PRONTO SOCCORSO CHIUSO. SUBITO UNA SOLUZIONE.

 

Condividiamo la preoccupazione dei Sindaci della Media Valle del Tevere per la chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Comprensorio   a seguito dell’individuazione del nostro nosocomio quale centro di cura del Coronavirus.  Una posizione però che i Sindaci stessi avrebbero dovuto verificare prima che la scelta fosse effettuata e che oggi rischia di lasciare oltre sessantamila persone senza un presidio fondamentale per la salute. Abbiamo accettato e collaborato con spirito costruttivo alle scelte fatte dalla Regione, convinti che in questo momento drammatico ognuno sia chiamato ad un atto di responsabilità, nell’interesse della collettività tutta. Ma oltre al Coronavirus vi possono essere patologie, incidenti, necessità che, in questo momento, vedono un territorio scoperto, tra l’altro, per un tempo che non sappiamo al momento quantificare. Non ci interessa la polemica e respingiamo la retorica di chi, in nome dell’unità di intenti, pensa di poter avallare scelte anche inopportune. Per queste ragioni chiediamo al Sindaco, al di là delle lettere, di verificare da subito, con atti concreti, soluzioni che possano ristabilire un servizio quanto più prossimo a quello chiuso. Anche questa è una necessità a tutela delle persone e riteniamo vada affrontata subito.
Todi Civica

Comunicato stampa:”IL CONSIGLIO COMUNALE, NON S’HA DA FARE! (DI MANZONIANA MEMORIA) “

“…In tempo di covid-19 non è opportuno che 30 persone siano contemporaneamente nello stessa stanza per un lunga discussione, come non è opportuno che la trattazione di un tema così importante per Todi, venga fatta in modo frettoloso. Non possiamo ignorare la probabilità che uno o più partecipanti alla seduta possa essere un contagiato asintomatico, che come ci è stato spiegato in questi giorni, è una possibilità concreta e pericolosa…”

Non c’è nessuna necessità di fare il Consiglio Comunale lunedì 23 marzo per il Bilancio di Previsione. Questo è un fatto. Il termine ultimo per l’approvazione del Bilancio è stato, previdentemente, prorogato al 31 maggio, quindi non c’è più l’incombenza della scadenza di fine marzo. Il tema è stato posto durante la Conferenza dei Capigruppo di una settimana fa, ma la Maggioranza di governo della Città, è sembrata essere sorda a questo appello. Non si vede la necessità di discutere il Bilancio, ora, per 2 importanti ordini di motivi.

Il primo motivo, ovviamente, è di ordine Sanitario. Se fossimo tutti presenti (come richiederebbe una discussione così importante), quindi Sindaco, componenti della Giunta, Consiglieri, dipendenti comunali che si occupano della verbalizzazione, della diretta streaming e della portineria già siamo a oltre 25 persone. In più, dovrebbero essere presenti anche i responsabili comunali coinvolti nella redazione della previsione del Bilancio (ufficio tributi, urbanistica, lavori pubblici e ovviamente bilancio). In tempo di covid-19 non è opportuno che 30 persone siano contemporaneamente nello stessa stanza per un lunga discussione, come non è opportuno che la trattazione di un tema così importante per Todi, venga fatta in modo frettoloso. Non possiamo ignorare la probabilità che uno o più partecipanti alla seduta possa essere un contagiato asintomatico, che come ci è stato spiegato in questi giorni, è una possibilità concreta e pericolosa.

