CINGHIALI: GIÀ IL 50% DEI COMUNI UMBRI A SOSTEGNO DEL MANIFESTO COLDIRETTI

 

Già il 50% dei Comuni umbri, hanno condiviso il Manifesto della Coldiretti Umbria “Tuteliamo territorio e imprese” che si pone l’obiettivo di arginare in modo efficace e concreto la piaga cinghiali sul nostro territorio.

È quanto rende noto la Coldiretti regionale in riferimento alla presentazione delle proprie proposte, al tavolo emergenziale della Regione per il contenimento dei cinghiali, che era stato richiesto proprio nel Manifesto e alla base della mobilitazione in corso.

Sono tante le Amministrazioni che con delibera stanno sostenendo il nostro impegno per affrontare una situazione drammatica, che ci ha portato a perseguire tra le priorità – ricorda Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria – proprio l’istituzione di un tavolo tecnico emergenziale, da considerare una sorta di “unità di crisi”, che affronti la questione mediante due azioni: una per gestire la straordinarietà dell’emergenza e l’altra per affrontarne l’ordinarietà. Le nostre proposte alla riunione del tavolo – afferma Agabiti – si sono incentrate sul mettere in campo fin da subito misure straordinarie, per una svolta concreta che affronti l’emergenza in corso. La prima, una procedura di intervento immediato da parte degli ATC in caso di danneggiamenti in atto, prevedendo per essi l’obbligatorietà di dare subito seguito alle segnalazioni degli agricoltori, che solo in casi del tutto eccezionali devono essere autorizzati ad intervenire autonomamente previa comunicazione immediata. Occorre, in quest’ambito, stabilire una procedura unica per tutti gli ATC, con comunicazioni rapide e tracciabili (SMS). Come seconda misura – prosegue Agabiti – serve definire linee guida e procedure snelle al fine di ottenere l’autorizzazione per l’apposizione delle gabbie, per la loro installazione e per il trattamento successivo dei capi; infine su tutto il territorio regionale necessita un continuo intervento di squadre in battuta. Riguardo poi alla modifica al regolamento sulla gestione del prelievo venatorio mediante caccia di selezione, di certo funzionale alla diminuzione del numero dei cinghiali, occorre chiedersi – aggiunge il presidente Agabiti – se sia uno strumento al momento fruibile, quali siano linee guida per l’attuazione, così come di quanti selettori si stima di avere bisogno.

Comunicato stampa Partito Democratico : ” FRATELLI D’ITALIA: UNA FORZA POLITICA ALL’ANGOLO, INCAPACE DI DIFENDERE LA PRESIDENTE PAGLIOCHINI DAGLI ATTACCHI DEL SINDACO RUGGIANO “

 

Abbiamo atteso qualche giorno prima di prendere posizione in merito al durissimo scontro andato in onda nel Consiglio comunale di giovedì tra un innervosito sindaco Ruggiano (non è stata una settimana semplice per lui) e la presidente Pagliochini, tacciata di gestire l’assemblea “IN MANIERA ILLEGITTIMA” (sono le parole esatte utilizzate dal primo cittadino).

Speravamo, infatti, che fosse il suo partito a difenderla da questo attacco sguaiato. Stiamo pur sempre parlando della massima rappresentante a livello istituzionale di Fratelli d’Italia nella nostra città. Peccato, però, che sulla questione i meloniani tuderti siano rimasti silenti.

Esprimiamo noi, allora, solidarietà alla presidente Pagliochini. Tantissimo ci divide da lei: in questi anni, infatti, non le abbiamo risparmiato critiche feroci. Sia politiche, sia riguardanti l’esercizio delle sue prerogative istituzionali. Ciò che però rifiutiamo categoricamente è l’accusa, a lei rivolta, di gestire in modo illegale l’assemblea perché si darebbe troppo spazio alle mozioni e agli odg delle opposizioni. La presidente Pagliochini, come ha fatto notare lei stessa nella replica al sindaco, può essere solo accusata di applicare alla lettera quanto prevede il Regolamento del Consiglio Comunale, non certo di comportarsi extra legem.

