CGIL, CISL e Uil della Media Valle del Tevere intervengono sull’Ospedale di Pantalla

“…Come Organizzazioni Sindacali, ribadendo la nostra preoccupazione, suffragata da una pubblica opinione sempre più allarmata e dalla presa di posizione dei Sindaci dei Comuni della Media Valle del Tevere…”

Le Organizzazioni Sindacali unitarie CGIL, CISL e Uil della Media Valle del Tevere unitamente alle rispettive Categorie dei Pensionati, preoccupate per le sorti della Struttura Ospedaliera di Pantalla, intendono con la presente nota, mettere in guardia tutti i soggetti, pubblici, privati ed imprenditoriali, del Comprensorio da possibili manovre che depauperino delle sue funzioni essenziali questo presidio che, ormai da anni, dà risposte ad una popolazione, che si attesta a circa 60.000 unità, e che risulta dislocata in un territorio piuttosto vasto con realtà a volte isolate per condizioni geografiche anche per la scarsità di collegamenti pubblici degni di questo nome.

Per parlare oggi della situazione dell’Ospedale Media Valle Tevere di Pantalla, è necessario  sottolineare quante  furono le lotte fondamentali che si dovettero combattere  per far nascere il Nosocomio comprensoriale. Va sottolineato che,  malgrado i numerosi dissidi e grazie alla lungimiranza e all’impegno della Regione, il progetto andò avanti e in meno di 4 anni l’Ospedale della Media Valle del Tevere, fu realizzato dalla Rpa di Perugia, nel pieno rispetto  dei tempi e della spesa prevista (41 milioni 623 mila euro comprensivi di strumenti e arredi, 22 mila metri quadrati di superficie, cinque blocchi collegati da un percorso centrale, per un costo al metro quadrato di 1.587,30 euro, 133 posti-letto, un parcheggio da 500 posti) e fu inaugurato il 21 maggio 2011.

Da allora non sono mancati attacchi di ogni genere e continue denigrazioni, fino ad arrivare ad oggi, quando, causa pandemia Covid19, questa Struttura è stata destinata a presidio anti-Covid, con la chiusura del Pronto Soccorso, della Chirurgia, della Riabilitazione, della Palestra Cardiologica, R.S.A., Punto nascita e Servizi diagnostici per immagini e di Laboratorio.

Per tutti i cittadini della MVT questo ha rappresentato un enorme sacrificio sotto ogni punto di vista. Ma tutti hanno di buon grado affrontato questa privazione, certi che, non appena fosse passata l’emergenza, l’Ospedale della Media Valle del Tevere sarebbe tornato ad essere quel presidio sanitario fondamentale per migliaia di cittadini, non solo com’era, ma anche arricchito dei mezzi messi a disposizione dalla generosità degli stessi cittadini che hanno dato vita ad una cospicua raccolta di fondi per aumentarne le dotazioni da lasciare all’Ospedale al momento della ripartenza e con creazione di una Terapia Intensiva.

Purtroppo ad oggi, benché i dati sanitari siano estremamente confortanti, giungono notizie molto preoccupanti in merito alla sorte del nostro Nosocomio, tali da spingere tutti i Sindaci del Comprensorio a scrivere alla Presidente della Regione, perché vengano date tutte le rassicurazioni necessarie sul futuro della struttura e dei suoi Servizi di degenza.

Tale preoccupazioni non nascono a caso, dal momento che:

  1. rappresentanti politici della Lega chiedono a gran voce, ad esempio, la dislocazione, pressoché definitiva, di alcuni Servizi e Divisioni presso altri Nosocomi;
  2. il Direttore Generale della Sanità e Welfare Claudio Dario, altro veneto oltre l’Assessore Coletto, ha affermato, a mezzo stampa, che l’Ospedale di Foligno, altro presidio attualmente destinato a far fronte all’emergenza Covid, sarà presto riconvertito e tornerà ad essere quello che era prima, mentre per l’Ospedale di Pantalla non se ne parla ancora, cosa a dir poco bizzarra, considerando che la situazione è estremamente tranquilla e che Pantalla doveva essere un presidio per i malati leggeri di Covid19, che, con le nuove terapie, vengono ormai trattati, per la maggior parte, a livello domiciliare;
  3. l’Assessorato competente,ha destinato ad alcune cliniche private, l’effettuazione dei cosiddetti interventi leggeri che potevano essere caricati tranquillamente sull’Ospedale di Pantalla, una volta tornato alle funzionalità preesistenti, al 100%.

