DALLA VALNERINA L’APPELLO DEL GRUPPO GRIFO: “NECESSARIO RIPARTIRE”

 

 Il ‘territorio come risorsa’. È stato questo il focus e anche il titolo del convegno che si è tenuto domenica 11 marzo a Norcia, in concomitanza della 55esima edizione di ‘Nero Norcia’, la mostra mercato dedicata al tartufo nero pregiato e ai prodotti tipici della Valnerina. A farsi promotore di questo momento di riflessione è stato il Gruppo Grifo Agroalimentare, presieduto da Carlo Catanossi, che per l’occasione ha spalancato le porte del caseificio nursino, in località Opaco, per avviare un confronto sul futuro di Norcia e della Valnerina a un anno e mezzo dal terremoto. “È necessario che questo territorio si riprenda – ha detto il presidente Catanossi –. Ecco perché cogliamo l’occasione di ‘Nero Norcia’ per riprendere il filo della riflessione e della proposta. Siamo nel pieno di una manifestazione unica nel suo genere, che raggruppa le eccellenze del territorio, i produttori e la gente”. “È il momento più opportuno – ha quindi proseguito – per essere costruttivi e per far ripartire le cose. D’altronde il gruppo che rappresento ha qui uno dei suoi stabilimenti più importanti, che ci ha aiutato molto nel portare il nostro nome in giro per tutta Italia”. Le imprese del territorio, infatti, hanno un po’ rappresentato quella forza trainante per uscire dalla crisi post sismica, come dichiarato anche dall’assessore allo sviluppo economico del Comune di Norcia Giuliano Boccanera. “C’è ancora molto da fare – ha commentato – ma non ci siamo mai scoraggiati. Dobbiamo dire grazie alle aziende del territorio, come il Gruppo Grifo Agroalimentare, perché proseguendo con le loro attività hanno permesso ai nostri concittadini di continuare a lavorare anche dopo il sisma. E questo è stato fondamentale, per evitare che intere famiglie andassero via da Norcia”. “Grazie al lavoro fatto dalle aziende del territorio e grazie alla scuola che ha tenuto qui i bambini – ha sottolineato l’assessore Boccanera – siamo riusciti ad andare avanti, nonostante un primo periodo vissuto in maniera molto precaria”. Ma se la Valnerina pian piano sta uscendo dalla crisi post sisma una parte del merito va anche alle tante realtà che hanno mostrato la loro vicinanza e solidarietà. È il caso, ad esempio, della Confederazione italiana dei dirigenti d’azienda (Cida). “Nel periodo immediatamente successivo al terremoto – ha spiegato a questo riguardo Francesco Rizzi, docente del Dipartimento di economia dell’Università degli studi di Perugia –, Cida ha promosso tra i propri associati una raccolta di fondi che è stata poi destinata ad attività di supporto, in termini di managerialità, alle aziende”. Undici le imprese coinvolte tra Norcia e Preci che sono state quindi affiancate da esperti manager di caratura nazionale. Coinvolto anche l’Ateneo perugino, chiamato a una valutazione dell’iniziativa. “Lo studio condotto – ha detto Rizzi – ha evidenziato luci e ombre. Sul primo fronte è emersa la caparbietà delle imprese che operano sul territorio e la presenza di un substrato produttivo con prodotti caratterizzanti che dà l’impressione di poter reggere alle sfide attuali. Al contempo ci sono elementi su cui si deve continuare a lavorare per rendere ulteriormente resiliente il sistema delle imprese locali”. “Il riferimento – ha quindi concluso Francesco Rizzi – è alla necessità di sviluppare quella capacità di intercettare nuovi canali di mercato e stringere relazioni con un territorio che non sia prettamente quello locale per rafforzare ancora di più la robustezza dei prodotti tipici”.

