Il Mercato Europeo del Commercio Ambulante Fiva torna in Umbria

 

Anche se l’appuntamento è fissato per l’8-9-10 marzo, già da settimane è in moto la macchina organizzativa che riporterà in Umbria dopo 7 anni “Piazza Europa – Il mercato europeo del commercio ambulante”,  promosso da Fiva, l’associazione degli venditori su aree pubbliche di Confcommercio, e operativamente  realizzata da Fiva e Confcommercio Umbria e dal Mandamento Confcommercio di Foligno, con la preziosa collaborazione e il patrocinio del Comune di Foligno.

Per 3 giorni il centro storico di Foligno, come già accaduto nel 2012, ospiterà oltre 120 operatori provenienti, oltre che dall’Italia, da 30 paesi, non solo dell’Europa ma anche dell’America e dell’Asia, che offriranno prodotti artigianali e cibi tipici.

Percorrendo Via Oberdan, Via Umberto Primo e  Piazza della Repubblica sarà possibile insomma fare un viaggio alla scoperta di colori, sapori, e profumi dell’Europa e del mondo.   

“Siamo molto soddisfatti di aver riportato il Mercato Europeo del commercio ambulante nella nostra regione  – sottolinea il presidente di Fiva Umbria Mauro Fortini – perché è un evento unico, con una offerta selezionata e originale, sia nel settore food che non  food, e siamo certi che sarà una grande occasione per tutti gli umbri che amano i colori e i sapori dei mercati”.

Aldo Amoni, presidente di Confcommercio Mandamento Foligno, ha parole di ringraziamento per l’amministrazione comunale, in particolare per l’assessore al commercio e tutti gli uffici competenti, che stanno alacremente collaborando alla buona riuscita della manifestazione. “La vocazione commerciale di Foligno si sposa perfettamente  – evidenzia Amoni – con Piazza Europa, e il centro storico sarà ancora una volta cornice ideale per un evento che siamo certi richiamerà non solo i folignati ma gente da tutta l’Umbria. Per la nostra città è un ulteriore evento che moltiplica la capacità attrattiva e di socializzazione. E’ inoltre un appuntamento che punta sulla qualità e l’originalità, e anche per questo abbiamo voluto riproporlo a Foligno”.     

 

 

“Sesta Edizione del Trofeo Arlecchino”,organizzato da Opes Umbria

 

 Al palazzetto dello sport  di Massa Martana la “Sesta Edizione del Trofeo Arlecchino”. La manifestazione, organizzata da OPES UMBRIA, aderente ad OPES ITALIA (ente di promozione sportiva e sociale) e rivolta alle categorie “primi calci 2010 e 2011”, rientra in un’ottica di presenza costante dell’ente sul territorio regionale.

L’ ampia programmazione annuale testimonia inoltre un forte radicamento su  iniziative che coinvolgono società sportive, genitori e ragazzi in un’ottica di continua e rigorosa attenzione anche alle problematiche sociali.
Dalla mattina fino al tardo pomeriggio i piccoli atleti, protagonisti della giornata, si sono alternati sul campo di gioco cercando di aggiudicarsi i primi posti della classifica. Ecco i vincitori: per la categoria 2010 “Giovanili Todi” mentre  per la categoria 2011 il “San Salvi Sancat” di Firenze.

Ricordiamo che hanno partecipato complessivamente otto società : sei tra le migliori realtà umbre come Giovanili Todi, Marte Calcio, Nuova Fulginium, Olimpia Collepepe Pantalla, Torgiano calcio, Madonna alta e due provenienti da fuori regione: per la precisione il Grottammare (AP) e la Scuola calcio San Salvi di Firenze.

