Volley femminile: Ursini Assicurazioni Tuder Volley San Mariano campione regionale U16

 

Grandissimo risultato per l’Under 16 femminile Ursini Assicurazioni Tuder Volley San Mariano, che si è assicurato il titolo regionale di categoria. Le ragazze guidate da Francesco Moretti saranno dunque le rappresentanti dell’Umbria alle finali nazionali giovani Crai, in programma a Bologna dal 29 maggio al 3 giugno.

Per arrivare al titolo, la squadra di Todi ha avuto ragione della Monini Spoleto con il risultato di 3-1 in una finale sempre incerta, giocata al Centro Sportivo di Valtopina. Grande assente per infortunio, ma presente a bordo campo nei panni di super tifosa, anche Chiara Di Valerio. Grande soddisfazione, naturalmente, nell’ambiente tuderte e in quello di San Mariano per aver centrato due obiettivi in questa stagione: aver raggiunto i play off di serie D femminile e ora essere campioni regionali Under 16.

La collaborazione tra Tuder Volley e Polisportiva San Mariano sta dunque dando i suoi frutti. Grazie all’intuizione di Roberto Scaccia che, fin dall’inizio, ha creduto nel potenziale tecnico e umano dei due sodalizi.Non resta che fare i complimenti e citare le nuove campionesse umbre Under 16 dell’edizione agonistica 2017/2018 di pallavolo: Giorgia Cardinali, Chiara Di Valerio, Virginia Giovacchini, Martina Lomoro, Federica Montacci, Asia Perri, Sara Pierini, Mariarita Santocchia, Elena Tenerini, Asia Boila, Asia Cardaioli, Sara Castellani ed Elena Pieroni.

Un grande in bocca al lupo per le finali nazionali Crai, sperando che l’Umbria si faccia onore.

“Tra storia e storie” di Federico Panzetta

 

“Tra storia e storie”ricostruisce alcuni eventi relativi ad un vasto territorio che tocca i Comuni di Baschi, Todi, Orvieto, S. Venanzo e Marsciano, accaduti in un periodo compreso fra l’anno 1000 d.C.  ed i nostri giorni.

Dopo una breve ricostruzione dell’ambiente storico dell’inizio del secondo millennio, e dopo aver riassunto il tessuto architettonico di Todi attraverso gli insediamenti degli ordini religiosi nel XII secolo, il libro presenta un intreccio fra la storia dell’ordine camaldolese, e quella del territorio sopra delimitato, attraverso quattro abbazie che occupavano una fascia contigua di territorio di oltre 2000 ettari, che corrispondono ai nomi di S. Bartolomeo e la “Pasquarella in comune di Baschi, S. Maria in Monte e S. Arcangelo alla Canonica in Comune di Todi, Poggio San Quirico in Comune di Monte Castello di Vibio, S. Maria in Silva in Comune di San Venanzo.

Il libro accompagna queste identità nei loro collegamenti con la storia della Chiesa e dell’Italia centrale, dal secolo XI fino all’unità d’Italia. Un capitolo ricostruisce la controversia fra Todi, Orvieto, e la famiglia dei Montemarte.

Il libro è corredato di una corposa documentazione fotografica dello stato attuale dei luoghi che furono delle quattro abbazie, della riproduzione della documentazione, risalente al periodo dal 1700 al 1860, sui beni dell’eremo di S. Arcangelo alla Canonica di Todi, e di alcune copie dei verbali di presa di possesso dei beni delle quattro abbazie, redatti subito dopo il 1860, da parte dell’asse ecclesiastico. Per i beni transitati nell’asse ecclesiastico sono indicati i primi acquirenti privati ed i proprietari principali attuali.

Questo contenuto può costituire uno strumento di trasmissione, o comunque di rievocazione, di alcuni elementi dell’identità territoriale locale a beneficio di tutti gli strati sociali, dai giovani delle scuole agli anziani. Il libro è pertanto destinato alle scuole, agli enti pubblici, alle associazioni e a tutti coloro che desiderano recuperare consapevolezza delle proprie radici.

Il libro può essere richiesto  all’indirizzo e-mail  oppure chiamando al n. di telefono 328.6747241.

