Terrawine Festival con il Patrocinio del Comune di Todi

Dal 30 novembre al 1 dicembre 2019 : Palazzo del Popolo, Todi

Dinamismo, contaminazioni culturali e trasversalità sono i capisaldi su cui si costruisce
il progetto, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Terra: terra come cultura,
terra come territorio umbro, terra come produzione agricola Made in Italy e base della
nostra gastronomia, terra come culla delle nostre radici e del nostro futuro. Punto
cardine del progetto è una forte contaminazione tra terra, cultura e arte, perché
Terrawine Festival vuole essere un contenitore dinamico, ricco di suggestioni e stimoli
in grado di abbracciare non solo il mondo enogastronomico ma di declinarsi nei diversi
ambiti della cultura. Via dunque all’arte, alla letteratura, al design e alla musica. L’arte
è sempre inclusiva perché in grado di unire e tenere insieme l’oggetto e il soggetto:
quindi Terrawine Festival vuole essere anche l’evento per ospitare chi con la sua arte
si è avvicinato alla terra e all’universo.
L’occasione giusta per assaggiare Champagne, bollicine italiane e una selezione di
grandi vini e confrontarsi direttamente con produttori, distributori, importatori e
professionisti del settore attraverso approfondimenti su vigne e territori, masterclass e
degustazioni dedicate a temi diversi approfonditi nei seminari in programma.

“Terrawine Festival ha voglia di crescere e di presentarsi alla prossima edizione in maniera
ancora più importante. Così l’appuntamento per la seconda edizione è già fissato nel cuore
della storia di questa terra”. Sarà al Palazzo del Capitano del Popolo ad Orvieto 21-22
giugno 2020, anticipata da una Winter Edition prestigiosa “Champagne & Sparkling Wine
e I Grandi Vini” a Todi 30 novembre – 1 dicembre 2019 e un Event Preview Roma 6
febbraio – Milano 2 aprile.” Salvatore Alfieri direttore artistico di Terrawine Festival

Abusi, soldi, scuola e lavoro: focus sulle violenze contro le donne

 La conferenza organizzata da Fidapa e Comune di Todi. L’assessore Marta: welfare aziendale e politiche familiari possono fare la differenza

Di violenza non ce n’è una sola. Gli abusi e le botte lasciano segni visibili. Ma poi ci sono altre forme di “abuso” di cui le donne continuano ad essere vittime durante il loro percorso formativo e in quello lavorativo.

E “Violenza e mancate opportunità” è stato il titolo della conferenza organizzata da Comune di Todi e Fidapa Todi in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Numerosi ed interessanti gli interventi che si sono susseguiti, a cominciare dalla professoressa Marta Picchio, docente di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Perugia, intervenuta presentando il suo lavoro “Mai più sole, mai più vittime. Associazioni e centri antiviolenza sulle donne in Umbria”. “Il primo passo che ogni donna vittima di violenza deve compiere è quello della consapevolezza che essa stessa è vittima. Se la violenza fisica è facilmente percepibile, molto più subdola ma altrettanto dannosa e invalidante è la violenza psicologica, economica ed emotiva. Tali forme di violenza – ha spiegato – lavorano piano piano come la goccia cinese, togliendo un po’ alla volta la fiducia in sé stesse, la progettualità. Il lavoro quindi dei Centri antiviolenza è quello di ripartire dalla storia, capire dove la violenza si è insinuata e fare sì che la donna recuperi la progettualità e ricostruisca pian piano un sé positivo. La violenza economica comporta inoltre che le donne economicamente dipendenti siano più fragili e più facilmente isolabili nella loro sofferenza. Purtroppo sono molto pochi i fondi destinati alle associazioni e c’è ancora molta strada da fare ma alcuni passi sembra finalmente si stiano attuando come l’istituzione del fondo per la libertà delle donne, poiché liberare le donne dalla dipendenza economica può contribuire a dare loro una seconda possibilità”.

La professoressa Rosita Garzi, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro a UniPg, ha presentato la condizione delle donne in Italia che in Umbria. Dall’analisi emerge che le donne hanno un profitto più alto degli uomini in tutto il percorso scolastico, compresa la formazione universitaria, con voti di laurea più alti e conseguiti in tempi più brevi. Un gap formativo che si conferma anche nelle esperienze di studio e le relative certificazioni all’estero e la formazione post laurea. Tutto ciò nonostante le famiglie di origine siano in media più svantaggiate economicamente delle famiglie degli studenti maschi. Condizione che ha imposto alle donne di finanziare il percorso di studi con un lavoro in proprio oppure usufruendo di borse di studio.