Il secondo motivo è Amministrativo. Non ha nessun senso discutere un Bilancio che è stato preparato dall’attuale Amministrazione prima dell’emergere della crisi CoronaVirus. SAREBBE COME MANDARE IN PRODUZIONE UN NUOVO MODELLO DI CARROZZA TRAINATA DA CAVALLI QUANDO E’ STATO GIA’ INVENTATO IL MOTORE A SCOPPIO. La situazione straordinaria e drammatica che il nostro Paese sta vivendo è in continua evoluzione. Probabilmente anche i Bilanci comunali dovranno adeguarsi a gestire un presente che sta mutando di giorno in giorno. Si rischia di approvare provvedimenti che tra un mese si potrebbero rivelare obsoleti o inefficaci, solo per non aver avuto voglia di attendere qualche settimana per capire e aggiustare il tiro. Un esempio concreto tra i tanti. Con il Bilancio di Previsione l’attuale Amministrazione Comunale ha programmato di variare le aliquote delle addizionali comunali dell’Irpef per tutte le fasce, riducendole di 0,03 punti rispetto a quelle dell’anno precedente. Siamo d’accordo sulla necessità di abbassare le tasse, ma la variazione che vorrebbe applicare la Giunta Ruggiano incide in modo assolutamente marginale sui contribuenti tuderti, quindi nient’altro che il solito provvedimento spot, da cui traspare tuttavia, la totale mancanza dell’applicazione del principio di equità fiscale. Sarebbe giusto in un’operazione di questo tipo, a maggior ragione in tempo di CoronaVirus, incidere significativamente sull’aliquota, sopratutto su quella delle fasce più deboli. Oggi a differenza di 10 giorni fa, abbiamo molti cittadini tuderti fermi con la propria attività, molto preoccupati per il futuro, fisicamente e psicologicamente più soli. Sapere che il proprio Comune si attrezza celermente per venire incontro considerevolmente verso di loro, sarebbe un segnale fondamentale.

Caro Sindaco Ruggiano, tutti noi tuderti siamo orgogliosi di esserlo. Anch’io, soprattutto quando sono lontano da Todi, mi rendo conto di amarla incondizionatamente. Ma l’amore non basta solo proclamarlo con parole tronfie di banale demagogia (quello ne sono capaci tutti), bisogna dimostrarlo con i fatti! Si rischia di diventare sempre meno credibili quando si chiede alla propria Comunità di fare sacrifici iniqui. Per il bene dei nostri concittadini e, anche per il nostro, il Consiglio Comunale del Bilancio di Previsione va rinviato.

Manuel Valentini CAPOGRUPPO Pd

Emergenza Coronavirus, Esemplari iniziative della Protezione Civile di Todi

 

La Protezione Civile di Todi, grazie all’aiuto di due benefattori privati, ha cominciato la produzione autonoma di mascherine per la protezione dal Coronavirus.

Questi dispositivi, che come da disposizioni e consigli delle autorità sanitarie vanno utilizzati solo in caso di emergenza, non sono ovviamente dotati delle previste certificazioni ministeriali ed europee, quindi non sono assolutamente adatti all’uso sanitario. Tuttavia, fungendo da primo filtro nei confronti delle terze persone, aiutano gli operatori nella protezione personale.

Al momento sono state prodotte 500 mascherine, che sono state distribuite alle Forze dell’Ordine ed ai volontari della Protezione civile Comunale. I due benefattori privati sono il signor Mauro Castrini e l’azienda Rita Confezioni di Maria Rita Cini, ai quali, insieme a tutte le loro maestranze, va la gratitudine di tutta la città.

Nello stesso tempo, la Protezione Civile comunale ha contattato un fornitore statunitense per acquistare un ventilatore per l’Ospedale della Media Valle del Tevere, insieme a presidi e dispositivi di protezione individuale, come camici, tute, mascherine e guanti.

Per finanziare l’acquisto verrà a brevissimo aperto un conto corrente dedicato, sul quale confluiranno le donazioni di tanti tuderti, che stanno chiedendo, in uno slancio di generosità, di poter contribuire ai bisogni del nostro Ospedale.

Nelle prossime ore verranno definiti i dettagli della possibilità di contribuzione.

 

 

 

Impiegati comunali, dipendenti delle forze dell’ordine e volontari della protezione civile disporranno di mascherine di sicurezza

 

Il Comune di Todi risponde in concreto alla carenza di materiale a presidio della sicurezza degli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza Coronavirus per far fronte alla difficoltà di reperimento di mascherine da mettere a disposizione degli operatori pubblici e di pubblica sicurezza impegnati in questi giorni di grandissimo sforzo collettivo.

Impiegati comunali, dipendenti delle forze dell’ordine e volontari della protezione civile potranno finalmente disporre di mascherine di sicurezza che il Comune, cogliendo l’opportunità attualmente    fornita dalla normativa, ha commissionato ad una azienda locale.

La produzione diretta di tali presidi è in corso e fin dalla giornata di oggi è stato consegnato il primo lotto di 500 pezzi che già alla fine della settimana diventeranno 5.000.

