“LUNGA SERIE DI ASSENZE DA PALAZZO CESARONI DELLA PRESIDENTE MARINI” – LIBERATI (M5S): “CHIEDIAMO NUMERO TOTALE VOTAZIONI E TEMPO TRASCORSO IN AULA”

 

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Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, punta il dito contro la
presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini rimproverandole la
“lunga sfilza di assenze, o di effimere presenze” e chiede che sia dato
conto all’Assemblea legislativa “di quanto tempo costei abbia
effettivamente trascorso in Aula e quante votazioni totali abbia fin qui
espresso rispetto al dovuto”. Secondo Liberati “nell’insopportabile
contrasto tra assenze ed emolumenti percepiti”, sta venendo meno il
“decoro istituzionale” che in particolare i personaggi pubblici debbono
assicurare.

(Acs) Perugia, 3 giugno 2016 – “Catiuscia Marini è donna volitiva e
coerente: per questo, in Aula, prosegue brillantemente la sua lunga sfilza di
assenze, o di effimere presenze. Una condotta non più sostenibile e non più
giustificabile da alcun punto di vista. Chiederemo quanto tempo abbia
effettivamente trascorso nell’Assemblea e quante votazioni totali abbia fin
qui espresso”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea
Liberati secondo il quale “dalla condotta sin qui tenuta dalla Presidente,
riceviamo la sensazione del disimpegno, un fatto certo auspicabile, ma che
diventa biasimevole quando è praticato senza essere ufficializzato”.

A giudizio di Liberati inoltre, “nell’insopportabile contrasto tra
assenze ed emolumenti percepiti, sta anche venendo meno il decoro
istituzionale cui ogni cittadino è chiamato; a fortiori i personaggi
pubblici. Ricordiamo allora insieme l’articolo 54, comma 2, della nostra
amata Costituzione: ‘i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno
il dovere di adempierle con disciplina ed onore’. Vuoi davvero proseguire
così, Catiuscia Marini?. Siamo ormai costretti – aggiunge il capogruppo
pentastellato – a inseguire la Presidente su Facebook, dove è ritratta tra
luculliane cene, viaggi intercontinentali, inaugurazioni delle solite coop e
perfino parrucchieri; raramente, però, la ritroviamo laddove democrazia
vorrebbe: in Aula. Non c’è quasi mai, nemmeno quelle poche volte in cui la
seduta è convocata. E poi ci meravigliamo della disaffezione dei cittadini
rispetto alla politica?”.

Il capogruppo Liberati ricorda che è ormai trascorso un anno dall’elezione
dei nuovi consiglieri, “l’Umbria ancora esiste, ma evidentemente la
Marini è visibilmente ben oltre, dentro una nuova categoria dello spirito,
un’altra entità. La Macroregione: è come un bimbo nel suo mondo
immaginario. Nel frattempo ci sarebbero da governare la vecchia Umbria e i
suoi enormi problemi, ormai fardelli insopportabili, zavorre pesanti per chi
è abituato a librarsi regolarmente in volo. Dunque, fino a oggi, solo
eccezionalmente è stato possibile vedere da vicino lo ‘zoon politikon’
Catiuscia Marini – sottolinea Liberati -, giacché quella poltrona, in
apparenza anelata con forza, è poi rimasta paradossalmente vuota a lungo,
pessimo esempio per tutti, cittadini ed eletti. Se possibile, la situazione
è andata via via peggiorando: anche martedì scorso Catiuscia Marini non era
a Palazzo Cesaroni, ma in ‘missione’ in Palestina (sebbene nell’agenda on
line non fosse riportato,
http://www.presidente.regione.umbria.it/web/presidente/agenda), dopo aver
brindato poche ore prima per i cinque anni del noto ospedale di Pantalla.
Difficile unire i puntini, dare una logica a questi movimenti e capire i
risultati prodotti, ma forse siamo noi a mancare di tanta ludica fantasia”.

