TODI, CAPITALE UMBRA DEL CAPODANNO

La notte del 31 dicembre la città si trasformerà in un’onda di gioia, di festa e baldoria.
Un capodanno unico quello che si sta preparando nella magica atmosfera di Todi, la meravigliosa città medievale,  posizionata nel cuore dell’Umbria. L’ Associazione Cittadini Protagonisti, che da quest’anno è subentrata nell’organizzazione  alla 641- Contaminazione di idee che per anni ha proposto con successo questo tradizionale evento, sta mettendo ancora a punto gli ultimi dettagli, ma le prime indiscrezioni iniziano a trapelare.
Si inizierà alle 20.30 con il tradizionale cenone di fine anno. I migliori ristoranti tuderti  accoglieranno gli ospiti con menù diversificati, proponendo le eccezionali specialità della tradizione culinaria tuderte ma anche incredibili creazioni degli chef realizzate appositamente per l’occasione.
La festa continuerà dalle ore 23.00 in una piazza del Popolo resa ancora più suggestiva dal fantastico spettacolo di luci allestito dalla Loop events. In questa magica atmosfera la musica live dei Logic Alm accompagnerà il conto alla rovescia per dare il benvenuto al nuovo anno brindando con le migliori bollicine a km 0.
Dopo la mezzanotte le splendide sale del Palazzo del Vignola ospiteranno il tradizionale veglione di Capodanno con diverse proposte musicali adatte per tutte le età , intrattenimento e tante sorprese per iniziare il nuovo anno all’insegna di un sano divertimento nella meravigliosa città di Todi.
Un’occasione unica per vivere un’esperienza indimenticabile.
Info e prenotazioni su pagina facebook “Il capodanno di Todi”
Comunicato Ufficio stampa “Il Capodanno di Todi 2019”.

DIRITTI UMANI, TAMAT CELEBRA I 70 ANNI DELLA DICHIARAZIONE PUNTANDO SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE

La ong perugina impegnata in progetti di cooperazione sia in Umbria che all’estero

Nel 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, anche la ong perugina Tamat ha voluto celebrare la ricorrenza con un convegno organizzato nel capoluogo umbro dedicato alla cooperazione internazionale e agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile: lotta alla povertà, eliminazione della fame e contrasto al cambiamento climatico, solo per citarne alcuni. Traguardi questi che, evidentemente, sono strettamente legati all’affermazione dei diritti umani nel mondo e che Tamat si è impegnata a fare entrare nella consapevolezza di chi vive e lavora in Umbria.

L’incontro si è aperto con i saluti di Marco Vinicio Guasticchi, vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, e ha visto gli interventi di Gianni Bottalico dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Silvia Stilli, portavoce dell’Associazione delle ong italiane, Luca Merotta, ricercatore della Fondazione Iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu), Anna Ascani della Direzione regionale Programmazione-Servizio Affari internazionali ed europei, Piero Sunzini, direttore di Tamat, e Luciano Giannelli del Centro Internazionale per la pace fra i popoli.

“L’obiettivo dell’Agenda 2030 – ha spiegato Bottalico – è quello di cambiare il modello di sviluppo di questo pianeta; è una sfida sociale, culturale ed economica. Purtroppo, la situazione in Italia non è assolutamente sul crinale dello sviluppo sostenibile, basti pensare alla crescente povertà, ai temi occupazionali, sociali e climatici. Ci sono, invece, buone risposte da parte del mondo imprenditoriale: le imprese stanno capendo che il futuro del mercato è anche un futuro di sostenibilità e perciò vi si stanno adeguando”. “Il ruolo delle ong nell’ambito dell’Agenda 2030 – ha sottolineato Stilli – è quello di coinvolgere i Paesi emergenti, contribuire a renderli protagonisti del loro futuro e dell’affermazione dei diritti umani. Noi lavoriamo con le comunità e i territori, in Italia e nei Paesi terzi, per costruire insieme un partenariato che sia socialmente sostenibile”. E un esempio concreto del ruolo delle ong lo ha fornito la stessa Tamat ricordando tutte le attività messe in campo quest’anno nell’ambito della cooperazione, in particolare con il progetto UmbriaMiCo, il Festival del mondo in comune, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo: da convegni e seminari di approfondimento in varie città umbre, alla realizzazione di orti urbani, da spettacoli ed eventi musicali fino a laboratori per bambini. Tamat ha, inoltre, continuato a portare avanti i suoi progetti all’estero tra i quali AwartMali volto a sensibilizzare i giovani del Mali sui rischi della migrazione verso l’Europa e proporre soluzioni alternative per il loro futuro. “Tamat – ha commentato Guasticchi – è una di quelle ong che operano sul terreno e che non si limitano a traghettare rifugiati. Tamat lavora e si impegna per creare prospettive di vita alle persone che scappano da miseria e guerra. Noi come istituzioni dovremmo iniziare a fare una cernita tra associazioni che fanno un lavoro proiettato al futuro e chi invece adempie solo ad alcuni minimi passaggi, che non si possono sicuramente considerare azioni di integrazione, ma sono utili a lavarsi le mani e molte volte a fare profitti”.

