Floriano Pizzichini : “L’ITALIA DI MEZZO C’È, NON FACCIAMO PASSARE ALTRI SEI ANNI.”

 

Nel luglio del 2014, la dott.ssa Anna Mossuto, allora direttore del Corriere dell’Umbria, vergava un editoriale dal titolo : ” Diamo le gambe all’Italia di Mezzo”.
Un articolo – manifesto in cui si poneva una questione  ( sulla quale, nei mesi successivi, si aprì un intenso e partecipato dibattito ) sul ruolo dell’ Umbria, delle regioni del centro Italia e sulla dimensione con la quale avrebbero potuto e dovuto affrontare le sfide future. E la sintesi portava alla necessità di ridefinire, entro un perimetro sovraregionale, le scelte strategiche di settori che, già allora si intuiva,  non aveva più senso gestire a compartimenti stagni o addirittura in contrapposizione; dalla sanità al turismo, dall’agricoltura all’industria, alle infrastrutture, alle politiche sociali e comunitarie. Una visione d’insieme, come si scrisse, per superare i confini geografici, gli individualismi storici, gli ostacoli politici e le resistenze culturali e per approdare ad una visione organica di un territorio, che aveva tutte le condizioni e gli strumenti per parlarsi e fungere da anello di connessione fra il Nord ed il Sud del Paese.
Sono passati sette anni, ci sono state elezioni di ogni genere, cambiamenti e rivoluzioni politiche, trasformazioni ed eventi, che, al tempo, non avremmo nemmeno lontanamente immaginato, ma ( e quando si parla di politica,  in ogni sua declinazione c’è sempre un “ma”!) di quel progetto, che tutti individuarono al tempo come necessario per il rilancio di un area geografica che stava scivolando lentamente e  pericolosamente verso sud, in termini di competitività, capacità infrastrutturale, crescita economica, si sono perse le tracce.
Oggi “Il Messaggero”, a partire da un interessante articolo di Luca Diotallevi, ripreso in un’intervista al Sindaco di Firenze Nardella, ripropone in maniera forte e attuale il tema dell’ Italia di Mezzo. E lo fa con spunti interessanti e    pragmatici come quello del ruolo delle global cities, dei distretti industriali e sanitari, del sistema delle città d’arte e del turismo religioso, sino al grande tema delle infrastrutture e della mobilità. Tutte questioni che oggi, come allora, hanno ragion d’essere e , sicuramente, più d’allora, trovano nel mondo “pandemizzato” uno scenario dentro quale offrire urgenti soluzioni e prospettive da costruire. Ma il dibattito culturale e la capacità di alcuni bravi giornalisti, che è propedeutico all’analisi della realtà e all’individuazione di conseguenti possibili soluzioni,  non si sostituisce alla responsabilità e alla funzione della politica e quindi delle istituzioni. Serve che il dibattito si trasformi in agenda politica e che l’agenda diventi intesa e protocolli fra le istituzioni, individuando tempi, economie, investimenti, azioni, con cui passare dalla teoria alla pratica. Le pagine dei giornali traboccano di buoni propositi che regolarmente vengono fagocitati da una politica che si limita ( quando ci riesce) a gestire il contingente. La crisi del Covid 19 ci impone di rivedere i piani e di smontare quei pochi paradigmi rimasti, rimettendo in discussione l’intero sistema di governo, ad ogni livello. L’Italia di Mezzo esiste e può essere una grande sfida per la nostra regione, ma urge affrontare il tema in maniera tangibile e con obbiettivi concreti, onde evitare, fra altri sei anni, di tornare a parlare di occasioni sprecate.
Floriano Pizzichini
Consigliere Comune di Todi

Assessore Moreno Primieri : “Inncontro con Associazione dei Geometri della MVT – donazione pubblicazione”

