“Diciamoci Sì” fino al 14 febbraio al PalaSì di Terni

 

Dal 9 al 14 febbraio al PalaSì di Terni abita Cupido. Per la seconda edizione dell’evento dedicato all’amore e al matrimonio “DiciamociSì”, il Salone Bazzani apre le porte ad operatori esperti di wedding: atelier, parrucchieri, estetisti, ristoranti, fioristi, agenzie di viaggi.

In Piazza della Repubblica a Terni, DiciamociSì impegnerà cinque giorni di approfondimento sul mondo del wedding con un programma ricco di eventi.

Al centro della scena quest’anno le novità 2018 e le ultime tendenze per un matrimonio perfetto e misurato sui sogni della sposa e dello sposo.

DiciamociSì è inserito nel pieno degli eventi valentiniani che interessano la città di Terni nel periodo della settimana del Santo patrono.

A partecipare alla cinque giorni di celebrazione dell’amore e degli innamorati molte aziende ternane, scelta oculatamente voluta per enfatizzare la città di origine di uno dei portali nazionali dedicati al wedding più apprezzati degli ultimi anni www.diciamocisi.it .

“OSPEDALE DI PANTALLA: NO AL SUPERSVINCOLO, SI’ AL POTENZIAMENTO. BASTA CON OPERAZIONI DI FACCIATA”,comunicato stampa Tuderti Cinque Stelle

 

La lunga storia dell’ospedale di Todi/Marsciano o Media Valle del Tevere che dir si voglia, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Nato da un progetto del 2005 e posta la prima pietra nel 2007 , era venuto a completamento nel 2011, con l’intenzione di soddisfare nel migliore dei modi le esigenze di salute dei cittadini di Todi, Marsciano, Deruta, Monte Castello di Vibio, Massa Martana, Collazzone, San Venanzo e Fratta Todina, per un totale di circa 60.000 abitanti, costo complessivo per la collettività 41.621.092,53 milioni di euro (IVA inc.).

Ora, l’ennesima rimodulazione di servizi e reparti, ad iniziative già messe in atto, come la rivoluzione dei laboratori analisi, con il declassamento di Pantalla e di altri 6 ospedali “minori” a semplice punto di prelievo o poco più, si aggiungono voci insistenti di trasferimento di interi reparti e servizi, quali il Day Hospital pediatrico, già dato con i bagagli pronti e il punto nascita che negli ultimi tempi ricorre costantemente nella “classifica” degli spostamenti.

In pochi anni, sembra che la pianificazione, i progetti e le prospettive che la politica regionale aveva per questo ospedale stiano mutando radicalmente, denotando una certa aliquota di improvvisazione nella fase di studio dell’intera operazione di accorpamento Todi/Marsciano, forse viziata da altre logiche che con la salute dei cittadini hanno poco a che fare. Questo progetto era stato lasciato in eredità alla Presidente Marini, dalla gestione Lorenzetti…

L’azienda sanitaria e la Regione “vendono “ tutta questa incertezza come efficientamento e razionalizzazione, promettendo un rafforzamento della struttura che a tutt’oggi non è all’orizzonte, il CRES (Cardiologia Riabilitativa e Sportiva) portato ad esempio come centro di eccellenza per la cardiologia sportiva, non è neppure abilitato ad effettuare le visite medico sportive agonistiche, per le quali gli sportivi della zona devono ricorrere a soggetti privati o ai centri di medicina dello sport di strutture pubbliche di altre città della regione.

La regione deve decidere cosa far fare da grande a questo ospedale, non è possibile pensare che una struttura sanitaria nata per soddisfare le esigenze di 60.000 persone costata 50.000.000 di euro, debba essere messa in discussione ad ogni piè sospinto per seguire logiche puramente di cassa, perché non facciamoci illusioni lo scopo finale è quello di risparmiare e non di migliorare il servizio.

“E proprio di soldi parliamo quando, in questo contesto, si prospetta un nuovo svincolo E45 per l’ospedale di Pantalla, con una spesa di ben € 10.000.000 (diecimilioni di euro). Che senso ha l’operazione in sé, cementificando ulteriormente la pregiata campagna residua, tanto più con un dissanguamento mostruoso delle risorse pubbliche, mentre qualcuno sta pure tentando di declassare l’ospedale? Sappiamo che le risorse per la viabilità sono gestite da ANAS ma è anche chiaro che, per razionalizzare, i vari enti devono dialogare tra loro e si deve necessariamente avere un chiaro progetto per il futuro. Un futuro nel quale vorremmo che questi soldi vengano destinati alle concrete esigenze di salute delle persone, valorizzando davvero la struttura sanitaria”

Il MoVimento Tuderti 5 Stelle si impegna a vigilare attentamente su questa situazione anche attraverso la collaborazione dei nostri portavoce al consiglio regionale Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che

sapranno andare a fondo nella vicenda perché

scevri da qualsiasi vincolo di sudditanza che potrebbe invece influenzare i consiglieri di altri gruppi di opposizione.

