“La Grande Guerra cento anni dopo”:sabato 20 ottobre 2018 ore 17.00 nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi (Piazza del Popolo)

Nuovo appuntamento a Todi per l’iniziativa culturale “La Grande Guerra cento anni dopo”, organizzata dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice con il patrocinio e la collaborazione del Comune, nel quadro del Centenario del primo conflitto mondiale.
L’iniziativa si articola in una serie di conferenze-incontri di analisi e approfondimento di temi storiografici con particolare riguardo al coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori oltre che della cittadinanza tutta.

Il secondo incontro si terrà sabato 20 ottobre 2018, con inizio alle ore 17.00, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi (Piazza del Popolo) e si articolerà su due temi.

La dott.ssa Maria Chiara Mattesini, giornalista e storica, dell’Università̀ di Roma Tor Vergata, terrà una relazione intitolata “I cattolici italiani tra patriottismo e fede”, che approfondirà il senso della partecipazione del mondo cattolico alla guerra tra dubbi ed entusiasmi, mentre la Santa Sede denunciava “l’inutile strage”.

La dott.ssa Cristina Baldassini, ricercatrice in Storia delle dottrine politiche nell’Università di Perugia, analizzerà sulla base della memorialistica il complesso reinserimento dei soldati nella società civile. “Il dopoguerra dei combattenti: divisioni e stati d’animo” il titolo della sua relazione.

Coordina gli incontri il dott. Gianni Scipione Rossi, vicepresidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. Alla presenza del sindaco di Todi avv. Antonino Ruggiano e dell’assessore alla Cultura  Claudio Ranchicchio, presenta  Pier Francesco Quaglietti.

UN VICESINDACO TUTTO RUSPE E BACIONI, MA CON NESSUN SENSO DELLE ISTITUZIONI.

GRUPPO CONSILIARE Partito Democratico

Non si può che rimanere sbigottiti di fronte alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal vicesindaco Adriano Ruspolini in una videointervista ad un organo di informazione locale. Videointervista inerente la riorganizzazione del personale del Comune di Todi che ha palesato, con dovizia di particolari e dettagli, la scarsa conoscenza da parte di Ruspolini della macchina comunale, del suo funzionamento e dei principi che informano qualsivoglia attività amministrativa. Egli, non lesinando peraltro smisurati elogi a se stesso (della serie “cantarsela e suonarsela da soli”), ha ribadito con forza la giustezza della rotazione del personale comunale, che, giova ricordarlo, interesserà il venti per cento del numero totale dei dipendenti. Il problema è che, da quanto asserito da Ruspolini, non si comprende quali siano stati i criteri guida alla base di questa riorganizzazione, allo stato dei fatti del tutto disorganica ed asistematica. A meno che non si vogliano considerare criteri guida le esperienze autobiografiche richiamate dal vicesindaco (il quale si è premurato di sottolineare di aver cambiato più volte il ruolo organizzativo ricoperto nella propria carriera militare) o il fatto che, ipse dixit, un dipendente comunale “non può fare per tutta la sua carriera sempre le fotocopie” (quale rispetto e quale alta considerazione per i lavoratori!).

Non smuove Ruspolini il fatto che le posizioni apicali non vengano granché toccate dalla succitata rotazione (strumento destinato, in primo luogo, proprio ai dirigenti ed ai funzionari, come chiarito dall’art. 1, co. 5, lett. b) della l. n. 190 del 2012) o che, come ha illustrato l’Anac prima nella delibera n. 13 del 4 febbraio 2015 e poi nel Piano Nazionale Anticorruzione del 2016 (in questo ulteriormente confortata da alcune recenti pronunce della giurisprudenza contabile), la rotazione può essere estesa a tutti i dipendenti a condizione che si rispettino alcuni vincoli soggettivi ed oggettivi, in particolare, in quest’ultimo caso, la precipua qualificazione tecnica e le competenze richieste per la funzione da svolgere, al fine di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa. La rotazione come strumento ordinario organizzativo e di utilizzo ottimale delle risorse umane, infatti, incontra dei limiti oggettivi, quali l’esigenza di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa e di garantire la qualità delle competenze professionali necessarie per lo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle con elevato contenuto tecnico.