La vicenda, comunque, dimostra ancora una volta come la maggioranza che sostiene la giunta Ruggiano sia attraversata da scontri feroci, da vere e proprie “guerre per bande”, con una giunta “ufficiale” ed una “parallela”. In questo contesto tribale, Fratelli d’Italia sembra sempre di più una forza politica all’angolo, stretta tra l’egemonia della Lega e di doveri di lealtà verso il sindaco Ruggiano.

Fa comunque impressione, però, che l’assessore Ranchicchio, forse troppo preso dal pubblicare intensi autoritratti in quel di Trieste, non abbia trovato cinque minuti per esprimere la propria solidarietà alla presidente del Consiglio, sua collega di partito.

CONVITTI TODI, SPOLETO, ASSISI: GLI EDUCATORI “SCARSA SICUREZZA NEI CASI COVID”

Problemi emersi nel corso dell’assemblea sindacale indetta da Uil Scuola Umbria

“Organico insufficiente; non presenza di posti Covid e di potenziamento, previsti per le altre istituzioni scolastiche; precariato; un incremento di alunni disabili senza una relativa figura di sostegno nel loro profilo di educatori; e, soprattutto, seri problemi di sicurezza nella gestione dei casi di quarantena o, peggio ancora, di malati di Covid, dal momento che gli studenti rimanevano nell’edificio”. Sono questi i problemi che il personale educativo dei convitti e semiconvitti di Todi, Spoleto e Assisi ha messo in luce nel corso dell’assemblea sindacale indetta giovedì 6 maggio da Uil Scuola Umbria. L’assemblea, molto partecipata, ha visto la presenza e il contributo di Biagio Biancardi, responsabile nazionale Uil Scuola Convitti.

Gli interventi, molto apprezzati e qualificati, hanno evidenziato quanto questo profilo sia di fatto trascurato, pur essendo pienamente riconosciuto dal Contratto collettivo nazionale, con problematiche emerse pienamente durante la pandemia, in particolare nella fase di lockdown.

“Il personale educativo – ha commentato Lucia Marinelli, segretaria regionale di Uil Scuola Umbria – rappresenta un profilo particolare di collegamento fra il personale docente e gli allievi, assistendoli e guidandoli nella loro partecipazione ai vari momenti di vita comune dei convitti, nello studio, nel tempo libero e negli aspetti psicopedagogici e di orientamento. Tutti i problemi sollevati, molti dei quali già presenti nella scuola in generale, rappresentano gli obiettivi che la Uil scuola si prefigge da tempo e ne ha fatto lo scopo di un’azione sempre rivolta ad assicurare una scuola statale sicura, nel rispetto dei principi della Costituzione, di cui gli educatori fanno pienamente parte”.

TODI CIVICA : LA MAGGIORANZA BOCCIA IL REFERENDUM. MA NOI NON MOLLIAMO-

 

Chiederemo il referendum raccogliendo le firme necessarie come previsto dallo Statuto Comunale.
Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale si è discussa la proposta presentata dalle forze di opposizione per l’indizione di un referendum consultivo sul nuovo ascensore cittadino. La maggioranza di centrodestra, tuttavia, ha bocciato la proposta, ritenendo inutile il parere dei cittadini, dei quali, evidentemente, non interessa sapere cosa pensano di un’ opera che, all’indomani della sua presentazione, ha destato molte perplessità fra i tuderti. Todi Civica ha da subito espresso la propria contrarietà alla realizzazione di un secondo ascensore e lo aveva già anticipato due anni fa,  purtroppo, nell’indifferenza di tutti.

Abbiamo sempre sostenuto l’opportunità di realizzare delle scale mobili per sostituire l’attuale navetta verticale e siamo convinti che investire un milione e settecento mila euro ( accendendo per di più un mutuo che dovremo pagare tutti) per un altro ascensore, non risolverà in alcun modo il problema di accesso al centro storico. Tuttavia, con spirito costruttivo, avevamo proposto un referendum proprio per uscire da una lettura politica e di parte e per dare la parola ai cittadini, la cui opinione, per noi, è fondamentale.

Ma chi oggi governa la città ha un’altra idea della democrazia. Siamo amareggiati da tale atteggiamento, ma  non cederemo nella nostra battaglia. Lo Statuto Comunale consente infatti la possibilità di indire un referendum anche attraverso una raccolta firme ( basta il 10% degli elettori). Ci sono tutte le condizioni per far partecipare i cittadini a questa scelta e faremo di tutto per dare loro la parola. Nei prossimi giorni ci confronteremo con le forze politiche, le associazioni e cittadini che vorranno condividere questo percorso. Ci batteremo per evitare un’ opera inutile, costosa ed impattante e lo faremo con il coinvolgimento dei cittadini.

