Partito Socialista :”Dott. Jekyll e Mister Hyde – Che confusione a Todi”

 

Lungi da noi voler essere catastrofici, ma sicuramente realistici. Stiamo assistendo alla totale confusione da parte  del Sindaco e del Vice Sindaco di Todi sia nelle dichiarazioni che nelle azioni sul fronte COVID che purtroppo sta colpendo in maniera profonda la Città di Todi ed il territorio Comunale.

Un dato inconfutabile: ad oggi che scriviamo, sono stati raggiunti nel Comune n. 69 positivi COVID.

Però da una parte assistiamo il Sindaco Antonino Ruggiano che dalle lunghe dirette facebook, condivisibili nel voler rendere consapevole la popolazione senza creare allarmismi, nei toni e nel linguaggio usato sembra aver scambiato  la pandemia con un’influenzata. Riteniamo apprezzabile voler rassicurare i cittadini, ma non condividiamo che a Todi vada tutto bene.

Dall’altra invece il Vice Sindaco Adriano Ruspolini, dall’alto della la sua esperienza militare invoca il ricorso al personale dell’esercito, ammettendone quindi la necessità, per contenere la pandemia.

C’è qualcosa che non torna. Chi è dott. Jekyll e chi Mister Hyde?

Messa in questi termini, si potrebbe dire che la situazione è grave ma non seria!!!! Ma guardando cosa sta accadendo, per la totale inadeguatezza da parte del Governo Regionale nella gestione della pandemia, non c’è da meravigliarsi.

Come dicevamo,Sindaco Ruggiano, eviti di cedere al populismo che a lungo andare le si potrebbe ritorcere contro.

Non sarà il caso anche a Todi,  di fare una riflessione con le forze politiche e sociali per analizzare la situazione ed individuare congiuntamente le migliori risposte ai problemi attuali?

  Partito Socialista Italiano

Sez. G. Matteotti

PRESIDIO UMBERTIDE COMUNICATO E FOTO

 

Sabato 31 Ottobre il Fronte della Gioventù Comunista, assieme ai lavoratori dell’ospedale di Umbertide, ha portato in Piazza del Mercato le istanze legate allo smantellamento dell’ospedale della cittadina umbra: sulla scia della mancata ripartenza dei servizi presso l’ospedale di Pantalla, e della conversione totale, improvvisata e mal calcolata dell’ospedale di Spoleto in Covid Hospital, continua la dismissione dei servizi sanitari territoriali. L’ospedale di Umbertide, riferimento per un’utenza di più di ventimila cittadini, viene privato di numerosi servizi fondamentali, quali il pronto soccorso h24 (ridotto a mezzo servizio), la RSA convertita in lungodegenza, e il trasferimento di una buona fetta di personale, trasferito a Città di Castello: questi tagli non sono finalizzati, però, alla conversione dell’ospedale in centro covid, ma sono una vera e propria soppressione di servizi per potenziare l’ospedale di Città di Castello a discapito dell’utenza di migliaia di persone, che si vedono private del diritto alla salute. Si fa sempre più evidente, in tal modo, la volontà di accentrare il servizio pubblico nei capoluoghi della regione e a Città di Castello, esponendo l’utenza al rischio di non vedersi tutelati in caso di emergenza a causa della lontananza di questi centri dalla periferia, e sottoponendo i lavoratori rimasti a turni massacranti per gestire anche le situazioni più ordinarie. Tale accentramento, a sua volta, è sintomo della politica scellerata portata avanti a livello nazionale da ormai più di vent’anni, che svende il servizio pubblico aprendo l’ingresso dei privati nel mercato della sanità, e costringe migliaia di cittadini a dover pagare una struttura privata per vedersi garantito un servizio che il pubblico può erogare solo con mesi di attesa e decine di chilometri da percorrere.
Il FGC e i lavoratori hanno pertanto organizzato una raccolta firme presso il presidio pubblico tenutosi stamattina, per difendere l’ospedale pubblico e rendere di nuovo fruibili i servizi che sono stati soppressi o depotenziati: le centinaia di firme raccolte in poche ore sono la testimonianza di quanto sia sentito il pericolo di perdere la tutela del diritto alla Salute, e di quanto i lavoratori della sanità non solo di Umbertide, ma di tutti i territori umbri sottoposti alla dismissione del servizio sanitario pubblico, siano passati da “eroi” a vittime sacrificali di un sistema che, convertito al profitto, non guarda in faccia a nessuno.

GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE DI UMBERTIDE!
LA SANITA’ E’ UN DIRITTO, NON SI SCAMBIA CON IL PROFITTO!

Andrea Nulli,Casapound Todi : “Basta terrorismo, serve lavoro di squadra. Quest’anno ancora di più, compriamo a Todi”

Il grave momento che stiamo vivendo è reso più difficile dalla crisi che sta colpendo in Italia e nel nostro Comune intere categorie produttive. I “bonus” e “ristori” che questo Governo ha promesso si stanno dimostrando del tutto insufficienti ad aiutare negozi, bar, ristoranti, piccole attività produttive sul territorio.
In un momento in cui chi governa l’Italia sembra essere incapace di aiutare il proprio popolo, credo sia dovere di tutti noi cittadini dare una risposta tangibile di solidarietà orientando più che mai le nostre scelte di acquisto sulle attività locali.
A maggior ragione con l’avvicinarsi del Natale possiamo dare tutti nel nostro piccolo un aiuto concreto ricorrendo il più possibile a spese e acquisti nella nostra città. Invece di ricorrere alla spesa online, compriamo i nostri regali nei negozi tuderti. Possiamo anche regalare dei buoni sconti presso le attività del nostro territorio come regalo natalizio ai nostri cari. Compriamo tuderte, mangiamo tuderte, utilizziamo i servizi della nostra città.
La vera emergenza di questa crisi, ogni giorno di più, sembra essere il nostro governo. Rispondiamo mettendo in campo noi, per quello che possiamo, le azioni di solidarietà e di sostegno che chi dovrebbe farlo omette. Dimostriamo di tenere alla nostra comunità, comprando a Todi.
Da parte nostra, come Amministrazione Comunale, anche questa volta, si cercheremo un modo per aiutare le categorie colpite da questo ennesimo e folle DPCM. Dobbiamo essere una squadra, ora più che mai. Però intanto “respiriamo” e non creiamo inutili allarmismi.
Attenzione sempre, paura mai.
Andrea Nulli – Gruppo Consiliare Casapound Italia

Frantoi Aperti approda anche a Todi

 

Frantoi Aperti approda anche a Todi, riconoscendone il grande valore nel settore dell’enogastronomia e la grande crescita nello specifico nel settore dell’olivicoltura.

L’edizione 2020 dell’importante evento organizzato dalla Strada dell’Olio dell’Umbria fa tappa nella Città di Jacopone con il coinvolgimento dei produttori e di alcuni esperti del settore che ci guidano in un bellissimo viaggio che coinvolge la Città e le sue bellissime campagne.

Il programma di Frantoi Aperti 2020 in Umbria si sviluppa dal 24 Ottobre al 30 Novembre e Todi ne è pienamente protagonista per tutto il periodo.

L’evento dedicato a Todi si chiama “Colori et Olio” e si prefigge di collegare le bellezze culturali e paesaggistiche di Todi, riconosciute in tutto il mondo, con la qualità delle produzioni di olio del territorio; per questo erano state pensate meravigliose location del Centro Storico e visite guidate nei Frantoi, con degustazioni e passeggiate in campagna.

Alla luce dei nuovi decreti della Presidenza del Consiglio l’evento, che aveva come clou il periodo 31 Ottobre-1 Novembre è stato leggermente ripensato con una formula egualmente accattivante e coinvolgente, ma svolta in massima sicurezza con durata sino al 30 Novembre.

Sono stati girati dei bellissimi video e mini-cortometraggi all’interno degli spazi culturali del Centro Storico, nei quali il giornalista esperto di Olio Maurizio Pescari racconta la storia della Città attraverso le bellezze artistiche e storiche collegandole con la cultura dell’olio ed il radicamento di questo rinomato prodotto nella nostra realtà cittadina e regionale.

