Non è in bilico soltanto il punto nascita: così rischiamo di ipotecare le scuole, i servizi e il nostro futuro

 

La politica sanitaria dell’Umbria e una crisi demografica agghiacciante: no a ripicche o battibecchi elettorali, servono proposte e azoni concrete per salvaguardare tutti i servizi del territorio

 

Il futuro dell’ospedale della Media valle del Tevere non è sganciato dal futuro del suo territorio, dei suoi cittadini e della nostra città. E la riflessione che siamo chiamati a fare, e che non deve fermarsi al consiglio grande, non può svilupparsi a compartimenti stagni.

La possibile chiusura del punto nascita rientra in uno spettro più ampio di responsabilità. Ed è stucchevole assistere al tiro al bersaglio di chi cerca ostinatamente un colpevole, soprattutto in questa fase politica in cui il male assoluto di ieri diventa il “bene del Paese”.

Dobbiamo parlare di politica sanitaria, di organizzazione delle strutture, di servizi: di un mosaico di tessere che andrebbero incastrate tra loro come in un meccanismo delicato e che solo così possono davvero rappresentare un fiore all’occhiello.

Inaugurato il 21 maggio del 2011, l’ospedale della Media Valle del Tevere è costato 41 milioni 623mila euro (compresi strumenti e arredi), si sviluppa su 22mila metri quadrati di superficie divisi in 5 blocchi, per un costo al metro quadrato di 1587,30 euro. Offre 133 posti letto e dispone di un parcheggio da 500 posti.

Il taglio del nastro venne accompagnato da dichiarazioni entusiastiche: “L’inaugurazione di questa bella struttura non rappresenta un semplice trasferimento di personale e servizi, ma un nuovo modello, una nuova fase della storia sanitaria di questo territorio ed un momento importante nel processo di riorganizzazione e riqualificazione della rete ospedaliera regionale”.

Oggi, 8 anni dopo, quella “nuova fase della storia sanitaria” comincia già a perdere i pezzi. Posizionato al centro di un territorio vasto (68mila abitanti) non è in grado di garantire la necessaria capacità attrattiva per mantenere i servizi offerti alla comunità. Nello specifico, non riesce a raggiungere i 500 parti l’anno così da garantire il suo punto nascita.

Tutta la Media Valle del Tevere a difesa dell’Ospedale

Non posso che esprimere la mia più grande soddisfazione per la riuscita del Consiglio Comunale Grande a difesa dell’Ospedale della Media Valle del Tevere, che ha visto oggi partecipare, proprio nei locali del presidio sanitario,,tutte le amministrazioni del territorio, finalmente unite e con uno scopo

Al Consiglio Comunale hanno partecipato tutti gli otto Comuni del territorio, Todi, Marsciano, Deruta, Massa Martana, Collazzone, San Venanzo, Montecastello di Vibio e Fratta Todina, oltre al Presidente afcente funzioni della GIunta Regionale Fabio Paparelli.
E ancora l’Assessore Chianella, i Consiglieri Regionali De Vincenzi e, Chiacchieroni, il Senatore Briziarelli e numerose rappresentanze del mondo sindacale e del volontariato, oltre ai vertici della ASL, del Distretto e del presidio Sanitario.
Il risultato è stato entusiasmante anche dal punto di vista plastico, dal momento che si è avuta la piena percezione, finalmente, che il territorio abbia fatto suo il presidio ospedaliero, come mai nel passato era successo.
Il dibattito si è svolto ordinatamente e, fatte salve le rispettive considerazioni in ordine alla politica sanitaria della Regione, tutti hanno concordato nella necessità di lottare per la crescita ed il potenziamento del principale presidio sanitario del nostro territorio.

Troppo spesso, negli ultimi anni, la Media Valle del Tevere si è trovata a dividersi sui più diversi argomenti, riuscendo di rado ad ottenere la visibilità e i risultati che pure meritava.
Adesso l’aria sembra davvero essere cambiata.
A prescindere dalle idee e dalle provenienze politiche, infatti, gli otto sindaci del territorio hanno decisi di lavorare insieme, a partire dalla difesa del nostro presidio ospedaliero.
La azione congiunta, per il momento, ha già ottenuto il decisivo risultato di aver scongiurato la chiusura del punto nascita, che era stata decisa per il mese di Agosto.
Adesso si tratta di continuare ad operare sul sentiero che abbiamo tracciato, tutti insieme, nella consapevolezza che, per le soluzioni ai problemi dei cittadini, conti più la concordia degli intenti che le divisioni che hanno troppo spesso frenato il nostro territorio.
Avv. Antonino Ruggiano
Sindaco della Città di Todi

Intervento rispetto al tema del Consiglio Comunale Aperto del 31 agosto c/o Ospedale di Pantalla.