La situazione però si ribalta entrando nel mondo del lavoro. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Umbria è al di sotto di quella maschile di oltre 18 punti percentuali. L’agenzia europea Eurofound (2016) calcola che il costo complessivo per l’Italia della sottoutilizzazione del capitale umano femminile corrisponda a 88 miliardi di euro, cioè il 5,7% del Pil: in Europa si perde circa il 23% della ricchezza per la discriminazione di genere.

“Il cambiamento che deve investire il mondo del lavoro e tutta la società è culturale e va portato avanti con coraggio e forza” come ha sottolineato la presidente di Fidapa Todi, l’avvocato Eleonora Magnanini. Nel suo intervento ha affrontato la complessa e divisoria tematica delle cosiddette “quote rosa”, ossia l’inserimento – per adempimento di legge – delle donne nei Cda delle aziende quotate in borsa o a partecipazione statale. La legge Golfo-Mosca 120/2011 prevede infatti che gli organi sociali delle società quotate riservino un quinto dei propri membri alle donne.

Soltanto così le donne sono entrate nelle stanze dei bottoni con una percentuale di circa il 33,6% quando nel 2010 incede le donne nei CdA erano solo il 7%. Magnanini, pur dichiarandosi a favore delle quote rosa, necessarie all’avvio di un cambiamento culturale altrimenti impensabile, vorrebbe che tali opportunità derivassero non da “obblighi di legge” ma da una “cultura” e che le donne nei CdA non fossero parte di una “riserva indiana” ma ritenute fondamentali per il “benessere dell’azienda in quanto portatrici di capacità, punti di vista e competenze che sono peculiari delle donne e complementari a quelle degli uomini”.

Una testimonianza pratica della possibilità di conciliare femminilità e maternità con dei ruoli dirigenziali in una grande azienda è venuta dalla dottoressa Ilaria Caporali, amministratore delegato di Liomatic, che ha portato la sua esperienza e quella della sua azienda, attenta alle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, anche grazie al contributo dato da sua madre, portatrice della “visione femminile all’interno dell’azienda”.

Partendo da queste riflessioni, ha concluso poi l’incontro Alessia Marta, assessore alle politiche familiari del Comune di Todi, rivendicando quanto “le politiche di welfare aziendale, i sostegni per la conciliazione forniti dalle istituzioni e le politiche familiari possano fare la differenza nella qualità della vita familiare e quindi del benessere sociale, poiché dove sta bene la famiglia sta bene la società”.

Il comune di Todi, seguendo l’esempio virtuoso del Trentino è entrato nel network ottenendo la certificazione di “Comune amico della famiglia” e da poco è entrato anche nel network europeo mettendo appunto un proprio modello virtuoso in ambito di politiche familiari, basato sulla convinzione che è fondamentale e quanto mai strategico investire sulla famiglia, cellula sociale irrinunciabile per parlare di sviluppo economico, culturale e sociale e demografico.

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

 

 

 

 

 

TODI ricorda “ I cinquecento giorni di D’Annunzio a Fiume”

 

Venerdì 29 alle ore 17, presso la sala affrescata dei palazzi comunali di Todi, dopo il saluto dell’assessore alla Cultura, Claudio Ranchiccchio, parleranno dell’impresa di Fiume  il Prof. Giuseppe Parlato,ordinario di storia contemporanea all’Università Internazionale di Roma e Presidente della “Fondazione Spirito-De Felice”, ed il prof .Manfredo Retti, professore emerito presso il Liceo Classico Jacopone.

Un appuntamento che vede il patrocinio del Comune di Todi e il sostegno organizzativo dell’associazione “Ex Allievi del Liceo Jacopone”,degli “Amici della Fondazione Spirito-De Felice “ di Terni, della OPES Umbria-settore cultura

Era il 12 settembre di cento anni fa ed un poeta proclamava con voce forte: ”Generale, faccia far fuoco su di me” indicando il petto su cui era appuntata la medaglia d’oro ed il distintivo di mutilato. Quel poeta era Gabriele D’Annunzio, e l’alto ufficiale del Regio Esercito era il Gen. Pittalunga, che tentava di sbarrare la strada ai congiurati di Ronchi. Un brigadiere dei carabinieri urlo’ :”Indietro o faccio sparare”, ma un giovane tenente che  comandava la prima autoblindo rispose con un tonante “Me ne frego!” (motto che negli anni successivi ebbe una certa fortuna…), spezzò la sbarra e passò oltre. Era iniziata l’impresa di Fiume, volta a riaffermare l’italianità della città di fornte alle incertezze della conferenza di Versailles. Nei 500 giorni della Reggenza Italiana del Carnaro gli accenti di un nazionalismo spesso esasperato si congiunsero con ansie rivoluzionarie che spaziarono dall’arte (Marinetti, Comisso, Toscanini furono a Fiume) alla politica, con la fondazione di una Lega dei Popoli oppressi, al disegno di un nuovo assetto costituzionale, con l’emanazione della Carta del Carnaro, che prevedeva un assetto corporativo dello stato , proclamava la “sovranità di tutti i cittadini senza divario di sesso, di stirpe, di lingua, di classe e di religione” e riconosceva la proprietà “non come un dominio assoluto, ma come la più utile delle funzioni sociali”. Il tutto in un ribollire magmatico di esperienze e di sensibilità diverse che fecero di Fiume l’avanguardia del ‘900 o , come la definì D’Annunzio, la “Città di Vita”.

