Anche in Umbria braccia incrociate per lo #shopero! Fermi i lavoatori di Coop e Grande distribuzione

 

Braccia incrociate e presidi oggi a Perugia e Terni per lo sciopero nazionale della grande distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa promosso da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per chiedere il rinnovo dei contratti scaduti da 4 anni. Lavoratrici e lavoratori hanno manifestato sotto la sede di Lega Coop a Perugia e sotto la prefettura a Terni per chiedere il riconoscimento di un diritto ad oggi negato, quello di avere un Ccnl giusto, come avviene per i loro colleghi che hanno il contratto Confcommercio. “Quattro anni senza contratto significa molto concretamente almeno 2000 euro persi – hanno spiegato gli stessi lavoratori in sciopero intervenuti ai presidi – e inoltre significa vedersi negato il diritto a contrattare le proprie condizioni di lavoro e quindi lo sciopero di oggi è prima di tutto un’azione volta a difendere la nostra dignità”. Dai primi dati raccolti dalle organizzazioni sindacali si registrano adesioni significative con punte altissime ad esempio al magazzino di Coop Centro Italia (80%), ma naturalmente Filcams,Fisascat e Uiltucs sono anche consapevoli delle difficoltà che molte lavoratrici e lavoratori, soprattutto se con contratti precari, hanno ad aderire alla protesta, pur condividendone le ragioni.

“Lo sciopero di oggi e i prossimi che seguiranno se necessario – hanno concluso i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs dell’Umbria – hanno lo scopo di riaprire una vera trattativa per raggiungere l’obiettivo, che è quello di siglare un contratto giusto anche per le migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri che aspettano da troppo tempo qualcosa che gli spetta di diritto”.

Comunicato Stampa Partito Democratico Todi

 

 

La questione variante di Ponterio non può essere liquidata come se fosse una matassa ingarbugliata né può permettersi di diventare una partita a scacchi dove chi muove invece di spostare le proprie pedine si appropria di quelle del suo avversario.

Sembra un pasticcio, un rovesciamento di posizioni, di comode fughe per non prendere o ribadire la propria posizione.

In realtà è tutto molto chiaro. Il centrodestra ha deciso di mostrare il suo profilo “migliore” e ha fatto quadrato contro tutto e tutti nel perseguire con ostinazione l’ obiettivo che si era prefissato. Poco importa dei tanti no, dei tanti segnali di scontento e delle molte perplessità manifestate anche da chi compone la sua maggioranza e magari non ha cambiato idea.

A cinque giorni da Natale Ruggiano e la sua squadra hanno deciso  di mettere sotto l’albero addobbato un bel regalo già bello e confezionato per i tuderti.

Non una bagatella qualunque ma una di quelle questioni destinate a cambiare l’ aspetto di una parte del nostro territorio e di avere anche un peso rilevante per il suo futuro a causa delle sue molteplici, possibili ricadute.

Di solito, quando si avvicinano le vacanze le grandi questioni si rimandano sempre ma cosi non è avvenuto questa volta. La richiesta di rinvio avanzata dal PD non è stata affatto gradita e chi nella maggioranza (Casa Pound e Marconi della Lega) si era gia’ espresso a favore è rimasto assente in consiglio comunale. Perché? Eppure non più tardi di un anno fa tutto il centrodestra aveva tuonato contro la medesima questione, definita tra le altre “ cattedrale nel deserto”. Le forze politiche di centro sinistra, alla luce delle perplessità manifestate da cittadini e comitati, aveva proposto e ottenuto di rinviare la decisione sulle variante di Ponterio e di aprire la consultazione preventiva con i cittadini. La fase di partecipazione si era aperta con l’impegno da parte dell’amministrazione Rossini di realizzare le opere del contratto di quartiere per conoscere il piano di sviluppo in cui si inseriva il progetto di variante e valutarne le conseguenze sull’assetto urbano di Ponterio e della città. Ma la  memoria, si sa, può essere fugace!!!  Allora, con grande responsabilta’, il centrosinistra fece quello che adesso il centrodestra, sconfessando senza alcun pudore la posizione assunta, si e’ ostinato a negare: UN BREVE RINVIO per esaminare e decidere una questione che appare urgente solo per chi l’ha bocciato senza appello. Perché?? E’ forse il segno tangibile di una volonta’ che si esprime verso un  obiettivo ben preciso? E’ forse l’adempimento di un accordo informale? Solo ipotesi per carità, e stando alle rassicurazioni del Sindaco l’adozione di quella decisione non comporta nulla di definitivo .…… perché dopo verranno le osservazioni delle forze politiche e dei cittadini e poi si potrà tornare indietro.…..si e perso anche troppo tempo sulla variante ha anche aggiunto. Incomprensibile, se queste sono le argomentazioni utilizzate a giustificazione del negato rinvio!