“ Ho avuto più occasioni, dolorose, di dover accedere per bisogni sanitari acuti e cronici della mia famiglia a questo Presidio Ospedaliero ed ho sempre riscontrato puntualità, efficienza ed efficacia nelle prestazioni assistenziali ed anche, il che non guasta mai in queste situazioni di difficoltà, grande disponibilità umana del personale. 

E perciò dico Grazie. 

Grazie a tutto il Personale.

Mi preme subito dire che questo non è il tempo né il posto per disquisire solo di fatti politici, anzi, poiché si tratta di un dibattito che riguarda la nostra salute, penso ci si possa e ci si debba esimere da feroci dispute politiche e che, al contrario, si debba dare un contributo a lavorare senza paraocchi, senza preconcetti né pregiudizi politici, ma con la voglia di confrontarsi a viso aperto, portando ciascuno di noi una piccola pietra non per ricostruire nulla poiché ciò che abbiamo a disposizione è già molto ma semplicemente per metterlo in grado di funzionare più compiutamente.

E lavorare senza paraocchi significa in primo luogo dare il proprio modesto contributo perché da oggi possa ripartire un programma per il futuro del nostro Ospedale. 

Ovviamente per stilare un Progetto insieme al Personale, per i necessari accorgimenti tecnici. 

Un Programma serio per il nostro Ospedale che abbia due capisaldi:

–  la messa in sicurezza dei servizi operanti, che ricordiamo sono i 4 basali degli ex Ospedali di zona di Todi e Marsciano (Chirurgia, Medicina, Ostetricia e Pediatria) arricchiti di alcuni altri più specifici,  con una dotazione di personale adeguata. 

Senza nasconderci tra le parole diciamo che il vero problema è questo, di rimpolpare l’assetto funzionale, il quadro complessivo del personale.

Tra l’altro ciò costituirebbe un Polo che potrebbe essere di attrazione per altre qualificate professionalità, oltre che per affrontare in maniera decisa perplessità e dubbi della cittadinanza.

Ma attenzione, il dibattito di oggi dovrà proseguire e servire anche a fare una valutazione della quantità dei servizi offerti dai servizi distrettuali. 

A questo proposito, cercando di essere più chiari possibile, va detto che ci sono stati due fattori, che vanno modificati, che sono stati la causa di tante titubanze rispetto alla considerazione che abbiamo dei servizi sanitari.

Il primo è rappresentato da una carenza di informazione ai cittadini da parte delle strutture sanitarie a ciò deputate su quanto e come abbia prodotto il nostro Presidio in termini di risposta alla domanda di salute.

 Noi pensiamo che il non averlo fatto in maniera sistematica, e ciò vale anche e soprattutto per il sistema sanitario regionale, utilizzando anche i social, abbia determinato uno scollegamento che ha dato l’impressione di una arroganza che non c’è mai stata.

In questo ambito occorrerà aprire una fase nuova anche in collaborazione con i Medici di base che superi il livello del rapporto tra Medici dei vari servizi: il rapporto coi Medici di base, a nostro parere e con uno sforzo da ambo le parti dovrà essere più strutturato e più costante.

Il secondo fattore che crea, anche attraverso sistematiche fake news, insicurezze e dubbi, è ben più forte e dannoso, se volgiamo lo sguardo al clima che si respira di promozione pubblicitaria del settore privato rispetto al servizio pubblico.

LA DELEGITTIMAZIONE DI QUESTI ANNI risiede in un preciso interesse, che è di livello nazionale, regionale e locale, tendente a spostare dal pubblico al privato servizi assistenziali essenziali.

Salvo poi, quando il gioco si fa duro e le Cliniche Private a dare una assistenza compiuta, non ce la fanno, ridare indietro i pazienti alle strutture pubbliche. 