Torneo all’insegna del divertimento, ricco di sport e di estrazioni in materiale sportivo per il numeroso  pubblico presente.Un particolare ringraziamento, afferma il Comitato Opes di Perugia, va non solo a tutti gli organizzatori tra cui Stefano Valentini, responsabile settore calcio giovanile Opes Umbria,ma anche ai genitori presenti, all’Assessore allo sport di Massa Martana Francesco Federici e alla Croce Rossa Italia comitato di Todi, che con i suoi interventi ha garantito un corretto e sicuro svolgimento della manifestazione.

Nelle foto:la prima è la “san Salvi Sancat”di Firenze,quindi “Giovanili Todi” e poi “Marte Calcio)

DA HEIDI AI SUPER PIGIAMINI ECCO LE NOVITÀ DEL CARNEVALE DI ACQUASPARTA

 

Le maschere, il gioco, lo scherzo e il divertimento sono da sempre gli elementi che caratterizzano le parate di carnevale e per questo sono spesso i bambini, con la loro grande fantasia, i principali protagonisti di questa festa. Proprio a loro si rivolge il Carnevale di Acquasparta che, giunto alla sua 26esima edizione, torna quest’anno nelle giornate di domenica 17 e 24 febbraio e di domenica 3 marzo con sfilate in maschera su cui troneggeranno i tre nuovi grandi carri allegorici che i volontari del comitato organizzatore stanno ultimando proprio in questi giorni. “Il tema è sempre quello dei cartoni animati – ha rivelato il coordinatore del Carnevale dei bambini di Acquasparta Sergio Saveri –. Dopo mesi di lavoro artigianale, siamo ormai agli ultimi dettagli e a breve i carri saranno pronti a ‘marciare’ per le vie del centro storico. I bambini rimarranno affascinati da ‘Pinocchio e il paese dei balocchi’, dai ‘Super pigiamini’ e da ‘Heidi’, un vecchio cartone che fa sempre piacere rivedere”. Oltre a queste tre novità, da cui verranno lanciati sul pubblico gadget, caramelle e palloni, i più piccoli potranno divertirsi salendo a bordo degli ormai tradizionali mini-carri ‘Il brucomela’, ‘Il trenino’, ‘La diligenza’, ‘La regina del mare’ e ‘Le tazze girevoli’. Ad accompagnare i carri, grandi e piccoli, nelle tre giornate di festeggiamenti del Carnevale dei bambini di Acquasparta ci saranno majorettes e bande musicali, gruppi folcloristici e street band, oltre alle classiche orchestre spettacolo per danzare. Spazio anche al gusto con la possibilità di degustare i piatti tipici del territorio nella taverna ‘La cantina’.

Cos’è il bullismo? Ne parla Giancarla Maio presidente dell’associazione “I RAGAZZI DI FERRO APS”

 

Il 7 febbraio è una data significativa ed importante,come altre istituite su argomenti diversi, deve ricordare all’intera comunità nazionale il dramma che vivono migliaia di famiglie italiane. Anche nella nostra Umbria…Pubblichiamo un intervento di Giancarla Maio, presidente dell’associazione “I RAGAZZI DI FERRO APS” dal  15 giugno 2017 nonché Consigliere nel  “COMITATO ITALIANO GENITORI e VITTIME CONTRO IL BULLISMO”. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro: NO, IO RESTO QUA! in cui racconto la storia della sua famiglia!

“ Scrivere oggi di bullismo mi è difficile. Perché? Perché dedicare le giornate è una moda, è stato snaturato il senso della memoria! Non troviamo più le ragioni. Che senso ha parlare di un problema scandaloso come quello del bullismo o del cyberbullismo in un periodo come questo? Perché dire che come adulti di riferimento in qualunque veste, abbiamo fallito! Perché ammettere che siamo diventati degli zombi, non sappiamo rapportarci con le generazioni future, le narcotizziamo fin da neonati ( dico proprio neonati) con nenie lamentose e ripetitive iniettate nei cervelli da babysitter virtuali che con insulsi rumori annacquano  la curiosità vivace e colorata di allegria di bambini che riteniamo un fastidio! Chi è l’essere molesto di cui dobbiamo occuparci ogni giorno? Scarichiamolo ad altri, diremo quindi che è necessario per la sua integrazione futura che il pargolo al più presto possibile vada in luoghi appositi…. tra coetanei, con adulti estranei che se ne prenderanno cura amorevolmente ( tranne casi disastrosi, che sempre più spesso vengono smascherati, non che non fossero la normale percentuale da sempre)! Passeranno poi al livello successivo di accudimento estraneo, lì impareranno nozioni di socializzazione gerarchica: vince il peggiore! In casi di lamentela ecco che la risposta pronta sarà:” colpa di taluni…” e di rimando si sentirà:” colpa dell’assenza della famiglia!”