 

CRESCE IN UMBRIA LA DISOCCUPAZIONE NEL 2017.GRIDO D’ALLARME DELLA CGIL

L’aggiornamento a tutto il 2017, dei dati dell’Istat, conferma le valutazioni dell’Ires Cgil dell’Umbria. Continua a diminuire il lavoro a tempo indeterminato e dilaga il lavoro precario e povero. Potremmo dire che l’unico dato certamente in crescita in Umbria è proprio l’aumento del lavoro precario e senza diritti. A questo dato consolidato si aggiunge l’incremento dei disoccupati certificato da Istat che passano da quota 37mila del 2016 a 42mila del 2017.

Non solo, l’Istat nel suo rapporto dice testualmente: “Nelle regioni del centro il tasso di occupazione cresce soprattutto in Lazio e Toscana (+1,0 e + 0,7). In queste regioni si riduce anche il tasso di disoccupazione che invece cresce in Umbria e rimane stabile nelle Marche”.

I  dati sull’Umbria relativi al periodo gennaio-dicembre 2017 sulla qualità dei contratti, forniti dall’Inps, sono un ulteriore campanello d’allarme. Ricordiamoli: assunzioni a tempo indeterminato 10.839; assunzioni a tempo determinato 60.952; stagionali 3.029; apprendistato 5.586; per un complesso di attivazioni pari a 80.406. Le cessazioni complessive sono state 76.551. Tenendo conto anche delle trasformazioni a tempo indeterminato da altri contratti il complesso dei tempi indeterminati .è pari a 15.776  il19,8 % del totale, una percentuale più bassa della media nazionale che corrisponde al 23,2 %. Inoltre, il saldo sempre per quanto riguarda i tempi indeterminati è negativo. Infatti, le cessazioni (18.665) sono superiori alle attivazioni sommate alle trasformazioni(15.776 ). Sappiamo che il numero dei contratti, non corrisponde al numero delle persone, che proprio per la estrema precarietà e durata temporale, sono costretti ad attivare più contratti, anche nell’arco di pochi mesi, non a caso in Umbria nel 2017 (dice l’Istat), ultimo dato certo e confermato, l’occupazione complessiva è diminuita. Con l’elemento sottolineato, che il 30% dei contratti ha una durata media di 1,4 giorni. Inoltre c’è da mettere in evidenza, che nel crollo dei contratti a tempo indeterminato (confronto ‘16-’17) l’Umbria detiene il record negativo, con il calo più consistente (-16, 3% di fronte ad un calo nazionale pari a –7,8%).

Questo dato relativo tutto il 2017, conferma l’allarme occupazione in Umbria e l’esigenza di ridare dignità e diritti al mondo del lavoro, soprattutto giovanile e non solo. L’Istat aggiunge un pesante dato negativo sul versante quantitativo (più disoccupati) al peggioramento della qualità del lavoro (dati Inps). Inoltre, il quadro tracciato dall’Istat, ci parla di una regione, la nostra, con una forza lavoro pari a 400mila unità (222mila maschi e 177mila femmine), con un tasso di attività pari al 78% (79,3% maschi e 62,6% femmine) e con 355mila occupati. Gli inattivi risultano essere 369mila, con una forza lavoro potenziale (da aggiungere ai disoccupati) pari a 25mila unità.

Questi dati indicano che finita la politica degli incentivi alle imprese crollano i tempi indeterminati, aumenta la disoccupazione ed è  evidente che non si può costruire il futuro dell’Umbria e del paese sul lavoro povero e precario e sulla assenza di lavoro.

I dati dimostrano il completo fallimento del “Jobsact”, che non ha raggiunto l’obiettivo propagandato di creare lavoro stabile e nel frattempo ha visto dilapidare 18 miliardi di risorse pubbliche.

Da questa consapevolezza occorre ripartire per cambiare profondamente le politiche del lavoro in Italia e in Umbria.

Perugia,li 13  marzo 2018                                  MARIO BRAVI

                                                                   Presidente IRES CGIL Umbria

Opes Gym 2018:un grande evento di sport

 

Elevata la partecipazione all’evento svoltosi domenica 11 marzo al Palazzetto dello Sport di Ponte Naia:scuole di danza provenienti da varie regioni,con oltre 170 partecipanti impegnati in varie discipline:Danza Moderna,Contemporanea,Ginnastica Generale,Artistica,Ritmica,Aerobica,Hip Hop,Danza Sportiva. La nostra città era rappresentata da Olympia Wellness Todi.

