Comunicato Stampa di Manuel Valentini PD :”AMMINISTRAZIONE DI TODI SI DIMENTICA DELLA GIORNATA DELLA LEGALITA’”

 

…”Per non dimenticare il senso del dovere dimostrato, intitolare una Piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle strade a  uomini e donne di Stato che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro le mafie…”

 

Il 23 maggio 1992 il giudice Giovanni Falcone, la magistrato Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, persero la vita a Palermo, in seguito ad uno degli attentati più terribili e sanguinosi che l’Italia ricordi. Per non dimenticare il sacrificio di questi uomini e donne di Stato e non abbassare mai la guardia rispetto a l’opera delle mafie, venne istituita  la GIORNATA della LEGALITA’, proprio per il 23 maggio.

In quest’anno così complicato, l’Amministrazione Comunale di Todi ha deciso di non intraprendere nessuna iniziativa ufficiale per celebrarla.

Un vero peccato.

Quest’anno infatti la Giornata della Legalità ha avuto un particolare significato.

La crisi dovuta al Coronavirus sta aprendo delle opportunità significative alle mafie. Sono molti i segnali d’ allarme che ci raccontano di una malavita molto recettiva e pronta a sfruttare a suo vantaggio le situazioni di maggior disagio (ad esempio rilevando le attività che si trovano in difficoltà),  radicando così i suoi tentacoli sempre di più profondamente nel territorio e nella società.

L’Umbria non è immune alle infiltrazioni mafiose, anzi. Anche in questi giorni, numerosi rapporti di Istituzioni e Forze dell’Ordine, confermano che la nostra Regione è sempre più nel mirino della criminalità organizzata. Alla luce di tutto ciò suona ancora più assurdo che la Maggioranza di destra che governa Todi, recentemente, abbia bocciato la proposta votata da tutte le Forze di Opposizione di istituire una Commissione sulle infiltrazioni malavitose nel territorio.

Difronte ad una situazione così difficile ed in continua evoluzione, è opportuno che la Giunta cambi passo e, come prima istanza, s’impegni in un gesto simbolico e importante.

Per non dimenticare il senso del dovere dimostrato, intitolare una Piazza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle strade a  uomini e donne di Stato che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro le mafie.

Manuel Valentini-Capogruppo Pd in Consiglio Comunale

L’Amministrazione Comunale approva un altro importante provvedimento per le attività economiche

 

L’Amministrazione Comunale di Todi ha approvato un altro provvedimento importante al fine di aiutare tutte le attività commerciali, artigianali e di servizi alla persona in questa fase di ripartenza dopo l’emergenza Covid.

Accogliendo una proposta dell’Ufficio Sviluppo Economico, la Giunta Comunale ha disposto, fino al 31 dicembre 2020 e per tutto il periodo di applicazione delle misure anti-Covid, che le imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio, servizi alla persona, pubblici esercizi e attività artigianali abbiano la possibilità di restare aperte al pubblico tutti i giorni della settimana, domenica e festivi compresi, organizzando a propria discrezione orari ed aperture, in funzione delle nuove esigenze di gestione dei servizi per assicurare il distanziamento sociale e la sanificazione e pulizia dei locali, rimanendo aperti con orario liberamente determinato.

Grande soddisfazione espressa dall’Assessore al Commercio e Sviluppo Economico Claudio Ranchicchio, il quale ritiene che la decisione presa dalla Giunta Comunale permetterà alle attività di organizzare al meglio il lavoro facilitandone la fase di ripresa dopo il lockdown dei mesi scorsi. La decisione – continua Ranchicchio – è stata presa in completa sintonia con le Associazioni di Categoria del settore.

Entrando nel dettaglio del provvedimento, sono state leggermente diversificate le decisioni per i diversi settori.

– Le attività di servizi alla persona, che devono ricevere su prenotazione, restano aperte con orario liberamente determinato e con l’obbligo di esporre l’orario di apertura al pubblico con apposito cartello, ferme restando le norme a tutela dell’ambiente, dell’ordine e della sicurezza pubblici, nonché delle disposizioni previste nei contratti di lavoro.