L’Umbria è da sempre una Regione ad altissima vocazione olearia, con tanti frantoi, tante coltivazioni e qualità pregiate di ulivo, e l’entrata di Todi in questa circuito aggiunge un altro importante tassello alla crescita della Città di Jacopone che favorirà la valorizzazione delle tante piccole aziende che negli anni hanno saputo ottenere massimi consensi e ritagliarsi uno spazio nel mercato nazionale ed internazionale.

La realizzazione di questi video, che andranno in onda nel circuito Frantoi Aperti e nei principali media locali e nazionali, con un massiccio utilizzo anche dei social, punta ad incrementare il Turismo dell’Autunno ed a promuovere Todi come Città pronta e matura a conquistarsi sempre più spazio e visibilità nell’ambito dell’enogastronomia e dell’agroalimentare..

 

COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI TODI

“Amministrazione Ruggiano: si cambi passo, subito, prima che sia troppo tardi! “
Ancora una volta siamo costretti a registrare l’immobilità assoluta dell’intera Amministrazione Ruggiano di fronte all’acuirsi della seconda ondata pandemica nella nostra città. Mentre metà dei Sindaci dell’Umbria si rincorrono sui social e organi di stampa locali per informare la cittadinanza, per aiutare il sistema Regionale di tracciamento in evidente difficoltà, per analizzare accuratamente i dati dei Comuni che rappresentano, a Todi, gli amministratori si muovono senza avere contezza di ciò che accade. Tralasciamo ogni commento sul discorso “Facebook” della scorsa settimana: un discorso pieno di retorica, in cui, addirittura, sono stati comunicati dati diversi da quelli presenti sulla Dashboard della Regione Umbria, consultabile via internet, sia per quel che riguarda il numero di casi totali della nostra città, che per il numero di ricoverati presso l’Ospedale della MVT. Tralasciamo ogni commento anche su quello che l’intera Amministrazione Ruggiano sta facendo per informare la cittadinanza, per dare una mano alle attività economiche in difficoltà e per un’attenta e accurata gestione dei servizi scolastici in piena pandemia e, con pieno senso di responsabilità,  le facciamo alcune osservazioni che, speriamo, abbia intenzione di raccogliere.
Sono della scorsa settimana le proposte dei Sindaci di Narni e Magione di mettere a disposizione del servizio di tracciamento effettuato dalle Asl, oggi in evidente difficoltà, il personale dei propri comuni. Molti Sindaci della Regione Umbria si stanno occupando di studiare l’andamento della curva pandemica nei propri Comuni per capire quali sono le principali fonti di contagio, intervenendo, per le proprie competenze, in maniera veloce ed efficace. Molti Sindaci danno contezza giornaliera attraverso pagine dedicate Facebook dei nuovi casi di contagio, della gravità dei diversi casi, del numero dei posti occupati nei diversi Nosocomi. Lei Sindaco, in questo senso, esattamente, cosa sta facendo? Lo chiediamo perché, purtroppo, non lo sappiamo. E a non saperlo sono anche i cittadini che, oggi, sono, per la maggior parte, spaventati.
E’ di oggi l’esortazione della Presidente di Confcommercio che invita l’Amministrazione a rendere usufruibile l’ingresso e la sosta breve in Piazza per aiutare le attività economiche in difficoltà. In questo senso lei, Sindaco, cosa sta facendo e cosa ha intenzione di fare, a parte condividere post sul comprare Tuderte della sua Assessora allo sviluppo economico?
Ma veniamo alle scuole. Tema dolente e tanto dibattuto a livello nazionale. Lei, Sindaco, ha contezza di quanti classi sono attualmente in quarantena, di quanti contagi provengono dal mondo scolastico, della situazione dei trasporti? Non sarebbe utile dare comunicazioni ufficiali invece di seminare panico sui gruppi whatsapp dei genitori che chiedono, si fanno domande, in evidente stato di preoccupazione per i propri bambini e ragazzi?
Sindaco, le stiamo rivolgendo semplici domande perché crediamo che gli allarmismi, la percezione di tragedia, di paura che ognuno di noi sta vivendo, non si combatte con i discorsi nervosi e campati per aria. I cittadini si tranquillizzano di fronte alle evidenze e ai dati veri. E allora metta in moto la macchina amministrativa del Comune di Todi e raccolga le nostre osservazioni e ci faccia sapere.
Partito Democratico Todi

