Comunicato stampa “CONFERENZA CAPIGRUPPO, LE NOSTRE PROPOSTE SU SANITÀ ED ECONOMIA

 

Si è tenuta , a seguito di nostra richiesta, un incontro tra la conferenza dei Capigruppo e la Giunta Comunale, per avere informazioni ed aggiornamenti sulla complessa situazione che stiamo attraversando. Abbiamo ascoltato la relazione del Sindaco, che ringraziamo per la disponibilità e che ha confermato la scelta,  da parte della Regione,  dell’ospedale della Media Valle del Tevere per ospitare pazienti infetti da Coronavirus e pertanto la dismissione di molti servizi sino ad oggi presenti. Una scelta presentata come tecnica e frutto di valutazioni sulla struttura. Abbiamo premesso che in questa situazione non si può che, con senso di responsabilità, mettersi a disposizione e fare la propria parte. Tuttavia dobbiamo prendere atto che se la decisione fosse stata tecnica e non politica, non si sarebbe spostata la scelta del secondo nosocomio da Branca a Città di Castello, dopo l’intervento contrario dei Sindaci dell’eugubbino – gualdese. A questo proposito abbiamo chiesto,  al termine dell’emergenza,   garanzie chiare sul ripristino di tutte le funzioni  e dei servizi presenti.  Inoltre, nell’atto regionale  che indica l’ospedale di Pantalla quale centro per il Covid 19, si cita fra le ragioni della scelta, la sua posizione strategica. Un ospedale “strategico” quindi, se tale, non potrà rimanere senza RIANIMAZIONE e senza PUNTO NASCITA.
È stato affrontato anche il tema economico e le misure da adottare a fronte delle forti criticità che derivano da questa grave situazione. Il 23 marzo andremo a discutere il bilancio di previsione. I decreti ministeriali dei prossimi giorni potrebbero  però modificare radicalmente le poste di bilancio dei Comuni, pertanto si rischia di approvare un bilancio i cui  dati fondamentali potrebbero cambiare radicalmente ( entrate, gettito fiscale, tasse comunali, addizionali). Per tali ragioni abbiamo chiesto alla giunta di posticipare l’approvazione del bilancio, al fine di definire al meglio e con più precisione le scelte economiche e le misure da adottare. Infine abbiamo proposto al Sindaco di chiedere, attraverso l’Anci,  lo sblocco del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Un tesoretto di molti milioni di euro di cui dispongono i Comuni e che potrebbero usare per sostenere le famiglie e le attività economiche colpite da questa grave situazione.

Floriano Pizzichini 
Gruppo Todi Civica

Manuel Valentini capogruppo PD interviene “SUL FUTURO DELL’OSPEDALE DI PANTALLA”

VOGLIAMO CHIAREZZA DALLA REGIONE

Pochi giorni fa il Partito Democratico si è reso totalmente disponibile a collaborare con l’amministrazione, per affrontare tutti insieme l’emergenza CoranaVirus, e ha chiesto al Sindaco di Todi di indire una Conferenza dei Capigruppo per discutere ed elaborare provvedimenti atti ad alleviare il disagio dei nostri concittadini in questo complesso periodo. L’appello è stato accolto dal Sindaco Ruggiano e per la sera di giovedì 12 marzo è stata convocata la Conferenza. Il Partito Democratico ha già depositato in merito due ordini del giorno in cui si chiede:

– Informare e supportare il più possibile e con ogni mezzo la città in questo periodo di estrema criticità,-

– Attivarsi celermente nei confronti della Regione in merito al piano, da essa redatto, per la riconfigurazione dei posti letto della rete ospedaliera umbra, nel quale è incluso anche l’Ospedale di Pantalla.

Chiediamo che tale processo venga gestito al meglio e nel rispetto delle esigenze sia sanitarie sia del territorio. Il piano in questione è già operativo e prevede, per l’Ospedale di Pantalla, l’accoglienza di pazienti affetti da CoronaVirus, con una riconfigurazione della struttura importante, tantochè si stà palesando la situazione che l’Ospedale della Media Valle del Tevere non potrá più garantire alcuni servizi essenziali. Tra i reparti che verranno sospesi dal piano della Regione si contano Chirurgia, Punto Nascita e tutti i servizi per l’utenza esterna. Considerato che per combattere adeguatamente le complicazioni del Covid 19 servono piú respiratori e posti letto di Terapia Intensiva, ci chiediamo con quale criterio è stato selezionato proprio l’Ospedale di Pantalla totalmente privo del reparto Intensivo. Non solo, dai dati del Covid 19 sappiamo che il contagio del virus è molto pericoloso per le persone più anziane, perciò ci sembra strano che l’Assesore alla Sanità Coletto (della Lega venuto dal Veneto) decida di chiudere il reparto di Chirurgia di Pantalla per lasciare aperto quello di Medicina, i cui pazienti sono ultra 80enni?

