Maggio,aumenta il mercato delle automobili:+27,29%

 

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Continua la corsa del mercato automobilistico italiano che a maggio ha vistol’immatricolazione di 187.631 autovetture, con una crescita del 27,29%rispetto allo stesso mese del 2015 (allora le auto vendute furono 147.405). Ad aprile erano state invece immatricolate 167.837 autovetture (+12,12% annuo). Lo comunica il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture segnalando come nei primi cinque mesi del 2016 la Motorizzazione abbia immatricolato in totale 875.778 autovetture, con una crescita del 20,51% rispetto al periodo gennaio-maggio 2015 (726.720 unità”.

Anche a maggio, per il 17esimo mese consecutivo, Fiat Chrysler Automobiles (Fca) ha registrato in Italia un andamento migliore del mercato. Il gruppo con 55.900 immatricolazioni ha incrementato le vendite del 33,3 per cento raggiungendo quota 29,8 per cento, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a maggio 2015, il valore più alto da maggio del 2013. Per Fca si tratta del miglior mese di maggio dal 2006.

Nei primi cinque mesi del 2016 le registrazioni Fca sono state oltre 255.800, in aumento del 23,8 per cento in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel progressivo, la quota Fca è stata del 29,2 per cento, in crescita di 0,8 punti percentuali.

“Uno strano fenomeno ambientale”…di Mauro Giorgi

 

giorgiA volte ci sono delle situazione nei confronti delle quali non si può più sottacere. Soprattutto alla luce del perdurare della situazione ed al constatare la mancanza o timida volontà di capire, approfondire e risolvere il problema, ormai noto a tutti i cittadini, da parte di coloro che invece devono intervenire direttamente o sono deputati a vigilare.

Mi riferisco a quello strano fenomeno ambientale costituito da una densa nebbiolina che si forma di notte sovrastando la fornace di laterizi di Ponte Naia e che poi si diffonde fino a raggiungere i quartieri più popolosi della città. Ormai è giunto il momento di capire e porre dei rimedi.

Il ripetersi con sempre maggiore frequenza del fenomeno e le crescenti preoccupazioni della gente mi hanno spinto a presentare un’interrogazione al Sindaco, quale responsabile in primis della salute pubblica, affinché intervenga e si accerti del fatto che vengano messi in campo tutti i possibili interventi volti a monitorare realmente la qualità dell’aria della vasta zona interessata e ad impegnarsi a risolvere la delicata situazione ambientale che tanta apprensione sta creando fra la gente.

Fare intervenire con urgenza mezzi e professionalità che possano dare risposte affidabili aiuta sicuramente a dissipare i legittimi dubbi che negli anni si sono insinuati nella mente della gente che si sente più o meno direttamente coinvolta. Per questo è ormai irrinunciabile l’installazione sul territorio di adeguate centraline fisse per valutare la qualità dell’aria che però tengano conto di tutti i possibili elementi inquinanti che possono scaturire dai cicli di lavorazione delle varie aziende produttive della zona.

Insomma, giunti a questo punto la zona necessita di un monitoraggio importante che possa valutare a 360 gradi la presenza di possibili fonti di inquinamento e risalire da dove esse possano scaturire.

I cittadini vogliono risposte ben precise, capire se sono di fronte ad un eventuale situazione di inquinamento ambientale o si tratta d’altro. Non possono e non vogliono più vivere nell’incertezza.

Certo è che negli ultimi anni, e non si tratta di fare del facile allarmismo, a detta di molti operatori sanitari tuderti, in quelle aree si sta registrando una crescita notevole di patologie degenerative piuttosto gravi. Su questo nei prossimi giorni scriverò al Centro regionale di sorveglianza sui tumori e alla Asl competente per richiedere le statistiche e la mappatura di dove sono diffuse e come sono distribuite le suddette gravi patologie nel nostro comune.

Il coinvolgimento di un’area piuttosto vasta e densamente popolata, per di più con la presenza anche di una scuola materna, non deve far scattare semplicemente un campanello d’allarme ma addirittura una sirena a coloro  che a più livelli sono preposti a garantire e vigilare sulla salute pubblica, credo che una parte di responsabilità possa avercela anche la politica sempre più distratta dal fare personale.

