IL BILANCIO DI FINE MANDATO DEL PRESIDENTE USCENTE DEL CDA VERALLI CORTESI (2^ PARTE).

 

Continuando nell’illustrazione dei risultati raggiunti nel corso del mandato si illustrano quelli sugli altri due grandi temi.

LA GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE – Negli anni 2015 e 2016 è stato raggiunto l’ importante obiettivo di  incrementare i proventi ritraibili dalla gestione del patrimonio immobiliare disponibile ed, in particolare per questo Ente, dei terreni agricoli coltivabili. Nell’arco del biennio sono stati riaffittati complessivamente circa 710 ettari di terreni agricoli ( pari a quasi l’80 per cento dei terreni coltivabili), senza poter più disporre dei nuovi titoli PAC da affittare, eppure riuscendo a realizzare un apprezzabile incremento dei proventi nell’ordine di circa 180 mila euro annui per i successivi 6 anni fino al novembre 2021 e novembre 2022.  Oltre a vari altri affitti di fondi rustici  e  rinnovi o nuove locazioni di immobili urbani di varie entità e in genere più modeste, si segnalano i rinnovi automatici fino al 2022 dei due piccoli negozi in Roma per canoni di oltre 25.000 euro annue. Dopo l’avvenuto affitto all’asta pubblica per 5 anni fino al dicembre 2020 di oltre 39 ettari di terreno boschivo per usi venatori in fraz. Montenero, con ricorso giurisdizionale ma vinto dall’Ente, in questi primi mesi del 2018 è stato anche possibile stipulare la il contratto di proroga della cessione dei diritti per la gestione dell’Azienda agrituristico venatoria Montenero fino al dicembre 2020 come da richiesta ed è  ora  in fase di conclusione anche il nuovo contratto di locazione a trattativa privata, a seguito di asta deserta, del complesso immobiliare costituito da un bel casale di quasi 300 mq ed area di pertinenza di quasi 6.000 mq  in loc. Costepelate sempre di Montenero per uso diverso dall’abitativo, a condizioni economiche  migliorate e con durata fino al luglio 2024, rinnovabile per ulteriori 7 anni. Le maggiori entrate derivanti dagli importanti risultati raggiunti in questi anni nella gestione del patrimonio immobiliare rafforzano e garantiscono la stabilità degli equilibri di bilancio dell’Ente, che sono così assicurati almeno nel medio periodo, fin ben oltre anche la scadenza naturale dell’attuale Consiglio di Amministrazione, a fronte della totalità dei costi da sostenere per la realizzazione delle finalità istituzionali. Tra tali costi è evidentemente compreso anche quello degli interessi di ammortamento  dei mutui contratti in passato per investimenti e soprattutto di quello per adeguare ed ampliare il complesso immobiliare di Cappuccini destinato alla produzione ed erogazione dell’importante servizio socio-sanitario di Residenza protetta per anziani. Sono infatti gli investimenti sugli immobili destinati o da destinarsi a servizi socio-sanitari, socio-assistenziali e socio-educativi   quelli più necessari e che dovrebbero  fare prioritariamente sia gli attuali enti assistenziali che le nuove Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP).

 

GLI INVESTIMENTI PER OPERE E INTERVENTI – Questa Amministrazione, nel quadriennio del suo mandato interrotto anticipatamente, ha investito consistenti risorse finanziarie per il miglioramento della Residenza protetta e delle sue pertinenze all’interno del complesso immobiliare di Cappuccini.  Sono stati investiti sulla struttura residenziale socio-sanitaria e  sue pertinenze fondi per complessivi 480.520 euro che, sommati  ai 14.099 euro investiti per la bonifica ambientale dell’ex centro zootecnico di Pantalla, fanno un totale di 494.619 euro investiti, oltre i 94. 683 euro  finora solo programmati per il completamento dei restauri dei dipinti nella Chiesa della struttura. Tali risorse sono state reperite  per 150.000 euro da fondi europei assegnati dalla Regione Umbria, per 25.000 euro da due contributi concessi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e per 319.619 euro da avanzi di amministrazione o da stanziamenti straordinari di bilancio dell’Ente, senza mai ricorrere a nuovo indebitamento.

