Celebrata in Aula Magna la Giornata della Memoria Presentati i lavori di ricerca delle scuole umbre Il Prefetto Cannizzaro ha consegnato la Medaglia d’Onore a Romeo Mariucci

 

Aula Magna dell’Ateneo affollata di studenti delle Superiori, questa mattina, per l’iniziativa “A 80 anni dalle leggi razziali”, in occasione della Giornata della Memoria, organizzata dall’Università degli Studi, Prefettura di Perugia, Regione Umbria e Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc), in collaborazione con Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Associazione Italia Israele di Perugia e Archivio di Stato di Perugia.

“L’Università oggi è impegnata in quella che è la sua missione principale, educare; una missione che svolgiamo molto spesso con le scuole superiori – ha detto il Rettore Franco Moriconi -.  Non una commemorazione, ma un ricordo delle vittime, che sono state tantissime ,e di coloro che hanno messo a rischio la loro vita per difendere la vita di altri. Un ricordo del momento più oscura della nostra storia in Italia, legato alle leggi razziali e a tutto ciò che ne derivò. Mi sento di dire ai nostri ragazzi di stare attenti: troppo spesso anche in Italia ci sono  dei momenti in cui torna fuori la antisemitismo: è necessario essere ferrei e non trattare questi momenti con superficialità”, ha concluso Moriconi che ha citato Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

I lavori sono stati coordinati dal professor Mario Tosti, presidente dell’Isuc, che ha illustrato l’attività di ricerca e di archivio svolta dagli studenti che ha portato alla realizzazione di un volume sui temi legati alla Giornata della Memoria.

Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, ha portato il saluto della Presidente Catiuscia Marini impossibilitata a intervenire per impegni istituzionali.

“Viviamo un momento di grande difficoltà per i tanti populismi che stanno cercando di minare i nostri valori – ha sottolineato la presidente Porzi -. Le legge razziali, come ha ricordato il Capo dello Stato non sono state una ‘svista’ di un particolare momento, ma una macchia indelebile della nostra storia. Per evitare che questo possa accedere di nuovo noi stiamo lavorando con grande determinazione e convinzione, perché la verità possa essere conosciuta. Grazie per questo volume – ha concluso Porzi rivolgendosi a studenti e insegnanti -: un lavoro carico di quei principi attraverso i quali costruire la nostra ‘tenuta’, la nostra forza come comunità”.

Nel corso della cerimonia il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, ha consegnato la  Medaglia d’onore conferita dal Presidente della Repubblica, quale riconoscimento per i “cittadini deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, ai quali, se militari, è stato negato lo status di prigionieri di guerra”.

Il riconoscimento è stato assegnato a Romeo Mariucci, nato a Sigillo il 19 marzo 1944, internato nel campo di concentramento tedesco di Stalag VIII (in prossimità di Gorlitz, a quei tempi in Germania) dall’8 settembre 1943 al 5 settembre 1944, giorno della sua morte.

La Medaglia d’onore è stata consegnata dal Prefetto Cannizzaro a Emilio Mariucci, nipote di Romeo Mariucci; presente Riccardo Coletti, sindaco di Sigillo.

E’ seguita poi l’illustrazione dei lavori realizzati da numerosi istituti scolastici dell’Umbria sui temi legati alla Giornata della Memoria.

Nunzia Frustagatti (presidente Confcommercio Todi): “Sì alla chiusura di una parte di Piazza del Popolo, ma subito un parcheggio per le soste brevi”

Sono disposti ad accettare che una parte di Piazza del Popolo sia destinata a zona pedonale. Ma chiedono al contempo all’amministrazione comunale che sul lato destro della Piazza sia consentita la sosta breve, per permettere a tutti di accedere al centro storico e fare rapidi acquisti nei negozi della zona.

Questa la decisione emersa nel corso della riunione di ieri degli associati Confcommercio Todi, che si sono confrontati su questo e su altri argomenti importanti per il territorio, nel corso di un incontro avvenuto presso l’Hotel Villa Luisa, coordinato dalla presidente Nunzia Frustagatti, e alla presenza del consiglio direttivo della organizzazione.

Porterà proprio la firma della presidente Frustagatti la lettera con la quale Confcommecio Todi ha formalizzato la sua richiesta all’amministrazione comunale, a nome di tutti gli operatori della Piazza.