La nostra preoccupazione si aggiunge a quella di tutti i cittadini e dei Sindaci del Comprensorio in quanto temiamo che l’emergenza sanitaria, brillantemente superata grazie alle capacità di tutto il personale sanitario, ad ogni livello, di questa regione, fin troppe volte, maldestramente bistrattato proprio da quelli che oggi lo hanno scoperto tardivamente come presidio di qualità, possa essere usata come grimaldello nemmeno troppo sottinteso, per aprire le porte della sanità pubblica umbra alla sanità privata, connubio che in Lombardia ha dato i risultati, che tutti quanti gli italiani hanno davanti agli occhi e dei quali, crediamo, qualcuno dovrà darne conto.

Come Organizzazioni Sindacali, ribadendo la nostra preoccupazione, suffragata da una pubblica opinione sempre più allarmata e dalla presa di posizione dei Sindaci dei Comuni della Media Valle de Tevere, chiediamo un rapido confronto con le Amministrazioni locali e con la Regione dell’Umbria per ricevere, con chiarezza, l’assicurazione del ripristino dell’Ospedale della nostra zona.

Tale richiesta va intesa come una convinta difesa di un Presidio che, per motivi logistici e per condizioni strutturali, derivanti dal fatto che risulta una delle realizzazioni più recenti a livello regionale, rappresenta un tassello essenziale per la Sanità Umbra e non soltanto per il territorio della Media Valle Tevere.

 

 

Comunicato stampa di Catia Massetti,Cons.Com.PD :”Per gli operatori e per i cittadini della MVT è utile valutare la riapertura anche parziale dell’ospedale nella fase 2″

Leggo che le legittime preoccupazioni manifestate da più parti per il futuro dell’ospedale vengono fatte passare ora per sterili polemiche, ora per argomenti strumentali.
Spero che non venga considerata polemica o strumentale la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale sul tema della riapertura dell’ospedale di Pantalla. Se, usando questi argomenti, si trova il modo di non affrontare la questione, in piena trasparenza e con il confronto aperto delle forze politiche e dei rappresentanti istituzionali della città, mi viene il dubbio che si stia cercando di aggirare l’ostacolo, magari sollevando un bel polverone di polemiche per non dire quello che si vuole fare.