 I relativi interventi sono stati programmati, progettati, affidati,  realizzati o sono in fase di esecuzione in questi quasi quattro anni di efficace azione di governo e d’indirizzo da parte del Consiglio di Amministrazione e del Presidente dell’Ente e di efficiente azione amministrativa e gestionale dei due funzionari Responsabili di Servizio con P.O. e poteri di natura dirigenziale e della piccola ma ora professionalmente cresciuta struttura organizzativa, attraverso un modo di funzionare dell’Ente completamente innovato e molto simile a quello previsto per le nuove ASP. I singoli lavori e interventi sono specificati nell’elenco allegato A).

Infine, sulla questione del RIORDINO DELLE EX-IPAB TUDERTI, ci preme di rivendicare il risultato, anche se parziale ma non scontato, di  essere riusciti a predisporre, perfezionare, adottare e presentare, entro il termine stabilito del 13 marzo 2017, alla Regione Umbria per l’approvazione definitiva un consistente progetto di fusione delle due Ipab e di trasformazione in unica Azienda di Servizi alla Persona (ASP) ed un nuovo Statuto dell’ASP ben articolato,  in piena aderenza ed attuazione delle nuove linee d’indirizzo del Consiglio comunale dell’aprile 2015 che, tra l’altro, parlano esplicitamente di fusione tra i due enti e non di  accorpamenti o altro.

Quello che purtroppo è mancato è stato, da una parte, la capacità della “politica”, pur ripetutamente sollecitata fino all’ultima legge di bilancio 2018, di far ripristinare temporaneamente le originarie agevolazioni tributarie e, dall’altra,  proprio un ruolo attivo del Comune per cercare comunque di raggiungere l’obiettivo anche attraverso l’ulteriore via della fusione per incorporazione proposta a ragione da Veralli Cortesi ad Etab e al Comune con lettera del 13 maggio 2017, sotto elezioni comunali, ma  riconfermata anche dopo con lettera del 19 luglio 2017. Tale proposta che, tra l’altro, non cambiava la sostanza dell’operazione istituzionale,  non è stata accolta da Etab come da note del 13 e 24 luglio 2017 ma, in più, sulla stessa proposta il Comune di Todi  non risulta aver poi messo in campo alcuna azione utile per cercare di centrare l’obiettivo strategico fissato negli anni 2010, 2012 e 2015 dal Consiglio comunale stesso.  Si è invece arrivati, dopo ben otto mesi che sarebbero bastati ed avanzati per la modifica del progetto di fusione che, tra l’altro, risulta tuttora in fase d’istruttoria presso la Regione, alla seduta del Consiglio comunale del 24 marzo 2018, che ha sancito in maniera ufficiale la linea, come sopra già in essere dal mese di  luglio scorso, di rinunciare a perseguire in tutti i modi possibili l’obiettivo dell’ASP unica fissato dal Comune stesso preferendo, a quanto sembra, il mantenimento dello status quo.

Il Presidente uscente Gentili

Todi: i numeri di una crisi senza fine.Riassumiamo dati già pubblicati.Ci auguriamo che qualche amministratore li legga….

 

 

Todi, una crisi senza fine. Tutti i parametri della nostra città dimostrano che da queste parti la recessione ha lasciato dietro macerie difficili da ricostruire. Proprio a causa dei livelli di occupazione e dei redditi in continuo calo, i giovani lasciano sempre di più il Tuderte. Todi è infatti l’unico comune umbro sopra i 10 mila abitanti ad aver visto scendere il reddito anche nell’ultimo anno fiscale (-0,7%, ossia un arretramento di 1,453 milioni di reddito Irpef annuo).

 

Rispetto ai livelli pre-crisi, la situazione è ancora più nera. Parliamo dunque della dichiarazione Irpef presentata nel 2009 e di quella presentata nel 2017. Todi segna -6,3%, in compagnia di Gualdo Tadino, Narni, Terni, Spoleto, Gubbio, Perugia, Foligno, Marsciano, Orvieto, Città di Castello e Castiglione del Lago. Una situazione di questo tipo, naturalmente, porta soprattutto i giovani a spostarsi per cercare zone dove ci siano maggiori possibilità. Giovani, ossia persone comprese tra i 25 e i 40 anni. La fascia d’età in cui le potenzialità produttive sono ai massimi livelli. L’abbandono, però, non può creare ulteriori dati negativi. Insomma, Todi pare in un vortice.

