I GEOMETRI DI PERUGIA PRESENTANO IL PROGETTO ‘CANTIERE CARDIO PROTETTO’

 

Sarà presentato giovedì 22 novembre a Vallo di Nera il progetto ‘Cantiere cardio protetto’, promosso dal Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Perugia, che consentirà di donare 16 defibrillatori ai Comuni umbri dell’area del cratere del terremoto che ha interessato il centro Italia nel 2016. Ad aprire l’incontro, che si terrà a partire dalle 11 nell’ex convento Chiesa di santa Maria, sarà il moderatore Angelo Pazzaglia, segretario del Collegio dei geometri di Perugia. Seguiranno, poi, i saluti di Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Ezio Viola, presidente dell’Associazione geometri di Spoleto, e Roberto Baliani, coordinatore della Rete delle professioni tecniche dell’Umbria. Augusto Tomassini, segretario commissione sisma 2016 dei geometri di Perugia, illustrerà le finalità del progetto, mentre Norise Fedeli, consigliere dello stesso Collegio, parlerà dello sviluppo e delle attività di condivisione relativi a ‘Cantiere cardio protetto’. Si succederanno poi gli interventi dei sindaci dei Comuni che hanno aderito al progetto: Umberto De Augustinis (Spoleto), Mario De Carolis (Cascia), Nicola Alemanno (Norcia), Pietro Bellini (Preci), Tullio Fibraroli (Sant’Anatolia di Narco), Agnese Benedetti (Vallo di Nera), Marisa Angelini (Monteleone di Spoleto), Paola Agabiti (Scheggino), Egildo Spada (Poggidomo). Infine, a Massimo Pasquini spetterà la dimostrazione pratica dell’uso del defibrillatore, mentre a un rappresentante della Regione Umbria sono affidate le conclusioni dell’incontro.

 

COMUNICATO STAMPA :”L’ASSESSORE MORENO PRIMIERI CONTINUA A COLLEZIONARE BRUTTE FIGURE!”

 

Ci fa piacere che l’assessore Moreno Primieri continui ad apprezzare il lavoro fatto dalla giunta che l’ha preceduto. Non c’è opera pubblica, infatti, approntata dalla giunta di Centrosinistra di cui il buon Primieri non tenta maldestramente di rivendicare la paternità, come dimostra anche in questi giorni la sua ennesima uscita in tal senso. Forse Primieri vuole battere il record delle brutte figure? Beh, lo rassicuriamo: ci sta riuscendo benissimo!

Il progetto di riqualificazione del Parco della Rocca nasce grazie alla precedente amministrazione, che ha reperito i finanziamenti e fatto partire la suddetta opera. Proprio allora si è intensificata la collaborazione con la scultrice Beverly Pepper, che ha portato alla donazione da parte dell’artista di alcune sue opere al Comune di Todi. Primieri dovrebbe ricordarselo bene, in quanto la donazione è stata portata dall’amministrazione di centrosinistra nella massima assise comunale onde essere approvata, quando egli era sedeva sui banchi dell’opposizione.

Sempre chi l’ha preceduto ha lasciato in eredità alla città anche il recupero del ciclo pittorico quattrocentesco della sala affrescata di Via del Monte e la riqualificazione degli spazi delle chiese di proprietà comunale di Sant’Antonio e della SS. Trinità, al fine di creare spazi di valore per mostre di una certa importanza.

Queste opere rientrano nel più ampio progetto dei nuovi attrattori culturali della città di Todi, che comprende, oltre ai già citati interventi, la riqualificazione e recupero delle cisterne romane, dei portici comunali e dell’ex convento delle Lucrezie.

Per essi, l’azione amministrativa portata avanti dal centrosinistra ha ottenuto un contributo complessivo da parte della Regione Umbria di 1.100.000 euro, funzionali alla realizzazione di un progetto di crescita della città. È sotto gli occhi di tutti, tuttavia, che da un anno e mezzo a questa parte, grazie all’operato del sindaco Ruggiano e al fondamentale contributo dell’assessore Moreno Primieri, molte opere pubbliche che erano già in itinere sono ferme, mentre altre vanno avanti per forza d’inerzia.