” Troppi Debiti? Cerchiamo una soluzione”,incontro di Todi Civica all’Hotel Tuder a Todi

 

Molto partecipata l’iniziativa sullo SPORTELLO PER IL SOVRAINDEBITAMENTO che si è svolta a Todi il 10  Febbraio presso l’Hotel Tuder. Un’iniziativa,ricordava il comunicato stampa di presentazione di Todi Civica, per riflettere sul tema del sovraindebitamento e sugli strumenti per far fronte  a questo rilevante problema sociale. Sono infatti sempre più i cittadini, le famiglie, i lavoratori ad essere strangolati dai debiti e a non trovare soluzioni in grado di dare risposte concrete, spesso perché inconsapevoli di alcune opportunità messe a disposizione dal legislatore. L’ordine dei commercialisti, avvocati,  professionisti di settore e istituzioni intendono collaborare al fine di rendere queste opportunità quanto più accessibili e conosciute.

Comunicato stampa fratelli d’Italia-sezione di Todi

Il coordinamento Comunale di Fratelli d’Italia esprime apprezzamento per la correttezza e la serietà della Giunta Comunale. Tra i documenti propedeutici all’approvazione del Bilancio preventivo 2018, sono state approvate le aliquote IRPEF appunto per l’Anno 2018 e le proposte dell’Amministrazione Comunale non hanno previsto alcun aumento per i cittadini. Dopo questo primo anno di assestamento, la Giunta, sostenuta dalla maggioranza di Centrodestra, prevederà inoltre una riduzione progressiva che andrà sicuramente ad incidere positivamente sulle tasche dei cittadini, che invece subirono una vera e propria batosta nel Luglio 2015 quando l’allora Amministrazione di centrosinistra aumentò in maniera pesante le aliquote portandole tutte nella fascia tra 0,76 e 0,80 applicando peraltro un’ingiustizia complessiva sia a livello sociale che a livello fiscale.
La strada imboccata dall’Amministrazione Ruggiano è quella di grande serietà, maggior rigore ed una equa redistribuzione a livello fiscale per i cittadini.
E non si possono nemmeno sentire le critiche provenienti da alcuni banchi dell’opposizione composta dalle stesse persone che nel 2015 applicarono un aumento complessivo delle tasse sulle spalle dei Tuderti per oltre 2 milioni di euro complessivi.
FRATELLI D’ITALIA TODI

VINO: IL LUNGAROTTI RUBESCO RISERVA 2012 SECONDO MIGLIOR ROSSO ITALIANO LA CLASSIFICA DI GENTLEMAN CHE INCROCIA I PUNTEGGI DELLE PRINCIPALI GUIDE PREMIA L’AUTOCTONO UMBRO

Secondo tra i vini rossi e primo autoctono d’Italia, il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2012, punta di diamante delle Cantine Lungarotti, festeggia i 50 anni della Doc Torgiano volando alto nella classifica Top 100 dei rossi italiani diGentleman, periodico di Class Editori che ogni anno elabora i punteggi delle più autorevoli guide nazionali (Gambero Rosso, Vitae, Luca Maroni, Bibenda, Daniele Cernilli e Veronelli).

Secondo la graduatoria pubblicata oggi e curata da Cesare Pillon ed Emanuele Elli, il Vigna Monticchio 2012 ha raggiunto punteggi di eccellenza in tutte le 6 guide selezionate: Tre Bicchieri per il Gambero Rosso; 4 Viti per Vitae (Ais); 98 punti per l’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni; 5 Grappoli per Bibenda; 96 punti della Guida Essenziale ai Vini d’Italia di Doctor Wine (Daniele Cernilli);Super Tre Stelle della Guida Oro I Vini di Veronelli. Da 7 anni consecutivi nella top 10 dei vini più premiati d’Italia, l’etichetta simbolo di Lungarotti è stappata in 50 Paesi nel mondo, e proviene dal cru ‘Vigna Monticchio’: 12 ettari sulla sommità delle colline di Brufa, a circa 300 metri di quota.