 

COMUNICATO STAMPA FORZA ITALIA – TODI

 

Forza Italia Todi esprime la più sincera soddisfazione per l’approvazione da parte della Giunta Comunale delle opere di completamento del locale polivalente della frazione di Vasciano.

Preme ricordare al riguardo che il primo stralcio dei lavori, rappresentato sostanzialmente dalla fondazione, dalle murature portanti perimetrali ed interne(per un importo di circa 20 mila euro),era stato realizzato dalla precedente amministrazione e le opere consegnatedall’impresa al Comune nel mese di marzo 2017.

A questo primo stralcio, purtroppo, non era stato previsto alcun seguito tanto che nel bilancio comunale non vi era alcuna programmazione relativamente ai fondi destinati al completamento dell’opera.

I nuovi lavori, finanziati dall’Amministrazione Comunalecon l’assestamento del bilancio 2018, riguarderanno quindi la sostanziale chiusura dell’appalto con la costruzione del solaio di copertura, del tetto a doppia falda realizzato con capriate in legno lamellare, dei sistemi di raccolta e scarico delle acque piovane, delle finiture esterne, degli infissi e degli impianti tecnici. Il tutto per un investimento di €. 88.000,00 di cui circa 60 mila euro di lavori.

Dopo il completo rifacimento dell’acquedotto e della strada di collegamento con Vasciano, (realizzati da Umbracque dietro espressa indicazione dell’Amministrazione Ruggiano), a breve si potrà quindi procedere con la gara di appalto e la realizzazione delle opere di completamento del locale polivalente che consentiranno di mettere a disposizione dei cittadini della meravigliosa frazione di Vasciano di un’opera a servizio della intera collettività….

TODI, SCOPERTE INEDITE CON LA GUIDA DI REPUBBLICA

 

Sarà in edicola e in libreria dal 6 dicembre un volume che racconta la città attraversandone la bellezza, le ricchezze culturali e i sapori, anche grazie alla voce di decine di illustri tuderti di nascita o “di adozione”. Artisti e artigiani, nonne che aprono i ricettari di famiglia e chef del territorio: questo e molto altro nella Guida che sabato 7 dicembre sarà presentata nella Sala del Consiglio comunale Todi come non è mai stata raccontata. Le sue bellezze paesaggistiche, i suoi tesori culturali, la forza dei suoi prodotti, l’attaccamento al territorio della sua gente, l’eccellenza dell’imprenditoria locale, il fascino della comunità di artisti che vive tra le storiche vie del centro e le incantevoli campagne che circondano l’acropoli. Le Guide di Repubblica dedicano alla città un volume denso di storie e di voci, come quelle dei testimonial che aprono il volume, da Corrado Augias a Silvio Muccino, da Paolo Genovese a Pupi Avati; o come i 40 volti che animano la sezione I Love Todi, tra i quali Michele Zarrillo, Luisa Todini, Silvio Garattini, Adriana Asti, Giovanni Grasso, Ernesto Galli della Loggia, Carla Vangelista e Silvano Spada. E allora ecco il racconto delle radici della città, dei suoi luoghi simbolo, come piazza del Popolo e i suoi palazzi, il duomo, il Tempio della Consolazione, la chiesa di San Fortunato, il parco della Rocca, i musei e i luoghi di ritrovo, fino alle chicche, ai dettagli dei portoni, alle tracce di Jacopone, alle teste apotropaiche che spuntano sugli edifici del centro, alle scuole storiche, come storiche sono le foto d’epoca che impreziosiscono il volume. Le appassionate tradizioni degli artigiani sono raccontate tramite ritratti inediti, così come ampio è lo spazio riservato ai grandi artisti che negli ultimi decenni hanno vissuto, e lasciato una grande eredità, in città. E allora Giuseppe Spagnulo e Nino Caruso, Piero Dorazio e Nino Cordio, per arrivare ai giorni nostri con Beverly Pepper e Bruno Ceccobelli, Lorenzo Bernardi e Bernardo Siciliano, solo per citarne alcuni. Dal bello al buono, circa 100 i consigli sulle tavole imperdibili, le botteghe del gusto dove rifornirsi di specialità locali e dimore nelle quali prolungare la sosta. Spiccano i piatti della memoria, con le nonne di Todi e “castelli” che aprono le loro cucine, e i loro ricettari di famiglia, per proporre diverse versioni di palombe alla ghiotta e cappelletti in brodo, oca arrosto e maccheroni dolci, pasticci alla Jacopone e pizza “sotto ‘l foco”. I migliori chef del territorio presentano a loro volta ricette da riproporre a casa. Infine, l’area che circonda Todi è raccontata in 5 itinerari che toccano Orvieto e Spoleto, Assisi e Spello, Foligno, Torgiano, San Gemini e tutte le altre imperdibili mete di questo angolo di Umbria; agli itinerari seguono 150 consigli su dove mangiare, dormire e comprare. “Todi ha obblighi importanti con la storia”, afferma nella sua introduzione il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Le sue origini etrusche, la sua collocazione geografica, la sua straordinaria capacità di conservare testimonianze splendide della stratificazione dei secoli, la sua disposizione ad evolversi lentamente senza perdere nulla in termini di diversificazione sociale e stile di vita, la sua capacità di attrarre genti da tutto il mondo che decidono di trascorrere gli anni migliori della propria esistenza tra le antiche mura e la suggestione dei borghi disseminati in campagne incantate e immortali. Adesso Todi deve recuperare la sua natura propulsiva sfidando la concorrenza su uno scacchiere planetario. Questa Guida di Repubblica vuole contribuire ad esaltare la storia di una città unica, ricca di personaggi, piena di suggestioni, forte di proposte enogastronomiche che possono riproiettarla in una competizione globale nella quale Todi a volte ha rischiato di rimanere fuori”. La Guida sarà in edicola (10,90 euro più il prezzo del quotidiano) e in libreria dal prossimo 6 dicembre. Sabato 7 sarà presentata presso la Sala del Consiglio comunale di Todi (Palazzo del Capitano, piazza del Popolo 29, ore 17.30)

