“Todi avrà il suo Natale con tanto di addobbi, albero e pista di ghiaccio…” L’amministrazione “ha deliberato la concessione di un acconto di €. 25.000”

 

Sta per scattate il countdown della fase 2 dell’emergenza Covid-19,  che, se allenterà in modo parziale e graduale il lockdown, ci restituirà ancora poca libertà e nessuna certezza sul futuro. Il decreto, che entrerà in vigore il prossimo 4 maggio, è solo una tappa di un iter che, allo stato, è bello lontano dall’essere definito.
La sperimentazione di soluzioni efficaci per il contenimento del contagio obbliga alla prudenza ealla fissazione di obiettivi a breve termine. Pesa, inoltre, quanto affermato dal consigliere scientifico del Ministero della Salute sulla previsione di nuova ondata di contagi in autunno.
Stando così le cose, al momento, non è possibile fissare una data per il ritorno alla normalità in sicurezza.

Di ciò non sembra curarsene il Sindaco Ruggiano che, dopo aver interpellato qualche oracolo o fatto semplicemente affidamento sul suo ottimismo, ben espresso dal motto “la vita è bella”, ha già confermato che, anche nell’anno del coronavirus, Todi avrà il suo Natale con tanto di addobbi, albero e pista di ghiaccio.
Ne è talmente sicuro che, unitamente alla sua Giunta, il 9 aprile scorso, ha deliberato la concessione di un acconto di €. 25.000 sul contributo per la realizzazione di un evento che, ad oggi, è del tutto incerto.

Chi può dire che a Natale il lockdown, il distanziamento sociale, le restrizioni alle libertà democratiche saranno solo un brutto ricordo?
La deliberazione lascia di stucco per la sua evidente inopportunità ed intempestività e pone forti dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione di centro destra di gestire la res pubblica ricercando sempre il bene comune, a vantaggio dell’intera comunità.

È, infatti, del tutto illogico e perfino dannoso l’aver destinato cospicue risorse pubbliche ad un evento ludico in un momento di grave difficoltà che mette a rischio perfino la sopravvivenza delle attività commerciali e produttive tuderti e la capacità reddituale di tanti cittadini.

L’emergenza Covid-19 ha, infatti, già prodotto danni enormi nel settore economico della nostra città, a vocazione prevalentemente turistica, ed in attesa di una ripresa effettiva, che si preannuncia lenta e ancora molto lontana, chi ci amministra dovrebbe, innanzitutto, occuparsi delle necessità, integrando o predisponendo tutte quelle misure di sostegno e di aiuto economico a favore di chi si trova in difficoltà.

I provvedimenti che l’amministrazione comunale ha fin qui adottato non sono sufficienti ed altri, pertanto, ne dovranno fare seguito, magari anche con il sacrificio di quegli eventi e manifestazioni che, adesso, appaiono superflui e secondari. È una questione di scelta. Una politica orientata al bene comune sa individuare  le priorità nel rispondere ai bisogni concreti della comunità.

A quanto pare l’amministrazione di centro-destra anche nell’ emergenza straordinaria continua a ricercare il consenso  elettorale per garantirsi la continuità di quel potere che utilizza il metro della convenienza e della tutela degli interessi particolari a discapito delle esigenze della collettività. È, ormai, fin troppo evidente che la politica messa in campo da Ruggiano e dai suoi alleati di centrodestra non è diretta a difendere il territorio ma, piuttosto, a gestire e conservare il potere, in perfetto allineamento con chi comanda anche quando comporta il sacrificio degli interessi dei cittadini.

È accaduto ieri con il tribunale accadde oggi con l’ospedale della MVT. Il tardivo intervento di Ruggiano a tutela  dell’ospedale di Pantalla è stato flebile, non incisivo, provocato esclusivamente dalle vibranti proteste che si sono levate da più parti, anche da importanti esponenti del centrodestra. Non una parola è stata, ad esempio, pronunciata sulla richiesta, inoltrata da alcuni esponenti umbri della lega, all’Assessore regionale alla Sanità, di riattivare a Castiglione la chirurgia del Trasimeno e di Pantalla.

Ormai, purtroppo, siamo abituati alla difesa a parole che ci propina il centrodestra. È certamente più facile occuparsi di comunicazione e mettersi sotto i riflettori piuttosto che impegnarsi, in modo concreto, in una battaglia abbracciata, in modo trasversale, dai tuderti.