Ci sembra quindi abbastanza patetico il tentativo di nascondere le palesi incapacità amministrative dell’attuale giunta rivendicando opere pubbliche la cui paternità appartiene ad altri.

 

GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO

La Lega risponde al comunicato dell’amministrazione comunale di Massa Martana sulla vicenda dei pozzi privati inquinati

«La risposta stizzita dell’amministrazione comunale massetana», commenta il segretario regionale e Deputato della Lega, Virginio Caparvi, «è fuori luogo e manifesta solo la debolezza dell’amministrazione locale e di un Pd ormai logoro e lontano dai cittadini. L’accostare la vicenda massetana», continua Caparvi, «a una parte del contenuto del «decreto Genova» che è un provvedimento legislativo d’emergenza e che tratta di idrocarburi e non di liquami zootecnici, significa semplicemente volersi esimere dal merito della vicenda stessa».

«Purtroppo l’incompetenza amministrativa», aggiunge la referente massetana della Lega, Luana Sensini Passero, «è solo quella di un sindaco, come Maria Pia Bruscolotti che prima emana un’ordinanza più restrittiva e poi, sollecitata da un’azienda a cui Arpa e Regione hanno dato delle scadenze precise per mettersi in regola, torna frettolosamente quanto inspiegabilmente sui suoi passi. Ma alla Bruscolotti è andata male, grazie all’intervento dell’Arpa e della Regione che ha diffidato la stessa azienda. Le carte parlano chiaro, è sufficiente leggerle. Credo che nessuno, mi piace sperare nemmeno l’amministrazione comunale uscente, voglia sul proprio territorio una qualsiasi azienda non rispettosa delle regole e dell’ambiente», conclude la Sensini Passero. «I funzionari e il personale dell’Arpa e della Regione hanno fatto solo il loro lavoro che è stato quello di controllare e tutelare la salute di molti cittadini. La Bruscolotti no».

Federmoda e Fiva Confcommercio Umbria contro la ricorrente presenza in Umbria degli Ambulanti di Forte dei Marmi

 

Commercio fisso e ambulante umbro compatto contro la ricorrente presenza sulle piazze locali degli Ambulanti di Forte dei Marmi. A prendere posizione sono   Federmoda Umbria, che all’interno di Confcommercio rappresenta il settore moda, calzature, accessori, abbigliamento sportivo, biancheria e tessuti, e Fiva Umbria, che rappresenta gli ambulanti: chiedono entrambi ai Comuni di  non incentivare  ulteriormente la presenza di questi operatori di fuori regione che sottraggono mercato alle imprese del territorio e dallo stesso territorio drenano risorse, impoverendolo.
“Una concorrenza tanto più insostenibile – sottolinea il presidente di Federmoda Umbria Carlo Petrini – in un momento che per il settore resta molto critico, e con gli acquisiti invernali praticamente non ancora partiti a causa delle alte temperature registrate fino ad ora.  La nostra protesta non è determinata da questioni di campanile o di mero interesse – continua Petrini –  ma dalla legittima  rivendicazione del rispetto delle leggi della concorrenza.  I nostri amministratori dovrebbero ricordare che le imprese locali  offrono un servizio al territorio e ai consumatori tutto l’anno, sobbarcandosi tutti gli oneri che questo comporta e soprattutto il peso di lunghi periodi totalmente improduttivi.  Non possiamo accettare che  in momenti clou della stagione invernale o estiva si facciano ponti d’oro a operatori che a questa regione non portano nessun beneficio economico, penalizzando gli operatori locali, in sede fissa e ambulanti”.
Sulla stessa lunghezza  d’onda anche Mauro Fortini, presidente Fiva Umbria, il sindacato degli ambulanti di Confcommercio. “Siamo assolutamente disponibili ad affrontare con le istituzioni locali – dichiara – il problema della riqualificazione dei mercati locali, ma far venire operatori da fuori regione, presentati come un elemento di attrazione, non è certo la soluzione.
Anche l’offerta merceologica proposta non è certo appannaggio esclusivo di questi  ambulanti, perché la scelta che le attività umbre sono in grado di offrire è molto ampia  e tale da poter coprire  le diverse esigenze. Diciamo basta – dunque – alla sempre più frequente presenza degli Ambulanti di Forte dei Marmi e chiediamo di attivare l’impegno di tutti, su tutti i fronti, a partire da quello dell’innovazione,  per aumentare la qualità e specificità dell’offerta commerciale umbra, così da rafforzare l’attrattività dei nostri negozi e dei nostri mercati”.