“Sì o no al contratto di governo? “,appuntamento con la Lega

 

Sì o no al contratto di governo? Sabato 19 e Domenica 20 Maggio,  la Lega Umbria  sarà presente nelle principali piazze della regione con dei gazebo per chiedere ai militanti e sostenitori un parere sul contratto di governo. Si potrà votare dalle 9 alle 18 ed esprimersi sui punti salienti del contratto di governo: la flat tax, abolizione della legge Fornero, nuove regole per l’immigrazione, rimodulazione dei trattati europei e legittima difesa.Todi : Sabato 19 saremo in via Ciufelli dalle 10,30 alle 12,30, Domenica 20 dalle 16 alle 19

Giornalisti o giudici, Lorenzo Grighi: “I processi mediatici? Evitiamoli”

 

‘Giornalisti o giudici’: si chiama così il libro scritto dal giornalista tuderte Lorenzo Grighi, 31 anni, e dal docente della Scuola di giornalismo di Perugia, Vittorio Roidi. Un libro-denuncia o un libro-studio? Grighi, cresciuto proprio alla Scuola Rai perugina, sgombra subito il campo da possibili equivoci: “E’ un libro-studio, non denuncia. Nasce nell’ambito della Scuola di giornalismo, tra due persone di età e generazioni differenti, con 50 anni a separarli, che si domandano e cercano di dare una risposta al perché dei processmediatici”.

Due i casi presi in esame: gli omicidi di Meredith Kercher e di Chiara Poggi. Due i profili analizzati, di Raffaele Sollecito e Alberto Stasi. Due persone condannate subito dalle colonne dei giornali e in televisione, benché poi una delle due sia stata assolta nelle aule del tribunale. “Abbiamo parlato di due casi emblematici, simili per tanti motivi: età, estrazione sociale, persino aspetto fisico. Tutti e due sotto processo dal 2007 al 2015, con esiti diversi. Sui media, però, fin dall’inizio sono stati indicati come colpevoli”.

Non è un libro buonista, naturalmente: “Noi non assolviamo chi davvero ha commesso il delitto. Ma facendo i giornalisti bisognerebbe tenere presente che c’è un principio deontologico che dovrebbe guidarci: la presunzione d’innocenza. Invece, i media non si sono posti dubbi, mai”.

Succede questo, secondo Lorenzo Grighi: “Si prendono i presunti colpevoli e si presentano al pubblico facendo leva sulle emozioni: si racconta degli occhi di ghiaccio, della freddezza. Caratteristiche fisiche che fanno sì che la gente comune veda in loro i perfetti assassini. Come se fossimo di fronte a una serie tv, non alla realtà. Stessa cosa si fa con le vittime, beatificate a prescindere, presentate in maniera quasi angelica, senza alcun difetto in vita”.

Prosegue l’autore: “Vi siete mai chiesti perché, nonostante in Italia avvengano tanti omicidi, alcuni diventino più importanti? Sono quelli che danno la possibilità di sfornare storie perfette”.

Parlando dell’altro autore, Grighi spiega: “Roidi è stato capo della cronaca al Messaggero di Roma. Diciamo che con il tempo si è ravveduto anche lui, ammettendo che qualche volta anche lui si è trovato faccia a faccia con la questione del processo mediatico e che forse non sempre i giornalisti lavorano nel miglior modo possibile”.

A 31 anni, Grighi precisa: “I processi mediatici a me non sono mai piaciuti. Naturalmente, scrivendo il libro, l’avversione è aumentata”. Tante le cose che non gli vanno giù: “In otto anni, quanti elementi davvero importanti saranno venuti fuori nei due processi che abbiamo esaminato? Forse 9-10, ma c’erano pezzi degli inviati ogni giorno. Inviati che andavano a scavare pure nella vita intima di colpevoli o vittime, intervistando magari l’amante. Questa però è cronaca rosa, non nera”. Un bravo giornalista “dovrebbe seguire il processo giorno per giorno. Certo, non deve essere un reporter passivo. Va benissimo che cerchi altri testimoni, che magari possono diventare poi importanti anche ai fini del processo stesso. Ma stazionare davanti alla casa della famiglia tutti i giorni, sentendo il vicino piuttosto che l’amico non ha molto senso”.