Forse è un déjà-vu. Mi sembra di rivedere il Sindaco Ruggiano impegnato, insieme agli avvocati, alla popolazione e agli altri sindaci della MVT, nella difesa del nostro tribunale e, contemporaneamente, andare a braccetto con l’autore dell’ accorpamento con il Tribunale di Spoleto e, guarda caso, anche suo referente politico.

Il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano scrive al prefetto di Perugia

“ordinanza per riaprire le attività di piccoli commercianti, professionisti, esercenti della somministrazione e artigiani”

Un’ordinanza che “autorizzi la attività di piccoli commercianti, professionisti, esercenti della somministrazione e artigiani, nei limiti di quanto già previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 Marzo 2020”. Il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano, davanti ai provvedimenti annunciati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte rispetto alla prospettata “fase 2”, registra il crescente malcontento della cittadinanza, e “prende il toro per le corna” scrivendo una lettera al Prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia nella quale preannuncia il provvedimento amministrativo che permetterà la ripresa di molte attività sul territorio comunale di Todi.

“Al momento, ho nel mio Comune centinaia di persone che non sanno, letteralmente, come poter comprare il pane quotidiano, molte delle quali stanno pian piano rivolgendo le proprie disperate istanze a “mercati paralleli”, con il fondato rischio di alimentare il circuito della malavita e della usura”, scrive tra l’altro il primo cittadino nella lettera, che trovate in integrale in allegato.         “La gente è talmente allo stremo, da dover prevedere con una certa ragionevolezza, nel prossimo futuro, drammatici episodi di violenza, verso sé stessi e verso i terzi. A breve, mi aspetto suicidi, manifestazioni di piazza e aperte ribellioni”.

Ruggiano annuncia quindi l’ordinanza che trova le sue basi normative nei poteri conferiti al Sindaco quando registri “gravi pericoli” per l’“incolumità pubblica” e la “sicurezza urbana”.

“Sono fermamente convinto, infatti”, confessa il Sindaco al Prefetto, “che se non dovessi emanare un simile provvedimento, la situazione da qui al prossimo mese precipiterà in una spirale da cui non vedo possibilità di uscita, una volta messa in moto”.

 

RUGGIANO (AURI): NO TARI PER LE ATTIVITÀ CHIUSE E RIMBORSO STATALE AI COMUNI

 

“Intervento dello Stato a copertura della mancanza di gettito della tariffa dei rifiuti proveniente dalle utenze non domestiche che sono state costrette a tenere chiuse le attività” ed “esclusione della Tari per attività economico produttive chiuse per legge o comunque chiuse a seguito della situazione emergenziale”. Sono queste le due richieste che, venerdì 24 aprile, il presidente dell’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) Antonio Ruggiano ha avanzato al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Misure che lo stesso Ruggiano ha chiesto siano inserite in uno dei prossimi provvedimenti legislativi legati all’emergenza in atto.

“La tenuta dei conti del servizio – ha spiegato Ruggiano – risulterà assolutamente necessaria, al fine di garantire il servizio essenziale di raccolta dei rifiuti urbani. Tale proposta è necessaria per non far ricadere sulle altre utenze domestiche e non domestiche, sui bilanci comunali, nonché sui gestori del servizio il minor gettito derivante dal possibile mancato pagamento della tari di dette attività e dei possibili contenziosi che potrebbero sorgere a seguito della chiusura di tali attività. La ricaduta del minor gettito nei bilanci degli enti locali e dei gestori metterebbe a rischio la continuità del servizio di igiene urbana e il mantenimento degli attuali standard qualitativi che oggi risultano indispensabili per il contenimento dell’epidemia e la garanzia dell’igiene pubblica”.

In particolare, il presidente dell’Auri ha avanzato una proposta normativa per cui la Tari non sia dovuta “dalle attività economiche e produttive per il periodo di chiusura imposto dal Dpcm dell’11 marzo 2020 e sue successive proroghe. L’esenzione si applica alle attività economiche indicate dal Dpcm dell’11 marzo 2020, nonché alle attività economiche chiuse nel medesimo periodo a causa della situazione emergenziale in atto. Al fine di garantire la continuità del servizio di igiene urbana, il minor gettito […] viene rimborsato dallo Stato ai Comuni […] tramite l’istituzione di un apposito fondo”.

 

Addio Italia….

