Parlamentari Lega: “Nessun ospedale verrà chiuso o smantellato dopo emergenza covid. Chi dice questo verrà smentito dai fatti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“È un momento assolutamente difficile per il paese e per l’Umbria vista
la recrudescenza del covid e i numeri che si prospettano in un orizzonte
non troppo lontano. Alla luce di questo, riteniamo giusta la decisione
della Giunta Regionale di predisporre tutti gli ospedali umbri per
rispondere prontamente al verificarsi di nuovi casi”.
La nota è dei parlamentari umbri della Lega, Stefano Lucidi, Virginio
Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Alessandrini, Barbara
Saltamartini, Luca Briziarelli, Simone Pillon.
“Siamo soddisfatti dell’impegno preso dalla presidente Tesei nel dire
che nessun ospedale verrà smantellato e che, non appena ci saremo
lasciati l’emergenza alle spalle, speriamo nel più breve tempo
possibile, continuerà nel compito di portare avanti la riprogettazione
della sanità umbra dopo le politiche sbagliate e autoreferenziali della
sinistra negli anni precedenti.
Chi vorrebbe speculare politicamente in un momento così difficile, che
non riguarda una sola regione o una sola fazione politica, ma riguarda
l’intera nazione e ognuno di noi, paventando chiusure e smantellamenti,
verrà smentito dai fatti. Superata l’emergenza, la giunta Tesei darà
risposte concrete e riorganizzerà in maniera efficiente i servizi
sanitari come promesso.
Non è il caso di dividerci in contrade, ma di guardare il sistema
sanitario regionale come un sistema integrato, chiamato a rispondere in
maniera organica a una emergenza che nessuno ha chiesto di dover
affrontare. In questo momento, oltre ad invitare i cittadini a prestare
massima attenzione alle regole di base, rivolgiamo un sentito
ringraziamento a tutti coloro che dentro e fuori gli ospedali, sono in
prima linea per combattere il virus”.

Ospedale di Pantalla: Cgil e Spi, siamo punto e a capo

“La Media Valle del Tevere non può essere privata di una risposta sanitaria. Il rischio è che le persone rinuncino a curarsi”

“Dopo innumerevoli proclami sulla riapertura dell’ospedale di Pantalla e dei vari reparti (la chirurgia, a leggere i giornali, è stata riaperta 3 volte), siamo punto e a capo: l’ospedale della Media Valle del Tevere è di fatto nuovamente chiuso. Funzionano, a scartamento ridottissimo, solo alcuni ambulatori o servizi di day-hospital”. A scriverlo in una nota sono Cgil e Spi della Media Valle del Tevere.
“La pandemia è una cosa seria – sottolineano dal sindacato – e va affrontata con la massima determinazione ma, guardando le statistiche di questi giorni, con l’Umbria tristemente in testa per la crescita dei contagi e in coda sul numero di posti letto in terapia intensiva in rapporto alla popolazione (posti che hanno avuto incremento zero), si ha la sensazione che l’attenzione delle autorità sanitarie regionali sia stata concentrata più sullo sviluppo della sanità privata che sull’organizzazione dei servizi per prevenire la pandemia”.
“Privare di fatto un territorio di più di 60.000 utenti del suo ospedale non è cosa di poco conto – insistono Cgil e Spi Cgil – così come non lo è costringere i pazienti, soprattutto gli anziani, a raggiungere Città di Castello o Branca, per normali esami o interventi di prevenzione. Stessa cosa per gli interventi chirurgici urgenti. Si provi ad immaginare un pensionato di San Venanzo o di Massa Martana, operato a Branca: il coniuge, in assenza di familiari disponibili, come può raggiungerlo e fargli assistenza, stante l’assenza di qualsiasi mezzo pubblico?”.
“Il rischio, ormai realtà, è che la gente rinunci a curarsi, con il conseguente aumento dei morti per le patologie tradizionali – avvertono Mauro Moriconi, responsabile della zona Media Valle del Tevere per la Cgil di Perugia, e Giuseppe Giansanti, segretario della Lega Spi Cgil – Noi avevamo proposto di destinare un terzo dell’ospedale di Pantalla al Covid (e per la sua conformazione sarebbe stato possibile con sforzi minimi isolare una parte, costruendo anche percorsi dedicati e del tutto staccati dal resto), ma le altre divisioni della struttura debbono essere rimesse a disposizione della cittadinanza, con le caratteristiche e le prestazioni precedenti, recuperando – tra l’altro – le attrezzature che nel frattempo sono state spostate in altri ospedali”.
E’ necessario procedere alle assunzioni nella sanità regionale altrimenti non saremo in grado ne di garantire i servizi ordinari e tanto meno l’emergenza legata alla pandemia.
“Al termine della pandemia chiederemo anche di potenziare l’ospedale per correggere i limiti del passato ma, al momento, va riaperto e reso funzionale al più presto – concludono Moriconi e Giansanti – Riteniamo inoltre necessario ed inderogabile che anche i sindaci del territorio assumano orientamenti coerenti con gli impegni che hanno preso con i cittadini. Non possono continuare a nascondersi dietro la favoletta che tutto si riaprirà, perché questi mesi hanno dimostrato che non è così, e soprattutto perché la situazione sanitaria sta peggiorando, aggravando gli effetti già negativi del Covid”.