Per scrivere il libro, i due autori hanno esaminato giornali e programmi televisivi sui casi Stasi e Sollecito: “Io ho fatto lavoro di ricerca e di ricostruzione, Vittorio è stato più il teorico”.

Lorenzo Grighi attualmente collabora con i programmi di Rai 1 (Petrolio) e Rai 3 (La difesa della razza) e ammette: “La cronaca nera non è il mio campo preferito, mi piace di più fare approfondimenti, come accade nei programmi a cui sto lavorando. Altri libri? Al momento non ne ho in programma, vedremo. Questa esperienza, Giornalisti o giudici, mi è servita per calarmi nella parte, ma da esterno, non avendo mai seguito casi di nera direttamente”.

Nella foto Lorenzo Grighi : nato a Todi nel 1986, è laureato in Relazioni Internazionali all’Università di Perugia,giornalista professionista

Comunicato stampa Todi Civica

 

Continuiamo ad esprimere forti perplessità sul piano di riorganizzazione del personale che sta attuando l’amministrazione comunale. Come già sottolineato,  è nella piena autonomia e legittimità di ogni amministrazione operare al fine di predisporre al meglio l’utilizzo delle professionalità in forze all’ente.
Ma proprio partendo da questa considerazione  e nell’interesse della qualità dei servizi offerti al cittadino, l’impiego delle risorse umane ed il loro eventuale spostamento, deve tenere conto delle capacità e delle competenze acquisite nel corso degli anni, del titolo di studio e delle specializzazioni,  nonché della storia lavorativa  e dei risultati conseguiti nello svolgimento delle proprie manzioni. La pianta organica del Comune di Todi può vantare professionalità che, in alcuni settori, nel corso degli anni, hanno determinato servizi efficienti e di alta qualità. Questo indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che si sono alternate alla guida del Governo cittadino. In alcuni casi si è arrivati, a margine di una lunga carriera, ad identificare il servizio comunale con la persona che in esso opera, a dimostrazione di come la comunità tuderte riconosca alcune figure del Comune di Todi  come propri riferimenti. In questi casi, esperienza e professionalità devono essere attentamente valutati nell’ottica della riorganizzazione della pianta organica. Invitiamo le forze sindacali, in rappresentanza dei lavoratori, ad esprimere una valutazione sull’azione in corso, che coinvolge il 20 % del personale e ad indicare se tale scelta risponda ai criteri di efficentamento degli enti o al contrario rischi di creare disagio ai cittadini.
Floriano Pizzichini
Todi Civica

Il Tempio di San Fortunato torna ad essere aperto tutti i giorni

Dopo molti anni, il Tempio di San Fortunato torna ad essere aperto tutti i giorni, al fine di favorire una maggiore visitabilità ai turisti che arrivano nella nostra città.

La Chiesa del Santo Patrono, una dei monumenti più prestigiosi ed importanti della nostra Regione è da sempre uno dei luoghi di maggiore interesse per chi giunge a Todi, e l’Amministrazione Comunale, di concerto con il gestore degli spazi culturali Coop Culture, ha inteso costruire un apposito orario che garantisse maggiori aperture ed anche orari modulati sulle reali esigenze dei turisti.

Dal lunedi al venerdi la Basilica sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 18. Mentre il sabato, la domenica, in tutti i giorni festivi ed in tutti i weekend con alta presenza turistica, svolgerà addirittura servizio di orario continuato dalle ore 10 alle ore 18.

Tali decisioni hanno già portato i loro frutti:basti pensare che nel weekend che andava dal 28 Aprile al 1 Maggio, hanno visitato la Chiesa ed il bellissimo Campanile oltre 750 persone. E nei due weekend successivi, di cui l’ultimo coincidente con la manifestazione Todi Fiorita, sono stati registrati ripettivamente 290 e 330 ingressi, numeri questi, mai fatti registrare nel recente passato.

L’ Amministrazione Comunale intende esprimere la propria soddisfazione per questi ottimi dati e si sta impegnando per garantire sempre maggiori aperture per gli spazi culturali, certa che possa essere la ricetta giusta per far crescere i flussi turistici della nostra città, che peraltro hanno già fatto registrare un ottimo andamento nei primi quattro mesi del 2018.

L’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI TODI

Positivi risultati nel torneo di calcio a cinque Opes Terni.