Oggi i sindaci della MVT incontreranno l’assessore regionale alla Sanità. La Regione deve dare risposta al Ministero sulla individuazione della struttura COVID in Umbria. Nel frattempo già da qualche giorno sappiamo che, a Pantalla, la ex RSA è stata trasformata in struttura di isolamento per i malati di coronavirus in via di guarigione, che trascorreranno lì l’ultima fase di ricovero prima della dimissione (in altre realtà si usano alberghi o strutture dismesse). Inoltre, i reparti COVID di Foligno e Orvieto stanno chiudendo e i malati, con tutta probabilità, verranno dislocati a Pantalla. Non è dunque difficile immaginare l’esito dell’incontro che dovrebbe tenersi oggi.
Ecco perchè è necessario che si discuta subito,  con il coinvolgimento delle forze politiche, sociali ed economiche della città, la proposta di riapertura dell’ospedale Pantalla.
Non possiamo delegare ad altri la responsabilità di una scelta, che deve tener conto della complessa situazione che ci troviamo a vivere, per l’emergenza in atto e per la fase di ripresa che si sta avviando. Perchè è proprio la Fase 2 della pandemia, che si sta aprendo nel Paese, che dovrebbe spingerci a valutare la riapertura dell’ospedale di Pantalla come parte della ripartenza del territorio. Abbiamo discusso, in passato, sull’importanza di un investimento pubblico così rilevante, come è stato quello che ha permesso di realizzare un ospedale unico comprensoriale, in grado di garantire servizi moderni ed efficienti, capace di fornire servizi sanitari integrati nella rete ospedaliera e dei servizi di territorio dell’Umbria. Le istituzioni e le comunità hanno saputo cogliere anche i risvolti positivi di natura economica che l’attività sanitaria, così pensata, poteva portare ad un territorio vasto, alla sua capacità attrattiva nei confronti dei territori circostanti e all’indotto che l’attività sanitaria è in grado di attivare. Oggi, invece, l’ospedale è chiuso. Se la Regione, come sembra, lo manterrà COVID Hospital per un periodo che possiamo immaginare lungo almeno un anno o anche di più (i contratti del personale COVID assunto in via straordinaria hanno scadenza 2023!) e comunque fino alla individuazione di una cura o un vaccino, che ci consentiranno di uscire dall’emergenza, rimarrà certamente la prima linea della guerra al Virus, ma non sarà parte di quella auspicata ripresa economica e sociale che dobbiamo favorire con ogni mezzo nella cosiddetta Fase 2. Oggi nella MVT i servizi sanitari di base sono, in parte interrotti, in parte sparpagliati sul territorio degli otto Comuni e in parte spostati in altri ospedali e strutture della Usl Umbria 1, con grave danno per le esigenze sanitarie di sessantamila abitanti e con il ridimensionamento dell’attività professionale di tanti operatori sanitari impiegati nella struttura.
Abbiamo l’obbligo morale di discutere del futuro dell’ospedale della MVT  soprattutto nei loro confronti. Loro che si sono messi a disposizione per affrontare un’emergenza inaspettata e imprevista nelle dimensioni. A quelli di loro che hanno saputo riconvertirsi attraverso una formazione mirata e velocissima, per garantire assistenza e cura a malati, umbri e non, che, in solitudine e solo con il sostegno quotidiano di medici, infermieri e operatori socio sanitari, hanno dovuto combattere una battaglia che non tutti hanno vinto. E anche a quelli di loro che si sono adeguati ad una riconversione dei servizi e delle prestazioni, che si sono notevolmente ridimensionati, in altri ambiti e strutture.
Per gli operatori e per i cittadini della MVT è utile che si valuti la riapertura anche parziale dell’ospedale nella fase 2. Per esempio riaprendo il Pronto Soccorso e i servizi diagnostici ad esso collegati. E’ possibile farlo, era stato elaborato un piano di suddivisione di accessi e percorsi al PS poco prima della chiusura, d’altra parte il nostro ospedale ha una struttura moderna e funzionale perchè modulare, su cui si può agire isolandone interi blocchi. Dunque perchè no? Perchè non proporre alla Regione di utilizzare altre strutture sanitarie chiuse da pochi mesi e riconvertibili in strutture COVID?
E c’è un ulteriore elemento di riflessione a sostegno della necessità di discutere subito del futuro dell’ospedale comprensoriale: l’emergenza in atto spinge a pensare che in futuro situazioni come queste possano riproporsi, impongono al Paese di ripensare la rete dei servizi sanitari pubblici e la loro capacità di risposta, per esempio in termini di disponibilità di posti di terapia intensiva. L’Umbria sarà parte di questa riorganizzazione e la Giunta regionale sta già progettando un assetto diverso della sanità aumentando, come da programma elettorale, il peso e il ruolo della sanità privata, le comunità della Media Valle del Tevere e i loro rappresentanti istituzionali non possono e non devono rinunciare a svolgere un ruolo attivo nella progettazione che potrebbe portare a ripensare anche il ruolo e la funzione del nostro ospedale.
Catia Massetti
Consigliera comunale PD Todi

L’OSPEDALE SI DIFENDE INSIEME, SENZA POLEMICHE E DIVISIONI.

 

Sull’ospedale comprensoriale evitare crociate e guerre politiche fra partiti. La difesa del nostro ospedale, dei suoi servizi, delle professionalità che in esse operano e la necessità che esso, dopo la sua conversione in Covid Hospital, torni quanto prima alle sue funzioni, passa dall’unità delle forze politiche del territorio e non da divisioni e scambi di accuse reciproche.  Neanche si può pensare che basti il comunicato stampa di qualche partito a garantire impegni e percorsi che vanno indicati e difiniti dai competenti livelli istituzionali.  È in quest’ottica che il nostro gruppo consiliare ha sostenuto la proposta di convocare sul punto un consiglio comunale, piuttosto che aprire inutili polemiche. Un’opportunità che viene offerta soprattutto all’amministrazione comunale che potrà, in quella sede, chiarire e spigare formalmente ai cittadini come e quando l’ospedale tornerà ad erogare servizi. Todi Civica rappresentò per prima, nelle sedi istituzionali, le proprie perplessità sulla scelta effettuata. Ma in quel momento, con senso di responsabilità e di collaborazione ha evitato polemiche e facili strumentazioni. L’avvio verso la fase due, come già avvenuto per altri ospedali di territorio, dovrà prevedere un ritorno alle funzioni primarie, per garantire ai cittadini della Media Valle del Tevere servizi fondamentali per la loro salute. L’appello quindi è rivolto a tutte le forze politiche e sociali del del territorio affinché si apra un positivo dialogo con la Regione dell’Umbria che, siamo certi, non potrà non considerare le nostre istanze.
Todi Civica

