“L’oggettivo stato di grave emergenza pandemica che rischia di travolgere il sistema sanitario di tutto il Paese impone capacità decisionale da parte delle istituzioni competenti, chiamate a collaborare a tutti i livelli, e l’assunzione di un pieno senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, che devono essere all’altezza di scelte difficili”.Ott 27
OSPEDALE DI PANTALLA, IL COORDINAMENTO DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE DI FRATELLI D’ITALIA DICE BASTA ALLE POLEMICHE, ORA SERVE RESPONSABILITA’
“L’oggettivo stato di grave emergenza pandemica che rischia di travolgere il sistema sanitario di tutto il Paese impone capacità decisionale da parte delle istituzioni competenti, chiamate a collaborare a tutti i livelli, e l’assunzione di un pieno senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, che devono essere all’altezza di scelte difficili”.Ott 26
Ospedale di Pantalla: la sezione Lega di Deruta, Torgiano e Collazzone appoggia il sindaco di Deruta Michele Toniaccini e le scelte della Giunta Tesei
Ospedale di Pantalla: la sezione Lega di Deruta, Torgiano e
Collazzone appoggia il sindaco di Deruta Michele Toniaccini e le scelte
della Giunta Tesei.
“In questi giorni – si legge in una nota della sezione Lega guidata dal
commissario Luciano Capoccia – nel nostro Comune si è sollevata una
polemica riguardo le argomentazioni esternate dal sindaco Michele
Toniaccini, che durante un’intervista televisiva su una emittente
regionale non ha fatto altro che dire le seguenti parole circa le
potenzialità dell’ospedale della Media Valle del Tevere: “Tengo a
precisare che l’ospedale di Pantalla non ha mai funzionato come avrebbe
dovuto, sono stati investiti quasi 60 milioni di euro per realizzare una
struttura che non ha mai funzionato, quindi il problema dell’ospedale di
Pantalla è pre covid”, aggiungendo che “noi ci batteremo affinché non
solo torni ad essere un ospedale territoriale ma torni ad essere un
ospedale funzionale e funzionante cosa che non è mai stato e questo lo
dobbiamo; non farei una guerra per avere subito l’ospedale, io la farò
la mia battaglia insieme ai miei colleghi Sindaci nel momento in cui
passata questa emergenza sanitaria l’ospedale torni ad essere quello di
prima. Noi vogliamo un ospedale funzionale e funzionante alle esigenze
dei nostri cittadini”.
Tenuto conto che le affermazioni del Sindaco non appaiono in contrasto
con le competenze mediche e professionali delle risorse operative del
presidio ospedaliero – si legge nella nota – ma ogni polemica che lasci
intendere questo, ci sembra piuttosto un’interpretazione volutamente
malevola al fine di spettacolarizzare e fare presa sui sentimenti delle
persone in un momento di confusione e paura dovuta alla grande
incertezza a livello mondiale, non per ultimo l’aspetto economico di
questa grande crisi mai vista nella storia più contemporanea.
Riteniamo infatti che il sindaco Michele Toniaccini segnali giustamente
le carenze di una struttura ospedaliera nuova che suo malgrado soffre
l’assenza di reparti che possano renderla competitiva.
Nel momento storico che stiamo vivendo, era necessario fare i compiti a
casa? Siamo stati chiamati a dare il nostro parere sull’argomento e non
ci tiriamo certo indietro nonostante, come già chiarito, i problemi al
momento sono certamente altri.
Ribadiamo attraverso i propri iscritti e il consigliere comunale Lega
Eleonora Todini, e ci uniamo al sindaco di Deruta, il sostegno
all’ospedale di Pantalla e sopratutto al suo personale che opera in
maniera eccellente spesso senza le infrastrutture necessarie. Ci
auguriamo come il sindaco Michele Toniaccini che alla fine
dell’emergenza Covid2019 la realtà ospedaliera del nostro territorio
abbia la valorizzazione che merita, e che le è mancata in passato.
La Regione Umbria al pari di tutte le realtà istituzionali sta lavorando
in condizioni di emergenza e deve garantire il corretto funzionamento
dei presidi ospedalieri di 1° livello, che in Umbria sono solo due:
Perugia e Terni.
