GIORNATA DEL RICORDO 2018

 

Come già avvenuto per la Giornata della Memoria, anche per la Giornata del Ricordo, Il Comune di Todi ha organizzato degli Eventi con l’interazione con gli Istituti Scolastici e la presenza di relatori di alto profilo culturale.
Tale Commemorazione avrà il suo momento principale nella giornata del 7 Febbraio,prevista per facilitare la partecipazione delle Scuole, che, in parte, per il giorno 10 sarebbero rimaste chiuse.

La Giornata si aprirà con una Conferenza – Dibattito al quale parteciperanno il Sindaco di Todi, Avv. Antonino Ruggiano, l’Assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio, il Prof. Franco Papetti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il Prof. Giovanni Stelli della Società degli Studi Fiumani di Roma, il Preside della Scuola Media Cocchi-Aosta Prof. Giovanni Pace, ed il Prof. Pinna, figlio di esuli istriano-dalmati.

Al termine della Conferenza avverrà la Premiazione e relativa consegna delle Borse di Studio agli studenti delle Classi Quinte delle Scuole Superiori di Todi che hanno partecipato al Concorso indetto dall’Amministrazione Comunale per la Giornata del Ricordo.
A seguire ci sarà l’inaugurazione della Mostra dal titolo “Foibe – Il genocidio e l’Esodo degli Italiani”, molto ricca dal punto di vista culturale e documentale, allestita presso la Sala Affrescata Comunale di Via del Monte che sarà visitabile sino al prossimo 28 Febbraio.
Inoltre, nella giornata di venerdi 9 Febbraio, avrà luogo una conferenza che vedrà come relatore il Professor Strinati, presso il Teatrino dell’Istituto Agrario, dal titolo “Il confine italo-sloveno” e che vedrà, a sua volta, la partecipazione delle quinte classi degli Istituti Superiori di Todi.

L’ Amministrazione Comunale di Todi

PRESENTATO IL NUOVO DIRETTORE E ACCOUNTABLE MANAGER SASE

Umberto Solimeno, 53 anni, laureato in Economia Aziendale all’Università Federico II di Napoli, ha conseguito il dottorato in Scienze turistiche, oltre a possedere un diploma in marketing strategico e operativo. Il nuovo Direttore SASE vanta un’esperienza internazionale nei settori dell’aviazione e del turismo con, tra gli altri, incarichi manageriali ricoperti in KLM, Air Littoral, Air Canada, Aeroporti del Garda (Verona e Brescia), Ora Hotels e Ciga Hotels (compagnia alberghiera di lusso). È stato inoltre Presidente di IBAR, l’Associazione dei vettori aerei presenti in Italia.

 Il Direttore Solimeno, dopo aver ringraziato il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione SASE, ha dichiarato: “La crescita del traffico passeggeri registrata nel 2017 presso lo scalo umbro (+13% rispetto ad una crescita media del comparto pari al 6% circa) e un andamento dei conti assolutamente confortante rappresentano un importante base di partenza. I macro-obiettivi che ci poniamo di raggiungere nel medio termine sono relativi al continuo miglioramento della qualità dei servizi offerti ed al potenziamento del network di collegamenti. Per raggiungerli sarà determinante avere l’appoggio e la fiducia di tutti e fare sinergia con le istituzioni, gli enti e i governi del territorio. Lavoreremo inoltre per migliorare l’accessibilità da e verso lo scalo, cercando di creare le condizioni per una maggiore intermodalità, in linea con gli standard europei. Questo ci consentirebbe di crescere ulteriormente valorizzando e sfruttando a pieno la posizione geografica che lo scalo occupa strategicamente nel centro Italia”.

Volumnio, una scuola aperta per una società aperta

 

Progetto Erasmus per insegnanti e alunni (già contattate scuole medie di Francia, Inghilterra, Portogallo e Belgio); decima scuola in tutta Italia per il progetto della biblioteca multimediale; un’ottima interrelazione con le realtà sociali e culturali del territorio; partecipazione appassionata e convinta al consiglio comunale degli studenti per  far crescere nei ragazzi la coscienza e la passione civile. Ancora, corsi di inglese agevolati per gli alunni, tenuti da un insegnante madrelingua. E molto altro. È la scuola media Volumnio di Ponte San Giovanni. Una realtà davvero tutta da raccontare che è diventata punto di riferimento e che vuole crescere ancora

 

Decima scuola in tutta Italia per il progetto della biblioteca multimediale, un’ottima interrelazione con le realtà sociali e culturali del territorio, partecipazione appassionata e convinta al consiglio comunale degli studenti per  far crescere nei ragazzi la coscienza e la passione civile. E poi anche il progetto Erasmus in fase di gestazione, con richieste già inviate a scuole di Francia, Inghilterra, Portogallo e Belgio. Ancora, corsi di inglese agevolati per gli alunni, tenuti da un insegnante madrelingua. E molto altro.