Oltre questo, siamo estremamente preoccupati che una volta passata l’emergenza, l’Ospedale della Media Valle del Tevere non torni più al suo regime naturale. Per questo motivo, in Conferenza Capigruppo, il Partito Democratico chiederà con forza che il Sindaco di Todi si faccia promotore della convocazione del Tavolo dei Sindaci della MVT, così da chiedere tutti insieme con forza alla Giunta Regionale dell’Umbria, la sottoscrizione di un atto scritto nel quale si sancisce a chiare lettere che una volta superata la crisi dovuta al CoranaVirus, l’Ospedale di Pantalla tornerà ad erogare tutti i servizi garantiti fin’ora.

In questi giorni la fondamentale importanza della Sanità Pubblica è sotto gli occhi di tutti. Il compito delle Istituzioni è quello di non dimenticare il lavoro incredibile di queste settimane e fare in modo che i Servizi per la Salute di tutti, possano essere sempre più funzionali ed efficienti.

Manuel Valentini CAPOGRUPPO Pd

Emergenza coronavirus, Confcommercio Umbria: “Stop immediato a Imu e Tari”

 

“In questi giorni di gravissima emergenza stanno arrivando i bollettini Imu, in certi casi anche per decine di migliaia di euro, ma le imprese non sono nelle condizioni di pagare. In attesa delle tanto auspicate misure del governo, occorre intanto provvedere a uno stop immediato della tassazione locale, a cominciare da Imu e Tari. Su questo tema abbiamo già incontrato alcuni Comuni, ma il problema riguarda l’intero territorio. Ribadiamo quindi alla Regione la richiesta di farsi parte attiva nel confronto con tutti i Comuni umbri, anche attraverso la loro associazione regionale”.

L’appello di Confcommercio Umbria arriva nel momento drammatico dell’emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del coronavirus, con le aziende messe in ginocchio dal totale blocco del mercato e le prospettive incerte per il futuro.

“Come avevamo già sottolineato nell’incontro con le categorie economiche del 5 marzo, organizzato dagli assessori Paola Agabiti e Michele Fioroni, occorre una azione forte e coordinata per dare respiro alle imprese anche sul fronte della tassazione locale. Gli assessori avevano assicurato che la Regione si sarebbe attivata al più presto presso l’Anci. Da quell’incontro – aggiunge Confcommercio Umbria – la situazione si è ulteriormente aggravata per le imprese, come è evidente a tutti, e non sappiamo prevederne lo sviluppo. Il fattore tempo è ora di straordinaria importanza: per salvare le imprese dal baratro, per infondere un minimo di fiducia.

Le amministrazioni locali, in questo gravissimo frangente, devono fare la loro parte. Comprendiamo le loro esigenze di bilancio. Da noi dell’Umbria è partita la richiesta, subito recepita dal sistema nazionale di Confcommercio e Federalberghi, di premere sul governo per consentire lo sblocco del Fondo crediti di dubbia esigibilità che i Comuni sono obbligati a rimpinguare ogni anno.

Uno strumento, insomma, c’è. La nostra richiesta deve essere sostenuta. La sopravvivenza delle imprese ora garantirà la ripresa dell’economia domani, non appena l’emergenza sarà passata”.

Nei giorni scorsi Confcommercio aveva posto alla Regione anche il tema del credito, sottolineando la necessità di attivare nuove linee di credito per incrementare la liquidità disponibile e finanziare il capitale circolante, in modo che le aziende possano fronteggiare una fase di mercato stagnante di cui non si riesce a prevedere la fine. Un intervento da attuare tramite il Fondo Centrale di Garanzia e le Agenzie regionali, così da portare al 100% la garanzia sui finanziamenti concessi dal sistema bancario”.

Una misura, secondo Confcommercio, che deve andare di pari passo con quelle che il governo sta negoziando con ABI per ottenere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e l’allungamento della durata dei piani di ammortamento.