Il Rubesco Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva Docg), è prodotto da uve Sangiovese macerate sulle bucce per circa 20 giorni, maturato un anno in botte grande e in barrique e infine affinato vari anni in bottiglia. Per la sua complessità è atto a un invecchiamento medio di 30‐35 anni. Oltre alle tenute di Torgiano e Montefalco, che sommano 250 ettari di vigneto (circa 2,5mln di bottiglie all’anno), la famiglia Lungarotti è attiva su tutta la filiera del vino, con la Fondazione Lungarotti e i Musei dell’olio e del vino (quest’ultimo definito “il migliore in Italia” dal NY Times) e i casolari dell’agriturismo Poggio alle Vigne.

In allegato foto Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2012

Elegante e di solida struttura, ha colore rubino profondo e profumo complesso che ricorda la marasca e la mora, delicati richiami alla violetta e leggere note mentolate e finale speziato. Di grande concentrazione, fruttato e leggermente balsamico, ha tannino morbido e vellutato, finale lungo e persistente

La Lega Nord aTodi inaugura la sede. Tante le persone intervenute

 

Una squadra di Governo compatta e preparata che vede nei tuderti la massima priorità amministrativa. E’ questo quanto emerso questa mattina a Todi, durante l’inaugurazione della nuova sede della Lega in via Ciuffelli. Molti gli intervenuti tra cui il sindaco Antonino Ruggiano, il suo Vice, Adriano Ruspolini, Toni Aiello coordinatore campagna elettorale Lega Umbria, Francesca Peppucci capogruppo comunale, Antonella Marconi Presidente II Commissione, Valerio Mancini Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa e i candidati alle politiche 2018 Luca Briziarelli, Virginio Caparvi, Goffredo Pucci, Annalisa Spezzi nonchè Patrizia Sargeni tuderte doc.

Prima del dibattito si è tenuto un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime delle foibe.  “ Era il 2014 e la Lega a Todi contava appena 4 sostenitori. Da allora, con determinazione e sacrificio, siamo riusciti a diventare una realtà concreta per molti cittadini, fino ad essere forza di Governo” – ha focalizzato la Sargeni –  “Quanto fatto in questi mesi è il risultato di confronti a volte anche accesi, ma sempre costruttivi – ha precisato il Vice sindaco Ruspolini – qui, nessuno si sente una stampella, come più volte ribadito dal Pd, che privo di argomenti cerca, invano, di alterare i solidi equilibri interni alla Giunta. Abbiamo un modus operandi diverso dalla vecchia amministrazione, che ci porta ad ascoltare la gente e non a rinchiuderci tra le stanze del palazzo comunale, per noi fare politica vuol dire risolvere i problemi e non crearli  o nascondere la polvere sotto il tappeto”. Concordi, nel loro intervento i due consiglieri comunali Peppucci e Marconi le quali hanno ribadito la passione per il proprio territorio, rimandando al mittente le sterili accuse di “amministratrici inesperte”  “perché – dicono  – se i risultati sono vincolati dall’esperienza, allora nella vecchia amministrazione erano tutti debuttanti”. Fiero ed orgoglioso della sua squadra, Toni Aiello, coordinatore regionale campagna elettorale Lega Umbria. “ Pochi anni fa non avremmo mai potuto immaginare di aprire una sede Lega a Todi, eppure le ultime amministrative hanno determinato una svolta politica. Se il centro-destra unito è stato in grado di espugnare la Marini e il Pd nel suo ex feudo, allora il 4 Marzo è possibile sperare nella rinascita di questo paese”.  Concorde con Aiello anche il sindaco Ruggiano per il quale “Esiste una sola coalizione in grado di governare il paese ed è il centro-destra per preparazione e per consensi registrati, mancano solo 600 mila voti per avere la maggioranza assoluta alla Camera e al Senato”

Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, ieri a Perugia,

 