Ecco, tanto per intenderci se c’è qualcosa da rimproverare degli anni passati è la eccessiva acquiescenza verso le strutture private, con inaugurazioni inappropriate, con arrendevolezze ad esempio sul piano della immediatezza delle prestazioni ambulatoriale che, di fatto, hanno spinto i cittadini verso il privato.

GUARDATE CHE QUESTA ATTENZIONE AL PRIVATO è stata fomentata da ben individuati gruppi politici, i quali, se  andranno al Governo della Regione, porteranno a compimento il loro disegno di sempre, di ridurre gli spazi del pubblico per dare più soldi, poi ricchezza al privato.  

A riprova di ciò portiamo l’ultimo intervento di qualche giorno fa di un Autorevolissimo Politico della Lega, il quale candidamente ha detto che la Medicina di Base va annullata, ELIMINATA. 

Ora, appunto, a parte la brutalità di un discorso che non cita dati, risultati e che poteva e doveva essere scandito come una opportuna riflessione su un servizio, mi pare che la cifra di ciò sia quella di cui sopra, la voglia di PRIVATO.”

Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi

OSPEDALE MEDIA VALLE DEL TEVERE: NO ALLO SMANTELLAMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA

 

La crisi di personale e non solo che stava portando alla chiusura “provvisoria” del punto nascita ha di nuovo focalizzato la situazione di precarietà dell’ospedale della Media Valle. A nostro parere questa crisi è una conseguenza della mancata programmazione regionale e della totale assenza di investimenti mirati alla salvaguardia della sanità pubblica.

Il punto nascita è clamorosamente sottoutilizzato, nonostante l’alta qualità delle prestazioni, in relazione alla totale mancanza di una copertura di postazioni di rianimazione, neonatale e non solo, che garantisca la sicurezza di gestanti e nascituri in caso di complicazioni nella fase di parto. Una carenza che penalizza anche gli altri reparti, assai qualificati, dello stesso ospedale come, ad esempio, la Gastroenterologia.

Anche la chirurgia avrebbe bisogno di specializzarsi in interventi mirati e programmati e creare una equipe stabile e valorizzata in maniera da attrarre utenza anche da fuori distretto e fuori regione.

La Regione avrebbe il dovere di programmare ed investire nel rafforzamento e nel consolidamento dell’ospedale della Media Valle invece di attendere nell’inerzia la sua lenta smobilitazione, a cui corrisponde il continuo proliferare di studi e cliniche private su tutto il territorio regionale, avvantaggiate dal progressivo smantellamento della sanità pubblica.

Investire significa assumere personale qualificato invece di costringere il personale sanitario a continui straordinari e turni supplementari. Programmare significa differenziare l’offerta su base regionale evitando che gli ospedali territoriali diventino inutili doppioni e che i cittadini siano costretti ad intasare i già carichi poli ospedalieri di Perugia e Terni.

Come comunisti ci opponiamo con forza a questo processo, che rappresenta a tutti gli effetti una privatizzazione strisciante e che andrà inevitabilmente a colpire un diritto fondamentale degli umbri: il diritto a una sanità gratuita e di qualità.

Partito Comunista – Media Valle del Tevere

Marco Grondona: il ricordo del Partito Democratico di Todi

 

La notizia della scomparsa di Marco Grondona ci addolora e ci lascia orfani di una persona di grande cultura, che amava Todi, la sua città natale, da cui non si era mai allontanato del tutto.

E’ stato anzi, negli anni, proseguendo e tenendo viva la memoria del padre Carlo, un cultore della storia cittadina e dei suoi tesori d’arte, che ha cercato di rendere fruibili a cittadini e turisti con la pubblicazione della famosa guida “Todi: guida storica ed artistica”.

E’ rimasto un protagonista della vita culturale cittadina a cui ha sempre partecipato, in maniera autonoma ed originale, con l’intento di far crescere nella comunità l’amore per la conoscenza della musica e per il piacere di ascoltarla. Ricordiamo le serate trascorse nella sua casa per la rassegna “Musica in Giardino”, che si è svolta per alcuni anni nell’ambito di Todi Festival, o la volta in cui il suo terrazzo divenne palcoscenico per i concerti di “Musica dal Cielo” in occasione di un’edizione della Festa Europea della Musica.