Ci aspettavano che la maggioranza usasse lo stesso criterio mostrato in passato perché non possiamo credere che sedere sugli scranni che contano possa avvilire le ragioni della cautela invocata allora e persa del tutto ora!!! Prima ancora di entrare nel merito di un progetto che potrebbe rivelarsi magari anche positivo x lo sviluppo di Todi e per il benessere dei suoi cittadini, occorre ritrovare quella cautela sottolineata dalla necessita’ di un confronto serio e costruttivo con chi già lo ha richiesto a grande voce. Per questa attenzione a chi ci ha profondamente interrogato come centrosinistra, al punto tale che sulla variante di Ponterio abbiamo ritenuto opportuno non contrapporre atti di forza contro le legittime richieste dei cittadini, ci siamo fermati nella certezza che fare scelte e trovare soluzioni largamente condivise fanno della politica la buona politica nella realizzazione del bene della collettivita’ . Questo deve ritenersi pregiudiziale rispetto ad un progetto che potrebbe contenere tutte le qualita’ per la riuscita dell’aspettativa di miglioramento e benessere dei cittadini e della città e proprio per tale caratteristica va attentamente vagliato in ogni sui aspetto. La fretta con la quale l’ amministrazione di destra ha liquidato la questione genera forti dubbi sullo scenario che si va a comporre e ci lascia un grande interrogativo: i cittadini troveranno un attento e interessato interlocutore nel centrodestra ora forza di governo. Abbiamo ancora piu’ compreso il valore del nostro compito nel lasciarci mettere in discussione sulla variante e per questo a gran voce  ribadiamo il nostro dissenso per la scelta fatta ieri sera in consiglio comunale dalla destra tuderte.

Partito Democratico Todi

“Mostra sul Borgo Ulpiano”,inaugurazione venerdì 22 dicembre ore 19,00

 

Venerdì 22 dicembre alle ore 19 si inaugurerà, in Via Mazzini a Todi, la “Mostra sul Borgo Ulpiano”, organizzata dalle Associazioni Umbriasotterranea e Urban Divers, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Todi. La mostra sarà divisa in due sezioni: la prima curata dagli speleologi e subacquei tuderti riguarderà alcune cisterne e fontane del borgo; la seconda sarà invece allestita con i lavori effettuati da diversi istituti scolastici tuderti. Ormai questa iniziativa di fine anno è diventata un appuntamento tradizionale per chi vuole approfondire la storia, anche nascosta, della città. Tra l’altro la storia sotterranea di Todi ha avuto modo, nel corso del 2017, di essere apprezzata attraverso la realizzazione di due documentari di Rai5 e Rai2 che hanno ottenuto un grande successo ed hanno risvegliato l’attenzione e l’interesse di Tuderti e turisti.
L’impegno degli allievi della scuola media “Cocchi-Aosta”, del Liceo Classico “Jacopone da Todi”, dell’”Einaudi-Ciuffelli “ sezione geometri e turistica, è stato il segnale della sempre crescente attenzione verso le vicende della città e dei suoi rioni. La mostra affronterà temi che vanno dalla presunta nascita dell’imperatore Traiano a Todi alla restituzione grafica dell’anfiteatro romano; dalle vicende architettoniche di Porta Romana a quelle di Porta Catena. Un connubio tra scuola e speleologia che continua dunque a dare ottimi frutti.

ASSESSORATO ALLA CULTURA COMUNE DI TODI

“A nulla sono serviti i nostri appelli. A nulla è servita la richiesta dei cittadini di rinviare l’approvazione della variante di Ponterio.”,precisa Todi Civica

 