(Nella foto da sx: MAURO DE SANTIS,Presidente del Comitato Regionale Umbria-Federazione Italiana Danza Sportiva; Claudio RANCHICCHIO,Assessore allo Sport e Cultura del Comune di Todi; Domenico IGNOZZA, Presidente Regionale del CONI Umbria; Gioia MALENTACCHI,Giudice federale – Fed Ginnastica; la speaker della manifestazione; Anna PAGANO,Presidente Associazione Culturale Progetti per la Danza di Arezzo; Fabrizio QUAGLIETTI,Consigliere Nazionale Opes Italia)

“Pi Greco Day”, a Todi torna la festa della matematica

 

 

 

Dopo il world guinness record dello scorso anno, quando una catena umana composta da 1.100 studenti compose le cifre del pi greco più lungo al mondo, Todi si appresta a celebrare di nuovo la festa della matematica con un grande evento organizzato dalla direzione didattica di Todi in collaborazione con l’amministrazione comunale, che vedrà coinvolti circa 400 ragazzi di tutte le scuola di ogni ordine e grado che “invaderanno” il centro storico della città. L’appuntamento è per domattina (14 marzo 2018) a partire dalle 8.30. “L’evento – spiega Alessia Marta, assessore comunale alla scuola – è incentrato su percorsi di orientamento alla scoperta dei luoghi meno conosciuti della nostra città. Ma si terranno anche diversi laboratori tenuti dagli alunni delle scuole di secondo grado ai bambini delle scuole dell’infanzia e della primaria”. A farla da padrone saranno scienza, fisica e matematica: si parlerà infatti del sistema solare, ma anche di forme geometriche e del mondo dei numeri e dei suoi segreti. Alle 11.45 la direzione didattica consegnerà all’amministrazione il world guinness record conseguito il 14 aprile 2017 e nel pomeriggio l’evento continua con la partecipazione dei genitori presso gli impianti sportivi di Ponte Naia in collaborazione con Uisport Todi: alle 14.30 è in programma una passeggiata mentre a seguire si terrà la “staffetta del pigrecoday” con la partecipazione degli alunni della direzione didattica. “Si tratta di un evento che coinvolge gli alunni in modo attivo, partecipato, e che responsabilizza i grandi e ha creato una grande sinergia tra le scuole, il corpo docente, le famiglie e le associazioni del territorio che partecipano e hanno già collaborano attivamente alla riuscita dell’evento”, conclude l’assessore Marta.

NASCE A PERUGIA L’ACCADEMIA DI PEDIATRIA,iniativa del dottor Tuteri

Una scuola di formazione continua che si propone di aggiornare i pediatri di famiglia sui temi più vivi e attuali della pediatria generale e specialistica. Nasce a Perugia l’Accademia di pediatria per iniziativa del dottor Gianluca Tuteri, fondatore dell’Istituto pediatrico Sant’Anna, e del professor emerito di Pediatria all’Università di Trieste Alessandro Ventura. L’Accademia ha in programma una serie di incontri formativi, il primo dei quali si terrà venerdì 16 marzo dalle 14.30 alle 18.30 nella sede dell’Istituto di formazione culturale Sant’Anna, in viale Roma 15 a Perugia. Due gli argomenti che verranno trattati, il primo dal titolo ‘Prima o dopo…pubertà’ a cura di Gianluca Tornese, specialista in auxologia ed endocrinologia e dirigente medico della Clinica pediatrica dell’Istituto ‘Burlo Garofolo’ di Trieste, il secondo dal titolo ‘Pediatria, adenoidi e tonsille. Ovvero: tonsilliti senza febbre e febbre senza tonsillite…cinque casi per cinque messaggi’, illustrato dal professor Alessandro Ventura.