Comunicato stampa Movimento Tuderti 5 Stelle : ” La prossima inaugurazione farlocca? “

 “All’attenzione del Sindaco

dell’Assessore ai Lavori pubblici e degli interessati. “

Ponterio è stata scelta come la frazione ideale del Comune di Todi  in cui mettere in scena inaugurazioni finte, sì, come quelle recenti, 7 agosto e 11 settembre, rispettivamente della Piazzetta, che fa brutta mostra di sé con cannucciata e rete arancione da lavori in corso, e della palestra della Scuola, ancora indisponibile.
Con il termine inaugurazione  si è soliti intendere il compimento, l’entrata in funzione di qualcosa, l’avvio di fruizione di un’opera pubblica  che sia una struttura o uno spazio aperto destinato a ….
Evidentemente per l’Amministrazione comunale di Todi non è così, ci sono inaugurazioni che sanciscono una sorta di stato di avanzamento dei lavori, tappe mai conclusive di un iter lungo e travagliato. Sono da intendere come delle prove generali insomma.
Si inaugura per dare il contentino agli impazienti di turno, ai polemici, a quelli che pretendono l’impossibile, come una palestra dopo 40 anni? O per scomodare l’Assessore Regionale con delega allo sport e all’impiantistica sportiva?
Sentire parlare con soddisfazione del raggiungimento di tali obiettivi ha francamente del ridicolo.
Quali concessioni, carte, permessi, collaudi, autorizzazioni sono ancora necessari cosicché l’opera faraonica possa vedere la luce? E gli incartamenti sopracitati poi, non dovrebbero precedere i lavori o comunque dirigerli, anziché rappresentare il capolinea?
Quali sono ora, chiede il MoVimento Tuderti 5 Stelle, le difficoltà e/o ostacoli che impediscono ancora che la Palestra, inaugurata più di un mese fa, entri in funzione?
E possa  accogliere finalmente i bambini della scuola Primaria, che hanno diritto ad uno spazio, ancor più in questo periodo in cui le circostanze e i protocolli di sicurezza impongono distanziamenti e ricreazioni da seduti?
Non ci venite a raccontare che è stato il COVID a bloccare la fruizione della palestra, in molte altre scuole infatti le strutture sportive vengono regolarmente utilizzate, consentendo  in sicurezza, a bambini e studenti,  occasioni, quanto mai preziose, per l’esercizio fisico e attività ludico-motorie.
Noi cittadini, contrariamente a come ci considerate voi, scocciatori a cui presentare un’inaugurazione farlocca, riponiamo fiducia in voi e nelle risposte che vorrete darci.
Vi consideriamo interlocutori a cui dire, meglio urlare, per l’ennesima volta: “VOGLIAMO UNA PALESTRA”.
                                          MoVimento Tuderti 5 Stelle

PSI – Sezione Matteotti di Todi : “Fare le analisi, quanta difficoltà!!!! “

 

Fare le analisi presso il Distretto della Media Valle del Tevere di Todi di questi “tempi”, sta diventando meteorologicamente impegnativo. Ci si reca per accertare il proprio stato di salute, ma si rischia di restare a letto per raffreddori e possibili polmoniti.

L’inverno è alle porte, il freddo e la pioggia in questi giorni incombe ed ogni mattina, generalmente a partire dalle 7.30 troviamo persone fuori del portone dell’ex Ospedale che fanno la fila per sottoporsi ai controlli di rito, causa COVID, per poi procedere o verso il gabinetto analisi, o verso il CUP, o verso gli ambulatori dei medici di Base che sono all’interno della struttura.

La domanda che poniamo al Sindaco ed al Direttore del Distretto: ma non vi siete mai accorti del disagio delle persone, spesso anziane ed anche disabili che sono in attesa, sotto la pioggia, al freddo senza un minimo di riparo? Ma vi sembra una situazione di normale sopportabilità? Non vi sembra abbastanza incivile tutto ciò?

