Dedicare il Todi Festival a Giorgio Albertazzi,propone Roberto De Vivo. Un quesito che rivolge anche al coordinatore del festival, Guarducci

 

ListenerE’ assurdo il silenzio assordante dell’amministrazione comunale rispetto alla proposta di dedicare il Todi Festival alla morte di un grande Artista: Giorgio Albertazzi. Assurdo, perché non ha costi, anzi darebbe lustro e importanza alla nostra Città: sarebbe l’unico Festival al mondo che dedica la propria rassegna a uno dei personaggi più onorevoli della storia artistica italiana. E’ chiaro che non se ne parla perché, così facendo, si avallerebbe una mia proposta, quindi non sarebbe politicamente corretto. Capisco dunque il Sindaco e l’assessore alla cultura. Non si capisce invece il silenzio di tutto il centro destra: da Fratelli d’Italia a Forza Italia. E meno male che in entrambi i partiti c’è di mezzo il nome della nostra bellissima nazione. Bella, anche perché ci sono stati grandi artisti, proprio come Albertazzi; ma forse questo non interessa a nessuno, compresi quei partiti che accanto ai loro nomi pongono quello della nostra splendida penisola! Colgo l’occasione, dunque, di fare un plauso a tutte le forze politiche della nostra Città e ai loro silenzio. Forse farebbero bene a stare zitti sempre e non qualche volta! Gli ultimi complimenti li faccio al neo coordinatore del Todi Festival: il direttore artistico Eugenio Guarducci. Assisteremo a questa manifestazione con molta attenzione, rispetto a chi, invece, ne pone pochissima, anzi nulla, al ricordo di un uomo stupendo, che con la sua immancabile presenza ha reso onore alla nostra cultura e ai nostri eterni teatri. Vergogna a tutti voi. Vergognatevi del vostro modo di fare politica. Lo stesso modo che ha portato la nostra povera Italia a essere una delle nazioni più indebitate al mondo, nonostante sia la residenza di circa l’80% dei beni storico-artistici-culturali del patrimonio Unesco. Si potrebbe vivere di sola cultura e invece continuiamo a morire d’immobilismo, frutto di una politica malata.

Gli asili nido di Todi tra le strutture accreditate Inps per il bonus maternità

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Gli asili nido comunali del Broglino e di S. Maria in Camuccia sono tra gli istituti accreditati ed inseriti nell’elenco dell’Inps delle strutture di servizi all’infanzia dove poter utilizzare i voucher asilo nido e baby sitter 2016. Il bonus, introdotto sperimentalmente dal Ministero del Lavoro con decreto del 22 dicembre 2012, è stato prorogato dalla Legge di Stabilità anche per il 2016.

Si tratta di un contributo di 600 euro al mese, per un periodo massimo di sei mesi, per facilitare il rientro al lavoro dopo la maternità obbligatoria. Le mamme lavoratrici possono presentare domanda per usufruire del contributo per pagare le spese dell’asilo nido o quelle sostenute per la baby sitter.

“I nidi pubblici del Comune di Todi – dichiara l’Assessore alle Politiche scolastiche Catia Massetti – sono un servizio di qualità a disposizione delle famiglie tuderti. Con l’accreditamento delle nostre strutture presso l’Inps abbiamo inteso renderli più accessibili e sostenere le madri lavoratrici nel difficile compito di conciliare gli impegni familiari con quelli lavorativi. Ringrazio tutti coloro i quali hanno reso concreta la possibilità di utilizzare questa opportunità”.

Per accedere al beneficio è necessario presentare una domanda all’Inps entro il 31 dicembre 2016. La richiesta va presentata esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi del portale Inps con accesso tramite PIN “dispositivo”. Partendo dalla homepage del sito dell’Inps, bisogna seguire la seguente procedura: Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia. In alternativa, la domanda può essere presentata rivolgendosi ai patronati.

La lista aggiornata delle strutture accreditate è consultabile da questo link: https://servizi2.inps.it/servizi/ElencoPubblicoStrutture/Default.aspx

SCHEDA

I voucher asilo nido e baby sitting INPS (http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8760) sono una agevolazione che lo Stato riconosce alle mamme lavoratrici che, al termine del congedo maternità, scelgono di non optare per il congedo parentale e rientrare subito a lavoro. Tale agevolazione consiste nel richiedere mediante apposita domanda all’Inps i voucher, ossia un contributo economico per pagare servizi per l’infanzia come la baby sitter o la retta dell’asilo nido (sia pubblico che privato accreditato) scelto dalla mamma per il suo bambino.