“Il consiglio e gli associati Confcommercio Todi – si legge nella lettera – sono arrivati, dopo una lunga discussione, alla decisione di accettare che una parte di Piazza del Popolo sia area pedonale, ma chiedono che sia assolutamente allestito  sul lato destro della Piazza un parcheggio, a spina di pesce, con sosta breve di 30 minuti regolamentato con disco orario, per dare la possibilità ai clienti di fare acquisti veloci”.

Confcommercio Todi chiede anche che sia condiviso il progetto per il nuovo arredo urbano del centro storico e sostiene con forza la necessità  del raddoppio dell’ascensore del parcheggio di Porta Orvietana in tempi brevissimi: tutti interventi rivolti all’unico obiettivo di riqualificare il centro storico, renderlo più accessibile ed attrattivo.

Tra gli altri temi discussi dagli imprenditori del terziario di Todi, ai quali sono stati presentati i nuovi servizi Confcommercio, anche quello della sicurezza: visti i molti furti nelle zone limitrofi della città, gli operatori chiedono una migliore sorveglianza delle periferie.

I consiglieri Confcommercio Todi hanno infine illustrato il progetto già presentato al Comune per un gemellaggio Todi / Dreux, in occasione del Tour De France 2018, come volano turistico per il territorio.

Con bando “Gal” Media Valle del Tevere riqualificati 16 borghi

Tredici Comuni coinvolti, con sedici borghi riqualificati, quasi 28mila residenti interessati, 4 milioni e 600mila euro gli investimenti attivati e 4 milioni e 100mila euro i contributi da erogare. Sono questi, in sintesi, i risultati del bando del Gal (Gruppo di azione locale) della Media Valle del Tevere relativo alla riqualificazione e valorizzazione dei borghi del territorio (a valere su risorse del Programma di sviluppo rurale dell’Umbria 2014-2020, Misura 19.2).

   A illustrarli, nel corso di un incontro che si è svolto oggi a Palazzo Donini, il presidente del Gal Media Valle del Tevere, il rappresentante dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, i sindaci di Assisi e Monte Castello di Vibio, il vicesindaco di Deruta, dirigenti del Comune di Perugia e i componenti della struttura tecnica del Gal. Presente anche il presidente della Pro Loco di Armenzano, nel comune di Assisi, dove verrà riqualificata l’ex scuola elementare. È uno degli interventi che sono stati finanziati, finalizzati al recupero e alla riqualificazione funzionale del patrimonio paesaggistico, architettonico di tipo storico-culturale pubblico dei borghi rurali, prestando particolare attenzione all’utilizzo di sistemi innovativi ed inclusivi. I restanti progetti riguardano Portaria (nel comune di Acquasparta), i borghi di Santa Restituta e Tuscolano (Avigliano Umbro), i centri storici di Bettona, Collazzone, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Fratta Todina, la riqualificazione di Compignano (Marsciano), del Museo delle acque di Fontignano (Perugia), delle frazioni di Cecanibbi, Montemolino e Ripaioli (Tosi), del parco delle sculture a Brufa (Torgiano), e la messa in sicurezza della statue all’interno del Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi.

    “Con questo bando – ha detto il presidente del Gal Media Valle del Tevere e sindaco di Marsciano –  al quale abbiamo lavorato fin dall’inizio dell’operatività del Gal e che ha ottenuto risultati straordinari in ordine alla capacità delle amministrazioni comunali  di aderirvi e investire nel territorio, vengono finanziati interventi che agli aspetti urbanistici hanno saputo legare anche l’attivazione di nuove tecnologie per l’accesso alla comunicazione senza tralasciare gli aspetti della sostenibilità ambientale e della fruibilità degli spazi. Abbiamo investito in borghi più ‘smart’ con soluzioni che vanno nella direzione di accrescere anche l’attrattività turistica del territorio. Vogliamo infatti fare in modo – ha aggiunto – che questa rete dei borghi diventi motore della qualità della vita di chi vi abita, ma che svolga anche una funzione di richiamo turistico. La realizzazione di questi interventi sarà anche una leva anche per la crescita dell’economia locale”

Indagine Fipe-Confcommercio: in Umbria i consumi fuori casa “sentono” la crisi ma aumentano il loro peso nei consumi alimentari.