“L’Accademia – ha specificato Tuteri – punta all’aggiornamento continuo dei pediatri di famiglia con più incontri all’anno tenuti da esperti-docenti su tematiche che quotidianamente impegnano i colleghi nei propri ambulatori. Attraverso la discussione di casi clinici verranno presentate le novità della letteratura internazionale. La Croce rossa italiana e il Comitato olimpico italiano hanno dato il loro patrocinio riconoscendo la rilevanza della nostra mission: la formazione dei pediatri operanti sul territorio si riverbera direttamente sulla qualità delle prestazioni offerte alla comunità”.

“RINFORZARE I TERRITORI IN UN MODELLO ECONOMICO CHE DEVE ESSERE RIVISTO”. IL LAVORO DELLA CISL UMBRIA PROSEGUE NELLA SUA RIORGANIZZAZIONE

Con il Consiglio generale regionale della Cisl Umbria di oggi, che si è tenuto a Todi, si porta a compimento il processo di riorganizzazione, avviato con il Congresso dello scorso maggio. Un incontro che ha rappresentato un importante momento per confrontarsi sulla strategia da intraprendere per essere propositivi e concreti nell’affrontare temi centrali, quali il lavoro ma anche il welfare, la sanità e la sicurezza, all’indomani delle elezioni politiche.

“Bisogna rivedere il modello economico e la sua impostazione in modo da rinnovare le strutture che non funzionano a dovere, cercando di crearne uno che sappia contribuire ad un progetto politico capace di rivitalizzare la crescita, puntando sui motori autonomi dello sviluppo e sulle potenzialità del territorio -ha affermato il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra-. La nostra regione ha bisogno di marketing territoriale, capace di attrarre risorse e capitali, di nuove infrastrutture materiali ed immateriali, accesso al credito e risorse energetiche a costi più competitivi per essere maggiormente attrattiva, in modo da creare ricchezza da poter ridistribuire e dare risposte all’occupazione soprattutto giovanile”.

L’incontro, al quale ha partecipato il segretario nazionale Cisl Andrea Cuccello, è servito anche per portare a termine il percorso di riorganizzazione interna, avviato con il Congresso regionale dello scorso maggio e nel quale assume centralità il territorio. Il gruppo dirigente ha acquisito le dimissioni di Pierpaola Pietrantozzi, chiamata ad importanti incarichi all’Adiconsum nazionale ed è quindi convenuto su una segreteria a tre: composta dal segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra e dai due segretari Francesca Rossi e Riccardo Marcelli.

Eletti nella mattinata di lavori, Sara Claudiani, come responsabile del coordinamento donne della Cisl Umbria, e Bruno Mancinelli come coordinatore dell’Area sindacale territoriale di Foligno – Spoleto. Mancinelli va quindi a completare la rappresentanza territoriale ad oggi composta dai responsabili Valerio Natili (Perugia), Antonello Paccavia (Alto Tevere – Eugubino Gualdese) e Angelo Manzotti (Terni-Orvieto).

“La presenza nel territorio diventa uno degli strumenti prevalenti per dare risposte ai nostri iscritti – ha spiegato Sbarra-, ma anche per proseguire al meglio nel percorso di concertazione con i comuni che è funzionale al mantenimento qualitativo e quantitativo dei servizi, al sostegno di quel welfare territoriale che in un momento di crisi e di cambiamento diventa strategico per i pensionati, lavoratori, disoccupati e le loro famiglie”.

Cisl Umbria

#POLITICHE2018: STIMA E ANALISI DEI FLUSSI ELETTORALI IN UMBRIA – PRESENTATO A PALAZZO CESARONI LO STUDIO DI UNIVERSITÀ E SERVIZIO STUDI DELL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA

 

 “Il voto di appartenenza esiste ancora,
c’è uno zoccolo duro di elettori che si muovono tra diverse sigle, ma
restando fedeli ad uno schieramento. Il quadro emerso alle Politiche del 2018
non può essere proiettato sulle prossime Amministrative: i 150mila elettori
in più che si sono registrati il 4 marzo al prossimo appuntamento resteranno
probabilmente a casa e sono costituiti perlopiù da elettori di Centrodestra.
I giovani hanno dimostrato una maggiore propensione al voto rispetto al resto
del corpo elettorale. C’è un elettorato molto mobile da cui proviene una
forte domanda di radicale cambiamento, intercettata prima dal M5S (nel 2013),
poi dal Pd di Renzi (nel 2014) ed ora dalla Lega (che beneficia di flussi di
voti da Pdl, M5s e PD). Una domanda che permane e che potrà portare dunque
ad ulteriori rilevanti modifiche nei flussi elettorali”.

