Nulli (CasaPound): dovere di noi consiglieri garantire funzionamento Istituzione

 

“Ho sentito da parte di alcun consiglieri – spiega Nulli in una note – delle perplessità rispetto allo svolgimento e alla partecipazione al Consiglio Comunale di domani, che si dovrà occupare anche dell’approvazione del bilancio. Voglio in questo senso essere chiaro: dovere di noi consiglieri, di maggioranza e minoranza, è garantire il corretto funzionamento dell’Istituzione che rappresentiamo, a maggior ragione su un passaggio fondamentale per il funzionamento del Comune come quello previsto per domani”.

“Il Consiglio Comunale si svolgerà nella massima sicurezza e secondo tutte le indicazioni , anche rispetto alle distanze interpersonali previste in merito all’emergenza Coronavirus. Credo che non vi sia dubbio che la nostra rientri tra le ‘attività essenziali’ per il funzionamento del nostro Paese . Così come i lavoratori dei servizi strategici continuano regolarmente a lavorare, la stessa cosa deve avvenire per noi. Rappresentare i cittadini è un onore ed onere che ci siamo volontariamente assunti, e sul nostro dovere di non interrompere la nostra attività non possono esserci dubbi da parte di nessuno”.

Confcommercio Umbria: “Assicurare subito liquidità e decontribuzione alle imprese, o tantissimi chiuderanno per sempre”

 

 

Queste le priorità indicate dalla Giunta dell’organizzazione, che si è riunita  per fare il punto sull’emergenza economica causata dal coronavirus . Mencaroni: “Drammatica  la situazione di turismo e commercio”.

Contatti fisici azzerati o ridotti al minimo, ma telefoni incandescenti quelli dei dirigenti regionali e territoriali di Confcommercio Umbria, presidente regionale Giorgio Mencaroni in testa, che in questi giorni sono impegnati perennemente su un doppio fronte: l’ascolto degli umori, delle esigenze e dell’angoscia dei colleghi; il confronto con le istituzioni locali e regionali per tutelare le categorie economiche – turismo e commercio – che più di ogni altra sono colpite dagli effetti dell’emergenza coronavirus. 

Gli ultimi dati forniti dall’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale sono i numeri di una tragedia economica: solo nel turismo da marzo a maggio si calcola la perdita di 45 milioni di presenze e di 11 miliardi di spesa. La ristorazione, sempre a livello nazionale, ha perso negli ultimi 15 giorni 3 miliardi di ricavi;  4 milioni di commercianti, artigiani, lavoratori autonomi non iscritti alle casse di assistenza e previdenza private  a marzo perderanno 9 miliardi di fatturato a causa della cessazione dell’attività.

Rigorosamente “da remoto” Confcommercio Umbria ha riunito ieri la propria Giunta, per fare il punto di una situazione che evolve continuamente, ma che di certo ha messo in ginocchio due settori strategici per l’economia regionale e migliaia di imprenditori, che temono fortemente di non farcela.

Un confronto lungo e accorato – con tante emergenze sul tavolo – al termine del quale sono emerse – tra le tante – due priorità: assicurare alle imprese liquidità e  alleggerirle del peso dei tributi locali.

“Le nostre imprese – sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni – hanno necessità di ossigeno finanziario, per compensare lo stop totale  degli incassi, che rischia realisticamente di protrarsi per mesi, almeno per il turismo, mentre nel contempo le spese corrono ugualmente. Piuttosto che dare quattro spiccioli “a pioggia”, allora, bisogna che la Regione concentri le risorse disponibili – peraltro assai limitate – per abbattere in toto i costi degli interessi e delle garanzie – attraverso ad esempio l’intervento della finanziaria Gepafin – così da ottenere un effetto moltiplicatore di queste risorse e favorire la concessione alle imprese di  liquidità immediata per gestire questi mesi di totale emergenza. Bisogna anche assicurare, tramite accordi con le banche, che questi interventi non abbassino il rating delle imprese, penalizzandole ulteriormente”.   