Una scuola media aperta, insomma, e fiera di questa sua apertura l’Istituto Volumnio di Ponte San Giovanni, che fa parte dell’Istituto comprensivo Perugia 12. Che mira, grazie a questo modello di scuola aperta, a formare ragazzi e ragazze che sanno ragionare in modo critico.

Un’ottima formazione, insomma, nel quadro di un insegnamento ricco di stimoli e di conoscenze, come testimoniano le tabelle ministeriali, reperibili sul sito del ministero dell’Istruzione, dalle quali emerge che la scuola media Volumnio di Ponte San Giovanni non è, per nessuna area considerata, sotto la media degli istituti medi di Perugia ed è sopra la media, spesso decisamente sopra la media, in non poche voci.

Una scuola così è quindi, per fortuna, naturalmente vivace. Dai genitori al corpo docente, ai ragazzi, emerge una vivacità di partecipazione e di discussione che non è fine a se stessa e che, correttamente incanalata, porta ad azioni specifiche, a iniziative concrete, come appunto dimostrano i risultati.

Anche il progetto Erasmus, che quando arriverà in porto offrirà ai ragazzi e agli insegnanti (perché il progetto riguarda appunto sia gli insegnanti che gli alunni, nel quadro di una spinta che riguarda tutti) opportunità di crescita e di apertura mentale formidabili, rientra in questo tipo di scuola. Che nella sua mission ha l’obiettivo, stabilito dalla Costituzione italiana ma troppo spesso dimenticato, di essere un ‘corpo sociale intermedio’ utile a formare in modo compiuto la propria personalità, mettendola in grado di esprimere le sue potenzialità, per la qualità della propria vita personale e per una società più avanzata e consapevole. E anche, attraverso l’erogazione di un servizio pubblico di qualità, di avvicinare al rialzo le condizioni iniziali dei ragazzi, aprendo a tutti le opportunità di sapere, di crescita, di ragionamento critico. E dove le diversità vengono messe a valore, invece di diventare un diaframma o una lastra di vetro che impedisce ad alcuni di crescere e ad altri di chiudere, e non di aprire, la propria mente.

Insomma una scuola, la Volumnio di Ponte San Giovanni, che contribuisce alla crescita e al miglioramento del territorio, tanto che – grazie anche alla sua capacità di collegarsi con le realtà sociali e culturali – ne è diventata un punto di riferimento.

Il cambio della dirigente scolastica – al posto di Iva Rossi, che ha retto l’istituto per alcuni anni, è giunta Simona Ferretti – non solo non ha creato problemi, ma ha fornito un rinnovato impulso ad andare avanti su questa strada di crescita. La dirigente Ferretti, infatti, sta portando avanti i progetti che ha trovato impostati, spingendoli con convinzione, e ne ha impostati di nuovi che stanno già dando i primi frutti. Non a caso entrambe, la Rossi e la Ferretti, sono estimatrici dell’insegnamento di don Lorenzo Milani, con la sua forte spinta alla formazione di persone che sanno ragionare in modo critico e che quindi amano il sapere e la conoscenza come unico strumento di crescita personale e sociale, come coscienza di sé e della propria consapevolezza.

Le lingue, l’Erasmus per insegnanti ed alunni, la biblioteca multimediale, i progetti messi a punto con il territorio, la partecipazione, l’integrazione, la qualità dell’insegnamento sono la ‘cassetta degli attrezzi’ di un progetto più grande.

Una storia, quella dell’Istituto Volumnio di Ponte San Giovanni, che va raccontata. Perché storie come queste, e ragazzi formati in questo modo, rappresentano la speranza del futuro. Una speranza di cui andare orgogliosi.

 

LA LEGA NON E’ CREDIBILE!

 

La Lega di Todi ,con la presentazione nell’ultimo Consiglio Comunale di un ordine del giorno sul No al Termovalorizzatore in Umbria, ha sancito Politicamente, Istituzionalmente e anche Amministrativamente, il proprio fallimento come forza Politica! La Lega di Todi forse non sa o fa finta di non sapere che il Sindaco Antonino Ruggiano, all’Assemblea dei Sindaci del 30 novembre 2017 dell’ A.U.R.I.(Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), ha dichiarato (messo a verbale) che è d’accordo al termovalorizzatore! Anzi ha proprio dato la disponibilità ad istallarlo a Todi!