Il quadro normativo, dunque, impedisce di assumere misure di rotazione del personale acritiche e disfunzionali, magari in via emergenziale o con valenza punitiva, come si prefigura chiaramente in alcune singole scelte effettuate dall’amministrazione Ruspolini (pardon, Ruggiano). Siamo di fronte ad una vicesindaco che non ha ben compreso come, dalla l. n. 241 del 1990, la legittimazione della pubblica amministrazione non è più solo assicurata dal rapporto verso l’alto, ma è cercata anche in direzione opposta, nella relazione diretta con gli interessati e con gli interessi in gioco. Siamo di fronte ad un vicesindaco che non ha chiara la distinzione tra politica e amministrazione, sancita dalle cosiddette “leggi Bassanini” e ribadita dal d. lgs n. 165 del 2001, un principio che si radica nell’imparzialità della pubblica amministrazione ex art. 97 della Costituzione. Un vicesindaco tutto “chiacchiere e distintivo”, tutte ruspe e bacioni, con scarsa sensibilità istituzionale. Un po’, guarda caso, come il suo beniamino Salvini.

 

Ule, Stati Generali a Terni. Il segretario nazionale: “Noi con le categorie più svantaggiate”

 

Tutto pronto a Terni, a Palazzo Gazzoli, per gli Stati generali dell’Ule, l’Unione Lavoratori Europei. Verrà presentato il programma del 2019 alla presenza di autorità nazionali e di altri Paesi. Appuntamento venerdì 19 ottobre dalle 10.30 alle 17.30 in via Teatro Romano. Il segretario nazionale, il 53enne Fabrizio De Santis, presenta così la giornata: “Abbiamo avuto la conferma della partecipazione di personaggi importanti e di relatori di livello internazionale”.

De Santis, da poco più di un anno a capo del sindacato, racconta come e quando è nato l’Ule: “Nel 2009 per iniziativa di alcuni deputati e di membri dei direttivi siciliani”. I riconoscimenti non mancano: “Abbiamo firmato sette contratti collettivi di lavoro nazionali (Terziario: Commercio/Turismo; Metalmeccanico e Installazioni impianti; Edilizia, Artigianato, Piccola e Media Industria e Impresa Edile; Stranieri: Badanti e Colf; AEM Management, Broker Coach e Agricoltura: Braccianti e Fioraisti); abbiamo l’Ente bilaterale, organismo nato per nostra volontà e di Compie (Confederazione Medie e Piccole Imprese Europee), che è l’ente con cui ci interfacciamo più spesso per gli accordi contrattuali. L’Ente bilaterale ha il compito di svolgere attività di ricerca, rilevamento e monitoraggio dei fabbisogni formativi e sviluppa relazioni e rapporti in ambito internazionale; abbiamo un centro di formazione riconosciuto dal ministero”.

A Terni, dove si svolgerà venerdì prossimo la riunione degli Stati generali, c’è la sede nazionale dei Caf. Altri servizi restano al momento nella capitale. A proposito, ma non ci sono troppi sindacati in Italia? “Buona parte sono mere associazioni che sventolano numeri falsi di iscritti, sigle con membri neanche esistenti. Quelli veri sul territorio sono pochi”.

 

Da quando De Santis è diventato segretario nazionale, l’Ule ha tentato di uscire un po’ dal suo essere Roma-centrico: “Stiamo sviluppandoci nei territori che erano stati lasciati un po’ indietro. Oggi siamo presenti in tutta Italia, in ogni regione c’è una sede dell’Ule. Cerchiamo di offrire servizi come Caf e Patronati agli enti legati al no profit e a chi fa parte della popolazione maggiormente svantaggiata”.

“Moto Club Todi Aquile del Tevere”

 

Rimodulando un vecchio adagio “ Todi e motori…gioie e” non certamente dolori. La Città di Jacopone in questo ultimo scampolo d’ estate ha visto transitare nell’acropoli auto d’epoca, Ferrari, 500 e domenica 14 ottobre, proprio in occasione della Festa del Patrono,  è stata invasa da moto, vespe, lambrette d’epoca, ma anche da centauri su fiammanti motociclette di ogni tipo e foggia. L’occasione è stata quella di partecipare al Raduno “Moto vecchie, Vino Nuovo e Castagne” organizzato appunto dal Moto Club Todi Aquile del Tevere dal sempre infaticabile Presidente Piero Nullo.