Adinolfi ha ribadito come il Popolo della Famiglia (PdF) in questo momento in Italia, sia l’unica alternativa politica valida ad una componente della società che progetta di modificare la tradizionale visione antropologica della persona. Ne sono la prova le leggi emanate nel contesto dell’ultima legislatura ad iniziare dalla legge Cirinnà,sulle unioni civili. Dinnanzi alle due piazze del Family Day stracolme  (piazza S. Giovanni nel 2015 eCirco  Massimo nel 2016) che come prima esperienza nella storia hanno coinvolto milioni di cittadini, i rappresentanti politici che erano presenti, sono riusciti a fare orecchie da mercante alle incessanti richieste ed hanno votato a favore delle Unioni civili, ottenendo esclusivamente il contentino del parziale stralcio della stepchild adoption, una tematica che è stata rimandata alle competenze  della magistratura con le relative conseguenze. Adinolfi ha anche ricordato la legge sul divorzio breve che ha avuto in parlamento un’accoglienza immediata, ma con il risultato d’incrementare improvvisamente il numero dei divorzi del 52%. Ha poiricordato la legge sulle Dat(detta anche del biotestamento) emanata alla fine della legislatura, che consente di interromperenutrimento e idratazione al malato,facendole diventare, per legge, una terapia medica.Ed infine ha citato la liberalizzazione della vendita senza ricetta della “pillola dei 5 giorni dopo”. Con questa liberalizzazione, oltre a confondere una pratica abortiva con un contraccettivo, si è avuto un aumento esponenziale delle vendite: da 16.000confezioni nel 2015, si è passati alle oltre 400.000 confezioni solo nell’ultimo anno. Sono stati elencati tutti i pericoli che corre la società se non si riesce a realizzare un’alternativa all’attuale sistema politico ed al suo programma avaloriale. Nella prossima legislatura sarà riproposta la legge sull’omofobia (Legge Scalfarotto, con non pochi sostenitori in tutti gli schieramenti), fallita nel 2013, che impedirà qualsiasi forma di obiezione di coscienza e contestazione democratica per contrastare lo stravolgimento antropologico in atto, prevedendo delle pene fino a 6 anni di reclusione.

Mario Adinolfi ha infine evidenziato che senza un argine di valori, si inizieranno a fare ulteriori aperture meno mascherate e ipocrite all’eutanasia, superando la normativa attuale che prevede, per volontà del paziente,l’accompagnamento alla morte sotto gli atroci dolori della fame e della sete.

Giorno del Ricordo, presidente Catiuscia Marini :”le foibe, una tragedia che dobbiamo ricordare per evitare i rischi dell’odio etnico e nazionalista”

 

 “Le stragi delle foibe hanno provocato una ferita che è ancora aperta nel tessuto sociale del nostro paese e rappresentano una pagina tragica della storia per troppo tempo coperta dal silenzio. Dobbiamo invece mantenere viva la memoria, anche per evitare che si ripetano avvenimenti del genere”. E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria in occasione della celebrazione del “Giorno del ricordo”, designato dalla Repubblica italiana nel 10 febbraio, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

“Sono molte le famiglie italiane che hanno dovuto contare le vittime e fare la scelta dolorosissima di abbandonare la loro terra e le loro case – aggiunge la presidente nel suo messaggio. E sono profondamente d’accordo con il Presidente della Repubblica Mattarella quando ammonisce tutti sui rischi del nazionalismo e dell’odio etnico che hanno generato guerre fratricide, stragi e violenze disumane.

“E’ un dovere delle istituzioni dunque ricordare, anche attraverso giornate commemorative, gli eventi tragici che hanno segnato la storia, non solo con l’obiettivo di onorare la memoria delle vittime, ma anche per trasmettere ai più giovani i valori del dialogo e della collaborazione”.

“In riferimento alla situazione del cinema a Todi”,lettera aperta di Manfredo Retti,Presidente dell’Associazione Culturale “Iacopone”

 