Confcommercio ha apprezzato l’intervento della Regione Umbria presso il governo nel farsi portavoce della richiesta di cassa integrazione in deroga per tutte le imprese: una delle misure più attese dalle piccole imprese umbre e tra le prime a comparire nel documento articolato, presentato da Confcommercio Umbria alle istituzioni, che contiene tutte le proposte dalla organizzazione per fronteggiare l’emergenza economica che si è determinata.

Tra le altre misure chieste: taglio del costo del lavoro, sospensione di pagamenti delle utenze, proroga al 1° gennaio 2021 di ogni nuovo adempimento fiscale e tributario, abbattimento dell’IVA per il settore turismo, indennità per i lavoratori autonomi e i professionisti, agevolazioni per le locazioni commerciali. Tutte misure finalizzate ad aiutare le imprese a superare questo momento così  difficile.

Intervento di Roberta Marchigiani,segretario PD Todi Centro

 

Ieri mattina anche noi umbri, tutto ad un tratto, abbiamo iniziato a capire cosa significa stare in una zona rossa.

Spero,però, che più delle limitazioni e dei divieti imposti, oltre alla fatica di  rimodulare la nostra vita personale e lavorativa,sia finalmente diventata concreta la percezione di un pericoloreale ed imminente che non può essere neutralizzato con le conoscenze e gli strumenti di cui la scienza medica dispone.

Il nemico invisibile, ci obbliga, infatti,a prendere coscienza che siamo una comunità in cui ognuno, più che mai, deve essere responsabile di sé ed anche dell’altro perché solo serrando tutti insieme le fila si potrà vincere la battaglia.

Una situazione così grave richiede,sicuramente, che venga messo in campo un piano di emergenza straordinario, anche a fronte del temuto collasso del sistema sanitario nazionale perl’elevato numero di contagiati e la rapida diffusione del virus che continua ad essere  letale in una percentuale non trascurabile.

La stampa locale ha diffuso la notizia che per fronteggiare l’emergenza, l’Assessore Regionale alla Sanità ha reso noto che, in Umbria,un team di esperti ha messo a punto il piano della gestione dei posti letto che prevederebbe una riorganizzazione su tre livelli a seconda della gravità della malattia.

Sembra che l’ipotesi su cui di sta lavorando sia quella di destinare all’emergenza coronavirus l’ospedale di Branca per i DEA di I livello e quello di Pantalla, che è un ospedale di base, potrebbe accogliere i malatiche presentano una sintomatologia non preoccupante.

Entrambi gli ospedali sarebbero,quindi, interessati da una riorganizzazione importante che potrebbe coinvolgere non solo la degenza ma anche il Pronto Soccorso.

Tant’è che, a quanto pare,sono già stati soppressi, nel nosocomio della MVT, posti letto nei reparti di chirurgia, ostetricia e punto nascita e riabilitazione che sembrano così avviati alla paralisi.

In attesa di disporre di una conoscenza più precisa dei provvedimenti adottati, senza voler agitare polemiche in una situazione di emergenza che richiede, come detto, un piano straordinario e massima condivisione e collaborazione, sorgono,però,alcuni interrogativi.

Vorremmo, infatti, capire i criteri che porterebbero alla scelta dell’ ospedale di base di Pantalla che non dispone di terapia intensiva al pari di quelli di Assisi, Castiglione del Lago, Umbertide, Narni e Amelia, e se, considerata la struttura e le peculiarità, il bacino di utenza ed il territorio,tale opzione sarebbe la più razionale e funzionale allo scopo.

Pur concordando che in una situazione in cui è messa gravemente a rischio la vita delle persone, di tutti noi, occorra “sacrificare” l’ordinario per lo straordinario, ci auguriamo, però, che se, nell’ospedale di Pantalla, divenisse effettiva la paventata ristrutturazione,questa assuma i caratteri della provvisorietà giustificata, esclusivamente, dalla necessità e non diventi, invece, l’anticamera dello smantellamento del presidio sanitario della Media Valle del Tevere la cui popolazione è, adesso, comprensibilmente concentrata  sul virus killer.

Lungi dal voler aprire un fronte polemico che sarebbe del tutto fuori luogo e fortemente inopportuno, credo che sia legittimo chiedere ai  sindaci della MVT, specialmente a quelli vicino alla maggioranza di centrodestra che governa la nostra Regione e alla consigliera regionale nostra concittadina, di  ottenere rassicurazioni sul futuro dell’ospedale di Pantalla, il quale, scampato il pericolo, dovrà tornare ad assicurare ai cittadini i servizi e le prestazioni che verrebbero momentaneamente soppresse.

