DERUTA – I GRUPPI CONSILARI BENE COMUNE E SIAMO DERUTA sull’Ospedale di Pantalla

Un duro giudizio sulla politica sanitaria regionale e sull’assenza di iniziativa del Sindaco di Deruta Toniaccini.

 

La decisione della Direzione regionale della sanità umbra di riattivare l’area COVID nell’ospedale di Pantalla inchioda la Presidente Tesei e l’assessore alla Sanità Coletto alla loro incapacità di programmazione (necessaria, a causa della pandemia in corso) e finanziata dal governo,  degli interventi di riorganizzazione dei servizi ospedalieri  e territoriali dell’Umbria, e toglie qualsiasi alibi alla totale assenza di iniziativa da parte del Sindaco di Deruta Toniaccini che, in ogni occasione ha solo avvallato le decisione della Regione.

La non strategia di Toniaccini e della intera Giunta  era già palese da tempo in quanto non hanno mai approvato ogni nostra proposta che chiedeva la definitiva chiusura dell’area Covid di Pantalla proponendo l’individuazione di un’altra struttura regionale come COVID Hospital in Umbria.

Oggi registriamo che l’Umbria è tra le regioni che destano maggiore preoccupazione per l’andamento dei contagi e per le prospettive di saturazione dei posti in terapia intensiva, perché, nonostante gli ingenti finanziamenti garantiti dal governo con il decreto “Rilancio”,  per ampliare i posti letto di terapia intensiva, che in Umbria avrebbero dovuto raddoppiare in maniera definitiva, aumentare il personale dedicato, acquistare ambulanze dotate di caratteristiche specifiche per il trasporto di malati covid, potenziare i servizi di prevenzione, l’Umbria non è pronta.

Le organizzazioni sindacali della sanità denunciano come i mesi trascorsi dall’arrivo delle risorse non siano stati utilizzati per rispondere efficacemente alla recrudescenza della pandemia e oggi l’Umbria è costretta a rimettere in campo le soluzioni individuate a Marzo.

E per questo si torna ad individuare Pantalla  come ospedale in cui 20 o 30 posti letto saranno “dedicati a pazienti COVID positivi in condizioni cliniche stabili, che hanno superato il periodo di acuzie provenienti esclusivamente da altri ospedali COVID”.

Negli atti della direzione aziendale si legge che sarà utilizzato il blocco A dove era situata la RSA, mai riaperta e i poliambulatori specialistici (quindi niente più visite specialistiche a Pantalla?)

Riduzione dei posti di medicina interna, riabilitazione ortopedica trasferita in chirurgia, attività chirurgica di nuovo senza urgenza e quindi solo day e week surgery.

In poche parole: un ospedale già depotenziato per la chiusura di reparti fondamentali come chirurgia, ostetricia e punto nascita, con le attività ambulatoriali riprese solo parzialmente, se non chiude del tutto viene ridotto a poco più di una casa della salute, il tutto senza che siano state eseguite opere per garantire un’adeguata divisione dei percorsi per l’accesso alle aree individuate come COVID.

Tutto questo nel totale silenzio del Sindaco Toniaccini e dell’intera Giunta.

GRUPPO CONSILIARE BENE COMUNE il Consigliere Franco Battistelli

GRUPPO CONSILIARE SIAMO DERUTA  i Consiglieri Devis Cruciani e Tiziana Chiodi

Conferenza stampa Fratelli d’Italia Perugia. Nuovo assetto al servizio di un nuovo protagonismo di Perugia.

