Pianta Organica e dichiarazioni del PD

 

 

 

 

 

 

Un vecchio adagio recita “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”. Potrebbe essere solo
questa la risposta ad alcune forze di opposizione della città e del paese che in questi giorni sono
ritornati su un argomento già più volte discusso ed approfondito in ogni sede. Posso capire che i
politici locali sono spiazzati nel vedere che agli annunci seguono i fatti, mi dispiace ma se ne
dovranno fare una ragione perché questo è il nostro modo di amministrare la città e il paese.
Bene il tentativo di illustrare le norme che regolano la vita amministrativa, finalmente quando avrò
bisogno di un parere sul diritto amministrativo saprò a che rivolgermi. Tuttavia le loro
argomentazioni, oltre ad essere fuori luogo, sono politicamente irrilevanti e dimostrano che chi è
abituato a vivere in un mondo di sogni, molto spesso confonde la fantasia con il mondo reale.
In poche parole, contrariamente a quanto afferma il partito di opposizione la riforma della pianta
organica è stata portata avanti ascoltando tutti i soggetti interessati ed è stata condivisa con i
rappresentanti sindacali del comune, forse è vero che non è stata condivisa con la forza di
opposizione, ma questo fa parte di un modo vecchio di far politica, detto anche consociativismo, che
non appartiene alla nostra visione della politica. I maestri del diritto amministrativo dimenticano di
ricordare che la riforma della pianta organica è una delle funzioni del sindaco e della giunta che non
necessitano dell’approvazione in consiglio. Il lavoro fatto dalla maggioranza e dal Vice sindaco
Ruspolini non solo è coerente con le normative attuali, ovviamente se ci saranno delle modifiche al
quadro normativo saranno prese le dovute decisioni. Dunque, invitiamo le forze di opposizione a
scendere dalla cattedra di improbabili censori della scelte politiche e di svolgere il ruolo di
opposizione e mi scuserete se fin ora non ho visto niente che assomiglia ad una opposizione seria in

consiglio comunale, ma solo discussioni e cavilli sul regolamento del consiglio; come dire discutiamo
dei regolamento perchè sul merito non sappiamo cosa dire.

Lega Umbria Todi
Antonio Aiello 

 

Aerospazio: più di cento esperti internazionali in Umbria per il forum SAE – Society of Automotive & Aerospace Engineers 2018.

 

Sono stati oltre cento gli ingegneri delle più importanti aziende mondiali dell’aerospazio che si sono riuniti al Giò Jazz Hotel di Perugia in occasione del forum organizzato da SAE International, l’associazione professionale che rappresenta i responsabili degli uffici tecnici dei principali players del settore aerospaziale a livello globale.

È la prima volta, in oltre 40 anni di attività, che l’Italia ospita il Forum.

Airbus, Boeing, Bombardier, Leonardo, United Technology, Parker, Moog, Safran e per l’Umbria OMA ed Umbragroup, sono solo alcune delle aziende che hanno scelto l’Umbria per una serie di conferenze e per il simposio che ha visto protagonisti tra gli altri UTAS, Leonardo, Umbragroup, il Politecnico di Torino ed altre Università europee.

Il tema affrontato è stato quello dei sistemi di attuazione che stanno alla base del funzionamento di tutto ciò che su un velivolo si deve muovere: carrelli, flap, thrust reverser e servocomandi in generale.

“Una tematica critica, quando si parla di aerospazio – ha sottolineato Antonio Baldaccini, presidente di Umbria Aerospace Cluster – ed un’opportunità unica per la nostra regione che ha potuto rappresentare a convenuti così qualificati, il potenziale tecnologico e produttivo delle nostre aziende”.

Un’intera giornata è stata dedicata alla visita degli stabilimenti di UMBRAGROUP ed OMA. Le medesime aziende, insieme ad altre sette pmi aderenti al Cluster Umbria Aerospace, sono state inoltre coinvolte in uno stand dimostrativo, presidiato dai loro tecnici per tutta la durata del Forum.