Attivo nella vita democratica di Todi è ancora vivo il ricordo della sua tenace e alta difesa da iniziative incaute di un bene architettonico fondamentale della città, come il tempio di S. Maria della Consolazione, e la sua capacità di coinvolgere nelle iniziative di tutela di quel bene prezioso grandi personalità della cultura del Paese.

Amante della storia della sua città e dell’Umbria svolgeva, in collaborazione con diversi insegnanti delle scuole di Todi, un’attività divulgativa sul patrimonio culturale di Todi suscitando attenzione e passione.

 Recentemente gli era stato attribuito il premio letterario “Raccontami l’Umbria in un libro”.

Marco Grondona  insegnava Critica Musicale all’Università di Pisa. Molte le sue pubblicazioni di critica e di analisi del testo musicale. Concepiva l’insegnamento dell’arte musicale non come la trasmissione di nozioni astratte ma come la possibilità di coinvolgere nell’ esperienza del piacere dell’ascolto quante più persone possibile. Lo si intuisce dalle parole usate per descrivere il suo corso di studi “…Quel che conta … è percepire il peso sonoro d’un fenomeno sforzandosi di coglierne il suggestivo contenuto di verità caratteristico dei suoni piuttosto che sciupare la fantasia e ridurli ad etichetta, peggio ancora se soffocata dai numeri: ciascuno di voi ha diritto a sognare dinanzi ai Pink Floyd, a Yesterday e persino ad una ballata commovente come So young di Roy Orbison (provare per credere). Figuriamoci davanti ad un walzer di Chopin o alla Settima di Beethoven! Armonia, giro armonico, bridge, chorus: questa è la musica….”

Traspare da queste parole la passione per la musica e per la bellezza della cultura che tentava di trasmettere a chiunque e in ogni luogo.

Alla sua famiglia e a sua moglie Lucia Mencaroni, affermata musicologa e promotrice anche lei di eventi musicali a Todi, compagna di una vita, la nostra vicinanza e l’espressione delle più vive condoglianze.

Partito Democratico – Todi

Iubel Festival – Patrizia Cavalli torna nella città natale. Ospiti anche Durastanti, Borio e Delmoro

Dal 5 al 7 settembre a Todi ci sono le giornate autunnali di Iubel Festival, organizzato dalla Stabat Mater Association con il patrocinio e il sostegno di Comune di Todi, Regione Umbria e Diocesi Orvieto-Todi. Al centro del programma, la prima edizione del Premio Jacopone da Todi, poeta a cui la manifestazione è dedicata. Incontri accademici, di divulgazione e concerti completano un calendario dall’alto valore culturale.

Il premio – Dopo l’incredibile successo dell’edizione primaverile, dominata dallo Stabat Mater di Gioacchino Rossini diretto dal Maestro Ezio Bosso, Iubel ospita Patrizia Cavalli. Un’occasione speciale dato che la più grande poetessa italiana vivente torna nella città natale per ricevere il riconoscimento alla carriera. Ci saranno anche Claudia Durastanti, a cui è assegnato il premio alla prosa per il romanzo “La Straniera” (La Nave di Teseo), Maria Borio, che riceve il premio alla poesia per la raccolta “Trasparenza” (Interlinea) e Delmoro, vincitore per la sezione canzone d’autore con l’album “Il primo viaggio”.

La giuria – Il premio individua nella letteratura e nel cantautorato contemporaneo tratti che richiamano la figura divergente e innovativa di Jacopone, come la propensione alla ricerca o la connessione tra l’attività creativa e lo studio. “È un’occasione per celebrare Jacopone e – spiega la direttrice artistica Valentina Parasecolo – per costruire un percorso ragionato di critica da condividere con il pubblico. Tre giurie under 40 di alto profilo hanno discusso per settimane per raggiungere l’unanimità sulle opere e gli artisti da premiare. Per questo le premiazioni saranno accompagnate da scambi che coinvolgono anche i giurati ospiti: Dario Rossi, Lorenzo Cardilli e Giulia Cavaliere.”

