Claudio Ricci lancia la campagna elettorale Umbria 2020

 

“Cambiare con la capacità di fare e proporre idee concrete e realizzabili”. Questa la frase che le liste civiche a sostegno di Claudio Ricci porteranno avanti durante l’intera campagna elettorale per Umbria 2020, ossia le elezioni regionali che daranno vita all’undicesima legislatura. La presentazione del programma e delle liste stesse avverrà il 30 giugno al Park Hotel di Ponte San Giovanni, Perugia, a cominciare dalle ore 10.

“Saranno riflessioni dialoganti su temi e progetti in vista di Umbria 2020. Ogni partecipante avrà a disposizione tre minuti per parlare della sua idea”. E poi: “Faremo un sunto del lavoro degli ultimi tre anni in Consiglio regionale. Farò il punto su ciò che ha proposto il gruppo civico a cui appartengo: 500 atti tra interrogazioni a risposta immediata, mozioni e disegni di legge, otto seminari su temi di approfondimento tecnico a cui hanno presenziato persone provenienti da tutta l’Umbria”.

Un occhio al passato, uno sguardo al futuro, ossia al programma che Ricci e le liste civiche proporranno per la prossima legislatura, diviso in cinque punti. Un front-office a disposizione di chi vorrà lasciare mail o telefono per poter essere utile in vista delle elezioni o candidarsi in qualche lista (saranno tre o quattro). Ricci lancerà così la sua candidatura a successore di Catiuscia Marini: “Io mi considero un candidato civico, civile, popolare, moderato. Sono a capo di un vero e proprio esperimento, in Umbria. Portare il cambiamento senza rovesciare i tavoli o alzare la voce. Scegliendo persone preparate che proporranno cose realizzabili finanziariamente”. Una lunga carriera politica alle spalle, “anni in cui ho anche imparato dai miei errori. Prima di proporre qualcosa, bisogna sapere di poterlo realizzare finanziariamente e nei tempi previsti: così si acquisisce credibilità”.

L’esperienza, dicevamo: 19 anni al Comune di Assisi, con due mandati da Sindaco. Quattromila interventi realizzati, tra restauri, viabilità, parcheggi e sottopassi, oltre 6 milioni di turisti, più di mille eventi realizzati ogni anno tra Assisi, Santa Maria degli Angeli e le frazioni. “Durante i miei mandati ad Assisi, abbiamo fatto la vera revisione della spesa di più di 1.200 poste di bilancio, cercando di capire come poter spendere meno. L’addizionale Irpef per tutte le categorie pari a zero, una diminuzione dei costi pari al 50% per mense e trasporti scolastici, la riduzione del 30% sulla tassa dei rifiuti. Abbiamo fatto questo, portando per le famiglie di Assisi un risparmio di tasse pari a 750 euro all’anno. Durante i mie mandati, non è stata mai applicata la tassa di soggiorno”.

E’ un progetto esportabile in Regione? “Voglio partire da qui. Occorrono risorse. Il bilancio umbro dice 2,8 miliardi di euro, ma di questi 1,7 sono di passaggio, dati dallo Stato per il servizio sanitario regionale. Le risorse libere, ovvero quelle che  si possono utilizzare davvero, sono pari a 200 milioni. Il che significa che ci sono troppi costi fissi. Io vorrei fare la revisione della spesa, come ad Assisi. E ancora: abbreviare i tempi burocratici per il rilascio delle autorizzazioni”. Ricci precisa: “Non mi faccio illusioni, so quanto è difficile. Vorrei liberare 50 – 100 milioni all’anno, da investire poi nelle infrastrutture e nel sistema imprese, diminuendo l’Irap per quelle che assumono. Voglio agire nel sociale, visto che in Umbria 30 mila famiglie vivono in condizioni di assoluta povertà. Voglio creare nuovi posti di lavoro nei settori cultura, turismo e trasporti. Diminuire la pressione fiscale”. Senza dimenticare i fondi strutturali europei: “Nel settennio dal 2014 al 2020 ne sono stati concessi tanti, 1,7 miliardi. Bisogna utilizzarli per obiettivi più chiari. Serve maggiore organizzazione, facendo un vero e proprio Piano di marketing operativo, che stabilisca le priorità e misuri poi i risultati per determinare efficienza ed efficacia”.