Grazie al sostegno tecnico finanziario di Sviluppumbria e della Regione Umbria si è andati oltre l’industria manifatturiera, promuovendo anche le qualità territoriali nel campo dell’arte, dell’enogastronomia e del turismo.

Sempre nella stessa giornata, tutti gli accompagnatori dei tecnici presenti a Perugia sono stati coinvolti in un piccolo “tour” che ha previsto la visita di Assisi e di alcune realtà di eccellenza dell’eno-gastronomia regionale, tra cui il Museo Casa del cioccolato della Perugina.

Ian Hally, Chairman di SAE, ha testimoniato come l’iniziativa di SAE in Umbria “abbia raggiunto l’obiettivo, avendo registrato tra i partecipanti un gradimento straordinario, senz’altro superiore alle aspettative sue e dei colleghi provenienti da ogni parte del mondo”. Al termine della permanenza in Umbria Mr. Hally ha espresso un grande apprezzamento delle competenze dimostrate dalle aziende umbre nel campo dell’attuazione idraulica ed elettromeccanica.

“Per le aziende del nostro territorio – ha concluso Baldaccini – è stata una importante opportunità per evidenziare l’alta tecnologia e qualità dei prodotti delle aziende dell’Umbria Aerospace Cluster della nostra Regione, augurandosi che quello di SAE 2018 sia soltanto la prima di analoghe iniziative da organizzare in futuro”.

Il Presidente di OMA, Umberto Nazzareno Tonti, ha espresso il suo apprezzamento per l’organizzazione dell’evento che ha permesso ai membri dell’Umbria Arospace Cluster di immettersi in un circuito di altissimo livello come quello del SAE, attraverso il quale veicolare e valorizzare le già elevate competenze.

Ancora sul seggio di Duesanti

Nell’ultimo consiglio comunale, l’attuale maggioranza Ruggiano, ha avuto il coraggio di ‘addebitare’ la colpa al sottoscritto, riguardo la chiusura del seggio di Duesanti, affermando, più volte, che non mi sarei presentato all’assemblea elettorale provinciale, in qualità di membro effettivo della medesima. Secondo l’amministrazione di centrodestra il sottoscritto non avrebbe adempiuto al proprio dovere di membro, mancando così alla discussione, e in seguito votazione, a favore della soppressione della sezione 12, allora sita in Duesanti. Mi dispiace, ancora una volta, sottolineare la falsità delle parole dell’ attuale maggioranza di governo che, come già saprà, non sono membro effettivo dell’assemblea elettorale provinciale ma un semplice supplente a cui non é stata inviata alcuna comunicazione di partecipazione: né cartacea né elettronica.
Rispedisco, dunque, al mittente le accuse, e consiglio, al contempo, di informarsi bene, prima di raccontare castronerie da bar, nella maggiore assise della Città di Todi: quale appunto é il Consiglio comunale!
La scelta di chiudere un seggio storico, come quello della frazione di Duesanti, ben messo e curato, rispetto a molti altri, ancora non soppressi o accorpati, e con un’affluenza elettorale fra le più alte del comprensorio, ricade unicamente in mano a questa amministrazione comunale e alla giunta che la rappresenta.
Vergogna, per la costante disinformazione che fate nel cercare di deviare la verità delle cose: é un comportamento alquanto squallido e immaturo, dal punto di vista politico e amministrativo. Concludo con una citazione dantesca: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. ‘virtue e canoscenza’ che poco si addicono a questa maggioranza di governo.
Roberto De Vivo
Supplente membro effettivo assemblea elettorale provinciale

Cerimonia per l’ultimazione delle opere di restauro del Tempio della Consolazione a Todi

 

Venerdì 19 ottobre 2018 a Todi ore 17,30 presso la Sala del Consiglio, nell’ambito delle iniziative per i 510 anni dall’avvio della Fabbrica del Tempio, si terrà la cerimonia per l’ultimazione dei lavori di restauro delle coperture plumbee del Tempio della Consolazione.

Interverranno all’evento il Sindaco Avv. Antonino Ruggiano, La Presidente della Regione Dott.ssa Marini, il Soprintendente S.A.B.A.P. dell’Umbria Dott.ssa Mercalli, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Dott. Giampiero Bianconi e lo Storico dell’Architettura Prof. Enzo Bentivoglio.