Crescendo in un brodo di scaricabarile, farcito di omertà, ecco che  l’essere generato è rimbalzato da un esibizione all’altra senza che di fondo si sia mai voluto fare ognuno la nostra parte: educare all’altro, formare la mente con la cultura con la conoscenza, con la Sapienza! Bisogna dare agli adulti  le chiavi di lettura per poter vedere innanzi tutto il loro essere!

Hanno diritto di essere coscienti delle loro potenzialità! Ogni bambino, ogni essere nuovo, va lasciato crescere secondo la propria indole, non imbrigliare nessuno è il lavoro improbo che ci rifiutiamo di fare! Meglio non educare e lasciare ad altri  la responsabilità!

Cos’è o meglio chi è il bullo o la bulla? Sono i nostri  figli, siamo noi quando li invitiamo con il nostro tirare a campare… e se serve passare sulla pelle di chi non riesce a vivere nella barbarie…. all’occorrenza permetteremo di usare la carta del “povero cristo sofferente” che ha diritto di redimersi e ricostruirsi… lasciando il conto salatissimo sul tavolo della vittima e delle famiglie che non si sono arrese mai all’ abdicazione genitoriale…. andiamo avanti, domani sarà l’8 febbraio.. che cosa commemoriamo?

 

Todi: alla Consolazione suggestiva installazione dell’artista Tommaso Franchi

 

Venerdì 8 febbraio, alle 15.00, importante appuntamento culturale con la cerimonia inaugurale della mostra ‘La Consolazione’, nata da un progetto di Diego Costantini, antiquario e gallerista, il collaborazione con l’artista Tommaso Franchi. La cerimonia avrà luogo nel prato davanti al tempio della Consolazione, di proprietà dell’Ente Tuderte di assistenza e beneficenza.

 

Il progetto prevede di piazzare i primi sei lettini , installazione di Franchi, e poi organizzare una serie di eventi negli spazi della Tower Gallery della Consolazione, dentro l’antica Torre Caetani, di proprietà dell’Ente Tuderte di assistenza e beneficenza.  Eventi che avranno luogo dall’8 all’11 febbraio, in occasione della Giornata del Malato. Da qui l’installazione provocatoria di sei lettini.

 

La manifestazione si ripeterà anche nel 2020. Si quest’anno sia l’anno prossimo l’inaugurazione avrà luogo l’8 febbraio, con conclusione l’11 dello stesso mese. Per questo 2019, si comincerà alle ore 15. Il progetto finale prevede che, nei giorni dall’8 all’11 febbraio del 2020, per la XXVIII Giornata Mondiale del Malato, e in quelli subito precedenti, il campo di fronte al Tempio della Consolazione sia invaso da due file di letti per un totale di quaranta giacigli. Sarà una sorta di ospedale da campo per imprimere nel visitatore la condizione di chi ha bisogno, cure e assistenza.

 

Alcuni letti ospiteranno anche dei corpi, non visibili, che hanno bisogno di riparo. Altri saranno legati da funi, segno tangibile della zavorra di una malattia, che ci impedisce di essere liberi e di muoverci liberamente a causa della sofferenza, anche psichica. Altri letti saranno vuoti, lasciati liberi da chi ha conquistato la guarigione, o appena rifatti, in attesa del prossimo malato. Tutto questo avverrà l’anno prossimo, per ora si comincia con sei letti e le tracce degli altri 34.

