A PERUGIA TORNA LO SBARACCO: NON SOLO SALDI MA FESTA DEL PICCOLO COMMERCIO Venerdì 23 e sabato 24 febbraio nell’acropoli. Ottanta le attività commerciali aderenti

Dai saldi dei saldi alla festa del piccolo commercio. A Perugia torna lo Sbaracco, venerdì 23 e sabato 24 febbraio dalle 10, con un format in parte rivisitato. Se, infatti, da un lato ci saranno le caratteristiche casette in legno e tessuto a strisce ad accogliere abbigliamento, accessori e calzature in saldo dall’altro ci sarà spazio anche per articoli ‘nuovi’ come prodotti di erboristeria, profumi e articoli per il benessere della persona, casalinghi, artigianato e giocattoli per un totale di 80 attività commerciali aderenti. Inoltre accanto allo shopping, che interesserà corso Vannucci, via dei Priori, via Oberdan, corso Cavour, via Marconi e viale Indipendenza, è prevista un’area gioco per bambini in piazza Matteotti. In caso di maltempo la proposta dei piccoli commercianti sarà comunque garantita all’interno dei negozi. L’iniziativa è promossa dal Consorzio Perugia in centro in collaborazione con il Comune di Perugia. A presentare l’ottava edizione, mercoledì 21 febbraio a palazzo dei Priori a Perugia, c’erano Sergio Mercuri e Teodoro Amelia, il primo presidente il secondo direttore del Consorzio, e Cristiana Casaioli, assessore a commercio, artigianato e mobilità del Comune di Perugia.

“Alcune città provano ad imitare lo Sbaracco di Perugia – ha raccontato Mercuri – ma nessuna ha le sue caratteristiche. La storia, il contesto architettonico e paesaggistico che fanno da cornice a questo evento sono unici”. “Conosciamo le difficoltà che il piccolo commercio vive – ha aggiunto Mercuri – e vogliamo riportare i perugini, ma non solo, in centro storico per far apprezzare di più la loro bellissima città”.

“Bisogna riaffermare l’identità del centro storico – ha affermato Casaioli – fatto di piccole realtà commerciali. Anche il nostro ha risentito della crisi che ha investito in generale i centri storici delle città a vantaggio delle attività all’interno dei centri commerciali. Ricordiamoci che di piccolo commercio vivono le famiglie”. Casaioli ha poi annunciato che è al vaglio la possibilità di prevedere convenzioni e agevolazioni nel parcheggio per chi farà shopping in centro, come avvenuto in altre occasioni, dopo un incontro con i vertici nazionali di Sipa.

“È una gradita notizia – ha commentato Mercuri –. Da parte nostra abbiamo più volte sollecitato in tal senso, adesso attendiamo gli sviluppi. Abbiamo già in cantiere un’edizione estiva dello Sbaracco con tante novità che ancora non voglio svelare e prevedere delle tariffe agevolate non può che far bene al commercio in centro”.

MISURE A SOSTEGNO DEL LAVORO E DELL’OCCUPAZIONE

 

Il tema del lavoro e dell’occupazione rimangono i principali problemi del paese
e la città di Todi, negli ultimi anni, causa la crisi economica, ha visto chiudere decine di attività economiche e commerciali con conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.
Sul terrirorio italiano sono presenti esperienze realizzate da  alcuni Comuni e  volte a sostenere, attraverso apposite misure, le unità produttive o commerciali nelle zone del Centro Storico (per valorizzare il centro della città); quelle che attivano almeno un nuovo rapporto di lavoro ( per sostenere l’occupazione); quelle costituite da persone non ancora quarantenni (quale sostegno all’imprenditoria giovanile).
Tali misure hanno ottenuto positivi riscontri favorendo la nascita di nuove attività e incentivando maggiore occupazione
atrraverso contributi volti alla sostanziale riduzione delle imposte di competenza comunale.
Valutato che con delibera di Consiglio Comunale, la maggioranza di centrodestra  ha confermato le aliquote dell’addizionale irpef sin qui vigenti, per un gettito fiscale di oltre 600 mila euro (scegliendo pertanto di non ridurre la pressione fiscale), riteniamo di suggerire che una parte di tali imposte sia destinata al lavoro e all’occupazione. Per tali ragioni il
consigliere Comunale del gruppo Todi Civica Floriano Pizzichini ha presentato un ordine del giorno in cui si chiede che il consiglio comunale impegni il Sindaco e la giunta ad individuare nel prossimo bilancio la cifra di 100 mila euro per il sostegno alle imprese e all’occupazione e che, sulla base di tale capitolo di spesa, si determini un bando nel quale individuare i criteri di accesso ai contributi.
Todi Civica
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LIBERI E UGUALI PRESENTA I SUOI CANDIDATI ALL’HOTEL TUDER.