A nulla sono serviti i nostri appelli. A nulla è servita la richiesta dei cittadini di rinviare l’approvazione della variante di Ponterio. Il centrodestra, senza se e senza ma, approva la variante e dà il via ad un nuovo centro commerciale di 5 mila metri quadri. Una scelta incomprensibile che contradice nettamente la posizione  che una parte della coalizione ( soprattutto Lega e Casapound) tenne, quando a portare lo stesso atto fu l’allora Sindaco Rossini. A nemmeno un anno dalle dichiarazioni con cui la destra dichiarava la variante una scelta mortale per l’economia di Todi, come nulla fosse, si è approvato un atto assolutamente identico a quello proposto allora.   Una scelta che non condividevamo prima e che, con coerenza, non abbiamo condiviso oggi. Una scelta che danneggia tanti piccoli commercianti del territorio, che snatura l’identità della città tuderte e che alla lunga, crediamo, arrecherà un pesante colpo all’economia del territorio. Purtroppo molti cittadini avevano creduto nel cambiamento e stanno via via scoprendo la verità.  Abbiamo provato per due lunghi anni a spiegare cosa sarebbe accaduto  e come la posizione del movimento civico sarebbe stata coerente su alcune questioni strategiche e fondamentali per la città. Purtroppo ci si è fidati dei partiti ed oggi se ne subiscono le conseguenze. È un giorno triste per Todi, ma con rammarico non possiano che dire ” ve lo avevamo detto!” .
Todi Civica

Poste Italiane: bene il contratto, male la riorganizzazione in Umbria

 

È una buona notizia la sottoscrizione del nuovo Ccnl di Poste Italiane per i circa 2000 dipendenti dell’azienda operanti in Umbria (140mila a livello nazionale), che ottengono un aumento di 81.50 euro sui minimi tabellari (il doppio dell’Ipca) e di 103 euro considerando anche welfare e sanità. Inoltre, c’è il recupero una tantum di 1000 euro per il biennio 2016/2017.
“Possiamo dire di aver fatto il nostro lavoro portando a casa un accordo importante, che argina anche gli effetti negativi del Jobs Act”, hanno spiegato oggi (21 dicembre) nel corso di una conferenza stampa tenuta a Perugia i rappresentanti di Slc Cgil (Michele Agnani), Slp Cisl (Umberto Pocceschi), Uil Poste (Stefania Panerai), Failp Cisal (Giuliano Tognellini) e Confsal Comunicazioni (Maurizio Biagetti). “Non a caso – hanno osservato – nella nostra regione il nuovo contratto ha avuto un via libera quasi unanime nelle assemblee alle quali hanno partecipato circa 900 lavoratrici e lavoratori”.
Ma a fronte della soddisfazione sul versante contrattuale, i sindacati umbri esprimono forte preoccupazione invece per l’andamento dell’azienda nella regione: “Dal 2015 ad oggi – hanno osservato i rappresentanti dei lavoratori – in Umbria si sono persi 560 posti di lavoro e il recapito a giorni alterni (già in essere in provincia di Perugia e presto esteso anche a quella di Terni) rappresenta un disservizio per la cittadinanza, tanto più in una fase in cui l’e-commerce è in fortissimo sviluppo”. Proprio per questo, già nel mese di novembre, tutti i sindacati umbri hanno chiesto un incontro presso la Regione Umbria per chiedere un intervento istituzionale forte nei confronti dell’azienda, “che continua spesso a rappresentare in molti territori – hanno osservato i sindacalisti – l’unica presenza tangibile dello Stato e un servizio fondamentale per la cittadinanza”.
“Purtroppo – hanno concluso Slc, Slp, Uil Poste, Failp e Confsal – ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta alla nostra richiesta e questo denota una scarsa attenzione rispetto a un servizio che è invece fondamentale per l’Umbria”.
Infine, un’altra notizia positiva: Poste effettuerà nel prossimo anno una serie di assunzioni/stabilizzazioni e migliorie contrattuali. Questo potrebbero interessare anche i circa 60 lavoratori con contratti a termine che hanno operato in una condizione di precarietà negli ultimi anni in Umbria. “Lavoreremo perché si vada in questa direzione”, hanno assicurato i rappresentanti sindacali.

Confcommercio Todi: “Nuovo centro commerciale a Ponte Rio: una decisione sbagliata!”

 

“Todi era una perla dell’Umbria. Ora combatte tra mille problemi, compreso quello di un progressivo impoverimento dell’economia del territorio. La risposta dell’amministrazione comunale non può essere quella di aprire un nuovo centro commerciale, un ulteriore incremento di metri cubi di commercio in una città già satura di certi format distributivi”.

Nunzia Frustagatti, presidente di Confcommercio Todi, commenta così la decisione dell’amministrazione comunale che, tra accese polemiche, ha votato ieri sera la variante al piano regolatore che apre le porte a migliaia di ulteriori metri quadrati di superficie commerciale a Ponte Rio, dove peraltro ci sono già spazi commerciali vuoti e appartamenti invenduti.