Appoggiamo completamente le scelte della Giunta Tesei, sicuri che a
emergenza passata la Media Valle del Tevere avrà il suo ospedale più
efficiente e funzionale di quanto non lo sia stato in passato”.
Ott 25
Comunicato Stampa Gruppo Cons. PD :”CARO SINDACO, NON ABBIAMO PAURA DI CIÒ CHE PUÒ SUCCEDERE, MA DI QUELLO CHE NON È ANCORA SUCCESSO! “
“…faccia il sindaco di tutti almeno in questo grave situazione, abbandonando hashtag da tribuno e predicozzi retorici che cominciano a stufare perché non hanno nulla di concreto…”
Abbiamo ascoltato con attenzione il ritorno del sindaco Ruggiano allo strumento della diretta Facebook per spiegare l’impatto della seconda ondata Covid sulla nostra città, dopo lunghi mesi di silenzio. Non abbiamo trovato nel suo discorso accenni sulle evidenti criticità che stanno colpendo il “modello” umbro messo in campo per contrastare l’impennata autunnale dei contagi. Non una parola sul collasso del tracciamento, sul rischio di saturazione terapie intensive (questo perché gli illuminati governanti regionali non hanno provveduto ad aumentare i posti nonostante le copiose risorse stanziate dal governo nazionale), sull’interruzione delle attività diagnostiche, chirurgiche e di medicina programmate etc. Il buco nero più grande del discorso del sindaco, però, riguarda la totale mancanza di iniziative da parte sua per scongiurare la reinstallazione di un reparto Covid presso l’Ospedale di Pantalla, non dando seguito a quanto votato da Ruggiano stesso consiglio comunale un paio di mesi fa. Anzi, ancora una volta registriamo la scelta del sindaco di ubbidire supinamente alle direttive regionali, dando degli irresponsabili e degli “svegli” a chi si pone domande sull’utilità delle scelte di Tesei e Coletto. Esprimiamo invece una semplice considerazione, che avrebbe dovuto formulare anche lui: questo territorio ha già dato un grande contributo nella prima fase della pandemia, con grande sacrificio delle esigenze sanitarie fondamentali dei cittadini. È giusto oggi che si rifacciano le stesse scelte perché non si è stati in grado di elaborare strategie diverse?
Si dovevano potenziare i presidi DEA di primo e secondo livello lasciando le prestazioni di base a garanzia della salute dei cittadini negli ospedali di base come il nostro, per esempio. Invece, la giunta a guida leghista preferisce, come da programma, riattivare la convenzione con le strutture private. Va bene non avere paura di ciò può succedere, ma lei non può eludere la realtà con video di propaganda in cui se da un lato giustamente invita al rispetto delle regole, dall’altro non propone nulla di più dell’ubbidienza. Le regole che ci sono state imposte col nuovo dpcm di oggi per fronteggiare la diffusione del virus potrebbero avere ed avranno sicuramente conseguenze sociali ed economiche molto difficili da affrontare, ma non si può stare né ad aspettare il destino né far finta, come sembra voler fare Ruggiano per minimizzare le conseguenze sanitarie della diffusione del virus, far credere che Todi sia comunque un’isola felice.
Noi per parte nostra auspichiamo che le misure prese e da prendere tengano lontano il pericolo di un nuovo lockdown e nello stesso tempo pensiamo debbano da subito essere previste a bilancio, anche attivando la contribuzione statale che sarà prevista, per intervenire nei settori più a rischio crisi. Prima di tutto bar e ristoranti e il commercio, già così penalizzati da alcune scelte della sua amministrazione.
Abbiamo già dato la nostra disponibilità alla collaborazione, senza ottenere dal sindaco grande considerazione (anche se poi egli attuato tardivamente alcune nostre proposte). Ecco, ora non c’è tempo da perdere, si costituisca la cabina di regia che le abbiamo già proposto in passato e raccolga le proposte della sua città per rappresentarla tutta intera nel confronto con la regione.
Abbiamo già esponenti della sua maggioranza che sanno agire solo in rappresentanza dei loro interessi di parte, faccia il sindaco di tutti almeno in questo grave situazione, abbandonando hashtag da tribuno e predicozzi retorici che cominciano a stufare perché non hanno nulla di concreto. Cerchiamo di rendere la vita delle persone più bella, magari uscendo da Facebook.
GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO
Ott 23
Presidente Tesei firma ordinanza con ulteriori disposizioni per contrastare diffusione pandemia
La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha emesso una nuova ordinanza al fine di limitare le occasioni di diffusione del virus, sentito il Ministero della Salute e in coerenza con quanto previsto dal decreto legge che permette alla Regione di adottare misure restrittive rispetto al quadro normativo nazionale in tema di contenimento del contagio Covid.
Tra i provvedimenti presi vi sono: la chiusura domenicale dei centri commerciali nonché di tutte le attività di vendita al dettaglio, alimentare e non alimentare, tranne farmacie, edicole, tabaccherie, rivendite di generi di monopolio (fatte salve dunque le attività artigianali); il divieto dell’esercizio domenicale di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche; l’esenzione dalla chiusura domenicale, solo per il primo novembre, del commercio al dettaglio di fiori e piante; sospese tutte le gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche (che potranno continuare a sostenere allenamenti in forma individuale); la limitazione a 30 presenti, distanziati e in forma statica, per le cerimonie a carattere istituzionale, non rinviabili, organizzate da pubbliche amministrazioni; il divieto di svolgere attività realizzate da associazione e circoli culturali e similari, all’aperto e al chiuso, fatta eccezione per la somministrazione di cibo e bevande sino alle ore 24 con consumazione al tavolo, sino alle 18 senza, e comunque in conformità del Dpcm del 18 ottobre.
E’ fatta inoltre raccomandazione ai sindaci, per la giornata del 2 novembre e per le giornate antecedenti ed immediatamente successive, di assumere ogni provvedimento utile ad evitare assembramenti presso i cimiteri in relazione alla ricorrenza della commemorazione dei defunti. L’ordinanza avrà valore sino al 14 novembre prossimo, salvo integrazioni dovute all’andamento della situazione epidemiologica.
Ott 22
Todi Civica : “PALESTRA PONTERIO: INAUGURATA, MA CHIUSA “
Nel mese di novembre del 2019 abbiamo letto rassicuranti interventi di partiti di maggioranza che annunciavano l’imminente apertura della palestra di Ponterio. A gennaio 2020, le stesse forze politiche, indicavano l’apertura per il mese di Aprile. A settembre abbiamo assistito all’inaugurazione, con la presenza di Comune e Regione, della suddetta palestra. Siamo a metà ottobre, ma la palestra inaugurata continua a rimanere chiusa? Ma da chi e da cosa dipende tale ritardo ? In questi mesi non abbiamo mai voluto evidenziare come agli annunci della politica, sistematicamente, non seguissero i fatti, perché convinti di continuare sulla strada di un’opposizione costruttiva e paziente. Ma i cittadini chiedono spiegazioni e soprattutto non possono continuare ad essere illusi.
Oggi quella struttura, nella complessa situazione che stiamo vivendo, potrebbe svolgere un ruolo importante e di grande utilità. Il punto non è aprire un mese prima o un mese dopo ( anche se dal primo annuncio è passato un anno!), ma dire con chiarezza e correttezza quali sono i tempi con cui una cosa si fa o non si fa, tanto da consentire ai cittadini di programmare le proprie attività in relazione alle indicazioni date. Che la palestra apra domani o fra un mese, a questo punto, poco cambia, ma deve cambiare il modo di relazionarsi con i cittadini, che non meritano di essere trattati da fessi.
Todi Civica
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Ott 22
Confcommercio ai parlamentari umbri: “Contributi a fondo perduto e nuova moratoria fiscale e contributiva per le imprese allo stremo”
Le nuove misure restrittive adottate dai governi nazionale e regionale, unitamente al calo della liquidità delle famiglie e della loro propensione al consumo nella preoccupazione e nell’incertezza per la pandemia, hanno bloccato la ripresina registrata ai primi di ottobre in certi settori, che era riuscita peraltro solo ad attenuare il vuoto generato nel secondo e terzo trimestre: -45,2% e -14,5%, ad esempio, nel settore abbigliamento e calzature. Con un -37,3% a luglio e appena un +1,1% a settembre.