Roberta Marchigiani

Segretaria del Circolo PD di Todi Centro

 

Coronavirus, i sindacati: “Norme di sicurezza vanno applicate anche in centri commerciali e supermercati”

 

Rispettare le norme di sicurezza a fronte dell’emergenza coronavirus anche nei centri commerciali e nei supermercati dell’Umbria: è questo l’appello che parte dai segretari dei sindacati del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che sono preoccupati per lavoratrici e lavoratori esposti al rischio di contagio, tanto più a fronte di situazioni di affollamento che si sono verificate.
Di qui l’invito alle direzioni aziendali ad adottare misure efficaci e improrogabili: garantire l’accesso con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, garantire le distanze interpersonali di almeno un metro, fornire a lavoratrici e lavoratori i presidi di sicurezza (in primo luogo mascherine e guanti mono uso). “Non si può assistere ad addetti alle casse davanti a file di clienti senza nessun dispositivo che li tuteli – denunciano i sindacati – Questo sia per la sicurezza propria che dei loro familiari, oltre che dell’intera collettività”.
Nel frattempo, i sindacati si sono attivati, con la propria rete di delegati e rappresentanti sindacali aziendali, per segnalare alle autorità di pubblica sicurezza tutte le situazioni “critiche” che dovessero verificarsi nei centri commerciali e nei supermercati dell’Umbria.

Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil
Umbria

Funzionamento del Comitato delle Frazioni:Simone Mattia Berrettoni (PD) spiega il suo voto contrario

 

Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale tenuta in data 26 Febbraio 2020 sono stati portati all’attenzione del Consiglio quattro punti all’ordine del giorno: due varianti al P.R.G. parte operativa e parte strutturale, il Regolamento della Consulta delle Associazioni ed il Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Comitato delle Frazioni.

Finalmente quest’amministrazione di destra, dopo tre lunghi anni di elaborazione macchinosa, annunci, ripensamenti e smentite, è riuscita a partorire qualche regolamento.

Nelle due sedute di commissione statuto e regolamenti precedenti al consiglio, il Partito Democratico ha avanzato richieste di modifica susvariatiarticoli che in un primo momento hanno trovato accoglimento, maggiormente da parte della Lega, ma che successivamente sono state totalmente disattese.

In Consiglio sono stati portati regolamenti che davano l’idea di una possibilità di partecipazione maggiore dei cittadini alla vita amministrativa ma nel contenuto degli atti emergeva tutt’altro.

 

Un’amministrazione seria e responsabile, con un’idea chiara sull’utilizzo di strumenti partecipativi, non propone due regolamenti che hanno differenti criteri di democraticità interna.

 

Come mai nella Consulta delle Associazioni “Il Presidente è eletto a scrutinio segreto dall’Assemblea fra i rappresentanti delle Associazioni iscritte” invece nel Comitato delle Frazioni “Assume la qualifica di Presidente il Sindaco o suo delegato” ?

Come mai nella Consulta delle Associazioni “E’ nominato Vicepresidente il componente dell’esecutivo che all’elezione riporta il maggior numero di voti” invece nel Comitato delle Frazioni “Il Presidente nomina nel corso della prima riunione il vicepresidente del Comitato delle frazioni e del territorio, che può scegliere anche non tra i membri della stessa” ?

Come mai nella Consulta delle Associazioni “La partecipazione e le cariche della Consulta sono incompatibili con altre cariche pubbliche di consigliere o amministratore regionale, comunale nonché con il mandato parlamentare” invece nel Comitato delle Frazioni “Non possono essere nominati componenti del Comitato: i consiglieri, gli assessori e i dipendenti del Comune; se non nella qualifica di Presidente a ciò nominato dal Sindaco, coloro che esercitano funzioni di rappresentanza del Comune presso enti e istituzioni esterne” ?

Potrei andare avanti con molto altro ma è chiara a tutti l’incapacità di questa amministrazione di destra di formulare atti amministrativi che non siano, in linea di massima, difformi tra loro, almeno nella struttura interna.

Questa incapacità è dettata da logiche di biechi accordi fra le forze politiche.

Questa amministrazione e questa maggioranza, in baffo alla possibilità di creare un vero strumento di partecipazione, ha preferito dare il “contentino” al consigliere Nulli.