– Le attività di commercio al dettaglio restano aperte con orario massimo sino alle 23, con l’obbligo di esporre l’orario di apertura/chiusura al pubblico con apposito cartello e nessun obbligo di comunicazione al Comune, fermo restando il rispetto delle norme e le disposizioni previste dai contratti di lavoro.

– Le attività dei servizi di ristorazione nonché le attività artigianali (pizzerie al taglio, rosticcerie, gelaterie e similari) restano aperte con orario massimo dalle ore 4.00 alle ore 1.00 e con l’obbligo di esporre l’orario di apertura/chiusura al pubblico con apposito cartello e di comunicarne l’orario al Comune secondo la normativa vigente. Restano anche in questo caso le disposizioni sul rispetto della salute pubblica e delle disposizioni sui contratti di lavo.

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

Roma 4 Giugno ore 15 Piazza del Popolo

 

MANIFESTO Roma 4 Giugno ore 15 Piazza del Popolo 31° anniversario della strage di Piazza Tienamen
Manifestazione contro il virus del totalitarismo cinese nel mondo.
Tibetani, Uighuri, Falun Hong, dissidenti cinesi, cattolici cinesi,
Hong Kong, Taiwan e ora anche ITALIA?.
A più di trent’anni dal massacro di Tienanmen è ormai chiaro a
tutti come, nonostante la formidabile crescita economica, il
Partito Comunista Cinese perpetui ed esporti una politica di
pesante repressione di ogni diritto umano fondamentale.
Le gravi e ormai accertate responsabilità nella diffusione del
Coronavirus fanno del regime totalitario cinese, come
sottolineato dal Cardinale birmano Charles BO “UNA VERA E
PROPRIA MINACCIA PLANETARIA!”.
L’umanità si trova dunque esposta al rischio incombente del
sorgere di un nuovo “Quarto Reich” tecno/totalitario. Sembra
invece che nel nostro paese ci sia nei confronti del regime
cinese una compiacenza omertosa che non ha eguali nel resto
dell’Europa. Si finge costantemente di ignorare le perduranti e
gravissime violazioni dei diritti umani nei confronti delle
cosiddette minoranze etniche: tibetani, uighuri, mongoli, e di
qualunque forma di dissenso interno. Per questo chiediamo fin
da ora al Governo Italiano di uscire immediatamente
dall’infelice “Memorandum per la via della seta”. Un accordo
politico propedeutico alla colonizzazione dell’Italia da parte
del regime cinese
Intendiamo elevare una voce forte e chiara che dice:
NO alle manipolazioni informative e alla mancata assunzione
di responsabilità di fronte all’origine e iniziale diffusione della
pandemia da Coronavirus che ha prodotto oltre 3 milioni di
contagiati e 300.000 morti per la quale la Cina deve essere
chiamata a rispondere delle sue gravi responsabilità.
NO al divieto di far entrare TAIWAN nella WHO, specie nel
momento in cui questo paese libero e democratico ha
dimostrato di essere stato il più capace nel neutralizzare la
pandemia del virus di Wuhan.
NO alla perdurante violazione dei Diritti Umani in Cina.
NO alla repressione degli studenti di Hong Kong.
NO ai campi di concentramento per Uiguri nello Xinjiang.
Ultime stime parlano di almeno un milione di prigionieri.
NO al mancato rispetto delle libertà di culto in Cina per
buddhisti, musulmani, praticanti Falun Gong e cattolici, a cui il
Partito impone perfino la scelta dei vescovi.
NO al mancato rispetto per la libertà di stampa e alla
sistematica persecuzione di chiunque esprima dissenso nei
confronti del Partito Comunista Cinese.
NO all’infiltrazione, tramite gli Istituti Confucio, nei media e
nelle università delle nazioni europee.
SI alla libertà del Tibet per la quale negli ultimi dieci anni si
sono immolati col fuoco 153 tibetani e al rispetto dell’articolo
18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che
garantisce il diritto alla fede.
Diritto soppresso in Tibet da 61 anni.
SI a una libera Cina, che rimanga grande e amica della
comunità civile con le sue doti di capacità collaborativa,
inventiva, intelligenza, industriosità e millenaria saggezza.
Comitato Organizzatore Manifestazione 4 giugno
Associazione Italia Tibet
Comunità Tibetana in Italia
Associazione Donne Tibetane in Italia.