L’incontro è servito anche a fornire alcuni dati sul tema della migrazione elaborati dalla Fondazione Ismu. “Contrariamente alla percezione – ha mostrato Merotta –, più del 50 per cento della migrazione africana resta in Africa. Altro dato da segnalare è quello sul ruolo che hanno le diaspore nello sviluppo dei paesi d’origine. Si parla di quasi 38 miliardi di dollari trasferiti dalle diaspore in tutto il mondo verso i paesi africani tramite rimesse, a fronte di circa 25 miliardi di dollari che i Paesi Ocse hanno loro trasferito nello stesso periodo di tempo”.

Dicembre molto intenso per i maratoneti di Uisport Avis Todi

 

Dicembre molto intenso per i maratoneti di Uisport Avis Todi : Valencia, Reggio Emilia e Pisa nell’ordine,  gli impegni degli atleti tuderti nella distanza regina della corsa, la 42 km, 42.195 metri esattamente.

Tilla Fries,  domenica 2 dicembre ha esordito nella sua prima maratona a Valencia, Spagna, raggiungendo un duplice  traguardo, correre per 42 km ininterrottamente e  soprattutto dare risalto e visibilità internazionale al suo progetto di aiuto ai bambini Ugandesi, il “Tilla 4 Marathon Project”, che l’ha vista nel paese  africano per diversi mesi ad organizzare attività ed aiuti, anche attraverso la campagna fundraising online“gofundme,  per avviare alla pratica dello sport i bambini del posto.

Una settimana dopo, domenica 9 dicembre a Reggio Emilia altri 4 avisini tuderti hanno preso il via alla 23^ edizione della maratona cittadina ottenendo un bel risultato di gruppo,Matteo Bertini, Marco Dentini, Fabrizio Granieri e Giovanni Giglioni hanno concluso tutti con tempi compresi tra  3h 13’ e  3h e 16’ confermando l’ottima forma, frutto di un’accurata preparazione e delle centinaia di km corsi insieme negli ultimi mesi.

Anche in questa occasione è stato dato risalto all’iniziativa della nostra Tilla Fries,  gli atleti Uisport Avis Todi  hanno indossato a Reggio Emilia  la maglia “testimonial” del  “Tilla 4 Marathon Project”, oltre ad aver contribuito direttamente al fundraising come tanti altri componenti del gruppo sportivo tuderte.

Il 16 dicembre sarà il turno di Claudio Biscarini veterano maratoneta del gruppo con al suo attivo ben 32 maratone,  correrà la 20^ edizione della Maratona di Pisa.

Primarie del Pd in Umbria, Walter Verini: “La parola d’ordine è innovare”

“Io non posso rassegnarmi a un partito che pensa a dividersi le poltrone mentre gli altri festeggiano”.

 

Può sembrare un paradosso, ma tale non è. Walter Verini, deputato del Partito Democratico, classe 1956, si propone come il ‘nuovo’ alle primarie per l’elezione a segretario regionale dell’Umbria, in programma domenica 16 dicembre. Un personaggio sicuramente con capacità sia politiche che amministrative nonché dotato di quel requisito che i “giovani leoni” del suo partito hanno perso:saper ascoltare tutti. E questo senza distinzioni sociali o di appartenenza a vari “clan di potere”.   Il suo contendente  è Gianpiero Bocci, classe 1962, faccia molto più conosciuta in regione a livello politico,uomo d’apparato e dai mille contatti.  Si presenta idealmente come la continuità, come il personaggio vicino a  Catiuscia Marini, attuale presidente della Regione. Questa continuità gli sarà d’aiuto ?