Si è svolta  la conferenza stampa di presentazione del nuovo Coordinamento Comunale di Fratelli d’Italia di Perugia, alla presenza tra gli altri, del Coordinatore Provinciale On. Emanuele Prisco, il Coordinatore Regionale Sen. Franco Zaffini, assessori e consiglieri del Capoluogo umbro.
Questa il nuovo assetto, che vede Riccardo Mencaglia nuovo responsabile cittadino e Michele Nannarone nuovo capogruppo in Comsiglio comunale.
Frateli d’Italia vuole marcare il rilancio dell’azione del partito di Giorgia Meloni nel secondo mandato dell’amministrazione Romizi, nel quale vuole mantenere un ruolo di protagonismo attivo per il rilancio della città. Simone Fabi confermato Vice Coordinatore.
“Mantenendo costante il dialogo con i cittadini e le realtà produttive, – ha detto il coordinatore prov Prisco-Fratelli d’Italia intende dare il proprio contributo nella difesa del tessuto socio-economico di Perugia in questo periodo difficile, di fronte al quale guardiamo con particolare attenzione, proponendo però anche sfide di prospettiva è visione.”
“Accanto ai progetti già avviati ed in corso d’opera in queste due consiliature, – ha aggiunto Prisco- vogliamo imprimere una decisa accelerazione a importanti programmi, come la riqualificazione urbana di uno dei quartieri più grandi di Perugia, Ponte San Giovanni, la creazione di una cittadella dello sport a Pian di Massiano e non ultimo il restyling del Piano regolatore, che consentirebbe un sicuro rilancio della città e evidenti prospettive di crescita in una città che in questi anni ha cambiato pelle ed esigenze.”
Forte di una campagna tesseramenti che ha fatto registrare numeri importanti sul territorio, il nuovo direttivo di Fratelli d’Italia è così composto:Riccardo Mencaglia (coordinatore), Simone Fabi (vice), Silvia Ceppi (resp. Organizzazione), Michele Parrini (Formazione e social), Alessia Ricci (tesseramento), Laura Tromby (resp. Movimento giovanile) e Andrea Rossi.
Gli altri membri del coordinamento comunale sono: Mario Alunni, Simona Alunni, Giampaolo Asdrubali, Mauro Brachelente, Antonio Braganti, Marcello Carattoli, Riccardo Ciancabilla, JeanLuc Cicchi, Barbara Cicognola, Claudio Corneli, Antonio D’Acunto, Gino Formica, Alessandro Frattegiani, Ernesta Gambioli, Marinella Gamboni, Matteo Giambartolomei, Benedetta Leombruni, Angela Leonardi, Leonardo Leonardi, Pietro Maremmani, Amalia Minciotti, Alessia Minniti, Lorenzo Moricciani, Lorena Pittola, Fausto Pucciarini, Diletta Romizi, Piero Sorcini, Luigino Spitoni, Lorenzo Stramaccioni, Marina Tomassoni e Filippo Vitali. Oltre a questi i componenti di diritto sono assessori, consiglieri comunali e regionali e i parlamentari della città.

Comunicato stampa : “La Regione riapre l’area COVID nell’ospedale di Pantalla” – Partito Democratico, Partito Socialista, Todi Città Aperta, Sinistra per l’Umbria, Articolo Uno, Italia Viva

 

                 ” Ruggiano, Peppucci e Ruspolini restano in silenzio!”

 

La decisione della Direzione regionale della sanità umbra di riattivare l’area COVID nell’ospedale di Pantalla inchioda la Presidente Tesei e l’assessore alla Sanità Coletto alla loro incapacità di riorganizzare la rete dei servizi ospedalieri e territoriali dell’Umbria, e toglie qualsiasi alibi alla totale assenza di iniziativa da parte del Sindaco di Todi Ruggiano, della consigliera comunale/regionale Peppucci e dello spaesato vice sindaco Ruspolini che, solo poche ore prima di questa decisione, usava le colonne dei giornali locali per proclami sul futuro dell’ospedale della Media Valle del Tevere, che oggi si dimostrano privi di qualsiasi aderenza con la realtà.

La mancanza di una strategia a tutela dell’ospedale di Pantalla di Ruggiano e compagnia era palese da quando, dopo l’approvazione all’unanimità, il 4 giugno scorso, dell’ordine del giorno del Consiglio comunale di Todi, che chiedeva la definitiva chiusura dell’area Covid di Pantalla proponendo l’individuazione di un’altra struttura regionale come COVID Hospital in Umbria, il Sindaco di Todi aveva riposto con cura in un cassetto quelle richieste senza dare seguito a quanto deciso.

Ruggiano non ha alzato un dito neanche quando la consigliera Peppucci, che, a Todi, aveva votato quell’ordine del giorno, poi, con disinvoltura, aveva approvato in consiglio regionale il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che, per l’appunto, prevede che Pantalla sia il Covid Hospital regionale.

La consigliera comunale/regionale avrebbe potuto sostenere la posizione tenuta nell’assemblea elettiva della sua città, invece ha preferito voltarsi dall’altra parte e asservire gli interessi del territorio a quelli della sua parte politica in Regione.