Claudio Ranchicchio,Assessore alla Cultura : ” Riapertura spazi culturali “

 

Da venerdì 7 Maggio riaprono al pubblico tutti gli spazi culturali della Città di Todi. L’Amministrazione Comunale, in accordo con il gestore degli operatori museali Coop Culture, ha deciso di procedere alla riapertura in linea con le norme contenute nell’ultimo DPCM.
Dalla scorsa settimana aveva già riaperto il Tempio di San Fortunato, e da questo weekend saranno riaperti al pubblico il Museo Civico, la Casa Dipinta ed il Museo Lapidario. Il punto di Informazioni Turistiche è rimasto invece sempre aperto, seppur con orari ridotti, anche durante la pandemia, e da questa settimana osserverà i classici orari allungati primavera-estate.
Rimangono ancora chiuse, per il momento le Cisterne Romane, che riapriranno non appena le norme lo consentiranno.
I buoni riscontri dello scorso weekend e l’arrivo di un clima favorevole, unitamente al miglioramento della situazione pandemica, fanno ben sperare per una buona ripartenza del turismo nella nostra Città e nella nostra Regione.

Manuel Valentini,Capogruppo Consiliare PD : ” TODI NON E’ QUESTO ! “

 

Todi, per l’ennesima volta, si ritrova suo malgrado alla ribalta nazionale a causa di un sedicente Festival, patrocinato dall’Amministrazione Comunale, dal nome “Todi Città del Libro” collegato al movimento neofascista CasaPound Italia.

È infatti la casa editrice Altaforte, contigua al gruppo neofascista, e la cui libreria è spesso teatro di manifestazioni nostalgiche a base di saluti romani e cori fascisti, che, anche se “sotto copertura”, risponde all’organizzazione dell’evento. Si tratta della stessa casa editrice tristemente assurta alle cronache nazionali a causa dei suoi innegabili e strettissimi legami con partiti neofascisti di estrema destra come appunto CasaPound, che l’ hanno portata non a caso ad essere esclusa da fiere librarie prestigiose come il Salone del Libro di Torino e la Fiera del Libro di Roma. Lo stesso Polacchi, editore proprio di Altaforte, nonchè dirigente di CasaPound, e perfino pregiudicato, che, forte del suo curriculum giudiziario ricco di accoltellamenti, bastonate e lesioni varie, si dichiara estimatore di Mussolini, reputandolo “il miglior statista italiano”. Inoltre, almeno la metà dei relatori annunciati nel sito del festival hanno pubblicato uno o più libri con Altaforte, oppure articoli sulla rivista Primato Nazionale, altro organo di riferimento di CasaPound. Al 2019 sono oltre 20 gli arresti e 359 le denunce rivolte a CasaPound Italia, che sceglie un sistematico ricorso alla violenza come modus operandi in politica e nella società. Tra gli altri, spiccano per le loro simpatie fasciste Paolo Bargiggia (giornalista sportivo che rivendica con orgoglio su Twitter il suo essere fascista), Alessandro Meluzzi (tra le altre cose recentemente autore dell’agghiacciante tweet su Auschwitz: “Andrà tutto bene”), Marco Gervasoni (accademico che propone l’affondamento delle navi dei migranti) e Costanza Miriano (autrice del libro “Sposati e sii sottomessa”). Il Sindaco ha dichiarato alla stampa che “la vicinanza degli organizzatori del festival a CasaPound non è un problema”. Ruggiano non è nuovo a queste tipo di iniziative. Sfuggono le motivazioni politiche per cui lo stesso sindaco di Todi, recentemente, ha negato all’ Anpi il patrocinio per la manifestazione del 25 Aprile; anche in questa occasione Todi ha mostrato un immagine negativa di se.

È un caso che movimenti negazionisti Covid, no vax e no mask scelgano la NOSTRA Città per Le loro adunate???

Todi non è questo!                                              

Come Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Todi abbiamo ritenuto indispensabile protocollare domanda per un Consiglio Comunale con all’Ordine del Giorno la “Richiesta di ritiro di patrocinio e sostegno economico da parte del Comune di Todi e del Consiglio Regionale dell’Umbria al Festival “Todi Città del Libro” collegato al movimento neofascista CasaPound Italia”.