A suggello dell’intensa collaborazione tra il Comune di Todi e l’Associazione dei Geometri della Media Valle del Tevere, questa mattina il Presidente Geom. Giampiero Grossi e il Segretario Geom. Daniela Crisanti hanno incontrato il Sindaco Antonino Ruggiano e l’Assessore ai LLPP e Urbanistica Moreno Primieri facendogli dono della pubblicazione “Cartografie, Mappe, e catasti del Territorio di Todi”.
La pubblicazione trae origine dall’iniziativa dalla mostra organizzata nel 2019 per celebrare i 40 anni dell’Itcg Einaudi e, insieme, i 90 anni dell’istituzione della figura del geometra, promossa dall’associazione geometri della Media Valle del Tevere in collaborazione con il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Perugia, resa possibile grazie anche alla disponibilità dell’archivio storico Comunale e Vescovile di Todi.
Infatti, l’esposizione era costituita da 60 tavole tra antichi disegni e catasti comprendenti le tavole del Catasto Gregoriano, le tavole dell’Astancolle e dello Sforzini.
All’allestimento, ed alla pubblicazione hanno lavorato i geometri Crisanti e Boncompagni oltre al Presidente Geom. Giampiero Grossi e Francesco Campagnani.
Il sindaco Ruggiano nel ringraziare la rappresentanza del direttivo ha sottolineato l’importante percorso di crescita dell’Associazione nella tutela e nella promozione della professione.
Associandosi ai ringraziamenti l’Assessore Primieri ha ricordato i risultati raggiunti insieme all’associazione, compreso il rinnovato potenziamento dell’Ufficio Urbanistica e il protocollo d’intesa raggiunto, che attende solo di essere ufficializzato a causa della pandemia, anche se di fatto già applicato dal Comune.

DECRETO RILANCIO, RPTU PROPONE TAVOLO DI CONFRONTO AD AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Un tavolo permanente di confronto per esaminare le casistiche più disparate che emergono rispetto all’interpretazione del Decreto Rilancio. È quello che la Rete delle professioni tecniche dell’Umbria (Rptu) propone all’Agenzia delle Entrate dell’Umbria, insieme ai Consigli notarili di Perugia e di Terni e agli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Perugia e Terni.

Un’iniziativa partita dal Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Perugia e poi condivisa da tutte le professioni tecniche che si pongono in questo modo come “naturale collegamento tra gli enti pubblici e i cittadini”.

“Quello che chiediamo, in un’ottica di proficua collaborazione – ha spiegato Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri di Perugia –, è di avere uno tavolo per discutere tutti quei casi particolari che si vengono a creare giornalmente durante gli studi di fattibilità per accedere a quanto previsto dagli articoli 119 e 121 del decreto legge numero 34 del 19.05.2021, il cosiddetto Decreto Rilancio, e che non hanno trovato riscontro nei documenti ufficiali emanati”.

“Al fine di agevolare il lavoro dell’Agenzia delle Entrate”, l’idea dei professionisti umbri che aderiscono alla proposta è quella di “raccogliere quotidianamente perplessità, dubbi e richieste di chiarimento che provengono dai proprietari immobiliari e dai tecnici incaricati, sintetizzare le istanze, portarle al tavolo di confronto, trovare delle soluzioni e riproporle nei singoli casi, in modo da arrivare a un’interpretazione comune e condivisa che faciliti il lavoro di tutti e le risposte ai cittadini”.

“Per questo – ha concluso Enzo Tonzani – ci auguriamo di ottenere prima possibile una risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate alla nostra proposta e auspichiamo di poter instaurare una proficua collaborazione. Questa ipotesi è interessante perché, se non interpretiamo correttamente la normativa, rischiamo di vanificare lo spirito e gli obiettivi del Decreto Rilancio”.

 

