Nei mesi scorsi abbiamo più volte sollecitato la presidente di Confcommercio a prendere posizione in merito ad alcune scelte fondamentali e strategiche per il futuro della nostra città. Lo abbiamo fatto, ad esempio, sulle modalità di accesso al centro storico e il nuovo arredo urbano di quest’ultimo (che ne hanno determinato la sostanziale musealizzazione), sul nuovo centro commerciale di Ponterio e sul nuovo ascensore di Porta Orvietana.Mag 20
Partito Democratico : ” PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO O SESTO ASSESSORE DELLA GIUNTA RUGGIANO? “
Nei mesi scorsi abbiamo più volte sollecitato la presidente di Confcommercio a prendere posizione in merito ad alcune scelte fondamentali e strategiche per il futuro della nostra città. Lo abbiamo fatto, ad esempio, sulle modalità di accesso al centro storico e il nuovo arredo urbano di quest’ultimo (che ne hanno determinato la sostanziale musealizzazione), sul nuovo centro commerciale di Ponterio e sul nuovo ascensore di Porta Orvietana.Mag 20
Movimento 5Stelle : ” Todi Comune amico delle api? “
Il MoVimento Tuderti 5 Stelle in vista della Giornata Mondiale delle api che si celebra oggi 20 Maggio, chiede all’amministrazione informazioni su che fine abbia fatto la nostra proposta, se è stata messa in opera oppure è finita come tante altre in fondo ad un cassetto. Approdata in consiglio comunale e votata favorevolmente da 13 consiglieri su 14, la delibera avvenuta in data 27/07/2017, doveva permettere alla nostra città di entrare a far parte di un circuito favorendo la coscienza collettiva sull’ importanza delle api e dell’apicoltura per la salvaguardia della biodiversità, della sicurezza alimentare e creare una reale opportunità di sviluppo economico sostenibile del territorio.
Mag 20
I VIOLINI DI TODI UN PICCOLO SEGNO IN ONORE DELLA NOBILE FAMIGLIA TUDERTE DEI SARDOLI
Si avvia alla fase esecutiva il progetto di ETAB “I Violini di Todi” (un Klotz ed un Odoardi) a cui il CDA e gli uffici stanno lavorando sin dallo scorso anno.
ETAB, infatti, nel proprio patrimonio mobiliare di pregio annovera due violini appartenuti e donati dalla famiglia Sardoli all’Opera Pia Monte dell’Onestà.
Con la preziosa collaborazione del Maestro Luca Venturi e le indicazioni del Dr. Filippo Orsini Direttore dell’Archivio Comunale di Todi (presso cui è depositato l’archivio storico della Congregazione di Carità di Todi), il Cda di ETAB, dopo aver deliberato di dover restaurare i due violini di cui è proprietario, ha avviato un’indagine presso i più noti Liutai italiani per verificare la fattibilità del recupero.
I preziosi violini rientrano nei beni de l’Opera Pia Monte dell’Onestà che ebbe origine nel 1601 per effetto di una donazione di quattromila scudi fatta dal Vescovo Angelo Cesi Detta opera pia fu amministrata dalla “Congregazione di Carità di Todi” fondata da Francesco degli Atti nel cinquecento e tenuta dai Priori di Todi. La conduzione della Congregazione proseguì fino al 1938 quando, in esecuzione alla Legge Crispi 6972/1890 (o meglio diversi anni dopo), furono istituite le Istituzioni Riunite di Beneficenza.
Le opere pie amministrate dalle IRB confluirono nel 2003 nell’attuale ente La Consolazione ETAB.
Dalla documentazione dell’Ente risulta che il Violino Odoardi o del Villan d’Ascoli fu richiesto in occasione di una prestigiosa Mostra internazionale sulla Viola Classica e la Liuteria tenuta ad Ascoli Piceno, promossa da ANLAI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE LIUTERIA ARTISTICA ITALIANA) dal 20 al 27 settembre 1959.
Nella nota dell’ANLAI redatta per l’occasione il Prof. Dr. Gioacchino Pasqualini, quale Presidente, classifica lo strumento come “.. uno dei pochi esemplari dell’Odoardi esistenti in Italia”.