Oggi registriamo che l’Umbria è tra le regioni che destano maggiore preoccupazione per l’andamento dei contagi e per le prospettive di saturazione dei posti in terapia intensiva, perché, nonostante gli ingenti finanziamenti garantiti dal governo con il decreto “Rilancio”, per ampliare i posti letto di terapia intensiva, che in Umbria avrebbero dovuto raddoppiare in maniera definitiva, aumentare il personale dedicato, acquistare ambulanze dotate di caratteristiche specifiche per il trasporto di malati covid, potenziare i servizi di prevenzione, l’Umbria non è pronta.

Le organizzazioni sindacali della sanità denunciano come i mesi trascorsi dall’arrivo delle risorse non siano stati utilizzati per rispondere efficacemente alla recrudescenza della pandemia e oggi l’Umbria è costretta a rimettere in campo le soluzioni individuate a Marzo.

Per questo si torna ad individuare Pantalla come ospedale in cui 20 o 30 posti letto saranno “dedicati a pazienti COVID positivi in condizioni cliniche stabili, che abbiano superato il periodo di acuzie, provenienti esclusivamente da altri ospedali COVID”.

Negli atti della direzione aziendale si legge che sarà utilizzato il blocco la dove era situata la RSA, mai riaperta e i poliambulatori specialistici (quindi niente più visite specialistiche a Pantalla?), che saranno ridotti i posti di medicina interna, la riabilitazione ortopedica sarà trasferita in chirurgia, mentre l’attività chirurgica rimane di nuovo senza urgenza e quindi solo day e week surgery.

In poche parole: un ospedale già depotenziato per la chiusura di reparti fondamentali come chirurgia, ostetricia e punto nascita, con le attività ambulatoriali riprese solo parzialmente, viene di nuovo utilizzato per rispondere all’emergenza interrompendo parte dei servizi riattivati, il tutto senza che siano state eseguite neanche le opere per garantire un’adeguata divisione dei percorsi per l’accesso alle aree individuate come COVID.

Tutto questo nel totale silenzio di Ruggiano, Peppucci e Ruspolini!

Partito Democratico, Partito Socialista, Todi Città Aperta, Sinistra per l’Umbria, Articolo Uno, Italia Viva

Todi Civica “TUTTI A TAGLIARE I NASTRI… MA DELL’OSPEDALE NON SI È OCCUPATO NESSUNO”

 

“L’ ospedale di Pantalla torna ad essere Covid e chiudono nuovamente importanti reparti. In questi mesi il Consiglio Comunale aveva, all’unanimità, chiesto all’ amministrazione comunale di intervenire presso la Regione dell’Umbria per individuare altre soluzioni. È evidente che nulla è stato fatto. Ma rispetto alla prima ondata la situazione è per certi versi anche peggiore. Perché se mesi fa la struttura di Pantalla era stata convertita con l’obiettivo di gestire anche i malati gravi, attraverso la terapia intensiva ( si ricorderà tutto il dibattito sulla questione ), oggi l’ ospedale chiude predisponendo l’ospedalizzazione di situazioni che possono essere gestite senza particolari strumenti e mezzi ( almeno questo è quanto emerge dalle informazioni uscite ). Uno svilimento ulteriore di un ospedale che, si diceva, si sarebbe voluto valorizzare e potenziare. Il tutto nel silenzio assordante degli amministratori locali. Siamo consapevoli che
la situazione del Paese e, purtroppo, stavolta, anche umbra, sia complessa e grave. E conosciamo i disagi che il nostro territorio ha vissuto a causa della chiusura del nosocomio comprensoriale. Tuttavia in questi mesi abbiamo visto l’amministrazione comunale impegnata a tagliare nastri, fare festival e inaugurazioni. Ma di questioni fondamentali come questa, a quanto pare, non ci si è occupati. Siamo preoccupati e convinti che sia il momento di impegnarsi seriamente, perché è in gioco la nostra salute e la sicurezza di migliaia di cittadini.
Todi Civica”

Comunicato stampa Umberto Magni -PARTITO DEMOCRATICO TODI

 

Sembra non potere avere pace l’Ospedale di Pantalla, vista la cronica ambiguità che regna sul destino di questo fondamentale presidio sanitario. Una confusione alimentata principalmente dalla scarsa chiarezza e dall’inesistente trasparenza sugli indirizzi amministrativi che intende seguire la Regione.