Proprio Verini, però, intende scacciare l’idea della ‘rottamazione’ di ciò che può apparire vecchio. Non è questo il suo grido di battaglia in vista delle primarie: “Ho deciso di scendere in campo in questo momento complicato perché alla mia età voglio provare a portare qualcosa di positivo. In realtà, mi è stato chiesto di fare questo passo da circa 120 persone, un vero e proprio appello con le firme di sindaci, vice sindaci e militanti della base. Non lo scopriamo noi che il Pd ha enormi problemi a livello nazionale, ma anche in Umbria. Abbiamo perso 5 collegi su 5, abbiamo perso città importanti come Todi, Spoleto, Terni, Umbertide e Amelia. Per non continuare in questa escalation negativa, mi hanno domandato di portare la mia esperienza politica, ma anche il fatto di essere stato lontano dalla mischia in Umbria ha pesato. In regione, negli ultimi anni, ci sono stati scontri paralizzanti sulle nomine all’Asl o in altre aziende controllate. Ci sono state divisioni, troppe personalizzazioni”.

Buttarsi di nuovo nella mischia perché “io non seguo correnti. Mi chiamano veltroniano perché per 20 anni ho lavorato con Walter, ma lui non è mai appartenuto a una corrente”.  Spiega: “Doveva essere Andrea Pensi il candidato, aveva già ottenuto 350 firme, ma poi ha deciso di rinunciare, o meglio di appoggiarmi, unendo le sue forze alle mie. Ha deciso di unire le sue motivazioni alle mie”. Verini giocherà la partita in prima persona, insomma: “Ma sarà anche un po’ allenatore di chi ha gestito il partito finora”. Inutile insistere, Verini non critica. Lo stile di un uomo politico si riconosce anche in questi frangenti.

 

Non è candidato per gettare fango su altri: “Dico solo che se il Pd umbro, nel prossimo maggio, non vuole perdere altri Comuni, deve subire una scossa. Di innovazione, di contenuti, non bisogna litigare sulle partecipate. Non bisogna affidarle a chi ha il tesserino, ma a chi ha abilità e competenze. Ci vuole meritocrazia, non fedeltà al partito. Se poi c’è anche quella, ancora meglio”.

 

Nel 2020, poi, il banco delle regionali: “L’Umbria e altre regioni del Centro hanno modernizzato l’Italia di mezzo. Ci abbiamo messo il coraggio. Se è andata male, non è certo per colpa di chi giocava la partita, di chi governa – credo che la presidente della Regione sia una persona seria – ma è tutto il sistema che ha bisogno di svegliarsi, di una marcia in più. Altrimenti non torneremo più a essere l’ultima regione del Centronord, ma rimarremo la prima del Centrosud”. Il progetto è unire le forze con le altre regioni vicine: “Arriveranno diversi miliardi, da noi, per la ricostruzione post-terremoto, per l’area di crisi complessa Terni – Narni, per Industria 4.0, per le aree interne, per il Piano di sviluppo rurale. La stessa cosa accadrà alle Marche. Perché non pensare a politiche comuni?”.

 

Ammette: “A me non piace che la Lega possa governare in Umbria perché lo farebbe male come sta accadendo in Italia e a Terni. Il Pd deve unire le forze, ma cambiando, dando una scossa elettrica. Io non penso a Bocci come a un avversario, un nemico, anzi il suo lavoro da sottosegretario è stato più che positivo. Ma le divisioni hanno portato i democratici a venire surclassati. Bisogna cambiare i temi, anche con persone non giovani a cui però proprio i giovani guardano con fiducia”.

 

Insomma, “la squadra deve cambiare gioco. Se vincerò, dirò a Bocci che dobbiamo rimboccarci le maniche insieme, ma che serve un radicale rinnovamento. E dobbiamo far entrare anche dei giocatori nuovi, giovani. Purtroppo, sia a livello nazionale sia a livello regionale, finora siamo stati un partito chiuso”. Per il 16 dicembre ci sono più auspici: “Che si facciano tanti seggi elettorali, che votino in tanti. Trovo un bellissimo clima intorno a me in tutta l’Umbria e devo dire che sono molto fiducioso per il risultato finale. La cosa bella è che il mio progetto abbia attratto tante persone e molti giovani. Se dovesse essere Bocci a prevalere, naturalmente si rispetta il nuovo segretario. Io proseguirò con la mia linea, ma è chiaro che da segretario avrei maggiori poteri. Senza innovazione, si va verso il suicidio. Io non posso rassegnarmi a un partito che pensa a dividersi le poltrone mentre gli altri festeggiano”.