Le fonti riportano e citano anche la figura del Maestro Liutaio Rodolfo Fredi (Todi, 18 giugno 1861 – Roma, 22 febbraio 1950) che si era occupato di una riparazione dei violini e che finchè in vita tenne rapporti di collaborazione con l’ultimo Liutaio tuderte Cesare Toppetti che ci ha lasciati lo scorso dicembre 2020. Il secondo violino è della Scuola di KLOTZ di Mittenwald (in Germania). Secondo il Mastro Liutaio Fredi il violino della famiglia Sardoli è attribuibile probabilmente a Sebastian (scrive “Klotrj di Mittenvaddt”). Klotz è una famiglia di liutai che ha costruito violini a Mittenwald, in Germania, dalla metà del XVII secolo ad oggi.
Lo scorso 6 maggio, il CDA di ETAB, appena ricevuta l’autorizzazione sul progetto di restauro, ha dato il via al primo segmento progettuale che prevede il recupero del primo violino del Villan d’Ascoli. Contestualmente è stata presentata in data 18.05.2021 un’istanza alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia nell’ambito del Bando “Richieste Libere 2021” con un quadro economico complessivo di quasi Euro 10 mila (restauro, esposizione e attività divulgative e celebrative).
Nei prossimi giorni partirà una campagna di raccolta fondi tramite diverse piattaforme web tra cui l’Art Bonus.
Il progetto è dedicato ai benefattori dell’Ente ed in particolare alla famiglia Sardoli che ha voluto donare a ETAB (ex Opera Pia Monte dell’Onestà amministrata dalle IRB di Todi) due capolavori della liuteria di fine settecento. Il Progetto è anche dedicato ai musicisti, alla musica e a tutti gli operatori dello spettacolo che in questo periodo di pandemia hanno molto sofferto gli effetti delle chiusure dei “luoghi della cultura”. Già da ora ETAB dichiara la disponibilità a concedere il violino per esposizioni, eventi musicali e altre iniziative culturali , ovviamente previo ottenimento delle autorizzazioni e delle garanzie di legge.
Tra le prospettive del progetto vi è l’attività divulgativa presso le scuole secondo prossime intese che saranno assunte con il MIUR per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale subito dopo il primo restauro.
Sono in corso contatti con le università per definire possibili progetti di ricerca anche se il progetto più caro a chi scrive è di consentire ai musicisti, a partire da quelli tuderti, di potersi esibire con i violini di Etab che, si auspica, verranno anche dai futuri Presidenti tolti dal cassetto e dall’oblio e lasciati vivere con la musica.
Mag 19
Umberto Magni del PD : ” LA LEZIONE DIMENTICATA DELLA PRIMA REPUBBLICA SUL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE “
Negli ultimi giorni, la doverosa analisi fattuale degli ultimi sviluppi del conflitto israelo-palestinese (forse tragedia sarebbe più appropriata come parola) è stata spazzata via dallo schierarsi, anche a livello locale, con l’uno o l’altro contendente.
Purtroppo, è doloroso notare un certo conformismo da parte dei “liberali per Israele”, come se le ragioni della Palestina non siano “glamour” o come se denunciare le politiche criminali del governo di Netanyahu voglia significare essere anti-israeliani o, peggio ancora, parteggiare per Hamas
La tragedia israelo-palestinese si radica nello scontro tra due ragioni: da qui la drammaticità storica del conflitto. Tuttavia, anche i più sensibili alle ragioni dello stato di Israele non possono negare le politiche di occupazione neocoloniali portate avanti dall’estrema destra israeliana nell’ultimo decennio. Cosa rimane di quei pioneri socialisti arrivati dalla Galizia, dalla Polonia, dalla Russia, dall’Ucraina che avrebbero inventato i primi kibbutz? Nulla.