Sono facilmente intuibili le enormi difficoltà nel gestire una situazione del genere, inedita per tutti. Tuttavia, che la classe dirigente regionale abbia seguito una linea ondivaga e non lineare sull’Ospedale della Media Valle del Tevere è, ormai, un dato acquisito. L’inefficienza delle comunicazioni tra Regione da una parte e cittadini ed enti locali interessati dall’altra è stata peraltro censurata anche dal sindaco di Marsciano nel suo recente – e, a dire la verità, pure alquanto risentito – intervento pubblico su questi temi.

Una Regione Umbria che, in questi mesi, si  è cullata sugli allori senza minimamente programmare le modalità attraverso cui fronteggiare una possibile impennata autunnale dei contagi, nonostante le ingenti risorse messe in campo dal governo nazionale. Non si è lavorato, ad esempio, sull’aumento delle terapie intensive, col risultato che debbono essere rispolverate le soluzioni emergenziali messe in campo a marzo, con danni enormi al diritto alla salute degli abitanti della Media Valle del Tevere.

Vediamo, comunque, quanto successo negli ultimi giorni. Tra martedì e giovedì escono dettagliati resoconti sulla stampa regionale secondo cui, per far fronte all’impennata dei contagi ed allo stato di emergenza in cui versano le due Medicine dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, la Giunta Tesei starebbe pensando nuovamente a Pantalla come ospedale interamente Covid per allentare la pressione sul sistema sanitario umbro.

Sempre nella giornata di giovedì è stato lo stesso direttore generale della Sanità e del Welfare della Regione Umbria, nonché braccio destro dell’assessore Coletto, a spiegare abbastanza chiaramente che l’Ospedale di Pantalla non può essere convertito ad ospedale Covid, essendo un ospedale di base e non, come prescritto dalle disposizioni ministeriali, un Dea di I o di II livello.

È il punto nodale su cui hanno insistito per mesi sia i comitati sorti a difesa dell’Ospedale di Pantalla sia le forze politiche e civiche che li hanno supportati in questa battaglia a difesa del diritto alla salute: Pantalla non aveva le caratteristiche per essere scelto come presidio Covid ed aver portato avanti questa soluzione con molta arroganza e scarsissima predisposizione al dialogo ha creato disagi macroscopici a sessantamila persone. Per non parlare del fatto che, nelle scorse settimane,  il nostro ospedale è sembrato come vivere un perenne stato di transizione, fatto di una riapertura a pezzi e bocconi e di una realtà che non è nemmeno lontana parente di quella che conoscevamo prima dello scoppio della pandemia.

Poi, nella giornata di sabato, nonostante quanto asserito da Dario, arriva la doccia fredda: la Direzione regionale della sanità dispone che, dal 17 ottobre, dieci pazienti stabili affetti da Covid saranno collocati a Pantalla. Ne seguiranno altri dieci lunedì. Insomma, dopo tante chiacchiere e rassicurazioni cialtronesche, si riattiva l’area Covid nell’Ospedale di Pantalla, accompagnata contestualmente dalla riduzione dei posti di medicina interna, dalla riabilitazione ortopedica che viene trasferita in chirurgia e dall’attività chirurgica di nuovo configurata senza urgenza e quindi solo day e week surgery.

Dopo le riaperture parziale e strozzate a cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo, un altro passo verso la trasformazione del nostro ospedale in una modesta casa della salute. Questo nel silenzio delle istituzioni locali e delle forze politiche della destra cittadina.

Meritano un cenno anche le considerazioni svolte dal vicesindaco di Todi, Adriano Ruspolini, sul futuro dell’ospedale, alla luce di quanto deciso ieri a Perugia abbastanza comiche. Tralasciando l’impostazione di fondo per cui, sempre in relazione all’ospedale, se qualcosa va male la colpa è dei cattivoni che hanno amministrato in passato, ma se qualcosa va bene la struttura in questione diviene di colpo un gioiellino di efficienza debitamente valorizzato dai nuovi governanti, non convince granché questa trionfale annunciazione di aver trovato una svolta illuminante e radiosa per il nostro nosocomio nel modello di integrazione verticale cosiddetto “hub and spoke”.

Ciò per due motivi, In primo luogo, anzitutto, perché, basta far riferimento alle alte specializzazioni, Pantalla era già uno “spoke” dell’”hub” Silvestrini. In secondo luogo, infine, perché questa mirabolante idea risolutiva partorita dalla triangolazione giunta comunale di Todi-consigliere Peppucci-senatore Briaziarelli è stata già messa nero su bianco in passato, peraltro con dovizia di dettagli e di approfondimenti tecnici. Vedasi, per esempio, nel Piano Sanitario dell’Umbria 2009-2011, vol. III (Linee Strategiche) segnatamente la parte relativa all’organizzazione ospedaliera (pp. 161 ss.).