Stravos Niarkos

Ennesimo successo per il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio

 

Ennesimo successo per il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, il settecentesco gioiello che nove famiglie nel 1808 vollero erigere per sugellare il grande prestigio voluto da Napoleone, che lo eresse a Capocantone del Trasimeno. Da quel passato glorioso ne è passata di acqua sotto i ponti, ed anche il teatro, riaperto ormai da 25 anni assieme ai teatri storici umbri, rientranti nel progetto della Regione Umbria, ne ha fatta di strada come attrattore culturale!

Proprio quest’anno, Tripadvisor per il quinto anno consecutivo, in cui i visitatori con le loro recensioni, hanno riconosciuto il Teatro della Concordia con il massimo livello di eccellenza è arrivato il certificato di “Hall of Fame”.

L’espressione inglese hall of fame (traducibile letteralmente con “salone della fama”, in italiano talvolta “arca della gloria”) è usata per indicare una lista di soggetti che si sono particolarmente distinti in uno specifico campo di attività, per esempio in uno sport o in un genere musicale.

Nella maggior parte dei casi la hall of fame si identifica con un museo o altro luogo dedicato, che conserva cimeli e memorabilia delle personalità che si sono distinte in un particolare settore (artistico, musicale, sportivo e così via) e sono state ammesse in quella determinata hall of fame.

Questo importante riconoscimento, spiega il Presidente della Società del Teatro della Concordia Edoardo Brenci, va condiviso con orgoglio con Tutte le sinergie, in particolare con i volontari del servizio accoglienza, che con passione e professionalità sanno coinvolgere i visitatori che scoprendo il teatro, ne apprezzano anche le bellezze e peculiarità del territorio.

Venticinque anni fa, quando il teatro riaprì le porte dopo quarantadue anni di chiusura, fu il concittadino Nello Latini, appassionata memoria storica, che accompagnava i primi visitatori che giungevano a Monte Castello senza conoscere l’esistenza del “Teatro più piccolo del mondo”. Egli sapeva affascinarli, emozionarli, toccare le corde del loro cuore, e tutto questo è testimoniato dalle tante frasi che al termine della visita lasciavano nel registro.

Ora i tempi sono cambiati, ma la genuinità, il senso civico, il valore del volontariato, sono rimasti gli stessi. Oggi, grazie all’impegno di chi si adopera per la promozione, il teatro è conosciuto praticamente in tutto il mondo. Dai dati che abbiamo la diffusione sui principali social è ormai a macchia di leopardo. “Il Teatro della Concordia è ormai attrattore turistico a livello regionale e siamo orgogliosi di questi risultati – afferma Edoardo Brenci – posizionandoci tra le 4 cose di interesse regionale nel portale TripAdvisor. E occorre continuare su questa strada, prendere per mano il visitatore ed offrirgli un servizio eccellente, capace di emozionarlo perché possa a sua volta promuoverlo, perché desideri tornare con i suoi amici in questi luoghi”.

 

Realizzazione nuovo tratto di acquedotto in Frazione Canonica

 

Nell’ultima seduta del 06.12.2018 la Giunta Comunale ha assunto la decisione di procedere con la realizzazione di un un nuovo tratto di acquedotto comunale nella Frazione di Canonica.

Infatti, sul tratto di acquedotto posto nei pressi del Cimitero Frazionale di Canonica che si dirama lungo la viabilità comunale sono state segnalate delle criticità.

In particolare la rete idrica originaria ostruita nel tempo in diversi punti a seguito di depositi calcarei è stata sostituita da condotte provvisorie fuori terra che risultano sottodimensionate per l’aumento delle utenze. Inoltre le stesse condotte continuano ad ostruirsi per gli sbalzi termici stagionali.