IL PARTITO DEMOCRATICO DI TODI SOSTIENE IL REFERENDUM CONSULTIVO SUL NUOVO ASCENSORE DI PORTA ORVIETANA

Non rimaniamo granché sorpresi dalla concezione di democrazia del vicesindaco Ruspolini che, come dimostrano i quattro anni di mandato amministrativo fin qui svolti, scambia spesso e volentieri le istituzioni locali per una caserma e i cittadini per degli inferiori di grado.
Dire, come egli ha fatto esprimendosi sulla contrarietà di numerosi cittadini tuderti al nuovo ascensore di Porta Orvietana, che le scelte spettano esclusivamente agli amministratori e che i cittadini potranno esprimersi al momento delle elezioni, bocciando o rinnovando il mandato alla giunta uscente, conferma quanto sopra.
Senza dare al nostro vulcanico vicesindaco alcuna lezione di filosofia politica contemporanea, gli ricordiamo sommessamente che soprattutto le scelte locali, proprio in virtù della loro massima vicinanza ai cittadini, hanno bisogno di adattare i propri processi decisionali in modo da soddisfare le mutevoli aspettative di quest’ultimi.
Una discussione pubblica, dunque, fatta di dati messi a disposizione dei cittadini e di scambi dialogici tra amministratori ed amministrati è quanto di più necessario per procedere a decisioni che, come il nuovo ascensore di Porta Orvietana, hanno un forte impatto su tutta la cittadinanza. Stiamo parlando di una scelta che segnerà il futuro di Todi, della sua mobilità e dell’accesso al centro storico, con le naturali ricadute del caso su residenti, attività produttive ivi insediate e flussi turistici.
La sordità dell’attuale giunta alle esigenze di ascolto dei cittadini tuderti è conclamata. L’abbiamo vista sul nuovo centro commerciale di Ponterio, sull’arredo di Piazza del Popolo (non bastavano i paletti, pure il cassabanco!) e sul concepimento delle nuove restrizioni all’accesso al centro storico.
Crediamo, ormai, che la misura sia colma e che non si possa procedere ancora una volta all’ennesimo blitz sulla pelle dei cittadini. Premesso ciò, dopo aver presentato alcune ipotesi alternative con tanto di progetti nemmeno prese in considerazione, il Partito Democratico sostiene la proposta di un referendum consultivo sulla scelta del nuovo ascensore di Porta Orvietana e mette a disposizione le proprie energie ed il proprio impegno a favore di un percorso di coinvolgimento della cittadinanza il più aperto e partecipato possibile.
Si dia quindi seguito alla possibilità di referendum consultiva prevista ex art. 48 dello Statuto del Comune di Todi, attivando fin da subito la competente commissione consiliare e procedendo celermente alla redazione del “Regolamento sulla partecipazione” che ne disciplinerebbe lo svolgimento.
Vista, poi, la già manifestata contrarietà verso questa scelta di numerosi titolari di attività commerciali ed artigianali del centro storico, auspichiamo che anche Confcommercio, attraverso la sua presidente, possa prendere presto posizione in merito, vista la crucialità della questione in ballo.

Il martedi di Pasqua a Santa Maria in Monte

 

Fra le varie tradizioni che nel tempo si sono perdute nel nostro territorio vi è la festa del martedi di Pasqua che si celebrava presso la vecchia abbazia di Santa Maria in Monte, un antico insediamento religioso del XII secolo, probabilmente di origine camaldolese. Il sito si trova nel territorio di Monte Castello di Vibio, nei pressi della strada che da Todi, passando per la frazione di Canonica (dove vi era un altro importante convento camaldolese, l’eremo di S. Arcangelo) conduce a Doglio. All’abbazia afferiva un vasta proprietà agricola che, ancora nel 1740, era valutata in 368 quartengate, ovvero, circa 110 ettari di terreno che venivano concessi in affitto o in enfiteusi.
Dell’antica struttura di Santa Maria in Monte rimane solamente la cappella (oggi non più visitabile all’interno) di cui si può ancora ammirare la facciata con il campanile a vela e l’abside. Fino alla metà del Novecento la piccola chiesa, da sempre oggetto di forte devozione popolare, veniva ancora regolarmente officiata e, almeno fino ai primi anni Ottanta, vi si celebravano anche dei matrimoni.
La festa annuale si teneva il martedi di Pasqua, una tradizione mantenutasi fino al Duemila. In tale occasione il luogo diveniva oggetto di pellegrinaggio delle processioni che partivano dalle chiese parrocchiali delle vicine frazioni di Canonica (il lunedì) e di Doglio e Quadro (il martedì).
La giornata di festa, con un ricco programma ricreativo e religioso, cominciava al mattino con l’arrivo delle processioni di Doglio e Quadro cui seguiva la messa all’interno della chiesa celebrata dai parroci locali Don Nello Bertoldi e Don Carlo Taddei. Il pranzo di solito avveniva all’aperto, con un pic nic nei campi circostanti, a base dell’immancabile torta di Pasqua con il capocollo.
Si riprendeva poi nel pomeriggio, nell’aia e negli spazi antistanti la casa colonica, grazie anche all’impegno della famiglia Spiganti (iniziato da Augusto e proseguito dal figlio Romolo e dalla nuora Clara Schiavoni) che abitava in loco e si occupava dell’accoglienza di tante persone che, dai paesi vicini, salivano a Santa Maria in Monte per trascorrere una giornata spensierata e ritrovarsi con gli amici.
Nelle bancarelle dei venditori ambulanti si poteva trovare vino a volontà, panini con salsicce, l’ottima porchetta di Luigi Fratini, le noccioline (tostate proprio da Romolo), dolciumi, giocattoli per bambini, ecc. E poi, fino a sera, secondo tradizione, si giocava a “morra”, un gioco antico, conosciuto già in epoca romana che, da queste parti, è sempre stato praticato tanto che, per il suo abuso, nel 1849, il parroco di Doglio, Don Filippo Lipparoni, se ne lamentava con il Vescovo di Todi. E mentre gli adulti erano presi nel loro gioco preferito, fra i ragazzi di Doglio e Quadro, intanto, cominciava una partita a pallone nel campo (improvvisato) poco lontano dalla chiesa, dove a metà pomeriggio, riprendevano le funzioni religiose. Altri tempi…
Oggi tale tradizione si è perduta sia a causa dello spopolamento delle campagne che a causa del progressivo ed inesorabile degrado dei luoghi ormai quasi abbandonati a se stessi.