 

Venerdì 23 febbraio, con inizio alle ore 20,00, presso l’Hotel Tuder di Todi, la lista Liberi e Uguali con Grasso organizzerà una cena pubblica di presentazione dei propri candidati cui prenderanno parte: Antonio Iannone (candidato alla Camera dei Deputati) e Raffaella Chiaranti (candidata al Senato). Sarà presente il consigliere regionale di Liberi e Uguali Umbria Attilio Solinas.

Il partito di Grasso, in questa campagna elettorale, si pone l’ambizione di riaccendere una speranza in chi si sente orfano della sinistra, in chi non si sente più rappresentato dall’attuale classe politica ponendo attenzione alla difesa di quei valori che rischiano di perdersi: la dignità del lavoro, un welfare più giusto, una scuola, un’università e una sanità accessibili a tutti, tasse più eque e progressive in base al reddito, una vera parità di genere.

Per i candidati di Liberi e Uguali risulta infatti necessario ridurre le diseguaglianze, difendere i diritti a partire da quello del lavoro con garanzie e pari retribuzione tra uomini e donne, creare prospettive per i più giovani eliminando gli impieghi saltuari e mal pagati, le collaborazioni occasionali, stage e così via.
Fra le priorità annunciate nel programma elettorale vi è anche il ripristino dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori cancellato dal governo Renzi; una revisione in profondità della riforma Fornero; il superamento del Job Act e delle altre forme contrattuali flessibili che alimentano condizioni di lavoro umilianti; l’introduzione di un grande Piano Verde per puntare verso una strategia “rifiuti zero” con la riduzione dei consumi energetici, efficientamento di casa, mobilità e trasporti, e la contestuale conversione dei consumi residui verso uno scenario rinnovabile al 100% entro il 2050.

MICROCREDITO, SIGLATO ACCORDO TRA CNA UMBRIA E UNICREDIT BANCA

Concessione di prestiti fino a 25mila euro per microimprese e imprese sociali del territorio che hanno difficoltà ad accedere al credito tradizionale, spesso per mancanza di garanzie reali, ma che risultano meritevoli in termini di innovazione, replicabilità e creazione di nuove opportunità di occupazione.

È questo l’aspetto più corposo dell’accordo sottoscritto ieri mattina (20/02, ndr) a Perugia tra Cna Umbria e Unicredit Banca SpA.

In base a quanto previsto dall’intesa, Cna si occuperà della valutazione del progetto imprenditoriale e della sua sostenibilità di massima. Le imprese i cui progetti saranno ritenuti ammissibili riceveranno il supporto gratuito di Cna nella definizione della strategia imprenditoriale, nella compilazione del business case e il materiale necessario alla presentazione della pratica presso Unicredit. La banca, abilitata a svolgere attività di microcredito, di recente ha lanciato Social Impact Banking, nuovo programma che promuove attività con un “impatto sociale positivo” e che prevede, tra l’altro, la concessione di prestiti fino a 25mila euro (coperti all’80% dalla garanzia del Medio Credito Centrale), finalizzati all’acquisto di beni e servizi, al pagamento delle retribuzioni per i dipendenti e al sostegno dei costi di formazione.