Queste sono alcune delle indicazioni emerse questa mattina a Palazzo
Cesaroni, durante la presentazione dell’analisi dei flussi elettorali
relativi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. I dati, elaborati dal
dipartimento di economia dell’Università di Perugia in collaborazione con il
Servizio studi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sono stati stimati
mettendo a confronto l’esito delle Politiche 2018 con quelli delle
Politiche 2013, delle Europee 2014 e delle Regionali 2015.  [I repost
integrali, i dati e i
grafici: https://tinyurl.com/flussielettorali1, https://tinyurl.com/flussielettorali2].

CAMERA 2013 – CAMERA 2018. Il risultato più eclatante è stato il notevole
successo della Lega, che è passata da 3mila a 103mila voti. Una crescita
determinata in primo luogo dai voti in arrivo dal PdL, che ha ceduto circa 35
mila voti alla Lega. Il M5S ne ha ceduti 28mila, dimostrando di non essere
solo destinatario di voti ma anche fonte di voti in uscita. Il Pd ha ceduto
alla Lega 17mila voti. Dal non voto la Lega ha recuperato oltre 19mila voti.
Il voto alla Lega è dunque un voto largamente proveniente dagli elettori di
centrodestra. Il Pd acquisisce 21mila voti da Scelta civica e dai partiti di
centro e ne perde in varie direzioni: Lega, M5S, non voto: pochi, poco più
di 2mila, verso la sinistra (Leu, PaP). Il flusso Pd-Lega è più forte a
Città di Castello, probabilmente per il fatto di avere un candidato sul
territorio e una problematica locale su cui politicamente ha molto investito.
Il Partito democratico ha prevalso in alcune circoscrizioni di Perugia,
soprattutto nella zona urbana: esso acquisisce voti, nelle aree urbane,
provenienti da Scelta civica e da formazioni centriste, determinando una
connotazione più moderata dell’elettorato complessivo. Il successo del M5S
sembra consolidarsi. Forza Italia ha perso molti voti verso Lega, Fd’I e
M5s. Tutti i partiti tradizionali hanno cambiato la composizione del proprio
elettorato a vantaggio delle componenti più moderate.

IL VOTO DEI GIOVANI (confronto Camera – Senato). Rappresentano circa 47mila
votanti, con una partecipazione al voto (circa l’80%) simile a quelle di
altre fasce di età. Non c’è stato quindi un allontanamento dal voto da
parte dei più giovani. Le loro preferenze sono andate prioritariamente verso
M5S (33,4%) e Lega (20,2%) e in parte (9,2%) verso liste di estrema destra.
In questa fascia di età il Pd prende il 17,2% mentre la sinistra (Leu, PaP)
ottiene il 4,3.

EUROPEE 2014. Circa 150 mila persone non avevano votato nel 2014 (si trattava
soprattutto di elettori di FI e M5S) e sono tornate al voto votando in massa
per la Lega (46,7 mila di loro). Questo potrebbe dimostrare un ritorno alle
urne di elettori che hanno una posizione critica verso l’Europa e che
quindi non si recano al seggio per le Europee. Il Pd nel 2014 aveva avuto un
notevole successo per poi perdere nel 2018 quasi 100 mila voti, passati a M5S
e Lega. I delusi del Pd guidato da Renzi non sono andati quindi a sinistra ma
verso 5 Stelle e Lega.