Si passa a due argomenti spinosi, che riguardano il trasporto. “Servono più risorse per l’Aeroporto dell’Umbria, 2-3 milioni in più, facendo accordi stabili con compagnie aeree serie, non con quelle piccole che annunciano voli che poi non vengono fatti”. L’Alta Velocità: “Bisogna implementarla. Io proporrò un Frecciarossa 1000 che parta da Terni e poi faccia fermate a Spoleto, Foligno, Assisi, Orvieto, Perugia Aeroporto (dove ci sarà la stazione), Terontola e quindi Arezzo, dove si immetterà sulla linea Av. Servono altri 2-3 milioni di euro. Il Frecciarossa 1000, fermando in queste città, perderebbe al massimo 30 minuti, ma a livello turistico sarebbe un forte richiamo”. Trasporti che sono anche altro, non solo i treni super veloci: “Bisogna finire il raddoppio ferroviario Spoleto – Terni e Foligno – Terontola, costruendo una stazione ferroviaria all’Aeroporto di Perugia”. E ancora: “Si parla della variante ferroviaria AV Roma – Ancona, che sarebbe fondamentale per l’aeroporto, l’eugubino e il gualdese. Ma non nascondo che questa sarebbe un’opera molto onerosa”. Capitolo strade: “Bisogna sviluppare gli assi Terni e Orvieto verso Roma. Un primo passo lo avremo quando sarà completata la Orte – Civitavecchia. Terni deve essere sempre più vicina a Roma”. Sul Perugino: “Bisogna risolvere il problema delle gallerie, creando la variante esterna. Completare la E78 che unisce il Mar Tirreno al Mar Adriatico. Infine, va conclusa la Quadrilatero Umbria Marche Spa”.

Sanità: “Bisogna investire maggiormente nelle strutture e nelle persone, il che porterebbe a ridurre le liste d’attesa per esami e visite. Evitando sprechi, il che porterà ad avere risorse da investire”. Aggiunge Ricci: “L’undicesima legislatura vedrà una Regione costituente, non solo legislativa. Spesso è questo ente infatti che deve sostituirsi a Comuni e Province in alcuni interventi su strade e scuole. Non può più essere solo un organismo che fa le leggi”.

L’idea di macroregione, infine, stuzzica parecchio Ricci: “La vedo di buon occhio. Dobbiamo creare la macroregione del Centro Italia, unendoci a una parte del Lazio, alle Marche e alla Toscana. Sarebbe una grande opportunità. Più fai, più puoi ottenere. Noi siamo 900 mila, in Umbria, è difficile essere ascoltati. Proporrò poi che l’Umbria, in quanto centrale, diventi la sede di questo Parlamento macroregionale”.

L’Associazione Italiana Editori tramite il presidente Riccardo Franco Levi interviene sulla vicenda della bibliotecaria tuderte

 

“Come Associazione Italiana Editori non possiamo accettare censure alla libertà di espressione e siamo fortemente allarmati e preoccupati per quanto è successo”. È questo il commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), Ricardo Franco Levi, a proposito dell’allontanamento di Fabiola Bernardini, direttrice della biblioteca comunale di Todi trasferita ad altro incarico professionale perché si è rifiutata di escludere alcuni libri per ragazzi dagli scaffali.

“I libri e la lettura sono sempre un valore e come tali non possono essere censurati in alcun modo”, ha concluso Levi. “Questo è vero in qualsiasi circostanza. Lo è ancora di più se e quando la censura colpisce i ragazzi, i lettori più giovani, nell’età, quindi, in cui si devono trasmettere e consolidare l’amore e il gusto della libertà. Per questo auspichiamo e chiediamo che Fabiola Bernardini venga al più presto ricollocata nel suo lavoro originario: la biblioteca”….(tratto da www.primaonline.it del 25 giugno 2018)

La Cascianella:in avanzata fase di costruzione un Resort da 13 Stelle

 

 

Mesi or sono ai cittadini fu specificato da vari Amministratori Comunali che sarebbero stati informati spesso sui lavori di realizzazione del nuovo “Resort Depuratore a 13 Stelle”, un’opera utilissima,attesa con impazienza e definitivamente programmata nell’inizio dei lavori dal ” Sindaco Emerito “, Dottor Carlo Rossini. In questa Repubblica abbondano gli “Emeriti”,ma la nuova definizione per i Sindaci non era in voga fino a qualche tempo fa.Per la precisione fu pronunciata ,se la memoria non ci inganna, dall’ Avv. Antonino Ruggiano,attuale Sindaco tuderte,nel corso della conferenza stampa di fine anno. Non sappiamo se ne sia l’inventore,ma ne è sicuramente un utilizzatore.