Piazza Garibaldi di buon mattino si è trasformata in un caleidoscopio di colori per la presenza di  centinaia di moto, vespe, auto e soprattutto  tantissimi centauri che con le loro multicolorate divise hanno dato vita all’evento.

Numero  43  Club rappresentati, per un totale di 220 iscritti  provenienti dalle Regioni del  Centro Italia ma  anche da Crotone, da Forlì e dall’Inghilterra.

Assolte le formalità di rito, quella dell’iscrizione all’evento, la carovana si è snodata lungo il Corso Cavour, imboccando la Via Tiberina, attraversando la Frazione di Ponte Rio, oltrepassando il ponte sul Tevere in prossimità di  Montemolino, per proseguire verso il Doglio frazione del Comune di Monte Castello di Vibio.  Ad attendere i partecipanti c’erano  i titolari della “ Cantina Zafferami” Roberto Zafferami e Filippo Giannini con le rispettive famiglie che hanno offerto un rinfresco nel viale di accesso al Borgo del Doglio all’ombra dei platani. A seguire castagne vino e mosto sempre della Cantina Zafferami, insomma  una giornata da non dimenticare per la splendida accoglienza.

A conclusione il Sindaco di Monte Castello Vibio, Daniela Brugnossi,  ha ringraziato i partecipanti e gli organizzatori sottolineando quanto siano importanti queste iniziative per la conoscenza e la promozione del territorio.

 

“In merito all’avvicendamento in Biblioteca” di Manfredo Retti

 

Divenuto operativo  il   trasferimento di Fabiola Bernardini dalla direzione della Biblioteca Comunale,   desidero,  come  regolare fruitore e, occasionalmente, collaboratore,  e, proprio per questo, testimone del  lavoro svolto dalla suddetta a vantaggio di quello che è divenuto, per suo merito,  un polo culturale cittadino,    esprimerle  un pubblico ringraziamento e, al tempo stesso, manifestarle il rammarico per il suo decretato  abbandono.   Non tanto, però,  a titolo personale (  già fatto più volte in privato), quanto per  contrastare  una diceria   messa in giro non si sa da chi, ma certo da ambienti interessati “a prescindere” alla sua rimozione:  che contro il provvedimento si sarebbero levate solo voci “esterne” , addirittura di dubbia autenticità,  mentre la città sarebbe rimasta indifferente.  E’ chiaro, a questo punto,  che hanno sbagliato quanti di  noi,  appena avuta la notizia,  si sono rivolti direttamente alle  istituzioni  in forma privata, proprio per non creare polemiche  con  intempestive   uscite  pubbliche, ma, al contrario, per chiedere spiegazioni su una vicenda  che, al momento, poteva sembrare discutibile.   E’ chiaro  che hanno (abbiamo) sbagliato, perché se queste lettere  fossero state  altrettante dichiarazioni inviate alla stampa,  avrebbero, esse,  dimostrato  che  il provvedimento interessava (eccome!)  alla città,   ed interessava   in un  modo solo: che fosse revocato!   Sappiano, dunque, quanti non lo sanno,  e se ne convincano quanti  non vogliono sapere, che a difesa dell’operato della Bernardini si sono levate voci di  fruitori della Biblioteca, di insegnanti della Media e del Liceo,  di giovani  lettori, nonché   di cittadini qualsiasi.  E al di là di ogni appartenenza politica.  Esiste anche una raccolta di firme,  promossa da due ex studenti.    Parte di tutto ciò è stato consegnato  a mano  e regolarmente protocollato,  parte  espresso per meil.   Io non ne ho, evidentemente,  conoscenza diretta  (  tranne  del testo  preposto alla sottoscrizione), ma   non lo immagino diverso da quanto ho espresso  nella lettera da me inviata il 17 maggio, al Sindaco, al Vicesindaco e all’Assessore alla Cultura.   Ne riproduco un brano:  “  E’ vero che  esiste un  “paese legale” delle leggi  a cui il “paese reale” deve in qualche modo sottostare, ma è anche necessario che,  nei loro specifici diritti,  i due “paesi”  debbano, semmai,  integrarsi, non contraddirsi.  Ora, la rimozione di Fabiola Bernardini dalla direzione della Biblioteca è evento che non trova  giustificazione in nessuna norma da “paese reale ”, perché  è evidente, deve essere evidente,  che la turnazione interna alle cariche amministrative non possa procedere in senso meccanico, senza una valutazione di opportunità, di meriti, di esperienze, di competenze. O, al limite,  di uno stato di necessità.  E quale sarebbe, in tal caso,  lo stato di necessità?  Quello di una Biblioteca che funziona benissimo, e non da ieri, ma da anni, da quando Fabiola Bernardini ne ha assunto gli incarichi direttivi, con competenze sia curriculari ( ricordiamo che è laureata in lettere e archivista), sia acquisite con l’esperienza di quattordici anni,  e di  ammirevole dedizione, nonché di spirito di iniziativa? Una Biblioteca che ha incrementato presenze, sia di lettori che di spettatori e  auditori, e che non è più soltanto un deposito di libri, un presta-riporta, come  sostanzialmente era prima, ma un vivo e vegeto polo culturale?  Una  Biblioteca che si è attirata il plauso di moltissimi (ma direi  tutti) gli stranieri residenti a Todi ( e voi sapete quanto conta, anche per l’immagine cittadina, tale apprezzamento)?  Io non trovo alcun motivo a giustificazione e non riesco a credere, ripeto, che il ricambio delle cariche sia automatico, alla cieca, un “a chi tocca tocca” e a “un dove si va si va”. Scusate, ma non può essere” .   Lo pensavo  tre mesi fa,  lo ho pensato  dopo la gentile  risposta ( anch’essa privata) del sindaco, continuo a pensarlo.   Capisco che l’Amministrazione Comunale  non ha l’obbligo di rendere  pubblico ciò che le viene  inviato in forma privata  (l’errore l’ha fatto chi, da principio, ha scelto quella  via, dunque l’abbiamo fatto noi),  ma lasciar   correre sull’ipotesi di  una  generale  indifferenza,   no, questo non dovrebbe.   Ha sufficienti prove che così non è.