Per il futuro dell’ospedale non servono annunci, ma una vera programmazione di riapertura e potenziamento.

…” Suscita perplessità anche la comunicazione via web del Sindaco di Todi…”

Le comunicazioni della Regione sulla progressiva riapertura di alcuni reparti dell’ospedale di Pantalla non ci rassicurano affatto sul suo futuro. Suscita perplessità anche la comunicazione via web del Sindaco di Todi. Se è vero che possiamo dirci soddisfatti per la prospettiva di riapertura di alcuni servizi, appare molto incerta la possibilità che l’ospedale torni ad essere un ospedale di territorio con tutti i servizi preesistenti, compresa la chirurgia e il punto nascita. La prima domanda che ci poniamo è: non è strano che, mentre a Marsciano il consiglio comunale chiesto dalle opposizioni approva all’unanimità un documento con al centro la richiesta di riapertura del punto nascita e di potenziamento dei servizi collegati, Ruggiano non faccia alcun cenno al servizio che qualifica più di altri una struttura ospedaliera e che per anni è stato al centro della discussione politica della città? La seconda domanda è: come mai si annuncia la nascita del reparto di rianimazione senza che ci sia un atto programmatorio in tal senso, e che in quelli emanati ad oggi non siano nominati, appunto, né il punto nascita, né l’ostetrica, né la chirurgia h24? In realtà la programmazione attuale prevede sì due posti letto di terapia intensiva, ma nell’area COVID! Bene se questo significa che l’intensiva e la rianimazione rimarranno anche in futuro, ma mancano programmi certi e non bastano i buoni auspici. Noi riteniamo, per questo, che sia necessario e urgente convocare il consiglio comunale di Todi, come richiesto dai Gruppi di Opposizione fin dal 24 aprile scorso e che si approvi un documento organico di richieste precise e formali alla Giunta regionale, in grado di rappresentare la volontà dei cittadini di Todi e della MVT di garantire e potenziare la struttura ospedaliera di Pantalla. La mobilitazione dei cittadini della MVT è stata la vera molla che ha indotto la Regione a muoversi in anticipo rispetto alla programmazione annunciata in un primo tempo. Adesso serve la capacità di dare rappresentanza istituzionale a quelle richieste, soprattutto ora che la regione, come le altre regioni italiane deve, entro la data del 19 giugno prossimo, prevista dal Decreto Rilancio, deve presentare il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per fronteggiare le emergenze pandemiche, rendendo strutturale la capacità di risposta all’aumento significativo della domanda di assistenza nelle fasi di aumento dell’epidemia. Il DL in questione prevede l’aumento di migliaia di posti di terapia intensiva e sub intensiva nella rete ospedaliera pubblica, con relativi stanziamenti di miliardi per gli interventi strutturali e l’assunzione di personale dedicato. Non possiamo sprecare l’occasione accontentandoci degli annunci che vogliono calmare gli animi. Serve una partecipazione attiva di cittadini, associazioni e istituzioni all’elaborazione di scelte che determineranno il futuro dei servizi sanitari della MVT.
Partito Democratico Todi

Todi Civica “I tempi di riapertura di alcuni servizi, è certamente un fatto positivo.