“Non vogliamo entrare nella polemica politica che si è scatenata su questo tema”, aggiunge Nunzia Frustagatti. “La posizione di Confcommercio è quella della gente che lavora in questo settore, che vede cosa succede nei propri negozi.

In occasione delle elezioni amministrative, Confcommercio Todi aveva elencato in un corposo documento le emergenze del territorio, tra cui il tema della programmazione commerciale, le politiche per il centro storico e per la fascia urbana immediatamente fuori dalle mura urbiche, compresa appunto l’area di Ponte Rio.  Le scelte dell’amministrazione comunale sono inaccettabili, rispetto alle esigenze del territorio.

La nostra posizione non è corporativa. Confcommercio infatti rappresenta tutte le imprese del commercio, da quelle micro a quelle della grande distribuzione organizzata, e dal proprio osservatorio privilegiato e dal confronto con gli operatori del settore trae le opportune conseguenze, ovvero che in una città come Todi, in questa fase storica, sociale ed economica, si sente la necessità di tutto fuorché di nuovo commercio.

DALLA SICILIA CON I GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA L’ARANCIA SOLIDALE PER NORCIA La distribuzione sarà giovedì 21 dicembre. Gatti (Anga Umbria): gesto che nn ci fa sentire soli

Arancia Solidale per il territorio di Norcia è l’iniziativa promossa da Anga Sicilia che per il secondo anno consecutivo ha organizzato una colletta di agrumi e altri prodotti agroalimentari per le aziende umbre ancora in difficoltà a causa del terremoto del 2016.

Partiti martedì 19 dicembre dalla Sicilia verranno distribuiti giovedì 21 dicembre alle 9 in via della Cava località Misciano alla presenza del presidente di Anga Umbria Guido Gatti e di alcuni membri dell’associazione oltre alle autorità del Comune di Norcia.

“Vogliamo supportare con il nostro contributo – afferma Giosuè Arcoria, organizzatore e promotore dell’evento – chi sta ricostruendo la propria terra, sperando che i nostri prodotti possano portare calore e affetto per le festività natalizie”.

“Il gesto ci riempie il cuore di gioia – dichiara Guido Gatti, presidente di Giovani di Confagricoltura – Anga Umbria – e ringrazio, a nome di Anga e Confagricoltura Umbria tutti gli agricoltori siciliani che hanno dimostrato grande generosità, i Giovani di Confagricoltura Sicilia e Giosuè Arcoria che non ci fanno sentire soli”.

Numerosi sono i produttori siciliani che hanno contribuito alla colletta: Torello, Bonaccorsi srl, Orto Italia dei Fratelli Pappalardo, Palmeri Ortofrutta, Portobello dei Fratelli Crispi, Costanzo  Colori di Sicilia, La Deliziosa dei Fratelli Bua , Fruttiva di Gruppo Marino, Agricola Arcoria, Oranfreezer, 3 Moretti di Bonomo, Agrietna di Nicoloso, Coppola, Azienda Agricola Gioia, Domus Olearia, Azienda Agricola Lombardo Placido e Figli e Roccacoop.

La strada per la tutela del piccolo commercio

 

In questi giorni, more solito, abbiamo dovuto assistere al farisaico ed ipocrita atteggiamento del Partito Democratico, in relazione a quello che è stato spacciato per il “Nuovo Centro commerciale di Ponterio”.

Siamo consapevoli del ruolo della opposizione e di come rientri nelle “regole del gioco” interpretare a proprio vantaggio le cose, ma arrivare a stravolgere del tutto la verità, ci sembra, onestamente, troppo.

A questo punto, sembra necessario tornare a chiarire qualche breve punto, che dia il senso di come, contrariamente a quanto è stato sino ad ora detto, è proprio il centrodestra ad essere, ancora una volta, al fianco del piccolo commerciante.

Nel dicembre del 2005, più esattamente il 6, la Regione dell’Umbria ha sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture, l’Accordo di Programma Quadro per la realizzazione dei programmi innovativi d’intervento denominati “Contratti di Quartiere II”.

Nel nostro Comune, ha preso vita il progetto di riqualificazione dell’abitato di Ponterio.

Senza scendere troppo nel dettaglio, lo schema generale del Contratto di Quartiere di Ponterio ha previsto la possibilità di vantaggi edificatori (in sintesi una maggiore superficie edificabile) per i proprietari di immobili che avessero necessità di riqualificare la proprietà.