A seguito di sopralluoghi disposti da Tecnici del Comune con Responsabili di zona di Umbra Acque, l’Ufficio Lavori Pubblici del Comune ha messo a punto un’ipotesi di progetto stralcio in base alle disponibilità economiche ammontanti a quasi 20.000,00 euro, che rappresentano un residuo di somme assegnate dall’AURI (ex ATI) al Comune per finanziare progetti connessi ai servizi idrici.

l’Assessore

Avv. Moreno Primieri

AMBIENTE: “DA NUOVI DOCUMENTI EMERGONO TASSI ELEVATISSIMI DI CROMO ESAVALENTE NELLE ACQUE SOTTERRANEE DI TERNI. THYSSEN NE RISPONDA, LE PROCURE SI ATTIVINO” – NOTA DI ANDREA LIBERATI (M5S)

 Per Andrea Liberati “Thyssen ne deve rispondere e le
Procure si devono attivare”.

 

“Nuovi e sconvolgenti documenti
ufficiali attestano tassi elevatissimi di cromo esavalente nelle acque
sotterranee di Terni. Thyssen ne risponda e le Procure si attivino”. È
quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea
Liberati.

“Cosa altro deve accadere affinché i responsabili di Thyssen paghino per
il disastro ambientale in corso da anni? La settimana scorsa – spiega
Liberati in una nota firmata anche dal senatore M5S Stefano Lucidi – abbiamo
ascoltato le bugie di un politico regionale che ha sostenuto un’inverosimile,
quanto ampia ‘assenza di contaminazione’ dalla discarica industriale
Thyssen di vocabolo Pentima-Valle. In seguito il M5S ha diffuso dei documenti
del Tribunale, perizie tecniche attestanti l’esatto contrario. Renderemo
presto noti altri atti ufficiali di rango ministeriale a conferma della
gravità della questione. Criticità di lunga data che porterà
inesorabilmente alla chiusura e al sequestro immediato della discarica, con
doverose richieste di risarcimento danni”.

“Oggi – prosegue Liberati – siamo perfino dinanzi a notizie ancor più
sconvolgenti, le più gravi di sempre sul cromo esavalente nelle acque
sotterranee di Terni: stando alle ultime analisi, altri sei pozzi su sette
risultano contaminati da cromo esavalente, con una nutrita serie di velenosi
metalli pesanti aggiuntivi. E non è certo la prima volta che emerge cromo
esavalente dai campioni collocati nell’area stabilimenti-discariche, come
purtroppo sappiamo. Un prelievo, tra altri, presenta un tenore di cromo pari
a 1.200 volte il limite; un tasso di ferro oltre 1.950 volte la soglia; un
tasso di nichel superiore a 225 volte, e così via anche con il manganese,
l’arsenico, i fluoruri e altro. Risulta che la Procura locale sia stata
ampiamente e ripetutamente informata di questi e altri fatti da vari
organismi, ma nulla sembra muoversi in concreto, vicenda che spinge i
sottoscritti non solo a rivolgersi altrove, ma a operare sul piano politico
nazionale, con contatti diretti in seno al Governo, vista l’emergenza in
corso. Arpa ha trasmesso tali documenti anche ‘alla Asl anche ai fini della
valutazione del rischio sanitario dei lavoratori del sito’”.

“A questo punto. Conclude Liberati – la multinazionale Thyssen, con i suoi
fatturati miliardari in giro per il mondo, con i suoi 100milioni di euro di
utili ricavati proprio a Terni, non avrà certo problemi nell’elargire il
più esteso ristoro economico a un territorio da tempo martoriato.
Risarcimenti che un pool di avvocati presto comunque reclamerà anche sulla
scorta dell’incisivo modello offerto dall’attivista americana Erin
Brockovich”. RED/dmb

COLDIRETTI: PER I GIOVANI AGRICOLTORI UMBRI SCATTA LA CORSA ALL’OSCAR

 

Anche per i giovani imprenditori agricoli umbri scatta la corsa all’Oscar: lo rende noto Coldiretti Umbria in occasione del via al premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro. La rinnovata attrattività della campagna per i giovani – sottolinea Coldiretti – si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Non a caso oltre otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura, secondo un’analisi Coldiretti/Censis, dalla quale emerge anche che appena il 5,4% delle mamme e dei papà sarebbe contrario a vedere il figlio in campagna mentre il restante 12,5% non prende posizione.