REGIONALI 2015 – CAMERA 2018. La stima dei flussi dalle regionali alle
Politiche consente di determinare come si è distribuito tra le liste
presenti alle Politiche (Camera) 2018 il voto che alle regionali del 2015 era
stato assegnato ai candidati presidenti senza passare per le liste dei
partiti a loro sostegno. Gli oltre 20 mila voti di questo tipo si sono
trasformati in larga parte in voti alle liste di centro sinistra e di
sinistra (oltre il 70% del totale), in particolare al PD, che ne ha acquisiti
oltre la metà, mentre ne è restata del tutto esclusa FI e poco interessati
anche il M5S e la Lega (poco più del 10% ciascuno).

IL METODO E I DATI. Il metodo applicato per ottenere le stime dei flussi si
basa su una metodologia sofisticata che utilizza i dati ufficiali per sezione
elettorale, messa a punto dal Prof. Forcina. Le analisi sono state condotte
sui dati per sezione elettorale dei comuni di Perugia, Terni, Foligno e
Città di Castello. Le stime dei flussi si basano sulle sezioni elettorali
dei quattro comuni, escluse alcune sezioni “speciali”, quali ospedali e
caserme, i cui votanti sono in genere sostanzialmente diversi in diverse
tornate elettorali. In complesso sono state utilizzate 385sezioni o aggregati
di sezioni. Il metodo di analisi considera il “non voto”, definito come
la somma di astenuti e schede bianche e nulle, come una delle possibili
opzioni di cui dispone l’elettore (il “partito del non voto”), in modo
da poter stimare, oltre ai flussi tra liste, anche quelli che dalle varie
liste si sono diretti verso il non voto e quelli che dal non voto precedente
si sono invece tramutati in voti alle liste, o si sono confermati come
astensione (sempre in senso lato).

IL GRUPPO DI LAVORO. La teoria e il software su cui si basa la ricerca
dell’ipotesi di flusso più verosimile sono stati messi a punto dal
professor Antonio Forcina; la raccolta e omogeneizzazione dei dati e una
parte delle stime sono state curate dal dott. Nicola Falocci del Servizio
Studi e valutazione delle politiche dell’Assemblea legislativa della Regione
Umbria; l’interpretazione e il commento dei risultati sono stati curati dal
Prof. Bruno Bracalente; il dott. Davide Pellegrino dell’Università di
Torino ha curato la costruzione di mappe territoriali di voto dei Comuni di
Perugia e Terni e il collegamento tra sezioni elettorali e sezioni di
censimento della popolazione, in vista di uno sviluppo in tal senso del
progetto di ricerca.

Comunicato Stampa FDI Analisi del Voto

 

Si è riunito in settimana il Direttivo Comunale di Fratelli d’ Italia alla presenza del Coordinatore Susanna Proietti, dell’Assessore Ranchicchio , del Presidente del Consiglio Comunale Pagliochini, del Consigliere Baiocco e di tutti gli altri membri. Fratelli d’Italia esprime soddisfazione per il grande risultato elettorale conseguito a Todi dalla Coalizione che amministra la città. Che ci ha visto complessivamente come forze dell’attuale maggioranza Tuderte sfiorare addirittura il 50%, lasciando le altre due forze della realtà tripolare che si è creata(CSX e 5Stelle) ciascuna a poco più del 20%. Questo ha avuto certamente un’influenza dal voto di opinione nazionale ma è sicuramente anche il frutto del duro lavoro che stiamo facendo su Todi e per Todi.
Fratelli d’Italia ha ottenuto anche a livello nazionale un buon risultato che ha consentito di aumentare il numero dei propri parlamentari sino a 55. Ma il grande risultato da sottolineare è stato conseguito in Umbria dove la coalizione di Centrodestra ha vinto tutti e 5 i Collegi uninominali creando i presupposti per conquistare tra due anni il Governo della Regione.