TODI, SCOPERTE INEDITE CON LA GUIDA DI REPUBBLICA

 

Sarà in edicola e in libreria dal 6 dicembre un volume che racconta la città
attraversandone la bellezza, le ricchezze culturali e i sapori, anche grazie alla voce
di decine di illustri tuderti di nascita o “di adozione”. Artisti e artigiani, nonne che
aprono i ricettari di famiglia e chef del territorio: questo e molto altro nella Guida
che sabato 7 dicembre sarà presentata nella Sala del Consiglio comunale
Todi come non è mai stata raccontata. Le sue bellezze paesaggistiche, i suoi tesori
culturali, la forza dei suoi prodotti,l’attaccamento al territorio della sua gente,
l’eccellenza dell’imprenditoria locale, il fascino della comunità di artisti che vive tra
le storiche vie del centro e le incantevoli campagne che circondano l’acropoli.
Le Guide di Repubblica dedicano alla città un volume denso di storie e di voci, come
quelle dei testimonial che aprono il volume, da Corrado Augias a Silvio Muccino, da
Paolo Genovese a Pupi Avati; o come i 40 volti che animano la sezione I Love Todi, tra
i quali Michele Zarrillo, Luisa Todini, Silvio Garattini, Adriana Asti, Giovanni
Grasso, Ernesto Galli della Loggia, Carla Vangelista e Silvano Spada.

E allora ecco il racconto delle radici della città, dei suoi luoghi simbolo, come piazza
del Popolo e i suoi palazzi, il duomo, il Tempio della Consolazione, la chiesa di San
Fortunato, il parco della Rocca, i musei e i luoghi di ritrovo, fino alle chicche, ai
dettagli dei portoni, alle tracce di Jacopone, alle teste apotropaiche che spuntano sugli edifici del centro, alle scuole storiche, come storiche sono le foto d’epoca che impreziosiscono il volume. Le appassionate
tradizioni degli artigiani sono raccontate tramite ritratti inediti, così come ampio è lo
spazio riservato ai grandi artisti che negli ultimi decenni hanno vissuto, e lasciato una
grande eredità, in città.  E allora Giuseppe Spagnulo e Nino Caruso, Piero Dorazio
e Nino Cordio, per arrivare ai giorni nostri con Beverly Pepper e Bruno Ceccobelli,
Lorenzo Bernardi e Bernardo Siciliano, solo per citarne alcuni.