 

Nelle stesse giornate, dentro la Torre Caetani, ci sarà un’altra installazione: i Lettini. Come se guardassimo da lontano, in prospettiva, il riposo, l’immobilità e la vita. All’interno ci saranno poi anche i disegni di progetto e le foto che documentano la realizzazione dell’opera.

Terminati i lavori del nuovo impianto di illuminazione a Camerata

 

“Voglio esprimere la mia più sincera soddisfazione personale e quella dell’intero gruppo consiliare di Forza Italia, al Sindaco Antonino Ruggiano e all’Assessore ai Lavori Pubblici Moreno Primieri per la chiusura dei lavori del nuovo impianto di pubblica illuminazione della frazione di Camerata.
Un intervento, più volte richiesto in passato dai cittadini della frazione, che oggi è divenuto realtà. Un importante lavoro che ha permesso la realizzazione e la messa a norma del preesistente e datato impianto e soprattutto la sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con lanterne a LED ad altissima efficienza e risparmio energetico.
L’apprezzamento nei confronti dell’operato del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale e della ritrovata attenzione alle esigenze delle frazioni dopo alcuni anni di assoluto lassismo è ancor più evidente nel lavoro svolto in questi ultimi giorni dall’Assessore Moreno Primieri per ciò che riguarda la prossima ed imminente approvazione del progetto di riqualificazione della pavimentazione dell’intero centro frazionale di Camerata. Un’opera importante e sentita dai numerosi cittadini che vivono e frequentano uno dei più bei borghi del territorio tuderte.”
Consigliere Comunale
Stefano Gimignani
Forza Italia Todi

Dighe ai morti che no dimentichemo” Il 9 febbraio a Todi il “Giorno del Ricordo” nei Palazzi Comunali

 

Il 10 febbraio del 1947, con la firma trattati di pace di Parigi, l’Italia perdeva l’Istria, la Dalmazia e gran parte della Venezia Giulia. La stessa Trieste tornò a essere italiana solo del 1954. Il 10 febbraio è stata scelta nel 2004 come data simbolica nella quale celebrare come solennità civile il “Giorno del Ricordo”, con l’intento di conservare il ricordo delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e degli zaratini italiani dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. Nel biennio 1943-1945 migliaia di italiani – solo perché tali – furono massacrati dai partigiani jugoslavi e gettati nelle doline carsiche chiamate foibe.  Dopo la fine della guerra e fino al 1960 ebbe luogo il doloroso esodo di centinaia di migliaia di italiani che scelsero di ricominciare a vivere in Patria piuttosto che rimanere oppressi dal regime comunista del maresciallo Tito.

Questi drammatici eventi sono da anni oggetto di studio e riflessione. Con il patrocinio e il sostegno del Comune di Todi e la collaborazione del “Comitato 10 Febbraio”, la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice organizza nella città umbra, un evento rivolto alla cittadinanza e in particolare agli studenti, con il titolo “Dighe ai morti che no dimentichemo”. L’iniziativa si terrà sabato 9 febbraio, alle ore 10.00, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali.

Intervengono Michele Pigliucci, docente di Geografia economica e politica nell’Università di Sassari e direttore della Fondazione, Raffaella Rinaldi, coordinatore “Comitato 10 Febbraio” Umbria. L’ex sindaco di Orvieto Toni Concina porterà la sua testimonianza di esule da Zara. L’attore Giuseppe Abramo curerà alcune “letture dall’esodo”. Introducono il sindaco di Todi Antonino Ruggiano e l’assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio. Coordina Gianni Scipione Rossi, giornalista e storico, vicepresidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e direttore del Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo.