TUDER VOLLEY – ESSEPI SERVICE SAN FELICIANO 3 – 0 (25-20, 25-11, 25-16)

 

TUDER VOLLEY: Di Valerio, Ursini, Carboni, Cardinali, Catalucci, Testasecca, Colonnelli, Passagrilli, Giovacchini, Cerquetelli, Quondam, Ribelli, Pierini, Tocca.

Allenatore: Scaccia – 2° Allenatore: Morettti.

ESSEPI SERVICE SAN FELICIANO: Migni, Biancalana, Andreini, Riganelli, Marcaccioli, Marinelli, Angeletti, Vindice, Bigi, Cosci, Costantini, Giunti, Baldoni, Ponti.

Allenatore: Cacciamani – 2° Allenatore: Santarelli.

Arbitro: Rosa Gessone.

TODI. Dopo la precedente ed importante vittoria al tie break in trasferta contro la Nuova Trasimeno Volley, le ragazze tuderti si sono imposte in casa anche contro la Essepi San Feliciano al termine di un confronto che mai le ha impensierite. Singolare la sfortuna delle giovani ragazze ospiti che nel primo set, nel volgere di soli 9 minuti, hanno subito due importanti infortuni che hanno interessato entrambi i liberi costretti ad uscire dal campo.

Nonostante l’inevitabile calo mentale le ospiti hanno tenuto testa alle tuderti mostrando una buona difesa ma gli attacchi ed i servizi delle ragazze allenate da Roberto Scaccia alla fine sono stati determinanti per aggiudicarsi l’intera posta.

Un caloroso applauso del pubblico, delle compagne di gioco e dei dirigenti tuderti ha accolto l’ingresso in campo di Chiara Di Valerio, entrata in campo dopo il grave infortunio avvenuto oltre 6 mesi fa. Una grande soddisfazione per la giovane atleta che dopo tutti questi mesi di stop ha terminato un percorso costellato di sacrifici ha potuto riavvicinarsi al campo e quindi tornare a dare il proprio contributo alla squadra.

Ora la compagine tuderte, che dovrà dimostrare la buona vena del momento, è attesa all’importante confronto in trasferta venerdì prossimo contro la Pallavolo Perugia.

COLDIRETTI UMBRIA: “TIENE” IL LAVORO NEI CAMPI (+0,9%)

 

Nonostante la congiuntura economica difficile, aumenta in Umbria dello 0,9%, rispetto al 2016, il numero dei lavoratori dipendenti in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Umbria, sui dati dell’Osservatorio Inps sul mondo agricolo nel 2017. A livello nazionale nei campi sono nati 25mila nuovi posti di lavoro nell’ultimo anno, facendo salire il numero dei lavoratori dipendenti in agricoltura a quota 1,06 milioni di addetti. Sono 13.343 i lavoratori dipendenti nei campi umbri, a fronte di 8.071 lavoratori agricoli autonomi (Coltivatori diretti, Coloni e mezzadri e Imprenditori Agricoli Professionali) 4.694 uomini e 3.377 donne – riferisce Coldiretti – con il mondo agricolo che continua a rappresentare un’opportunità lavorativa importante. Un settore perciò da potenziare ulteriormente con relazioni contrattuali lungo le filiere, per assicurare al produttore agricolo la giusta remunerazione, così come al lavoratore.