Il programma – Il cinque settembre, a partire dalle 17, presso la Sala del Consiglio, si tiene la tavola rotonda “Per conoscere meglio Iacopone da Todi” (in collaborazione con CISBaM -Accademia tudertina). Si tratta di un confronto a più voci in ricordo dell’avv. Domenico Mammoli e guidato dal prof. Enrico Menestò.

Il sei settembre, presso il cinema Nido dell’Aquila, alle 17, Claudia Durastanti e Maria Borio ritirano i premi per le sezioni prosa e poesia e discutono delle opere con i giurati Paolo Gervasi, Lorenzo Cardilli e Dario Rossi.
Segue la premiazione alla carriera di Patrizia Cavalli che sarà accompagnata dalla cantautrice Diana Tejera.

Il sette, alle 11 presso l’Hotel Fonte Cesia, è il momento di “Operazione Verità: la terza vita di Jacopone da Todi”: Claudio Peri, presidente dell’associazione Stabat Mater, presenta un dibattito sul poeta tuderte con aperitivo finale.

Dalle 17.30, in collaborazione con Giardini Segreti, si aprono i cancelli dei cortili privati più belli del centro storico per ospitare la presentazione di “Romantic Italia” (Minimum Fax), saggio sulla canzone d’amore italiana scritto da Giulia Cavaliere che ne discorrerà con il giornalista Andrea Luccioli. Segue, in altra location che sarà rivelata solo a chi avrà prenotato, la premiazione di Delmoro, introdotta dai giurati Nicola Cappelletti e Giulia Cavaliere, con concerto esclusivo al tramonto. Alle 21.30 è il momento di “L’arte del selfie nel Medioevo”, spettacolo colto e ironico di e con Giovanni Succi, dedicato alla letteratura medievale: in prima linea, Dante e Jacopone.

Floriano Pizzichini come portavoce apre a Todi la convention della costituente di “Umbria dei Territori”

“Dobbiamo uscire dal perimetro dei propri territori,e la costituente nasce per dare un futuro alle esperienze civiche”

In una sala dell’Europalace di Todi particolarmente affollata,con la presenza anche di vari ‘osservatori’ esterni è stata presentata la Costituente Civica “Umbria dei Territori” introdotta dal portavoce,il tuderte Floriano Pizzichini. Analisi,programmi,contenuti,ma soprattutto orgoglio di rappresentare moltissime realtà territoriali che nell’aggregarsi rappresentano un’intera Regione.

Nel suo intervento pizzichini ha sottolineato con forza : “ il nostro è un civismo basato su esperienze reali e non va dimenticato che portiamo le nostre esperienze politiche perché anche le differenze fanno parte di questo progetto,con un confronto che nasce dal basso. Oggi siamo in presenza di una crisi politica ed istituzionale che contrassegna l’Umbria,terra di solidarietà e di pace”

Tra le altre considerazioni Pizzichini ha sottolineato che “l’Umbria dei Territori è contro la conservazione e lo status quo della nomenclatura “, ricordando come nell’ampia partecipazione di liste civiche alla costituente siano evidenti  molteplici i valori rappresentati, tutti però “uniti nel lavorare per il bene comune” . Da parte del portavoce non è mancata una “stoccata “ al Partito Democratico,giudicato colpevole di “ aver consegnato con la sua politica il nostro Paese al populismo più becero”.

Sono seguiti poi numerosi interventi non solo dei rappresentati delle liste civiche ma anche di osservatori esterni con analisi settoriali.

Il primo intervento, dopo Floriano Pizzichini, è stato quello del Sindaco di Assisi,Stefania Proietti, di Emanuele Arcaleni di (Castello Cambia), di Marco Sciarrini (Cittadini Liberi), di Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), di Giovanni Fanfano,rappresentante dell’area del Trasimeno. Molti altri gli interventi che hanno di fatto coperto problematiche ed argomenti riguardanti il futuro dell’Umbria.

Tra i presenti da segnalare nella sala dell’incontro Donatella Porzi,Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria e Luca Ferrucci, Professore di Economia e Gestione delle Imprese, personaggio di cui si parla spesso ultimamente nella cronaca politica regionale ed altri personaggi. Tra i tuderti presenti in sala, in qualità uditori, da segnalare Andrea Vannini,segretario del PD tuderte, Manuel Valenti capogruppo PD in Consiglio Comunale, Andrea Caprini,già assessore alla cultura con Carlo Rossini.