«Unicredit ha individuato Cna quale partner umbro – ha affermato Roberto Giannangeli, direttore regionale dell’associazione -. Sarà nostra cura fornire alle imprese un supporto tecnico ed operativo, mettendo a disposizione il nostro personale ed il nostro network per supportare la crescita dell’economia regionale, anche integrando gli interventi di Unicredit con strumenti propri. Grazie a questa intesa si rafforza in Umbria una partnership finanziaria importante, efficace e strategica per l’intero tessuto imprenditoriale della regione. L’accordo si inserisce all’interno di una strategia più ampia che stiamo portando avanti per sostenere le neo imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro. D’altronde – ha concluso Giannangeli – la disoccupazione giovanile è uno dei principali mali della società contemporanea e il lavoro autonomo può rappresentare una valida risposta per chi è in cerca di opportunità ed è disposto a fare sacrifici, scommettendo su se stesso.»

Todi,Andrea Nulli: “pulite scritte al sottopasso di San Damiano”

“Negli ultimi giorni sono comparse varie scritte nel sottopasso di San Damiano. Al di là dei differenti messaggi, anche disdicevoli e in alcuni casi configuranti l’apologia di reato, caratteristica comune è il poco rispetto per il territorio e la pulizia della nostra città”. Lo spiega in una nota Andrea Nulli, capogruppo di CasaPound con delega al settore manutenzioni.

“Abbiamo quindi provveduto tramite l’intervento degli operai comunali del settore manutenzione a far ripulire le scritte. Speriamo che ora prevalga il senso del decoro e si provveda a mantenere la nostra bella città pulita da queste scritte non decorose”.

VESPA CLUB PERUGIA, ANDREA SONAGLIA CONFERMATO ALLA PRESIDENZA. L’associazione di appassionati festeggia i 20 anni di vita con un grande raduno nazionale

Visto “l’ottimo lavoro svolto in questi anni”, l’assemblea dei soci del Vespa club Perugia ha confermato alla presidenza del club stesso Andrea Sonaglia. Quarant’anni, perugino e conosciuto in città per la sua attività giornalistica, Sonaglia avrà al suo fianco, nel Consiglio direttivo eletto l’8 febbraio, il vicepresidente Roberto Natali che è tornato nei ranghi dirigenziali dopo l’esperienza nel biennio 2012-2014, “un vero e proprio fiore all’occhiello – commentano dal club – viste le sue numerose partecipazioni ai raduni nazionali e oltre confine che hanno consentito al Vespa club Perugia di vincere tre titoli internazionali e uno nazionale”. Conferme anche per Luciano Passerini, tra i ‘padri fondatori’ dell’associazione nel 1998, oggi nel doppio ruolo di segretario e tesoriere, e per Zelindo Canestrelli nelle vesti di revisore contabile. Sarà la prima esperienza nel direttivo, invece, per i consiglieri Maurizio De Cenzo, Maurizio Miccio e Massimiliano Belladonna.

“Ringrazio i soci – ha dichiarato il presidente Sonaglia – per i numerosi attestati di stima che ho ricevuto in questi ultimi mesi, che mi hanno convinto a proseguire l’avventura a capo di questa prestigiosa associazione. Ringrazio, altresì, i consiglieri che hanno collaborato con me nel precedente direttivo, contribuendo ad accrescere notevolmente il valore del club. Con la nomina del nuovo consiglio, si sono poste delle basi importanti per il futuro. Lavoreremo quattro anni con l’obiettivo di dare continuità alle tradizioni, senza trascurare la possibilità di aprirsi a nuovi progetti che possano maggiormente integrare l’associazione con il territorio e i giovani. Il 2018 è un anno importante, che segna i venti anni di attività. Ci stiamo già attivando per festeggiarlo adeguatamente, non solo attraverso il raduno nazionale che si terrà l’1 e 2 settembre”.