 

PARRUCCHIERI ESTETISTE & CO: 1 SU 4 A RISCHIO CHIUSURA

Si stima che siano 130 mila le imprese artigiane che svolgono attività collegate alla cura della persona (parrucchieri, estetisti ecc.) con un giro d’affari di circa 6 miliardi l’anno e 263.000 addetti.  La chiusura di queste attività ha già causato 1,5 miliardi di perdite e si stima che il 25% di questi negozi non riusciranno a sopravvivere a questa emergenza economico-sanitaria, perché la gran parte (il 90%) è di dimensioni miniaturizzate (vi lavora il proprietario ed uno o due lavoranti) e son caratterizzate da fatturati e margini molto bassi, sufficienti a malapena a coprire i costi e generare un reddito per il titolare e chi vi lavora.

A RISCHIO ANCHE 50 MILA FRA BAR, RISTORANTI ED ESERCIZI DI INTRATTENIMENTO

Prospettive drammatiche anche per bar ristoranti, esercizi di intrattenimento e collegati con il turismo: un settore che genera 85 miliardi di fatturato ed impiega 1,2 milioni di addetti. Secondo la Fipe-Confcommercio, a a causa di questa crisi, che ha generato 30 miliardi di perdite saranno in 50 mila a chiudere l’attività, mettendo a rischio almeno 300 mila posti di lavoro.

L’ETERNO PROBLEMA DI PAGARE L’AFFITTO ED IL CROLLO DELL’IMMOBILIARE

Le dimensioni ridotte di queste attività e la scarsa capacità di coprire i costi fissi (affitto, utenze ecc.) avranno ripercussioni non solo sulla sopravvivenza di queste attività e sui posti di lavoro, ma anche sul mercato immobiliare. In Italia sono presenti quasi 2 milioni di unità immobiliari accatastati come categoria  C1 (negozi e botteghe) e oltre 1,5 milioni sono di proprietà di persone fisiche. Il 51% del totale sono affittate da persone fisiche (809 mila) che sicuramente avranno gravi difficoltà a pagare il canone di locazione. Sono già in molti gli inquilini di negozi che hanno chiesto (e in alcuni casi preteso) una sospensione o una riduzione dell’affitto. Il settore del commerciale rischia ripercussioni enormi. La soluzione? Sicuramente si chiede il ripristino della cedolare secca, che consentirà senza dubbio di ridurre/rimodulare più facilmente l’affitto, ma un costo senza guadagno è pur sempre troppo salato. E la speranza di un accorciamento del lockdown ora delusa. (tratto da https://quifinanza.it/soldi/bar-ristoranti-e-parrucchieri-la-fine-del-lockdown-e-una-chimera/375701/?ref=libero)

Le attività culturali al Ciuffelli-Einaudi di Todi

 

Stop a seminari, incontri, dibatti, convegni? Neanche per sogno. Almeno all’Istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi, che non rinuncia al suo ruolo di centro di propulsione culturale. L’emergenza sanitaria ha costretto la scuola ad organizzare le lezioni a distanza e ad interrompere bruscamente tutto l’ampliamento e la ricchezza del piano dell’offerta formativa. Visto però l’allungarsi dei tempi del ritorno alla normalità e la compromissione delle relazioni in presenza, che minano il concetto stesso di comunità scolastica, la dirigenza dell’istituto ha deciso di riprendere le iniziative culturali, di formazione e di scambio, il tutto attraverso una nuova edizione degli incontri “Libri, parole e bit” che avviene con modalità telematiche. Il cartellone prevede un appuntamento settimanale, il mercoledì alle 17:30, con conversazioni e scambi di esperienze di sicuro livello ed interesse.
Il prossimo appuntamento, previsto il 29 aprile, vedrà l’intervento di due ospiti di eccezione: il professor Alberto Marinelli, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università “La Sapienza” di Roma, ed il professor Stefano Epifani, docente di Internet Studies a “La Sapienza” e presidente del Digital Transformation Institute, i quali parleranno di come rileggere la scuola e il digitale dopo il coronavirus dibattendo intorno al tema “L’esperienza della didattica a distanza: dall’emergenza al post emergenza”. I due esperti si confronteranno con i docenti del Ciuffelli-Einaudi e non solo, trattandosi comunque di un’iniziativa pubblica ospitata sulla piattaforma Google Meet. L’appuntamento si avvale nell’occasione anche del patrocinio del Digipass media valle del Tevere, promotore a sua volta, in collaborazione dell’Agrario di Todi, di tre altri incontri sui temi della trasformazione digitale in agricoltura (30 aprile, 7 e 14 maggio, ore 18, su youtube). “Libri, parole e bit” proseguirà invece il 6 maggio incontrando Manuel Vaquero, docente dell’Università di Perugia, che parlerà della nascita dell’industria del vino in Italia. Il polo tecnico-professionale tuderte si conferma terreno di confronto con il territorio, di aggiornamento, di proposta di innovazioni, di promozione della lettura, ma anche luogo di integrazione dei linguaggi di comunicazione tradizionali con quelli della contemporaneità.