 

Manfredo Retti

 

Fiom Cgil Perugia, Pampanelli confermato segretario generale

Importante, poi, il passaggio di Pampanelli sul tema (attualissimo) della sicurezza e dei morti sul lavoro, in forte aumento in Umbria: “Si muore di appalti e subappalti, si muore di lavoro nero e precario o costretti a lavorare in condizioni di rischio perché sottoposti al ricatto occupazionale – ha detto Pampanelli – Si muore di troppo lavoro o perché il lavoro non c’è. Si muore in acciaieria, come nei campi”. “E – secondo il segretario Fiom – c’è un filo rosso che collega i morti in fabbrica a quelli del ponte Morandi a Genova, che passa dai terreni di Rosarno per giungere ai migranti che solcano il Mediterraneo: si chiama profitto”.
In conclusione del suo intervento Pampanelli ha voluto richiamare la recente Marcia della Pace Perugia-Assisi, alla quale hanno partecipato decine di migliaia di donne e uomini. “I colori, le bandiere, i canti di migliaia e migliaia di persone che camminano verso la rocca di Assisi, questo siamo noi. Siamo il popolo in piazza a Milano contro odio e razzismo. Siamo il popolo di Riace e Rosarno. Siamo tutte le piazze che in questi anni la Fiom ha riempito per il lavoro, l’uguaglianza e la giustizia. Noi siamo un bracciante di Cerignola che non si sottomette alla miseria, che dalla sua terra arsa organizza il cambiamento. Noi siamo Di Vittorio, noi siamo la Cgil”.

CON I GEOMETRI UMBRI SI RAGIONA DELL’IMPORTANZA DEL VALUTATORE IMMOBILIARE

 

Sottolineare l’importanza della figura del professionista che si occupa di valutazioni immobiliari in campo giudiziario e bancario e porre l’accento sulla necessità di un equo compenso per un’attività che richiede competenze specifiche e continuo aggiornamento. Per affrontare con una platea qualificata queste tematiche i Collegi dei geometri e dei geometri laureati delle province di Perugia e Terni hanno promosso il convegno dal titolo ‘L’importanza della valutazione immobiliare per il sistema creditizio e per le procedure esecutive immobiliari’, in programma mercoledì 17 ottobre, nella sala congressi della Fgci Umbria, nel capoluogo umbro. Durante l’evento, che ha il patrocinio di Bcc Umbria e Fbs Real Estate spa, si approfondirà il rapporto tra immobili, banche, credito ed esecuzioni immobiliari.