L’unica area che non avrebbe dovuto essere oggetto di interventi era quella restrostante l’abitato di Ponterio e prospiciente all’argine, che aveva destinazione agricola.

Ebbene, come per miracolo quell’area venne trasformata in edificatoria, con il voto contrario di tutto il

centrodestra.

Il Partito Democratico decise di attribuire a quell’area, in origine agricola, le seguenti volumetrie:

  • Edilizia Residenziale Metri Quadrati 4798           100 % della SUL
  • Attività terziaria Metri Quadrati   960             20 % della SUL
  • Attività Commerciale Metri Quadrati   960             20 % della SUL
  • Attività Artigianale Metri Quadrati   960             20 % della SUL

 

Sull’area, quindi, ad oggi è possibile realizzare:

 

  • 960 metri quadrati ad esempio di servizi a rete, comunicazioni, servizi, servizi commerciali, gastronomia, turismo, ospitalità, servizi assicurativi e bancari
  • 960 metri quadrati di commerciale puro
  • 960 metri quadrati di attività artigianale, quindi ad esempio pizzerie, pasticcerie, estetiste, parrucchiere et coetera.
  • Al momento, quindi, possono essere realizzati quasi tremila metri quadrati di spazi commerciali.Nessuno spazio per servizi alla città, per aree verdi, piste ciclabili, aree attrezzate per l’infanzia e servizi per la persona.

    Solo una maxi operazione di cementificazione del territorio.

    Un business senza alcuna prospettiva, se non il profitto privato, peraltro legittimo.

    Se considerassimo una media di 50 metri quadrati a spazio, al momento, grazie alla programmazione del Partito Democratico, sarebbero realizzabili circa 60 negozi.

    A questo progetto, che ucciderebbe davvero il resto del commercio di Todi, il centrodestra ha sempre detto, orgogliosamente, no.

    Noi vogliamo una Todi diversa, in cui prosperi il commercio, in cui il piccolo imprenditore si senta coccolato, possa avere la serenità di guardare al futuro.

    Una Todi in cui siano scongiurate le cementificazioni del territorio.

    La nostra idea non è mai cambiata.

    In questi mesi di duro lavoro, abbiamo, invece, aperto la strada ad un’altra ipotesi, che vedrà sviluppo, crescita e miglioramento della situazione esistente.

    Si è deciso di investire il futuro di quella zona in un progetto serio, avanzato e di grande   prospettiva.

    E così, si è lavorato su una diversa destinazione urbanistica della zona, che dia la possibilità di operare per il bene della città.

    Una ipotesi che aprirà la strada alla possibilità di realizzare una area verde e una pista ciclabile.

    Che potrà dare spazio alla possibilità di accorpare il prossimo intervento edilizio in un unico corpo di fabbrica, evitando le cementificazioni del territorio inutili e dannose.

    Soprattutto, che ci darà la possibilità, unendo le volumetrie, di operare affinché ci siano solo tre o quattro grandi spazi commerciali e non l’intervento frazionato e massiccio che avevamo davanti.

    Al momento, offriamo alla nostra Città la possibilità di approvare una variante che non aggiunge un solo metro quadrato alla possibilità edificatoria, che salva il futuro dei piccoli commercianti, offrendo solo sviluppo e progresso alla nostra città.

     

    Di fatto, la variante prevederà la seguente modifica

  • Il centrodestra di Todi ha bene presenti quali siano le priorità della nostra città, quali siano le esigenze dei piccoli commercianti e quali quelle degli imprenditori, che rappresentano, tra l’altro, il nostro punto di riferimento.

     

    Noi stiamo lavorando per il futuro della città.

    Non siamo noi quelli che hanno previsto il “centro commerciale”, ma il Partito Democratico.

    Non siamo noi quelli che hanno approvato una variante che ha trasformato una area agricola in edificabile, ma il Partito Democratico.

    Noi stiamo risolvendo i problemi, quelli che abbiamo trovato.

    Coerentemente con la linea di trasparenza della amministrazione sarà nostra cura organizzare al più presto una assemblea per illustrare alla cittadinanza il progetto.

    Commercio, spazio verde e centri di aggregazione sono il nuovo biglietto da visita di Todi che non ha paura delle sfide del futuro ma vuole conciliare modernità e tradizione per tornare ad essere protagonista nella media valle del Tevere e nella regione. Si auspica infine che le attività commerciali e gli occupati provengano prevalentemente dal territorio tuderte, chiudendo così il cerchio tra commercio, sviluppo e occupazione, indispensabili per il raggio economico della città.