Folta la rappresentanza della CISL Umbria,a dimostrazione di una certa attenzione dell’organizzazione sindacale verso questo esperimento.

Tra i tanti da segnalare la presenza di Enrico Sebastiani, ex Consigliere regionale UDC, esponente del mondo cattolico,che  poi nel 2015 con “Civica Popolare “ grande sostenitore di Catiuscia Marini.

Casapound Todi:””Gli orrori di Bibbiano non si devono più ripetere, è giusto vigilare in tutta Italia”.

“Gli orrori di Bibbiano non si devono più ripetere, è giusto vigilare in tutta Italia”. Così dichiara in una nota Andrea Nulli, consigliere comunale di CasaPound.
“Conosciamo la particolare e meritoria attenzione – spiega Nulli – che l’assessore ai servizi sociali Alessia Marta sta dedicando al tema della famiglia. E’ anche grazie a questo incessante impegno, dimostrato anche con la riuscita “notte bianca della famiglia e dei bambini”, che recentemente Todi ha ricevuto il riconoscimento di “Comune Family Friendly”.
“Per questo – prosegue Nulli – anche in considerazione del giustificato allarme sociale diffusosi in tutto il Paese in seguito all’inchiesta su Bibbiano, chiediamo all’assessore una verifica in merito alle attività riguardanti separazione dei bambini dalle famiglie e affidamenti a Todi negli ultimi 10 anni, dunque anche nel periodo precedente all’insediamento dell’attuale amministrazione, per poter verificare eventuali anomalie che si fossero verificate”.
“Certo della sensibilità dell’assessore sull’argomento, formalizzerò nei prossimi giorni la richiesta anche con una specifica interrogazione, cercando inoltre di dare il mio personale contributo anche tramite – nei limiti ovviamente di quanto disposto dalle normative sulla privacy per questa particolare materia – un accesso agli atti che potrebbero essere rilevanti per una migliore conoscenza dell’attività svolta in materia sul nostro territorio”.

Intervista a Floriano Pizzichini, portavoce “Umbria dei Territori”

 

“In un panorama politico in cui i partiti sono sempre più leaderistici, o in mano a correnti, manca uno spazio di confronto reale, dal basso…”

 

Quali sono le motivazioni alla base della nascita del raggruppamento “Umbra dei Territori ? ”
“Umbria dei Territori vuole mettere in rete le esperienze civiche che nascono dai territori dando loro uma prospettiva che vada oltre i confini del Comune di appartenenza e che non si chiuda con l’esito della tornata elettorale.  Ci sono uomini e donne, esperienze, professionalità, capacità e volontà che si mettono al servizio del proprio territorio e che non vanno disperse nell’interesse della comunità.”

Come vi ponete in questa fase politica​ nei confronti del PD e del Movimento 5Stelle ?
“Noi lavoriamo per costruire una nuova alleanza democratica che abbia nel blocco civico il proprio baricentro. A fronte di ciò apriremo il dialogo con le forze politiche che vorranno interloquire.”

​ E’ un fiorire di liste civiche. Perugia ha dimostrato con le ultime elezioni amministrative che possono supportare in modo notevole in alcuni ambiti con​ programmi​ precisi le liste facenti riferimento ai partiti tradizionali. Cosa ne pensa ?
“Penso che il civismo è un mezzo e non un fine. In un panorama politico in cui i partiti sono sempre più leaderistici, o in mano a correnti, manca uno spazio di confronto reale, “dal basso”, che dia dignità e cittadinanza a tutti coloro che vogliono offrire il proprio contributo.  Il civismo, oggi,  è quello spazio.”

 Un grande lavoro al quale si è dedicato con grande impegno.Quali prospettive ipotizza per il “futuro politico ” di Floriano Pizzichini ?
“Quelle di sempre. Dare una mano con umiltà, sapendo che, in politica, quello che facciamo, i risultati che otteniamo,  non sono mai frutto delle capacità personali, ma di tutti coloro che si riconoscono in un progetto comune.”