Nella conferenza stampa di sabato 3 febbraio,  richiesto se e quando  Todi potrà riavere una sala cinematografica,  il sindaco ha risposto di avere  a cuore la situazione, ma che vi sono alcune difficoltà da superare.  Sì, le immaginiamo e concediamo che ci voglia del tempo, ma quando sentiamo dire che lo Iacopone, per essere riutilizzato,  avrebbe bisogno di un investimento economico esorbitante, tipo centomila euro,  quasi si dovesse rifarlo tutto,  ci viene da pensare che si è male  informati.   Quello che ha funzionato fino al 28 giugno scorso, dunque,  che cinema era?  Non  il  cinema con  trent’anni di attività e rilanciato, dopo adeguati restauri e aggiornamenti, nel dicembre del 2013?  Un cinema che aveva cancellato, fin dove possibile, la modestia di ex sala diocesana,  conservandone  solo l’immutabilità del sito, impervio e stretto tra vicoli,  e,  come arredo,   delle poltrone non belle perché acquistate a costi ridotti, col vantaggio di essere già ignifugate?   Ricordiamo che nei fondamentali il locale è a posto, in  quanto ha  visto, quattro anni fa, il rifacimento dell’impianto elettrico e di quello di sicurezza ( centraline, sensori di fumo, idranti etc..) e ha accolto  un intervento sulle norme, sempre di sicurezza,  con supervisione  di studio ingegneristico specializzato,  e adeguato progetto presentato con una SCIA ai Vigili del Fuoco.  Dal   ’98 esiste una scala  con sbocco nel Vicolo dei Magazzini, che è venuta a costituire la terza uscita di sicurezza,  raggiungendo la quantità adeguata al numero dei posti, ridotto a centodieci.   Se si obietta che non c’è quella per i portatori di “handicap”, si risponde informando che vi è stata istallata in occasione del Festival dei Diritti*: un piano inclinato sovrapposto a parte della gradinata. Basta rimetterlo, magari perfezionandolo.  Rimarrebbe il tetto da rifare, perché, mancante di guaina,   è permeabile alla pioggia. Ma appartiene alla Curia, non ai gestori.   I vecchi gestori, per non creare problemi, e dopo essere intervenuti a sostituire un coppo qua e un coppo là,  hanno poi risolto stendendo un telo, da cui mai più una goccia è caduta all’interno; è  situazione abborracciata, ma può ancora reggere in  attesa di opportuni  interventi.  Dunque  a cosa servirebbero centomila euro?  Semmai a  destrutturarlo per una sontuosa rifondazione, a prova di sponsor:  a questa, sì,  servirebbero!  Non certo a  riaprirlo così com’era: la sala conserva le poltrone e lo schermo, basta riportarvi dentro macchina di proiezione e amplificatori e, se  si vuole, gli arredi del foyer.  E’ evidente che  la macchina la si deve rilevare agli ex gestori, perché è di loro proprietà.   Ma  il  Comune di questo è informato: ha già ricevuto   un  progetto dove costoro  si dichiarano disposti a cederla ( insieme alle rimanenti attrezzature e decori interni ed esterni, plance comprese) con la condizione di un subentro al debito relativo all’acquisto,   dopodiché,  ad estinzione del debito, la suddetta, con tutto il resto, gli apparterrà.   Forse, però,  il problema è un altro.  E’ che i nuovi richiedenti (che ci sono),  al Comune chiedono un contributo, intendendo associarlo ad un’attività che, benché gestita in forma privata, ha una funzione pubblica. E probabilmente  non intendono ripetere quanto avevano fatto i precedenti, che avevano deciso di fare da soli, subendone  ancora le conseguenze.  No, questa intenzione loro  non l’hanno ed è giusto che non l’abbiano.  Il Comune, cioè questa amministrazione,  deve capirlo, come anche deve capire che,  se  non è responsabile del problema capitatogli  addosso,  sta però a lui stesso risolverlo.  S’intende: sempre che lo voglia e che concordi sul fatto che una città senza più cinema retrocede a paese. Soprattutto una città che il cinema lo aveva dal 1916.

*Leggiamo, oggi 8 febbraio  su Tamtam Online,  il rammarico  espresso da Camilla Valli sulla perdita del “Festival dei Diritti”, che si faceva al Cinema Iacopone,  e sul fatto che il cinema è “oggi ancora chiuso”: quel cinema senza il quale, peraltro, non si saprebbe dove farlo più, tale festival, dato che si è fatto e si poteva fare solo lì.  Il rammarico, dunque, è giusto e  condivisibile, e lo sarebbe ancor più se, accanto a lamentare il  cinema “ancora chiuso”,  chiamasse in causa chi ne ha provocato la chiusura.          

  Manfredo Retti

Presidente dell’Associazione Culturale “Iacopone”

“Slovenia 1945”,la tragica vicenda dei Domobranci

 

Tante sono le vicende drammatiche succedutesi alla fine della seconda guerra mondiale.Molte sono state riscoperte negli ultimi anni,quando gli archivi sono stati aperti e i carnefici di quel tempo  scomparsi. Presentiamo un libro che ci racconta come scientificamente gli inglesi mandarono alla morte decine di migliaia di persone,militari e civili,soldati e ragazzi,donne ed anziani.

Nel libro si parla di questa carneficina svoltasi in varie fasi ma che fu,lo ripetiamo,la conseguenza del comportamento cinico degli inglesi. “Alla fine del maggio 1945, 12.000 soldati sloveni vennero posti a bordo di treni dell’Esercito britannico e trasportati in Austria. Essi pensavano fosse il tragitto che li avrebbe condotti in Italia, e quindi verso la salvezza. La vera destinazione fu però la Slovenia, con la tortura prima e la morte poi. Questo libro, basato sulle testimonianze dei sopravvissuti, racconta la storia sconosciuta dei Domobranci, membri cattolici e anticomunisti alleati dei tedeschi e degli italiani  sterminati e dispersi in una diaspora tra le più crude nell’ambito della seconda guerra mondiale”.

La cifra complessiva delle esecuzioni,esaminando poi altri luoghi in Slovenia,fu elevatissima.Una storia tenuta nel frigorifero,e per la quale mai nessuno ha mai subito processi.