 

Sull’ospedale comprensoriale della Media Valle del Tevere non serve  stracciarsi le vesti, né  farsi trascinare da facili entusiasmi.  Va detto con correttezza che il documento firmato dal Direttore sanitario e dal commissario straordinario, con cui si indicano, in maniera precisa, i tempi di riapertura di alcuni servizi, è certamente un fatto positivo. Non riteniamo tuttavia assumere queste determinazioni come straordinarie “concessioni” ad un territorio che, sino all’emergenza coronavirus, poteva già contare sui servizi citati ( pronto soccorso, dialisi, diagnostica per immagini, procreazione assistita, oncologia, ambulatorio ortopedico). Semplicemente, dopo l’emergenza, da cui tutti ci auguriamo si esca definitivamente, l’ospedale sta tornando ad erogare le prestazioni ordinarie che ne hanno sempre caratterizzato le funzioni.  Al contrario, balzano all’occhio alcuni servizi che, in questa fase non vengono citati in alcun modo, quali la chirurgia, l’ostretricia e il punto nascita, per il mantenimento del quale, il territorio, va ricordato si è sin qui sempre battuto.  Ricordiamo che sin qui, l’impegno dei Sindaci tutti, delle forze politiche di ogni schieramento, dei comitati cittadini, abbia quantomeno convinto le istituzioni competenti ad accelerare alcuni processi. Non va pertanto abbassata la guardia fin tanto che tutti i servizi presenti prima della conversione in Covid Hospital, non saranno tornati nella piena funzionalità. L’impegno della Regione era volto, quale riconoscimento al territorio e al personale medico e sanitario, a restituire un ospedale potenziato, in cui, ai servizi presenti, si sarebbero integrati maggiori mezzi e risorse. L’inserimento nella rete emergenza- urgenza è un fatto fondamentale, a patto, e questo va detto con chiarezza, che non sia limitato alla gestione del Covid.
Riteniamo pertanto che il processo di riconversione non sia ancora definito e che le istituzioni del territorio e i cittadini debbano continuare a sensibilizzare la Regione affinché, in tempi congrui, l’ospedale torni ad operare totalmente.
Todi Civica
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Intervista a Maurizio Pierdomenico per sapere come nasce il gruppo ” Ospedale Pantalla.Occhi aperti”

“…L’obiettivo primario è vedere l’ospedale di Pantalla (o MVT)ripristinato, quanto prima, nelle sue funzioni originarie e quindi, nuovamente fruibile a 360° dai cittadini della MVT…”

 

E’ evidente:c’è stata una mobilitazione popolare per avere risposte sul futuro dell’Ospedale di Pantalla,o meglio della Media Valle del Tevere.Le polemiche,come nella migliori tradizioni,non sono mancate,per non parlare dei comunicati stampa a iosa,degli interventi istituzionali,delle prese di posizione di questa o quella forza politica,delle considerazioni dei sindacati. Perchè,ci siamo domandati,non interpellare direttamente uno degli amministratori di questo gruppo facebook che raggruppa un numero consistente di cittadini.Ecco allora l’intervista a Maurizio Pierdomenico proprio per comprendere meglio le motivazioni e sapere senza “peli sulla lingua” se le finalità termineranno con il ritorno alla normalità dell’Ospedale di Pantalla o se questa iniziativa si trasformerà in un movimento civico…E poi se alle spalle c’è qualche personaggio politico del passato prossimo della storia regionale…

Come nasce su facebook il gruppo “Ospedale Pantalla.Occhi aperti”? È stata suggerito da qualche “ex personaggio” della vita pubblica regionale come afferma qualcuno o nasce spontaneamente?

 “Il percorso è semplice.Il 20 aprile 2020 ho lanciato una petizione su change.org per sensibilizzare sul tema.Il 25 aprile ho chiuso la petizione in quanto, con 450 firme, 6.143 visualizzazioni e 519 condivisioni, ho ritenuto raggiunto lo scopo. Non osavo sperare tanto. Grazie anche ai suggerimenti ricevuti da diversi firmatari, conosciuti e no, che mi invitavano a procrastinare la possibilità di aderire alla petizione, è nata l’idea di veicolare il tutto in un gruppo FB, luogo virtuale più adatto anche al dialogo e allo scambio; aperto solo il 27 aprile, oggi conta 4.413 iscritti e 20.000 interazioni tra post, commenti e visualizzazioni.