RIPARTIRE : LE PROPOSTE DI TODI CIVICA

 

– Utilizzare i fondi comunali degli eventi ( Todi Festival – Mongolfiere – Calcetto in Piazza ecc.. ) per costituire un fondo di sostegno alle imprese e alle attività commerciali del territorio. Come utilizzare questo fondo andrà deciso ad un tavolo con i rappresentanti delle associazioni delle categorie più colpite dalla crisi.

– Decurtare dalla tassazione ( fino a nuove disposizioni) le spese sostenute dalle attività per adeguarsi alle nuove prescrizioni.

– Decurtare il pagamento della Tari alle attività per i mesi in cui sono state chiuse.

– Comunicazione e Marketing: utlizzare e sfruttare al massimo le potenzialità del motore di ricerca Google. Incrementare la piattaforma Google Maps e Google My Business con informazioni e foto caricte direttamente dai cittadini, con il coordinamento di un gruppo di lavoro di esperti costituito dal Comune di Todi.

– Bar e Ristoranti : favorire il recupero dei coperti che si perderanno per le nuove disposizioni anti contagio, abolendo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e consentendo l’utilizzo dello stesso suolo senza particolari vincoli e in tempi rapidissimi e/o consentendo di installare gazebo e strutture mobili. In questo senso rivedere il piano della viabilità per ampliare gli spazi ( es. Rimozione dei paletti e  Via Ciuffelli a senso unico ).

– Manifestazioni ed eventi : ripensare radicalmente il piano degli eventi individuando soluzioni compatibili con le nuove disposizioni; esempio : realizzazione di un cinema all’aperto.

– Edilizia. Semplificare la fase istruttoria e burocratica per la riapertura dei cantieri nel settore edilizio, procedendo con il principio dell’autocertificazione e concentrare l’attività dell’amministrazione esclusivamente sul controllo che i cantieri siano effettivamente rispondenti alla norma.

– Bonus Pasti – Utilizzare le risorse provenienti dalle contravvenzioni della Polizia municipale, un parte delle indennità degli amministratori e tutti i gettoni di presenza dei consiglieri comunali,  per  la costituzione di un nuovo fondo per buoni pasto e beni di prima necessità ( libri scolastici figli, affitti ecc).

– Apertura continuativa della ZTL e conversione dei parcheggi a pagamento in parcheggi a disco orario.

– Bloccare il progetto del nuovo ascensore ( nessuno userà più gli ascensori) e lavorare per sostituire la navetta con scale mobili.

– COC. Trasformare ( con il contributo della  Regione dell’Umbria) il Centro Operativo comunale  di Todi, di gran lunga il migliore dell’Umbria, in Centro Operativo Regionale Multiforze. Una struttura permanente di raccordo con gli altri Comuni e pronto ad ogni emergenza.

– Realizzare un centro unico comunale per l’acquisto dei presidi sanitari obbligatori per tutte le attività del territorio, con l’obiettivo di abbassare i costi e avere materiale omogeneo e garantito.

Todi Civica

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Lettera aperta dell’Avv. Toni Aiello sull’Ospedale di Pantalla

 

“In questi giorni molte forze politiche, sindacali ed i sindaci della media valle del Tevere si pongono, giustamente, il problema del futuro dell’ospedale della media valle del Tevere.

Siamo stati ormai abituati che non esiste cosa più duratura che le realizzazioni provvisorie; dunque per molto tempo ci dovremmo abituare a non avere più un ospedale.

Ci sono battaglie che devono essere combattute, al dila i chi le propone nell’interesse esclusivo della comunità e la battaglia per l’ospedale è una di quelle.

Non mi interessa chi la propone, non mi interessa chi ha sacrificato il nostro ospedale, mi interessa soltanto sapere chi è pronto a difenderlo.

In questi giorni vedo molte persone preoccupate giustamente per il futuro del nostro ospedale, rivedo vecchi amministratori, ma sempre giovani nello spirito, promotori di iniziative per l’ospedale.

Contemporaneamente vedo vecchi amministratori, ma giovani anagraficamente, utilizzare vecchie logiche di partito per massacrare definitivamente un territorio.