In occasione dell’assemblea elettiva si è tenuta anche quella straordinaria, dove in ottemperanza alle disposizioni normative è stato approvato il nuovo statuto del Vespa club Perugia. Tra le novità più rilevanti, la creazione di un Comitato dei saggi, composto da presidenti e soci onorari e da soci che nel tempo hanno ricoperto le cariche di presidente o consigliere per almeno quattro mandati. Il Comitato, attualmente composto da Antonio Gamboni, Armando Serpolla, Franco Sonaglia, Luca Checcaglini, Stefano Migliarini e Massimiliano Schippa, avrà il compito di supportare il consiglio direttivo quando quest’ultimo lo riterrà opportuno, mettendo a disposizione l’esperienza accumulata negli anni.

Nell’attesa di mettere a punto la macchina organizzativa in vista della stagione 2018, il presidente Sonaglia e i suoi collaboratori sono in attesa di ratificare una nuova convenzione assicurativa che consentirà a tutti i soci di poter usufruire di significativi sconti per i mezzi d’epoca e per le Vespe più moderne.

Il Vespa club Perugia, che conta oggi circa 250 iscritti, vanta un’intensa attività associativa, con uscite in vespa a cadenza quasi settimanale, e la partecipazione a numerosi eventi, anche di carattere internazionale.

IL VINO È CONDIVISIONE, GEMELLAGGIO TRA WINE SHOW E DUE MARI WINEFEST

 

Seicento chilometri da percorrere tutti d’un sorso, un brindisi lungo da Todi a Taranto. Perché il vino è condivisione. Wine Show, l’evento enogastronomico che mette in mostra 100 cantine e produttori da tutta Italia, “sposa” il Due Mari Wine Fest di Taranto, la manifestazione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche pugliesi. Due eventi “giovani”, entrambi giunti quest’anno alla terza edizione, ma con tanta voglia di crescere e fare “rete” per promuovere piccole e grandi produzioni di due straordinarie terre del vino come l’Umbria e la Puglia. All’insegna di questo il 9 e 10 giugno sarà a Todi una rappresentanza del Due Mari WineFest con una accurata selezione di cantine pugliesi e il fine settimana successivo, il 15 e 16 giugno, gli organizzatori di Wine Show restituiranno la visita portando a Taranto il meglio della produzione vitivinicola umbra e non solo. “Siamo veramente contenti di poter collaborare con il Due Mari WineFest – commenta l’organizzatore di Wine Show Todi, Alberto Crispo – per la qualità della manifestazione e la professionalità degli organizzatori. Con loro condividiamo non solo la passione per il vino ma soprattutto quella per i territori che lo producono consapevoli entrambi che oggi la promozione turistica passa per la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e che le sinergie sono fondamentali per far emergere iniziative e realtà meno note al grande pubblico. Per questo vorremmo che il nostro gemellaggio sia soltanto un primo passo per un accordo di collaborazione più ampio che veda coinvolte le città di Todi e Taranto e più in generale l’Umbria e la Puglia, territori più che compatibili dal punto di vista turistico”. “Siamo molto orgogliosi di questa partnership tra il Due Mari WineFest e il Wine Show – affermano gli organizzatori della manifestazione pugliese Stefania Ressa, Andrea Romandini e Fabio Romandini – Le sinergie sono sempre positive soprattutto quando si tratta di territori con potenzialità enormi. Fare rete è l’unico modo per crescere e far crescere due manifestazioni che, anche se solo alla terza edizione, hanno tutte le carte in regola per far parlare di sé al di là dei confini locali e, perché no, creare dei percorsi non solo di interesse enogastronomico ma anche e soprattutto turistico. Non vediamo l’ora di esportare le eccellenze pugliesi e di iniziare questo cammino insieme”. Per ulteriori informazioni è possibile visitare i siti www.wine-show.com e www.duemariwinefest.com.

LA PAGLIOCHINI NON HA PIU’ SCUSANTI! DEVE CONVOCARE IL CONSIGLIO APERTO SULLA VARIANTE DI PONTERIO!