Grido di allarme dell’AVIS Umbria

 

Continua nella nostra regione il calo delle donazioni; le disponibilità sono inferiori alle soglie minime indicate dai servizi ospedalieri e, se persiste questo andamento, a breve potrebbero verificarsi stati di emergenza. Da qualche tempo si raccoglie meno di quanto i servizi consumano per dare una efficace assistenza a quanti ne hanno bisogno.

Tale situazione, che da qualche tempo si rileva, è stata anche oggetto di discussione nella recente assemblea regionale – tenutasi lo scorso 10 ottobre ca a S. Maria degli Angeli – Assisi.

In quella sede si è deciso di rinnovare la richiesta all’assessore regionale Coletto di un urgente incontro per concordare le strategie di intervento capaci di invertire l’andamento: occorrerebbero 40 donatori in più al giorno.

Lo stato attuale della pandemia non facilita la soluzione del problema, ma è troppo urgente per rinunciare ad una rinnovata azione organizzativa e gestionale dei Servizi.

Prossimamente l’ospedale della Media Valle del Tevere verrà di nuovo destinato a degenti Covid come nel recente passato e, conseguentemente, verrà chiuso il Punto di Raccolta Fisso al quale afferiscono centinaia di donatori che dovranno recarsi in altre sedi per donare.

L’Avis rinnova l’invito ai propri donatori periodici perché continuino il delicato servizio di volontariato con consapevolezza e responsabilità per non far mancare agli ospedali una risorsa vitale quale è il sangue e suoi componenti. A quanti non sono ancora donatori, e sono nelle condizioni di farlo, è rivolto un invito ad effettuare la scelta di diventarlo: la donazione di sangue è una scelta di vita ed un progetto di salute. Più donazioni, più sicurezza per tutti.

Comunicato stampa PSI Todi :” Ieri 20 ottobre 2020 si è consumata la più brutta storia della nostra città.”

 

Ieri 20 ottobre 2020si è consumata la più brutta storia della nostra città. E’ stata negata dall’ attuale maggioranza che governa la nostra città,  un democratico confronto con i cittadini su un tema di importanza vitale. La chiusura, ormai programmata dell’Ospedale di Pantalla.

I fatti -Era in corso il Consiglio Comunale ed un gruppo di cittadini,  che si trovavano in Piazza del Popolo con mascherina e distanziati come da normativa COVID, ha chiesto una pausa di 15 minuti del Consiglio al fine di conferire e confrontarsi con il Sindaco Ruggiano e la maggioranza, per esporre le proprie preoccupazioni sulla sorte dell’Ospedale della Media Valle del Tevere  alla luce delle nove disposizioni della Regione dell’Umbria  che vede riaprire l’Ospedale di Pantalla come Ospedale COVID.