Andrea Vannini : “L’Ospedale di Pantalla non si tocca”

 

Ho partecipato, per quel poco che conto, cercando di dare una mano in questa emergenza, non ho fatto mai polemiche anzi ho ringraziato e sostenuto il lavoro fatto dal COC di Todi.
È mia intenzione continuare a farlo finché durerà, per poi tornare, come è normale che sia, a fare una opposizione seria e forte avendo differenti visioni di sviluppo per questa città.
Ma non posso rimanere fermo di fronte a quanto sta accendendo al nostro ospedale, alle prese di posizioni politiche gravi.
L’Ospedale di Pantalla non si tocca.
Lo dobbiamo a tutti quei straordinari professionisti che lavorano all’interno, lo dobbiamo ai cittadini che hanno diritto ad un ospedale nella Media Valle del Tevere, funzionante ed efficiente.
Non indietreggerò di un millimetro su questo, sono a disposizione per qualsiasi azione comune, nel rispetto delle regole ovviamente: petizioni, raccolte firme, manifestazioni di dissenso e proposta, insomma qualsiasi iniziativa che riattivi, migliorandola, la situazione preesistente dei Servizi Sanitari.
Aspetto proposte, sono a completa disposizione per difendere il nostro ospedale.

Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi 

“FORZA ITALIA sarà comunque vigile e garante del rispetto degli accordi sul mantenimento dei servizi presenti nell’Ospedale prima del COVID-19”

 

In questi giorni di tragedia ed emergenza, dovuti alla pandemia da coronavirus, dobbiamo
prendere atto, risultati alla mano, che la organizzazione sanitaria, nella Media Valle del Tevere, ha
funzionato come meglio non avrebbe potuto.
Moltissimo è stato grazie alla professionalità ed alla abnegazione del personale sanitario ospedaliero,
così come altrettanto determinante è stata la gestione della medicina di base e del Distretto, con l’intero staff dei medici generici, che hanno dato un contributo determinante.
Il frutto di questo immane lavoro è riassumibile nei contagi del territorio e del personale sanitario.
Il Comune tuderte è simbolo, nella Regione ed in Italia, della salute e della correttezza della gestione
della emergenza.
A questo incredibile traguardo ha, certamente, contribuito anche la decisione della Regione di fare
dell’Ospedale di Pantalla un presidio interamente COVID-19, che ha isolato il virus in una struttura
protetta e dedicata alla emergenza.
Una scelta difficile e vincente, da parte della Regione, dettata dalla struttura dell’Ospedale (il più
nuovo della Regione e quindi il più facile da convertire) e della posizione centrale del nostro Comune.
Ora, grazie anche al lavoro congiunto degli otto Sindaci della Media Valle del Tevere è arrivato il
momento di cominciare a ragionare su quello che sarà il futuro del nostro Ospedale, una volta finita
la emergenza.
Siamo convinti che ci vorranno ancora settimane, anche alla luce della prevista riapertura del
prossimo 4 Maggio, ma altrettanto sicuri che la normalità della gestione ordinaria dovrà vedere una
struttura pronta a rispondere alle necessità della intera Media Valle del Tevere.
Sul punto, abbiamo avuto più e più volte rassicurazioni sia dalla Presidente della Regione che
dall’Assessore alla sanità Coletto che nel futuro Pantalla sarà uno dei centri nodali della sanità Umbra,
non soltanto con il mantenimento dei servizi attuali, ma con il loro deciso potenziamento.
Alla luce di quanto previsto, FORZA ITALIA sarà comunque vigile e garante del rispetto degli
accordi sul mantenimento dei servizi presenti nell’Ospedale prima del COVID-19, quindi,
attendiamo con fiducia la fine di questa crisi, nella consapevolezza che il ruolo della nostra
sanità è stato determinante per fare di Todi e dell’Umbria un positivo caso Nazionale.
Non ci interessano le polemiche e le speculazioni, soprattutto se vengono da esponenti del PD e della
sinistra tutta, che, giusto pochi mesi fa, ci hanno fatto vergognare in tutto il mondo per lo scandalo
sanitopoli.
La nuova stagione saprà fare sicuramente un salto di qualità alla sanità Umbra ed all’ospedale
della Media Valle del Tevere.
 Il Coordinamento Comunale Forza Italia