Intervento del capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati

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“Sospendere la graduatoria del concorso
pubblico allo Zooprofilattico Umbria-Marche”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che annuncia
anche la presentazione di “un atto volto a richiedere un attento monitoraggio dei concorsi pubblici svolti negli ultimi 10 anni sia in Regione che negli organismi partecipati”.
Per Liberati “il pasticciaccio brutto del concorso allo Zooprofilattico delle Regioni Umbria-Marche per un posto di addetto alla comunicazione riapre
una ferita mai sanata: quella di certi bandi apparentemente su misura, spesso costruiti per stabilizzare pochissimi tra i lavoratori precari uscenti. Sono
almeno due i profili che rendono particolarmente odiosa pratiche del genere, discriminatorie per un doppio ordine di motivi. Il primo è quello della
selezione a monte, spesso senza concorso. Il secondo elemento è quello che consente solo ad alcuni precari di essere stabilizzati, talora con meccanismi vari e variopinti, mentre tanti altri precari non avranno la minima possibilità di svolgere nemmeno mezzo concorso a tal fine”.
“Quanto al caso di specie – spiega Liberati – l’Ordine dei giornalisti, cui mi onoro di appartenere, dovrebbe sanzionare la condotta dell’Ente,
perché svilisce per l’ennesima volta il lavoro di centinaia e migliaia di reporter totalmente precari, preferendogli un semplice ‘comunicatore’.
Fatto peraltro non nuovo negli esecutivi comunali e regionali dell’Umbria, connotati anche in Umbria dalla crescente presenza di figure non coerenti con
quella tradizionalmente e professionalmente affidata a giornalisti titolati. Il pasticciaccio brutto del concorso allo Zooprofilattico, con un’unica
persona ammessa agli orali, peraltro ritratta sui social proprio con la presidente della commissione esaminatrice, spinge dunque il Movimento 5
Stelle non soltanto a chiedere la sospensione della graduatoria da parte degli uffici e del cda dello Zooprofilattico, ma a esigere pure
l’intervento delle Autorità di controllo competenti, a partire dalla stessa Regione Umbria e dal Ministero della Salute, statutariamente deputati
alla vigilanza sull’Ente”.
Per Liberati “dobbiamo restituire legalità e trasparenza alla Pubblica Amministrazione per offrire eguali possibilità di accesso a tutti
sull’esclusiva base delle competenze, senza parzialità nei confronti di alcuno e senza meccanismi tecnici ipoteticamente preferenziali. Sono ancora
troppi i giovani costretti a emigrare per storie non così dissimili a questa. Sono ancora troppi i giovani preparati che ormai non credono più a
niente, vivendo ai margini per via di un’amministrazione pubblica tuttora
assai opaca”.

Cosa fa il cognato del “Bomba” ? Commette marachelle…

 

renzi_1217Il cognato di Matteo Renzi, Andrea Conticini, è indagato dalla Procura di Firenze per riciclaggio. Secondo l’accusa avrebbe reimpiegato denaro sottratto dai suoi due fratelli Alessandro e Luca – a loro volta sotto inchiesta per appropriazione indebita – a organizzazioni umanitarie come Unicef e Operation Usa.

La notizia dell’inchiesta in cui sono coinvolti Andrea Conticini, 35 anni, il fratelli gemello Luca,e quello maggiore Alessandro è stata pubblicata dal quotidiano fiorentino La Nazione.

Al centro dell’inchiesta della procura fiorentina ci sarebbe il trasferimento di denaro di organizzazioni umanitarie come Unicef e Operaton Usa prima alla società Play Therapy Africa Limited e poi sui conti personali di Alessandro Conticini (direttore di Play Therapy Africa Limited ed ex dirigente di Unicef in Etiopia). Operazioni compiute senza causali giustificative fino a quando la Banca d’Italia non le ha segnalate come sospette alla procura di Firenze.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel 2011 dai conti di Alessandro e Luca Conticini parte del denaro in questione sarebbe stato trasferito al fratello Andrea che l’avrebbe utilizzato per acquistare quote di una società. Di qui l’accusa per il cognato di Matteo Renzi di riciclaggio e per Luca e Alessandro Conticini di appropriazione indebita, portata avanti secondo gli investigatori fino al 2015.