Un mio vecchio maestro mi ha insegnato che se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o lui non vale nulla,  dunque abbandoniamo le prese di posizione partitiche e scendiamo in piazza per l’ultima battaglia decisiva per il nostro territorio.

Una comunità ha diritto ad avere dei servizi essenziali, l’ospedale è uno di quei servizi indispensabili.

Il silenzio assordante di chi ha la possibilità di agire fa crescere le incertezze sul futuro del nostro ospedale.

Le scelte effettuate per l’emergenza, non devono essere l’alibi per cancellare l’ospedale.

Oggi si può tranquillamente stabilire il nuovo spartiacque tra chi sovrappone logiche vecchie e partitocratiche agli interessi legittimi del popolo e chi si batte per il ripristino dei servizi essenziali di una comunità.

Ben vengano, dunque, tutte le iniziative per tutelare il nostro ospedale. Ricordo solo a me stesso che siamo passati da chi qualche mese fa si batteva per il potenziamento dell’ospedale, con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti, a chi oggi deve difendere con i fatti e non con le parole la sopravvivenza dello stesso.

Oggi si scopre che l’ospedale si trova in una posizione strategica tra Perugia e Terni, dunque ottimo posto per realizzare il centro Covid19, ma per la stessa motivazione dico che questo territorio merita rispetto, che questo ospedale, nato male e cresciuto peggio, oggi deve avere il ruolo di ospedale di comunità che il territorio merita, dopo anni di saccheggio dei principali servizi alla città.

Non ci possiamo fare illusioni nel breve periodo perché la scelta già fatta, forse troppo affrettatamente, di fare dell’ospedale di Todi un centro Covid difficilmente potrà essere smantellata, non certo finché permane l’emergenza, è però essenziale, fin da subito, conoscere quali saranno le future scelte e, soprattutto, vigilare ed evitare che personaggi  “senza scrupoli” possano approfittare della situazione per potenziare le strutture a loro territorialmente vicine a discapito di chi, con grande e forse troppa generosità, ha agito per un interesse comune, dimenticando che altri tale visione altruistica l’hanno rifiutata e non l’hanno neppure capita.

Todi è il suo territorio non sono figli di un Dio Minore.”

Antonio Aiello

TURISMO E IMPRESA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: COME RIPARTIRE?

 

 

“La Comunicazione la promozione  facciamola noi. A costo zero”

 

In questi anni abbiamo sostenuto la necessità di dotare la nostra città di un piano di marketing territoriale che potesse definire in maniera scientifica condizioni, opportunità e soluzioni per rilanciare la capacità culturale-turistico ricettiva di Todi, ampliando gli orizzonti ed evitando di investire in iniziative poco utili.
Nel mentre siamo stati investiti dallo tsunami coronavirus, che ha cambiato e stravolto le nostre esistenze, condizionando ogni settore sociale, con un incidenza fortissima su settori nevralgici della nostra economia: uno per tutti quello del turismo. In tutto questo serve uno sforzo collettivo per ridefinire una strategia, trovando nuove strade e differenti percorsi.
Il tema dell’informazione e della comunicazione diventa pertanto centrale.
A questo punto potremmo pensare a farcelo da soli un piano di marketing e comunicazione, utilizzando le nostre migliori risorse, le tante capacità ed esperieze umane e professionali presenti sul territorio, attraverso il coordinamento del Comune.

Potrebbe essere utile fare marketing territoriale efficace tramite la gestione dell’account su Google My Business, inserendo i dati esatti e aggiornati su ogni singola scheda locale di google maps. Ogni volta che facciamo la ricerca su Google di un luogo da visitare, il motore di ricerca ci apre in automatico una mappa, con i siti di riferimento relativi alla nostra ricerca. Noi potremmo implementare con foto, immagini a 360°, tour virtuali e schede descrittive questo strumento, per dare quanti più dettagli possibile e creare un impatto emozionale in chi lo visita, catturandone l’attenzione. Questa operazione può essere fatta da chiunque, soprattutto in una città in cui tanti hanno capacità, conoscenza storica, sensibilità artistica e maestria per cogliere la straordinaria bellezza dei nostri luoghi.

Molti dei luoghi più caratteristici del Paese sono in una posizione dove non arriva la Google Car, quindi non ci sono le immagini panoramiche. Per questo è necessario che si realizzino dei servizi fotografici a 360° per ogni luogo e punto di riferimento da visualizzare tramite Google Street View.