“Per tali motivi, oggi, ripartiamo dall’abbecedario della politica –
conclude Liberati -: richiederemo quanto tempo la presidente Marini abbia
effettivamente trascorso nell’Assemblea e quante votazioni totali abbia fin
qui espresso rispetto al dovuto. Vogliamo dimostrare con numeri oggettivi e
incontrovertibili la differenza tra chi sta diligentemente svolgendo il
mandato affidato dai cittadini, producendo numerosi atti di sindacato e
restituendo parte delle indennità, e chi sta facendo l’opposto, non
partecipando alle votazioni, essendo sempre altrove, sottraendosi al
confronto e a una doverosa presenza sugli scranni riservati alla Giunta


 

Veneto Banca,una classica storia italiana

 

veneto-banca-ape10Ha superato le 1.100 pagine il prospetto informativo dell’aumento di capitale da 1 miliardo in opzione ai soci di Veneto Banca. Oggi l’ultima bozza integrata con i rilievi della Consob verrà inoltrata alla Commissione che, salvo colpi di scena, lunedì 6 giugno dovrebbe autorizzarne la pubblicazione, in modo che l’Ipo possa prendere il via mercoledi’ 8 giugno fino al 30, quando dovrebbe essere previsto il listing.Lo scrive Il Messaggerospiegando che il faro Consob è stato acceso sul ruolo di Atlante. La Commissione avrebbe sollecitato chiarimenti da dare ai soci nel caso in cui dovessero sottoscrivere più del 50% del capitale, quota che annullerebbe una delle condizioni poste dal fondo per intervenire. Nel prospetto, quindi, sarebbe spiegato che per scongiurare il bail-in, sarebbe necessario raccogliere oltre 800 milioni.


 

La logica dei voltagabbana:Benigni oggi ne è il primo rappresentante in assoluto

 

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La Costituzione più bella del mondo? In fondo non è così bella. A sorpresa, Roberto Benigni, si schiera con il governo Renzi per il sì al referendum di ottobre. Intervistato da Repubblica, l’attore premio Oscar dichiara il suo voto: «Anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il “no”, voterò sì». «Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni», dice. In risposta ai timori di autoritarismo, l’attore e regista, replica che «dopo settant’anni di democrazia, se qualcuno volesse provare a farsi dittatore nell’Italia di oggi sa cosa verrebbe fuori? Un tiranno da operetta».

Proprio quel Benigni che alla Costituzione più bella del mondo ha anche dedicato uno spettacolo su Raiuno? Non a caso si sprecano le battute e le ironie sui Social network. «Caro Benigni, è stato bello. Ora però mi perdonerai, ma preferisco ricordarti da vivo. Una prece». Il tweet di Andrea Scanzi del Fatto quotidiano è uno dei più popolari. Seguito da: «Dire che abbiamo la Costituzione più bella del mondo ma volerla cambiare è come dire a Miss Mondo “bella, ma quel naso lo rifarei”». C’è chi tira in ballo il clan dei toscani (Renzi, Boschi, Benigni) e chi si prepara al peggio. Uno spettacolo sulla Rai dedicato alla nuova Costituzione, con Benigni infervorato che evoca la Boschi come se fosse la Beatrice della Divina Commedia. Potenza dei voltagabbana o intuito e logica degli intellettuali ? Ai posteri l’ardua sentenza……

 


 

L’HOLI SUMMER FESTIVAL IL 4 GIUGNO NEL PARCO DELLA ROCCA

 

holiTorna in Umbria, in pieno centro storico a Todi l’HOLI Summer Festival, che si terrà il 4 Giugno presso il Parco della Rocca dalle ore 12.
L’Holi è un festival dedicato ai colori e all’amore e all’uguaglianza, una giornata indimenticabile durante la quale i partecipanti si coloreranno lanciando in ariapolveri colorate per esprimere la propria libertà. Le uniche cose necessarie da portare sono una maglietta bianca, la voglia di divertirsi e rilassarsi. I colori, la musica, i corpi da ballo, i drink, lo street-food saranno già li ad aspettare i partecipanti. Una particolare attenzione è stata dedicata alle famiglie e ai bambini. Ci sarà animazione con maghi e giocolieri durante tutto il pomeriggio. Per i più grandi invece si alterneranno 12 dj, per un evento che sarà indimenticabile. Inoltre, un vocalist scandirà ad ogni ora il conto alla rovescia per il lancio dei colori, i partecipanti lanceranno un sacchetto di colore in aria e dal palco verranno sparati colori sul pubblico.
Un ringraziamento doveroso va agli organizzatori di tale iniziativa, la Vga Event e Trouble Staff nelle persone di Vincenzo Germino, Andrea GiuliviDaniele Baiocco.