C’è un altro “fronte” sul quale Confcommercio Umbria torna all’attacco, dopo averlo fatto già nei giorni scorsi: se a livello nazionale serve una moratoria sulle scadenze fiscali ben più ampia e inclusiva, in parallelo viene rilanciata  la richiesta ai Comuni di differire almeno fino al 30 settembre 2020 il pagamento delle tasse locali: Tari, Imu, Cosap e Imposta sulla pubblicità. A cui si aggiunge una istanza in più, come spiega ancora Mencaroni: “Per la Tari – che per alcune tipologie di imprese, come le strutture ricettive,  le concessionarie, i  rivenditori di mobili etc., ha un peso altissimo, ma che per tutti è un onere gravoso – dobbiamo addirittura discutere di una riduzione proporzionata ai mesi di chiusura. Perché le imprese debbono pagare rifiuti che non producono, dato che sono chiuse? Su questo teniamo  vivo il confronto anche a livello territoriale. A questo proposito ci conforta il fatto che anche Anci Umbria, con il suo presidente sindaco di Narni De Rebotti, abbia fatto propria la richiesta alla Regione Umbria – di cui va riconosciuta la primogenitura al Comune di Assisi e immediatamente sostenuta da  Federalberghi Umbria e Confcommercio Umbria –  di smobilizzare gli accantonamenti dei fondi per i crediti di dubbia esigibilità dei Comuni, così da compensare la decontribuzione a favore di famiglie e imprese. Così come ci conforta il fatto che Comuni importanti come Foligno e Spoleto abbiano fatto slittare le scadenze di alcuni tributi, anche se non nei termini auspicati. E’ un segnale che le amministrazioni stanno capendo la situazione di eccezionale emergenza delle imprese, ma non sono misure sufficienti, occorre uno sforzo in più, altrimenti migliaia di imprese non riapriranno, decine di migliaia di famiglie saranno messe in ginocchio definitivamente e il tessuto economico umbro subirà un impoverimento drammatico”.     

Comunicato stampa:”Chiusura del Pronto Soccorso di Pantalla-proposta di soluzione”

 

Covid-19 oramai sta sempre più influenzando la vita dei cittadini della Media Valle del Tevere. L’Ospedale di Pantallasu delibera della Regione Umbria è stato classificato solo per ricoveri affetti da Corona Virus. Di conseguenza il Pronto Soccorso è stato chiuso. Da una parte ci inorgoglisce essere attori in prima linea per contrastare l’emergenza, dall’altra ci preoccupa che la Media Valle del Tevere venga privata  di questo importante servizio.  Siamo fiduciosi che la centralità dell’Ospedale di Pantalla venga riconosciuta anche dopo l’emergenza. Il Gruppo Civico Progressista Democratico della Media Valle del Tevere esprime profonda preoccupazione per quanto sta accadendo e propone di ripristinare il vecchio Pronto Soccorso dell’ex Ospedale di Todi dove attualmente è attiva una postazione 118 tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 20:00.  Un Pronto soccorso “leggero” che dia un senso di tranquillità alla popolazione già fortemente provata dall’evoluzionecrescente nel territorio della pandemia Covid-19. A cui ci si potrà rivolgere senza intasare i due Pronto Soccorso più vicini quello del Silvestrini di Perugia e di Santa Maria di Terni. I locali sono quelle adiacenti al Distretto, non ci vorrà molto tempo per renderli agibili. Il Gruppo Civico Progressista Democratico della Media Valle del Tevere fa appello al Sindaco di Todi, ed ai Sindaci del territorio, affichè  si facciano  portavoce, nelle sedi istituzionali regionali, della preoccupazione del territorio tuderte affinchè venga attuata questa nostra proposta che darebbe serenità a tutti.

GRUPPO CIVICO PROGRESSISTA E DEMOCRATICO

Trasimeno e Media Valle del Tevere: dalla Cgil appello ai sindaci, più controllo nei luoghi di lavoro

 

Un appello ai sindaci del Trasimeno e della Media Valle del Tevere affinché “intervengano con ogni strumento a disposizione” per sanare le “criticità che permangono in diversi luoghi di lavoro del territorio, dove sono ancora molte le persone che la mattina debbono uscire di casa per andare a lavorare”. A lanciarlo in una lettera indirizzata ai primi cittadini è Mauro Moriconi, responsabile di zona per la Cgil di Perugia, che sottolinea come “in una fase straordinaria come questa il tema della sicurezza sul lavoro non sia solo una questione che riguarda i lavoratori o il rapporto lavoratore-impresa, ma divenga un problema di salute pubblica”.

“Per questo – continua il sindacalista – in attesa di auspicabili nuovi provvedimenti che limitino le attività lavorative solo a quei settori strettamente necessari, rivolgiamo un appello a voi sindaci, in qualità di autorità sanitaria sul territorio, affinché siano posti in essere dei controlli anche da parte vostra per verificare l’attuazione delle misure di sicurezza previste (distanze e dispositivi di protezione) per la limitazione del contagio”.