Di fatto un marketing territoriale gratuito viene già  generato da turisti e visitatori, soprattutto stranieri, che vivono l’esperienza di un viaggio in Italia.
Ed allora perché non ampliarlo con dettagli che possono nascere da chi vive quotidianamente il territorio e ne conosce le potenzialità?

Il marketing territoriale deve e può riguardare pertanto anche le attività commerciali.
Soprattutto se si tratta del marketing per hotel e ospitalità, per ristoranti e ristorazione in generale, negozi di prodotti tipici, artigianato della manifattura locale, servizi territoriali e tutte le attività legate all’accoglienza, molto ricercate da visitatori e viaggiatori.
Questo strumento può aiutare il turista a scegliere una meta, ma può essere utile per lui anche accompagnandolo nel corso della sua vacanza, dando informazioni su servizi utili ed opportunità (musei, mostre, iniziative culturali, supermercati, parrucchieri, estetiste, officina meccanica e via divendo).

Sono i bisogni delle persone che oggi più di ieri orientano il marketing e in una competizione globale vince chi riesce a dare risposte im maniera più veloce ed efficace.
Molti commercianti fanno già da soli questo lavoro in maniera intelligente ed accurata sulle loro pagine social. L’idea è quella di riportare questa attività in uno spazio comune che ampli  e metta  a sistema tante singole esperienze.

Floriano Pizzichini
Todi Civica

Comunicato stampa Amm.Comunale :”Trentotto anni dal tragico rogo del Vignola

 

Sono trascorsi ormai trentotto anni dal tragico giorno in cui si verificò il Rogo del Palazzo del Vignola, il 25 aprile 1982. Todi in quel momento era una città in prima fila per il mondo dell’antiquariato e dell’artigianato artistico. E l’incendio si sviluppò attorno alle 10,45 proprio mentre era in corso la Mostra Nazionale dell’Antiquariato, uno degli eventi del settore più rinomati a livello nazionale e non solo, distruggendo il palazzo e causando ben 36 vittime. Fra queste ci furono molti antiquari ed artigiani, e sette cittadini tuderti.

Da 10 anni Todi ha istituito una giornata di lutto il 25 aprile, in memoria delle vittime, che viene celebrata con la deposizione di una corona di fiori sulla lapide apposta sulla facciata del Palazzo del Vignola. Alla presenza del Sindaco e di tutte le istituzioni militari, civili e religiose vengono letti i nomi delle vittime. Anche quest’anno ai loro familiari si rivolge il pensiero dell’Amministrazione, anche se purtroppo quest’anno a causa delle disposizioni per la limitazione del Coronavirus la cerimonia non potrà essere celebrata in questi termini.

In rappresentanza della città e della Giunta Comunale, il Sindaco Antonino Ruggiano porterà comunque l’omaggio, apponendo la corona di fiori sulla lapide, un segno di attenzione alla memoria ed anche un simbolo di una città che da questa vuole trovare la forza per riprendere il suo cammino.

Amministrazione Comunale di Todi

 

CURA UMBRIA, PRISCO E ZAFFINI (FDI): “IMPORTANTE TUTELARE I PROFESSIONISTI”

 

“Le misure approntate dalla giunta regionale per far ripartire l’economia del territorio vanno nella giusta direzione di far ripartire l’Umbria e si aggiungeranno ad eventuali misure del Governo. In questo quadro, al tempo stesso, è importante tutelare i professionisti e le partite Iva, che rappresentano una delle categorie più colpite dalla crisi”. È quanto dichiarano in una nota congiunta i parlamentari umbri di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco e Franco Zaffini. “Ad oggi i professionisti hanno ricevuto solo 600 euro, una misura insignificante a quasi due mesi dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, che ha comportato una contrazione importante del proprio volume di lavoro oltre alle difficoltà nella riscossione dei pagamenti da parte della committenza. E’ importante che il Cura Umbria, in questo senso, preveda interventi mirati che tutelino questo segmento vitale dell’economia regionale, che si accompagnino ai 32,5 milioni di euro per sostenere le imprese e favorire la ripresa, agli oltre 18 milioni per erogazioni a fondo perduto e prestiti fino a 25 mila euro. Senza dimenticare – concludono Zaffini e Prisco plaudendo all’operato della giunta di centrodestra guidata da Donatella Tesei – gli altri 6 milioni per integrare le garanzie del Governo per i prestiti non superiori agli 800 mila euro, attraverso la finanziaria Gepafin, che porterà la garanzia al 100% delle somme richieste e al milione di euro per consentire alle banche di anticipare la cassa integrazione”.