L’evento sarà coordinato dal Presidente di Etab Avv. Claudia Orsini e prevede l’intervento dell’Arch. Corradi che parlerà dei lavori eseguiti e degli approfondimenti che li hanno preceduti.  Nel corso della manifestazione è prevista la proiezione del docufilm commissionato dalla ditta appaltatrice RB Srl, realizzato da Carlo Intotaro Droinwork

Con l’intervento realizzato sulla cupola centrale e sulla lanterna si conclude l’importante percorso di recupero del tempio bramantesco realizzato e finanziato da Etab, dalla Regione Umbria e con il prezioso supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e che, in precedenza, ha interessato le semi-cupole del Tempio afflitte da tempo da pericolosi fenomeni di infiltrazione.

Ad ultimazione dei lavori è doveroso sottolineare l’importanza della collaborazione con le tante istituzioni ed i numerosi studiosi che hanno collaborato alla progettazione ed esecuzione dell’importante, quanto innovativo intervento di restauro.

I progetti e l’attenzione di Etab per il suo prezioso monumento non si esauriscono con l’opera appena ultimata, perché già si sta proficuamente lavorando ad altri interventi grazie anche ai finanziamenti accordati dal GAL della Media Valle del Tevere e dal Governo con il progetto “Bellezz@”.

In buona sostanza si sta lavorando ad interventi nella parte interna della Chiesa ed al contestuale progetto di promozione internazionale; nonché alla messa in sicurezza e al restauro delle settecentesche statue in gesso all’interno della Consolazione.

L’Ente è impegnato nel reperimento di fondi per interventi di ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria ed anche per il pronto recupero della statua di San Bartolomeo, danneggiata sensibilmente dal sisma dell’ottobre 2016 e che si auspica possa presto tornare al suo antico splendore. In questa attività si vuole ricordare come si è facilitati dalla attenzione e sensibilità dimostrata da tanti, valga per tutti la raccolta fondi promossa dall’Istituto Einaudi e dalla Scuola Media Cocchi Aosta, ma gli interventi necessari sono molteplici e le voci di spesa importanti, anche se si confida di poter realizzare a breve tutte le opere necessarie ed urgenti.

“PER UN’UMBRIA LIBERA DALL’AMIANTO”,comunicato stampa Cgil, Cisl, Uil Umbria

 

Cgil Cisl Uil regionali hanno rilanciato alla Fiera Ecosostenibile di Bastia Umbra “Fa’ la cosa giusta”, la questione amianto. Lo hanno fatto sostenendo la piattaforma nazionale unitaria che sta animando il dibattito anche in Parlamento, partendo dalla consapevolezza che l’amianto rappresenta anche in Umbria un problema, chiedendo al tempo stesso alla presidente della Giunta regionale di fare altrettanto durante la Conferenza delle Regioni in programma il prossimo 18 ottobre. Che l’amianto sia un problema di stringente attualità è un dato di fatto, come dimostra il recente allarme lanciato dai vigili del fuoco che si sono occupati delle macerie nel cratere del terremoto, oltre alle statistiche ufficiali, che collocano ad esempio Terni al 65esimo posto nella classifica dei comuni italiani per casi di mesotelioma.

Cosa chiedono le organizzazioni sindacali?

     Nuova rilevazione e mappatura (superando il sistema dell’auto notifica o autodenuncia)

     Rilevazione che indichi il grado di emergenza

     Avviare una campagna informativa verso i cittadini

     Finanziare la bonifica con leggi che aiutino i privati a risolvere il problema

     Una normativa che tuteli la professionalità di chi svolge attività di bonifica

     Intervento risolutivo legislativo per ex esposti per i benefici contributivi.