Dal 2012 al 2017 il 10% di queste unità lavorative ha lasciato la città umbra. Siamo appena sotto la media regionale, pari a -10,4%. Ma Todi, anche nell’ultimo anno, ha visto andare via il 3,9% dei giovani. Tanto che attualmente appena il 17,3% della popolazione tuderte è rappresentata dai giovani.

Todi presenta dati negativi anche per quanto riguarda il numero di ricchi e benestanti. Registriamo infatti un calo del 3,3%. Per ricchi s’intendono coloro che dichiarano al fisco oltre 120 mila euro annui lordi, per benestanti da 75 mila a 120 mila. A Todi cresce il numero dei primi (da 44 a 58), ma calano i benestanti (da 136 a 116). In totale, dunque, siamo a -6. Ma la flessione peggiore sta nel reddito complessivo dei benestanti, -15,9%. Pure tra i ricchi, il reddito cala vertiginosamente, -22,6%. Nella classifica dei comuni umbri con redditi 2017 più elevati da parte dei benestanti, Todi fa segnare 91.199 euro, vale a dire -1,3%, il che porta la città a essere la peggiore tra quelle con più 10 mila abitanti.

Quasi superfluo aggiungere che Todi ha visto una miriade  di attività chiudere negli ultimi anni, senza turnover. Dunque, l’occupazione è andata calando vistosamente. In tutta la provincia di Perugia, e il tasso di disoccupazione è pari al 9,4%.

IdeAzione-Ciao aprirà una sede a Todi

 

Il Cardinale Albornoz e Todi. Una storia lunga quasi settecento anni con il contrapporsi di vicende legate alla presenza della Chiesa in questo lembo di terra nel cuore dell’Umbria. E’ qui che il Cardinale Albornoz aveva fatto erigere la rocca che controllava tutte le attività della media valle del Tevere, sul colle più alto con una “veduta” a tutto tondo. IdeAzione-Ciao (Ente Culturale riconosciuto MIBACT) dell’Umbria oltre ad avervi messo in calendario una tappa del “Progetto Rocche Albornoziane” intende consolidare la sua presenza con una sede stabile per la quale sta verificando l’ubicazione più adatta.

“Cimitero di Camerata:assenti i requisiti di sicurezza”,ricognizione dei Tuderti Cinque Stelle