Quasi un terzo dei lavoratori dipendenti è rappresentato – sottolinea Coldiretti Umbria – da giovani sotto i 35 anni per un totale di 4.150. Un dato che conferma – nota Coldiretti – la rinnovata attrattività della campagna per i giovani, con l’agricoltura diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, sia per chi vuole investire alla guida delle imprese sia per chi vuole trovare un’opportunità di lavoro.

Non a caso ben otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura, secondo un’analisi Coldiretti/Censis. Va segnalato peraltro che tra chi fa dell’agricoltura una scelta di vita accanto al numero crescente di quanti hanno scelto di raccogliere il testimone dei genitori, la vera novità rispetto al passato – conclude Coldiretti – sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità.

CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER IL CENTRO STORICO

 

Tutti i Consiglieri di Opposizione hanno sottoscritto una richiesta di Consiglio Comunale Grande(Aperto) per parlare del Varco Elettronico del Centro Storico e conseguente Chiusura di Piazza del Popolo al Traffico. Con questa sessione di Consiglio si vuole dar modo ai cittadini e agli attori maggiormente interessati alla fruibilità dell’acropoli di parlare del Centro Storico in maniera ampia e a tutto tondo, sarà l’occasione per ascoltare l’opinione della città anche sulla Delimitazione dell’Area Pedonale di Piazza del Popolo, dell’Interruzione del Passaggio dei Bus Scolastici Grandi in Centro, della Nuova Illuminazione e dell’Arredo Urbano di Piazza.

Dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, web ed incontri informali con singoli cittadini fatte da alcuni esponenti della Giunta Comunale di Todi, la città ha appreso che dagli inizi di Novembre 2018, l’Amministrazione Comunale istituirà il Varco Elettronico per l’accesso al Centro Storico di Todi. Il Varco Elettronico è un sistema informatico integrato per il controllo degli accessi e il rilevamento dei flussi veicolari nelle zone a traffico limitato. Il sistema tecnologico controlla gli accessi e il rilevamento immediato delle infrazioni; al passaggio del veicolo la telecamera legge il numero della targa verificando automaticamente se il mezzo è autorizzato. In sostanza si chiude l’accesso al Centro Cittadino. Da parte di Sindaco e Giunta, prima di prendere tale decisione, non risulta alcun confronto con le categorie rappresentanti delle attività economiche e commerciali del centro storico, men che meno con le associazioni ed i cittadini che popolano l’acropoli. Siamo difronte ad una nuova iniziativa unilaterale presa dell’Amministrazione. Ad oggi non si ha conoscenza di nuovi progetti o di proposte di forme di potenziamento della viabilità alternativa per l’accesso in Centro, in caso di chiusura al traffico. Questa scelta renderebbe il Centro Storico aperto solo ai turisti e chiuso alla vita normale dei cittadini, isolerebbe il centro dal resto della città, essendone invece uno dei cuori pulsanti e che dovrebbe muoversi in sinergia con quartieri e frazioni.

L’attuale Amministrazione in merito al Centro Storico, senza nessun percorso partecipativo con la città,  ha fatto scelte come: delimitare area pedonale della piazza, ha interrotto il passaggio dei bus scolastici grandi, non ha condiviso il progetto di nuova illuminazione. Nulla si sa di come verranno utilizzati i 100.000,00€  lasciati in bilancio dall’ultima Amministrazione di Centrosinistra per un nuovo arredo urbano di Piazza del Popolo.

Per dare la possibilità di partecipare ad un maggior numero di cittadini, compresi i commercianti, una delle categorie maggiormente interessate alla questione, abbiamo chiesto che il Consiglio Grande(Aperto) sia convocato alle ore 21:00.

Gruppi Consiliari: Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Todi Civica.