TODI CIVICA “SOLDI DEL FESTIVAL PER LA CRISI: LO DICIAMO DA SETTIMANE “

 

Due settimane fa abbiamo lanciato l’idea di utilizzare i fondi del Todi Festival per sostenere le attività economiche del territorio colpite dalla crisi da pandemia.  Una proposta fino ad oggi caduta nel vuoto. Fino ad oggi, perché, opportunamente, un consigliere di maggioranza, il capogruppo di Casapound, propone sostanzialmente la stessa cosa. Un posizione che ci fa piacere e che riteniamo possa aprire una riflessione sulla questione. Non si dovrà pertanto convincere noi di questa ipotesi, quanto la giunta comunale, che, attraverso l’assessore alla cultura,  ha già anticipato la riedizione del Festival. Ci auguriamo che si possa discutere di questo, partendo dal presupposto che l’estate che ci aspetta non sarà una delle tante, ma che presenterà molte difficoltà da affrontare. Su come investire queste potenziali risorse, riteniamo, si debba aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti delle associazioni delle categorie più colpite, per concertare le scelte.
TODI CIVICA

Moreno Primieri :“L’attività dei settori Urbanistica-Edilizia e Lavori Pubblici durante l’emergenza”

Dall’adozione delle severe misure di contenimento per fronteggiare l’epidemia da covid-19 il comune di Todi non ha avuto interruzioni o ritardi nell’erogazione dei servizi. In particolare gli uffici tecnici sono stati da subito organizzati con il lavoro agile e, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, hanno potuto operare continuando ad evadere le pratiche.

Va sottolineato che ciò è stato possibili, senza grandi stravolgimenti, da forme di consultazione pubblica a distanza già sperimentate a più riprese dall’amministrazione nel corso degli ultimi due anni, oltre che la necessaria flessibilità e disponibilità dei dipendenti.

Nel settore dell’edilizia tutte le istanze depositate attraverso il sistema informatico SUAPE sono state istruite con rilascio di ben 20 permessi per costruire, di 33 pratiche di SCIA, di 11 pratiche di agibilità, di 11 pratiche di CILA e di contribuzione pubblica.

Va anche detto che il personale dell’edilizia sta lavorando sulle pratiche del terremoto e fino ad oggi ne sono state evase circa 2/3.

In questa settimana grazie al lavoro dell’Assessorato e dei funzionari è stata sbloccata la situazione dei contributi per l’autonoma sistemazione per le pratiche del terremoto; contributi fermi in Regione dallo scorso anno e subito dal Comune agli aventi diritto.

Tutte le pratiche per la Commissione edilizia, inoltre, sono state istruite e sono pronte per quanto potrà riunirsi.

Tecnici e cittadini hanno accesso alle informazioni via telefono, o per e-mail, anche per eseguire le corrette procedure.

Anche il personale assegnato alle manutenzioni lavora con un orario continuato giornaliero di 7 ore e 12 minuti, suddiviso in due turni. Esattamente dalle ore 6.00 alle ore 13.12 e dalle ore 13.30 alle ore 20.45. Ciò ha consentito di limitare la presenza nello stesso luogo di più persone, permettendo di svolgere attività di manutenzione sul territorio nel rispetto delle norme sanitarie.

Da ultimo va evidenziato che il servizio Lavori Pubblici ha chiuso diverse gare per l’affidamento dei lavori, come il progetto di asfalti per le strade comunali, per l’efficientamento energetico della scuola di Pian di Porto, per il miglioramento della scuola del Broglino, per il progetto dei portici comunali, per il completamento della casetta di Vasciano, per la Casa del custode del Nuovo Cimitero Urbano, per il Parco del Colle di Todi e di Ponte Rio ed altre iniziative varie per investimenti di circa € 2.000.000, subito pronti per la ripresa ed a favore delle nostre imprese.

In sintesi, abbiamo messo in cantiere interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico locale, consci che la città saprà reagire con coraggio ai grossi problemi che sta causando la pandemia.