Nei giorni scorsi l’abitazione di Matilde Renzi e Andrea Conticini e quelle dei fratelli Luca e Alessandro sono state perquisite con sequestro di vari documenti e supporti informatici.

A Todi lo spettacolo degli Electric Youth con le musiche di Broadway Sabato 16 luglio in Piazza del Popolo lo show del gruppo americano di giovani cantanti-ballerini. Ingresso gratuito

 

electricFa tappa a Todi, sabato 16 luglio, la tournée italiana degli Electric Youth, gruppo musicale americano formato da giovani e dinamici artisti che cantano e ballano le canzoni del repertorio “Best of Broadway” e della musica pop, rock e dance americana in uno show per un pubblico di tutte le età. Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, avrà come cornice la suggestiva Piazza del Popolo a partire dalle ore 21. Tutte le performances degli Electric Youth fanno parte della produzione della “Frankling School for the Performing Art” di Franklin (Massachusset), che ha partecipato a molte produzioni di Broadway, tra le quali “Evita” e “Show Boat”, e prende parte ogni anno al programma “Disney World” in Florida.

Todi, via libera all’esternalizzazione del servizio di informazioni turistiche L’atto approvato dal Consiglio comunale. Procedono i lavori del nuovo IAT

 

TODI-DUOMO-678x381Potenziare l’offerta dei servizi turistici all’interno di un sistema integrato di accoglienza e promozione della città. È l’obiettivo della proposta relativa all’esternalizzazione del servizio di informazione turistica approvata dal Consiglio comunale di Todi nella seduta di mercoledì 13 luglio 2016.

La proposta, illustrata dall’Assessore al Turismo Andrea Caprini, prevede l’affidamento del servizio ad un soggetto, che sarà individuato tramite un’apposita gara, per garantire una migliore efficacia delle attività di informazione ed accoglienza turistica, promozione e gestione dei circuiti museali e dei teatri della città.

“Tale scelta – commenta l’Assessore Caprini – si inserisce all’interno di una strategia integrata di ridefinizione del nostro sistema di informazione ed accoglienza turistica con operazioni che avranno effetti duraturi negli anni a venire. Un piano che l’Amministrazione comunale ha già avviato attraverso la ristrutturazione degli spazi del nuovo IAT nell’area dei Voltoni, sotto i Palazzi Comunali, un investimento di 190.000 euro grazie alle risorse della Regione Umbria integrate da un cofinanziamento comunale. I lavori, iniziati da qualche settimana, permetteranno di avere a disposizione un luogo aperto e di immediata fruibilità, che metterà in relazione il nuovo ufficio turistico con le aree esterne dei Portici comunali, dove saranno ospitati nuovi servizi per l’accoglienza di turisti, visitatori e cittadini”.

A Todi Festival arrivano i Simpson. Confermata la presenza delle voci di Bart e Krusty il Clown per il ritiro del premio per i 30 anni del cartoon, in collaborazione con Voci nell’Ombra – Festival Nazionale del Doppiaggio

Marini e Guarducci a conferenza stampa di presentazione del Todi Festival

Il giallo dei fiori della campagna tuderte e il giallo più famoso al mondo degli ultimi trent’anni di televisione si incontrano a Todi. L’occasione è il Todi Festival, che ha in programma, per sabato 3 settembre alle 17, alla sala del Consiglio del Palazzo Comunale, il Premio Speciale al Doppiaggio destinato ai  Simpson: i celeberrimi cartoni animati che hanno compiuto 30 anni quest’anno, così come il Todi Festival festeggia l’importante traguardo del trentennale.

Certo, Bart e il suo amato Krusty il Clown non ci saranno fisicamente, ma ci sarà chi, per anni in Italia, ha dato voce alle loro avventure. Voci nell’Ombra, voci, spesso e volentieri, senza un volto da associare, ma capaci di rendere unico un personaggio, di cucirsi addosso al protagonista in maniera indissolubile.