La miccia che ha dato fuoco alle polveri in queste settimane va localizzata a Gerusalemme Est, dove si scatenata una violenza inaudita, in violazione di ogni elementare regola del diritto internazionale, di coloni estremisti di destra e forze militari israeliane contro i palestinesi ivi residenti. Nel quartiere di Sheikh Jarrah, infatti, torme di coloni con l’ausilio dell’esercito hanno sfrattato alcune famiglie palestinesi dalle loro case
Addirittura, nell’ultimo venerdì di Ramadan, le forze militari israeliane hanno fatto irruzione nella moschea al-Aqsa, dove centinaia e centinaia di palestinesi stavano pregando, con tanto di lacrimogeni, bombe sonore e proiettili di metallo rivestiti di gomma. La moschea, alla fine, è stata criminalmente sgomberata a forza, con quasi duecento feriti. Da lì la reazione criminale di Hamas, con Iran e Turchia che soffiano sul fuoco, e la sproporzionata controffensiva israeliana.
Dal 1967 ad oggi sono più di 14.000 i palestinesi a cui è stata revocata la residenza a Gerusalemme Est. L’obiettivo strategico israeliano, che ha subito una devastante accelerata con Netanyahu, è affermare una realtà geografica e demografica che confini i palestinesi in una sorta di apartheid, ciò che che lo storico israeliano Ilan Pappé ha definito «geografia del disastro».
La drammatica realtà è che c’è chi vive in città moderne e scintillanti e chi invece continua a sopravvivere a stento in territori circondati da muri, posti di guardia e fili spinati. Anche così si spiega la vittoria dei fondamentalisti islamici e di Hamas, a cui aderiscono migliaia di giovani disperati senza alcuna speranza, oramai disillusi dalla possibilità di vivere nella pace e nel godimento delle proprie aspirazioni e dei propri diritti.
La progressiva espulsione degli arabi da Gerusalemme Est (ancora oggi occupata illegittimamente da Israele, come statuisce la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) ha assunto un carattere simbolico devastante che rischia di far impantanare, assieme alla partita sporca e criminale giocata da Hamas che nega il diritto di Israele ad esistere, la soluzione ideale “due popoli, due stati”. Gli accordi di Abramo siglati da Trump con Israele e le petromonarchie del Golfo, escludendo i palestinesi e la decisione di Netanyau di annettere porzioni sempre più ampie di Cisgiordania e Gerusalemme non hanno fatto altro che rendere più lontana la pace.
Dopo anni di instabilità politica, scelte scellerate e radicalizzazione delle posizioni, il massacro di questi giorni era ampiamente prevedibile. Si possono però fare parti uguali tra disuguali? Credo di no, senza per questo dover essere catalogati come simpatizzanti dei vigliacchi criminali di Hamas che sparano razzi sui civili o si nascondono tra di essi. Lo stato di diritto si basa sul monopolio della forza e sulla proporzionalità del suo uso. Oltre 200 morti palestinesi (63 bambini, 36 donne e 16 anziani) stanno lì a dimostrare che non si può parlare di operazioni mirate.
C’è da sperare che, da qui in avanti, sul conflitto israele-palestinese ci possa essere meno propaganda e più capacità di promuovere iniziative politiche realistiche che facciano fare passi in avanti verso la pace. Forse abbiamo dimenticato la lezione che viene dalla Prima Repubblica, con una politica estera che ha saputo far valere la proiezione mediterranea dell’Italia e la preoccupazione per la stabilità geopolitica dell’area mediterranea. La sicurezza e la pace nel mondo arabo, infatti, posto a pochi passi dal Canale di Sicilia, furono un obiettivo cruciale per la diplomazia costruita da uomini come Aldo Moro, Enrico Mattei, Giulio Andreotti e Bettino Craxi, senza mai mettere in dubbio l’esistenza dello stato di Israele.
Ed è proprio alla parole di Bettino Craxi, pronunciate alla Camera dopo la crisi di Sigonella, che toccherebbe tornare per smorzare il coro unanime e conformista di queste ore.
“Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassinii politici. Questa è la verità della storia; e contestare a un movimento che voglia liberare il proprio Paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro le leggi della storia. Si contesta quello che non è contestato dalla Carta dei principi dell’Onu: che un movimento nazionale che difenda una causa nazionale possa ricorrere alla lotta armata”.