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Maggio,aumenta il mercato delle automobili:+27,29%

 

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Continua la corsa del mercato automobilistico italiano che a maggio ha vistol’immatricolazione di 187.631 autovetture, con una crescita del 27,29%rispetto allo stesso mese del 2015 (allora le auto vendute furono 147.405). Ad aprile erano state invece immatricolate 167.837 autovetture (+12,12% annuo). Lo comunica il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture segnalando come nei primi cinque mesi del 2016 la Motorizzazione abbia immatricolato in totale 875.778 autovetture, con una crescita del 20,51% rispetto al periodo gennaio-maggio 2015 (726.720 unità”.

Anche a maggio, per il 17esimo mese consecutivo, Fiat Chrysler Automobiles (Fca) ha registrato in Italia un andamento migliore del mercato. Il gruppo con 55.900 immatricolazioni ha incrementato le vendite del 33,3 per cento raggiungendo quota 29,8 per cento, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a maggio 2015, il valore più alto da maggio del 2013. Per Fca si tratta del miglior mese di maggio dal 2006.

Nei primi cinque mesi del 2016 le registrazioni Fca sono state oltre 255.800, in aumento del 23,8 per cento in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel progressivo, la quota Fca è stata del 29,2 per cento, in crescita di 0,8 punti percentuali.


 

“Uno strano fenomeno ambientale”…di Mauro Giorgi

 

giorgiA volte ci sono delle situazione nei confronti delle quali non si può più sottacere. Soprattutto alla luce del perdurare della situazione ed al constatare la mancanza o timida volontà di capire, approfondire e risolvere il problema, ormai noto a tutti i cittadini, da parte di coloro che invece devono intervenire direttamente o sono deputati a vigilare.

Mi riferisco a quello strano fenomeno ambientale costituito da una densa nebbiolina che si forma di notte sovrastando la fornace di laterizi di Ponte Naia e che poi si diffonde fino a raggiungere i quartieri più popolosi della città. Ormai è giunto il momento di capire e porre dei rimedi.

Il ripetersi con sempre maggiore frequenza del fenomeno e le crescenti preoccupazioni della gente mi hanno spinto a presentare un’interrogazione al Sindaco, quale responsabile in primis della salute pubblica, affinché intervenga e si accerti del fatto che vengano messi in campo tutti i possibili interventi volti a monitorare realmente la qualità dell’aria della vasta zona interessata e ad impegnarsi a risolvere la delicata situazione ambientale che tanta apprensione sta creando fra la gente.

Fare intervenire con urgenza mezzi e professionalità che possano dare risposte affidabili aiuta sicuramente a dissipare i legittimi dubbi che negli anni si sono insinuati nella mente della gente che si sente più o meno direttamente coinvolta. Per questo è ormai irrinunciabile l’installazione sul territorio di adeguate centraline fisse per valutare la qualità dell’aria che però tengano conto di tutti i possibili elementi inquinanti che possono scaturire dai cicli di lavorazione delle varie aziende produttive della zona.

Insomma, giunti a questo punto la zona necessita di un monitoraggio importante che possa valutare a 360 gradi la presenza di possibili fonti di inquinamento e risalire da dove esse possano scaturire.

I cittadini vogliono risposte ben precise, capire se sono di fronte ad un eventuale situazione di inquinamento ambientale o si tratta d’altro. Non possono e non vogliono più vivere nell’incertezza.

Certo è che negli ultimi anni, e non si tratta di fare del facile allarmismo, a detta di molti operatori sanitari tuderti, in quelle aree si sta registrando una crescita notevole di patologie degenerative piuttosto gravi. Su questo nei prossimi giorni scriverò al Centro regionale di sorveglianza sui tumori e alla Asl competente per richiedere le statistiche e la mappatura di dove sono diffuse e come sono distribuite le suddette gravi patologie nel nostro comune.