“Nel sottolineare ancora la necessità di un grande spirito di collaborazione – conclude Moriconi – ribadiamo l’esigenza di non sottovalutare nessun elemento di rischio, né il comportamento scorretto di chi esce per fare jogging, né tantomeno violazioni di norme che attengono alla sicurezza sul lavoro e alla salute pubblica”.

PRONTO SOCCORSO CHIUSO. SUBITO UNA SOLUZIONE.

 

Condividiamo la preoccupazione dei Sindaci della Media Valle del Tevere per la chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Comprensorio   a seguito dell’individuazione del nostro nosocomio quale centro di cura del Coronavirus.  Una posizione però che i Sindaci stessi avrebbero dovuto verificare prima che la scelta fosse effettuata e che oggi rischia di lasciare oltre sessantamila persone senza un presidio fondamentale per la salute. Abbiamo accettato e collaborato con spirito costruttivo alle scelte fatte dalla Regione, convinti che in questo momento drammatico ognuno sia chiamato ad un atto di responsabilità, nell’interesse della collettività tutta. Ma oltre al Coronavirus vi possono essere patologie, incidenti, necessità che, in questo momento, vedono un territorio scoperto, tra l’altro, per un tempo che non sappiamo al momento quantificare. Non ci interessa la polemica e respingiamo la retorica di chi, in nome dell’unità di intenti, pensa di poter avallare scelte anche inopportune. Per queste ragioni chiediamo al Sindaco, al di là delle lettere, di verificare da subito, con atti concreti, soluzioni che possano ristabilire un servizio quanto più prossimo a quello chiuso. Anche questa è una necessità a tutela delle persone e riteniamo vada affrontata subito.
Todi Civica

Comunicato stampa:”IL CONSIGLIO COMUNALE, NON S’HA DA FARE! (DI MANZONIANA MEMORIA) “

“…In tempo di covid-19 non è opportuno che 30 persone siano contemporaneamente nello stessa stanza per un lunga discussione, come non è opportuno che la trattazione di un tema così importante per Todi, venga fatta in modo frettoloso. Non possiamo ignorare la probabilità che uno o più partecipanti alla seduta possa essere un contagiato asintomatico, che come ci è stato spiegato in questi giorni, è una possibilità concreta e pericolosa…”

Non c’è nessuna necessità di fare il Consiglio Comunale lunedì 23 marzo per il Bilancio di Previsione. Questo è un fatto. Il termine ultimo per l’approvazione del Bilancio è stato, previdentemente, prorogato al 31 maggio, quindi non c’è più l’incombenza della scadenza di fine marzo. Il tema è stato posto durante la Conferenza dei Capigruppo di una settimana fa, ma la Maggioranza di governo della Città, è sembrata essere sorda a questo appello. Non si vede la necessità di discutere il Bilancio, ora, per 2 importanti ordini di motivi.

Il primo motivo, ovviamente, è di ordine Sanitario. Se fossimo tutti presenti (come richiederebbe una discussione così importante), quindi Sindaco, componenti della Giunta, Consiglieri, dipendenti comunali che si occupano della verbalizzazione, della diretta streaming e della portineria già siamo a oltre 25 persone. In più, dovrebbero essere presenti anche i responsabili comunali coinvolti nella redazione della previsione del Bilancio (ufficio tributi, urbanistica, lavori pubblici e ovviamente bilancio). In tempo di covid-19 non è opportuno che 30 persone siano contemporaneamente nello stessa stanza per un lunga discussione, come non è opportuno che la trattazione di un tema così importante per Todi, venga fatta in modo frettoloso. Non possiamo ignorare la probabilità che uno o più partecipanti alla seduta possa essere un contagiato asintomatico, che come ci è stato spiegato in questi giorni, è una possibilità concreta e pericolosa.