Mag 19
Partito Democratico : BULLISMO E DISTURBI ALIMENTARI: PERCHÉ L’INDIGNAZIONE NON BASTA
Quest’ultimo anno dominato dalla pandemia ha portato con sé dei terribili effetti collaterali anche sul fronte della salute mentale dei giovani. Effetti, purtroppo, invisibili ai più: ansia e attacchi di panico, depressione, incremento di fenomeni di autolesionismo, aumento del consumo di alcol e insorgenza di disturbi alimentari. Questi ultimi, secondo il report del ministero della Salute, sono aumentati del 30% nel primo semestre del 2020, colpendo principalmente la fascia dei giovani dai 12 ai 16 anni. Un fenomeno, peraltro, in crescita non solo tra giovanissimi, ma anche tra adulti, colpendo indiscriminatamente donne e, sempre più, uomini, contrariamente a quello che si poteva pensare qualche anno fa.
Ad aggravare questo quadro, già notevolmente critico e complesso, c’è, per quanto riguarda i giovanissimi, il fenomeno del bullismo. Come ha infatti ben spiegato la dottoressa Laura Dalla Ragione, direttrice della rete del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl Umbria 1, “circa il 60% dei disturbi del comportamento alimentare è legato a fenomeni di bullismo”. La cronaca locale degli ultimi giorni, purtroppo, conferma impietosamente queste considerazioni.
Come infatti denunciato da “Il Messaggero” di domenica scorsa, alcuni adolescenti ospiti del Centro per i disturbi del comportamento alimentare di Todi, un’eccellenza della sanità pubblica regionale e nazionale (e sottolineiamo pubblica), sono state insultate al grido di “anoressiche di merda” e con altre frasi oscene da alcuni giovanissimi, scappati via una volta che gli operatori e gli ospiti si sono affacciati dalla struttura.
Todi è sempre stata una città aperta ed accogliente, anche se, ultimamente, notevoli sono stati i colpi inferti alla sua anima più profonda da politiche e scelte scellerate che l’hanno portata ad un pericoloso isolamento. Quanto accaduto alle ragazze ospiti del Centro è sicuramente un episodio isolato, che però fa molto riflettere sull’attuale contesto socio-culturale ed educativo cittadino. Si può dunque minimizzare ? Ci si può fermare all’indignazione via social?
Crediamo di no e riteniamo, soprattutto, che si debba agire culturalmente per stroncare questo fenomeno. Le istituzioni locali, nell’ambito delle proprie competenze che attengono le politiche sociali, devono lavorare sul territorio e nelle aule scolastiche, sensibilizzare la popolazione giovanile, arginare il bullismo legato all’aspetto fisico e lo stigma derivante dai disturbi alimentari.
Premesso ciò, il Partito Democratico presenterà nei prossimi giorni una propria proposta sul tema in questione, adeguatamente finanziata, al fine di coinvolgere gli istituti scolastici presenti sul territorio comunale in progetti educativi che contrastino i fenomeni del bullismo, del body-shaming e della dispersione scolastica, favorendo, così, i processi di accoglienza e inclusione. Ulteriormente, crediamo serva interessare anche il terzo settore per approntare iniziative di promozione della cultura della legalità, della cittadinanza e dei diritti e ricerche mirate a prevenire il disagio socio-educativo che rafforzino l’inclusione sociale nella nostra città.
È amaro constatare, tuttavia, come in questi anni di amministrazione Ruggiano, nel campo delle politiche sociali, siano esistite soltanto le cosiddette “famiglie numerose”, una concezione di famiglia escludente e provvedimenti spot fiscalmente iniqui, mentre problematiche come il bullismo, la salute mentale e le disuguaglianze sociali che hanno ulteriormente impoverito la nostra città colpendo le famiglie di ceto medio-basso non stato mai state prese in considerazione. La coalizione civica e progressista che costruiremo come alternativa di governo all’amministrazione uscente, invece, le metterà al centro del proprio programma.