     

    Forza Italia

    Lega Nord Todi

    Fratelli d’Italia

    Todi per la Famiglia

    Casapound

     

     

     

 

TRADIZIONI, SUGGESTIONI DAL PASSATO NEL PRESEPE VIVENTE DI ACQUASPARTA. La rappresentazione della Natività e degli antichi mestieri è il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio

 

Tre appuntamenti, martedì 26 dicembre, lunedì 1 e sabato 6 gennaio per la 24esima edizione del Presepe vivente di Acquasparta organizzato dalla Parrocchia di Santa Cecilia e dalla Confraternita di san Giuseppe con la collaborazione del Comune di Acquasparta e dell’Ente ‘Il Rinascimento ad Acquasparta’ che cura l’omonima festa storica. Ogni pomeriggio dalle 16.30 i fedeli faranno rivivere le atmosfere dell’antica Betlemme, che secondo la tradizione cattolica diede i natali a Gesù, nella suggestiva cornice di Palazzo Cesi. Accanto alla Natività i volontari (oltre 150 tra attori, figuranti e aiutanti) si impegnano a rappresentare anche momenti di vita quotidiana attraverso i mestieri che per secoli hanno caratterizzato l’economia dei borghi: il fabbro, il falegname, il calzolaio, il barbiere, il cocciaro e tanti altri. I visitatori potranno assistere a gruppi di trenta persone circa alle parti recitate e se la fame chiama ci saranno i giovani della Parrocchia a rispondere con il punto ristoro da loro gestito. Il ricavato della vendita dei prodotti alimentari servirà a finanziare le attività della parrocchia.

“L’anno scorso – ha dichiarato il parroco don Alessandro Fortunati – Acquasparta è stata segnata dal terremoto e diverse costruzioni, compresa la chiesa, hanno subìto danni. Il presepe vivente ha voluto ribadire, così, in quel momento, la voglia di rinascita e il senso di appartenenza alla Comunità. Quest’anno celebriamo la ripresa: sono stati eseguiti lavori di recupero per circa 350mila euro, finanziati in larga parte dall’8 per mille e in misura minore da privati. Si è proceduto con il consolidamento delle volte della Chiesa, il rifacimento degli intonaci e il risanamento di crepe e lesioni dei muri. Siamo stati lieti di poter riaprire la ‘Casa del Signore’ ai suoi fedeli, per la prima volta dopo un anno, sabato 16 dicembre”.

“Queste opere – ha aggiunto don Alessandro Fortunati – sono il segno della meta raggiunta con le nostre forze che ci dà fiducia nel futuro di questa Comunità. Una Comunità che vogliamo coinvolgere e unire sempre di più attraverso un’opera di evangelizzazione”.

NERO NORCIA, TRE WEEKEND PER L’EDIZIONE CHE GUARDA AL FUTURO Dal 23 al 25 febbraio, dal 2 al 4 e dal 9 all’11 marzo la mostra mercato del tartufo nero

 

 Prenderà il via il 23 febbraio la 55esima edizione di Nero Norcia, la mostra mercato del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici di eccellenza del territorio, una delle più importanti kermesse nel settore dell’agroalimentare in Italia. Anche quest’anno sarà riproposta la formula dei tre weekend: 23-25 febbraio, 2-4 e 9-11 marzo 2018.

Il programma è stato presentato martedì 19 dicembre nel Salone d’onore di palazzo Donini a Perugia dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno e dall’assessore comunale allo sviluppo economico Giuliano Boccanera, insieme al direttore dell’Associazione nazionale Città del tartufo Antonella Brancadoro e all’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini. Una presentazione in netto anticipo rispetto alla data della manifestazione proprio “per dimostrare che Norcia è pronta”, ha spiegato il sindaco Alemanno. Ma anche per lanciare la nuova campagna promozionale e il nuovo brand di Nero Norcia: un tartufo unito al rosone della basilica di San Benedetto realizzato in merletto da Arnaldo Caprai Gruppo tessile per l’iniziativa “Salviamo l’arte con l’arte”. “Per unire il pregio al pregio”, ha sottolineato l’assessore Cecchini, con Alemanno e Boccanera che hanno ribadito l’importanza di questi due simboli per Norcia e l’Umbria, con la speranza che la basilica del patrono d’Europa distrutta dal terremoto venga ricostruita il prima possibile.