SANITÀ: “RICAVI GIGANTESCHI PER LE AZIENDE SANITARIE. CHI SI PREOCCUPA INVECE DELLE LISTE D’ATTESA DEI PAZIENTI?” – SQUARTA (FDI) ANNUNCIA INTERROGAZIONE E CHIEDE “I NUMERI DELL’INTRAMOENIA IN UMBRIA”

 

Marco Squarta

“La Giunta regionale presenti in Aula un
report sull’attività in intramoenia effettuata dai medici dipendenti del
sistema sanitario pubblico, affinché sia possibile conoscere il quadro
complessivo dell’attività svolta dai professionisti delle aziende sanitarie
umbre”. Lo chiede, con una interrogazione di cui annuncia la presentazione,
il consigliere Marco Squarta (Fratelli d’Italia – portavoce opposizione
centrodestra).

“Questo atto ispettivo – spiega il capogruppo regionale di Fratelli
d’Italia – punta a comprendere a quanto ammonta l’incasso delle aziende
sanitarie. Anche perché i guadagni per i medici impegnati nelle visite sono
davvero poca cosa in confronto. Alla Giunta chiedo di trasmettere l’ammontare
dei ricavi per le strutture pubbliche insieme al numero di esami svolti per
avere un quadro dettagliato sul funzionamento dell’intramoenia in Umbria.
L’obiettivo dell’interrogazione – evidenzia Squarta – è come al solito
legato all’abbattimento delle liste d’attesa in Umbria: conoscere come
vengono distribuite le ore per l’attività istituzionale e quella privata è
un passaggio necessario per ridimensionare il problema”.

Marco Squarta aggiunge infine che “l’attività di intramoenia fa guadagnare
molto all’azienda sanitaria, con ricarichi pesanti per le tasche dei
pazienti, che non potendo fare altrimenti sono obbligati ad usufruire delle
prestazioni in intramoenia, ma fin troppo scarsi per i medici che durante le
visite mettono a disposizione la loro professionalità”.

Comunicato Stampa di Todi Civica :”ANAGRAFE: RIDUZIONE DEL SERVIZIO FRUTTO DELLA RIORGANIZZAZIONE SBAGLIATA”

 

La riorganizzazione del personale del Comune di Todi, voluta dalla maggioranza ed fortemente osteggiata dalle forze di opposizione, comincia a dare i primi risultati negativi. I cambi di personale, operati senza una logica che potesse garantire la piena funzionalità e continuità degli uffici, hanno creato notevoli disagi ai cittadini. In particolare in queste settimane abbiamo avuto notizie di lunghe file all’ufficio anagrafe, ufficio che, va ricordato, sino a qualche mese fa veniva pubblicamente elegiato per l’efficienza con cui operava. A ciò si aggiunga la scelta dell’amministrazione comunale di ridurre drasticamente gli orari di apertura al pubblico. Dopo decine di anni in cui il servizio veniva svolto per quattro ore dal Lunedì al Sabato, a partire dal 20 novembre, l’orario sarà ridotto di un ora ( apertura al pubblico alle 10.00 e non più alle 9.00), dal Lunedì al venerdì. Inoltre l’apertura dello sportello di Pantalla viene dimezzato, passando da due ad una volta a settimana. Decidere di chiudere il Sabato l’ufficio anagrafe è certamente un disservizio rilevante per tanti cittadini che potevano approfittare di quella giornata per il rinnovo o l’acquisizione di documenti anagrafici, così come risulta evidente che aprire alle 10.00 significa mettere gli utenti nele condizioni di perdere l’intera mattina per un documento.  Siamo convinti che a questa scelta si sia arrivati per far fronte ad una riorganizzazione che non risponde alle esigenze del servizio e che ha costretto i dipendenti ad affrontare il proprio impegno professionale con difficoltà e disagio. Temevamo che le scelte fatte dall’amministrazione sul personale avrebbero avuto esiti negativi ed i fatti, purtroppo, ci danno ragione. Ci preoccupa il fatto che questo sia solo l’inizio e riteniamo che nuovi problemi si verificheranno anche presso altri servizi.
Todi Civica