Non solo non c’è stata sospensione, ma neanche il confronto che una maggioranza  democratica avrebbe dovuto concedere,  soprattutto su un tema così scottante.

Anzi la richiesta è stata snobbata e non accolta,  con la Consigliera Peppucci  che aveva l’ardire di  affermare che il suo numero di cellulare è a disposizione e che nessuno l’aveva chiamata.

Consigliera Peppucci, lei pretende che i cittadini la chiamino e resta stupita dal fatto che non lo facciano?  Si faccia una domanda? Non sarà che i cittadini pensino che sia inutile chiamarla? E poi, ma lei non appartiene a quel Partito politico che sta in mezzo al Popolo? Quindi è lei che deve andare a parlare con i cittadini e non i cittadini che devono venire da lei !!!!!!

Abbiamo più volte detto che la salute non ène di destra ne di sinistra, ma dei cittadini.

Sindaco Ruggiano ancora non si è accorto che ci stanno chiudendo l’Ospedale per trasformarlo in una RSA a pagamento? E continua ancora a dire che le VITA è BELLA?

I suoi cittadini dovranno andare a curarsi altrove con disagi che leisicuramente neanche immagina,  altrimenti starebbe sulle barricate per difendere l’ Ospedale di Pantalla, come invece stanno facendo i Sindaci di Spoleto e Foligno pur essendo suoi amici di coalizione.

Sindaco Ruggiano, Consigliera Peppucci quali reconditi fini ci sono dietro il vostro disinteresse nei confronti di questa azione scellerata perpetrata dalla Giunta Tesei  per sopprimere l’Ospedale di Pantalla? Forse perché si avvicinano le elezioni nazionali ed una probabile candidatura? Tutto questo non vale un Ospedale, sappiatelo.

ABBIATE IL CORAGGIO DI DIRLO AI VOSTRI ELETTORI ED A TUTTI I CITTADINI DI TODI

REGISTRO COMUNALE DEI TUMORI : APPROVATA LA PROPOSTA DI TODI CIVICA

 

Il Consiglio Comunale di Todi, nel corso della seduta odierna, ha approvato all’unanimità la mozione proposta da Todi Civica, per l’istituzione di un registro comunale dei tumori. Un risultato di cui andiamo molto orgogliosi perché avvia un percorso per la realizzazione di uno strumento che, siamo certi, potrà apportare un contributo a chi, ogni giorno, studia, lavora e si batte per sconfiggere questa terribile piaga. Uno strumento che accende, anche nel nostro territorio e nelle nostre istituzioni, una luce su un dramma che, purtroppo, tante, troppe famiglie vivono quotidianamente.
La realizzazione del registro dovrà vedere la partecipazione, la collaborazione e l’impegno, (confidando in una loro adesione)  di  figure fondamentali quali i medici di base, specialisti,  dirigenti della Asl, esperti di statistica e  giuristi, che, nell’atto di raccolta, archiviazione ed interpretazioni dei dati, garantiscano anche il pieno rispetto della privacy dei pazienti.
Il cancro è una malattia devastante, che oltre a mettere in pericolo la vita fisica di chi lo subisce, incide profondamente sulla sua salute psicofisica e su quella dei suoi cari. La cura di questa malattia, inoltre, spesso ha costi altissimi, che non sappiamo quanto e per quanto il nostro sistema sanitario riuscirà a garantire, soprattutto se i casi dovessero continuare a crescere. La prevenzione, la cura e rispetto dell’ambiente, un corretto stile di vita e soprattutto la ricerca, sono elementi fondamentali nella lunga e dura battaglia ai tumori. Il registro vuole essere un piccolo in tassello di questo mosaico della speranza.
Ringraziamo il Sindaco e i consiglieri presenti per il sostegno e per aver condiviso una proposta a cui tutti noi tenevamo molto.
Un piccolo grande risultato che dedichiamo alla nostra cara ed indimenticabile amica Daniela e a tutti coloro che oggi si trovano ad affrontare questa difficilissima sfida.
TODI CIVICA