La stessa frazione di Camerata non è proprio dietro l’angolo ma la ricerca del  Cimitero  in essa collocato, per chi non è del posto o per chi per la prima volta sente o ha necessità di visitarlo,  è  assimilabile ad una vera e propria impresa.
Occorre chiedere indicazioni, sperando che in paese,  possa incontrarsi qualcuno  disposto a collaborare.
Il  gruppo di lavoro del MoVimento Tuderti 5 Stelle  non si è lasciato intimidire facilmente  ed ha  insistito nella ricerca del Cimitero frazionale, nonostante non ci sia una segnaletica, neanche vetusta, ad indicarne l’ubicazione.
 A Camerata  manca  proprio qualsiasi scritta utile al raggiungimento  del  Cimitero, e servirebbe molto dato che esso si trova ad una quota più  bassa  rispetto al centro abitato, pertanto non è  visibile dall’alto per la massiccia presenza della vegetazione circostante, e vi si giunge dopo qualche chilometro di strada sconnessa con tratti a forte pendenza.
Solo se l’automobile o il veicolo resiste  alle buche e ai canali tracciati dalle piogge i passeggeri  riescono a raggiungerlo  e  a scendere, seppur malamente, per entrarvi.
Durante la ricognizione  condotta dai pentastellati  sono emersi  aspetti che cozzano contro i requisiti di sicurezza o costituiscono barriera architettonica, così riassumibili:
– totale assenza di supporti e/o ausili e/o accessi per disabili;
– presenza massiccia di ruggine su: cancello d’ingresso, gabbiotto contatori e chiodi sparsi a terra in abbondanza;
– tombini di cemento con copertura spaccata o con precarie  tavole di legno in loro sostituzione;
– viottoli scoscesi  che presentano  profondi  solchi da ruscellamento e brecciolino insufficiente;
– scale in muratura con gradini di altezza disuguale, senza scorrimano o appigli;
– scale rotte non rimosse, appoggiate ai muri perimetrali  da tempo ed altre  utilizzate regolarmente, non a norma;
– tombe lasciate all’incuria e al degrado più sinistro (vedere foto allegate).
Questo  Cimitero, come ogni altro, in ogni dove,  rappresenta un luogo caro, che gli abitanti e gli altri interessati  intendono custodire e tutelare. Salvaguardare  i Cimiteri già esistenti, indipendentemente dalla loro grandezza,  ci sembra naturale e riteniamo che debba esserlo anche per   l’Amministrazione di turno.
Ma forse non è così scontato. Non assistiamo oggi  agli accorpamenti? Ai più disparati?
 Delle classi (mega classi), delle Scuole (Istituti Omnicomprensivi),  dei negozi (centri commerciali), dei partiti (coalizioni), degli Ospedali… non sarà anche dei Cimiteri?
Durante il “sopralluogo” sono state  raccolte testimonianze che non depongono  a favore né della coerenza né  tantomeno della lungimiranza delle passate Amministrazioni.
Sembra infatti che, a seguito dell’ampliamento del cimitero, avvenuto  circa 40 anni fa, dopo che i lavori  preventivati  non partivano,  gli abitanti abbiano richiesto la costruzione di nuovi loculi e la possibilità di costruire cappelle private.
D’altronde l’ampliamento era stato fatto a tale scopo no?
Tali richieste non hanno avuto nessun seguìto e nel  corso del tempo gli abitanti e gli altri soggetti interessati  sono stati invitati a presentare una  ulteriore domanda formale; il paese con il maggior numero di domande sarebbe stato il primo ad essere accontentato, quello cioè in cui iniziare i tanto attesi  lavori  edili.
Le domande presentate da parte degli abitanti di Camerata non sono state poche  ma, nonostante questo, i lavori non sono partiti.
 In sostanza,  a Camerata,  dopo  l’esecuzione della prima parte dei  lavori di ampliamento,  qualcosa si è arrestato, (un contr’ordine in corso d’opera?),  e gli abitanti, come è naturale che sia, sono scontenti.
A saperlo prima si evitava un inutile sperpero di denaro pubblico!
Paola Padiglioni
Novello Ferretti
Francesco Todini

ISTRUZIONE, L’UMBRIA AL LAVORO PER ISTITUIRE LA LAUREA DEL GEOMETRA

La proposta di legge sull’istituzione della Laurea del geometra è stata già presentata al Senato e in alcuni atenei stanno partendo, in via sperimentale, alcuni specifici corsi professionalizzanti. In questo scenario nazionale, anche in Umbria i Collegi provinciali dei geometri e geometri laureati si sono messi al lavoro per promuovere la riforma del percorso di accesso alla professione. Mercoledì 2 maggio, i due Consigli direttivi dei professionisti di Perugia e Terni si sono così riuniti nel capoluogo umbro istituendo un’apposita commissione regionale che si dovrà occupare della materia. “Abbiamo già avviato i contatti con l’Università degli studi di Perugia e con il rettore Franco Moriconi per sviluppare apposite convenzioni e percorsi formativi – ha annunciato il presidente del Collegio dei geometri di Terni Alberto Diomedi –. Le stesse direttive europee, d’altronde, prevedono che, anche per le professioni intellettuali tecniche, debba essere obbligatorio il diploma di laurea”. Un obiettivo questo che l’Italia deve raggiungere entro il 2020 e che, nel frattempo, ha portato il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli a varare il decreto ministeriale 935/2017 che ha dato il via libera, già dall’anno accademico 2018-2019, alla creazione di nuove lauree professionalizzati. “Non è solo una questione di normativa – ha sottolineato il vicepresidente del Collegio dei geometri di Perugia Alviero Palombi –. La società si è evoluta tantissimo e anche noi professionisti, viste le sempre più numerose attività in cui siamo impegnati quotidianamente, dobbiamo dare risposte al passo con i tempi. A quasi novant’anni dalla prima regolamentazione della professione del geometra, crediamo che sia assolutamente giunta l’ora di una svolta, così che i giovani possano inserirsi nel mondo del lavoro con una cultura più ampia e adeguata alle necessità del mercato, e quindi con più facilità”.