Dal bello al buono, circa 100 i consigli sulle tavole imperdibili, le botteghe del gusto
dove rifornirsi di specialità locali e dimore nelle quali prolungare la sosta. Spiccano i
piatti della memoria, con le nonne di Todi e “castelli” che aprono le loro cucine, e i
loro ricettari di famiglia, per proporre diverse versioni di palombe alla ghiotta e
cappelletti in brodo, oca arrosto e maccheroni dolci, pasticci alla Jacopone e
pizza “sotto ‘l foco”. I migliori chef del territorio presentano a loro volta ricette da
riproporre a casa.

Infine, l’area che circonda Todi è raccontata in 5 itinerari che toccano Orvieto e
Spoleto, Assisi e Spello, Foligno, Torgiano, San Gemini e tutte le altre imperdibili
mete di questo angolo di Umbria; agli itinerari seguono 150 consigli su dove
mangiare, dormire e comprare.
“Todi ha obblighi importanti con la storia”, afferma nella sua introduzione il direttore
delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Le sue origini etrusche, la sua
collocazione geografica, la sua straordinaria capacità di conservare testimonianze
splendide della stratificazione dei secoli, la sua disposizione ad evolversi lentamente
senza perdere nulla in termini di diversificazione sociale e stile di vita, la sua capacità
di attrarre genti da tutto il mondo che decidono di trascorrere gli anni migliori della
propria esistenza tra le antiche mura e la suggestione dei borghi disseminati in
campagne incantate e immortali. Adesso Todi deve recuperare la sua natura
propulsiva sfidando la concorrenza su uno scacchiere planetario. Questa Guida di
Repubblica vuole contribuire ad esaltare la storia di una città unica, ricca di
personaggi, piena di suggestioni, forte di proposte enogastronomiche che possono
riproiettarla in una competizione globale nella quale Todi a volte ha rischiato di
rimanere fuori”. La Guida sarà in edicola (10,90 euro più il prezzo del quotidiano) e in libreria dal
prossimo 6 dicembre. Sabato 7 sarà presentata presso la Sala del Consiglio comunale
di Todi (Palazzo del Capitano, piazza del Popolo 29, ore 17.30).

COMUNICATO STAMPA FORZA ITALIA – TODI

 

Forza Italia Todi esprime la più sincera soddisfazione per la imminente inaugurazione della nuova palestra della scuola di Ponterio.

Preme ricordare al riguardo che alle opere di realizzazione dell’impianto sportivo, chiuse ufficialmente il 31 Agosto u.s., si è reso necessario intervenire nella programmazione, predisposizione e realizzazione degli allacci ai servizi (gas, acqua e luce), nella sistemazione degli spazi esterni ed all’acquisto dei nuovi arredi tecnico-sportivi in dotazione alla palestra. Uno sforzo importante che è stato possibile attuare soltanto dopo la decisione dell’Amministrazione Comunale di implementare il precedente appalto con un ulteriore e sostanziale finanziamento legato all’avanzo di amministrazione del bilancio 2018.

A questo seguiranno i doverosi e necessari collaudi tecnico amministrativi la cui approvazione consentirà all’Amministrazione di consegnare ufficialmente alla Direzione Didattica l’uso dell’impianto.

Forza Italia intende ringraziare l’Ufficio Tecnico e Urbanistica Comunale, il progettista, la direzione lavori, l’impresa e tutti coloro che, a diverso titolo,hanno contribuito alla realizzazione di un’opera di importanza straordinaria per la Città.

Un ringraziamento particolare va al Sindaco Avv. Antonino Ruggiano e all’Assessore ai LL.PP. Avv. Moreno Primieri per aver portato a termine con successo un’opera pubblica che sarà a servizio principalmente della scuola di Ponterio, ma che di fatto arricchisce in termini di offerta e fruizione per la collettivitàil già importante patrimonio comunale degli impianti sportivi del territorio tuderte.

 

Comunicato Stampa :”Ancora un piccolo sforzo, ce la potete fare…a non aprire la nuova palestra di Ponterio entro il 2019!!!

                                      MoVimento Tuderti 5 Stelle

Assessore Primieri ci stupisca, dopo la lunga serie delle annunciate “mancate aperture” durante tutto il 2019, ne faccia un’altra: …la palestra si aprirà nel 2020…forse, almeno così i piccoli alunni della scuola elementare di Ponterio non aspetteranno invano Babbo Natale con le chiavi della loro tanto desiderata e attesa PALESTRA.
Tanto per ricordare;
-dal Corriere dell’Umbria del gennaio 2019 :”..in ogni caso la Palestra sarà pronta ed agibile nel prossimo mese di Aprile “
-Città viva: ” l’arrivo dell’estate porrà fine alla storia della nuova palestra di Ponterio”

“Cenni storici sulla costruzione e sulla caduta del Muro di Berlino” di Alfonso Gentili

 

La seconda guerra mondiale ha comportato un mutamento profondo degli equilibri mondiali in quanto ha sancito da una parte la fine della centralità delle grandi potenze europee e dall’altra l’entrata in scena di due superpotenze come gli Stati Uniti d’America (USA) e l’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS o Unione Sovietica) sorta nel 1922 come unione alla Repubblica russa, comprendente l’intera Siberia, delle altre province dell’ex Impero zarista (l’Ucraina, la Bielorussia, l’Azerbaigian, l’Armenia e la Georgia) e  in cui i russi erano la nazionalità dominante.