Comunicato stampa del Vicesindaco tuderte Ruspolini: “Sulla sanità il Pd è interessato solo alla polemica”

 

 

 

 

 

 

“Le drammatiche notizie che si susseguono in questi giorni nei quali si
assiste ad un fortissimo ritorno dell’epidemia da coronavirus con
impatto anche di notevole entità riguardante la nostra regione
dell’Umbria, non hanno certo dissuaso alcune forze politiche dal
cogliere l’occasione per dedicarsi alla polemica.
Il comunicato del centro sinistra firmato dal PD e da altre sigle di cui
si fa fatica a scorgere tanto la consistenza politica quanto
rappresentanti, simpatizzanti e perfino elettori, altro non fa che
sollevare una polemica speciosa e sinceramente scarna di contenuti e
proposte”. Così la nota del vicesindaco di Todi, Adriano Ruspolini.
“Anzitutto – aggiunge Ruspolini- è da premettere che la lettura
dell’organizzazione del sistema sanitario in periodo di pandemia non può
essere fatta semplicisticamente e banalmente sulla base di ragionamenti
campanilistici.
L’emergenza sanitaria, in Umbria, con i suoi circa 800.000 abitanti può
essere gestita esclusivamente in un’ottica di sistema dove le risorse,
in termini di posti letto disponibili e personale medico e
infermieristico devono essere ottimizzate.
Nessun territorio può tirarsi indietro da questa sfida sanitaria unica
nella storia del paese.
Assistiamo sgomenti a manifestazioni e prese di posizione da parte di
comitati locali e purtroppo anche di amministratori, preoccupati del
depauperamento e della sospensione dei servizi sanitari di base a
seguito dell’emergenza sanitaria in atto.
Pur comprensibili queste paure e queste proteste sono prive di senso.
Privo di senso, è pensare che qualsiasi struttura presente sul
territorio regionale possa non essere impattata in maniera più o meno
forte dalla lotta alla pandemia.
Il fatto che l’ospedale di Pantalla, in una sezione dedicata, sia
destinato alla cura e trattamento di pazienti Covid a “bassa intensità
di trattamento” non significa che la struttura sarà privata
completamente di altri servizi, peraltro recentemente e faticosamente
riaperti di concerto tra le varie amministrazioni coinvolte.
Questo è il lavoro che nel silenzio e con umiltà abbiamo provato a fare
insieme alla Giunta del sindaco Ruggiano, con il Senatore Briziarelli ed
i consiglieri Peppucci e Boschi”.
“Premesso – conclude il vicesindaco di Todi – che lo scenario è mutevole
e che tutti auspicano che i provvedimenti assunti in queste ore possano
calmierare i numeri che segnano l’esponenziale crescita del contagio
anche in Umbria, non ci sentiamo assolutamente di scendere all’infimo
livello di coloro che cercano di ottenere visibilità alimentando
polemica politica in una fase così delicata.
In tempi più sereni avremo modo di dibattere seriamente sul tema
dell’organizzazione della sanità regionale e chiederemo conto a quei
signori che hanno governato per cinquant’anni la regione. Dove erano
quando i provvedimenti dei loro governi (come ad esempio il D.l. 2
aprile 2015 n. 70 Gov. Renzi, Ministro Lorenzin) definivano i livelli
organizzativi e dimensionali degli ospedali condannando strutture come
quella di Pantalla al ruolo marginale in cui lo abbiamo trovato?
Sicuramente non erano nè in piazza a manifestare, nè sulla stampa”.