Gruppo Consiliare PD : “REGOLAMENTO CITTADINANZA ONORARIA, A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI AZZECCA!”

 

Più di un anno fa come gruppi di opposizione chiedemmo di iscrivere all’ordine del giorno del Consiglio comunale il riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre. All’epoca chiedemmo anche il rinvio della seduta a quando fosse stata possibile la presenza del pubblico. Purtroppo questa possibilità, a distanza di un anno, è ancora non prevedibile, a causa della pandemia e non lo sarà ancora per molto tempo. Per questo abbiamo chiesto la riconvocazione del Consiglio Comunale rinviato. Ma, arrivati a questo punto, il Sindaco e la sua maggioranza hanno sentito la necessità impellente di dare a Todi un regolamento che preveda che per riconoscere la cittadinanza onoraria a una persona non iscritta all’anagrafe della città sia necessario essere “ritenuto legato alla città per il suo impegno e per le sue opere”.

Abbiamo contestato nel merito la proposta già in conferenza dei Capigruppo, perché il principio posto in essere impedirebbe il riconoscimento della cittadinanza onoraria a chi pur avendo meriti altissimi non fosse “legato” alla nostra città. Riconoscere questa onorificenza a qualcuno significa infatti scegliere di legare il nome di Todi ai meriti di una persona che abbia eccelso nell’ambito sociale, culturale o delle professioni, non il contrario. È stato così per il riconoscimento della cittadinanza di Todi a Chiara Lubich, per il suo impegno nel sociale secondo principi e valori condivisi dalla nostra comunità, lo è stato anche per Beverly Pepper, artista di fama internazionale, la cui opera ha un valore che non ha confini territoriali e che ha permesso a Todi di aprire i suoi confini al mondo.

Abbiamo fatto presente che una tale previsione impedirebbe di riconoscere la cittadinanza tuderte a chi scoprisse la cura contro il cancro, se quella persona non avesse un qualche “legame” con la città. Una cosa obiettivamente contraddittoria con il principio del riconoscimento della cittadinanza onoraria. Inoltre abbiamo segnalato che una tale proposta nel regolamento poteva far nascere il sospetto che fosse la volontà di predisporre gli atti per non dover riconoscere la cittadinanza proprio a Liliana Segre. Abbiamo pensato male? In una excusatio non petita il Sindaco, nell’illustrare il punto all’ordine del giorno, essendo a conoscenza della discussione nella capigruppo, si è giustificato spiegando che l’approvazione dell’atto non avrebbe avuto conseguenze nella discussione del prossimo consiglio, perché per allora il regolamento non sarà ancora entrato in vigore.