DIRETTIVO FDI TODI

Comunicato Stampa AVIS UMBRIA

 

L’Avis in Umbria “dona” il 90% delle donazioni, negli ultimi due anni il segno meno ammonta a 3.247 donazioni pari al– 7,94%. L’inversione di questa tendenza, potrà avvenire solamente se verrà messo in atto ciò che prevede il “Piano regionale sangue”, dall’anticipazione degli orari di apertura, alla possibilità di prenotare l’accesso, nell’ effettuare aperture domenicali concordate con invio di almeno dodici donatori o più fino alle aperture pomeridiane e all’aumento delle pratiche di plasmaferesi. Le stiamo provando tutte, l’Avis Regionale in collaborazione con i Servizi immuno trasfusionali dal prossimo 18 marzo e a seguire il 20 maggio e il 15 giugno avvieranno l’apertura domenicale a Foligno, Spoleto, Narni, Orvieto e Terni, sarà possibile la prenotazione dell’accesso rivolgendosi all’Avis di appartenenza entro il venerdi precedente secondo la disponibilità dei servizi. I dirigenti delle Avis comunali dovranno essere i primi a chiamare per mobilitare i donatori che responsabilmente possono rispondere alle esigenze della richiesta. Un servizio per la collettività come previsto sia dal piano regionale che dalla convenzione con la regione Umbria, l’Avis si assume l’impegno di informare sulla necessità e attraverso un appello invita tutti coloro che sono nelle condizioni di poter donare di effettuare prelievi con periodicità e con più sicurezza per tutti.

Indagine settore datajournalism ‘social’ di Mediacom043 sull’andamento del Pd in tutti i comuni umbri.A Todi dal 2008 al 2018 il Partito Democratico passa da 4.056 consensi ad appena 1.978.Perde 2.078 voti,cioè il 51,2%.

 

La disfatta del Partito Democratico in Umbria sta nei numeri. Tra le elezioni politiche del 2013 e quelle del 2018, solo tre municipi su 92 hanno guadagnato consensi. Parliamo di Sellano (+29,2%), Cascia (+9%) e Scheggino (+1,6%). A Monteleone di Spoleto c’è sostanziale parità.

L’analisi è del settore datajournalism social di Mediacom043, diretto da Giuseppe Castellini, su dati del ministero degli Interni riguardanti le elezioni del 4 marzo 2018. Il Comune in cui il Pd ha perso di più è stato Poggiodomo (-52,4%), preceduto da Scheggia e Pascelupo (-47,6%), Montefranco (-46,6%), Lisciano Niccone (-42,5%).

Analizzando i dati dei centri con più di 10 mila abitanti, balza subito agli occhi l’emorragia di voti Pd di Umbertide (-39,5%), Ma anche il capoluogo di Terni ha subito un terremoto (-38,8%), con 8.348 voti in meno. A Perugia, l’arretramento è stato del 22,7%. A Gubbio siamo a -35%, a Narni a -33,1%. Il Comune in cui il Pd ha perso di meno? Assisi (-12,3%). A Todi, c’è stata una perdita del 29,1%, ossia 810 voti in meno (da 2.788 a 1.978).

Vediamo adesso la situazione nei territori aggregati, a Perugia -25,7% (da 124.264 a 93.009)., a Terni -33,7% (da 44.556 a 29.527). A livello regionale, non considerando il riparto dei voti dati agli elettori ai soli candidati all’uninominale (senza barrare liste collegate), il Pd perde 6.554 consensi, pari al 27,6%.

Se vogliamo analizzare le elezioni politiche del 2018 rispetto a quelle del 2008, il Pd perde il 51,1%, passando da 250.000 a 122.266 voti (-127.734). In provincia di Perugia lascia sul terreno il 49,1% (-89.673), nel Ternano il 56,1% (-37.791). Tra i Comuni sopra ai 10 mila abitanti, svetta ancora Terni (-59,5%), ma lo tsunami arriva pure a Gubbio (-58,7%), a Spoleto (-54,3%), a Umbertide (-53,8%) e a Narni (-53,7%). A Perugia la botta arriva solo in parte attutita (-47,2%). Il risultato migliore dell’ultimo decennio spetta a Sellano, che perde comunque il 31,7%. A Todi, passiamo da 4.056 consensi per i dem ad appena 1.978, vale a dire -2.078, il 51,2%.