L’Amministrazione comunale, quindi, fa un plauso a tutti i dipendenti per l’ottima risposta data alle indicazioni ricevute. Si tratta di un buon lavoro di squadra portato avanti con professionalità e chiarezza che fa onore a tutti. Questo aspetto, in un momento così difficile, evidenzia l’alto grado di responsabilità dei nostri dipendenti comunali.

Moreno Primieri

Assessore LL.PP., Urbanistica, Edilizia, Ambiente

Lettera aperta di Bruno Bertini al Sen.Luca Briziarelli

“…un bacino di oltre sessantamila utenti potenziali non ha più un presidio ospedaliero…”

Ci fa piacere e ci rassicura, come tuderti, che un’autorevole esponente politico si sia interessato alle sorti dell’Ospedale della Media Valle del Tevere.

Di questo non possiamo che ringraziarlo come lo dobbiamo ringraziare per il suo intervento a difesa del punto nascita, e per essere stato in prima linea nel denunciarne i rischi di ridimensionamento e possibile chiusura della struttura.

Ma veniamo all’oggi.

Avremmo preferito altre soluzioni per la realizzazione dell centro Covid regionale di primo livello. Ci sembrava, e ci sembra, più di buon senso utilizzare una delle strutture sanitarie dismesse o altro, piuttosto che togliere risorse ad un sistema che nel passato già si è voluto fortemente ridimensionato. Con questo senza voler gettare la croce su chi, incalzato da una temuta emergenza sanitaria, ha dovuto prendere o avallare decisioni senza precedenti.

Ma ora che, per fortuna, per grazia di Dio e del cuore Immacolato di Maria o grazie alla lungimiranza dei nostri amministratori, l’emergenza sembra essere rientrata dopo aver  sfiorato solo marginalmente l’Umbria così come buona parte del territorio nazionale, il problema rimane, anzi si fa più pressante.
Tutta una zona sociale, unica in Umbria, un bacino di oltre sessantamila utenti potenziali non ha più un presidio ospedaliero. E crediamo per tempi non brevi se si è pensato di doter spostare l’equipe di chirurgia MVT in un’altra struttura con, ci dice il senatore Briziarelli, il consenso degli interessati.
Che ci saremmo trovati a convivere lungamente con tale situazione noi ne eravamo convinti da tempo ed anche per questo, con spirito costruttivo, abbiamo raccolto già da molti giorni le preoccupazioni e la proposta di un medico di medicina generale, supportata poi anche da molti colleghi, di allestire un pronto soccorso temporaneo nell’ex ospedale di Todi.
Una proposta che ci è sembrata fattibile oltre che di buon senso per superare con disagi quanto minori possibile tale periodo. Proposta che abbiamo tentato di portare all’attenzione delle forze sociali e politiche ed anche di quell’opinione pubblica che, segregata in casa e preoccupata per il proprio futuro, ci sembrava non avesse compreso appieno le problematicità della situazione che si era venuta a creare.
Ora la situazione è evoluta, ma non per questo ci sentiamo più “sereni”. Vediamo richieste di rassicurazione alla Presidente Tesei da parte Sindaci della Media Valle, da parte di qualche forza politica (una) di “maggioranza” oltre da chi, fosse solo per pudore, in questo ambito forse farebbe bene ad essere quantomeno prudente.
La cosa, non ci tranquillizza anzi ci fa apparire quella che ci era stato detto essere una scelta condivisa e solidale come una scelta subita.
Ma non ci fa stare sereni nemmeno la proposta dello sblocco della chirurgia a Castiglion del Lago. Bene a fatto il consigliere Rondini a chiederlo proponendo l’utilizzo del personale dall’Ospedale MVT. In altra sede gliene abbiamo dato pubblicamente atto. Ha ben rappresentato gli interessi dei cittadini del suo bacino elettorale di riferimento. Chapeau.
Non ce voglia comunque se, conservando memoria di altri abbracci prima con l’orvietano e poi con lo spoletino che ci hanno sempre sorpresi girati di spalle, preferiremmo, se ci sarà concesso, aspettare.
Grazie comunque, senatore Briziarelli, ma preferiremmo aspettare la realizzazione di quell’ospedale da campo proposto dalla Presidente Tesei che, anche se avremmo preferito soluzioni diverse, permetterà di tornare alla normalità con la conseguente “riapertura” e l’auspicabile potenziamento dell’Ospedale di Pantalla che mai come in questo periodo ha vista riconosciuta da tutti la propria centralità nel sistema sanitario umbro.
di Bruno Bertini – La Voce di Todi.