Ma come mai, abbiamo chiesto, se così è, non si è posticipata l’approvazione di questo regolamento ad un momento successivo alla decisione sul riconoscimento della cittadinanza alla Senatrice Liliana Segre? Ma alla nostra richiesta di rinviare l’approvazione al prossimo consiglio o, in subordine, di emendare la proposta togliendo la frase sul legame con la città, è stato tutto un levare di scudi! Come chi, colto in fallo, lancia la palla in tribuna sollevando un gran polverone per confondere le acque, così da parte del Sindaco e di alcuni esponenti della maggioranza (i soliti) è stato tutto un fiorire di accuse ai membri dell’opposizione rei di voler strumentalizzare la figura di Liliana Segre (donna degna di grande rispetto perché ha amato tutta la vita un uomo che per combattere i comunisti ha aderito al MSI!) e il riconoscimento della cittadinanza come quando la si riconosceva a Mussolini o a Tito.

Non stiamo scherzando, hanno proprio detto così! Davvero! Noi abbiamo ribadito che la discussione nel merito sul senso della proposta di riconoscere la cittadinanza a Liliana Segre la faremo nel consiglio convocato ad hoc, per il momento aspettiamo di vedere cosa farà la maggioranza allora, se, come pronosticato dal Sindaco, approverà la nostra proposta o meno! Ad oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che il loro voto favorevole ad un regolamento che limita così fortemente la possibilità di riconoscere la più alta onorificenza che la città possa riconoscere è un altro danno per Todi ad opera dell’amministrazione guidata da Ruggiano!

Gruppo consiliare PD Todi 

Due dipinti restaurati tornano nelle chiese di Todi

 

La città di Todi ha accolto il rientro di due importanti tele che sono state ricollocate nelle chiese di provenienza dopo una serie di interventi di restauro, finanziati e condotti a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria ed eseguiti dalla ditta Michelangelo Varetto di Chieri. La prima opera ha come soggetto L’Assunzione in cielo di Maria circondata dagli Apostoli, datata 1596 ma con successivi ritocchi, come documentato dai cartigli presenti. Particolari che sono emersi grazie al recupero ed alla pulitura del dipinto, in cui è in parte ravvisabile la mano del tuderte Pietro Paolo Sensini, ora ricollocato all’interno della terza cappella della navata destra del Tempio di San Fortunato.

La seconda tela, raffigurante una Deposizione dalla croce con Maria tra i santi Antonio Abate e Pietro Eremita, di mano di Pietro Paolo Sensini, è datata 1611 e fu commissionata ed offerta, come indicato nell’iscrizione alla base delle figure, dalla Confraternita dei Calzolari che aveva la sua sede presso la chiesa di Sant’Antonio, ove il quadro è stato risistemato.

Le operazioni si sono svolte alla presenza dei funzionari della Soprintendenza, la Dottoressa Stefania Furelli e il geometra Marcello Caricchi, degli assessori Claudio Ranchicchio e Moreno Primieri, dell’architetto Silvia Minciaroni e della Dottoressa Nicoletta Paolucci.

Grande soddisfazione espressa dall’Amministrazione Comunale per il ritorno delle due preziose tele nella collocazione naturale dopo un sapiente lavoro di restauro. La valorizzazione ed il mantenimento del patrimonio artistico-culturale della Città è un aspetto importante da sempre al centro del nostro lavoro e delle nostre attenzioni quotidiane.

 

Intervento del presidente della Veralli-Cortesi,Bruno Severi

 

“Dopo i numerosi interventi politico sindacali pubblicati su testate locali online, i tanti dubbi sollevati, le accuse prive di fondamento contenuti in tali documenti e invocati interventi della magistratura contabile, il presidente ed il consiglio di amministrazione intendono fare chiarezza sull’attuale situazione.

Con la sentenza numero 192/2021 del 22 03 2021 il tribunale amministrativo regionale per l’Umbria, pronunciandosi sul ricorso R.G. numero 529/2020 proposto dal consorzio di cooperative Kursana Coop. Soc. a r.l. riguardante, in breve, l’aggiudicazione di servizi relativi alla residenza protetta, come proposta dalla centrale di committenza della provincia di Terni, a favore della Massimiliano Kolbe Soc. Coop Sociale, tutti gli atti e verbali di gara dello stesso centrale ed il ricorso incidentale presentato dalla medesima cooperativa, accettato il ricorso incidentale di Kolbe, dichiarato il contratto di avvalimento tra la stessa ed Agatos non conforme alla normativa di cui all’art. 89 comma uno del decreto legislativo numero 50/2016, accolto il ricorso principale di Kursana, con conseguente annullamento degli atti da questa impugnati e, previo espletamento delle verifiche di legge, aggiudicato in suo favore il servizio messo a gara.