Durante la fase finale della guerra i sovietici (J. V. Stalin ), gli americani ( F.D. Roosevelt) e gli Inglesi (W. Churcill) nelle Conferenze di Mosca (ottobre 1944) e di Yalta in Crimea (febbraio 1945) si  sono accordati sulla futura sistemazione dell’Europa avendo stabilito in particolare che la Germania sarebbe stata divisa provvisoriamente in quattro zone d’influenza (statunitense, sovietica, britannica e francese) e sottoposta a penetranti misure di “denazificazione” e che i popoli dei paesi liberati avrebbero potuto  svolgere libere elezioni. La capitale Berlino, all’interno della zona sovietica, sarebbe stata anch’essa divisa in quattro zone.

Stati Uniti e Gran Bretagna nel ’47 hanno avviato l’integrazione delle zone  sotto loro controllo e nel 1949 sono state unificate le tre zone occidentali della Germania (ivi compresa  quella francese) ed è stata proclamata la Repubblica federale tedesca (Brd) con capitale a Bonn. L’URSS ha risposto con la creazione, nella parte orientale, della Repubblica democratica tedesca (Ddr) con capitale  a Pankow, sobborgo di Berlino. Era arrivata così a compimento la divisione dell’Europa in due  blocchi, quello occidentale sotto l’egemonia degli USA e quello orientale sotto l’egemonia dell’URSS. Dopo la morte di Roosevelt nel 1945, con l’entrata in crisi della “grande alleanza”antihitleriana e la fine del suo grande disegno di cooperazione tra Occidente e URSS,  ha avuto luogo l’ascesa alla presidenza USA di H. Truman con l’affermazione della c.d. “dottrina Truman” o anche “teoria del contenimento” e la campagna anticomunista avente come protagonista il senatore repubblicano McCarty (c.d. “maccartismo”). Ha avuto inizio pertanto una vera e propria contrapposizione tra i due blocchi che è stata comunemente definita “guerra fredda”, combattuta non sui campi di battaglia ma con le armi dell’ideologia e della propaganda, e che ha vissuto la fase più acuta proprio nel quinquennio 1948-1953, anno quest’ultimo della morte improvvisa di Stalin.

Il Patto atlantico e il Patto di Varsavia hanno completato la divisione in due dell’Europa. Il Patto atlantico, firmato a Waschington nell’aprile 1949 e che prevedeva anche un dispositivo militare integrato, la Nato, era un alleanza difensiva contro un possibile attacco sovietico tra gli Stati Uniti, il Canada e i paesi dell’Europa occidentale (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia), con la successiva adesione di Grecia, Turchia e, nel 1955, anche della Germania federale, nonché nel 1982 dalla Spagna. Il Patto di Varsavia, firmato a Mosca nel maggio 1955, era un’alleanza difensiva stretta, a seguito dell’adesione della Germania occidentale alla Nato, tra  l’Urss e i c.d. paesi satelliti (Germania est, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) e dotata anch’essa  di un’organizzazione militare integrata.

La vicenda del Muro di Berlino ha avuto inizio nel periodo di presidenza degli USA da parte di J.F. Kennedy (1960-1963, anno del suo assassinio a Dallas il 22 novembre), eletto nel novembre 1960, primo cattolico ad entrare nella Casa Bianca e facente riferimento alla tradizione progressista di Roosevelt, aggiornandola col riferimento alla “nuova frontiera“. La sua presidenza è stata caratterizzata da un forte slancio riformatore ma, in politica estera, ha seguito una linea che se da una parte enfatizzava i toni della pace e della distensione con l’Est, dall’altra risultava assolutamente intransigente sulle questioni essenziali.

L’incontro di Vienna nel giugno 1961 tra Kennedy e il nuovo Segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica (PCUS, cosi denominato dal 1925)  e nuovo leader dell’Unione Sovietica, N. Kruscëv (1953-1964), sul problema di Berlino Ovest si era risolto infatti con un fallimento perché gli americani la consideravano parte integrante della Germania federale e invece i sovietici volevano trasformarla in “città libera”. I sovietici hanno allora risposto costruendo un muro di separazione delle due parti della città e hanno chiuso l’unico varco con la cortina di ferro in modo da rendere praticamente impossibile le fughe, allora frequenti, dal settore orientale a quello occidentale.  Il Muro di Berlino è divenuto così  il simbolo più evidente della divisione della Germania, nonché dell’Europa e del mondo secondo le linee già tracciate dalla “guerra fredda”.