Sensini Passero (Lega): «I suoi mutui? solo piu’ tasse per i cittadini per sostenere la campagna elettorale del PD»

 

La Bruscolotti punta su Giano ma indebita noi: 250.000 euro di prestito per l’Ex consorzio agrario di Massa Martana non completato in 10 anni di amministrazione.

Dopo dieci anni di governo massetano è triste constatare che il sindaco uscente Maria Pia Bruscolotti non abbia nemmeno finito le ultime opere pubbliche lasciatele in eredità dal suo sfortunato predecessore Gubbiotti. In tal senso l’esempio più eclatante è il tentativo di recupero dell’ex consorzio agrario di via Roma, un’opera da oltre 530.000 euro che dovrebbe essere adibito a «distretto culturale» come la chiama la giunta del Pd che ancora amministra Massa Martana.

Dopo dieci anni di governo, il 20 novembre scorso, la sua responsabile del servizio finanziario ha dato infatti il via libera all’accensione dell’ennesimo mutuo alla Cassa depositi e prestiti, da 250.000 euro, proprio per completare l’ex consorzio agrario. Tale mutuo si trasformerà puntualmente in tasse, più gravose, per i cittadini di Massa Martana. Un altro mutuo fra i tanti, quello in questione, che la Bruscolotti lascerà in eredità alla prossima amministrazione che uscirà vincitrice dalle urne di maggio, di qualsiasi colore politico essa sia.

La cifra richiesta la dice lunga su ciò che la Bruscolotti non è riuscita a fare nemmeno in dieci anni: 250.000 euro sul totale di un importo lavori di 409.000 euro, sono oltre il 60 per cento. Una cifra, la prima, che indebita ancor più i cittadini di Massa Martana e declinata dal sindaco in 40 rate, da pagare una ogni sei mesi.

«La Bruscolotti, che adesso punta sulla poltrona di sindaco a Giano dell’Umbria, sta anche provando – costi quel che costi – a mettere una sua «testa di legno» alla guida di Massa Martana. A suon di mutui e prestiti, presi all’ultimo minuto, ci vuol fare vedere «le meraviglie» del suo operato proprio a ridosso delle elezioni comunali di maggio, tanto quegli impegni che sta contraendo proprio negli ultimi mesi della sua legislatura non li ripagherà mai lei, bensì i massetani. È facile giocare coi soldi di tutti per sostenere la propria campagna elettorale e quella dei suoi amici piddini», dichiara Luana Sensini Passero, referente territoriale della Lega di Massa Martana.

«Sono solita ragionare per priorità e concretamente: in un territorio storicamente agricolo, dove se non ci fossero le industrie Angelantoni dovremmo elevare i numeri della disoccupazione al quadrato, dove i giovani italiani emigrano all’estero per farsi una vita, dove anche gli stranieri abbandonano progressivamente ma costantemente il territorio alla ricerca di lavoro al Nord Italia o in altri Paesi europei e dove le case dei massetani finiscono sempre più nelle aste giudiziarie, la giunta Pd uscente è riuscita a caricare sulle spalle dei cittadini di Massa Martana, per 20 anni, un altro mutuo di 250.000 euro per la realizzazione di un «distretto culturale». Ossia la priorità delle priorità».

«Così facendo la Bruscolotti», conclude la leghista, «offre l’ennesima prova di una visione distorta della realtà che ci circonda e di cinismo politico, in un’Italia il cui debito pubblico ha ormai raggiunto 2.312 miliardi di euro, in una regione con indici economici da Meridione dove ogni centesimo andrebbe investito in opere che creino valutabili ritorni economici alla comunità e in servizi sostenibili».