Il coinvolgimento di un’area piuttosto vasta e densamente popolata, per di più con la presenza anche di una scuola materna, non deve far scattare semplicemente un campanello d’allarme ma addirittura una sirena a coloro  che a più livelli sono preposti a garantire e vigilare sulla salute pubblica, credo che una parte di responsabilità possa avercela anche la politica sempre più distratta dal fare personale.

Spero che a nessuno venga in mente di argomentare sulla vicenda giustificando e sopportando certe conseguenze per via del rischio della perdita dei posti di lavoro. La salute, se fosse in pericolo, è sacra e non si baratta con nulla! E nessuno eventualmente può scegliere chi si deve ammalare e chi no! Questo almeno per fortuna!

Infine credo che tutti i cittadini meritino rispetto, in particolare quelli del quartiere di Cappuccini che si affaccia direttamente sulla valle da dove prende origine l’imprecisata nebbiolina di diverse sfumature e spesso di odore acre. Va a loro la massima considerazione e attenzione anche per un altro ed importante motivo: in quell’area sarà costruito anche il depuratore unico della città di Todi, struttura per 25.000 abitanti equivalenti, innegabile il rischio di ulteriori ed eventuali problematiche che possono scaturire nella zona. Fra le motivazioni che hanno dato vita alla numerosa raccolta di firme contro la realizzazione del depuratore in quell’area, si evidenziava appunto anche l’inopportunità di costruirlo in quel luogo proprio per la vicinissima presenza della fornace di laterizi.

Quando anche il grosso depuratore sarà in attività e durante la notte continueranno a crearsi le nebbioline stratificate di incerta composizione ed insieme all’odore acre si diffonderanno cosa succederà?

 

 


 

Istat: senza figli a 40 anni, 25 anni fa era 1 su 10, oggi 1 su 4

 

Donna_Pancia_adnForse sono stati i cambiamenti culturali, forse è stata la crisi economica, forse le migliori aspettative di vita, o forse un mix di tutte queste cose insieme, il risultato è che oggi una donna su 4 varca la soglia dei 40 anni senza avere figli. E pensare che un quarto di secolo fa era solo 1 donna su 10 che superava gli ‘anta’ senza avere prole. Le tabelle contenute nel rapporto annuale dell’Istat svelano un quadro che sorprende, anche a livello territoriale.

Tra le nate nel 1976 oggi il 24,1% è senza prole, con differenze minime lungo lo stivale: al nord dove la percentuale arriva al 25,9%, il centro si posiziona al 25% ed il sud si ferma al 23,5%. Tra le nate nel 1952 invece le donne che a 40 anni, quindi nel 1992, non avevano figli erano il 12,1%.

Come era facile immaginare a slittare è anche l’età al momento del primo matrimonio. In questo caso, però, è possibile fare un confronto tra i ‘comportamenti familiari’ nel 1996 e nel 2015. Il risultato è che l’età media delle spose passa da 26,8 a 30,7 anni. Un’altra tabella mostra che, quasi nello stesso periodo, la forma familiare di ‘single non vedovi’ è più che raddoppiata, passando da 2,2 milioni a 4,8 milioni.


 

Una presenza per informare

Eravamo indecisi e perplessi se tentare un approccio diverso per informare sugli eventi tuderti, sulle vicende quotidiane di un territorio in lento declino. Abbiamo pensato che non si può mollare ne lasciare spazio alla rassegnazione o al fatalismo ! Per questo motivo cercheremo di aggiornarvi su quanto avviene non solo a livello locale ma anche sulle vicende regionali e nazionali. Vivere sul colle o nei pressi non ci estranea dalla realtà circostante. Per troppo tempo tacendo su episodi che hanno segnato negativamente la città abbiamo lasciato spazio a soloni da “quattro baiocchi” e a improvvisatori pieni di prosopopea. Cercheremo di essere quanto mai obiettivi ma nessuno potrà mai impedirci di pensare con la nostra mente e secondo le nostre convinzioni.

Accetteremo le critiche costruttive, non risponderemo alle provocazioni di crede di essere un “eletto”per diritto divino,informeremo dando comunque spazio a tutte le voci, purchè si usi un linguaggio consono all’informazione  e non un linguaggio da trivio come spesso accade su alcuni network.

Grazie per l’attenzione

Stravos