Per questo motivo, Confcommercio Umbria si è nuovamente rivolta ai parlamentari umbri perché sostengano, nelle sedi opportune, la richiesta di nuove misure a favore delle piccole imprese in questo momento così difficile: contributi a fondo perduto accompagnati a una nuova moratoria fiscale e contributiva.
“C’è in gioco la tenuta stessa del nostro tessuto socio economico – avverte il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. La situazione di molte delle nostre imprese è oggi difficilissima.
Mi riferisco, in particolare, al commercio non alimentare, che in gran parte sta soffrendo per la generale crisi di liquidità delle famiglie; al settore della ristorazione, nuovamente al centro dei provvedimenti restrittivi del governo; alla filiera dello spettacolo, non solo gli artisti ma anche tutti gli operatori dei servizi collegati: fonici, service audio e video, fornitori ed installatori di palchi e strutture, pirotecnici, ecc.; a tutto il comparto dell’organizzazione di fiere ed eventi in genere, prostrato dai vincoli imposti; al settore della convegnistica che è stato inspiegabilmente stoppato malgrado non esponga a rischi i partecipanti rispettando sempre i protocolli previsti e rappresentando tanto per la nostra economia; alla formazione professionale, la cui operatività è stata nuovamente limitata; e, ovviamente, al settore turistico nel suo complesso – alberghi, campeggi, agenzie viaggio, guide – che non vede prospettive a breve, visti gli andamenti epidemiologici globali.
Le misure di ristoro fin qui approntate – aggiunge il presidente di Confcommercio Umbria – sono state necessarie ma non sufficienti e l’accesso alle stesse non è stato garantito a tutte le imprese: basti pensare a quanto avvenuto sul fronte del credito.
Il livello di sofferenza economico-finanziaria raggiunto è altissimo, con il concreto profilarsi di una chiusura in massa e la contestuale perdita di un considerevole numero di posti di lavoro con tutte le conseguenze sociali che questo comporta. L’ipotesi poi di un secondo lockdown è talmente nefasta che anche gli economisti più esperti si astengono dal pronunciarsi sulle conseguenze che potrebbe avere sull’economia reale e sulla nostra società.
Per tutti questi motivi – conclude il presidente Mencaroni – abbiamo chiesto ai parlamentari umbri di sostenere nelle sedi opportune una misura di ristoro sotto forma di contributo a fondo perduto in favore di tutti gli operatori che si trovino in condizioni critiche, che si accompagni ad una nuova moratoria fiscale e tributaria. Ci aspettiamo che accolgano il nostro appello”.
Ott 22
Comunicato stampa Partito Democratico Todi : ““S’È SVEJATO ER SOR GENERALE”
Dopo aver letto il formidabile uno-due scrittorio del vicesindaco di Todi, Adriano Ruspolini, ci viene da esclamare, parafrasando la magistrale battuta d’ingresso de “Il marchese del Grillo”, “s’è svejato er sor Generale!”. Peccato che, uditi i silenzi di questi ultimi mesi in merito all’Ospedale di Pantalla e visti i contenuti prodotti da cotanto scrittore con sommo esercizio di stile, zelo ed acribia nell’ultima settimana, non è tutto sommato così sbagliato pensare che, forse, procrastinare la sveglia gli avrebbe fatto benone, anche per evitare le discrete figuracce di stampo politico ed amministrativo in cui è accorso. Il “Nostro Generale” tenta di sbertucciare ed offendere le varie forze politiche di centrosinistra, a suo dire insignificanti e prive di consenso elettorale.
Ebbene, caro vicesindaco, le diamo una notizia: il Centrosinistra è un campo aperto e largo, partecipato e rafforzato da diverse sensibilità culturali. Non ci piacciono gli uomini soli al comando, i ducetti col mojito in mano e chi scambia un partito politico per una caserma. Sui voti, poi, le consigliamo di guardare alla parabola politica del suo “Caro Leader”, che dopo la svolta del Papeete ha quasi dimezzato i propri consensi e sembra ogni giorno di più un pugile suonato, sempre più dietro a selfie senza mascherina e piatti unti e bisunti da postare sui social alle ore più impensate. Il Ruspolini, poi, incurante del fatto che tutti i sindaci della Media Valle del Tevere (anche il suo diretto superiore Ruggiano!) abbiano condannato la scelta della Regione di riconvertire ancora una volta l’Ospedale di Pantalla ad uso Covid, difende le scelte della Giunta Tesei dicendo che ognuna delle strutture ospedaliere regionali debba pagare dazio causa pandemia.