Mag 18
MORTI SUL LAVORO. MOZIONE DI TODI CIVICA
Mozione di Todi Civica sul fenomeno dei morti sul lavoro. Purtroppo gli infortuni mortali, invalidanti, le malattie professionali e da stress da lavoro sono notevolmente aumentati negli anni, nonostante lo sviluppo delle tecnologie e di normative atte ad accrescere la tutela della sicurezza. Fra le cause vi è sicuramente la cattiva abitudine a ritenere la riduzione del costo del lavoro un elemento strategico per la competitività, mentre la formazione professionale ( quando presente) è ridotta sempre più spesso al mero sostegno delle competenze necessarie per la produzione.
Nel primo trimestre 2021, secondo i dati INAIL, gli incidenti mortali sono aumentati dell’11,4% rispetto a quello del 2020, con esperienze drammatiche come quelle che hanno coinvolto cinque giovani lavoratori e lavoratrici nelle ultime settimane.
La mozione impegna il Sindaco e la giunta comunale a collaborare e promuovere sinergie con tutti gli attori sociali che, a vario titolo, sostegono e si occupano di azioni per la sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si propone di istituire un OSSERVATORIO COMUNALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, con i tecnici della prevenzione, la polizia municipale, le forze dell’ordine, per il monitoraggio e la valutazione della situazione locale e che lo stesso, una volta l’anno, relazioni al Consiglio Comunale sulla situazione territoriale. Si chiede inoltre di istituire un fondo comunale, da mettere ogni anno a bilancio dell’ente, per le famiglie che subiscano perdite a causa di incidenti sul lavoro. Infine, essendo fondamentale costruire una cultura e una coscienza civica su un tema tanto rilevante, si propone che, ogni anno, in occasione della giornata delle vittime del lavoro ( 11 Ottobre) si organizzi un’iniziativa pubblica con i lavoratori, le forze sindacali, i tecnici del settore, gli imprenditori, coinvolgendo le ultime classi degli istituti superiori cittadine.
Mag 17
Todi Città del Libro dal 17 al 20 giugno – Il concorso letterario
Todi Città del Libro è anche la prima edizione del concorso letterario omonimo, indetto dall’associazione Castelli di Carta. Una importante occasione di visibilità e, al contempo, un trampolino di lancio nel mondo dell’editoria, troppo spesso sovraffollato. Qualche informazione: indetto per le due categorie di saggistica e narrativa, il concorso è aperto a tutti i testi in lingua italiana inediti con lunghezza massima di 340mila battute (spazi compresi). Non ci sono limiti di età. Il concorso è gratuito. La giuria di qualità del premio sarà composta da tre membri designati dall’associazione. Il comitato di preselezione è composto da redattori, editor, librai, blogger, professori e scrittori di rilievo.
Queste le regole per partecipare. Gli autori interessati possono partecipare al concorso inviando un solo testo inedito (sia su carta sia sul web). L’elaborato deve essere inviato a mezzo mail come allegato e spedito all’indirizzo mail info@associazionecastellidicarta.it specificando nel corpo della e-mail i seguenti dati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo e-mail e doppia attestazione che il testo sia autentico e inedito sia su carta sia su web. Per conoscere invece i dettagli dell’impaginazione prevista per la partecipazione al concorso si può consultare il regolamento sul sito del Festival, all’indirizzo https://todicittadellibro.it/premio-letterario/
Il termine ultimo per l’invio dei testi è il 30 maggio.
Nel corso della serata di premiazione, sabato 19 giugno, la giuria decreterà i vincitori della prima edizione del concorso letterario Todi Città del Libro nelle categorie saggistica e narrativa. Gli autori selezionati potranno leggere un estratto della propria opera. Il premio in palio è la pubblicazione del testo vincitore.
Mag 17
TODI CIVICA : CE NE ACCORGIAMO SEMPRE DOPO…
A Todi un grave caso di bullismo. Soprattutto perché rivolto a soggetti fragili. Soprattutto perché in una realtà che ci illudiamo possa ancora essere lontana da certe degenerazioni. Il bullismo è un fenomeno da non sottovalutare e, seppur quello accaduto sia un caso isolato ( almeno per quanto ne sappiamo), è necessario valutare con attenzione e senza minimizzare.
Oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni ha subito episodi di bullismo, e tra chi utilizza quotidianamente il cellulare (85,8%), ben il 22,2% riferisce di essere stato vittima di cyberbullismo, come ricorda la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps).
Un fenomeno che si innesta sul crescente disagio creatosi fra le giovani generazioni a causa dell’ isolamento dettato dalla pandemia, e che, a detta di sociologi e psicologi, amplifica comportamenti scorretti e violenti.
Da anni il nostro movimento denuncia l’esigenza di affrontare questo fenomeno sociale in continua crescita e dai contorni sempre più cupi. Abbiamo fatto iniziative pubbliche (2019), coinvolto esperti, invitato persone che ci hanno raccontato questo dramma, vissuto sulla propria pelle o quella dei propri figli. Abbiamo proposto iniziative istituzionali, attività di sensibilizzazione da fare nelle scuole, perché la cultura del rispetto non si impone, ma si insegna sin da bambini. Il tutto nella totale indifferenza dei più. Purtroppo anche le istituzioni, davanti a queste iniziative, troppo spesso, fanno orecchie da mercante, sottovalutano, non si interessano e non agiscono. Poi, quando le cose accadono, si corre ai ripari, si fanno proclami, si rincorre il problema. Abbiamo ancora una volta, e lo diciamo con rammarico, la sensazione di aver tracciato con anticipo una questione, che, purtroppo, ha coinvolto la nostra comunità.
Una magra consolazione che ci dice quanto la politica sia lenta nel capire la società e i veri problemi che in essa si insidiano.
Mag 17
Costituito il coordinamento de “La Sinistra per Todi”. Piena disponibilità a collaborare per il futuro della città di Todi e contrastare le destre al governo.
Todi Città Aperta – Art. Uno – La Sinistra per l’Umbria
La deriva sovranista e antieuropeista e il protagonismo culturale e politico di una destra estrema e xenofoba rappresenta un fattore di grande arretramento sociale sotto il profilo dei diritti e della qualità della vita delle cittadine e dei cittadini.
Anche nella nostra città assistiamo ormai quotidianamente a provocazioni di ogni genere: dalla rimozione della direttrice della Biblioteca Comunale al festival del libro di Casapound, dalla chiusura del centro di accoglienza per i minori non accompagnati alla manifestazione dei negazionisti in Piazza del Popolo. A tutto questo si aggiungono gli effetti di una disastrosa gestione amministrativa: dall’assenza di progetti e di opere pubbliche all’erogazione di contributi per iniziative inutili quanto costose; dalla chiusura dell’ospedale della Media Valle del Tevere ai ritardi imperdonabili sull’aperturadel centro vaccinazioni di Todi; una modalità di governo che rischia di apportare danni incalcolabili al tessuto sociale ed economico di Todi.
È ormai tempo di unire le forze per l’elaborazione di proposte politiche e amministrative che indichino un percorso per la nostra città da qui ai prossimi vent’anni, per dare risposte serie e credibili a chi a Todi vive e lavora, per liberare il nostro territorio dal pantano a cui l’incapacità amministrativa delle destre lo sta condannando.
Todi Città Aperta, Art. Uno e La Sinistra per l’Umbria, hanno deciso di dar vita ad un coordinamento, “La Sinistra per Todi”, per riannodare le trame di un confronto tra tutte le soggettività della sinistra tuderte e con le forze politiche che, insieme con noi, condividono le critiche all’amministrazione Ruggiano.
Un confronto aperto, senza infingimenti o tatticismi, rivendicando autonomia di giudizio e di proposta, nel rispetto delle posizioni di tutti coloro che vorranno confrontarsi per il futuro della città di Todi, avendo come stella polare i valori della Resistenza e dell’antifascismo, architravi della Costituzione e delle istituzioni repubblicane.