 

L’Umbria è maglia nera in Italia per contrazione della spesa mensile delle famiglie  nel periodo 2007-2016: -26,5%, a fronte di un dato italiano di -9,9%, pari in valore assoluto a – 809,78 euro di spesa a nucleo familiare. Nessuna regione ha fatto peggio, come risulta dal Rapporto 2017 sulla ristorazione realizzato da Fipe, la Federazione dei Pubblici Esercizi di Confcommercio.
In questo contesto il calo dei consumi alimentari è stato in Umbria meno rilevante che altrove: – 8,7%, contro il  -10,5% a livello italiano. Nel totale dei consumi alimentari complessivi cresce la rilevanza dei consumi fuori casa,  ormai attestati sul 36%. I consumi fuori casa quindi trainano la ripresa, nonostante anch’essi abbiano risentito fortemente della crisi, come testimonia l’elevato numero di aziende che chiudono e un tasso di produttività che resta sotto i livelli pre-crisi.

Nel 2016 in Umbria si contavano 4.694 imprese di servizi di ristorazione – di cui 2.073 bar, 2.566 ristoranti, 55 mense-catering – con un saldo negativo di 179 imprese rispetto al 2015.

Nel periodo gennaio/settembre 2017  le nuove imprese sono state 118, quelle cessate 337, con un saldo negativo di – 219.

“Un dato significativo, che impone un’attenta riflessione”, sottolinea Romano Cardinali, noto ristoratore perugino appena eletto alla presidenza di Fipe-Umbria, l’associazione dei pubblici esercizi aderente a  Confcommercio che, in seguito alla regionalizzazione, ha rinnovato tutto il consiglio, composto da: Tommaso Barbanera (Spoleto), Federico Bianchini (Terni), Federico Boriosi (Città di Castello), Stefania Ferretti (Cascia),  Alfio La Signora (Perugia), Romina Laurenti (Narni), Orfeo Marietti (Perugia), Gabriele Masconni (Passignano), Marco Montecucco (Bastia), Pericle Tilli (Orvieto), Mirco Zitti (Terni, vice presidente).

“Gli umbri, come gli italiani, hanno una forte propensione ai pasti fuori casa – continua Cardinali –  ma troppo spesso oggi chi apre un’attività in questo settore lo fa senza la necessaria preparazione e senza una adeguata conoscenza del mercato. L’eccesso di offerta, spesso improvvisata, porta ad un alto tasso di mortalità. Un approccio approssimativo al business comporta inoltre il rischio di dequalificazione di un settore che, pur con non poche difficoltà, è oggi il più rilevante all’interno della filiera agroalimentare, fa crescere l’occupazione e svolge un importante ruolo sociale, perché bar e ristorati sono luoghi di incontro, di ascolto, di relazione. Non a caso Fipe Umbria ha messo come priorità del suo programma di lavoro la formazione e l’assistenza tecnica alle imprese già esistenti e il supporto nella fase di start up a chi vuole aprire”.

Il vice presidente Mirko Zitti evidenzia un ulteriore priorità di Fipe Umbria: “Qualità ed innovazione oggi sono i valori a cui si deve ispirare ogni impresa del nostro settore. Fipe offre percorsi formativi specifici per imparare a sfruttare al meglio le potenzialità del web e della tecnologia. Ma ispirata a garantire qualità è anche lalotta contro le forme di  abusivismo esistenti attraverso la sollecitazione di una maggiore attività di controllo da parte degli enti pubblici preposti; la revisione in senso più restrittivo della legge regionale sulle sagre, per evitare che tali eventi siano snaturati;  la definizione di una disciplina regionale delle attività di somministrazione di alimenti e bevande; la salvaguardia e valorizzazione dei prodotti enogastronomici di qualità della nostra regione”.

Nessun problema invece per i pubblici esercizi sul versante inflazione: a livello generale i prezzi di bar e ristoranti  sono aumentati in Umbria appena dello 0,4% nel 2017 rispetto al 2016, mentre il dato italiano fa registrare un incremento dell’1,1%. A Perugia il prezzo medio in pizzeria è di 12,50 euro, a Terni 12 euro. Panino al bar super economico nella città dell’acciaio – 1,60 euro in media, il costo più basso in Italia – mentre è di 3,50 euro nel capoluogo di Regione. Il caffè in entrambi i capoluoghi costa mediamente 1 euro, il cappuccino 1,20 euro a Perugia, 1,30 euro a Terni.  Anche il contenimento dei prezzi – oltre al piacere del pasto in compagnia – spiega perché circa il 68% degli umbri – con diversa frequenza – consuma la colazione fuori casa.