Non si riesce a comprendere lo stupore manifestato sull’epilogo di una vertenza nella quale peraltro l’azienda Veralli-Cortesi non è chiamata direttamente in causa per proprie mancanze od errori nella definizione di patti, condizioni e modalità di esecuzione dei servizi affidati; la sentenza come promesso non censura incongruità della base economica anche se tale elemento di critica segnalato all’ANAC è stato puntualmente smentito dalla presentazione di offerte di partecipazione all’appalto da parte di nove imprese a livello nazionale con ribassi importanti.

Anche gli standard previsti dalla normativa regionale in materia di personale, risultano puntualmente rispettati. Nella dotazione organica relativa al nuovo contratto di appalto, alla voce O.S.S. devono essere aggiunte le otto operatrici dipendenti dell’A.P.S.P. per cui il totale ammonta a 22 operatori, pertanto la dotazione organica del nuovo appalto prevedono un totale di 47 operatori rispetto ai 42 del vecchio appalto.

Riguardo i costi, il vecchio appalto prevedeva oneri per un importo complessivo di euro 7.756.695 oltre Iva, mentre per il nuovo l’onere complessivo è di euro 8.733.837,89 oltre Iva.

A voler essere precisi la sentenza del Tar, è stata pronunciata essenzialmente sulla base della determinazione autonomamente assunta dalla centrale di committenza della provincia di Terni circa la valutazione dei requisiti di ammissione e che non ha tenuto conto del fatto che il contratto di avvalimento stipulato tra le cooperative Kolbe e Agatos contravveniva palesemente alle disposizioni del cosiddetto codice dei contratti.

Circa i dubbi sollevati sulle modalità con cui l’azienda aveva deciso, piuttosto frettolosamente, di indire una gara senza avvalersi della possibilità di una proroga tecnica al precedente gestore, si chiarisce che: la proroga tecnica è un istituto non più previsto, se non in via eccezionale, limitato al periodo di espletamento di una nuova procedura d’appalto e fino al subentro di un nuovo gestore e consentita solo se prevista nel capitolato d’appalto di riferimento (come previsto nel nuovo capitolato emanato dall’Azienda) e dal relativo contratto; il subentro frettoloso non è altro che la conseguenza del rifiuto categorico da parte del vecchio appaltatore dei servizi della residenza protetta di adempiere alla doppia richiesta avanzata dall’azienda e all’obbligo contrattuale di proseguire ad espletare il servizio agli stessi patti e condizioni, nelle more dell’affidamento al nuovo gestore; l’azienda ha dovuto, in virtù di tale rifiuto, procedere con rilevanti criticità e problematiche, in soli 15 giorni, ad espletare un affidamento diretto dei servizi per quattro mesi, previa consultazione di almeno cinque operatori economici e fino all’importo di euro 750.000, procedura e limiti consentiti dall’articolo 35, comma 1, lettera d) del decreto legislativo numero 50/2016 e non derogabili.

Riguardo alla pretesa di fare luce sulla vicenda e di individuare presunte responsabilità o possibili danni, appare richiesta più che legittima, ma non sono accettabili posizioni strumentali e demagogiche o ancor peggio, alterazioni della realtà sulla base di meri interesse di parte.

Come finirà la vicenda? Possiamo anticiparlo con buona pace di coloro che hanno lamentato errori nella determinazione della base d’asta dell’appalto; i servizi relativi alla gestione della residenza protetta verranno affidati non appena acquisite le prescritte verifiche di legge, al Consorzio di Cooperative Kursana Coop. Soc. a r.l. società cooperativa tra le migliori in campo nazionale per la gestione di servizi agli anziani e ad un ribasso economico migliorativo, su base di cinque anni, più vantaggioso per l’azienda rispetto all’appalto revocato e questo non pare affatto un danno verso l’azienda, anzi una concreta possibilità economica integrativa per migliorare l’erogazione dei servizi verso anziani-ospiti sempre di più affetti da patologie degenerative e bisognosi di maggiore cura e l’assistenza.