 

Santa Lucia, squadra capitanata da Gianni Jaku, ha vinto il Torneo OPES Amatori Terni di Calcio a Cinque superando, per classifica avulsa, la squadra dei NO Futsal di Daniele Mattioli. Un torneo bello ed avvincente,indubbiamente capace di generare interesse anche per il prossimo anno e molto tirato sino all’ultima giornata. Terza classificata la squadra dei Sello Boys di Simone Pierini.

Questa la classifica finale

1) Santa Lucia con 55 punti (vince per gli scontri diretti)

2) No Futsal 55 p.

3) Sello Boys 43 p.

4) Fausto Moda Futsal 41 p.

5) As Botafiga 40 p.

6) Fedora Maglie Slim 38 p.

7) GPS Impianti 36 p.

8) Gli Amici di max 31 p.

9 ) Hammers Avis 30 p.

10) Q.D.T. 12 p.

11) MAdbulls 6 p.

12) ASD Hamartia 3 p.

Bianca Lancia di Birra Flea premiata in Germania

Craft Beer Award 2018 – Preisverleihung

Nella “patria” della birra un prestigioso riconoscimento per il Birrificio Flea di Gualdo Tadino che è stato premiato al Saalbau Centre di Neustadt, in occasione della quinta edizione di “Meiningers International Craft Beer Award 2018”, il concorso internazionale indetto dalla casa editrice MEININGER VERLAG GmbH dedicato alle birre speciali provenienti da tutti i paesi del mondo.

Tra le quasi 1100 birre in concorso provenienti da 29 paesi, la Bianca Lancia del birrificio Flea, unico Birrificio Italiano premiato, si è aggiudicata la medaglia d’argento nella categoria Belgian Style.

Un orgoglio per Matteo Minelli, fondatore del birrificio Flea e per il mastro birraio Rolando Della Sera, che sin dagli esordi contribuisce con le sue competenze a rendere le birre prodotte da Flea sempre più apprezzate dal mercato e premiate da esperti internazionali. In cinque anni la produzione del birrificio gualdese è andata aumentando oltre le migliori aspettative con ulteriori prospettive di sviluppo in Italia e all’estero.

Nel corrente mese sono iniziati i lavori di ampliamento del Birrificio che porteranno la capacità produttiva ad aumentare di ben 5 volte da quella attuale.

Poco più di un anno fa le birre gualdesi erano salite sul podio del “China Beer Awards”, il premio istituito a Hong Kong con l’obiettivo di far conoscere ai consumatori cinesi le birre artigianali provenienti da tutto il mondo.

“Il riconoscimento ottenuto ci rende particolarmente fieri – sottolinea Matteo Minelli – e assume per noi un valore molto importante poiché arriva da un paese in cui questa bevanda è fortemente radicata nella tradizione locale. Inoltre, a giudicare la qualità delle birre in concorso sono stati oltre 80 giudici internazionali, molti dei quali sono birrai e sommelier di birra o comunque esperti nei campi della ricerca e dell’insegnamento.

Con l’ampliamento dello stabilimento e della capacità produttiva, in corso di realizzazione, andremo a rafforzare la nostra presenza sia sul mercato Italiano che su quello estero”.

Tutte le birre prodotte dal birrificio Flea sono il frutto di due ingredienti fondamentali: l’acqua di Gualdo Tadino, celebre per la sua purezza e qualità, e i malti provenienti dall’azienda agricola di proprietà del birrificio. “Queste due caratteristiche – aggiunge Minelli – garantiscono la filiera corta di produzione. Le birre Flea non contengono cereali non maltati, non sono filtrate né pastorizzate, ma rifermentate in bottiglia, senza l’aggiunta di conservanti o additivi chimici, con lo scopo di preservare al massimo le loro caratteristiche organolettiche originali”.