Uno sforzo organizzativo importante e tempestivo per dare concreta risposta alle preoccupazioni di chi, nonostante i rischi rimane in prima linea per garantire il presidio e lo svolgimento dei servizi essenziali per i cittadini.

Non possiamo non evidenziare come una delle principali criticità di questi giorni deriva dall’impossibilità di dotare hai operatori di adeguati presidi di sicurezza.

Tale lacuna logistico organizzativa è solo una delle sempre più evidenti falle che stanno emergendo nella gestione dell’attuale emergenza.

Sempre più forte è la sensazione che ci si debba affidare alla reattività ed al coraggio delle amministrazioni locali che devono reinventarsi ed elaborare strategie proprie per far fronte ai vuoti operativi e gestionali che, con l’aggravarsi dell’emergenza, appaiono nella loro drammatica crudezza.

Comunicato stampa:”POTENZIARE OSPEDALE DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE “

 

Il PD di Todi, a fronte dei provvedimenti assunti dalla Giunta Regionale Umbra, che hanno trasformato l’Ospedale della Media Valle del Tevere in presidio Covid19, esprime tutta la sua più grande solidarietà e vicinanza al Personale Medico, Infermieristico, OSS, Tecnico e a tutti coloro che sono coinvolti in questo gravosissimo impegno. Alle Autorità Sanitarie Regionali chiede che tutti i lavoratori della sanità ivi impegnati, siano dotati di tutti i presidi necessari per preservare la loro salute e quella dei loro famigliari e che vengano, quanto più spesso possibile, effettuati i controlli sanitari necessari per scongiurare la diffusione del contagio.

A fronte di questo grandissimo sacrificio, riteniamo indispensabile che tutti gli oltre 50 mila cittadini della Media Valle del Tevere, siano rassicurati, con atto deliberativo ed impegno scritto da parte della Giunta Regionale, affinché, il giorno dopo che sarà proclamata la fine dell’attuale emergenza sanitaria, siano riaperti tutti i reparti attualmente chiusi e che rimanga, anche a mò di riconoscimento per il grande sacrificio fatto da tutti gli operatori sanitari e per i disagi che tutta la popolazione andrà a soffrire per la chiusura di questi servizi, anche la camera intensiva-rianimatoria che per tale situazione è stato comunicato che sarà approntata.

Certi di farci portatori delle preoccupazioni sia di tutto il Personale del nostro Ospedale sia di tutti i cittadini che in questi anni hanno usufruito di tali servizi, invitiamo tutti i Sindaci ad appoggiare tale richiesta.

Partito Democratico Todi

CINQUE PROPOSTE PER FAMIGLIE ED ATTIVITA’ ECONOMICHE

 

Come Partito Democratico di Todi, abbiamo già dichiarato la massima collaborazione con l’Amministazione comunale in questa fase di drammatica emergenza. L’impatto del Coronavirus sul tessuto sociale ed economico va gestito anche a livello locale col massimo grado di coesione e solidarietà. Rinnovando dunque la nostra disponibilità a lavorare di concerto con la giunta per il bene comune della città, sollecitiamo il Sindaco ad interloquire, ragionare con maggioranza, opposizione e parti sociali (mondo delle imprese, del sindacato, del commercio, dell’artigianato e dei servizi) per i provvedimenti da prendere, integrati con le misure del decreto Cura Italia, per alleviare economicamente e socialmente una situazione che si presenta grave. Con il senso di responsabilità e con la cultura di governo che indiscutibilmente contraddistingue il nostro dna di forza riformista, abbiamo perciò pensato di proporre al Comune di Todi 5 semplici misure, tra le altre, pensate per le famiglie e le attività momentaneamente chiuse, poche e semplici proposte, ma sicuramente importanti e che possono essere approntate celermente;

_1 sospensione delle rette degli asili nido per i periodi di inattività;

_2 sospensione delle rette delle mense per i periodi di assenza del servizio;

_3 l’ente effettui il pagamento a vista fattura senza rimessa diretta invece di pagare a scadenza, al fine di andare incontro ai fornitori del Comune di Todi;

_4 posticipo della prima rata Tari ed eventualmente anche delle successive;

_5 posticipo delle bollette di Umbra Acque almeno per le attività economiche costrette alla chiusura temporanea.