Di qui la prima necessità: fare in modo che rapidamente i Cor, i Centri Operativi Regionali che analizzano e studiano i mesoteliomi, siano strutturati per la ricerca e lo studio anche di tutti i tumori asbesto correlati e che il ReNaM (Registro nazionale dei mesoteliomi) diventi il registro di tutti i tumori asbesto correlati. E poiché si tratta di tumori di origine professionale, l’Inail deve essere maggiormente coinvolta sia in termini di risorse finanziarie che di risorse professionali.

Nel merito vogliamo riaffermare alcuni criteri:

– validità dei 10 anni di esposizione come soglia per la rivalutazione degli anni di lavoro ai fini previdenziali;

– la conferma del moltiplicatore dell’1,5 per la rivalutazione degli anni di lavoro ai fini previdenziali;

– la validità almeno fino al 2003 del periodo massimo valido ai fini della maggiorazione previdenziale, come indicato dal decreto (2007) dell’ex Ministro Cesare Damiano, che lo limitava solo ad alcuni stabilimenti.

“Il primo obiettivo – hanno detto all’unisono Vasco Cajarelli, Riccardo Marcelli e Francesca Fiorucci, segretari regionali rispettivamente di Cgil Cisl e Uil – è di rimuovere l’idea sbagliata che l’amianto in Umbria non ci sia: è necessario affrontare il problema, negarlo sarebbe un errore grave”.

Tenendo presente tutto ciò, le organizzazioni sindacali chiedono alla presidente Marini di sostenere la piattaforma di Cgil Cisl Uil, annunciando la partecipazione al presidio organizzato per il 6 novembre 2018.

Cgil, Cisl, Uil Umbria

“La Grande Guerra cento anni dopo”:sabato 20 ottobre 2018 ore 17.00 nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi (Piazza del Popolo)

Nuovo appuntamento a Todi per l’iniziativa culturale “La Grande Guerra cento anni dopo”, organizzata dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice con il patrocinio e la collaborazione del Comune, nel quadro del Centenario del primo conflitto mondiale.
L’iniziativa si articola in una serie di conferenze-incontri di analisi e approfondimento di temi storiografici con particolare riguardo al coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori oltre che della cittadinanza tutta.

Il secondo incontro si terrà sabato 20 ottobre 2018, con inizio alle ore 17.00, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali di Todi (Piazza del Popolo) e si articolerà su due temi.

La dott.ssa Maria Chiara Mattesini, giornalista e storica, dell’Università̀ di Roma Tor Vergata, terrà una relazione intitolata “I cattolici italiani tra patriottismo e fede”, che approfondirà il senso della partecipazione del mondo cattolico alla guerra tra dubbi ed entusiasmi, mentre la Santa Sede denunciava “l’inutile strage”.

La dott.ssa Cristina Baldassini, ricercatrice in Storia delle dottrine politiche nell’Università di Perugia, analizzerà sulla base della memorialistica il complesso reinserimento dei soldati nella società civile. “Il dopoguerra dei combattenti: divisioni e stati d’animo” il titolo della sua relazione.

Coordina gli incontri il dott. Gianni Scipione Rossi, vicepresidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. Alla presenza del sindaco di Todi avv. Antonino Ruggiano e dell’assessore alla Cultura  Claudio Ranchicchio, presenta  Pier Francesco Quaglietti.

UN VICESINDACO TUTTO RUSPE E BACIONI, MA CON NESSUN SENSO DELLE ISTITUZIONI.

GRUPPO CONSILIARE Partito Democratico

Non si può che rimanere sbigottiti di fronte alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal vicesindaco Adriano Ruspolini in una videointervista ad un organo di informazione locale. Videointervista inerente la riorganizzazione del personale del Comune di Todi che ha palesato, con dovizia di particolari e dettagli, la scarsa conoscenza da parte di Ruspolini della macchina comunale, del suo funzionamento e dei principi che informano qualsivoglia attività amministrativa. Egli, non lesinando peraltro smisurati elogi a se stesso (della serie “cantarsela e suonarsela da soli”), ha ribadito con forza la giustezza della rotazione del personale comunale, che, giova ricordarlo, interesserà il venti per cento del numero totale dei dipendenti. Il problema è che, da quanto asserito da Ruspolini, non si comprende quali siano stati i criteri guida alla base di questa riorganizzazione, allo stato dei fatti del tutto disorganica ed asistematica. A meno che non si vogliano considerare criteri guida le esperienze autobiografiche richiamate dal vicesindaco (il quale si è premurato di sottolineare di aver cambiato più volte il ruolo organizzativo ricoperto nella propria carriera militare) o il fatto che, ipse dixit, un dipendente comunale “non può fare per tutta la sua carriera sempre le fotocopie” (quale rispetto e quale alta considerazione per i lavoratori!).