Si conclude con l’ulteriore informazione che l’attuale gestore dei servizi, al momento del subentro al precedente gestore (Polis) e dell’assunzione dei contratti del personale, ha dovuto far fronte al mancato adeguamento economico contrattuale e dei livelli assegnati (personale in servizio come OSS contrattualizzato come Addetti alle pulizie).
Occorre infine sottolineare, con un minimo di orgoglio, come ad oggi tutti gli ospiti della residenza protetta virali cortesi siano risultati tutti indenni da qualsiasi contagio da Covid-19 e questo grazie al lavoro e l’applicazione di tutti gli addetti alla struttura.”

Todi Civica replica alle dichiarazioni del Vicesindaco di Todi rilasciate ad un quotidiano

 

Non è nostra intenzione fare alcuna polemica rispetto alle dichiarazioni apparse stamattina sulla stampa locale. Ci preme sempre ricordare che,  in diverse occasioni, il nostro movimento,  ha riconosciuto meriti all’attuale compagine di governo, andando al di là  delle posizioni politiche. Ci rammarica quindi leggere che una proposta come quella di un referendum cittadino venga liquidata con un sorriso.
L’ istituto referendario non è un’ invenzione di Todi Civica, ma è uno strumento democratico contemplato dallo Statuto  Comunale, atto normativo previsto dal Testo unico degli Enti locali (Tuel), il quale,  fra i principi dell’Ente, inserisce anche quello per la “partecipazione popolare” . Sino ad oggi non abbiamo mai chiesto strumentalmente l’utilizzo del referendum per questioni di minor impatto, convenendo sul fatto che delle scelte fatte, ogni amministrazione,  risponde al termine della legislatura. Ma abbiamo chiesto di adottare questo strumento in relazione ad un’ importante opera pubblica che molti cittadini ritengono sbagliata, costosa ed inutile e sulla quale non c’è stata nessuna forma di confronto e partecipazione.
All’ indomani della vittoria, alcuni esponenti dell’attuale giunta, presidiarono l’area del nuovo depuratore, attaccando la precedente amministrazione e dicendo che ” i cittadini non erano mai stati ascoltati su una scelta così importante “.  Cioè esattamente quello sta accadendo oggi.
Per noi, il rispetto dei cittadini, è  un principio che andava difeso allora e che difendiamo oggi.
Todi Civica

Comunicato stampa Partito Socialista – Sez.Matteotti di Todi “SINDACO RUGGIANO,MA QUALE LUNEDI’ ? “

 

L’incompetenza ed il pressappochismo di questa Amministrazione non solo è emersa nella vicenda della Veralli Cortesi, di cui  si dice se ne interesserà la Corte dei Conti, ma anche nella vicenda apertura Punto Vaccinale a Ponterio. Il Sindaco Ruggiano nella ormai proverbiale pontificazione settimanale su facebook, aveva annunciato che i cittadini di Todi si sarebbero potuti vaccinare nel proprioComune e non doversi recare ad Ammeto di Marsciano, come aveva invece deciso la Direzione Sanitaria Regionale. Alleluia!!!!!!! A seguire anche il Vice Sindaco Ruspolini e la Consigliera Regionale Peppucci, per non essere da meno, sempre con diretta facebook, ringraziavano l’Assessore regionale Coletto per la sensibilità dimostrata nei confronti della nostra città per aver autorizzato il Punto Vaccinale di Ponterio. Medici in pensione ed infermieri avevano dato la propria disponibilità a titolo gratuito e volontaristico per la somministrazione dei vaccini.

A distanza ormai di oltre tre settimane tutto tace. I cittadini aspettano, quanto era stato promesso!!!!

Ci risulta che il Punto Vaccini non può aprire per una serie di incombenze amministrative ed assicurative, non previste, e che dovranno  essere espletate. Prima di fare annunci, Sindaco Ruggiano, Vice Sindaco Ruspolini, Consigliera Peppucci, non sarà meglio studiare?  Informatevi, non siate come sempre approssimativi.

Con la salute dei cittadini, ve lo abbiamo detto tante volte, non si scherza.