5 piccole azioni che però possono portare ad un beneficio per la nostra città, facendo capire che anche il livello di governo locale non lascerà soli i tuderti.

Gruppo Consiliare Partito Democratico

Comunicato stampa del COC (Centro Operativo Comunale)

 

Come noto, l’Ospedale Comprensoriale della Media Valle del Tevere di Pantalla è stato individuato dalla Regione come una delle strutture di riferimento per la battaglia al Coronavirus.

In particolare la struttura è stata temporaneamente riconfigurata a livello organizzativo-strutturale come ospedale regionale destinato all’emergenza COVID-19 che ospiterà esclusivamente i casi provenienti da tutto il territorio Regionale e non, bisognosi di cure “non intensive”.

Tale scelta, rappresenta a nostro avviso un grande motivo di orgoglio perché pone Todi e il suo territorio, al centro di questa epocale sfida che coinvolge e mette a dura prova l’intera comunità regionale e la sua struttura sanitaria.

Ieri, insieme al Sindaco Antonino Ruggiano ed al Presidente della Rosa dell’Umbria abbiamo avuto modo di condividere la preoccupazione con il personale medico e paramedico dell’Ospedale e nei loro sguardi e nella voce rotta dall’emozione, abbiamo potuto percepire tutti i timori e le preoccupazioni espresse nell’articolo scritto ieri dalla dottoressa Vannini.

Sono timori di onesti e seri professionisti, preoccupati di non poter far fronte all’emergenza con una adeguata dotazione di dispositivi fondamentali per questo tipo di intervento. A questi fedeli servitori dello Stato, intendiamo esprimere la nostra gratitudine ed apprezzamento per l’enorme sfida umana e professionale che si apprestano ad affrontare. Siamo consapevoli delle  preoccupazioni e dei sacrifici che la situazione comporterà per loro, le loro famiglie e i loro affetti personali.

A loro garantiamo la più ampia vicinanza da parte del Comune di Todi e delle Istituzioni cittadine.

Questa emergenza ha, a nostro avviso, messo ancora più in evidenza la strategicità e quale sia il potenziale della struttura di Pantalla, della quale abbiamo, da sempre, sostenuto la necessità di una valorizzazione e potenziamento.

La localizzazione geografica dell’Ospedale che si trova ubicato lungo la principale via di comunicazione dell’Umbria ed equidistante dai due Hub regionali di Perugia e Terni, unita al fatto che si tratta di una struttura ad altissima “modulabilità” di utilizzo essendo quella di più recente costruzione, saranno temi al centro della riflessione sul futuro del nostro Ospedale che, una volta superata l’emergenza, dovrà non solo tornare ai livelli di offerta di servizio precedente, ma essere assolutamente valorizzato ed incrementato.

Un punto di eccellenza al Centro del tessuto sanitario regionale.

In piena sintonia con l’Amministrazione Regionale ci faremo portatori di questa evidenza e di questo progetto e, fin d’ora, chiediamo con forza alla Regione che l’Ospedale, nei limiti imposti dell’attuale emergenza di carattere nazionale, possa essere dotato quantitativamente e qualitativamente dei migliori dispositivi di protezione individuale per salvaguardare l’incolumità del personale medico e paramedico che rappresenta per l’intera comunità un presidio irrinunciabile.

Anziché aggiungere posti temporanei in altri Ospedali, già gravati di problematiche connesse a tutte le altre patologie purtroppo sempre presenti, l’investimento sul nostro Nosocomio, consentirebbe allo stesso di fare un enorme salto di qualità in termini di assistenza e cura a disposizione di tutti i cittadini. Siamo certi che ogni sforzo possibile per potenziare il nostro Ospedale ripagherà non solo in questi tempi di emergenza ma anche per il futuro, come patrimonio della Regione. Questa sarebbe un’occasione da non vanificare in quanto, enorme ed importante  è lo  sforzo  economico che oggi affrontiamo anche  in prospettiva futura.

Scelte coraggiose in tempi difficili ci consentiranno di uscire più forti e più uniti, più consapevoli di quale e quanta sia la qualità delle risorse umane e professionali a servizio del nostro territorio.