“Intanto – ha aggiunto Palombi – ci stiamo muovendo sul nostro territorio di competenza poiché il ministero ha previsto che siano gli ordini professionali, in collaborazione con gli atenei, a sviluppare questi nuovi percorsi formativi sperimentali, naturale proseguimento degli studi avviati negli istituti Cat (Costruzioni, ambiente e territorio). L’auspicio e l’invito che facciamo è che questi modelli sperimentali siano realizzati in maniera uniforme e contemporanea in tutto il territorio nazionale così che il geometra laureato abbia le stesse competenze in Umbria e in ogni altra regione d’Italia”. Questo, ovviamente, in attesa dell’approvazione del disegno di legge S 57 ‘Disciplina della professione di geometra e norme per l’adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali’, avanzato dal Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati e presentato dalla senatrice Simona Flavia Malpezzi. Questo prevede l’obbligatorietà di una laurea triennale per poter accedere alla professione, in grado di far acquisire le competenze per l’esercizio della libera professione e la padronanza dei metodi scientifici generali. Corso di laurea che sarà, per questo, abilitante. Il tirocinio sarà svolto direttamente all’interno del corso di laurea e dovrà avere una durata almeno semestrale. Denominazione, classe di appartenenza, obiettivi formativi e ordinamento didattico del nuovo corso di laurea saranno definiti con decreto ministeriale ad hoc entro tre mesi dall’approvazione della legge.

“Todi e patrocinio alla Festa delle famiglie a Todi – Non vogliamo parlare solo dell’Assessore”,comunicato stampa del Popolo della Famiglia-Umbria

 

Non siamo un fuoco amico, siamo contro l’utero in affitto

La domanda resta per il Presidente della Regione e per il Presidente della Provincia

 

Con il comunicato stampa di venerdì scorso, relativo alla concessione del patrocinio per una festa organizzata da una associazione di genitori omosessuali, abbiamo auspicato, da parte di tutti i patrocinanti e dei cosiddetti “collaboratori”, una precisazione in merito alla questione in gioco. Era prevedibile che il tafferuglio e lo sciacallaggio politico si sarebbe concentrato proprio su Marta Alessia, Assessore alle politiche familiari del Comune di Todi.

Per il PdF in ballo non c’è la “mera visibilità mediatica”, ma una vera e propria battaglia antropologica oltre alla problematica di pratiche illegali che la “Festa delle famiglie” ed i suoi sostenitori non vogliono minimamente prendere in considerazione.

Quando abbiamo proposto all’attenzione degli interessati alla manifestazione la questione dell’utero in affitto sapevamo che i sordi peggiori sarebbero stati soprattutto altri rispetto a un Assessore che, se giudicato imprudente per la concessione del patrocinio, riteniamo un alleato prezioso per contrastare questa meschina deriva che promuove lo sfruttamento delle persone.

Noi non siamo quelli del fuoco amico e la domanda resta soprattutto per Catiuscia Marini,Presidente della Regione dell’Umbria, per Nando Mismetti, Presidente della Provincia nonché Sindaco di Foligno e per tutti gli altri che vorranno con lealtà sentirsi chiamati in causa: Cosa ne pensate dell’utero in affitto? 

In una recente foto pubblicata anche dal quotidiano “la Repubblica” in cui si inneggia alla soddisfazione per la registrazione all’anagrafe di due gemelli a nome di una coppia omosessuale contiamo almeno quattro vittime di questa scellerata faccenda. Almeno su questo punto, siamo più che sicuri che l’Assessore del Comune di Todi, nonché assessore della lista Todi per la famiglia, è in piena sintonia con il movimento politico Popolo della Famiglia.