Non smuove Ruspolini il fatto che le posizioni apicali non vengano granché toccate dalla succitata rotazione (strumento destinato, in primo luogo, proprio ai dirigenti ed ai funzionari, come chiarito dall’art. 1, co. 5, lett. b) della l. n. 190 del 2012) o che, come ha illustrato l’Anac prima nella delibera n. 13 del 4 febbraio 2015 e poi nel Piano Nazionale Anticorruzione del 2016 (in questo ulteriormente confortata da alcune recenti pronunce della giurisprudenza contabile), la rotazione può essere estesa a tutti i dipendenti a condizione che si rispettino alcuni vincoli soggettivi ed oggettivi, in particolare, in quest’ultimo caso, la precipua qualificazione tecnica e le competenze richieste per la funzione da svolgere, al fine di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa. La rotazione come strumento ordinario organizzativo e di utilizzo ottimale delle risorse umane, infatti, incontra dei limiti oggettivi, quali l’esigenza di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa e di garantire la qualità delle competenze professionali necessarie per lo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle con elevato contenuto tecnico.

Il quadro normativo, dunque, impedisce di assumere misure di rotazione del personale acritiche e disfunzionali, magari in via emergenziale o con valenza punitiva, come si prefigura chiaramente in alcune singole scelte effettuate dall’amministrazione Ruspolini (pardon, Ruggiano). Siamo di fronte ad una vicesindaco che non ha ben compreso come, dalla l. n. 241 del 1990, la legittimazione della pubblica amministrazione non è più solo assicurata dal rapporto verso l’alto, ma è cercata anche in direzione opposta, nella relazione diretta con gli interessati e con gli interessi in gioco. Siamo di fronte ad un vicesindaco che non ha chiara la distinzione tra politica e amministrazione, sancita dalle cosiddette “leggi Bassanini” e ribadita dal d. lgs n. 165 del 2001, un principio che si radica nell’imparzialità della pubblica amministrazione ex art. 97 della Costituzione. Un vicesindaco tutto “chiacchiere e distintivo”, tutte ruspe e bacioni, con scarsa sensibilità istituzionale. Un po’, guarda caso, come il suo beniamino Salvini.

 

Ule, Stati Generali a Terni. Il segretario nazionale: “Noi con le categorie più svantaggiate”

 

Tutto pronto a Terni, a Palazzo Gazzoli, per gli Stati generali dell’Ule, l’Unione Lavoratori Europei. Verrà presentato il programma del 2019 alla presenza di autorità nazionali e di altri Paesi. Appuntamento venerdì 19 ottobre dalle 10.30 alle 17.30 in via Teatro Romano. Il segretario nazionale, il 53enne Fabrizio De Santis, presenta così la giornata: “Abbiamo avuto la conferma della partecipazione di personaggi importanti e di relatori di livello internazionale”.

De Santis, da poco più di un anno a capo del sindacato, racconta come e quando è nato l’Ule: “Nel 2009 per iniziativa di alcuni deputati e di membri dei direttivi siciliani”. I riconoscimenti non mancano: “Abbiamo firmato sette contratti collettivi di lavoro nazionali (Terziario: Commercio/Turismo; Metalmeccanico e Installazioni impianti; Edilizia, Artigianato, Piccola e Media Industria e Impresa Edile; Stranieri: Badanti e Colf; AEM Management, Broker Coach e Agricoltura: Braccianti e Fioraisti); abbiamo l’Ente bilaterale, organismo nato per nostra volontà e di Compie (Confederazione Medie e Piccole Imprese Europee), che è l’ente con cui ci interfacciamo più spesso per gli accordi contrattuali. L’Ente bilaterale ha il compito di svolgere attività di ricerca, rilevamento e monitoraggio dei fabbisogni formativi e sviluppa relazioni e rapporti in ambito internazionale; abbiamo un centro di formazione riconosciuto dal ministero”.