Spero che a nessuno venga in mente di argomentare sulla vicenda giustificando e sopportando certe conseguenze per via del rischio della perdita dei posti di lavoro. La salute, se fosse in pericolo, è sacra e non si baratta con nulla! E nessuno eventualmente può scegliere chi si deve ammalare e chi no! Questo almeno per fortuna!

Infine credo che tutti i cittadini meritino rispetto, in particolare quelli del quartiere di Cappuccini che si affaccia direttamente sulla valle da dove prende origine l’imprecisata nebbiolina di diverse sfumature e spesso di odore acre. Va a loro la massima considerazione e attenzione anche per un altro ed importante motivo: in quell’area sarà costruito anche il depuratore unico della città di Todi, struttura per 25.000 abitanti equivalenti, innegabile il rischio di ulteriori ed eventuali problematiche che possono scaturire nella zona. Fra le motivazioni che hanno dato vita alla numerosa raccolta di firme contro la realizzazione del depuratore in quell’area, si evidenziava appunto anche l’inopportunità di costruirlo in quel luogo proprio per la vicinissima presenza della fornace di laterizi.

Quando anche il grosso depuratore sarà in attività e durante la notte continueranno a crearsi le nebbioline stratificate di incerta composizione ed insieme all’odore acre si diffonderanno cosa succederà?

 

 

Istat: senza figli a 40 anni, 25 anni fa era 1 su 10, oggi 1 su 4

 

Donna_Pancia_adnForse sono stati i cambiamenti culturali, forse è stata la crisi economica, forse le migliori aspettative di vita, o forse un mix di tutte queste cose insieme, il risultato è che oggi una donna su 4 varca la soglia dei 40 anni senza avere figli. E pensare che un quarto di secolo fa era solo 1 donna su 10 che superava gli ‘anta’ senza avere prole. Le tabelle contenute nel rapporto annuale dell’Istat svelano un quadro che sorprende, anche a livello territoriale.

Tra le nate nel 1976 oggi il 24,1% è senza prole, con differenze minime lungo lo stivale: al nord dove la percentuale arriva al 25,9%, il centro si posiziona al 25% ed il sud si ferma al 23,5%. Tra le nate nel 1952 invece le donne che a 40 anni, quindi nel 1992, non avevano figli erano il 12,1%.

Come era facile immaginare a slittare è anche l’età al momento del primo matrimonio. In questo caso, però, è possibile fare un confronto tra i ‘comportamenti familiari’ nel 1996 e nel 2015. Il risultato è che l’età media delle spose passa da 26,8 a 30,7 anni. Un’altra tabella mostra che, quasi nello stesso periodo, la forma familiare di ‘single non vedovi’ è più che raddoppiata, passando da 2,2 milioni a 4,8 milioni.

Una presenza per informare

Eravamo indecisi e perplessi se tentare un approccio diverso per informare sugli eventi tuderti, sulle vicende quotidiane di un territorio in lento declino. Abbiamo pensato che non si può mollare ne lasciare spazio alla rassegnazione o al fatalismo ! Per questo motivo cercheremo di aggiornarvi su quanto avviene non solo a livello locale ma anche sulle vicende regionali e nazionali. Vivere sul colle o nei pressi non ci estranea dalla realtà circostante. Per troppo tempo tacendo su episodi che hanno segnato negativamente la città abbiamo lasciato spazio a soloni da “quattro baiocchi” e a improvvisatori pieni di prosopopea. Cercheremo di essere quanto mai obiettivi ma nessuno potrà mai impedirci di pensare con la nostra mente e secondo le nostre convinzioni.

Accetteremo le critiche costruttive, non risponderemo alle provocazioni di crede di essere un “eletto”per diritto divino,informeremo dando comunque spazio a tutte le voci, purchè si usi un linguaggio consono all’informazione  e non un linguaggio da trivio come spesso accade su alcuni network.

Grazie per l’attenzione

Stravos