Ci sforziamo anche di capire gli elogi fatti da Ruspolini ai colleghi di partito che siedono in consiglio regionale ed in parlamento. Tuttavia, visto l’operato dei soggetti in questione negli ultimi mesi sul problema dell’Ospedale di Pantalla, riassumibile con la frase “state tranquilli che l’Ospedale di Pantalla tornerà, non date retta ai quei menagramo sabotatori dei sinistri”, lo scetticismo regna sovrano.

Più che di novelli Archimede che gridano “eureka!” pensando di aver trovato chissà quali soluzioni innovative e miracolistiche, avremmo bisogno di amministratori concreti in grado di far valere gli interessi del territorio, anche avverso la propria parte politica che governa la Regione.

UMBERTO MAGNI – PARTITO DEMOCRATICO TODI

Comunicato stampa Italia Viva Media Valle del Tevere : “Paletti e Ospedale”

 

“Il generale Ruspolini, vice sindaco di Todi, ha abbandonato per un momento il suo sport preferito, quello di metter paletti in giro per Todi,  ed è passato ai paletti sull’ospedale di Pantalla. Con il valido e illuminato aiuto della Consigliera Regionale  Peppucci, e del senatore Briziarelli, noto politico del lago Trasimeno, ha finalmente spiegato al mondo che chi si preoccupa per l’Ospedale non ha capito nulla, che l’Ospedale è stato costruito male e che va benissimo quello che sta avvenendo.

In sintesi: brutti e cattivi quelli che chiedono che l’Ospedale torni ad essere quello che era prima del Covid, incapaci e incoscienti le Amministrazioni che l’hanno costruito ecc. ecc.

Un bel paletto contro tutti gli incapaci e i disinformati che non hanno capito quale sia la realtà e quanto bene stia operando il veneto assessore regionale leghista e tutta la sua truppa di esperti, compresa naturalmente la consigliera Peppucci e l’illuminato  senatore Briziarelli.

Una prima deduzione: il vicesindaco gode di ottima salute, Questo significa che non ha avuto contatto con la realtà sanitaria e che non ha dovuto fare né esami né ricoveri.

Seconda deduzione: tutti quelli che, non godendo di ottima salute, sono stati costretti a vagabondare per ospedali dell’Umbria, con lunghe attese e anche ricoveri in ospedali lontani, non hanno capito nulla del bene che stavano ricevendo;

Terza deduzione: tutti quelli che in passato avevano utilizzato i servizi dell’Ospedale di Pantalla avevano ritenuto di avere fruito di servizi adeguati e di un buon ospedale: era tutta un’illusione e i servizi, sia medici che chirurgici, erano solo stati immaginari!

Conclusioni:

prepariamoci: sarà bellissimo andare vagando per l’Umbria in cerca di servizi sanitari: la Verde Umbria è bella e finalmente anche i malati, gravi o meno, potranno ammirarla dal finestrino dell’auto che li trasporta a Branca (Km. 80) o al Silvestrini o, magari, avere finalmente l’occasione di vedere i bei paesaggi dell’Alta Umbria;

Un consiglio al vicesindaco: torni ai paletti tuderti tradizionali: ci sono ancora tante strade di Todi senza paletti!!! ”

Italia Viva Media Valle Tevere

LEGA: “TODI PER TUTTI: PRESENTATO ATTO PER ELIMINARE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE”

 

Il gruppo Lega al consiglio comunale di Todi insieme alla maggioranza, presenterà una mozione riguardante il censimento e la mappatura delle barriere architettoniche e l’adozione del Piano di Eliminazione delle stesse nel Comune.

“L’atto impegnerà la giunta, che si è sempre distinta per il suo interesse verso il sociale, ad avviare il censimento e la mappatura delle barriere architettoniche presenti nel comune e a mettere in atto tutte le azioni necessarie per giungere all’adozione del P.E.B.A (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) come previsto dalla legge nazionale del 1986.” Così la nota del  capogruppo della Lega al Comune di Todi, Francesca Peppucci.