Invitiamo le forze politiche in questo momento a stringersi intorno al nostro Ospedale e a lavorare insieme per il superamento di questo drammatica emergenza che cambierà profondamente la nostra consapevolezza e sensibilità sulle necessità socio sanitarie del nostro territorio.

Adriano Ruspolini

 

Coronavirus, accordo positivo alla Eles di Todi

Turni ridotti per evitare l’incrocio tra lavoratori, smart working e mascherine

Ancora in moltissimi luoghi di lavoro non sono state attuate le misure di sicurezza anti-coronavirus previste dal protocollo nazionale e queste attività – insistono i sindacati – vanno fermate. Ma ci sono anche realtà nelle quali invece, grazie al confronto tra azienda e sindacato, si sono realizzati interventi importanti per proseguire l’attività in sicurezza. È il caso della Eles Semiconductor Equipment di Todi (Pg), circa 100 dipendenti, dove il 12 marzo, quindi anche prima del protocollo nazionale, è stato raggiunto un accordo che ha modificato sostanzialmente le modalità di lavoro, puntando in primo luogo a ridurre la densità delle persone all’interno dell’azienda.
“Siamo arrivati a questa intesa facendo convergere l’interesse primario di noi lavoratori ad operare in sicurezza e quello dell’azienda a non fermare la produzione – spiega Giordano Agostini, ingegnere elettronico della Eles e rappresentante sindacale della Fiom Cgil – E al momento le cose stanno funzionando perché, anche se con qualche sacrificio, soprattutto da parte dei colleghi che sono in produzione e che hanno dovuto modificare i propri turni, stiamo continuando a lavorare bene, avendo ridotto al minimo i rischi di contatto ravvicinato tra le persone”.
Tra le misure adottate grazie all’accordo siglato c’è la modifica dei turni, ridisegnati su 7 ore e 30 anziché le normali 8 (ma senza penalizzazioni per i lavoratori) in modo da avere un “buco” tra un turno e l’altro ed evitare l’incrocio tra addetti in entrata ed in uscita. Naturalmente, laddove possibile, è stato adottato lo smart-working, sul quale l’azienda stava già lavorando da tempo. Mentre a tutti i lavoratori impegnati in attività che non garantiscono la distanza di sicurezza di un metro sono stati forniti dispositivi individuali di protezione (mascherine, guanti, etc).
“Credo di poter dire che le cose stanno funzionando – continua Agostini – anche se naturalmente un po’ di paura c’è, come dappertutto, e ci sono dei sacrifici per i colleghi e le colleghe che hanno dovuto cambiare i propri turni. Però, vedo che da parte di tutti c’è uno spirito positivo e i risultati si vedono”.

OSPEDALE DI PANTALLA, ANCHE NELL’EMERGENZA CORANAVIRUS, LE POSIZIONI POLITICHE NON SONO TUTTE UGUALI

“Da parte nostra ribadiamo che la scelta di trasformare integralmente l’ospedale della MVT in COVID hospital è discutibile in quanto lascia un intero territorio di 60000 abitanti senza servizi sanitari di base.”