Coronavirus, CasaPound: destinare fondi Todi Festival a categorie più colpite

 

“Ci troviamo di fronte a un periodo di eccezionale emergenza, che richiede risposte straordinarie. L’emergenza Coronavirus e il conseguente ‘lockdown’ sta certamente provando la nostra popolazione. Il Comune di Todi ha fatto la sua parte meritando una menzione anche sul TG2 e crediamo che debba fare tutto quanto possibile per alleviare le difficoltà della sua popolazione, anche sopperendo per quanto si può alle tante lacune del governo centrale”. Lo afferma CasaPound in una nota.

“In questo senso – prosegue CPI – anche in considerazione del fatto che vista l’attuale situazione è improbabile che si possa organizzare il Todi Festival, che in ogni caso difficilmente potrebbe vedere un afflusso da fuori città, proponiamo che quei fondi siano destinati a iniziative di sostegno della popolazione. In particolare, crediamo che potrebbero essere destinati in parte a uno sgravio delle tasse comunali, quale la TARI, per aiutare cittadini e settori produttivi quali turismo e commercio in forte difficoltà, e in parte all’assessorato ai servizi sociali per attività di intervento nei confronti dei cittadini al momento in difficoltà”.

Movimento Tuderti 5Stelle “…Facciamo appello al Sindaco affinché si possa realizzare la RIAPERTURA DI UN PUNTO DI PRONTO SOCCORSO per la città di Todi.”

Il Movimento Tuderti 5 Stelle esprime tutta la sua riconoscenza al personale dell’ospedale della Media Valle Tevere, covid hospital ormai da quasi due mesi. Ai medici, infermieri, oss, al personale tecnico a quello amministrativo, al personale addetto alle pulizie e alla manutenzione, va il nostro più sincero ringraziamento per la professionalità, per la dedizione, per il coraggio ammirevole con cui stanno svolgendo il proprio lavoro. Il Movimento Tuderti 5 Stelle ringrazia inoltre le associazioni e i tanti volontari che ogni giorno si prodigano per aiutare la nostra comunità in una fase così critica per il Paese. Siamo perfettamente consci che questo non è il momento di fare polemiche o diatribe politiche, ci vuole unità, collaborazione e con questo spirito noi facciamo appello al Sindaco affinché si possa realizzare la RIAPERTURA DI UN PUNTO DI PRONTO SOCCORSO per la città di Todi.
La nostra cittadinanza si è dimostrata generosa, solidale, matura, ha accettato la decisione presa dall’alto della riconversione del proprio ospedale, ha accettato il doversi spostare in altre strutture per poter accedere a visite o a trattamenti, riteniamo che non si possa pretendere di più. Aver tolto il pronto soccorso ha voluto dire costringere un ampio bacino di utenza a spostarsi in ospedali distanti e con situazioni già fortemente critiche. Il potenziamento del servizio di 118, sbandierato da qualche politico come grande concessione, in realtà è stato soltanto un atto dovuto per sanare una precedente organizzazione lacunosa e comunque non risolve il problema. Viviamo con forte preoccupazione gli spostamenti di personale e di attività in altre sedi anche molto distanti dalla nostra. Ricordiamo a chi ci amministra che con lo scoppio della pandemia le altre patologie non sono miracolosamente scomparse: ci sono persone sottoposte a dialisi e da Pantalla sono costrette a spostarsi su Perugia con turni notturni, persone che devono fare la chemioterapia e per questo raggiungere Assisi. Questo non è il momento delle polemiche, ma quello delle garanzie sì. Abbiamo lodato il personale del nostro ospedale, credo che oltre alle belle parole sia sacrosanto dare loro la certezza che manterranno il posto di lavoro nella struttura, ci sembra il minimo considerando quanto stanno rischiando per tutti noi. Non bastano le lettere e le rassicurazioni via FB che lasciano il tempo che trovano, vogliamo un impegno chiaro e preciso, vogliamo che ci venga detto che l’ospedale una volta passata l’emergenza tornerà alla sua consueta destinazione e nessuno, NESSUNO DEI SUOI REPARTI VERRÀ CHIUSO. Todi paura non ha, non deve averne neppure chi ci amministra.