Per chiarezza, la scelta è stata del tutto personale, così come personale fu quella della petizione. In virtù di ciò, ho ritenuto opportuno non inserire altri amministratori, così da conservare piena autonomia e trasparenza, senza ingerenze e al riparo da strumentalizzazioni.”

 

Quali sono allora le finalità? Far ritornare solo alla normalità l’ospedale di Pantalla o meglio l’ospedale della Media Valle del Tevere? Oppure,oltre ai precedenti servizi di varia natura,ampliarlo con delle specializzazioni e potenziare quelli già esistenti come la Cardiologia con i suoi ambulatori?

 

“L’obiettivo primario è vedere l’ospedale di Pantalla (o MVT)ripristinato, quanto prima, nelle sue funzioni originarie e quindi, nuovamente fruibile a 360° dai cittadini della MVT. Se poi i servizi venissero migliorati, tanto meglio, è auspicabile per tutti. Le altre questioni, spesso sollevate, seppur interessanti, non rientrano tra le finalità prefissate; il gruppo ha lo scopo di stimolare l’azione sociale e funge da pungolo verso gli attori deputati” ti.

 

Qualcuno ha evidenziato come eccessive le vostre richieste inviate a Marsciano per avere le eventuali risposte dei rappresentanti istituzionali regionale e locali presenti. Cosa risponde?

“La quantificazione è soggettiva. Le domande non sono altro che il frutto delle richieste dei cittadini su specifiche carenze di servizi rilevate (e palesi), integrate da istanze di chiarimento di alcune dichiarazioni pubbliche rese dalle istituzioni. Se qualcuno dovesse reputare eccessivo il numero di domande (per inciso – ridotte) dovrebbe piuttosto porsi la diversa domanda: come mai così tante? Non è che, forse, mancano informazioni concrete?”

 

Va di moda in questo periodo definire chi pone problemi e quesiti alle istituzioni “leoni della tastiera”.Ottima definizione,forse perché qualcuno si è accorto che “la tastiera” nell’ottica della libertà di pensiero può smuovere l’opinione pubblica. Lei si sente “un leone della tastiera “?

“C’è chi ha attinto a piene mani dai social, approfittandone smodatamente, abusando della popolarità che da questi, così facilmente, nasce e cresce, facendone usi distorti ma forieri di profitto, non solo squisitamente economico. Io non mi ritengo un leone da tastiera, ho solo scelto lo strumento più consono per mettere insieme delle voci diverse, sostanzialmente l’unico utilizzabile nel rispetto delle misure emergenziali”

 

L’Amministrazione di Todi concede l’aumento gratuito degli spazi esterni a bar e ristoranti

 

Il Comune di Todi continua a promuovere importanti azioni a sostegno dell’economia in questa fase di superamento dell’emergenza Covid. L’ultimo provvedimento in ordine di tempo è stato proposto dall’Assessorato allo Sviluppo Economico e dall’Assessorato al Patrimonio e prevede la possibilità per Bar, Ristoranti, Pizzerie ed attività di enogastronomia di raddoppiare – dove possibile – gli spazi esterni senza costi per le attività, al fine di preservare i posti disponibili pur applicando le misure previste dal distanziamento sociale in sicurezza.

L’iniziativa, approvata all’unanimità dalla Giunta Comunale, prevede la possibilità di ampliare la superficie esterna fino ad un massimo del 50% rispetto alla superficie attuale e comunque con un aumento complessivo non superiore ai 100 mq. Vi è anche la possibilità di farne richiesta per attività che attualmente non dispongono di spazi esterni; sarà inoltre possibile utilizzare per applicare il provvedimento spazi pubblici e parcheggi non utilizzati, a patto di non andare in contrasto con le norme del codice della strada. La pratica sarà evasa dagli uffici preposti in un tempo molto breve in modo da favorire eventuali autorizzazioni veloci senza il parere della sovrintendenza, come anche indicato nel provvedimento del Governo. Il periodo di applicazione della misura prevede la scadenza al 31 ottobre, facendo si che le attività possano lavorare per tutta l’Estate e quanto più possibile all’esterno dei locali per applicare le normative di sicurezza.