Peccato che l’Ospedale di Pantalla, da marzo in poi, sia stato totalmente sacrificato per contrastare l’emergenza Covid, nonostante, come è stato sottolineato dal Direttore regionale Claudio Dario non ne avesse le caratteristiche (essendo un semplice ospedale di base e non un DEA di I/II livello). Questo con danni irreparabili al diritto alla salute di sessantamila persone, con malati oncologici e dializzati sbattuti in giro per l’Umbria e migliaia di esami diagnostici arretrati il cui impatto si comincia a vedere già ora. Ulteriormente, non è vero, come dice Ruspolini, che non verremo privati completamente degli altri servizi non Covid. Solo nella giornata di oggi si è venuti a conoscenza che il Cup generale chiuderà, i residui posti del reparto di Medicina seguiranno lo stesso destino e la Chirurgia sarà aperta per finta, non potendo fare granché.
C’è una verità, caro vicesindaco, che lei, la consigliera Peppucci e il santo protettore lacustre Briaziarelli non potete eludere: prima dell’emergenza sanitaria c’era una struttura funzionante (da potenziare sicuramente in un’ottica di rafforzamento della medicina territoriale) per i sessantamila abitanti della Media Valle del Tevere. Sono gli stessi abitanti a cui voi, con la vostra colossale omertà, la vostra cronica incompetenza e la vostra palese incapacità di farsi valere sui tavoli regionali (dubitiamo pure che vi abbiamo informato preventivamente della scelta di convertire ancora una volta l’Ospedale di Pantalla a polo Covid), l’avete tolta. Negli ultimi giorni lei si è autoincensato per quanto fatto sulla questione dell’ospedale, allargando le lodi ai soggetti sopra menzionati ed al consigliere Boschi. Beh, che dire: i cittadini di Todi di questo magnifico operato non ne se sono accorti.
PARTITO DEMOCRATICO TODI
Ott 22
Confagricoltura Umbria, che da anni denuncia l’emergenza legata alla fauna selvatica, ribadisce la necessità di un dialogo unitario e fattivo con le istituzioni
Una crescita senza controllo dei cinghiali ha portato ad una sovrappopolazione della specie arrecando enormi problemi per gli agricoltori, per il territorio e per l’ambiente. La situazione non è più sostenibile e richiede un’azione comune per fronteggiare quella che ormai è una vera e propria emergenza con interventi risolutivi da parte delle istituzioni.
Da Confagricoltura Umbria si rinnova la richiesta di collaborazione in materia e lo sforzo di tutti, dai sindacati del mondo agricolo alle istituzioni preposte, per prevenire i danni al patrimonio agricolo forestale e i rischi di natura sanitaria.
Gli agricoltori si trovano a dover fare i conti con danni economici significativi, a cui peraltro gli indennizzi previsti non bastano a porre rimedio, ed hanno tutto il diritto di svolgere la propria attività di coltivazione e allevamento in sicurezza e con un giusto ritorno economico.
L’associazione evidenzia, altresì, che i danni alle coltivazioni agricole sono in continuo aumento e che l’applicazione del cosiddetto “regime de minimis” impedisce a molti conduttori di fondi agricoli la possibilità di ottenere il risarcimento totale dei danni patiti.
“Bisogna valutare i danni alle colture diretti ma anche quelli indiretti – afferma Fabio Rossi, presidente Confagricoltura Umbria – che creano problemi all’economia della regione e tutto questo va fermato e sbloccato. Ci sono danni evidenti e ingenti, soprattutto in alcune aree come quelle interne dell’Appennino centrale, che creano molti problemi alle aziende agricole oltre che provocare rischi sanitari per la popolazione. Sottolineo, – continua Rossi- che da parte dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni c’è piena disponibilità a risolvere le problematiche sia quelle più attinenti al mondo agricolo ma anche quelle di sicurezza sociale che inevitabilmente si legano. Sono stati, infatti, già attuati dei provvedimenti per regolare l’emergenza quale la riduzione da 48 a 4 ore per interventi diretti dell’agricoltore in caso di presenza di cinghiali sul proprio fondo; la modifica del regolamento 34/99 relativo al numero minimo dei partecipanti, ridotti a 15, per le battute infrasettimanali della caccia al cinghiale con l’obiettivo di garantire un adeguato contenimento della specie. L’assessorato sta, inoltre, lavorando anche al nuovo regolamento per la caccia di selezione che comprenderà anche la specie cinghiale”.