Il Comitato “Tre Valli” esprime solidarietà ai Sindaci e popolazioni di Spoleto, Todi, Marsciano, Valnerina

 

Il Comitato “Tre Valli” esprime solidarietà ai Sindaci e popolazioni di Spoleto, Todi, Marsciano, Valnerina e rispettivi comprensori, in fermo dissenso dall’annunciato proposito della Giunta Regionale di destinare a Centri Covid l’Ospedale DEA di Spoleto e l’Ospedale di base di Pantalla con disattivazione dei reparti e servizi ordinari. Lasciando a giuristi e amministratori l’esame dei vizi e le eventuali impugnative contro i provvedimenti ipotizzati, il Comitato rivendica i ruoli irrinunciabili dell’Ospedale di Spoleto come erogatore 24h di tutte le prestazioni medico-chirurgiche generali e specialistiche, polo di riferimento-emergenza del vasto cratere a massimo rischio sismico, struttura di riferimento del Carcere di massima sicurezza di Maiano, nonché collocato praticamente nell’abitato cittadino e a ridosso dell’Hospice. E dell’Ospedale di Pantalla per la Media Valle del Tevere, i cui abitanti, dopo la prima penalizzazione, non possono  ancora vagare per l’Umbria per i servizi sanitari essenziali. Un corretto governo regionale può certo far carico a tutti gli Ospedali proporzionatamente di reparti e posti letto dedicati alla temibile epidemia.

Ma non può prendere la suggestiva occasione di un pericolo generale per protrarre l’emarginazione dell’Ospedale di Pantalla e addirittura – caso unico – smontare un Ospedale dell’Emergenza come Spoleto per dirottare a Foligno reparti, servizi e personale. L’integrazione Foligno-Spoleto, giusta in teoria, non si attua svuotando uno dei due poli (tra l’altro dirottando ingenti donazioni mirate di Fondazioni e privati), perché questo spoglia irreversibilmente un comprensorio ma in prospettiva non garantisce neanche il consolidamento dell’altro. Pertanto il Comitato chiede che la Giunta Regionale riveda il suo piano e concerti urgentemente con tutti i Comuni degli Ospedali interessati l’equo concorso di ciascuno allo sforzo organizzativo contro la comune minaccia dell’epidemia. Se c’è stato un reale cambio di governo, la Regione lo dimostri con l’abbandono delle vecchie pratiche dell’imposizione politica spacciata per “tecnica”.

Comunicato stampa PD – Todi :”Che fine ha fatto…il Sindaco di Todi Ruggiano? “

 

E’ questa la domanda che molti Tuderti si pongono, ogni giorno, dall’inizio della cosiddetta “seconda ondata di pandemia”. Ogni tanto lo vediamo aggirarsi per le vie del Centro Storico, spesso con forbici e nastro in mano, pronto a inaugurare “qualcosa” frutto del lavoro della passata amministrazione di centrosinistra! A parte qualche apparizione, però, si sente solo il vuoto e il silenzio. Anche i tempi delle seguitissime dirette Facebook, dell’hashtag #todipaura non ha e delle ramanzine alle persone senza mascherina in Piazza appartengono ormai al passato. Perché, ci domandiamo? Perché, mentre i Sindaci dei Comuni della Regione si rincorrono per dare informazioni, per richiamare i propri concittadini al senso civico e al rispetto delle regole, il Sindaco Ruggiano si nasconde all’interno dei Palazzi Comunali? Perché mentre i Sindaci dei Comuni della Regione, a partire dal Sindaco (Leghista!) di Foligno, ci mettono la faccia difendendo il regolare svolgimento delle attività di base dei propri presidi ospedalieri, il Sindaco Ruggiano resta in silenzio? Sindaco, le rivolgiamo un appello. La città ha bisogno che lei svolga il suo ruolo. La città ha bisogno di informazioni, di rassicurazioni, e, perché no, di ramanzine. Non si nasconda. Scenda in Piazza con i suoi concittadini a difendere l’Ospedale Territoriale della Media Valle del Tevere. Ci racconti come la pandemia sta colpendo la nostra città. Ci dica come e se ha intenzione di accedere ai finanziamenti previsti dal Governo e dall’Unione Europea per combattere questa crisi. Ci dica Sindaco.

Non è il Partito Democratico a chiederglielo, è la sua città. La stessa che l’ha eletta per rappresentarla in ogni sede istituzionale, per difenderla…e non per essere rinchiusa in un recinto di paletti!