Al premio Oscar Green, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, sarà possibile iscriversi fino al 18 marzo 2019 rivolgendosi alle sedi territoriali Coldiretti o attraverso il sito giovanimpresa.coldiretti.it oppure accedendo direttamente al sito www.oscargreen.it in una delle sei categorie di concorso. La prima, “Impresa4.Terra”, premierà i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione. La categoria “Campagna Amica” – continua Coldiretti – valorizzerà i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale. “Sostenibilità” ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. “Fare Rete” prende in esame quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Si tratta – rileva Coldiretti – di progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologica così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. “Noi per il sociale” promuove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. Possono partecipare Enti Pubblici, Cooperative e Consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali. Solo per questa categoria l’età non è vincolante. “Creatività”, infine, centra l’attenzione sull’originalità di idea, di prodotto e di metodo.

Il Movimento Todi Civica chiede all’Assessore Ranchicchio notizie sul “Piano Marketing per Todi”

 

Il Movimento Todi Civica, attraverso il Consigliere Floriano Pizzichini, ha presentato un’interrogazione all’assessore Ranchicchio, per conoscere i tempi di realizzazione del piano di marketing territoriale, ormai al vaglio dell’amministrazione comunale da oltre un anno. Nell’interrogazione si ricorda che  il 26 ottobre 2017 il Consiglio Comunale, con i voti di una parte della maggioranza, approvò  il regolamento per la tassa di soggiorno.
La previsione di entrata dalla suddetta tassa era stabilita nella misura di 150 mila euro, di cui,  il 50% da destinare alle attività ricettive, quale parziale rimborso per la Tari, mentre il restante avrebbe dovuto essere impiegato per la definizione di un piano di Marketing territoriale.
Le risorse individuate, al momento circa 80 mila euro, devono, pertanto, trovare corrispondenza in atti amministrativi volti alla realizzazione del piano, anche in considerazione del fatto che, con il nuovo anno, il Comune di Todi, potrà contare su altrettante risorse che l’amministrazione dovrà valutare come spendere.
Pertanto, attraverso l’interrogazione si chiede  di conoscere quali azioni concrete sono state realizzate dall’amministrazione comunale per la definizione del piano.di marketing
Come, quando, quante e a chi sono state indirizzate le risorse accantonate e quali sono i tempi per il completamento del progetto.
Todi Civica

Case popolari a Massa Martana,continua la polemica. Interviene Luana Sensini Passero

«Occorre dire al sindaco Bruscolotti», afferma Luana Sensini Passero, referente territoriale della Lega, «che gli alloggi a canone sociale, ossia le case popolari, che di recente ha consegnato sono cinque e non sei. Infatti un attico messo a disposizione dall’Ater le è stato rifiutato da un marocchino. La notizia, di dominio pubblico, ci è stata riportata da diversi cittadini. Tuttavia, sinceramente, non comprendiamo la rinuncia da parte del magrebino, naturalizzato o meno che sia, in quanto la casa popolare è un bene ambito sia dagli italiani, sia dagli stranieri. Né, parimenti, non comprendiamo il comportamento dell’amministrazione comunale che ha offerto una casa popolare e ha ricevuto un secco rifiuto da parte del marocchino».
«Come mai un cittadino marocchino,  con famiglia», si chiede la Sensini Passero, «rifiuta una casa popolare nuova di zecca rischiando di essere escluso dall’Ater dalla graduatoria delle case popolari? Altri cittadini di Massa Martana, che aspiravano ad avere quella stessa casa popolare e che invece sono stati esclusi, ci hanno detto che il marocchino avrebbe ricevuto dall’amministrazione Bruscolotti la certezza di avere presto un’altra casa popolare, di metratura più grande. Il Pd sta cercando di ottenere voti dalla comunità musulmana locale visto che gli italiani non li votano più? Oppure c’è da pensare che l’Ater consegni case non adatte ad essere abitate? Aspettiamo spiegazioni dall’amministrazione Bruscolotti e dall’Ater. Noi della Lega sappiamo che, anche a Massa Martana, ci sono cittadini italiani che, nonostante i bassi redditi e percentuali d’invalidità davvero rilevanti, attendono da molti anni la casa popolare dal Comune e dall’Ater. E che c’è stato un cittadino marocchino che, invece, l’ha rifiutata al Comune».
«Vogliamo chiarezza sul criterio di assegnazione delle case popolari a Massa Martana», afferma il segretario regionale della Lega, Virginio Caparvi. Per scegliere l’appartamento che più aggrada le proprie esigenze ci si deve rivolgere al mercato immobiliare, non richiedere la casa popolare. Terremo gli occhi apert