Il secondo motivo è Amministrativo. Non ha nessun senso discutere un Bilancio che è stato preparato dall’attuale Amministrazione prima dell’emergere della crisi CoronaVirus. SAREBBE COME MANDARE IN PRODUZIONE UN NUOVO MODELLO DI CARROZZA TRAINATA DA CAVALLI QUANDO E’ STATO GIA’ INVENTATO IL MOTORE A SCOPPIO. La situazione straordinaria e drammatica che il nostro Paese sta vivendo è in continua evoluzione. Probabilmente anche i Bilanci comunali dovranno adeguarsi a gestire un presente che sta mutando di giorno in giorno. Si rischia di approvare provvedimenti che tra un mese si potrebbero rivelare obsoleti o inefficaci, solo per non aver avuto voglia di attendere qualche settimana per capire e aggiustare il tiro. Un esempio concreto tra i tanti. Con il Bilancio di Previsione l’attuale Amministrazione Comunale ha programmato di variare le aliquote delle addizionali comunali dell’Irpef per tutte le fasce, riducendole di 0,03 punti rispetto a quelle dell’anno precedente. Siamo d’accordo sulla necessità di abbassare le tasse, ma la variazione che vorrebbe applicare la Giunta Ruggiano incide in modo assolutamente marginale sui contribuenti tuderti, quindi nient’altro che il solito provvedimento spot, da cui traspare tuttavia, la totale mancanza dell’applicazione del principio di equità fiscale. Sarebbe giusto in un’operazione di questo tipo, a maggior ragione in tempo di CoronaVirus, incidere significativamente sull’aliquota, sopratutto su quella delle fasce più deboli. Oggi a differenza di 10 giorni fa, abbiamo molti cittadini tuderti fermi con la propria attività, molto preoccupati per il futuro, fisicamente e psicologicamente più soli. Sapere che il proprio Comune si attrezza celermente per venire incontro considerevolmente verso di loro, sarebbe un segnale fondamentale.

Caro Sindaco Ruggiano, tutti noi tuderti siamo orgogliosi di esserlo. Anch’io, soprattutto quando sono lontano da Todi, mi rendo conto di amarla incondizionatamente. Ma l’amore non basta solo proclamarlo con parole tronfie di banale demagogia (quello ne sono capaci tutti), bisogna dimostrarlo con i fatti! Si rischia di diventare sempre meno credibili quando si chiede alla propria Comunità di fare sacrifici iniqui. Per il bene dei nostri concittadini e, anche per il nostro, il Consiglio Comunale del Bilancio di Previsione va rinviato.

Manuel Valentini CAPOGRUPPO Pd

Emergenza Coronavirus, Esemplari iniziative della Protezione Civile di Todi

 

La Protezione Civile di Todi, grazie all’aiuto di due benefattori privati, ha cominciato la produzione autonoma di mascherine per la protezione dal Coronavirus.

Questi dispositivi, che come da disposizioni e consigli delle autorità sanitarie vanno utilizzati solo in caso di emergenza, non sono ovviamente dotati delle previste certificazioni ministeriali ed europee, quindi non sono assolutamente adatti all’uso sanitario. Tuttavia, fungendo da primo filtro nei confronti delle terze persone, aiutano gli operatori nella protezione personale.

Al momento sono state prodotte 500 mascherine, che sono state distribuite alle Forze dell’Ordine ed ai volontari della Protezione civile Comunale. I due benefattori privati sono il signor Mauro Castrini e l’azienda Rita Confezioni di Maria Rita Cini, ai quali, insieme a tutte le loro maestranze, va la gratitudine di tutta la città.

Nello stesso tempo, la Protezione Civile comunale ha contattato un fornitore statunitense per acquistare un ventilatore per l’Ospedale della Media Valle del Tevere, insieme a presidi e dispositivi di protezione individuale, come camici, tute, mascherine e guanti.

Per finanziare l’acquisto verrà a brevissimo aperto un conto corrente dedicato, sul quale confluiranno le donazioni di tanti tuderti, che stanno chiedendo, in uno slancio di generosità, di poter contribuire ai bisogni del nostro Ospedale.

Nelle prossime ore verranno definiti i dettagli della possibilità di contribuzione.

 

 

 

Impiegati comunali, dipendenti delle forze dell’ordine e volontari della protezione civile disporranno di mascherine di sicurezza

 

Il Comune di Todi risponde in concreto alla carenza di materiale a presidio della sicurezza degli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza Coronavirus per far fronte alla difficoltà di reperimento di mascherine da mettere a disposizione degli operatori pubblici e di pubblica sicurezza impegnati in questi giorni di grandissimo sforzo collettivo.

Impiegati comunali, dipendenti delle forze dell’ordine e volontari della protezione civile potranno finalmente disporre di mascherine di sicurezza che il Comune, cogliendo l’opportunità attualmente    fornita dalla normativa, ha commissionato ad una azienda locale.

La produzione diretta di tali presidi è in corso e fin dalla giornata di oggi è stato consegnato il primo lotto di 500 pezzi che già alla fine della settimana diventeranno 5.000.