Torniamo ora ad analizzare i singoli centri umbri tra il 2013 e il 2018. Nell’area del terremoto, il Pd contiene le perdite, a Cascia addirittura c’è il +9%, A Norcia, la flessione si ferma a -4,7%, a Preci scendiamo al -19,6%. Gravissima la crisi nell’area Todi – Marsciano. Arretramento forte in Alto Tevere, ma meno della media provinciale e regionale, con l’eccezione Umbertide. Da segnalare, in Altotevere, il -29,4% di San Giustino. Nell’Eugubino è crisi nera, sopra al 20% a Gualdo Tadino l’arretramento. Pesanti i cali nell’Orvietano e a Terni. Nell’area del Trasimeno, cali ovunque, ma in maniera differente. Meno sentita a Castiglione del Lago, più forte e Magione e, soprattutto, a Città della Pieve (-27,5%) e a Passignano (-27,6%).

Nel Folignate ci avviciniamo al calo del 25%, ma più andiamo verso Spoleto e più sale (-26,9% a Trevi, a Montefalco -24,7%).

Comuni sopra ai 10 mila abitanti. Tra il 2013 e il 2018, c’è al primo posto Umbertide (-39,5%), segue a ruota Terni (-38,8%), quindi Gubbio (-35%). Pd molto male pure a Narni (-33,1%), Marsciano (-29,4%) e San Giustino (-29,4%). Pesante tonfo a Todi (-29,1%), a Orvieto (-27,6%), Spoleto (-25,4%) e Magione (-23,8%). Pure a Città di Castello (-23,4%), Gualdo Tadino (-23%), Perugia (-22,7%), Foligno (-22,6%), Bastia Umbra (-22%), Castiglione del Lago (-22%). Sotto il 20 per cento Corciano (-18%) e Assisi.

Analizzate anche le coalizioni. Il centrosinistra è davanti solo in 13 Comuni (solo Castiglione del Lago, peraltro, supera i 10 mila abitanti) su 92. E’ al terzo posto in 49 città, al secondo in 30. Oltre a Castiglione del Lago, questi gli altri Comuni in cui ha vinto la coalizione di centrosinistra: Città della Pieve, Paciano, Panicale, Piegaro, Cerreto di Spoleto, Montone, Poggiodomo, Scheggino, Umbertide, Allerona, Montegabbione, Parrano.

Questi i 49 municipi in cui il centrosinistra è arrivato terzo, dietro coalizione di centrodestra e Movimento Cinque Stelle: Bettona, Collazzone, Deruta, Torgiano, Assisi, Bastia Umbra, Cannara, Foligno, Fossato di Vico, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Lisciano Niccone, Montefalco, Nocera Umbra, Pietralunga, Norcia, Sant’Anatolia di Narco, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Spello, Trevi, Valfabbrica, Acquasparta, Alviano, Amelia, Attigliano, Avigliano, Calvi dell’Umbria, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Ferentillo, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Otricoli, Penna in Teverina, Porano, San Gemini, Spoleto, Stroncone, Terni. Nei rimanenti 30 comuni il centrosinistra è arrivato secondo.

Ora vediamo i voti del Pd nei municipi sopra ai 10 mila abitanti tra le politiche del 2008 e quelle del 2018 (di Todi abbiamo già parlato). Assisi cede a Corciano la palma di centro che ha perso meno voti. La maglia nera spetta a Terni. A Gubbio -58,7%, a Spoleto -54,3%, a Umbertide -53,8%, a Narni -53,7%. E ancora: Orvieto (-52,7%), Foligno (-51,4%) e Todi (-51,2%). Marsciano ci va vicino (-49,3%), San Giustino pure (-48,9%). Quindi batoste un po’ minori, ma nemmeno di tanto, a Città di Castello (-47,9%), Bastia Umbra (-47,6%), Perugia (-47,2%), Magione (-44,8%) e Gualdo Tadino (-44,6%). Assisi fa -42,8%, Castiglione del Lago -41,2% e il comune dove, si fa per dire, il Pd perde meno nel decennio è Corciano (39,5%).