 

L’adozione della variante per un nuovo Centro Commerciale a Ponterio è stata approvata nel Consiglio Comunale del 20 dicembre 2017 da parte dell’Amministrazione di Destra a colpi di maggioranza, senza aver coinvolto la città, le associazioni di categoria e gli attori economici interessati. Il gruppo Consiliare del Partito Democratico ha fatto la richiesta di Consiglio Grande (Aperto) a tutta la cittadinanza, sottoscritto da tutti i Gruppi Consiliari di Opposizione (per l’esattezza sei Consiglieri) il 5 gennaio 2018, per dare la possibilità a tutti di esprimersi su una scelta così importante che riguarda il futuro e l’idea di città che lasceremo ai nostri figli. C’è stata una chiusura totale della Maggioranza e della Presidente del Consiglio a cui spetta la scelta finale. Voglio dire che il Consiglio Aperto, in termini di Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale (dato che la nostra richiesta risponde a tutti i canoni richiesti) non può non essere convocato. Il bieco trucco usato dalla Giunta per nascondersi di fronte alla cittadinanza è stato quello di dire che in quel momento non c’era nessuna motivazione per farlo, era troppo presto e non c’erano nuovi elementi che giustificassero la convocazione… .
Trattare un argomento quando non si è più in tempo utile per poterlo correggere o modificare è come non averlo trattato!
Ora ci sono elementi utili
, l’adozione della variante è stata pubblicata sul BUR (Bollettino Ufficiale della Regione) Umbria nel Bollettino n*7 del 6 febbraio 2018 numero 1791685 alla pagina 16 (http://www2.regione.umbria.it/bollettini/download.aspx?doc=180206B07.pdf&t=bollettino&p=2&show=true). Dal 21 febbraio si aprono i 15 giorni in cui è possibile presentare delle osservazioni, che se ammesse, potrebbero incidere profondamente sul progetto finale. Ora è il momento di Convocare il Consiglio grande (aperto) sulla variante di Ponterio. Dalla persistente reticenza della Presidente del Consiglio si palesa la sua incapacità di svolgere il suo fondamentale ruolo super partes. O il consiglio si svolge al massimo tra una settimana oppure la Presidente Raffaella Pagliochini si deve dimettere!
Il Consiglio aperto è il luogo istituzionalmente preposto per parlare di un tema così importante, che permette di informare tutti i cittadini di quali sono gli strumenti a loro disposizione e di come possono essere usati.

Manuel Valentini Consigliere Comunale e Capogruppo Partito Democratico

“Quando ci batteva forte il cuore” di Stefano Zecchi.Un libro struggente per raccontare l’Esodo.

 

Parlare di Esodo dall’Istria,dalla Dalmazia,da Fiume si può cadere o nella retorica o nel patriottismo di facciata che non rappresenta nel modo migliore il dramma di centinaia di migliaia di italiani costretti all’abbandono delle loro terre dalla cieca violenza dei “titini”.Una violenza che trova nelle foibe la più alta espressione di odio e di volontà di cancellare da quei territori la secolare presenza italiana.

Ecco allora che un libro rappresenta in modo struggente e coinvolgente quel dramma;un dramma che in quelle terre si ripeterà in una pulizia etnica all’incirca dopo 40 anni nella sporca guerra che portò alla dissoluzione definitiva della Repubblica Socialista Federale di Yugoslavia.

Ci riferiamo ad un libro di Stefano Zecchi,scrittore, giornalista e docente , professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano,intellettuale noto ed apprezzato,che nel 2010 pubblicò con la Mondadori “Quando ci batteva forte il cuore”. 

Andiamo con la descrizione.