In questa logica io non ci sto.

Nella discussione sul Comitato delle Frazioni sono stati presentati sedici emendamenti dalla Consigliera Massetti di cui due approvati all’unanimità, tre accorpati e undici respinti dalla maggioranza; un emendamento dal Consigliere Pennacchi approvato; cinque emendamenti dal Consigliere Pizzichini di cui tre approvati all’unanimità e due respinti dalla maggioranza.

La destra, su emendamenti di fondamentale importanza ha espresso parere contrario così da far risultare al momento dell’approvazione, a mio avviso, un regolamento ancora errato in molte parti.

Ho votato contrario a questo regolamento perché non sono d’accordo sulla modalità di accesso al comitato alla quale vengono sottoposti i cittadini che ne volessero far parte, non sono d’accordo sull’individuazione del numero dei componenti né sull’individuazione delle cariche interne.

Il regolamento approvato prevede che a scegliere i membri del comitato sia il Consiglio Comunale a suon di voti, una scelta che non trovo giusta e che fa emergere la volontà della maggioranza di blindare questo organismo, facendolo diventare referenziale alle scelte dell’amministrazione, inserendo solo e solamente propri referenti con la tessera di partito in mano.

Quel che più fa pensare a questo sono i criteri inseriti nel regolamento, che definiscono le possibilità e le modalità di presentazione delle candidature: aver compiuto diciotto anni, essere residenti nel territorio di riferimento, non essere in alcuna delle cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Consigliere Comunale e depositare presso gli uffici comunali una lettera di presentazione contenente i dati anagrafici. Null’altro.

E’ chiara a tutti l’evidente volontà della maggioranza di scegliere chi inserire e chi no.

Per quel che mi riguarda, al momento della votazione sulle candidature,mi asterrò dall’esprimere preferenza ad un nome o a un altro, ritenendo che non spetta a me nominare qualcuno in nome della partecipazione, soprattutto di fronte a questi fantomatici criteri.

Sono convinto che elezioni libere e aperte a tutti i residenti, indette dall’amministrazione nei centri frazionali, sarebbe stata la modalità più giusta e che avrei condiviso.

La partecipazione non si può solo annunciare, deve esser fatta esprimere dal basso, non si può dirigere l’operazione dalle stanze del palazzo.

Non condivido inoltre il numero dei membri, stabilito in ventiquattro in base a raggruppamenti. Credo che tutte le frazioni abbiano pari importanza e debbano avere un rappresentante che riporti le problematiche da affrontare nella certezza che per lo più chi vi abita ne conosca i problemi.

Inoltre sembra davvero surreale che a dirigere questo comitato debba essere un nominato dal Sindaco. Credo che sia più che normale, come in ogni comitato che tende alla partecipazione dei propri cittadini alla politica attiva, che i membri si scelgano da seil proprio presidente. Qui no! Decisione imposta.

Ben più grave risulta l’istituzionalizzazione di tutto ciò.

 

Queste sono le motivazioni per le quali ho convintamente votato contrario, nel rispetto delle posizioni degli altri consiglieri e nella piena consapevolezza delle differenze che ci dividono o che ci accomunano.

 

Se il consigliere Nulli, insieme all’amministrazione e alla destra tutta, sono così “pieni di gioia e soddisfazione”per quello che hanno approvato e soprattutto rispetto a quanto portato avanti fino ad ora, non troveranno sicuramente una valutazione positiva né da me né da gran parte della cittadinanza.

La scelta di interrompere l’accoglienza di rifugiati politici fra cui i minori stranieri non accompagnati è stata e rimarrà una pagina buia della politica della nostra città. Negare volontariamente l’aiuto e l’accoglienza a chi ne ha più bisogno, a chi si porta nel cuore e sulla pelle i segni della guerra e della persecuzione è un atto infimo che non trova accoglimento nella mia convinzione di buona politica che mette al centro la persona, di qualsiasi estrazione e provenienza, e che sorregge i vulnerabili in ogni circostanza.

D’altronde cosa aspettarsi da un’amministrazione che propone e una maggioranza che approva un regolamento del servizio di refezione scolastica per gli alunni dell’infanzia e delle scuole primarie nel quale stabilisce che agli alunni che non sono in regola con il pagamento della mensa rispetto all’anno precedente non verranno più serviti pasti, atto che non recupera con gli strumenti di legge il danno ma che lede i bambini, non considerando inoltre l’aumento esponenziale delle nuove povertà e la possibilità di trovare nella scuola un mezzo di contrasto a queste.