A Terni, dove si svolgerà venerdì prossimo la riunione degli Stati generali, c’è la sede nazionale dei Caf. Altri servizi restano al momento nella capitale. A proposito, ma non ci sono troppi sindacati in Italia? “Buona parte sono mere associazioni che sventolano numeri falsi di iscritti, sigle con membri neanche esistenti. Quelli veri sul territorio sono pochi”.

 

Da quando De Santis è diventato segretario nazionale, l’Ule ha tentato di uscire un po’ dal suo essere Roma-centrico: “Stiamo sviluppandoci nei territori che erano stati lasciati un po’ indietro. Oggi siamo presenti in tutta Italia, in ogni regione c’è una sede dell’Ule. Cerchiamo di offrire servizi come Caf e Patronati agli enti legati al no profit e a chi fa parte della popolazione maggiormente svantaggiata”.

“Moto Club Todi Aquile del Tevere”

 

Rimodulando un vecchio adagio “ Todi e motori…gioie e” non certamente dolori. La Città di Jacopone in questo ultimo scampolo d’ estate ha visto transitare nell’acropoli auto d’epoca, Ferrari, 500 e domenica 14 ottobre, proprio in occasione della Festa del Patrono,  è stata invasa da moto, vespe, lambrette d’epoca, ma anche da centauri su fiammanti motociclette di ogni tipo e foggia. L’occasione è stata quella di partecipare al Raduno “Moto vecchie, Vino Nuovo e Castagne” organizzato appunto dal Moto Club Todi Aquile del Tevere dal sempre infaticabile Presidente Piero Nullo.

Piazza Garibaldi di buon mattino si è trasformata in un caleidoscopio di colori per la presenza di  centinaia di moto, vespe, auto e soprattutto  tantissimi centauri che con le loro multicolorate divise hanno dato vita all’evento.

Numero  43  Club rappresentati, per un totale di 220 iscritti  provenienti dalle Regioni del  Centro Italia ma  anche da Crotone, da Forlì e dall’Inghilterra.

Assolte le formalità di rito, quella dell’iscrizione all’evento, la carovana si è snodata lungo il Corso Cavour, imboccando la Via Tiberina, attraversando la Frazione di Ponte Rio, oltrepassando il ponte sul Tevere in prossimità di  Montemolino, per proseguire verso il Doglio frazione del Comune di Monte Castello di Vibio.  Ad attendere i partecipanti c’erano  i titolari della “ Cantina Zafferami” Roberto Zafferami e Filippo Giannini con le rispettive famiglie che hanno offerto un rinfresco nel viale di accesso al Borgo del Doglio all’ombra dei platani. A seguire castagne vino e mosto sempre della Cantina Zafferami, insomma  una giornata da non dimenticare per la splendida accoglienza.

A conclusione il Sindaco di Monte Castello Vibio, Daniela Brugnossi,  ha ringraziato i partecipanti e gli organizzatori sottolineando quanto siano importanti queste iniziative per la conoscenza e la promozione del territorio.

 

“In merito all’avvicendamento in Biblioteca” di Manfredo Retti

 