Il Popolo della Famiglia: non è serio promettere ciò che non è sostenibile.

 

Notiamo con una certa tristezza il teatrino delle promesse pre elettorali, in particolare quelle a vantaggio della famiglia, anche da parte di coloro che avendo avuto modo di realizzarle, non lo hanno fatto. Ricordiamo che il governo Berlusconi ha governato con ampia maggioranza per un’intera legislatura e che nel programma aveva sbandierato il quoziente famigliare, naturalmente non applicato una volta al potere. Tutto il centro destra negli ultimi giorni propone provvedimenti a sostegno della famiglia e sembra quasi afflitto da complessi di inferiorità nei confronti del Popolo della Famiglia, che questa priorità la porta nel nome. Non è nel nostro stile ergerci a maestri di nessuno, ma il principio di realtà ci spinge ad evidenziare come questi partiti abbiano contribuito ad approvare leggi come quella sul divorzio lampo ed ora sostengono chi con furbi restyling di simboli (alias “Quarta gamba”), si vuole assicurare il mantenimento della poltrona dalla quale ha tradito le istanze del popolo dei Family Day. Se poi guardiamo a sinistra (sebbene questa categoria sia superata da un più realistico polo progressista che comprende trasversalmente il vecchio dualismo destra/sinistra) la situazione si fa sconfortante, essendo il governo uscente promotore delle leggi “de facto” contro la vita e contro la famiglia, per non parlare della infame legge sull’omofobia, approvata per ora solo da un ramo del parlamento, la quale se fosse approvata in via definitiva prevedrebbe il carcere per coloro che considerassero la famiglia formata da un uomo e da una donna come “l’unica” forma di famiglia. Non parliamo del Movimento 5 Stelle, che su questi temi si è dimostrato compatto e affine al PD, votando a favore delle dat, cioè della cosiddetta “eutanasia all’italiana”. Il Popolo della famiglia nasce da una presa di coscienza di questo progressivo degrado antropologico che si è esplicitato con le suddette leggi e dalla constatazione che le istanze del popolo del Family Day non sono ad oggi rappresentate in parlamento. Perciò urge una rappresentanza politica di quel popolo che con le due massicce manifestazioni del 2015 e 2016 ha voluto far presente alla politica che se non consideriamo seriamente la famiglia come risorsa dandogli il riconoscimento dovuto (e non più mero assistenzialismo) il paese a breve sprofonderà nel baratro culturale ed economico, suggellato dai dati impietosi della demografia e della disoccupazione giovanile. È inutile e ingannevole sbandierare surreali provvedimenti solo per accaparrarsi consensi di coloro che ancora si lasciano infatuare, ma occorre avere il coraggio di puntare su poche soluzioni realizzabili a breve e che potrebbero ingenerare circoli virtuosi significativi. Il Popolo della Famiglia propone il reddito di maternità, per tutte le madri che decidano di dedicarsi a tempo pieno alla crescita dei figli, riconoscendone il prezioso ruolo sociale. Ci sorprende che altre forze politiche abbiano scopiazzato questa proposta e la stiano proponendo all’attenzione dell’elettorato. Di fatto le stesse forze, quali Fratelli d’Italia, avendo già fatto parte di un governo, ed avendo avuto un ministero, non hanno presentato un solo provvedimento in consiglio dei ministri a vantaggio della famiglia. Coloro che sostengono il PdF hanno chiaro che: o si da una svolta alle politiche famigliari ed alle piccole medie imprese per lo più a conduzione famigliare, oppure il declino sarà inesorabile e rischieremo di essere sopraffatti dall’immigrazione incontrollata e dall’emigrazione dei giovani senza i quali l’Italia non potrà avere un futuro. È perciò una seria questione di priorità e di rappresentanza.

 

Todi per la Famiglia e Assessore Marta: i giri di parole non interessano a nessuno, tanto meno ai cittadini.

 

Riteniamo opportuno di dover replicare alle affermazioni contenute nel comunicato stampa a firma Todi per la Famiglia non per mero scrupolo difensivo ma per riconfermare un giudizio critico che abbiamo avuto modo di esprimere anche in altre occasioni basato innanzitutto sull’operato dei suoi rappresentanti.