 

I dubbi sulla capacità di amministrare permangono anche quando si propone l’introduzione della tariffa puntuale nell’ambito della raccolta differenziata che risulta essere orfana di una vera e propria trasparenza da parte dell’amministrazione su quanto sia aumentato il costo per i cittadini e/o per il Comune e che con incontri tardivi con la cittadinanza non da risposte concrete.

Un’amministrazione priva di una visione a breve e a lungo raggio di una politica di rilanciodel centro storico, incuranti di un calo delle nuove nascite e di uno spopolamento costanti.

Di questo e di tanto altro continuerò ad informare i cittadini in una convinta opposizione a tutto ciò.

 

Simone Mattia Berrettoni – Consigliere Comunale PD

CONCORDIA ED UNITÀ PER SUPERARE L’EMERGENZA CORONAVIRUS NELLA NOSTRA CITTÀ, SENZA PERSONALISMI

 

Come Partito Democratico, siamo con il Presidente della Repubblica e raccogliamo il suo invito all’unità e alla concordia. Siamo dunque pronti a collaborare con l’amministrazione comunale e con tutte le istituzioni pubbliche preposte al contrasto del Coranavirus per contenere ed alleviare i disagi patiti dalla nostra comunità cittadina. Questa emergenza sta mettendo tutti, nessuno escluso, davanti a prove impensabili fini a qualche settimana fa. Per chi ricopre cariche istituzionali ad ogni livello (quello locale compreso), questo è il momento di lasciare da parte le divisioni e le differenti visioni in cui si radica il nostro impegno politico. Lucrare elettoralmente sul Coronavirus è da sciacalli e lede il significato più profondo del fare politica, che vuol dire lavorare per il bene comune e nell’interesse della propria comunità. Chi volesse farlo pecca di personalismo, un qualcosa che mal si concilia col bene comune. L’emergenza del coranavirus sta mettendo in crisi anche il tessuto sociale cittadino e TUTTE LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, NESSUNA ESCLUSA, IN TUTTO IL TERRITORIO TUDERTE. Parlare di alcune attività rispetto ad altre o di un posto a discapito di ad un altro, significa non essere consapevoli di quello che sta succedendo.

Il Partito Democratico è pronto, come sempre, a fare il proprio dovere nell’interesse della comunità. Siamo disponibili a trovare con tutte le forze politiche e l’amministrazione comunale la massima convergenza possibile per studiare ed elaborare tutti i provvedimenti possibili per contrastare il Coranavirus. Il pensiero più grande è a chi sta male, a chi è a rischio maggiore di contagio (come gli anziani e chi già è affetto da patologie che inficiano il sistema immunitario) e a chi è in prima linea contro questa emergenza: medici, infermieri, tutto il personale ospedaliero e i farmacisti. Molti nostri concittadini sono impegnati su questo fronte; a loro la massima vicinanza e sostegno da parte del Partito Democratico.

Al Sindaco di Todi, alle Istituzioni Regionali, al Distretto Sanitario e a Tutte le Forze Politiche diamo dunque la COMPLETA ed IMMEDIATA disponibilità per una Conferenza Capigruppo, anche con la presenza delle Rappresentanze degli Operatori Sanitari ed Economici, per elaborare al più presto e nell’interesse dell’intera comunità Tuderte, tutti i provvedimenti necessari e possibili per arginare gli effetti del Coronavirus.

 

Le crisi e le emergenze si superano tutti insieme, con spirito di concordia e di unità nazionale.

Manuel Valentini Capogruppo Partito Democratico

Intervento Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi

E’, purtroppo, sotto gli occhi di tutti come la emergenza sanitaria in corso stia aggravando la già presente crisi economica, con particolare riferimento alla sofferenza di ogni esercizio commerciale; ciò ci spinge anche a Todi ad individuare risposte prioritarie, immediate e da prolungare nel tempo.

Così ho presentato stamane un emendamento da discutere nel prossimo Consiglio Comunale sul Bilancio, per il quale dovrà essere istituito un fondo di 30000 Euro a sostegno degli operatori di commercio particolarmente danneggiati. 

Specifico sia che tali risorse, al momento esigue, potranno e dovranno essere aumentate in sede di approvazione, ad Aprile, del Bilancio Consuntivo, facendo affidamento sugli avanzi liberi, sia che dovranno costituire solo un inizio di un più consistente provvedimento poliennale fino alla augurata ripresa economica.