PARTITO DEMOCRATICO TODI

Todi Civica “PONTECUTI. MA QUANDO FINISCONO I LAVORI ? “

 

   ( immagini di repertorio )

Continuano i disagi per la chiusura del ponte di Pontecuti, la cui riapertura era prevista per il 10 Ottobre. Chi si sta occupando dei ritardi per i lavori sul ponte di Pontecuti ( realizzazione delle condutture di quel depuratore che le forze di governo, in campagna elettorale,  avevano garantito avrebbero bloccato ) e quali sono i tempi di ultimazione dei lavori? I cittadini, da mesi, vivono enormi disagi e le attività commerciali pagano il prezzo di un intervento che si poteva gestire diversamente.  Raccogliamo le preoccupazioni dei residenti, i quali denunciano le difficoltà legate alla chiusura di una strada di collegamento fondamentale per quella frazione e per Todi.  Un’ opera iniziata nei primi giorni di settembre e che si doveva concludere entro il dieci del mese di ottobre. Ma a quanto vediamo i lavori si stanno  trascinando ancora, senza che nessuna istituzione fornisca indicazioni e chiarimenti.  Questo, ovviamente, mette in grande difficoltà le famiglie, costrette a gestire la vita quotidiana,  la riapertura delle scuole e le difficoltà determinate dalla pandemia.  Invitiamo l’amministrazione comunale, non avendolo evidentemente fatto prima, a verificare ed adoperarsi in ogni modo al fine di ridurre i tempi di intervento e, se possibile, nel frattempo, ad aprire almeno una corsia del ponte, così da consentire un transito parziale, ma fondamentale.
Todi Civica

Fipe Confcommercio Umbria: “Il nuovo DPCM penalizza ancora una volta i pubblici esercizi, ormai siamo al collasso”

Il presidente regionale Fipe Cardinali: “Siamo diventati il “bersaglio facile” su cui scaricare il costo economico di questa pandemia”

Se il DPCM del 13 ottobre era stato  già una mazzata dopo un periodo buio, il nuovo decreto del 18  rischia di lasciare sul campo definitivamente centinaia di bar e ristoranti in Umbria. L’inasprimento delle misure e carico dei pubblici esercizi, con ulteriori limitazioni alla loro attività, secondo Fipe Umbria, la federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio, è inaccettabile, perché “ancora una volta – come sottolinea il presidente Romano Cardinali – si vanno a colpire imprese che non possono essere assolutamente considerate luoghi particolari di diffusione del virus”.

“Una cosa sono i locali – dice ancora Cardinali – che, adottando con i protocolli aziendali le misure di prevenzione previste dalle normative anti covid sono luoghi sicuri al pari di tutti gli altri, una cosa è quello che succede fuori da bar e ristoranti, la cosiddetta movida, rispetto alla quale gli esercenti non hanno, né possono avere alcuna responsabilità. Ma è molto più facile scaricare sulle imprese l’incapacità di fare controlli adeguati, che sono quello che davvero serve. Non siamo gli “untori” del covid, e siamo esasperati da questo continuo tiro al bersaglio. Togliere ore di lavoro ad una bar o limitare ulteriormente i posti in un ristorante in un momento già drammatico come questo significa condannarli alla chiusura definitiva. Siamo perfettamente consapevoli della gravità della situazione, e le attività hanno messo in campo – con costi che in questo momento sono sale su ferite aperte, ma con profondo spirito di collaborazione e senso di responsabilità – tutte le misure per assicurare ai clienti la massima sicurezza: quindi non c’è nessuna ragione oggettiva per  penalizzare ulteriormente il settore. Settore a cui sono stati promessi “ristori” in compensazione dei mancati guadagni di cui per ora non si vede alcuna traccia. Vogliamo aiuti concreti e immediati. Le imprese non ce la fanno più ad aspettare, gli imprenditori sono disperati e arrabbiati. Bisogna agire sulle situazioni anomale e sui comportamenti scorretti, non sparare nel mucchio!”.