Come Capogruppo Pd in Consiglio Comunale a Todi, faccio appello a tutti i Consiglieri Umbri del Partito Democratico e a tutte le forze riformiste, di sostenerci in questa battaglia presentando, anche nelle proprie città, il medesimo Ordine del Giorno.

E’ una lotta che ci deve vedere tutti schierati in prima linea contro ogni genere di revisionismo storico e contro atteggiamenti subdoli e ambigui dei nuovi fascismi.

 

Continuano le precisazioni sulla manifestazione NO VAX. IL PD : ” (RUG)GIANO BIFRONTE: “

 

“LA PARABOLA DISCENDENTE DI UN SINDACO SEMPRE PIÙ DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE “

 

Abbiamo subito plaudito, ieri mattina, alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Ruggiano al “Corriere dell’Umbria” sulla manifestazione negazionista di domenica. Citiamo testualmente le sue parole: “io non approverò mai una manifestazione di questo tipo e darò disposizione ai vigili urbani e allertando anche i carabinieri affinché vengano rispettate le disposizioni in proposito: cioè rispetto del distanziamento e mascherina”. In prima pagina era presente, addirittura, questo virgolettato: “NON LO PERMETTERÒ”.

Peccato però che, sempre nella mattina di ieri, il sindaco abbia innescato una pericolosa retromarcia e, con un comunicato alluvionale basato sull’articolo 21 della Costituzione, abbia ritrattato sostanzialmente quanto dichiarato poche ore prima. Un classico “facite ammuina” che disorienta i cittadini tuderti ed umbri, sconcertati dal fatto che Todi sia ormai divenuta il palcoscenico preferito di ogni forma di estremismo strampalato.

Cerchiamo, comunque, di fare un po’ d’ordine. Ricordiamo al sindaco che nessuno di noi ha chiesto che si impedisca la manifestazione. Abbiamo chiesto, invece, che utilizzi la sua autorità per disporre che la manifestazione si svolga in un luogo diverso dal centro storico, immagine identitaria di Todi, per impedire un danno di immagine alla città.

Pensiamo, quindi, che l’enfasi libertaria del sindaco nasconda qualcosa. Non è possibile, infatti, che una manifestazione autorizzata dalla questura non sia stata preventivamente comunicata al sindaco o all’amministrazione. È da ritenere dunque plausibile l’ipotesi che gli organizzatori abbiano avuto l’assenso anche del Comune. La scelta di un altro luogo, come noi chiediamo, consentirebbe anche un miglior controllo, da parte delle forze dell’ordine, del rispetto della stringente normativa di sicurezza prevista in tempi di pandemia.

Lei, sindaco, dice di essere un “liberale autentico” e si sente autorizzato a farci una lezioncina sull’articolo 21 della Costituzione. Non è che però basta essere liberisti per professarsi liberali: si rilegga Benedetto Croce, sennò anche Pinochet potrebbe essere considerato un liberale doc. Il liberalismo è una filosofia politica un po’ più complessa del “faccio quello che voglio io”: quella è “la Casa delle Libertà” di Corrado Guzzanti, che descrive alla perfezione la sua maggioranza.

Vorremmo parlare, poi, di come i membri della sua amministrazione lisciano il pelo al mondo no vax. Sono agli atti, infatti, i like messi da un suo assessore, segnatamente Ranchicchio, ai deliranti post della nostra concittadina medico, promotrice della manifestazione di domenica. L’ultima folle esternazione gradita dall’assessore alla cultura recita così: “IL COVID SI CURA A DOMICILIO….VE LO GARANTISCO”. No, il Covid, purtroppo, spesso e volentieri non si cura a domicilio. I nostri concittadini morti tra terapie intensive e rianimazioni, senza nemmeno aver potuto abbracciare i loro cari, stanno lì a testimoniarlo. Ma questa è un’altra storia su cui torneremo presto.