Claudio Iacono Presidente del Popolo della Famiglia Umbria

 

 

 

Presidente Marini a iniziativa Anas presentazione piano per la Perugia-Ancona “la strada di Francesco”: Umbria e Marche unite da infrastrutture e da lavoro comune

 

“Grazie alla programmazione di risorse finanziarie che, finalmente, si sono concentrate in questa parte d’Italia, diventano realtà quelle infrastrutture viarie  indispensabili per i collegamenti fra l’Umbria e le Marche e con il resto del Paese, cambiando l’approccio alla mobilità e le prospettive di sviluppo. Dobbiamo dare valore a quello che abbiamo fatto e il piano di valorizzazione turistico-culturale presentato oggi dall’Anas per la Perugia-Ancona, per le opportunità che offre, è un progetto intelligente, che ci interessa in maniera particolare e che ci impegniamo a sviluppare insieme”.  È quanto ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina all’iniziativa al Teatro Liryck di Santa Maria degli Angeli con cui Anas, durante la tappa umbra del roadshow “Congiunzioni” organizzato per i 90 anni della società, ha presentato il Piano di valorizzazione dell’itinerario della Perugia-Ancona che sarà sviluppato insieme alle due Regioni e che prevede per l’infrastruttura, in fase di completamento, la denominazione di “La Strada di Francesco”.

   “L’apertura delle grandi infrastrutture attese da decenni fanno sì che l’Appennino, da barriera, diventi punto di congiunzione fra Umbria e Marche – ha detto la presidente – Con la viabilità cambiano in modo sostanziale le opportunità per il territorio, ma le grandi direttrici se riducono i tempi di percorrenza possono anche allontanare le città. Perciò sosterremo, anche attraverso il supporto di Sviluppumbria, il piano di Anas che rende invece più accessibili i luoghi di Francesco d’Assisi”.

   “Va ricordato – ha aggiunto – che è stato possibile realizzare questa infrastruttura perché sono stati battuti i ‘signori del No’. Percorrendo le due strade statali della Perugia-Ancona si godrà della qualità dell’ambiente e del paesaggio, poiché nella progettazione si è avuto grande cura della sua salvaguardia”.

   “Poter disporre di infrastrutture moderne e di interconnessioni anche con altre modalità di mobilità, quale l’integrazione con il trasporto ferroviario è un fattore indispensabile per allargare il mercato turistico”, ha detto ancora la presidente Marini che ha indicato come “rotta del futuro la terza direttrice, la Tre Valli, che collega il Piceno con la Valnerina, Spoleto e la Media Valle del Tevere, un altro punto di congiunzione su cui lavorare insieme sulla promozione e l’ingresso dei turisti”.

  “Quello del turismo è un altro pilastro per lo sviluppo di Umbria e Marche – ha concluso – che, come nel campo della sanità e delle riforme istituzionali, ci vedrà lavorare insieme, accompagnando il progetto di Anas che fa della Perugia-Ancona la porta di accesso ai nostri territori nel segno di Francesco”

Umbertide: Primo Maggio per la sicurezza Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria: “Non può esserci sviluppo né modernità se si continua a morire sul lavoro”

Non può esserci modernità, non può esserci industria 4.0, né alcuna possibilità di sviluppo se non si mette prima fine al dramma quotidiano delle morti e degli incidenti sul lavoro, che continuano a ripetersi, anzi tornano a crescere dopo gli anni della crisi. Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria lo hanno ribadito dal palco della manifestazione regionale ad Umbertide, aperta dal tradizionale corteo con sfilata dei trattori e come sempre molto partecipata: “Vogliamo mandare con forza un messaggio alle istituzioni e alle imprese – hanno detto i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – non è tollerabile che in questo paese ogni giorno tre persone non tornino a casa dal lavoro. Chiediamo interventi concreti ed immediati”. In particolare, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria indicano tre priorità: un consistente rafforzamento dei servizi ispettivi; investimenti in formazione, soprattutto nei settori più a rischio; la costituzione di osservatori territoriali con le associazioni delle imprese e l’Inail, anche in collaborazione con gli enti bilaterali, per monitorare l’andamento degli infortuni e incrementare la prevenzione.
Rimettere al centro il lavoro, la sua sicurezza e la sua dignità per costruire una nuovo progetto di sviluppo per l’Umbria: questa per Cgil, Cisl e Uil deve essere la priorità dell’iniziativa di istituzioni e forze sociali. “Ora che le risorse ci sono – hanno detto ancora i tre segretari – è tempo di mettere in campo politiche chiare e comprensibili, che leghino ogni euro di soldi pubblici investito alla creazione di lavoro di qualità”.
Accanto ad Umbertide molte altre le piazze umbre nelle quali si è celebrato il Primo Maggio: Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio, Gualdo Tadino, Marsciano, Tavernelle, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Passignano, Magione, Paciano, Tuoro, Solfagnano, Foligno, Norcia e Spoleto. Tutte legate da un filo comune: la domanda di sicurezza sul lavoro, che è diventata una vera e propria emergenza nazionale.