Occorre, comunque, una maggiore collaborazione da parte dell’Assemblea legislativa regionale per perseguire azioni risolutive nell’interesse dell’economia, dell’ambiente e di tutto il territorio regionale. A tal proposito Confagricoltura Umbria chiederà sul tema un’audizione della II° e la III° Commissione Consiliare e un incontro con il Governatore della Regione Umbria e con tutte le associazioni di rappresentanza del mondo agricolo.
Ott 22
Claudio Ranchicchio,assessore alla Cultura di Todi :”L’attività culturale non si ferma”
L’attività culturale della Città di Todi non si ferma e continua la sua programmazione che coinvolge cittadini e turisti nel rispetto di tutte le norme anti-Covid. E la stagione di prosa 2020-21 è un chiaro esempio della caparbietà delle istituzioni a continuare convintamente questo percorso. Il Teatro Stabile dell’Umbria ed il Comune di Todi hanno deciso di non rinunciare alla tradizionale e seguitissima stagione di prosa attraverso una formula innovativa e adatta al momento particolare. La presentazione, avvenuta nel bellissimo spazio appena recuperato dei Portici Comunali, ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio, del Direttore del Teatro Stabile Nino Marino, del regista Liv Ferracchiati della Dirigente Bianca Maria Ragni e del sindaco Antonino Ruggiano. Visto l’alto numero di abbonati dello scorso anno e l’emergenza Covid ancora in corso, per ciascuno spettacolo verranno effettuati due serate con la capienza di 200 spettatori per ogni spettacolo.Al momento è stata presentata solo la prima parte della stagione di prosa, per i mesi di novembre e dicembre, con tre interessanti spettacoli: 1. Dall’inferno all’infinito di e con Monica Guerritore, che andrà in scena sabato 7 e domenica 8 novembre; 2)Furore, tratto dal romanzo di Steinbeck, messo in scena dalla compagnia Umberto Orsini, con Massimo Popolizio, in scena martedì 17 e mercoledì 18 novembre; 3. Infine La tragedia è finita-Platonov di e con Liv Ferracchiati. Da mercoledì 21 si è aperta la Campagna Abbonamenti
Ott 22
Il Comune di Todi sceglie la vita Al via un fondo di solidarietà per la maternità
Approvato dal consiglio comunale un ordine del giorno che prevede lo stanziamento di tremila euro l’anno per le madri in difficoltà e non solo
Todi per la Famiglia: “Dalla nostra città un segno di attenzione concretoverso tutte le donne”
Il consiglio comunale di Todi ha approvato un ordine del giorno presentato da Todi per la famiglia sul tema della pillola abortiva Ru486. Il documento impegna il sindaco e la giunta a promuovere la corretta applicazione della legge 194/78 e dunque, pur lasciando alle donne libertà di scelta circa le metodologie da utilizzare per l’interruzione volontaria di gravidanza, a favorire che tali interventi avvengano nel pieno rispetto e nella piena tutela della salute e della sicurezza delle donne; a sostenere la piena attività dei consultori come luogo di corretta informazione e sostegno psicologico nei confronti della donna; a promuovere la costituzione e l’entrata in funzione di centri di aiuto alla vita sul territorio comunale come strumento di sostegno per le donne e in piena applicazione di quanto previsto dalla 194/78 che indica la necessità di “eliminare tutte le cause” che indurrebbero la donna a scegliere l’Ivg; a farsi promotori presso la giunta regionale dell’Umbria della creazione di un fondo di solidarietà per le donne che scelgono di portare avanti la gravidanza, che potrà essere alimentato in quota parte dalle istituzioni locali, provinciali, e regionali ed aperto anche a donazioni da parte di soggetti privati ed associazioni ed infine a contribuire ogni anno a questo fondo di solidarietà con una quota pari a 3.000 euro da bilancio a partire dal 2021.