FRONTE COMUNISTA MVT : “LA POLITICA DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE, TRA PAGLIACCIATE SOVRANISTE E POCHEZZA AMMINISTRATIVA”

 

C’era una grande attesa, da parte del cittadino medio, nel crollo delle amministrazioni di centrosinistra della media Valle del Tevere, in principio fu Todi, dopo l’esperienza fallimentare della Marini, a dare il via al giro di amministrazioni di destra, più o meno sovranista, che nel tempo hanno colorato di nero la valle, una delle più rosse dell’Umbria e della penisola, fino agli anni 90.

L’attesa era quella di una rivoluzione amministrativa, il desiderio di farla finita con una gestione clientelare e superficiale del potere, asservita ai piccoli potentati locali, industrialotti e proprietari immobiliari, imprenditori agricoli predatori che, negli anni, sono diventati la classe di riferimento di PD ed affini. L’attesa di chiudere con una gestione dei bilanci che non guardava più ai quartieri dei lavoratori né all’azione sociale inclusiva, che vedeva nelle associazioni locali solo una possibilità di controllo del voto.

La speranza di farla finita con piani regolatori ispirati alla cementificazione e alla crescita urbana senza altra soluzione, senza spazio per la vivibilità e per una visione ecologica di frazioni e quartieri urbani.  Il desiderio di una distribuzione diversa di appartiene fondi di finanziamento che prendevano sempre, senza smentita, la direzione dei soliti noti. Il desiderio di assunzioni nella pubblica amministrazione che non finissero con il toccare sempre, casualmente, gli individui con la tessera e l’amicizia giusta.

Per queste speranze e questi desideri i cittadini avrebbero votato anche un paracarro, tanto era il desiderio di sbarazzarsi di una classe politica supponente quanto incapace, slegata dai bisogni materiali dei cittadini quanto legata alla proiezione della propria carriera.

Così la Destra ha avuto la strada libera. Personaggi che non sarebbero stati in grado di amministrare un condominio o portare a maturazione una pianta di pomodori sono stati proiettati nei consigli comunali. La triste sorpresa, per gli elettori, è che amministrano come i loro predecessori, stesse politiche, stesse gestioni, stessi segmenti sociali di riferimento. Magari anche minore esperienza e capacità di districarsi in situazioni complesse.

Per questo. In questi mesi e soprattutto in questi giorni gli amministratori della Media Valle si distinguono, sui social in particolare, per battaglie ideologiche sul decreto Zan o per pagliacciate sovraniste come il festival del libro di Todi se non per emerite figure barbine come quella del sindaco di Gualdo che si professa, per un lapsus a suo dire freudiano, convinto antisemita.

Perché non hanno altre politiche da portare avanti, per nascondere il dissesto nei bilanci come nelle manutenzioni stradali, per mascherare il disagio dei disabili alle prese con finanziamenti sempre precari dei servizi, per tacere sul disastro della dismissione palese dell’ospedale di Pantalla.

Perché la gestione delle politiche della salvaguardia del territorio e della distribuzione dei fondi agricoli sono le stesse delle passate amministrazioni se non peggiori.

E quando non hai inciso sui bisogni materiali e sociali dei cittadini non ti resta che dare addosso, al nero, all’ebreo, al povero, all’omosessuale.

Altro non c’è.

FRONTE COMUNISTA – MEDIA VALLE DEL TEVERE 

Comunicato stampa PSI Todi : ” IL PONZIO PILATO ANTONINO RUGGIANO “

 

Domenica 9 maggio ci sarà a Todi in Piazza del Popolo il “No Paura Day”.

Premesso che noi siamo garantisti da sempre e non solo quando fa comodo,  appellandosi  all’Art. 21 della Costituzione che ben conosciamo essendo stati tra i “ Padri Fondatori. ”

Perché basterebbe ricordare al Sindaco Ruggiano, sostenuto da una composita maggioranza, che in tempi recenti ha tentato di impedire una manifestazione promossa da cittadini in sostegno dell’ “ Ospedale di Pantalla No Covid” mandando di domenica i dipendenti comunali a rifare le strisce al parcheggio dove si doveva tenere la manifestazione.

Noi non siamo contrari a qualsiasi manifestazione, perché riteniamo che ognuno abbia il diritto di esprimere le proprie idee, sempre però nel rispetto delle regole.

Riteniamo altresì che una manifestazione di questo tipo non debba essere negata, ma certamente inopportuna per il luogo, Piazza del Popolo, dove da domenica scorsa inizia ad essere timidamente frequentata dai turisti. Credo che gli operatori del Centro Storico non la ringrazieranno.

