerdì 12 aprile alle 17.30.

La mostra si compone di dieci foto di grande formato, con suggestive immagini da musei e luoghi culturali dell’Umbria, realizzate dal fotografo Marco Giugliarelli. Ospitare questa mostra per il Quasar è un fatto che assume molti significati: portare la cultura in un centro commerciale, permettere a tutti di fruire in modo gratuito di un evento di grande valore artistico, accogliere le festività pasquali attraverso l’arte e la fotografia e allo stesso tempo contribuire a valorizzare il territorio regionale e le sue bellezze.

“La Regione Umbria – spiegano gli organizzatori – ha prodotto nell’arco di due anni un lavoro significativo di valorizzazione del patrimonio culturale della sua terra. Il progetto Scoprendo l’Umbria è il risultato di un grande sforzo collettivo per riportare la luce, dopo il buio seguito al 30 ottobre del 2016, e nasce come uno dei tanti contributi per contrastare la situazione creatasi dopo il terremoto in Valnerina. Attraverso un’azione di marketing digitale e una campagna fotografica, si è voluto trasmettere il messaggio che l’Umbria è viva e soprattutto, come sempre, un luogo dove vivere un’esperienza di vita e di cultura”.

“La mostra diventa – aggiungono da Sistema Museo – un percorso inedito per ‘far luce’ su alcuni capolavori unici dell’Umbria: palazzi storici, musei, conventi, siti archeologici, ecc… sono (ri)scoperti a luci spente; luoghi meno conosciuti del sistema dei beni culturali, ma che di per sé costituiscono parte integrante di un territorio e delle sue città diventando, di fatto, un bene culturale diffuso. Nelle terre di Giotto, Signorelli, Perugino e Burri ogni museo diventa testimone del legame tra comunità e territorio. Con oltre 170 tra musei, ecomusei e siti archeologici, la significativa rete museale regionale è lo strumento principale per conoscere le città, i borghi e il paesaggio dell’Umbria. I luoghi rappresentati dagli scatti sono impreziositi dall’elemento umano che, per mezzo della propria curiosità, scopre dettagli che rimandano all’interezza dell’opera nella sua complessità. Questa interazione tra uomo e opera suscita quell’emozione necessaria a stimolare il visitatore a recarsi in questi luoghi di interesse culturale”.

Per tutta la durata dell’esposizione Sistema Museo sarà presente al Quasar village per fornire un supporto informativo e promuovere la visita della rete museale regionale anche attraverso la distribuzione di coupon sconto per le strutture aderenti elencate nel sito scoprendolumbria.it.

Accanto alla mostra Luce, nello stesso periodo, sempre sul fil rouge dell’arte, sarà proposta un’altra iniziativa in avvicinamento alla Pasqua, ‘Uova d’autore i colori dell’Umbria’, una competizione artistica rivolta alle scuole del territorio le cui premiazioni saranno venerdì 19 aprile. Dal 12 al 22 aprile sarà inoltre allestito nelle aree esterne del Quasar village il mercatino di primavera con eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio. Il centro commerciale proporrà, infine, due giornate di apertura straordinaria il 22 e il 25 aprile.

FEDERCACCIA, SEZIONE COMUNALE DI PERUGIA CHIEDE DI POSTICIPARE LE ELEZIONI PROVINCIALI

 

Sabato 6 aprile si è insediato su convocazione del presidente della Commissione elettorale il nuovo Consiglio direttivo della Sezione comunale di Perugia dI Federcaccia che ha espresso l’architetto Paolo Raspa come presidente della Sezione coadiuvato dai vicepresidenti Sorci Gabriele e Vescovi Riccardo, e come segretario tesoriere Bonomi Federico. “L’insediamento – hanno spiegato dalla sezione comunale di Perugia di Federcaccia – fa parte del percorso di rinnovo in Federcaccia di tutti i suoi organismi, di cui il prossimo sarà il Consiglio provinciale, a cui sono chiamate le 73 sezioni comunali della provincia di Perugia”.

La Sezione di Perugia ritiene che “un’associazione responsabile, che pensa al solo interesse dei cacciatori e della caccia, dovrebbe presentarsi alle elezioni con un progetto ampiamente condiviso e unitario che non crei confusione tra le proprie sezioni comunali e che permetta a queste ultime di confrontarsi nei propri Direttivi neoeletti e non lasciare la scelta al solo presidente della sezione comunale”. Lo statuto della Federcaccia Umbra, a tal fine, consente 30 giorni alle sezioni comunali per insediarsi e nominare le proprie cariche tra cui il presidente e i delegati (per le sezioni con più di 350 associati), ovvero coloro poi che sono deputati a votare per eleggere il nuovo Consiglio provinciale.

“Nonostante questi tempi ‘previsti dallo Statuto’ – proseguono dalla sezione comunale di Perugia di Federcaccia –, il Consiglio direttivo provinciale uscente ha voluto indire le elezioni per il giorno 13 aprile non rispettando i termini, impedendo così di fatto a molte sezioni comunali di potersi confrontare, di condividere al proprio interno le linee da seguire, di sottoscrivere la lista di candidati al provinciale e soprattutto questa ‘fuga in avanti’ ha impedito il tentativo di fare una lista unica, espressione di serietà e appartenenza all’associazione e non di altri interessi. Stupisce che ‘la fuga in avanti’ venga avallata anche da chi ricopre ruoli significativi all’interno dell’associazione”.

La Sezione comunale di Perugia di Federcaccia, pertanto, “ha diffidato formalmente l’attuale presidente provinciale dall’ostinato mantenimento della data fissata per elezioni raccogliendo anche la volontà già espressa dai comprensori del Folignate, della Valnerina e dell’Eugubino”.

“Auspichiamo, nel rispetto dello statuto – hanno concluso dalla sezione comunale di Perugia di Federcaccia –, che la data fissata venga spostata in avanti consentendo la piena ricerca della formazione di una lista unitaria, vera espressione della volontà degli iscritti”.