Todi e il coronavirus, Valerio Natili: “Situazione turistica molto difficile”

 

Todi ha puntato molte delle sue carte sul settore ricettivo e del turismo e ora sta pagando un prezzo alto al coronavirus dal punto di vista economico. A confermarlo è Valerio Natili, segretario regionale della Fisascat (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini Turismo) Cisl.

“Le uniche attività aperte sono quelle consentite dal decreto ministeriale, quindi parliamo di alcune attività commerciali e di altre contingentate. Per essere più chiari, nel centro di Todi sono aperti il tabaccaio e la farmacia. Tutti hanno attivato i servizi a tutela del personale, dunque la cassa integrazione. Parlo di ristoranti e alberghi”. Todi vocata al turismo rischia di perderci molto, ora e dopo la fine dell’emergenza sanitaria: “Il turismo è una voce importante del reddito cittadino. Nei dintorni di Todi ci sono tante case vacanze. Sarà molto dura, inutile nasconderlo. Il Tuderte poteva contare su diversi arrivi dall’Europa e dagli Stati Uniti grazie alle sue campagne, ai casolari destinati alla ricezione dei visitatori”. 

Anche l’indotto è a terra: “I ristoranti, quando potranno riaprire, si ritroveranno senza i turisti che erano importanti per il fatturato e per il volume d’affari. Devo ammettere che da questo punto di vista non si intravvede una soluzione”. Va solo leggermente meglio per le piccole realtà commerciali che alla riapertura potranno contare su un lento ritorno alla normalità. Decisamente più importante invece il ruolo che stanno giocando già oggi i grandi centri commerciali: “Qui abbiamo un aumento della clientela, delle merci presenti, del lavoro. La gente, non andando in bar e ristoranti, si prepara da mangiare a casa dopo aver acquistato nei supermercati”.