Ma torniamo allo splendido “Resort Depuratore” in costruzione in Località Cascianella, diventata famosa proprio per il collocamento in questa località dell’impianto che andrà ad eliminare le sostanze nocive dai fluidi. La curiosità di vedere la struttura in costruzione è stata forte,anche perchè,lo ribadiamo,da mesi nessun Amministratore ragguaglia pubblicamente con apposite note informative i cittadini,elementi non secondari in una democrazia,visto che poi votano….Un “Resort Depuratore” bello, che sta lentamente crescendo nella vallata e che dimostra la tranquillità futura di un luogo ameno,capace così di pacificare lo spirito, calmare la mente e i nervi, favorire la tranquillità interiore …

Gli abitanti del versante sud di Todi ed in particolare quelli del Quartiere Europa dovranno sentire aria malsana causata dalla liberazione di molecole di gas maleodoranti proveniente dal “Resort Depuratore a 13 Stelle” della localita “La Cascianella ” ? Se l’aria malsana andrà a sommarsi ad altra aria azzurrognola che ristagna spesso nella zona,allora ci sarà da chiedersi :CUI PRODEST ? 

“Parchi- giochi per tutti”,comunicato Movimento Tuderti 5 Stelle

Parchi- giochi per tutti
Apprendiamo con soddisfazione che il nostro Comune rientra tra i vincitori del Bando regionale su fondi europei per la realizzazione di parchi-gioco.
Qualsiasi città o luogo abitato deve prevedere un piano di progettazione e/o riqualificazione di spazi  pubblici destinati ai bambini e a chi voglia trascorrere del tempo con loro, per consentirgli  un divertimento sicuro, idoneo a tutte le specificità. Tanto più se la città in questione è stata definita come la città più vivibile del mondo .
Il  MoVimento Tuderti 5 Stelle, a seguito della realizzazione del parco Michele Trastulli, in località Bodoglie, dopo approfondite analisi, aveva posto in risalto, a carico dello stesso, sia la presenza di  barriere architettoniche che l’assenza di giochi adatti e accessibili a tutti i bambini .
Si precisa che ciò che era stato messo in evidenza non riguardava né la progettazione né l’esecuzione dei lavori bensì l’ennesima mancanza di direttive politiche in merito a considerazioni di natura inclusiva che avrebbero reso la struttura ancor più valida, completa, e di conseguenza veramente moderna.
Ci auguriamo per tutti i futuri lavori, compreso il parco della Rocca, tutt’altra pianificazione!

I COMUNISTI SUI RISULTATI DEI BALLOTTAGGI IN UMBRIA

 

I risultati dei ballottaggi che si sono tenuti domenica 24 giugno a Terni, Spoleto e Umbertide erano largamente attesi. Lo schema individuato all’indomani delle elezioni politiche e della tornata amministrativa del 10 giugno si ripete: il centrosinistra, in alcuni casi alleato con settori del centrodestra “moderato”, è stato severamente punito dall’elettorato, che ha preferito scegliere l’originale rispetto alla copia. La bancarotta politica del PD ha trascinato con sé nella disfatta le tutte le formazioni della sinistra opportunista, che nei tre maggiori centri umbri non hanno raccolto consensi sufficienti neanche per essere rappresentate nei consigli comunali.

Al di là delle dinamiche elettorali interne all’alleanza gialloverde, in cui la destra guadagna consensi mentre il Movimento 5 Stelle perde ovunque era presente, questo è il risultato di anni in cui il PD e i suoi alleati hanno attuato politiche di macelleria sociale, portando un attacco senza precedenti ai diritti sociali delle classi popolari, consegnandole così alla rabbia e al fascismo.