Ad aprire l’incontro, alle 9, saranno Enzo Tonzani e Alberto Diomedi, presidenti rispettivamente dei Collegi dei geometri di Perugia e di Terni, e Palmiro Giovagnola, presidente di Bcc Umbria. Ai loro seguiranno i saluti istituzionali di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, e Roberto Baliani, coordinatore della Rete delle professioni tecniche dell’Umbria. Antonio Benvenuti, vicepresidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati,  modererà l’incontro durante il quale sono previsti gli interventi di Mariella Roberti, presidente del Tribunale di Perugia, Paolo Giuseppe Grignaschi, direttore generale di Federlus (Federazione delle banche di credito cooperativo di Lazio, Umbria e Sardegna), Angelo Peppetti dell’Ufficio del credito Direzione strategica e mercati finanziari di Abi, Alfredo Zagatti, presidente nazionale dell’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari (Asppi), Filippo Brufani, presidente del Consiglio notarile di Perugia, Gianluigi Lenzi, membro del Comitato tecnico scientifico di Geoval (Geometri valutatori esperti), e Massimo Moncelli, componente del Consiglio di amministrazione di Fbs Real Estate.

RICHIEDENTI ASILO: SOLO ATTRAVERSO IL LAVORO RETRIBUITO SI OTTIENE DIGNITÀ E INTEGRAZIONE

 

Il Partito Comunista dell’Umbria esprime la sua netta contrarietà al Bando pubblicato nel BUR per l’attuazione di progetti di integrazione per i richiedenti asilo, attraverso l’impiego degli stessi in “lavori volontari”.

Ciò che, apparentemente, sembra positivo per i richiedenti asilo e utile al loro regolare inserimento nella società, nasconde in realtà tutte le peggiori contraddizioni che i comunisti da sempre denunciano. La prima e più evidente tra queste è la contraddizione in termini del “lavoro volontario”: tramite questi progetti i richiedenti asilo vengono utilizzati per svolgere mansioni che le casse dei comuni non sono più in grado di finanziare. Ma il lavoro, per essere un reale mezzo di integrazione nel tessuto sociale ed economico delle nostre città, deve essere dignitoso e quindi adeguatamente retribuito.

Salvaguardia dell’ambiente, cura del verde e dell’arredo urbano, custodia del patrimonio storico, artistico e culturale ed altre attività previste nell’avviso pubblico sono e devono essere possibilità di lavoro vero e proprio ma, soprattutto, retribuito e non possono essere declassate ad attività per volontari, siano essi italiani o immigrati.

È fondamentale per noi comunisti salvaguardare il lavoro vero e il salario ad esso collegato perché è questo che tutela la dignità dei lavoratori e non i sussidi di tipo assistenzialista come il reddito di cittadinanza. Al contrario, sfruttando il “lavoro volontario” con l’ipocrita fine di perseguire il “bene pubblico”, non si fa altro che sostituire il lavoro regolarmente retribuito con vero e proprio lavoro nero legalizzato.

Attraverso questa misura, la sedicente sinistra conferma ancora una volta la sua vera natura, nascondendo con il gioco delle tre carte della solidarietà la propria incapacità di dare risposte concrete e la propria complicità con chi è interessato a scatenare il conflitto tra lavoratori italiani e lavoratori immigrati. Se ci fosse stata una reale volontà di integrazione degli immigrati, i governi di centrosinistra avrebbero dovuto attuare misure che permettano l’inserimento di coloro che richiedono asilo politico nel mondo del lavoro, invece di spingerli a lavorare in nero, fomentando il sempre più crescente razzismo e alimentando la guerra tra poveri, con grande soddisfazione di una classe padronale avida e spregiudicata.

I 95 mila euro destinati all’attuazione dei progetti di integrazione andranno a rimpinguare le casse dei comuni, ma non le tasche dei lavoratori impiegati in tali progetti. La cosiddetta “sinistra”, che attacca il governo giallo-verde per il reddito di cittadinanza, attua in Umbria misure identiche sotto le mentite spoglie di solidarietà e integrazione, ma che spargono in realtà quei semi di razzismo che hanno fatto la fortuna della Lega.