Come Partito Socialista di Todi ci sentiamo di evidenziare questa situazione, ma al contempo vorremmo dare dei suggerimenti

Perché non differenziare gli accessi al Distretto tra quelli che si devono recare al Cup o presso il proprio medico di Base e coloro che invece si devono recare a fare le analisi. Per quest’ultimi si potrebbe riattivare l’accesso alla vecchia struttura del Pronto Soccorso che permetterebbe un possibile riparo agli utenti e magari allestire un gazebo all’interno della piazzetta dove sostavano le ambulanze. Utilizzare la vecchia sala d’attesa regolamentando gli ingressi e le stanze adiacenti. In questo modo si potrebbero evitare gli assembramenti che inevitabilmente attualmente avvengono.

L’inverno è lungo e non vorremmo che si aggiungessero ai già tristi ricoveri COVID anche quelli per altre patologie.

Partito Socialista Italiano –  Sez. G. Matteotti

Comunicato stampa “COORDINAMENTO FDI MEDIA VALLE TEVERE”

 

Troviamo davvero ridicole e prive di fondamento le affermazioni del Partito Socialista di Todi che vorrebbe strumentalizzare una presa di posizione seria ed a tutela dell’Ospedale della Media Valle Tevere da parte del Coordinamento Fratelli d’Italia dell’intera Media Valle del Tevere. Confermiamo, come già ampiamente ribadito nel comunicato stampa congiunto, che la posizione di Fratelli d’Italia resta quella della tutela della salute di tutti i cittadini della Media Valle Tevere che meritano attenzione e puntualità nell’erogazione dei servizi e al contempo della cura corretta e sicura per tutti i malati di Covid-19. Oltretutto ribadiamo ancora una volta che la nostra azione è di garanzia e controllo circa l’operato della Regione e della Asl e di interazione e collaborazione per garantire un futuro all’altezza per l’Ospedale di Pantalla al termine dell’emergenza Covid. Provare a strumentalizzare questa nostra chiara presa di posizione significa principalmente che il PSI di Todi non ha a cuore l’ospedale di Pantalla, ed in secondo luogo che non ha alcun rispetto delle istituzioni e del loro operare. Desideriamo esprimere solidarietà ai nostri rappresentanti di Todi Pagliochini, Ranchicchio e Baffoni che hanno da sempre dimostrato grandissima attenzione per i cittadini mettendo a disposizione la loro serietà, la loro professionalità e le loro competenze.

Comunicato stampa PSI-Todi :”FRATELLI d’ITALIA….non certamente Fratelli di Todi”

 

” Prendiamo atto del comunicato pubblicato dal Coordinamento della Media Valle del Tevere di Fratelli d’Italia a sostegno dell’operato dell’Amministrazione Regionale, che a suo dire, nell’aver scelto ancora una volta l’Ospedale di Pantalla come presidio COVID, sia stata una scelta ponderata e condivisa. Poiché firmatari del documento sono anche la Presidente del Consiglio Comunale di Todi Raffaella Pagliocchini e l’Assessore Claudio Ranchicchio non abbiamo dubbi che anche loro la pensino allo stesso modo.Ecco perché vogliamo sottolineare un passaggio nel comunicato che non soltanto ci ha rattrista, ma soprattutto ci fa preoccupare.

Il Coordinamento della Media Valle del Tevere di Fratelli d’Italiaafferma “…..l’attuale Amministrazione Regionale ha ponderato con la massima attenzione i costi ed i benefici delle scelte fatte, comprese anche quelle che  coinvolgono  l’Ospedale della Media Valle del Tevere e il ruolo che torna ad avere nella gestione di questa crisi”.

La domanda sorge spontanea: costi e benefici? Ma quali?

Quelli di aver privato una comunità di 60.000 abitanti del presidio Ospedaliero? Quellidi aver costretto i cittadini a percorrere in lungo ed in largo l’Umbria per accedere a visite e prestazioni? Ma siete o non siete cittadini della Media Valle del Tevere?