Andrà preventivamente costituita una Commissione tecnico-amministrativa Comunale per individuare seri e corretti criteri di selezione, nell’ambito peraltro di una ormai non più dilazionabile valutazione del danno complessivo che stanno subendo tali tipologie di esercizi nella nostra Città.

Mi auguro che tali provvedimenti siano sostenuti da tutte le Forze Politiche.

Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi

 

Comunicato stampa del movimento Todi Civica

 

Il movimento Todi Civica, attraverso il proprio Consigliere comunale Floriano Pizzichini,  ha presentato due mozioni relative alla situazione che si sta generando a causa del coronavirus. Con il primo atto si chiede all’amministrazione comunale di intraprendere ogni utile iniziativa
tesa a sensibilizzare i responsabili della prevenzione e della sicurezza sul lavoro delle pubbliche amministrazioni locali e delle maggiori aziende private della città, affinché prendano urgenti ed omogenei provvedimenti per la difesa e la salvaguardia dei loro dipendenti al front office, contro il rischio di contagio del coronavirus.
La seconda mozione è rivolta a valutare i danni economici che la vicenda da producendo alle attività commerciali e turistico ricettive del territorio. La preoccupazione degli esercenti e delle associazioni di categoria, le numerose disdette che stanno arrivando e un già  sensibile calo di presenze, impone misure e atti straordinari, anche da parte del Comune.  Si chiede pertanto alla giunta di valutare iniziative sulla fiscalità che possano dar respiro ai settori più gravemente colpiti. Il consigliere chiederà alla Presidente del Consiglio Comunale di valutare la convocazione di un consiglio ad hoc, data l’urgenza e la complessità della situazione.
Todi Civica

Consigliere Nulli (CasaPound): Comitato delle frazioni e del territorio nuova importante vittoria, voto quasi all’unanimità

L’approvazione in Consiglio Comunale la scorsa settimana del progetto che ha realizzato il “Comitato delle frazioni e del territorio” ci riempie di gioia e soddisfazione. Si tratta di uno strumento importantissimo, che favorirà finalmente una preziosa collaborazione tra l’Amministrazione comunale e i cittadini sulle varie problematiche riguardanti le frazioni, i quartieri ed il centro storico e consentirà di ascoltare regolarmente la voce del nostro vasto territorio e di potere essere ancora più efficaci e tempestivi negli interventi. Il regolamento è stato approvato con la quasi unanimità dei voti: l’unico incomprensibile voto contrario è stato quello del Consigliere Berrettoni del PD in dissenso rispetto al suo stesso gruppo. In accordo col resto della maggioranza, sono stati volentieri accolti alcuni emendamenti del Consigliere Pizzichini (Todi Civica) e del Consigliere Catia Massetti (PD), che abbiamo ritenuto costruttivi e aventi lo stesso nostro obiettivo, ovvero rendere la partecipazione dei cittadini il più possibile incisiva.
Quando alle scorse elezioni amministrative stringemmo un accordo al ballottaggio con l’attuale sindaco Ruggiano, ponemmo come condizione alcuni chiari e precisi punti programmatici da attuare durante la legislatura. Dopo lo stop al business dei centri d’accoglienza, completato definitivamente lo scorso 31 dicembre, e l’intervento per una più equa assegnazione delle case popolari e non solo che mettesse gli italiani al primo posto, obiettivo raggiunto con la riforma del regolamento ISEE, ora anche questo punto diventa realtà.
Vorremmo ricordare inoltre gli altri importanti successi di cui siamo stati ispiratori, ovviamente con l’appoggio e il sostegno dell’intera coalizione: il Baratto Amministrativo , in via di perfezionamento e soprattutto  il Servizio Decoro Urbano, ovvero due persone che si occupano quotidianamente della manutenzione del centro storico. Grazie a questo progetto , avendo riorganizzato le risorse umane del reparto Manutenzioni del Comune di Todi, siamo riusciti ad organizzare e programmare molti lavori nelle frazioni che da troppi anni erano state abbandonate, privilegiando gli interventi in materia di  prevenzione stradale.
Per concludere, possiamo assicurare ai nostri concittadini che per i prossimi due anni di legislatura saremo ancora impegnati nella realizzazione di progetti per rilanciare il nostro splendido territorio e per il benessere della nostra comunità.