Dopo la c.d. “seconda guerra fredda” tra la fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’80, anni del potere incontrastato del segretario del PCUS L. Breznëv che ha approfittato della relativa debolezza degli Stati uniti  per avvantaggiarsi negli armamenti e ampliare la sfera d’influenza in tutti continenti, la svolta per l’Urss e il mondo intero è arrivata con la morte di Breznëv nel 1982 e con l’assunzione della segreteria del PCUS nel 1985 da parte di Michail S. Gorbacëv, (nella foto in visita alla Città di Todi il  17 novembre 1996).  Gorbacëv  apparteneva  a una generazione non coinvolta nello stalinismo e ha introdotto molte novità nella politica sovietica sia sul piano interno che su quello internazionale. In materia di politica economica con la “perestroika” (cioè” riforma”) ha cercato di introdurre nel sistema socialista elementi di economia di mercato. Sul piano istituzionale nel 1988 ha promosso una nuova Costituzione che, fermo restando il sistema del partito unico, distingueva le strutture dello Stato da quelle del partito e lasciava spazio a forme di pluralismo con l’ingresso nel Congresso dei soviet (organismo al vertice del potere istituzionale dell’Unione) di esponenti del dissenso tra cui il fisico  A. Sacharov. Nel 1990 il Congresso ha eletto Gorbacëv Presidente dell’URSS. Oltre alle riforme ha avviato un processo di liberalizzazione interna all’insegna della “glasnost”(cioé “trasparenza”) e in senso ampio“libertà d’espressione”. A seguito delle aperture riformistiche di Gorbacëv ha avuto luogo il rilancio del dialogo con l’Occidente che ha trovato come interessato il Presidente americano R. Reagan al secondo mandato (1984-1988) e con la volontà di concludere in bellezza con una nuova trattativa globale con l’URSS.

Mutamenti politici avevano nel frattempo avuto luogo anche in Europa occidentale e in particolare nella Repubblica federale tedesca dove il partito di maggioranza, l’Unione  cristiano-democratica (CDU), nel 1966, non avendo raggiunto un accordo con i liberali (FDP), aveva dato vita ad  una grande coalizione con i socialdemocratici (SPD) guidati da W. Brandt. Nel 1969 i socialdemocratici hanno rotto tale coalizione e ha avuto inizio la stagione dei governi socialdemocratici-liberali caratterizzata da una nuova linea di politica estera volta alla normalizzazione dei rapporti con i paesi del blocco comunista, compresa la Germania Est ( c.d. “Ostpolitik”o “politica orientale”) durante i due cancelleriati di W.Brandt (1969-1974) e i tre di H. Schmidt (1974-1982), seguiti poi di nuovo dai  cinque cancelleriati di H. Kohl (CDU-CSU-FDP) dall’82 al ’98.

 Il 9 novembre 1989, a seguito dell’annuncio di un portavoce del governo tedesco orientale dell’avvenuto ripristino della libera circolazione tra le due parti di Berlino divise dal ’61 dal muro di separazione, una moltitudine di Berlinesi si   riversò nei pressi del muro e oltrepassò i varchi aperti. Infine, in un clima di festa e riconciliazione, i berlinesi cominciarono a smantellare il muro e a portarne a casa i pezzi come ricordo. Dopo poco il muro di Berlino è stato abbattuto quasi completamente.

Il crollo del muro ha coinciso con l’apertura dei confini tra le due Germanie e ha rappresentato in modo simbolico la fine della “guerra fredda” e della divisione in due dell’Europa. L’avvenimento ha di fatto rilanciato la questione dell’unità tedesca che in precedenza non era stato possibile affrontare per l’opposizione dell’URSS. Nel marzo 1990 si sono svolte le elezioni nella Germania dell’Est e la vittoria è andata  ai cristiano-democratici che, d’accordo con i loro amici di partito (CDU) allora al governo nella Germania occidentale, hanno proceduto celermente a liquidare l’entità statale DDR ormai priva di legittimità. L’efficace azione di governo di Kohl è riuscita poi a realizzare un’operazione molto complessa di riunificazione della Germania e ad integrarla nell’Alleanza atlantica. Nel maggio 1990 i due governi tedeschi hanno firmato il trattato di unificazione economica e monetaria. Nell’ottobre 1990, dopo l’assenso del leader sovietico e Premio Nobel per la pace Gorbacëv, è entrato in vigore il trattato di unificazione politica, accettato  dalle ex potenze occupanti e cioè dagli Stati uniti  con Presidente G. H. W. Busch (1989-1993) e dall’URSS con Presidente Gorbacëv (1990-1991). Dopo oltre un quarantennio di divisione, la Germania è tornata ad essere uno Stato unitario. L’abbattimento della cortina di ferro è stata di stimolo alla caduta anche degli altri regimi comunisti dell’Europa orientale e alla loro democratizzazione. Nel dicembre 1991, la gran parte delle 15 Repubbliche che costituivano l’URSS hanno dato vita alla Comunità degli Stati indipendenti (CSI) e le dimissioni di Gorbacëv hanno sancito la fine dell’Unione Sovietica.