Grazie alla partnership tra Todi Festival e il Festival Nazionale del Doppiaggio (www.vocinellombra.com), che ha tenuto la sedicesima edizione a Savona nell’ottobre 2015, dal 27 al 29 ottobre quella 2016, e che fa tappa in Umbria per la prima volta, il 3 settembre sarà assegnato il Premio Speciale al Doppiaggio, riservato proprio ai doppiatori italiani della fortunata serie ideata da Matt Groening, chiaro  esempio di una produzione televisiva di grande successo durata decenni.

A Todi, per ritirare lo speciale riconoscimento. sono attesi Gaia Bolognesi, che dalla 23esima stagione ha sostituito, come doppiatrice di Bart (Nancy Cartwright negli Stati Uniti), Ilaria Stagni, voce del terribile ragazzino dai capelli a spazzola dalla prima alla 22esima edizione, e Fabrizio Mazzotta, storico doppiatore di Krusty il Clown (Dan Castellaneta negli Stati Uniti). Queste le conferme ad oggi, con la possibilità di ulteriori sorprese nei prossimi giorni.

A consegnare il premio sarà Veronica Pivetti, attrice e doppiatrice, membro della prestigiosa giuria del Festival del Doppiaggio, che vanta la partecipazione a un episodio italiano dei Simpson.

La cerimonia di consegna sarà l’occasione per conoscere più da vicino le Voci nell’Ombra che hanno caratterizzato i pomeriggi e le sere di milioni di italiani, in compagnia di Tiziana Voarino, direttore  del Festival del Doppiaggio insieme a Felice Rossello.

Attorno alla premiazione si costruirà un breve talk show, volto a trattare anche le tematiche connesse alla trasposizione multimediale di un prodotto prettamente divertente e fortemente connotato USA, ma da adattare alla cultura italiana e ai tratti che contraddistinguono il doppiaggio dei prodotti di lunga serialità televisiva e alle connesse possibili problematiche.

Appuntamento, quindi, al 3 settembre, con i personaggi tanto amati della tv, basterà chiudere gli occhi per immaginare di trovarseli di fronte.

BIODIGESTORE FOLIGNO: “L’IMPIANTO DI CASONE ENNESIMA CATTEDRALE NEL DESERTO” – NOTA DI CARBONARI (M5S) CRITICA SUL PROGETTO

 

movimento-5-stelle-regione-liberati-0001“Temiamo che il Biodigestore di Casone, a Foligno, sarà l’ennesima cattedrale nel deserto”. È quanto dichiara il
consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari che
chiede “al sindaco di Foligno di non forzare i tempi e sospendere a titolo
precauzionale ogni tipo d’autorizzazione approvata o in itinere per
lasciare il tempo alla popolazione di essere informata, d’informarsi e
formarsi una propria idea”.

Per Carbonari “constatiamo tristemente che, in un periodo in cui la
politica non dà servizi ai cittadini adducendo il pretesto che ‘non ci sono
i soldi’, per la realizzazione di mega progetti, costosissimi, inutili e
talvolta pericolosi, i soldi ci sono sempre. Ovviamente l’inutilità di
queste cattedrali nel deserto è per i cittadini, mentre i  pochi soggetti
legati alla politica che li realizzano riescono a garantirsi enormi e
ingiustificati profitti, all’atto di costruzione mediante appalti, oppure
in seguito alla costruzione grazie a concessioni e tariffe svantaggiose per
le pubbliche amministrazioni.

“Il progetto del biodigestore di Casone – spiega Carbonari – è
assolutamente sovradimensionato rispetto alle esigenze dell’ATI 3, anche
nell’ipotesi che si raggiungesse il valore auspicato di produzione di
rifiuti organici, molto lontano rispetto a quello attuale. È perciò
evidente che l’impianto, per lavorare a pieno regime, avrebbe bisogno di
rifiuti proveniente da fuori Regione. Inoltre la costruzione dell’impianto
e il conseguente traffico veicolare di camion che trasporteranno rifiuti e
compost sarà disastroso in termini di impatto ambientale, inquinamento
dell’aria, traffico e danneggiamento delle strade di Foligno e dintorni,
già in condizioni critiche. Ogni anno, infatti, dovrebbero entrare
nell’impianto oltre 50mila tonnellate di rifiuti organici. Pertanto,
secondo un calcolo prudente, ogni anno tra rifiuti in entrata e compost in
uscita, transiteranno circa 7850 camion”.