TODI CIVICA : “QUANDO L’IPOCRISIA DETTA LA LINEA”

 

La chiusura dei centri di accoglienza ( e relative polemiche) non contempla, nella nostra città, l’indifferenza di fronte a situazioni che si protraggono negli anni e su cui nessuno interviene. Tutti vediamo cosa accade fuori dai supermercati e, da qualche tempo,  davanti a molte attività commerciali. Costante è la presenza delle prostitute sulla Due Mari, strada che ci collega all’orvietano, porta d’ingresso per tanti turisti che vogliono visitare la nostra città. Immagini di una  miseria umana cui sono relegati persone, uomini e donne, che nessuno impedisce, su cui nessuno si interroga. Condizioni inaccettabili di cui nessuno si accorge e per le quali le interrogazioni comunali, evidentemente, non trovano spazio.  Il Comune di Todi ha due ordinanze: una per il contrasto all’accattonaggio, un’altra contro il fenomeno della prostituzione in strada. Ordinanze che non ci sembra, però,  trovino applicazione. Magari la cosa non fa notizia. Magari non crea polemica, non genera scontro politico e non fa andare sui giornali. Eppure il valore della vita, il rispetto dell’individuo, un certo modello di società,  andrebbe perseguito sempre. Il tema è la difesa della dignità, il rispetto delle regole, la tutela dell’ordine pubblico, o la battaglia politica per fini elettorali ?
Le istituzioni, anche quelle locali, in questo, hanno una responsabilità fondamentale. Ma a Todi, chiuso centro di accoglienza… risolti i problemi.
Todi Civica

LEGA TODI RISPONDE A “TODI CITTA APERTA”

A Todi, un cittadino spara agli operai dell’Enel scambiandoli per ladri e alcuni impavidi rappresentanti della sedicente organizzazione  “Todi città aperta” (nel 2017 in occasione delle elezioni amministrative, lista in appoggio al candidato sindaco Carlo Rossini) ne approfittano per strumentalizzare l’accaduto.
A sollevare la questione è la Lega Todi che punta il dito contro un post social dell’organizzazione “Todi città aperta”  che prima accusa Salvini reo di incutere terrore tra i cittadini e di banalizzare poi ogni cosa con selfie propagandistici e poche ore dopo, rimodula abilmente il post con un approccio molto più soft.
“Todi città aperta” ha perso una buona occasione  per stare zitta e fare bella figura – scrivono dal Carroccio – nel  vano tentativo di fare  strumentale propaganda politica ha dimostrato di essere una realtà effimera che fomenta allarme tra i cittadini per inseguire sterili obiettivi finalizzati al discredito dell’avversario politico.   Prima di diffondere informazioni sbagliate, questa organizzazione dovrebbe documentarsi: il fatto di cronaca da cui prende spunto per attaccare noi e il Ministro Salvini, non rientra nelle dinamiche del decreto sicurezza, ma in quelle della legittima difesa, proposta, che  a breve ci auguriamo possa essere approvata. Riteniamo infatti  assurdo, negare la possibilità di potersi difendere da delinquenti che entrano in casa propria mettendo a repentaglio le vite di cittadini onesti.
Detto ciò, non ci risulta nemmeno che il Ministro Salvini abbia mai incitato qualcuno a sparare contro  chiunque passi davanti la propria casa.  Quanto accaduto a Todi è un fatto isolato che con la politica non ha nulla a che vedere. Le accuse farneticanti di “Todi città aperta”  le rispediamo al mittente e contestiamo a questi signori un atteggiamento palesemente strumentale ed ideologico.    Quando si parla di   problematiche estremamente delicate come la sicurezza, è opportuno mantenere un atteggiamento più  responsabile.  Inoltre – concludono dal Carroccio –  ci risulta che il soggetto autore del fattaccio che ha coinvolto gli incolpevoli operai dell’Enel non abbia in tasca la tessera della Lega, noi condanniamo comunque  il fatto a prescindere dal nome e dalle idee politiche del soggetto, pretendiamo  onestà intellettuale da parte di chiunque e non accettiamo lezioni da chi in  buona fede non è!
(Vice sindaco Di Todi,Adriano Ruspolini  e Consiglieri comunali Peppucci e Marconi).