Li 16 novembre 2019

Dott. Alfonso Gentili- ex Segretario generale del Comune di Todi  

Progetto Comunic@ENS, Briziarelli-Peppucci: “Rinnovare il protocollo con la Regione e salvaguardare un servizio fondamentale”

 

“Il nostro impegno sarà quello di garantire e tutelare a livello
regionale e nazionale il grande lavoro che in Umbria svolge la Croce
Rossa Italiana (Comitato di Todi) attraverso il progetto Comunic@ENS
(dell’Ente Nazionale per la protezione e assistenza dei sordi-Onlus)”.
Sono queste le parole del Senatore della Lega Luca Briziarelli e del neo
Consigliere regionale Francesca Peppucci che oggi hanno visitato la
Centrale Sordi di Todi che a causa della burocrazia rischia di vedere
interrotto il progetto Comunic@ENS. “In tutta Italia ci sono solo tre
Centrali, quella in Umbria – spiega Peppucci – è l’unica che mette a
disposizione dei non udenti, una video chat con lo scopo di abbattere le
barriere della comunicazione che i soggetti sensibili possono incontrare
nella quotidianità. Tale progetto è stato reso possibile – spiega la neo
eletta – attraverso un protocollo d’intesa tra il Comitato di Todi, il
Consiglio Regionale Umbria Ente Nazionale per la protezione e assistenza
dei sordi, la Regione Umbria, l’Azienda sanitaria Asl Umbria 1, la Croce
Rossa italiana (Comitato Regionale Umbria) il problema è che ci sono
scadenze di cui la precedente amministrazione regionale non ha tenuto
conto e ora il progetto rischia di decadere”. “E’ l’ennesimo esempio
emblematico – spiega il Senatore Briziarelli – di come la sanità fosse
allo sbando e che le priorità del centro sinistra fossero più quelle
dell’assunzione degli ‘amici degli amici’ che dell’assicurare i servizi
fondamentali come questo”. “Ci faremo carico di questo disservizio come
dei molti altri che ci hanno lasciato. Da parte mia – dice il
Consigliere – ci sarà l’impegno ad aprire un tavolo di lavoro in Regione
e un dialogo con la presidente Donatella Tesei e non appena sarà eletto,
l’assessore alla sanità; per far sì che questa eccellenza umbra non vada
persa”. Inoltre il servizio potrebbe essere interrotto non solo per il
mancato rinnovo del protocollo (e quindi la mancanza di fondi) ma anche
perchè i volontari rischiano di rimanere senza sede: il contratto di
comodato d’uso gratuito dell’immobile in cui il servizio si svolge, ha
una scadenza, ossia il 24 novembre 2019. Il Senatore Briziarelli ha da
parte sua sottolineato l’impegno a valorizzare questo progetto anche a
livello nazionale “pensando a una collaborazione tra diverse regioni”.
Alla mattinata hanno preso parte anche Emanuele Storti, coordinatore e
responsabile della Centrale; il vicesindaco di Todi Adriano Ruspolini;
Luciana Rossetti presidente consiglio regionale Ens e l’avvocato Sabrina
Roccaforte, segretario regionale Croce Rossa. “Questo progetto permette
ai non udenti di iscriversi alla piattaforma della Centrale, entrare in
contatto con un operatore (anche attraverso video chat e non solo
tramite messaggistica) che diventa l’intermediario con enti e attività
esterne anche in momenti di criticità (per esempio durante un malore per
la chiamata al 118). Non possiamo rischiare l’interruzione di una
servizio così importante – ribadiscono Peppucci e Briziarelli –
lavoreremo a livello regionale e nazionale per salvaguardare Comunic@ENS
e far sì che si possa valorizzare e sviluppare, si deve pensare alla
possibilità di ampliare l’orario del servizio fino ad arrivare a
garantirlo anche nelle ore notturne”.