“Purtroppo la norma, da parte degli enti locali, negli anni –  afferma il capogruppo della Lega-  ha trovato soltanto una parziale e non omogenea applicazione, ed anche il nostro comune è sprovvisto  di un Piano per l’Eliminazione di queste barriere. Todi è la città più vivibile al mondo e  lo deve essere per tutti, senza distinzioni. Quello delle barriere architettoniche  è un problema annoso che non può essere sottovalutato”.
“Vogliamo una Todi sempre più accessibile – aggiunge Francesca Peppucci, prima firmataria della mozione – con circuiti che permettano alle persone di spostarsi  veramente in libertà, eliminando man mano tutti gli ostacoli.
Todi è già un comune family friendly e l’obiettivo di questa mozione, a cui tengo molto e che, con piacere è stata sottoscritta e condivisa da tutta la maggioranza,  è quello di non lasciare indietro nessuno e di ridare dignità a tutti”.
“Immagino ed auspico-  conclude il consigliere-  una città con spazi urbani  e pubblici accessibili.
La strada intrapresa è quella giusta, la Todi del futuro, è molto più vicina di quello che i detrattori di questa amministrazione credono”.

“’Aggiornamento delle linee guida sull’IVG farmacologica (RU 486)… ” interviene Elena Baglioni (F.I.)

 

A nome mio personale e di Forza Italia Todi esprimo grande soddisfazione per il documento approvato dalla
Commissione Pari Opportunità della Regione Umbria riguardante l’aggiornamento delle linee guida sull’IVG
farmacologica (RU 486).
Il chiaro e netto richiamo alla “ piena e totale osservanza della legge 194/78” è il faro che deve guidare ogni
disposizione in materia di aborto, soprattutto nel rispetto di quanto sancito dall’art 1 che prevede “ Lo
Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della
maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla
presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e
sviluppano i servizi socio‐sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini
della limitazione delle nascite.”
Richiamando la legge 194 si chiede alla Giunta Regionale di legiferare tenendo fermo il principio della
tutela della maternità, della tutela della vita e della salute della donna, alla quale deve fornire tutti gli
strumenti sociali e sanitari affinchè non venga lasciata sola in un momento tanto drammatico della propria
e vita e perchè sia messa nella condizioni di poter decidere liberamente, secondo scienza e coscienza, se
procedere all’interruzione di gravidanza.
Nel pieno rispetto della sensibilità di ciascuno, non potrà sfuggire che una donna che si trovi a dover
decidere se abortire o meno e che viva in uno stato di necessità economico, sociale o in situazioni di
violenza domestica, ad oggi non trova altra alternativa che procedere all’interruzione di gravidanza perché,
a distanza di oltre 40 anni, lo Stato, le regioni e gli enti locali non hanno sviluppato alcun sostegno che
consenta alla donna di poter liberamente decidere.
L’unico aiuto che si propone alle donne è di poter abortire nella solitudine della propria casa, da sola, con il
compito di dover verificare con minuziosa precisione l’avvenuta integrale espulsione del proprio bambino,
tra lacrime e sangue, senza una mano amica che possa dare coraggio, senza la presenza di un medico che
possa verificare che tutto stia procedendo senza rischi.
Perché ancora oggi la maternità è un fatto solo della donna, di quella donna che in quel preciso momento
scopre di custodire in sé un’altra vita: su di lei grava il peso di una scelta e solo su di lei graveranno le
conseguenze della sua scelta.
E invece no!
Quella madre in difficoltà, quella maternità così difficile, non è un problema di quella donna, è il problema
di un’intera società e un’intera società deve farsene carico mettendo in atto ogni tutela affinchè si possa
LIBERAMENTE scegliere se abortire o meno.
Quale libertà, quale tutela stiamo garantendo ora ? Quale progresso c’è nel fornire una pillola e rimandare
quella donna a casa e, contestualmente, non pensare minimamente a garantire tutele economiche e sociali
per le madri in difficoltà ?
Io mi batterò con ogni forza affinchè il grido di aiuto di ogni donna arrivi alle orecchie di uno Stato per
troppo tempo sordo alla necessità delle madri e di chi madre lo vorrebbe diventare, perché nessuna donna
venga lasciata sola, perché nel 2020 ci si accorga che la maternità è il fuoco che alimenta la nostra società e
non un problema da far gravare solo sulle spalle delle donne.
Elena Baglioni
FORZA ITALIA TODI

CONCORSO FOTOGRAFICO DEL MIPAAF PER GLI ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA

 

Ultimi giorni per partecipare a “Rimettiamoci in cammino”, il concorso fotografico indetto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dedicato ai patriarchi verdi del patrimonio naturalistico italiano. C’è tempo, infatti, sino al 15 ottobre per inviare gli scatti, massimo tre, che mettano in risalto elementi di pregio e la straordinaria bellezza degli oltre 3.500 alberi monumentali iscritti nell’elenco ufficiale del Ministero, stando all’ultimo aggiornamento del 24 luglio scorso. La partecipazione è aperta a tutti: le foto più belle e significative saranno premiate diventando così le immagini del Calendario AMI 2021 (Alberi Monumentali d’Italia) e verranno pubblicate sul sito del Mipaaf nella sezione dedicata.

“Le foto dovranno mostrare l’esemplare sia nel suo insieme che nei particolari più peculiari e caratteristici – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Invito tutti gli appassionati a cogliere questa opportunità con cui il Mipaaf intende omaggiare e, al contempo, valorizzare questi veri e propri monumenti della natura, da preservare e sostenere come valore aggiunto nei nostri territori, anche dal punto di vista turistico e culturale. I vincitori – conclude L’Abbate – verranno proclamati il 21 novembre in occasione della Giornata mondiale dell’Albero”.

Gli scatti, massimo tre, dovranno essere accompagnati da un breve testo che descriva la relazione che intercorre tra l’albero, il luogo e la comunità in cui è radicato, storie e leggende o, comunque, le particolarità che lo rendono unico. Tra i 3561 alberi monumentali sinora censiti, spicca la Sardegna con 404 patriarchi verdi, seguita dal Friuli Venezia Giulia con 344 esemplari, dall’Abruzzo con 298, dalla Lombardia con 263, dal Piemonte con 219 e dal Veneto con 206.

Fipe Confcommercio Umbria: “No” al nuovo DPCM, che colpisce pesantemente i pubblici esercizi

Il presidente regionale Fipe Romano Cardinali: “Non sono bar e ristoranti i luoghi di diffusione del virus”

 

Un settore già messo in ginocchio con il lockdow che viene ancora pesantemente colpito con il DPCM del 13 ottobre: bar, ristoranti, pizzerie, pub, birrerie e pubblici esercizi in genere subiscono una “stretta” che aggrava una situazione già drammatica.
“Un provvedimento che contestiamo fortemente – sottolinea Romando Cardinali, presidente di Fipe Umbria, la federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio – perché  penalizza ulteriormente attività che già sono in ginocchio, ma soprattutto lo fa senza che ci siano ragioni oggettive che lo giustifichino. Nei mesi di riapertura, da maggio in avanti, non c’è nessun riscontro che individui in bar e ristoranti luoghi di particolare diffusione del contagio. Quindi ridurre gli orari di apertura non ha senso. 
Perché posso stare seduto in un  locale, con il rispetto dei distanziamento, dalle 23 alle 24 e poi non posso starci dalle 24 all’1? Anche il limite di partecipazione massima di 30 persone per le feste conseguenti alle cerimonie è un duro colpo per i ristoranti, perché 30 persone sono davvero poche!  

E poi perché si dice che si vieta di permanere fuori dai locali quando il divieto di assembramento è già previsto? Se sono gli assembramenti all’esterno di certi locali e la movida il vero problema, dobbiamo intervenire su queste situazioni con maggiori e più incisivi controlli, non colpire in modo indiscriminato le imprese del settore facendole chiudere in orari improponibili, che di fatto ne azzerano l’attività. Con questo provvedimento per molti locali non avrà più senso aprire, e il danno economico con perdita ulteriore del fatturato ci sarà per tutti”.  


Secondo Cardinali “le soluzioni per salvaguardare la salute pubblica ci sono, senza scaricare il peso ancora una volta  sulle attività. Bisogna rafforzare i controlli e correggere le situazioni anomale, con un spirito di collaborazione tra il privato e istituzioni. La cosa più grave è che il governo emana questi provvedimenti senza dire come intende supportare i locali che ne pagheranno gli effetti. E’ vero che il  provvedimento vale un mese, ma un mese così per molti di noi significa chiudere per sempre, anche perché alla scadenza la situazione sanitaria potrebbe essere anche peggiore. Gli imprenditori sono esasperati e disperati, la situazione rischia di andare completamente fuori controllo”.