Dopo aver condotto una campagna elettorale cavalcando il malcontento su temi come l’immigrazione e la sicurezza per accaparrarsi il massimo consenso, le amministrazioni che escono da questi ballottaggi, come il governo nazionale grilloleghista, sono già pronte a tradire le loro promesse elettorali e ad allinearsi in continuità con le politiche delle amministrazioni precedenti, rientrando nella gabbia del pareggio di bilancio e delle politiche di austerità e privatizzazione dei servizi imposte dall’UE a tutto vantaggio del trasferimento di enormi risorse finanziarie verso il capitale privato. Possiamo aspettarci dinamiche identiche a quelle già viste a livello nazionale: per nascondere l’inattuabilità dei loro mirabolanti programmi dall’interno di quella gabbia, le amministrazioni leghiste continueranno ad agitare lo spauracchio dell’immigrazione e della sicurezza e ad alimentare l’odio sociale riducendo gli spazi di agibilità politica di ogni vera opposizione.

La fase di drammatica arretratezza in cui ci troviamo non si contrasta, come fanno alcuni circoli marginali della cosiddetta “sinistra radicale”, additando istericamente quelli che considerano i colpevoli di una disfatta che viene da lontano e che non può essere invertita con inutili ammucchiate elettorali. In quest’ottica, i comunisti umbri continueranno a lavorare per consolidare il proprio radicamento sul territorio e contrastare le politiche reazionarie sostenendo le lotte dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati e dei pensionati, rivendicando l’autonomia della lotta della classe operaia e delle fasce popolari contro l’UE e la NATO e lavorando instancabilmente nella costruzione di un’alternativa di classe che possa esprimere i reali interessi delle classi subalterne. Questa alternativa si chiama Socialismo.

Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria

 

L’elezione è avvenuta al termine del workshop “Il negozio di Moda tra presente e futuro” che ha fornito dati di mercato e indicazioni operative per uscire dalla crisi del settore

 

4 obiettivi subito definiti: riduzione delle tasse locali, chiusura dei negozi nei giorni festivi, riconoscimento dei negozi storici, collaborazione con le scuole professionali per qualificare giovani addetti alla vendita nel settore.

Carlo Petrini, imprenditore spoletino confermato oggi alla presidenza di Federmoda Umbria Confcommercio, mette subito le carte in tavola, al termine dell’Assemblea elettiva della organizzazione che si è svolta nella sede perugina di Confcommercio, chiamando a raccolta sul suo programma un nutrito gruppo di imprenditori, provenienti da tutta l’Umbria, che hanno deciso di mettersi in gioco e che sono stati eletti nel nuovo consiglio Federmoda Umbria, in carica per i prossimi quattro anni.

Un entusiasmo e una voglia di fare che non può che giovare al settore, provato da una crisi lunga dieci anni, che solo negli ultimi sei ha causato un saldo negativo di 20 mila imprese.

Il nuovo consiglio Federmoda Umbria è dunque composto da Massimiliano Baccari (Castiglione del Lago), Gian Marco Baciucco (Giano dell’Umbria), Emanuele Baldini (Spoleto), Cristian Braganti (Città di Castello), Gianmarco Buono (Terni), Marco Capoccia (Guado Tadino), Claudia Carducci (Foligno), Paola Casagrande (Foligno), Marco Cenci (Corciano), Roberta Colarieti (Terni), Daniele Lanuti (Gualdo Tadino), Rosanna Nardelli (Gubbio), Francesca Romana Piliego (Spoleto), Leopoldo Rossi (Città della Pieve), Angelo Santarelli (Gualdo Tadino), Michele Temperini (Corciano), Giancarlo Toccaceli (Marsciano).

“Il negozio di Moda tra presente e futuro”

“Un futuro per il dettaglio moda ci sarà di sicuro… ma solo per chi se lo saprà conquistare! Bisogna imparare a fare le cose in un modo nuovo”, ha detto in sintesi Massimo Torti, segretario generale di Federmoda Italia, che ha illustrato dati di mercato, strumenti e strategie per fare innovazione alla folta platea di imprenditori umbri, convocati questa mattina nella sede Confcommercio a Perugia per il workshop “Il negozio di Moda tra presente e futuro” e, subito dopo, per l’assemblea elettiva dell’organizzazione.