A nostro parere, non c’è migliore modo di affrontare la discussione su un tema delicato come l’interruzione volontaria di gravidanza che attraverso ciò che prevede, all’articolo 1, la legge del 22 maggio 1978, numero 194 e che, per inciso, interviene in materia di “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.
Recita l’articolo 1 che “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”.
Questa stessa legge, all’articolo 2, individua in modo esauriente il ruolo a cui debbono assolvere i consultori familiari: si parla di informazione alle madri, informazioni circa diritti e servizi a disposizione e di attività che possano contribuire “a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”.
Ringraziamo il sindaco Ruggiano e la giunta, con in testa l’assessore Alessia Marta, e i consiglieri di maggioranza che hanno appoggiato la nostra iniziativa. Avremmo voluto confrontarci anche con i consiglieri di opposizione e farlo non su ideologie e pregiudizi, ma su fatti concreti che toccano la carne di tutte le donne.
Perché il nostro obiettivo era non di alimentare un dibattito che polarizzasse posizioni sterili tra chi è contro e chi è a favore dell’interruzione volontaria di gravidanza.La legge 194 è una legge dello Stato italiano e come tale va rispettata. Diremo di più, va applicata in tutte le sue parti e non stiracchiata per sostenere posizioni di comodo o posizioni ideologiche.
In Umbria, mediamente, ogni anno si effettuano un migliaio di interventi chirurgici (1043 nel 2018, ultimi dati disponibili dalla più recente relazione al parlamento sulla applicazione della L.194/78) per l’interruzione volontaria di gravidanza. Gli aborti con mifepristone e prostaglandine, cioè la usuale procedura di aborto farmacologico, sono una quota residuale: nel 2018 sono stati 48.
Inoltre nella casistica non trova alcuno spazio una indagine sulle cause che inducono all’aborto. Si contravviene, dunque, a quel pezzo di legge che dice al contrario di voler “contribuire a far superare” proprio queste cause.
Ora, posta la cornice del rispetto istituzionale, è legittimo avere opinioni diverse sulla bontà di una legge che nasce in un contesto politico e sociale che è completamente diverso dal nostro.
Non è possibile però tollerare che, in 42 anni di vita, ad essere “abortito” sia stato lo spirito stesso di quella legge, che voleva tutelare la salute delle donne, consentendo di effettuare le interruzioni di gravidanza con le garanzie del Sistema sanitario nazionale (SSN) e quindi solamente all’interno di alcune ben specifiche strutture del SSN, come esplicitamente indicato dall’art.8 della legge.
Una legge che non prevede linee guida: le linee di indirizzo del ministro Speranza, come quelle precedenti, sono indicazioni non vincolanti, tanto che dieci anni fa, quando entrarono in vigore, subito l’Emilia Romagna ha dichiarato di non seguirle e ne ha elaborato di sue proprie, così come hanno fatto nel 2018 la Lombardia e l’Umbria. È quindi pienamente nelle competenze della nostra regione elaborare ed attuare proprie linee guida per l’aborto farmacologico, qualora le ritenesse di maggior garanzia per la tutela della salute delle donne rispetto a quelle indicate dal Ministero della Salute.
Chiediamo comunque, inoltre, una farmacovigilanza adeguata a questa procedura: l’attuale farmacovigilanza è costruita sull’aborto chirurgico, è ben fatta, ed accurata, come si può vedere dalle relazioni al parlamento sull’applicazione della L.194, ma non è adeguata per l’aborto farmacologico. Chiediamo che si faccia una indagine seria sui rischi che l’aborto farmacologico comporta e si fornisca una informazione dettagliata alle donne. Chiediamo che la procedura venga monitorata con la stessa accuratezza con cui già si sta facendo per l’aborto chirurgico.
Noi chiediamo, insomma, di dare un segnale forte, concreto, che sia qualcosa di molto di più di uno slogan. Chiediamo che l’Umbria sia da esempio e non sia soltanto un titolo di giornale. Chiediamo che dalla nostra città possa partire un segnale di attenzione nei confronti delle donne, di tutte le donne.
Soprattutto di quelle che sulla soglia di un evento che dovrebbe rappresentare un momento meraviglioso, si sentino invece come sull’orlo di un precipizio.