Uno sforzo organizzativo importante e tempestivo per dare concreta risposta alle preoccupazioni di chi, nonostante i rischi rimane in prima linea per garantire il presidio e lo svolgimento dei servizi essenziali per i cittadini.

Non possiamo non evidenziare come una delle principali criticità di questi giorni deriva dall’impossibilità di dotare hai operatori di adeguati presidi di sicurezza.

Tale lacuna logistico organizzativa è solo una delle sempre più evidenti falle che stanno emergendo nella gestione dell’attuale emergenza.

Sempre più forte è la sensazione che ci si debba affidare alla reattività ed al coraggio delle amministrazioni locali che devono reinventarsi ed elaborare strategie proprie per far fronte ai vuoti operativi e gestionali che, con l’aggravarsi dell’emergenza, appaiono nella loro drammatica crudezza.

Comunicato stampa:”POTENZIARE OSPEDALE DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE “

 

Il PD di Todi, a fronte dei provvedimenti assunti dalla Giunta Regionale Umbra, che hanno trasformato l’Ospedale della Media Valle del Tevere in presidio Covid19, esprime tutta la sua più grande solidarietà e vicinanza al Personale Medico, Infermieristico, OSS, Tecnico e a tutti coloro che sono coinvolti in questo gravosissimo impegno. Alle Autorità Sanitarie Regionali chiede che tutti i lavoratori della sanità ivi impegnati, siano dotati di tutti i presidi necessari per preservare la loro salute e quella dei loro famigliari e che vengano, quanto più spesso possibile, effettuati i controlli sanitari necessari per scongiurare la diffusione del contagio.

A fronte di questo grandissimo sacrificio, riteniamo indispensabile che tutti gli oltre 50 mila cittadini della Media Valle del Tevere, siano rassicurati, con atto deliberativo ed impegno scritto da parte della Giunta Regionale, affinché, il giorno dopo che sarà proclamata la fine dell’attuale emergenza sanitaria, siano riaperti tutti i reparti attualmente chiusi e che rimanga, anche a mò di riconoscimento per il grande sacrificio fatto da tutti gli operatori sanitari e per i disagi che tutta la popolazione andrà a soffrire per la chiusura di questi servizi, anche la camera intensiva-rianimatoria che per tale situazione è stato comunicato che sarà approntata.

Certi di farci portatori delle preoccupazioni sia di tutto il Personale del nostro Ospedale sia di tutti i cittadini che in questi anni hanno usufruito di tali servizi, invitiamo tutti i Sindaci ad appoggiare tale richiesta.

Partito Democratico Todi

CINQUE PROPOSTE PER FAMIGLIE ED ATTIVITA’ ECONOMICHE

 

Come Partito Democratico di Todi, abbiamo già dichiarato la massima collaborazione con l’Amministazione comunale in questa fase di drammatica emergenza. L’impatto del Coronavirus sul tessuto sociale ed economico va gestito anche a livello locale col massimo grado di coesione e solidarietà. Rinnovando dunque la nostra disponibilità a lavorare di concerto con la giunta per il bene comune della città, sollecitiamo il Sindaco ad interloquire, ragionare con maggioranza, opposizione e parti sociali (mondo delle imprese, del sindacato, del commercio, dell’artigianato e dei servizi) per i provvedimenti da prendere, integrati con le misure del decreto Cura Italia, per alleviare economicamente e socialmente una situazione che si presenta grave. Con il senso di responsabilità e con la cultura di governo che indiscutibilmente contraddistingue il nostro dna di forza riformista, abbiamo perciò pensato di proporre al Comune di Todi 5 semplici misure, tra le altre, pensate per le famiglie e le attività momentaneamente chiuse, poche e semplici proposte, ma sicuramente importanti e che possono essere approntate celermente;

_1 sospensione delle rette degli asili nido per i periodi di inattività;

_2 sospensione delle rette delle mense per i periodi di assenza del servizio;

_3 l’ente effettui il pagamento a vista fattura senza rimessa diretta invece di pagare a scadenza, al fine di andare incontro ai fornitori del Comune di Todi;

_4 posticipo della prima rata Tari ed eventualmente anche delle successive;

_5 posticipo delle bollette di Umbra Acque almeno per le attività economiche costrette alla chiusura temporanea.

5 piccole azioni che però possono portare ad un beneficio per la nostra città, facendo capire che anche il livello di governo locale non lascerà soli i tuderti.

Gruppo Consiliare Partito Democratico