Partito Comunista – Umbria

Firma Uff Stampa

MOBILITÀ SOSTENIBILE, INAUGURATA BASE ALD ALLA CONCESSIONARIA ROMEOAUTO

Parte da Perugia un ambizioso progetto di car sharing regionale elettrico con Ald Automotive.

A Settevalli un experience point per il noleggio a lungo termine di auto, moto e veicoli commerciali

Il mercato dell’automotive sta attuando profondi cambiamenti negli ultimi anni, da cui derivano nuovi modi di vivere la mobilità. Di questo e di un nuovo modello di mobilità sostenibile, per Perugia e l’Umbria, si è parlato in occasione dell’inaugurazione del quarto experience point Base Ald presso la concessionaria RomeoAuto, in località Settevalli. Da oggi in via Ariodante Barteri sorge un polo multiservizi dove i clienti Ald Automotive, azienda che si occupa di noleggio auto, moto e veicoli commerciali a lungo termine di tutti i marchi, potranno trovare assistenza, consulenza e informazioni, toccando con mano le tecnologie di ultima generazione in tema motori, in particolare quelli ad alimentazione ibrida e full electric, in partnership con Enel X. Numerosi gli imprenditori di piccole e medie imprese umbre che hanno partecipato all’incontro organizzato in collaborazione con Esg89 Group, per una sorta di anticipazione di quello che sarà il GlobalEconomic Forum, dall’11 al 13 ottobre a Perugia. A fare gli onori di casa Michele e Cristiana Saldi, titolari di RomeoAuto. Hanno preso parte, inoltre, Crescenzo Ilardi, direttore vendite Retail & Customer assistance Ald Italia, ed Ermanno Prosperini, key account manager di Enel X.

“L’elettrico non è più il futuro – ha dichiarato Michele Saldi – ma il presente. In molte città del nord Italia già esistono blocchi di traffico per i motori diesel perciò il processo è innescato. Proprio per questo Ald Automotive ha lanciato un progetto ambizioso che parte da Perugia, con RomeoAuto, e punta a coinvolgere l’Umbria ma anche le Marche”. “Da Ald RomeoAuto – ha aggiunto Saldi – il cliente può sperimentare una mobilità condivisa, sostenibile. Mettiamo a disposizione più di dodici consulenti dislocati nelle nostre quattro sedi che lo guidano nel processo di scelta del mezzo più idoneo e delle migliori condizioni contrattuali. Oltre al nuovo gestiamo anche l’usato, nel senso che ritiriamo e valutiamo la vecchia auto, un’esigenza questa dei clienti che passano per la prima volta dalla proprietà al noleggio”.

“Perugia – ha commentato Ilardi – diventerà il primo centro sperimentale di car sharing regionale. La nostra idea è far nascere nel cuore verde d’Italia un car sharing completamente elettrico, in partnership con Enel X, che aiuti le persone a muoversi tra i percorsi culturali e del gusto di questa regione e di quelle accanto. Oggi, infatti, è possibile coprire importanti distanze con le auto elettriche, anche oltre 400 chilometri. Pensiamo sia una opportunità da cogliere perché con le auto elettriche diamo una mano all’ambiente e in più si ha una grande libertà di andare dovunque, anche nei centri storici delle città”. “Questa libertà – ha continuato Ilardi – può essere ancora maggiore se si uniscono i vantaggi del noleggio a lungo termine che consente una mobilità senza pensieri perché è tutto incluso, assicurazione e manutenzione dell’auto. Infatti, uno dei dubbi che frena le persone dall’acquistare un’auto elettrica è che alla base vi è una tecnologia in evoluzione. Si chiedono, compro un’auto oggi ma quale sarà il valore tra quattro anni? Noi diciamo che non devono preoccuparsi di questo perché possono appunto noleggiarne una più moderna e ricominciare un nuovo viaggio”.