Il Comune di Todi e l’ANPI si ritrovano…insieme nel patrocinio alla manifestazione delle Famiglie Arcobaleno

 

Venerdì 27 aprile abbiamo pubblicato il comunicato stampa proveniente dalla Segreteria del Sindaco di Todi in cui l’Assessore alle Politiche Familiari,Alessia Marta annunciava il patrocinio alla Festa delle Famiglie Arcobaleno e domenica 29 aprile alle 22,30 quello del Popolo della Famiglia (Umbria) che giudicava inopportuno tale patrocinio.

Fino ad oggi una vasta produzione di comunicati,interventi,proposte,commenti,analisi e così via dicendo…A noi pare,e nei prossimi giorni documenteremo in modo più approfondito la nostra tesi,che “qualcuno” dall’esterno abbia suggerito all’amministrazione di Todi tale decisione.Chi ?

Guarda caso tra le varie  istituzioni pubbliche ed associazioni private si trova anche l’ANPI. Beh,alla fine della storia in questa maniera Comune di Todi e ANPI si trovano insieme,sono allineati nel dare il patrocinio alla stessa manifestazione….  E non è alla fine un risultato che in teoria dovrebbe spegnere le polemiche ? Questo forse il pensiero di chi ha tessuto la tela…

In merito infine all’Assessore alle Politiche Familiari,Alessia Marta,al momento ci esimiamo dal dare giudizi…sarebbe  come sparare sulla Croce Rossa. E noi per ora non spariamo sulla Croce Rossa !!

Lega, pronto un ordine del giorno contro la teoria Gender. Chiederemo al consiglio di istituire una Giornata per la Famiglia tradizionale

La tutela della famiglia tradizionale, una priorità per la Lega Todi che annuncia un sit-in sull’argomento e un ordine del giorno, in consiglio comunale, contro la teoria gender. “Sull’argomento la nostra posizione è chiara – spiegano il Commissario Toni Aiello e il suo Vice Patrizia Sargeni –  durante la campagna  elettorale per le politiche del 4 Marzo, i nostri parlamentari hanno sottoscritto la così detta “Piattaforma delle politiche Pro Family” un impegno concreto  volto alla salvaguardia dell’unicità della famiglia come previsto dalla Costituzione e del diritto dei bambini a crescere con mamma e papà, ribadendo un no chiaro alle adozioni gay e all’utero in affitto. In consiglio Regionale quando il Pd portò in trattazione la Legge sull’omofobia, il consigliere Lega, Valerio Mancini fece ben 52 interventi applicando quello che in gergo si chiama “ostruzionismo politico”, nel tentativo di impedire l’approvazione di un’assurda legge. Su questa linea chiara e diretta, in consiglio comunale a Todi, il capogruppo Francesca Peppucci e il consigliere Antonella Marconi presenteranno un ordine del giorno per dire No alle politiche gender, no alla rieducazione delle nuove generazioni” nelle scuole e che il materiale divulgativo venga del tutto ritirato. Inoltre chiederemo alla massima assise cittadina di istituire, sul calendario tuderte, la Giornata della Famiglia tradizionale per ribadire l’importanza e il diritto per un bambino di crescere con un padre e una madre”. Sulla manifestazione della Famiglia Arcobaleno la Lega Todi ribadisce: “Nessun nostro esponente politico sarà presente all’iniziativa del 6 Maggio prossimo perché lontana dalle nostre idee e dai nostri valori. Sbaglia chi per una mera visibilità,  strumentalizzerà la concessione del Patrocinio: nella delibera approvata dalla Giunta si legge testualmente “… appare evidente come l’amministrazione comunale di Todi sia fortemente contraria ai principi espressi nello Statuto e nella Carta etica dell’associazione  Famiglie Arcobaleno..” Sulla questione la maggioranza tuderte è compatta, ha idee chiare e coerenti ma non per questo può impedire ad altri di manifestare le proprie, pur non condividendole, nel pieno rispetto di quello che è il principio di democrazia”