Con l’arrivo della bella stagione e con una possibile ripartenza turistica nella seconda parte dell’anno Todi si deve far trovare pronta, con l’Acropoli che certamente tornerà piena di vita, di giovani e di visitatori. Consapevoli di qualche piccola difficoltà tecnica dovuta alla conformazione soprattutto del nostro centro storico, riteniamo però che concedere ulteriori ampliamenti alle distese di ristoranti e delle attività in maniera totalmente gratuita sia doveroso per l’economia e la ripresa della nostra città.

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

Todi:quando riaprire il ristorante ? Come riaprire ?

 

E’ giunto il giorno fatidico : oggi 18 maggio 2020 parte la FASE 2.La pandemia anche nella nostra città e nel territorio lascia problemi agli imprenditori come ai normali cittadini.Problemi simili a quelli di milioni di italiani.In una realtà poi come Todi e il territorio,il settore turistico e quello terziario in generale risentono della crisi economica generata dal blocco del Paese a causa del COVID 19 Da tempo il turismo e i servizi ad esso collegati sono una delle fonti primarie di occupazione e di reddito,in una realtà,quella tuderte,dove la piccola e media industria sta lentamente riducendosi. Da qualche tempo,purtroppo….e lo abbiamo segnalato tante volte,riportando dati statistici quanto mai indicativi di una crisi pesante e preoccupante. Questo tempo fa ! Bisogna ripartire comunque,bisogna riprendere,bisogna osare rispettando una serie di prescrizioni per evitare problemi a sè stessi,ai dipendenti e ai clienti. Ma quanti saranno i clienti ? Le previsioni non sono rosee,eppure non ci si può fermare !

Per parlare del futuro in questo primo articolo abbiamo scelto il settore della ristorazione,e poi sentiremo altri imprenditori del commercio con le loro preoccupazioni,non poche, e le loro speranze.

Fabio Canneori del ristorante “Pane e Vino” è determinato: ” Ripartiamo alla fine di questa settimana,con il massimo impegno e nel pieno rispetto della normativa attuale.Speriamo che la città riparta con noi,con tutti suoi servizi e con la volontà di mettersi nuovamente in movimento.Non sarà facile,ma l’impegno della nostra struttura sarà totale. E avanti…”

Le altre considerazioni sono quelle di Isauro Longari dell’Hotel Tuder,uno degli alberghi storici della città,punto di riferimento anche a livello nazionale per tantissimi tour operator italiani e stranieri. “Riapriamo,è il nostro lavoro,è la nostra storia,è il nostro impegno.Siamo preoccupati di quello che sarà il futuro,ma andiamo avanti sia con l’albergo che con il ristorante,rispettando minuziosamente le direttive sanitarie e gli altri obblighi normativi previsti. L’albergo era stato comunque già riaperto. Certamente le persone che potremo ospitare al ristorante saranno molte meno,ma ci siamo ! La nostra storia e la nostra tradizione continua.I tempi sono difficili,ma non possiamo mollare ora ! ”

Altro ristorante “storico” per Todi e l’Umbria,situato nel centro della città:parliamo del Ristorante Jacopone. “Noi riapriamo presumibilmente venerdì 22 maggio per comprendere meglio in questi giorni della FASE 2 come sarà l’andamento del settore”,ci dice al telefono Nadia Proietti,una delle titolari. “Abbiamo sempre seguito con molta attenzione anche in passato il rispetto delle norme igieniche,ora le amplieremo come prescrive l’ulteriore normativa.Speriamo di ripartire,la speranza non ci deve abbandonare,ma i primi mesi non saranno certo facili”,conclude Nadia Proietti.