Vedremo le reazioni della Lega quando il Termovalorizzatore sorgerà nella nostra città! La saga continua…

La Lega in Campagna Elettorale ha promesso ai propri elettori che avrebbe spostato il Depuratore dal sito di Cascianella, abolito il Todi Festival, abbassato le tasse e come ciliegina sulla torta che non avrebbe mai e poi mai appoggiato Antonino Ruggiano.

Fino adesso questa amministrazione nulla ha fatto per spostare il depuratore, nulla ha fatto per il Todi Festival se non continuare sulle stesse linee guida lasciate dal CentroSinistra. Anche per il 2018 è stata confermata la stessa guida artistica del 2016  e 2017 e oltretutto hanno aumentato i contributi stanziati dal Comune rispetto a quelli previsti dalla passata Amministrazione.

Parlando di tasse, anche se ora il Bilancio Comunale lo permetterebbe, dall’ultimo Consiglio Comunale abbiamo scoperto con stupore che l’i.r.p.e.f. è rimasta esattamente la stessa.

L’ ordine del giorno della Lega sul No al Termovalorizzatore è solo una boutade per tentare di salvare la faccia. Se il Termovalorizzatore in Umbria non si dovesse fare, per forza di cose i rifiuti della nostra Regione dovranno essere portati fuori, aumentando così i costi per lo smaltimento dovuti al trasporto. Certo, a meno che la Lega non voglia fare delle discariche!!??.. in Umbria!!??.. magari a Todi!!!????

Durante l’ultimo Consiglio Comunale dopo gli interventi e le repliche sul piano delle alienazioni, noi del Partito Democratico e tutte le forze di opposizione abbiamo provato in tutti i modi a trovare una mediazione per sanare le palesi incongruenze presenti sulle proprietà comunali che la maggioranza si appresta a vendere. Vista la totale chiusura e arroganza della maggioranza abbiamo deciso di abbandonare l’assise!

La Lega di Todi stia serena, il Re è nudo! Tutti sanno che sono all’interno della Maggioranza solo per fare da stampella mantenendo così la tanto agognata poltrona!

Gruppo Consiliare Partito Democratico

 

 

Bene Sergio Pirozzi Presidente del Lazio, schiena diritta e idee chiare oltre i partiti. Claudio Ricci: in Umbria nel 2020 solo Liste Civiche, senza “politicanti”, per cambiare in modo chiaro e per fare dopo il 4 Marzo “Italia Civica.”

Io sto con Sergio Pirozzi, Sindaco di Amatrice. Schiena diritta e idee chiare anche sulla ricostruzione (da già Sindaco di Assisi condivido): più risorse reali, meno burocrazia, leggi più chiare, più poteri reali e operativi ai sindaci. Più competenza nei ruoli chiave.
Condivido anche la sua candidatura a Presidente della Regione Lazio: basta con le candidature decise dall’alto (passando da Milano a Roma come se si stesse prendendo un aereo di linea) senza un vero cambiamento dal basso con gli “scarponi” segno della conoscenza del territorio e della fatica del fare e camminare con la gente. Avanti con Italia Civica: sono quelli con il coraggio di Pirozzi che saranno i nuovi costituenti della Repubblica dopo il 4 marzo e le conseguenti “discrasie” che segneranno la fine di molti percorsi politici attuali (e anche la conclusione dei populismi poco concreti).
In Umbria nel 2020 sarà la stessa cosa (come già parzialmente cominciato nel 2015): alle elezioni regionali ci presentemente solo con liste civiche, nessuna strategia politica, solo persone e territorio per “cambiare con la capacità di fare”. Stavolta in Umbria, come nel Lazio, “a vele spiegate” per guardare, come pionieri, ai nuovi orizzonti del bene comune.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale e già Sindaco di Assisi).