Gli imprenditori umbri hanno animato anche un vivace dibattito sui rischi e le opportunità del negozio di moda ai tempi di internet, partendo dalla contrazione della quota di mercato destinata al comparto vestiario e calzature, che è passata dal 7,7% del 1995 al 6,2% del 2017. 

L’andamento complessivo del settore moda sta tornando a registrare un segno positivo, come dimostrano i dati relativi agli acquisti con carta di credito, che lo scorso anno in Italia sono aumentati dell’1,9%, ma in Umbria solo dello 0,4%.

I dati umbri dei primi cinque mesi del 2018 sono troppo altalenanti – ad un -5,1% di gennaio si contrappone il +2,4% di maggio – per avere indicazioni certe sul prossimo futuro. Ma sono molti gli imprenditori che prevedono per l’anno in corso un aumento dei ricavi.

Certo, è stato chiarito nel corso dell’incontro, bisogna darsi da fare. Perché Il nuovo paradigma del dettaglio consiste in un approccio su più fronti che incrocia canali fisici e digitali, che possono e devono funzionare in simbiosi invece che in contrapposizione.

Ed ecco, la fotografia scattata da Federmoda su come sta evolvendo in Umbria la relazione tra moda e web.

Il sito web: circa una impresa su tre possiede un proprio sito web che viene principalmente usato come vetrina o come strumento di vendita di prodotti che possono essere acquistati anche in negozio.

Le vendite online: il 13,6% delle imprese del settore moda vende i propri prodotti online e lo fa principalmente attraverso il proprio sito web.

Utilizzo dei social network: una impresa su due utilizza i social network per promuovere la propria attività aziendale, Facebook è di gran lunga (97,7%) la piattaforma più utilizzata, segue Instagram (34,3%), Twitter (7,5%) e You tube (1,9%).

IL TODI A COVERCIANO

Il  Centro Tecnico Federale di Coverciano  ospita i ragazzi delle  Giovanili del Todi Calcio.

 

Dopo la realizzazione dell’Album  “I LOVE TODI” con le  250 figurine dei ragazzi e dei tecnici  del Todi,  dopo la programmazione dell’ OPEN DAY VALENCIA C.F. prevista per il 3,4 e 5 Luglio ai campi sportivi di Pian di Porto e Ponterio, è tutto pronto per  l’esperienza calcistica denominata “Giocare a Coverciano”.

Mercoledì 27 Giugno p.v.  oltre 50 ragazzi, genitori e tecnici delle Giovanili  del Todi avranno il piacere  di recarsi a  Coverciano, al Centro Tecnico FIGC.  Un esperienza unica, resa possibile grazie al lavoro svolto da Mister Massimo Tommasini, responsabile della società sportiva tuderte per i rapporti federali e allenatore  dei Giovanissimi Regionali (quest’anno  classificatosi quarti nell’impegnativo girone di Perugia).  Tutti i partecipanti trascorreranno un’intera giornata nel centro sportivo calcistico fiorentino, all’avanguardia in Italia e nel mondo, in occasione dei festeggiamenti dei 120 anni della Federazione Italiana Gioco Calcio.

Al mattino  i ragazzi effettueranno una seduta di allenamento di due ore sui campi degli Azzurri. I tecnici federali , affiancati dagli istruttori del Todi, Tommasini Massimo, Santucci Mirko e Nulli Gabbiani Roberto, metteranno in pratica le tecniche di allenamento più innovative ed aggiornate mirate ad una più specifica crescita calcistica. Particolare attenzione sarà rivolta alla categoria Esordienti nati nel  2006 che quest’anno, allenati da Mister Lorenzo Tarpani, hanno notevolmente migliorato  le loro qualità tecnico – tattiche.

Al pomeriggio, dopo il momento conviviale al “ Ristorante degli Azzurri”, tutti avranno l’onore di visitare il Museo del Calcio. Nelle sei sale multimediali sono infatti esposte le coppe, i trofei, le maglie, i gadget della Nazionale Italiana dal 1934 ad oggi. Ma non finisce qui.  La visita al Centro prevede anche l’ingresso alla  “Hall Of Fame” del calcio italiano: la prestigiosa sala espositiva con i cimeli dei più grandi campioni del calcio mondiale,  tra cui  spiccano  quelli di Del Piero, Gullit, Ronaldo, Falcao, Tardelli….. e la maglia nr. 10 del grande Pelè.