“Va poi discussa ed affrontata – prosegue Carbonari – la questione,
ancora più allarmante, dei rischi ambientali e per la salute umana. Gli
impianti di biodigestione anaerobica producono infatti gas estremamente
maleodoranti, percettibili anche a chilometri di distanza, e sostanze
pericolose quali metano, formaldeide, idrocarburi e benzene. A questo si
aggiunge il pericolo di contaminazione biologica dovuta ai batteri, muffe e
funghi utilizzati nel processo di trasformazione dei rifiuti. Questi agenti
biologici potenzialmente pericolosissimi per gli animali e per l’uomo, che
richiederebbero un attento controllo e rigide procedure di sterilizzazione
del compost e dei gas prodotti dall’impianto. Ciò appare a maggior ragione
assurdo se si considera che è possibile realizzare compost di qualità
mediante la raccolta differenziata porta a porta o fornendo alle famiglie gli
appositi strumenti. Non è neppure chiarito se e come verranno controllate le
materie in entrata, la loro eventuale contaminazione con sostanze pericolose,
come ad esempio rifiuti chimici o radioattivi. Non si tratta di paranoie,
come, da ultimo, l’inchiesta della magistratura su Gesenu sta dimostrando e
senza contare i tanti altri disastri ambientali in Umbria. Il biodigestore
sorgerà su un terreno ad alto valore agricolo, vicino al centro abitato e
a ridosso di falde acquifere e del reticolo dei fossi, torrenti, fiumi della
zona, riconducibili al bacino del fiume Tevere. Oltre a questi rischi enormi,
anche dal punto di vista economico ci sarà sicuramente una inevitabile forte
svalutazione immobiliare di tutte le aree intorno agli impianti, dovuta ai
rischi sopra citati e al disgustoso odore”.

“Queste esternalità negative – continua Carbonari – non saranno
compensate in alcun modo, dato che la quasi totalità del profitto andrà al
soggetto privato coinvolto. Sotto questo aspetto, bisognerebbe analizzare
anche a fondo le condizioni contrattuali, in particolare se vi fossero
clausole di project financing capestri che magari faranno pagare agli enti
locali penali costruite ad hoc in caso di mancato raggiungimento dei
sovradimensionati volumi produttivi, a favore dei soggetti privati coinvolti
nel progetto, come già accaduto altrove. Su queste criticità, manca
totalmente la trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti in questo
progetto e questa condotta appare ancora più ingiustificata. Non si tratta
di ‘sindrome di Nimby’, ma semplicemente di voler far luce su tanti aspetti
oscuri e valutare nel merito l’effettiva necessità di un tale
impianto”.

“La politica – conclude Carbonari – dovrebbe organizzare,
nell’esclusivo interesse dei cittadini, un  serio contraddittorio delle
scelte impiantistiche di questo tipo e anche di quelle contrarie, con il
coinvolgimento di tutti gli stakeholders pubblici e privati, quali le imprese
coinvolte e il Comitato contro il biodigestore, che beneficeranno del
contributo di avvocati specializzati in tematiche ambientali, esperti della
materia di fiducia e medici per l’ambiente dell’Isde. Solo al termine di
questo confronto informato e costruttivo, sia la Regione Umbria, che gli Enti
locali coinvolti dovrebbero valutare se proseguire l’iter autorizzato e,
soprattutto, questa scelta deve essere subordinata alla volontà informata
della cittadinanza”.

In principio c’è la lettura

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Qualcuno ha proposto di ricordare Giorgio Albertazzi nell’attuale edizione del Todi Festival. L’idea è buona e merita attenzione,forse mancano i tempi per attuarla. Alcuni si sono dimostrati scettici con valide argomentazioni,altri l’hanno denigrata a priori. Forse tra costoro alberga chi,ignorante dalla nascita, non conosce il ruolo avuto da Giorgio Albertazzi nella storia del teatro italiano !

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