Divenuto operativo  il   trasferimento di Fabiola Bernardini dalla direzione della Biblioteca Comunale,   desidero,  come  regolare fruitore e, occasionalmente, collaboratore,  e, proprio per questo, testimone del  lavoro svolto dalla suddetta a vantaggio di quello che è divenuto, per suo merito,  un polo culturale cittadino,    esprimerle  un pubblico ringraziamento e, al tempo stesso, manifestarle il rammarico per il suo decretato  abbandono.   Non tanto, però,  a titolo personale (  già fatto più volte in privato), quanto per  contrastare  una diceria   messa in giro non si sa da chi, ma certo da ambienti interessati “a prescindere” alla sua rimozione:  che contro il provvedimento si sarebbero levate solo voci “esterne” , addirittura di dubbia autenticità,  mentre la città sarebbe rimasta indifferente.  E’ chiaro, a questo punto,  che hanno sbagliato quanti di  noi,  appena avuta la notizia,  si sono rivolti direttamente alle  istituzioni  in forma privata, proprio per non creare polemiche  con  intempestive   uscite  pubbliche, ma, al contrario, per chiedere spiegazioni su una vicenda  che, al momento, poteva sembrare discutibile.   E’ chiaro  che hanno (abbiamo) sbagliato, perché se queste lettere  fossero state  altrettante dichiarazioni inviate alla stampa,  avrebbero, esse,  dimostrato  che  il provvedimento interessava (eccome!)  alla città,   ed interessava   in un  modo solo: che fosse revocato!   Sappiano, dunque, quanti non lo sanno,  e se ne convincano quanti  non vogliono sapere, che a difesa dell’operato della Bernardini si sono levate voci di  fruitori della Biblioteca, di insegnanti della Media e del Liceo,  di giovani  lettori, nonché   di cittadini qualsiasi.  E al di là di ogni appartenenza politica.  Esiste anche una raccolta di firme,  promossa da due ex studenti.    Parte di tutto ciò è stato consegnato  a mano  e regolarmente protocollato,  parte  espresso per meil.   Io non ne ho, evidentemente,  conoscenza diretta  (  tranne  del testo  preposto alla sottoscrizione), ma   non lo immagino diverso da quanto ho espresso  nella lettera da me inviata il 17 maggio, al Sindaco, al Vicesindaco e all’Assessore alla Cultura.   Ne riproduco un brano:  “  E’ vero che  esiste un  “paese legale” delle leggi  a cui il “paese reale” deve in qualche modo sottostare, ma è anche necessario che,  nei loro specifici diritti,  i due “paesi”  debbano, semmai,  integrarsi, non contraddirsi.  Ora, la rimozione di Fabiola Bernardini dalla direzione della Biblioteca è evento che non trova  giustificazione in nessuna norma da “paese reale ”, perché  è evidente, deve essere evidente,  che la turnazione interna alle cariche amministrative non possa procedere in senso meccanico, senza una valutazione di opportunità, di meriti, di esperienze, di competenze. O, al limite,  di uno stato di necessità.  E quale sarebbe, in tal caso,  lo stato di necessità?  Quello di una Biblioteca che funziona benissimo, e non da ieri, ma da anni, da quando Fabiola Bernardini ne ha assunto gli incarichi direttivi, con competenze sia curriculari ( ricordiamo che è laureata in lettere e archivista), sia acquisite con l’esperienza di quattordici anni,  e di  ammirevole dedizione, nonché di spirito di iniziativa? Una Biblioteca che ha incrementato presenze, sia di lettori che di spettatori e  auditori, e che non è più soltanto un deposito di libri, un presta-riporta, come  sostanzialmente era prima, ma un vivo e vegeto polo culturale?  Una  Biblioteca che si è attirata il plauso di moltissimi (ma direi  tutti) gli stranieri residenti a Todi ( e voi sapete quanto conta, anche per l’immagine cittadina, tale apprezzamento)?  Io non trovo alcun motivo a giustificazione e non riesco a credere, ripeto, che il ricambio delle cariche sia automatico, alla cieca, un “a chi tocca tocca” e a “un dove si va si va”. Scusate, ma non può essere” .   Lo pensavo  tre mesi fa,  lo ho pensato  dopo la gentile  risposta ( anch’essa privata) del sindaco, continuo a pensarlo.   Capisco che l’Amministrazione Comunale  non ha l’obbligo di rendere  pubblico ciò che le viene  inviato in forma privata  (l’errore l’ha fatto chi, da principio, ha scelto quella  via, dunque l’abbiamo fatto noi),  ma lasciar   correre sull’ipotesi di  una  generale  indifferenza,   no, questo non dovrebbe.   Ha sufficienti prove che così non è.

 

Manfredo Retti