Un “Full Immersion” calcistica che  rimarrà impressa per molto tempo nella memoria dei nostri piccoli calciatori che, se avranno fortuna, potranno anche portare a casa  un autografo del nuovo C.T. della nazionale Roberto Mancini!!!

Umbria, la disoccupazione continua ad affliggere i sistemi locali del lavoro

 

Bravi (Ires Cgil): in particolare nella fascia appenninica situazione critica

 

SSL

N° COMUNI

Kmq

Abitanti

Occupati

Disoccupati

Tasso di Disoccupazione

Assisi 4 292,7 57.566 23.700 2.300 8,6%
Cascia 4 482,71 6.462 2.500 300 7,4%
Castiglione 3 383 24.121 9.700 1.200 10,8%
Città di Castello 4 563 56.042 23.700 2.800 10,5%
Foligno 6 563 83.167 33.000 3.700 10,5%
Gualdo Tadino 6 476 31.429 11.100 1.500 11,3%
Gubbio 2 583 33.858 13.100 1.700 11,4%
Norcia 4 578 7.903 2.900 300 10,0%
Perugia 9 1.193 243.259 103.500 12.100 10,4%
Spoleto 6 539 45.612 17.600 2.200 10,9%
Todi 7 547 37.836 14.700 1.600 10,7%
Umbertide 3 392 20.327 8.000 1.000 11,2%
Orvieto 12 696 42.916 16.600 1.700 9,3%
Terni 18 1.126 178.729 66.900 8.400 11,1%

I dati elaborati dall’Istat, relativi all’intero 2017, sui sistemi locali del lavoro sono un’ulteriore conferma – dopo le analisi della Banca d’Italia e lo stesso rapporto dell’IRES/CGIL dell’Umbria e della Toscana – di quanto in profondità abbia scavato la recessione economica e sociale che ha colpito la nostra regione. I sistemi locali del lavoro (14 in Umbria) che spesso non coincidono con i confini istituzionali, indicano l’omogeneità dei bacini di lavoro e, nella comune difficoltà dell’Umbria, danno il senso anche delle differenze territoriali che sembrano essersi allargate.

Non è un caso che il più alto tasso di disoccupazione si registri nella fascia appenninica, dopo la drammatica “crisi” della ex Antonio Merloni di Gaifana, con un 11,4% e poi nei SLL di Gubbio (11,3%) e Gualdo Tadino (11,3%). Inoltre, le tante crisi aziendali apertesi recentemente nello Spoletino spiegano il 10,9% in quel territorio. Alta la disoccupazione anche nel SLL di Perugia con 12.100 disoccupati e un tasso del 10,4% (era del 4,6% nel 2007) e nel SLL di Terni con 8.400 disoccupati e un tasso del 11,1% (era del 5% nel 2007).
Il dato quantitativo su cui si è soffermata l’ISTAT non rende però pienamente il senso delle difficoltà del lavoro, perché ad esso va aggiunto quello sulla qualità del lavoro. Qui è l’Inps a dirci che le assunzioni a tempo indeterminato sono inferiori al 20% e che le cessazioni sono superiori alle attivazioni. Abbiamo di fronte a noi un quadro estremamente preoccupante che richiede una rapida e decisa inversione di tendenza.
IL PRESIDENTE IRES CGIL UMBRIA
Mario Bravi 

Appuntamento della Fidapa BPW Italy di Todi il 26 giugno alle 18 presso la Sala del Consiglio Comunale di Todi

La Sezione Fidapa BPW Italy di Todi organizza il 26 giugno alle 18 presso la Sala del consiglio comunale di Todi la presentazione del libro di Laura Dalla Ragione e Paola Antonelli “Le mani in pasta ” in uscita dal Pensiero Scientifico Editore.
Il  libro racconta  storie di bambini che ostinatamente rifiutano di mangiare cibi con consistenze particolari, oppure che li selezionano in base al colore, alla qualità; che vivono il rapporto con il cibo con ansia e preoccupazione.