Ci pare ingenua, innanzitutto, l’affermazione di non ritenersi un partito ma solo un insieme di persone che hanno composto una lista ( che peraltro ha raccolto solo una manciata di voti) che ha condiviso un programma preciso e “che è divenuto parte integrante  e fondante della giunta tuderte”.

Non è esattamente questa la descrizione di un partito? L’assessore Marta si è accorta di essere un componente a tutti gli effetti  della giunta comunale di centrodestra che governa la Città di Todi insieme a Forza Italia, Fratelli d’Italia, la Lega e Casapound?

Todi per la Famiglia ha fatto una scelta di campo ben chiara nella forma e nei contenuti a giudicare dal comportamento che l’assessore Marta ha fin qui tenuto, frutto di un appoggio incondizionato all’amministrazione di centrodestra esclusivamente tesa a sviluppare una politica non certo indirizzata al bene comune perché niente affatto inclusiva,solidale e rispettosa delle istanze di tutti i cittadini..

E’ facile l’elencazione:

– sull’ordinanza sindacale che istituisce il divieto di accattonaggio anche non molesto : assessore Marta non pervenuta;

– sul vergognoso striscione contro Papa Bergoglio appeso da Casapound : assessore Marta non pervenuta;

– sulla votazione ordine del giorno riguardante la chiusura del centro di accoglienza minori non accompagnati : assessore Marta non pervenuta;

-sulla mostra dedicata a Primo Levi: assessore Marta non pervenuta;

-sulla card agevolata per usufruire degli impianti sportivi comunali non per tutti i cittadini ma solo per i residenti a Todi da almeno 5 anni: assessore Marta non pervenuta;

-sulla Mostra Migranti la Sfida dell’incontro organizzata tra gli altri dalla Diocesi di Orvieto-Todi : assessore Marta non pervenuta.

In compenso l’assessore Marta ha avuto un ruolo da protagonista nei seguenti provvedimenti:

– detrazioni aliquota Tasi per nuclei familiari con un numero uguale o superiore a tre figli minorenni senza alcun riferimento al reddito;

– censura sui libri inseriti nella biblioteca comunale;

– partecipazione eventi culturali di Casapound;

Partito Democratico Todi

Non si puó uscire da un gruppo regionale, in Umbria, nel quale si è stati eletti. Claudio Ricci: giustificazioni improbabili, non valutando bene la storia politica dell’Umbria.

Nella seconda parte della Legislatura Regionale mi occuperò, in particolare, di sviluppo delle imprese, economia, lavoro e sistema socio sanitario. Sono le priorità per ogni persona.
Una “piccola” (con molta leggerezza) ultima riflessione sulle motivazioni (riportate dalla stampa) con le quali un Consigliere Regionale ha motivato l’uscita dal Gruppo Ricci Presidente che lo aveva eletto. Un atto inaccettabile.
Visto che il Consigliere è in “politica istituzionale” solo dal 2014 probabilmente non valuta bene la storia politica, ormai trentennale, anche del mio impegno in Umbria. Sempre fra i moderati (di area ex democristiana), nel quadro di centro destra, con molti incarichi regionali in Umbria e nazionali (al fianco dei comuni). Dal 2012 lavoro, come noto, alla nascita di un’area civica umbra e nazionale che possa costituire un ampio nuovo partito moderato, civile e popolare (Italia Civica).
Ribadiamo che chi viene eletto in una Lista, e con i voti del candidato presidente e dei candidati consiglieri, non dovrebbe andarsene facendo addirittura decadere il Gruppo di appartenenza.
Peraltro citare le storie politiche di Assisi e Todi, luoghi nei quali in passato non mi sembra di averlo mai intravisto (frequento queste due città da sempre), mi appare quando mai improbabile e inopportuno.
Ogni scelta deve essere rispettata, e come detto rispetto la scelta del Consigliere, anche se non la condivido. Chi se ne va da un Gruppo, di elezione, evidentemente lo fa per una propria logica politica di “posizionamento”.
Altre motivazioni appaiono “molto labili” soprattutto per chi conosce le storie di ognuno di noi. Auguri a tutti.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).