 

BUON LAVORO A CHI RIPARTE!

 

Todi Civica rivolge il suo più profondo augurio di buon lavoro a tutte le attività tuderti e regionali che da domani torneranno ad essere aperte. Nel buio di questi mesi di pandemia abbiamo tutti potuto capire quanto siano fondamentali per la nostra vita sociale, economica, relazione e non di meno emotiva, i tanti esercizi che colorano le nostre città e senza i quali, pur nella straordinaria bellezza dei nostri borghi e delle nostri territori, manca qualcosa di essenziale. L’Umbria e Todi non possono che ripartire anche dai commercianti, dalle attività ricettive, dai bar, dai ristoranti e dalle attività artigianali, dai servizi alla persona,  che l’hanno caratterizzata e valorizzata nel mondo.  Sappiamo che i lunghi mesi di stop hanno messo a dura prova la resistenza di chi, anche i situazioni di normalità, ha sempre dovuto lottare per difendere e mantenere la propria attività. Motivo per il quale ci aspettiamo che le istituzioni tutte, dal Governo nazionale al Comune, mantengano l’impegno di sostenere, aiutare e rilanciare comparti che sono colonne fondamentali dell’economia del Paese. Noi, come sempre, con le nostre forze ed il nostro impegno, faremo la nostra parte.
TODI CIVICA

Coronavirus, situazione Umbria. Il presidente Tesei: “la commedia dell’assurdo, capovolta la realtà di una delle regioni più sicure d’italia”

 

“Siamo all’assurdo, al paradossale. Una regione, l’Umbria, che vede 94 persone positive al coronavirus su una popolazione di quasi 900 mila abitanti, solamente 2 pazienti in terapia intensiva, una curva dei guariti in forte ascesa e quella del numero dei contagiati a picco, ma che viene incredibilmente indicata come una regione a rischio. Perché? Perché tra gli indicatori utilizzati c’è il famigerato indice Rt che adotta un meccanismo di confronto dei numeri dei contagi settimanali che va a penalizzare proprio le regioni che sono nella fase di coda del contagio, che hanno numeri bassi in termini assoluti, ma che appaiono alti in termini percentuali. Una formula le cui lacune, per chi vive come noi la fase di uscita dal contagio, sono evidenti. Tra l’altro i nostri nuovi rari casi, ormai da 10 giorni ad un passo dallo zero, provengono da screening mirati che stiamo facendo proprio per evitare cluster”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, in merito al monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità.  

   “Quello che sta subendo l’Umbria – rimarca la Presidente – è un danno di immagine ingiusto per una regione che ha gestito in maniera virtuosa la Fase 1 e che è pronta a ripartire, proprio forte del suo sistema sanitario ed al numero dei contagiati. A questo, tutti noi, dobbiamo dire no”.

  “Ci dobbiamo battere – sottolinea – affinché l’immagine dell’Umbria sia tutelata e venga comunicata la situazione reale, quella che vede una terra dove il contagio è sotto controllo e che si presenta sicura per i suoi cittadini e per i turisti che vorranno raggiungerci. In tal senso siamo in partenza con una campagna di comunicazione mirata. Ma ogni umbro, con i mezzi a sua disposizione, può comunicare a tutta l’Italia la realtà di una terra bellissima, tranquilla e sicura”.

   “Come Regione – rende noto -, abbiamo scritto al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità per rivedere le modalità con cui viene formulato il giudizio sulla situazione delle regioni. Un giudizio che non può prescindere da tutti i fattori, come il numero di contagi in rapporto agli abitanti, i posti ospedalieri occupati rispetto a quelli disponibili, l’eventuale presenza di focolai”.

“Non abbassiamo la guardia – conclude la presidente Tesei -, continuiamo a rispettare le regole, soprattutto del buon senso, quelle che hanno contribuito a fare della nostra regione una terra sicura. E non permettiamo capovolgimenti della realtà”.