Insieme ai bambini mamme e papà confusi e stupiti di fronte a rifiuti così ostinati, difficili da comprendere in bambini così piccoli, intere famiglie che intorno a questi comportamenti così pervasivi hanno organizzato la loro quotidianità, nel tentativo, spesso vano, di far mangiare i propri piccoli.

Questi comportamenti hanno un nome: disturbi selettivi dell’alimentazione e questo libro li  racconta a partire dalla difficoltà di riconoscere le sue diverse espressioni per poter intervenire per aiutare i bambini, e le loro famiglie, nella difficile ricostruzione di un rapporto sereno con il cibo.

“Anche in infanzia quindi esistono e si stanno diffondendo i disturbi alimentari”, ricordano le Autrici, Laura Dalla Ragione e Paola Antonelli, meno conosciuti forse, ma non per questo meno presenti e pericolosi, spesso rischiosi precursori di disturbi più pervasivi nella prima adolescenza.

E anche in infanzia le spiegazioni di questi comportamenti sono da ricercare nella relazione piuttosto che nel piatto.

Le trame della cura educativa si intrecciano così tra le pagine e le storie di questo libro, rivolto a educatori, pediatri e operatori della salute, per rispondere a queste domande, prestando una particolare attenzione a questi Disturbi e alle sue connessioni con eventi di vita traumatici e con l’autismo.

Il titolo del libro, si riferisce a un modello integrato di cura, un trattamento sperimentale in cui si usa il cibo come mediatore di relazione: madri, padri, bambini giocano con i terapeuti, in gruppo, mettendo le mani in pasta per rinnovare quelle relazioni che la patologia del cibo ha interrotto.
Parteciperanno alla presentazione: la Presidente nazionale Caterina Mazzella, la Presidente del Distretto Centro Patrizia Fedi Bonciani, la Past President del Distretto  Fiorella Annibali, la Vice Presidente Distrettuale Concetta Di Palo, nonché le Autorità locali: il Sindaco Antonino Ruggiano e l’Assessore alla cultura Claudio Ranchicchio

LA CISL FP UMBRIA E’ CONTRO IL RIORDINO AMMINISTRATIVO DEL PERSONALE DEL COMUNE DI TODI. ALLORA LA RSU DI TODI FAVOREVOLE INVECE ALL’ACCORDO VIENE RIDIMENSIONATA ?

 

Il comunicato stampa che riproduciamo integralmente di seguito lascia perplessi.Anche la CISL FP Umbria e quella territoriale prendono le distanze dall’accordo siglato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) del Comune di Todi sul riordino “dell’organizzazione amministrativa del Comune di Todi”. Quindi la CISL FP Umbria e la Cisl Territoriale di fatto sono contrarie  al’azione svolta dai propri rappresentanti sindacali in seno alla RSU. Sbagliamo ? Boh…Nel sindacto esiste la democrazia dal basso o “la democrazia organica dall’alto ? “. La nostra francamente è una disquisizione puramente teorica.Allora il ragionamento è semplice:il comunicato stampa della CISL FP UMBRIA e della CISL territoriale implica di fatto che i due eletti della CISL nella RSU del Comune di Todi debbano dimettersi ?Stessa cosa quindi per quelli della CGIL, già “sconfessati ” in precedenza dal vertice regionale di settore.Ma i rappresentanti della RSU “democraticamente e liberamente eletti” a chi rispondono ? Ai loro elettori o alla burocrazia sindacale ? 

COMUNICATO STAMPA CISL FP UMBRIA

“La CISL FP Umbria, unitamente alla CISL Territoriale, a seguito del Processo di riordino dell’organizzazione amministrativa del Comune di Todi, nel quale si prevede lo spostamento di diversi dipendenti in altri servizi, tenuto conto anche del dibattito politico scaturito sulla vicenda tra la cittadinanza, che tende a far risaltare come tale processo di mobilità sia oggetto di atti discriminatori nei confronti di alcuni, anche al fine di valutare una ricaduta negativa sulla qualità dei servizi offerti,invitano l’Amministrazione ad una ulteriore verifica e riconsiderazione della riorganizzazione intrapresa, anche attraverso un ulteriore confronto.”