Cgil Perugia: senza lavoro è allarme spopolamento

Dove c’è il lavoro ci sono le persone, dove il lavoro viene meno il rischio di spopolamento e abbandono diventa fortissimo. È questa una delle maggiori preoccupazioni emerse dalla discussione affrontata nel corso del direttivo provinciale della Camera del Lavoro di Perugia che si è svolto ieri, 2 febbraio, e nel quale sono state affrontate le numerose vertenze e situazioni di criticità che attraversano la provincia. Dalla Perugina alla Novelli, dalla Nardi alla Tagina, dalla Maran alla ex Merloni, senza dimenticare situazioni di incertezza come quella in essere alla Sogesi dopo la perdita di importanti appalti nella sanità umbra. Così come il grande tema delle politiche attive del lavoro e della loro riorganizzazione.
“Il nostro territorio rischia di affrontare questa fase di grandi cambiamenti nel mondo della produzione e di fortissima innovazione tecnologica, da una posizione di ritardo e debolezza – afferma Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia – di questo abbiamo parlato nei giorni scorsi a Milano, nella Conferenza di Organizzazione nazionale, evidenziando che il cambiamento, la rivoluzione 4.0, va governata e non subita passivamente. Ma per farlo – prosegue Ciavaglia – una regione come l’Umbria ha bisogno di mettere sul piatto le sue potenzialità e le sue qualità, che le vengono dalle ricchezze ambientali, dal know how dei suol lavoratori e da una forte tradizione di welfare e giustizia sociale. Anche quest’ultimo è infatti un fattore attrattivo, lo è persino per le multinazionali, che scelgono anche in base a queste caratteristiche i territori dove insediarsi. Tuttavia – conclude Ciavaglia – negli ultimi anni questo patrimonio sociale forte del nostro territorio sta venendo meno, sotto i colpi della disoccupazione, dell’impoverimento e della crescita delle disuguaglianze, anche territoriali. Ecco perché come Cgil, nonostante le difficoltà e i tagli di questi anni, abbiamo scelto da tempo di puntare sul radicamento territoriale e sulla vicinanza alle persone in carne ed ossa, per provare a contrastare questi fenomeni”.

Comunicato Stampa Partito Democratico Todi

 

I terribili fatti accaduti la mattina di sabato 3 febbraio a Macerata, una comunità cittadina già sconvolta qualche giorno prima dall’atroce assassinio di una giovanissima ragazza che va punito con pene esemplari, impongono a chi ricopre responsabilità pubbliche, al mondo della politica e a quello delle istituzioni alcune doverose riflessioni.

Non vi è dubbio, infatti, che siamo di fronte ad un vile atto di violenza di stampo fascista. Da più parti, invece, si tende ad edulcorare questa triste realtà, qualificando quanto successo come il gesto isolato di un folle scevro da ogni implicazione politica e culturale.

Noi crediamo che non si faccia un buon servizio alla verità nascondendo la testa sotto la sabbia, non volendo vedere le ritualità e le simbologie che hanno accompagnato questo gesto (saluto romano, tatuaggio nazista) ed evitando di analizzare il vissuto politico (militanza nell’estrema destra seguita da un riflusso nella Lega Nord) di chi si ne è macchiato.

È innegabile, inoltre, che questo episodio di far-west si collochi in un contesto degradato dove la fanno da padrone parole di odio verso chi è diverso, rigurgiti di razzismo e di antisemitismo, lo sdoganamento culturale di discorsi del tipo «non sono razzista, ma…», la rivalutazione – senza vergogna alcuna – di un concetto totalmente privo di basi scientifiche come quello di «razza bianca» promossa addirittura da chi (come il leghista Attilio Fontana) aspira a governare la regione più grande d’Italia, l’ostentazione della propria vicinanza all’ideologia fascista in nome della libertà di opinione e di espressione sotto lo sguardo comprensivo di giornalisti che si professano (a parole) democratici e progressisti.

Siamo di fronte ad una vera e propria mobilitazione di odio che va crescendo da anni, fatta di accoltellamenti, pestaggi, incursioni squadriste (si veda, da ultimo, quella contro il giornale «La Repubblica») e oscene campagne sui social, che è stata, purtroppo, sottovalutata.

Le responsabilità di tutto questo vanno addebitate, in gran parte, a forze politiche come la Lega Nord di Matteo Salvini e movimenti neofascisti come Casapound e Forza Nuova, che per lucrare consensi soffiano sulle paure createsi nella società italiana a seguito di una drammatica crisi economica che ha lacerato nel profondo il tessuto sociale.

C’è chi, come il Partito Democratico e la coalizione di centrosinistra, in questi ultimi anni ha lavorato per cercare di governare il fenomeno migratorio conciliando sicurezza ed integrazione e ridurre le disuguaglianze e chi, come Salvini, non trova di meglio che alimentare una guerra tra poveri e fare del migrante un capro espiatorio da esporre al pubblico ludibrio. Il fatto che, dopo i fatti di Macerata, l’insigne statista in questione sia stato incapace di pronunciare una condanna senza se e senza ma di quanto successo evidenzia perfettamente la caratura umana – inesistente – del personaggio.