Cultura, Lavoro, Ambiente e Diritti saranno gli ambiti dove verranno concentrati gli sforzi per elaborare una piattaforma politica e programmatica, aperta all’apporto di tutte e tutti, che vada oltre alle scadenze elettorali, insieme alla conferma della massima disponibilità a collaborare con le opposizioni sociali e istituzionali tuderti per arginare e contrastare le destre in questo ultimo anno di governo cittadino.
Mag 16
IL PIANO DI ETAB PER CONTRASTAREI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE AL TEMPO DEL COVID 19
La crisi che ha interessato il nostro Paese a seguito della pandemia da Covid-19 ha portato il MIUR e le istituzioni scolastiche ad uno straordinario impegno per assicurare il percorso scolare.
Questo periodo ha fatto emergere con maggiore chiarezza diffuse privazioni sociali, culturali, economiche, ha aumentato le differenze e l’impatto sugli studenti in termini di apprendimenti e fragilità evidenziando un fenomeno di vasta portata.
Come si legge nella recente circolare del MIUR con cui è stato presentato il piano scuola anno 2021 “Gli effetti più dannosi della crisi economica, conseguenza della pandemia, si stanno riversando sulle fasce sociali più deboli, sulle famiglie a basso reddito, sugli studenti con bisogni educativi speciali, determinando nuove “povertà educative”.
Il prossimo periodo estivo ed il piano scuola per l’estate 2021 approvato dal MIUR diviene prima preziosa occasione perché le istituzioni scolastiche – esercitando l’autonomia didattica ed organizzativa loro attribuita – attivino, in relazione allo specifico contesto territoriale e sociale, azioni personalizzate di contrasto alle vecchie e nuove povertà educative, così come alle pregresse e sopraggiunte fragilità.
La tematica è da tempo all’attenzione tanto che con un comunicato del 15 marzo 2021, in occasione della X edizione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla, laresponsabile dei centri DCA di Todi e dell’UslUmbria 1Dr.ssa Laura Dalla Ragione, ha lanciato un allarme in tema di disturbi del comportamento alimentare evidenziando come….in questo ultimo anno …., sono aumentati di circa il 30% i pazienti, soprattutto giovanissimi, come da recenti rilevazioni tramite il numero verde nazionale gestito, per il tramite del Ministero della Salute, dal Centro per i DCA Palazzo Francisci
Il centro di palazzo Francisci a Todi ha ricevuto nel 2020 circa il doppio delle richieste di aiuto rispetto al 2019. Tenuto conto che l’identificazione precoce di fattori di rischio permette di intervenire su famiglie e sugli “influencer” dei giovani e giovanissimi per evitare che si inducano comportamenti sbagliati nei confronti del cibo, l’Amministrazione di ETAB quale fondatore insieme ad Usl e Comune nel 2003 del primo centro pubblico in Italia per la lotta ai disturbi del comportamento alimentare, ha avviato una campagna di sensibilizzazione e di contestuale proposta alle Scuole secondarie che potrà tradursi anche in azioni concrete se il territorio saprà accogliere la proposta già dalla prossima estate, sfruttando le opportunità del Piano Scuola estate 2021 (la cui riuscita dipende in maniera sostanziale dalle adesioni volontarie di studenti e famiglie).
La proposta consiste nell’ utilizzare i valori aggiunti del territorio come il centro per i DCA (modello di riferimento in Italia esportato anche fuori confine in paesi stranieri) per realizzare attività nell’ambito del piano scuola estate 2021.
Con questa proposta assume un ruolo fondamentale la comunità territoriale tuderte per garantire una scuola aperta “tra sussidiarietà e corresponsabilità educativa” mediante un sicuro investimento per i nostri giovani: la promozione della cultura, della salute e sicurezza.
I responsabili del Centro Disturbi Alimentare, i presidi delle varie scuole tuderti , gli operatori che a vario titolo si occupano delle tematiche e l’ente Etab stanno mettendo in campo ogni azione utile per affrontare e risolvere il problema e si confida che il progetto possa avere massima diffusione e che trovi un positivo accoglimento