Intervista con Pietro Laffranco,coordinatore umbro del movimento politico “Cambiamo”

 

“Troviamo ridicoli oltreché autolesionisti certi veti che taluni esponenti del centrodestra umbro vorrebbero porre nei nostri confronti…”

Laffranco

Quali sono le ragioni che l’hanno spinta ad aderire al movimento politico “Cambiamo” di Giovanni Toti ?

“In Italia c’è bisogno di una nuova proposta, ancorata ai valori della Nazione, del liberalismo economico e della solidarietà sociale, aperta a nuove energie e ai molti movimenti civici sorti in ogni parte del Paese. Una proposta che guardi ai reali bisogni della gente – e non alle poltrone come dimostrano proprio in queste ore PD e 5Stelle – e in particolare del ceto medio, ai problemi della quotidianità ma anche alle difficili sfide europee ed internazionali che ci attendono.

Per questo credo che una nuova proposta politica, saldamente e lealmente piantata nel centrodestra, ma capace di idee nuove soprattutto in tema di politica economica e fiscale, di infrastrutture materiali ed immateriali, con una classe dirigente preparata e competente possa dare un contributo importante al cambiamento dell’Italia.”

 Il movimento si sta preparando alle elezioni regionali dell’Umbria e probabilmente anche a quelle politiche. Che ruolo avrete all’interno della coalizione di centrodestra ?

“Ci siamo affacciati sullo scenario politico da quindici giorni….ma stiamo ricevendo centinaia di adesioni quotidiane.

Di certo siamo alternativi tanto alla sinistra ex comunista – che in Umbria ha fatto più danno della grandine – quanto del qualunquismo populista dei 5stelle – di cui i 14 mesi al Governo nazionale hanno mostrato incompetenze e incapacità da Guinness dei primati.

Stiamo nel centrodestra, che tuttavia riteniamo debba rinnovarsi e rigenerarsi. Così com’è non funziona da tempo. E uno dei nostri obiettivi è proprio questo, proponendo, ad esempio, il sistema delle primarie per la scelta delle candidature più importanti.”

 E’ un fiorire di liste civiche. Perugia ha dimostrato con le ultime elezioni amministrative che possono supportare in modo notevole in alcuni ambiti con  programmi  precisi le liste facenti riferimento ai partiti tradizionali. Cosa ne pensa ?

“Premetto che io stesso sono stato tra gli animatori di una lista “Progetto Perugia” che alle recenti amministrative ha ottenuto uno straordinario 15%. La verità – ed è uno dei motivi per cui c’è grande attenzione e forti adesioni a “Cambiamo!” – è che nel Paese e nella nostra Umbria, tanti cittadini hanno animato in questi anni per delusione verso una certa politica e per impossibilità di identificarsi pienamente nell’attuale rappresentanza partitica, numerosi e qualificati movimenti civici. Ad essi bisogna guardare con attenzione e rispetto, anzi già stiamo lavorando con alcuni di essi per allargare il perimetro della nostra lista e quindi del centrodestra. Ci pare che questa strategia vada nella giusta direzione, ecco perché troviamo ridicoli oltreché autolesionisti certi veti che taluni esponenti del centrodestra umbro vorrebbero porre nei nostri confronti: dovrebbero invece apprezzare perché stiamo evitando che tante importanti energie confluiscano altrove. Tanto più quando il centrosinistra si organizza in senso civico. Dare per scontata la vittoria è sempre la madre di tutte le peggiori sconfitte…”

 

 Come sta procedendo la diffusione del movimento “Cambiamo” in Umbria ? 

“Direi piuttosto bene! D’altronde l’Umbria deve profondamente cambiare e molte persone e diversi movimenti cittadini  condividono con noi l’ambizione, con passione e per spirito di servizio, di dare un contributo di idee e proposte per provare fattivamente a risollevare la regione dalle sue forti criticità.

Dalle tante questioni aperte in materia di sanità al delicato tema del welfare e dell’assistenza agli anziani, passando per l’urgente azione di rilancio dell’economia regionale, ormai a livelli da sottosviluppo, arrivando alle significative quanto ormai annose lacune in termini infrastrutturali.

Sappiamo che il percorso sarà lungo e complesso ma, vede, chi come me ha iniziato molti anni fa distribuendo volantini e affiggendo manifesti non si spaventa certamente alle prime difficoltà…anzi trae dagli ostacoli maggiore energia per proseguire.”