Ma sarebbe anche in contraddizione con quanto l’Amministrazione,afferma stia facendo per i cittadini in termini di tamponi ed apertura Centro Vaccinale, ricordandole con grande ritardo e fortemente sollecitata dalle opposizioni.

Ma perché in Piazza? Noi crediamo che per una questione di ordine pubblico legato ad assembramenti, lei Signor Sindaco abbia il diritto-dovere di spostare altrove.

E poi ci aspettiamo di vedere, nel caso, la presenza di Vigili Urbani a garantire le norme anti covid ed eventuali sanzioni nel mancato rispetto.

Perché altrimenti da Lunedì 10 maggio, tutto sarà possibile a Todi.

 

Intervento del Sindaco di Todi,Antonino Ruggiano

“…Chi vuole manifestare è LIBERO di farlo, nei limiti di comportamento stabiliti dalle norme (nel nostro caso quelle stringenti delle disposizioni anticovid). Chi non è d’accordo è altrettanto libero di manifestare il dissenso…”

 

In questi lunghi mesi di battaglia contro il Coronavirus credo che non ci sia stata Città più impegnata di Todi, nello spendersi con ogni sforzo e risorsa. Grazie al lavoro di centinaia di volontari e dell’intera società, abbiamo dato esempio, in mille e mille occasioni, di quello che può fare una comunità unita e coesa.

                   Todi è stata esempio nella primavera scorsa di Covid Free prima degli altri, ha scritto i protocolli per la riapertura delle manifestazioni sportive, organizzando i campionati italiani di Tennis, in autunno ha offerto alla Regione il “Modello Todi” in tema di tracciamento dei casi dei contagiati e, infine, da ultimo ha aperto il Primo Centro Vaccinale interamente comunale, sostenuto da volontari.

                   Personalmente, mi sono speso e continuo a spendermi, quotidianamente per sostenere ognuno di noi in questo momento così complicato.

                   Ci sono online centinaia di miei interventi che possono essere ascoltati da chiunque, nei quali ho solo e sempre continuato a sostenere le Autorità ed il Governo, a prescindere da chi fosse il Presidente del Consiglio, e ogni tipo di Amministrazione che ha dovuto impegnarsi in questo momento.

                   Credo fortemente nella scienza, nel valore dei vaccini e nelle organizzazioni internazionali.

                   Ritengo, infine, che niente sia più lontano dalla realtà, dalle teorie che circolano, quotidianamente, sui social, infarcite di complotti, teorie strampalate e fantasie, negazionismi e terrapiattismi vari.

                   Sono così per mio convincimento personale e perché, oltretutto, lo ritenevo e lo ritengo un mio preciso dovere di Sindaco.   Soltanto chi ha vissuto in prima linea questo periodo, a partire dal personale sanitario, può capire i sacrifici e le sofferenze di questo periodo.

                   Tuttavia, le notizie lette oggi sui giornali mi hanno lasciato basito. Poter pensare che un Sindaco dell’Italia democratica possa “permettere” o “non permettere” una manifestazione in base alla corrispondenza con le sue idee, oltre che contro la legge è, a mio giudizio, un abominio.

                   I nostri nonni sono usciti da una guerra mondiale, scrivendo la Costituzione che, nei principi generali, ritengo sia la migliore del mondo. L’Articolo 21 recita, testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

                   Ecco.            Io credo fortemente, da liberale autentico, nei sacri principi della Costituzione Italiana, nella libertà individuale prima di tutto. Non vorrei mai vivere in un Paese nel quale si potesse manifestare, o meno, a seconda se il Sindaco, il Presidente della Regione o il Presidente del Consiglio siano, o meno, d’accordo.

                   Un conto è dire “…non condivido quello che stai dicendo…”, altro è dire “…se non la pensi come me non hai diritto di dirlo…”. Questo si fa nei regimi dittatoriali, non nelle democrazie mature.

                   Chi vuole manifestare è LIBERO di farlo, nei limiti di comportamento stabiliti dalle norme (nel nostro caso quelle stringenti delle disposizioni anticovid).

                   Chi non è d’accordo è altrettanto libero di manifestare il dissenso.

                   Nessuno, Nessuno può violare le norme o le leggi e la Carta Costituzionale.