L’ unità d’intenti delle forze politiche non può essere retorica. L’unità si pratica, non a parole ma nella convergenza di intenti sulle proposte e sulle iniziative da prendere. Bene hanno fatto i sindaci della MVT a chiedere un impegno formale alla Giunta Regionale a salvaguardare i servizi sanitari presenti nell’ospedale di Pantalla e a garantirne il loro ripristino puntuale alla fine dell’emergenza coronavirus. Compresi la chirurgia generale e il punto nascita. Nella consapevolezza e responsabilità con cui le forze politiche tutte hanno manifestato la disponibilità a partecipare e collaborare a livello istituzionale alla migliore riuscita della battaglia per la salvaguardia della salute pubblica non vanno confuse le posizioni. Da parte nostra ribadiamo che la scelta di trasformare integralmente l’ospedale della MVT in COVID hospital è discutibile in quanto lascia un intero territorio di 60000 abitanti senza servizi sanitari di base. La scelta della Regione non può essere propangadata come scelta tecnica, poiché la stessa scelta riguardante l’ospedale di Branca è stata cambiata sulla base delle opportune prese di posizione dei Sindaci di quella zona. Quali sono gli interessi che sono stati privilegiati a discapito di Pantalla lo sapremo alla fine dell’emergenza. Al momento ci sembra giusto far notare che non tutte le forze politiche si comportano in coerenza con l’esigenza di salvaguardia degli interessi del territorio. In particolare la Lega si trova a sostenere con la propria rappresentante le scelte della Regione, appellandosi alla necessità di garantire coesione in tempi di emergenza, ma in realtà nasconde l’evidente conflitto d’interessi tra l’essere rappresentante degli interessi di una città e di un intero territorio e quello di garantire la maggioranza regionale con il voto favorevole su atti come quello della trasformazione di Pantalla in COVID hospital, a prescindere dalle valutazioni politiche che tutti stanno facendo. Alla fine di questa storia vedremo se avremo avuto la forza e la capacità di trasformare la crisi in un’occasione di opportunità, quella di inserire anche l’ospedale di Pantalla nella rete dell’emergenza con la previsione di alcuni posti letto di terapia intensiva, visto che oggi viene indicato come strategico per la sua posizione geografica e il più riconfigurabile visto che è quello di più recente costruzione, come si legge nell’ordinanza della Presidente della Giunte Regionale del 12 marzo.Come Partito Democratico siamo preoccupati delle condizioni di informazione e sicurezza degli operatori della sanità, da quelli del nostro territorio, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e quelli che si stanno formando per garantire la riconversione dell’ospedale, che devono farlo in sicurezza con gli adeguati presidi di salvaguardia della loro salute. Su questo le associazioni sindacali di categoria si sono mosse, a tutela dei lavoratori della sanità, rivolgendo una formale diffida alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere dell’Umbria. Noi vogliamo rivolgere l’appello a tutto il mondo politico di attivarsi per tutelare tutto il personale che si trova a gestire l’emergenza in prima linea.

GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO

Comunicato stampa Emergenza Coronavirus e Ospedale della Media Valle del Tevere

La situazione che stiamo vivendo ci obbliga ad affrontare problemi  che non si erano mai posti prima d’ora.
Una situazione di emergenza, verificatasi quasi d’improvviso, che ha  visto il Governo assumere dei provvedimenti che mai erano stati  necessari prima d’ora.
A fronte dei provvedimenti del Governo, il sistema sanitario nazionale  sta viendo una crisi impensabile, con notizie che vengono dal nord  Italia di un prossimo collasso del sistema delle terapie intensive.
A fronte di questa situazione così grave, la Regione dell’Umbria ha  dovuto assumere delle decisioni che comportano delle gravi  responsabilità e delle quali siamo tutti consapevoli.
In questo quadro allarmante, la Regione ha deciso che l’Ospedale della  Media Valle del Tevere sia destinato al supporto per eventuali  emergenze coronavirus, in un piano unico di gestione posti letto.
I motivi per cui è stata adottata questa decisione sono due:
– la geo-localizzazione della struttura che si trova ubicata sulla  direttrice stradale principale dell’Umbria posta tra i due HUB regionali di Perugia e Terni;
– la possibilità di procedere con la riconfigurazione strutturale in  maniera più celere essendo quello dio più recente ultimazione.
I Sindaci della Media Valle del Tevere, consapevoli del proprio ruolo  e partecipi delle sorti della salute pubblica e del benessere dei  cittadini comprendono le scelte della Regione, che, ci viene detto,  hanno una funzione esclusivamente emergenziale e temporanea.
Nel momento del bisogno, ognuno deve fare la Sua parte e noi non ci  tireremo indietro.
Ne va della vita dei nostri cittadini e dei nostri cari.
Tutto ciò premesso, pretendiamo che la Presidente e l’intera Giunta  regionale assicuri, anche per iscritto, i nostri territori che, non appena esaurita la fase  emergenziale, il nostro Ospedale torni ad essere il punto di  riferimento per la sanità della Media Valle del Tevere.
La riorganizzazione della sanità umbra passa per la valorizzazione  delle nostre eccellenze, non per la chiusura del nosocomio.
Antonino Ruggiano
Francesca Mele
Michele Toniaccini
Francesco Federici
Marsilio Marinelli
Anna Iachettini
Daniela Brugnossi
Gianluca Coata