Per cercare di abbattere questo muro di odio il Partito Democratico di Todi si impegna, da qui ai prossimi mesi, a promuovere una grande mobilitazione democratica che vedrà le forze vive della città protagoniste di una grande battaglia a difesa dei valori e dei principi scolpiti nella Costituzione, celebrando così la ricorrenza dei settanta anni della sua entrata in vigore.

Un ultimo pensiero lo dedichiamo alla Giunta comunale e alla scombiccherata maggioranza che la sorregge. Sgomenta che non ci sia stata alcuna presa di posizione – né ufficiale, né ufficiosa – in merito ai fatti di Macerata, che fa il paio con l’inesistente attenzione dedicata alla Giornata della Memoria, con un’amministrazione comunale spettatrice del tutto passiva. Ma d’altronde, cosa aspettarsi di diverso da un governo cittadino egemonizzato da forze politiche di estrema destra?

4 febbraio 2018: Giornata per la vita.

 

Oggi è la giornata per la vita, oggi è la giornata che ci fa guardare al futuro con speranza. Tutelare la vita in tutte le sue forme garantisce un futuro ai nostri figli, è solo dando spazio alla vita che costruiamo un mondo sempre più umano. In questo tempo “strano”, invece, abbiamo dato più spazio ad una cultura di morte che elimina i bambini prima ancora della nascita ed esalta la decisione di dare fine alla propria vita. Questa non è una società più civile, come ci vogliono far credere. Anche per questo è nato il Popolo della Famiglia che si presenta alle elezioni politiche 2018: tutelare la vita dal concepimento alla morte naturale. Solo rimettendo al centro delle scelte politiche la Famiglia è possibile garantire un luogo dove la vita viene tutelata, solo offrendo alle donne una reale scelta è possibile dare a tanti bambini l’opportunità di nascere, solo garantendo un vero aiuto alle famiglie è possibile offrire ai nostri anziani la possibilità di rimanere a casa tra l’amore dei cari fino alla fine naturale della vita. L’unico partito politico che assicura tutto questo nel suo programma è il Popolo della Famiglia. L’unica forza politica che propone il reddito di maternità: 1000 euro al mese a tutte le donne italiane che scelgono liberamente di rimanere a casa per i propri figli dando dignità al lavoro di crescere i figli. Alle prossime elezioni l’unico voto utile è quello della coscienza. Non esiste nessuno schieramento politico, oltre al Popolo della Famiglia, che garantisce la difesa dei principi non negoziabili. Dr. Claudio Iacono Presidente del Popolo della Famiglia – Umbria Candidato alla Camera dei Deputati per le elezioni del 2018

La lista di Forza Italia in Umbria presentata a Perugia alla Sala della Vaccara

 

La coordinatrice regionale di Forza Italia Catia Polidori ha presentato la squadra di candidati in vista delle politiche del 4 marzo. Lei,Catia Polidori, altotiberina, sarà capolista nel listino proporzionale della Camera , mentre dietro di lei ci sono il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, la coordinatrice provinciale del partito di Perugia Laura Buco e Filiberto Franchi. Capolista al Senato invece Fiammetta Modena; dietro di lei Riccardo Meloni, capogruppo di FI nel consiglio comunale di Foligno, poi il sindaco di Amelia Laura Pernazza e Francesco Ferranti, capogruppo in consiglio comunale a Terni. «La punta di diamante», come lo ha chiamato Polidori, è Raffaele Nevi, consigliere regionale schierato nell’unico collegio uninominale (Terni, Camera) toccato ai forzisti nell’ambito della spartizione interna alla coalizione

Presentati a Perugia i candidati in Umbria del Movimento 5Stelle

 

I candidati dei collegi uninominali umbri di Camera e Senato per  del Movimento 5 Stelle sono stati presentati ufficialmente:è la società civile cui ha fatto appello Luigi Di Maio. allargando così la partecipazione politica a donne e uomini non iscritti al MoVimento, ma attivi sui territori, con l’apporto di tanti professionisti, universitari, imprenditori in tutta Italia.

Tutti i candidati del Movimento 5Stelle

Nella lista alla Camera ci sono i deputati uscenti, Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella, insieme a “forze nuove” come Mascia Aniello e lo spoletino Samuele Bonanni (giovane operatore socio-sanitario e perito informatico), entrambi militanti nel movimento da dieci anni.
Al Senato sono invece rientrati il senatore spoletino uscente Stefano Lucidi, i perugini Emma Pavanelli (iscritta al Movimento dal 2009) e l’avvocato Cristian Brutti, oltre che Simonetta Checchobelli (consigliere comunale a Corciano).