Oltre tutto l’Ospedale di Pantalla non doveva essere COVID, ma non perché lo diciamo noi, ma perché lo ha affermato il Direttore Generale della Sanità dott. Dario perchè l’Ospedale della Media Valle del Tevere non è nè di I nè di II Livello ed in più privo della Terapia Intensiva

Carissima Presidente Pagliocchini e Carissimo Assessore Ranchicchio, sottoscrivere quelle affermazioni non vi fanno apparire Fratelli di Todi, forse poco anche Fratelli d’Italia, vista l’importanza che quel Partito  dichiara attribuire ogni volta ai bisogni della gente. Non v’è dubbio che vi sia un bisogno primario di tutela dal COVID, ma non è meno importante tutelare che non si muoia di altre malattie.

Prendete esempio dal Sindaco di Spoleto che ha avuto il coraggio di opporsi alle imposizioni della Presidente Tesei e dell’Assessore Coletto a tutela della salute dei propri cittadini .”

Partito Socialista Italiano – Sez. G. Matteotti

“Siamo a terra”: domani bar e ristoranti di Fipe Confcommercio scendono in piazza anche in Umbria

A Perugia la mobilitazione pacifica, ma dall’alto valore simbolico, contro le nuove restrizioni che colpiscono i pubblici esercizi e l’intera economia regionale

 

Mercoledì 28 ottobre, alle ore 11.30, i gestori dei pubblici esercizi dell’Umbria occuperanno simbolicamente piazza 4 novembre di Perugia per una manifestazione pacifica, ma dall’alto valore simbolico.

L’iniziativa è di Fipe Confcommercio, l’organizzazione più rappresentativa degli imprenditori del settore, che vede coinvolte contemporaneamente 24 piazze italiane. L’obiettivo è quello di ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto concreto per non morire, anche alla luce delle pesanti restrizioni imposte dal Governo con l’ultimo Dpcm.

In rappresentanza delle 5 mila imprese umbre del settore bar e ristoranti, con quasi 13 mila dipendenti, interverranno il presidente regionale di Confcommercio Giorgio Mencaroni, responsabili Fipe Umbria, imprenditori provenienti da diversi territori della regione.

Sarà una mobilitazione pacifica, in forma statica, ma fortemente simbolica.

Senza dubbio il settore della ristorazione è  quello più colpito dalla pandemia e il nuovo Dpcm, in vigore fino al 24 novembre, avrà ripercussioni ancora più devastanti.

“Serve un intervento immediato con contributi a fondo perduto per compensare le perdite di fatturato dei pubblici esercizi. Le attività ristorative chiuse lasciano a casa tantissimi dipendenti che rischiano di essere cancellati definitivamente”, dice Romano Cardinali, presidente di Fipe Umbria Confcommercio. “Gli imprenditori di questo settore si sono dimostrati persone responsabili, che rispettano i protocolli sanitari loro imposti, ma non possono reggere ulteriormente una situazione che decreterebbe la loro condanna a morte”.

“Le misure del governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione”, stima l’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio. Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazione di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime.

“Siamo perfettamente consapevoli che la situazione sanitaria in questo momento è drammatica e intendiamo fare la nostra parte”, sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. “Le imprese della ristorazione, e più in generale i pubblici esercizi, hanno fatto investimento notevoli per mettersi in regola e per lavorare in sicurezza, per i propri clienti, i propri dipendenti, le loro famiglie.

Il dramma che stanno vivendo in questo momento è  sotto gli occhi tutti. E coinvolge tutti i settori dell’economia del nostro territorio, nessuno escluso.

Per questo abbiamo fatto un appello anche ai parlamentari umbri perché rappresentino nelle sedi opportune il grido d’allarme della nostra terra.

Quello che in questo momento le categorie economiche pretendono è di essere coinvolti nelle scelte che possono decidere della vita o della morte delle imprese.

Nei momenti di crisi, come indubbiamente questo che stiamo vivendo, non è accettabile che decisioni così importanti e decisive, sia a livello locale che regionale, ci piovano sulla testa senza un reale e costruttivo coinvolgimento delle categorie più direttamente coinvolte. Le soluzioni si trovano sempre. Vanno cercate insieme”.