Costituito da Comune di Todi e Movimento per la vita dell’Umbria “il welfare condiviso”

Costituito da Comune di Todi e Movimento per la vita dell’Umbria, con il supporto del Collegio dei consulenti del lavoro della Provincia di Perugia e della Elcom System Spa e la consulenza della startup innovativa a vocazione sociale Jointly-Il welfare condiviso, lavorerà alla diffusione di una cultura del welfare attento ai bisogni delle persone, al censimento delle iniziative di welfare aziendale messe in campo dalle realtà produttive del territorio umbro e alla loro promozione a livello regionale e nazionale

 

Nasce oggi a Todi su iniziativa del Comune di Todi e del Movimento per la Vita dell’Umbria, con il supporto di Elcom System Spa e del Collegio dei consulenti del lavoro della provincia di Perugia e la consulenza di Jointly-Il welfare condiviso, l’Osservatorio sul welfare aziendale con l’obiettivo di promuovere una cultura del welfare aziendale sul territorio umbro, nell’ottica di aumentare il benessere delle persone dentro e fuori l’azienda. Il tutto favorendo la condivisione delle buone pratiche già esistenti e incoraggiando l’incontro fra mondo imprenditoriale, amministrazioni locali e realtà del terzo settore.

La crisi economica della regione Umbria evidenziata dai dati che indicano la crescita della povertà e la diminuzione del PIL rendono necessario che i comuni, ma non soltanto loro, aiutino le imprese e le comunità locali a trovare nuove occasioni di sviluppo. Dal canto loro, le aziende che adottano iniziative di welfare aziendale sono spesso le migliori anche sul piano dell’efficienza e della capacità di far fronte alle difficoltà del mercato globale, come evidenzia l’esperienza di realtà come Ferrero. A contribuire al successo di realtà come questa è anche l’importanza che danno alla motivazione del personale e al suo coinvolgimento. In Umbria la tradizione delle aziende family friendly vanta, tra le tante, la storia di Luisa Spagnoli.

Le amministrazioni locali sono sempre più spesso, nonostante le pochissime risorse, in prima linea nel far fronte al disagio causato dalla mancanza di lavoro, e per questo motivo il Comune di Todi ha sentito il dovere e la necessità di intraprendere azioni anche sul fronte della promozione delle iniziative private di welfare. La creazione di una rete fra amministrazioni locali, associazioni e realtà del settore può inoltre facilitare la ricostruzione di una rete virtuosa che superi l’individualismo e sostenga la solidarietà in maniera non episodica.

Le realtà costituenti l’Osservatorio si impegneranno a favorire azioni positive che sostengano la diffusione nelle aziende di iniziative di welfare in grado di aiutare le famiglie in ambiti come la sanità e l’assistenza a parenti bisognosi, l’educazione dei figli, l’adozione di orari di lavoro flessibili, nonché nel sostegno alle spese per gli asili e i centri estivi. Il tutto per migliorare le condizioni di vita delle persone dentro e fuori l’azienda.

L’Osservatorio sostiene il disegno di legge regionale per la costituzione di una analoga struttura sul welfare aziendale promossa dal consiglio regionale dell’Umbria e valuterà di sciogliersi ove esso realizzi in ambito istituzionale le stesse finalità. Nella prima fase, il comitato promotore si propone di ampliare il numero dei soci con l’adesione di aziende, associazioni di categoria, sindacati e di organizzare un’iniziativa il prossimo autunno per far conoscere alcuni esempi di welfare aziendale e per creare un portale istituzionale dove essi siano presentati per facilitarne la conoscenza.

“A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale, esprimo la mia più grande soddisfazione per la costituzione dell’Osservatorio che costituisce un altro tassello fondamentale con il quale Todi vuole accreditarsi come comune Amico della famiglia. Il tema – spiega l’assessore comunale alle politiche famigliari, Alessia Marta – oltre che riguardare la responsabilità sociale dell’impresa, può considerarsi una modalità di interscambio tra imprese e territorio. Lavoreremo per creare una sensibilità su un modello organizzativo di lavoro che genera soddisfazione, premia l’azienda è la sua produttività, attrae maggiormente talenti e determina benessere sociale”.

“La nascita di questo Osservatorio, alla quale siamo lieti di poter contribuire con la nostra esperienza maturata a livello nazionale, rappresenta un esempio da seguire per tutte quelle amministrazioni locali che vogliono impegnarsi a salvaguardare il benessere dei cittadini dentro e fuori le aziende localizzate nel proprio territorio”, dichiara Fabio Galluccio, co-founder di Jointly-Il welfare condiviso. “Nel ringraziare il Comune di Todi e il Movimento per la vita dell’Umbria per averci coinvolto, noi di Jointly auspichiamo che l’Osservatorio contribuisca a migliorare considerevolmente il benessere delle persone in Umbria e dare nuova linfa alle realtà del terzo settore costantemente alla ricerca di supporto”.