TODI, STUDENTI MEDI IN VISITA CON I GEOMETRI ALLA ELCOM SYSTEM SPA

Oltre 200 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado di Marsciano (‘Salvatorelli-Moneta’), Todi, Collepepe e Fratta Todina (‘Cocchi-Aosta’) sono stati protagonisti di un evento organizzato dall’Associazione geometri Media Valle del Tevere in collaborazione con Elcom System Spa, azienda specializzata nella produzione di componenti antisismiche. I giovani studenti martedì 23 gennaio hanno visitato gli stabilimenti produttivi di Pantalla di Todi della Elcom System dopo essere stati ricevuti dal presidente dell’azienda Giammario Granieri e dal presidente dell’associazione geometri Giampiero Grossi i quali hanno introdotto l’intervento dell’ingegner Fabrizio Comodini del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’ateneo perugino e dell’Università eCampus. “I professionisti della Media Valle del Tevere – ha spiegato Grossi – hanno voluto fortemente questo evento per poter sensibilizzare i ragazzi alla tematica del terremoto considerando che, grazie alla ricerca delle aziende e alla preparazione di figure tecniche come i geometri, i danni possono essere infinitamente minori di quelli prodotti dagli eventi sismici più recenti”. I ragazzi hanno anche potuto assistere a una simulazione di prova sismica.

L’iniziativa di martedì, d’altronde, non è un caso isolato. Nei mesi scorsi già altre centinaia di studenti delle medie del territorio avevano potuto usufruire delle opportunità formative proposte congiuntamente da Elcom System e Associazione geometri. “Dal mese di novembre – ha ricordato Grossi –, grazie alla ferrea volontà di alcuni tecnici, si è fortemente rafforzato il sodalizio iniziato l’anno prima con l’indirizzo Cat (Costruzioni, ambiente e territorio, ex geometri) della scuola ‘Ciuffelli-Einaudi’ di Todi, anche istituendo la sede dell’associazione all’interno dei locali di via Menecali 1. Questo per poter potenziare la presenza dei geometri all’interno della scuola rafforzando il contatto con gli studenti”. Questa unione tra geometri della Media Valle e l’Istituto ‘Ciuffelli-Einaudi’ ha già reso possibile, insieme all’Associazione nazionale donne geometra, l’assegnazione di una borsa di studio a una studentessa meritevole del quinto anno Cat che ha avuto la possibilità di frequentare un corso a Zelarino di Venezia sull’edificio salubre, permettendole di conquistare una specializzazione prima ancora di terminare gli studi.

VARIANTE, NIENTE CONSIGLIO? ALLORA ASSEMBLEA PUBBLICA.

 

La decisone del centrodestra di non accogliere la richiesta di Consiglio Comunale Grande sulla questione della variante urbanistica di Ponterio,
ci induce ad indire, nei prossimi giorni, un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza per un confronto su questo delicato tema. Il Consiglio Grande, richiesto da tutte le forze di opposizione, sarebbe stato l’occasione per un confronto aperto e positivo con i cittadini, gli operatori del settore del commercio, i residenti della frazione di Ponterio-Pian di Porto ed i comitati locali, che, in più occasioni e a più voci, avevano chiesto di approfondire la questione, rinviandone l’approvazione in Consiglio Comunale. Purtroppo la maggioranza non si è resa disponibile a tale richiesta, spostando a data da destinarsi l’iniziativa, che, invece, noi riteniamo vada affrontata quanto prima. La posizione del movimento civico sulla variante è stata sempre di netta contrarietà, ma a questa nostra idea continuiamo ad anteporre la volontà dei cittadini. Pertanto, come già fatto nella precedente legislatura, riteniamo utile invitare i cittadini tutti a discutere del tema, rivolgendoci in particolare all’associazione dei commercianti, al comitato locale di Ponterio e a tutti coloro che verranno interessati dalla nascita del nuovo polo commerciale. Ci appelliamo a tutte le forze politiche presenti e non in Consiglio Comunale che vogliano, insieme a noi, dar luogo a questa assemblea, sostenendo le ragioni del confronto e dell’ascolto, offrendo piena disponibilità e collaborazione per la miglior riuscita della stessa.