“Pola 1945. Il dramma della gente sconvolge la famiglia del piccolo Sergio, costretta a subire umiliazioni e soprusi da parte dei nuovi occupanti slavi. La mamma di Sergio, Nives, maestra di scuola elementare, si batte con grande coraggio nella difesa dei confini della patria: colta, autorevole, fiera, raccoglie intorno a sé i propri concittadini che non intendono chinare la testa di fronte alle decisioni dei vincitori. Anche Sergio nutre per la madre una vera ammirazione. Ha sei anni, è cresciuto con lei, ha visto il padre per la prima volta soltanto al suo ritorno dalla guerra. Per lui prova soggezione, quasi diffidenza. Intanto l’annessione dell’Italia orientale alla Jugoslavia travolge l’esistenza degli istriani. Nella famiglia di Sergio è tempo di decisioni gravi. Flavio e Sergio, padre e figlio, impareranno a conoscersi, suggellando un’affettuosa dolcissima alleanza, che li aiuterà, dopo imprevedibili avventure e grandi sofferenze, a costruire una nuova vita insieme. Nelle pagine di questo romanzo, la rigorosa ricostruzione di un periodo terribile e ancora poco conosciuto del Novecento si accompagna a una storia intima, delicata, toccante. Stefano Zecchi dà vita a un affresco importante, che illumina il dramma di un popolo e insieme racconta tutta l’emozione di un grande amore tra padre e figlio.”

Perugia, figli di un Fisco maggiore

 

Il capoluogo di regione fa pagare quasi il 30% in più di tasse comunali (Imi, Tasi e Tari, addizionale comunale Irpef) per famiglia rispetto a Terni. Il Rapporto della Uil nazionale  e del Caf (Centro di assistenza fiscale) della Uil dell’Umbria. In dettaglio, a Perugia una famiglia paga mediamente la bolletta rifiuti l’11,3% e l’Imu/Tasi ben il 102,6% rispetto a quanto avviene a Terni. Complessivamente, in media ogni cittadino a Perugia paga tasse comunali il 28,8% in più rispetto a Terni. Perugia, a differenza di Terni, ‘bastona’ di più anche rispetto alla media nazionale. Tutte le cifre e le proposte che avanza la Uil,

 

“Un piccolo risparmio rispetto alla media nazionale per le imposte locali, ma fortissime le differenze che si registrano nei due capoluoghi di provincia dell’Umbria”. È quanto emerge dall’ultimo studio condotto su scala nazionale dal Servizio politiche territoriali della Uil. I dati riferiti all’Umbria, rielaborati dal Centro di assistenza fiscale (Caf) della Uil regionale, dimostrano senza ombra di dubbio una grave sperequazione fiscale tra le due Province.

Le tasse locali che sono state messe sotto osservazione riguardano le addizionali Irpef, sia regionali che comunali, alle quali si aggiungono le imposte che colpiscono il patrimonio immobiliare e quindi l’Imu/Tasi e la Tari.

 La famiglia di riferimento

Lo studio della Uil fa riferimento all’identikit di una famiglia tipo di quattro persone, con due figli minorenni, con entrambi i coniugi titolari di reddito, ammontante cumulativamente a 44mila euro lordi. In più si è considerato il possesso di una casa di proprietà di 80 metri quadrati, più un secondo immobile e con un indice della situazione economica equivalente (Isee) di 17mila 812 euro. Per quanto riguarda il gettito Imu/Tasi, è stato stimato sulla media dell’introito complessivo delle due imposte rapportato al numero dei contribuenti.

 Il quadro generale di tutta l’Umbria, dove in media i comuni tassano l’11,8% in meno rispetto alla media italiana. Fa eccezione l’addizionale Irpef

“A fare la parte del leone – spiega il Rapporto della Uil – in questo caso è la sommatoria Imu/Tasi, che è pari a 274 milioni, seguita a ruota dai 159 milioni della Tari, la tassa sui rifiuti urbani. Ma non finisce qui, perché gli umbri devono aggiungere altri 156 milioni per le addizionali regionali e scucire altri 75 milioni per quelle comunali”.