SICUREZZA: “DECESSI PER OVERDOSE E ALTRI EVENTI CORRELATI ALL’ASSUNZIONE DI DROGA E ALCOL”- AUDIZIONE DEI PREFETTI DI PERUGIA E TERNI DELLA COMMISSIONE REGIONALE D’INCHIESTA

 

 

 

 

 

 

I prefetti di Perugia e Terni, Claudio
Sgaraglia e Paolo De Biagi, sono stati ascoltati questa mattina a Palazzo
Cesaroni dalla Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità
organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità
della vita”, presieduta da Giacomo Leonelli, per una informativa su
“decessi per overdose e gli altri eventi acuti mortali o a rischio di morte
correlati all’assunzione di droghe ed alcol”, richiesta dallo stesso
presidente.

Durante l’audizione è stato spiegato che alcuni reati, come lo spaccio,
non vengono denunciati a differenza di furti e violenze. E quindi la
variabilità dei dati rispetto a questo crimine dipende dall’incisività
dell’azione di contrasto svolta dalle forze di polizia: paradossalmente il
dato scende in assenza di controlli e repressione.

La criminalità diffusa e legata a traffico e spaccio di droga è presente a
PERUGIA soprattutto nella zona della stazione ferroviaria. I consumatori sono
soprattutto italiani (perugini, studenti fuori sede, abitanti delle province
limitrofe) mentre lo spaccio viene gestito da nordafricani e albanesi. La
linea ferroviaria Foligno-Roma e Terontola-Firenze viene utilizzata dagli
acquirenti delle sostanze, che si fermano per comprare la droga, a volte la
consumano in loco, e poi ripartono. Secondo le fonti istituzionali, nella
provincia di Perugia, nel 2017, ci sono stati 6 i morti per overdose, mentre
nei primi dieci mesi del 2018 sono stati 7, correlati all’assunzione di
eroina, a volte associata ad altre droghe. Coloro che muoiono per overdose
vengono generalmente da un lungo percorso di tossicodipendenza. In prefettura
sono stati segnalati 97 soggetti come assuntori di sostanze stupefacenti. I
23 carabinieri recentemente assegnati a Perugia saranno destinati al
contrasto della criminalità e del traffico di droga. Assume una certa
importanza il recupero delle zone periferiche degradate, affinché lo spaccio
non vi si radichi, e la repressione degli esercizi pubblici in cui viene
venduta droga o alcolici fuori dalle regole. La prefettura collabora al
‘Progetto scuole sicure’ del ministero dell’Interno, a cui invia report
semestrali, e nei pressi delle scuole vengono svolti controlli anche con
unità cinofile.

Per quanto riguarda TERNI, la situazione della sicurezza pubblica viene
definita “soddisfacente” anche se ci sono due settori che generano
allarme: i furti nelle abitazioni e i reati legati allo spaccio di droga;
questi generano maggiore apprensione nella popolazione perché interessano i
giovani e perché si teme che dietro allo spaccio ci potrebbero essere
organizzazioni criminali radicate, un elemento che per ora a Terni non
avrebbe trovato riscontri. I dati riferiti alla detenzione di sostanze
stupefacenti e quelli dei reati di spaccio, in provincia di Terni, hanno
registrato un incremento tra il 2015 e il 2016 (+35 per cento), tra il 2016 e
il 2017 (+29 per cento) per poi decrescere nei primi 10 mesi del 2018 (-30
percento). Il 13 per cento delle persone segnalate per uso di droga sono
minori, con un abbassamento dell’età dei consumatori. Lo spaccio si
concentra nel capoluogo di provincia (80 per cento circa) e nelle località
di passaggio vicino ai caselli autostradali. La posizione geografica di Terni
e i collegamenti con Roma, Perugia e Firenze la rende una piazza appetibile
per il commercio di droga, per il rifornimento delle sostanze e il loro
semplice passaggio.