Todi Civica

Il Briccialdi:una scintilla di luce che resta accesa

 

Due stagioni in una al Briccialdi. Di diverso segno, ma ugualmente importanti per la vita dell’istituto ternano. Il 2018 infatti vede l’avvio della tanto agognata procedura di statalizzazione dell’istituto e la riproposizione della stagione concertistica briccialdiana. Dieci concerti in città che avranno come location il teatro Secci, il Duomo, la basilica di San Valentino, la chiesa di San Pietro e che si dipaneranno tra gennaio e giugno. Dieci concerti prodotti dal Briccialdi e che vedranno alternarsi, come protagoniste, le diverse realtà dell’istituto: gli allievi, i cori, l’orchestra sinfonica, quella da Camera e d’archi, la Big Band. Non solo concerti e saggi. Il Briccialdi, nel suo sforzo di aprirsi sempre più alla città ed anche oltre i suoi confini, mette in campo nei prossimi mesi anche altre piccole-grandi iniziative, eventi, performances: la seconda edizione, in giugno, della Festa europea della Musica; le esibizioni a cura della Consulta degli studenti in Bct, tra marzo e aprile; l’ascolto guidato del repertorio corale. Ma il Briccialdi sarà presente anche in altre occasioni importanti della vita cittadina, come quella, imminente, della rassegna “Vette in vista”. La prima tappa della stagione concertistica 2018 è prevista per sabato 27 gennaio, alle ore 21, al teatro Secci. Il concerto inaugurale dell’anno accademico 2017-2018 sará tenuto dall’Orchestra sinfonica dell’istituto, diretta da Fabio Maestri, che eseguirà musiche di Ives, Copland e Bernstein. I segnaposti per l’appuntamento ternano sono disponibili da giovedì mattina presso il Briccialdi, fino ad esaurimento posti. Il concerto inaugurale verrà replicato il giorno successivo, domenica 28 gennaio, al teatro sociale di Amelia, alle ore 18.30. In occasione del concerto di sabato a Terni, sará consegnato un riconoscimento alla carriera ad una importante musicologa umbra, la professoressa Biancamaria Brumana. Nel solco di una rinnovata autorevolezza e qualità del Briccialdi e dei suoi corsi, da segnalare anche il risultato del giovane studente di trombone Flavio Placidi che si è classificato al primo posto nell’audizione per assegnare il ruolo di primo trombone dell’orchestra del teatro Alla Scala di Milano. Sul fronte della situazione attuale dell’istituto, sia il direttore Marco Gatti che il presidente Letizia Pellegrini, hanno parlato di una situazione in evoluzione, ma di perdurante difficoltà per quanto riguarda l’immediata disponibilità di adeguate risorse finanziarie, nonostante sia ormai formale l’avvio, quest’anno, della procedura di statalizzazione e i contributi confermati dalla Regione Umbria e dal Comune di Terni

I docenti del Briccialdi sono tuttora senza stipendi (l’ultimo acconto è stato versato nel dicembre scorso), ma, come hanno annunciato Gatti e la Pellegrini, nello stesso pomeriggio del 24 gennaio i vertici dell’istituto sono attesi al MIUR per un incontro importante con il direttore generale del ministero, proprio per affrontare la possibilità di anticipi economici, a valere sulla quota 2018 della statalizzazione, e più in generale la questione delle risorse, compresa una quota residua 2017 ancora da svincolare. Se il direttore ha parlato di una attività concertistica, culturale e didattica che non si ferma – anzi, incrementa – nel 2018, “come segnale, non di una parata istituzionale, ma di una volontà e di una attività diffusa e qualificata dell’istituto, con una serie di produzioni autogestite che ne testimoniano la vitalità e con alcune collaborazioni prestigiose e fruttuose, come quelle con la Bct e PagineSi”, la Pellegrini ha tenuto a sottolineare che “noi operiamo come se le difficoltà non esistessero, senza drammatizzare nè minimizzare, ma lavorando con fiducia ed entusiasmo, tenendo sempre informati i nostri docenti e la città”. Nonostante tutto, quindi, il Briccialdi va avanti e rilancia. Il direttore Gatti ha, inoltre, annunciato che per le master class dell’istituto sará a Terni, per alcuni giorni, una figura molto importante del jazz italiano, Gabriele Mirabassi, il quale non è escluso potrà tenere un concerto in città. Non poteva mancare, infine, un accenno al bicentenario della nascita di Giulio Briccialdi, nel marzo prossimo. È in corso, presso un istituto specializzato di Firenze, il restauro del celeberrimo flauto del “principe del flautisti”, appunto il musicista ternano a cui è intitolato l’istituto musicale cittadino. Tutti piccoli-grandi eventi, ha chiosato Gatti, che contribuiscono “ in un momento così pesante e difficile per la città, a fare del Briccialdi una fiammella viva di speranza per il futuro. Una scintilla di luce che resta accesa.