Un salasso non indifferente, che pone comunque la regione Umbria in una condizione migliore rispetto alle altre consorelle. Infatti, documenta il Rapporto Uil, “facendo la media per ciascun nucleo familiare il peso della tassazione locale dei cittadini umbri si attesta a 1.835 euro pro capite annui, un dato inferiore di 231 euro medi (-11,8%) rispetto a quello riferito alla media italiana, che si colloca a 2mila 066 euro”. Praticamente su tutte le voci analizzate all’interno dello studio c’è un risparmio di imposta per gli umbri, ad eccezione dell’incidenza dell’Irpef comunale che raggiunge i 268 euro medi contro i 224 euro della media italiana (+19,7%).

… ma a Perugia sulle tasse si ‘bastona’, molto più che a Terni. Nel capoluogo di regione il Comune preleva in media il 28,8% in più rispetto a Terni, con la differenza su Imu/Tasi che arriva al 102,8%. Più cara anche la Tassa rifiuti (+11,3%)

Fin qui l’esame del dato regionale. Più interessante ed articolato è quanto emerge da una analisi comparata dei due capoluoghi della regione: Perugia e Terni. “A brillare di luce in questa classifica umbra al contrario – spiega il Caf Uil dell’Umbria – dove il primo che arriva non vince una medaglia ma è quello più bastonato dal fisco, è Perugia”. Partiamo dalle similitudini dove, complice il fatto che esiste una sostanziale invarianza delle aliquote comunali applicate e delle relative esenzioni, non ci sono praticamente differenze sull’incidenza delle addizionali locali.

 La Tassa rifiuti (Tari)

Le prime differenze significative cominciano ad emergere sulla Tari (tassa rifiuti), dove a Perugia si arriva ad un esborso medio di 306 euro, superiore al dato di Terni per 31 euro, considerato che nella conca l’importo si ferma a 275 euro. In altre parole, a Perugia i cittadini pagano la bolletta rifiuti l’11,3% in più rispetto a quelli di Terni.

 Imu/Tasi

Molto più accentuata è la differenza che si riscontra invece quanto all’Imu/Tasi, con Perugia che svetta a 941 euro medi annui, oltre il doppio (+102,8%) rispetto ai 464 euro medi annui di Terni. Ciò fa del capoluogo regionale dell’Umbria una città molto più tartassata, con un valore che supera la media nazionale di 127 euro. Ossia, a Perugia si paga di Tari il 15,6% in più rispetto al dato medio nazionale.

 Tirando le somme sul complesso di quanto si paga di Tari, Imu/Tasi e addizionale comunale Irpef a Perugia e Terni

“Tirando le somme – sintetizza il rapporto Uil – appare evidente la maggiore imposizione che colpisce i perugini rispetto ai ternani; la differenza è significativa raggiungendo, sempre nella media pro-capite, ben 508 euro annui a famiglia. Ciò in quanto il peso complessivo della tassazione locale, a Perugia raggiunge i 2mila 271 euro (+205 euro rispetto alla media italiana), mentre a Terni si pagano 1.763 euro (-303 euro rispetto alla media italiana)”. Detto in termini di differenze percentuali, complessivamente in termini di tassazione locale a Perugia si paga, in media, il 28,8% in più rispetto a Terni. E rispetto alla media nazionale a Perugia le famiglie versano il 9,9% in più, mentre a Terni si paga il 14,7% in meno.

 Le proposte della Uil

“Ciò – conclude il Rapporto della Uil – fa capire che, nonostante il calo della pressione fiscale locale registratosi negli ultimi anni anche grazie al blocco delle aliquote, la via da percorrere per un fisco meno gravoso e più equo è ancora lunga e non priva di ostacoli”. A giudizio del Centro servizi Uil dell’Umbria e della Uil nazionale, “sarebbe opportuna una trasformazione della base di calcolo delle addizionali, passando dalla loro applicazione come imposta ad un modello che le veda trasformarsi in sovraimposta, un meccanismo che rafforzerebbe il principio di progressività nel prelievo. Urge quindi un intervento di rivisitazione dei valori del catasto che, pur nell’invarianza dell’incasso complessivo, sappia maggiormente coniugare le esigenze di cassa con quelle non meno importanti di equità del prelievo, in Italia come in Umbria”.