A PAOLA SEVERINO, ADOLFO GUZZINI E ARNALDO MANINI VA IL PREMIO ‘IL PERUGINO’

 

Personaggi illustri che hanno fatto della capacità d’innovazione e della cultura elementi fondanti della loro attività professionale hanno ricevuto, giovedì 17 maggio nella sala dei Notari di Perugia, il premio ‘Il Perugino artista e imprenditore’, istituito dall’Associazione nazionale per lo Studio dei problemi del credito (Anspc) e giunto alla sua terza edizione. Paola Severino perché “ha divulgato i valori della cultura giuridica e della legalità” “promuovendo nuovi, esemplari modelli di insegnamento, per preparare i giovani alle sfide del domani” e Adolfo Guzzini che “attraverso uno stretto dialogo tra cultura del progetto e cultura di impresa ha valorizzato la luce come strumento artistico e di innovazione sociale”. Il premio alla carriera è stato conferito, inoltre, ad Arnaldo Manini che “ha saputo trasferire in azienda gli alti valori sociali, umani e culturali che hanno segnato la sua vita”. La cerimonia si è svolta a seguito del convegno ‘Investimenti innovativi e infrastrutture per la competitività e l’occupazione’ aperto dal presidente di Anspc Ercole Pietro Pellicanò che ha lasciato poi spazio alla relazione di Franco Bernabè, presidente di Nexi. È seguita una tavola rotonda coordinata da Marcello Messori, professore della Luiss di Roma, a cui hanno partecipato Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, Antonella Baldino, chief business officer di Cassa depositi e prestiti, Alessandra dal Verme, ispettore generale capo Affari economici Ragioneria generale dello Stato, Paolo Giordani, professore di economia e finanza alla Luiss di Roma, e Andrea Nasini, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia. In apertura dell’incontro, a cui ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Perugia l’assessore Michele Fioroni, Pellicanò ha fatto una panoramica sulla realtà italiana, sottolineando punti di forza e di debolezza. “I segnali di ripresa economica che si registrano nel nostro Paese – ha spiegato Pellicanò –, crescita del Pildell’1,5%, calo della disoccupazione, bassa inflazione, leggera crescita dei consumi e degli investimenti, reddito pro capite tornato ai livelli del 1999, l’indice Pne (Posizione Patrimoniale Netta sull’Estero) che è il migliore da quando esiste l’Euro, non possono far perdere di vista i problemi che assillano il Paese. Per risolverli, occorre che la classe dirigente, politica e non, concentri la propria attenzione su investimenti innovativi, impresa 4.0, nelle infrastrutture e sulla diffusione della digitalizzazione”. “Il tema dell’innovazione è particolarmente importante per l’Italia – ha sottolineato Bernabè – e presenta delle opportunità straordinarie. Uno dei settori che sarà più impattato dallo sviluppo sarà quello dei trasporti” soprattutto con “la nuova generazione di telecomunicazioni mobili”. “Questo direi che – ha concluso Bernabè – porterà nel tempo a una grande razionalizzazione e avrà importanti ricadute su tutto il sistema dell’innovazione”. “Dobbiamo capire – ha aggiunto Guzzini – che ogni azienda deve riuscire a trovare un radicamento nel territorio, coinvolgendo università, scuole superiori e giovani in modo da dare la possibilità di nuove idee per lo sviluppo e la futura classe dirigente”. “Credo molto – ha commentato Paola Severino – nel fatto che le università debbano oggi avere un ruolo trainante nella cultura della legalità e della managerialità. Oggi abbiamo delle leggi di prevenzione della corruzione che ci consentono di dire con orgoglio che l’Italia è uno dei Paesi trainanti nella normativa anticorruzione. Dall’altra parte dobbiamo costruire delle figure di manager, dei professionisti che siano adeguati a questo tipo di sfida e credo che le università italiane siano mature per svolgere questo lavoro”. “Il Perugino – ha concluso Manini, tornando al personaggio da cui prende ispirazione il premio – è stata una figura poliedrica, innovativa e vivace. Nel mio piccolo mi sono voluto far guidare dall’estetica del bello convinto che i valori e i principi su cui ho fondato la mia azienda siano bellissimi”.

“L’Ottimo andamento dei dati del turismo”,comunicato stampa del Comune di Todi

 

AUMENTANO PRESENZE NEI PRIMI 4 MESI DEL 2018.

 

Gli sforzi di promozione del turismo della Regione dell’Umbria, del Comune di Todi e degli operatori dell’ accoglienza del territorio, stanno, continuamente, confermando la loro efficacia e la bontà dell’ offerta della nostra città.

Nei mesi scorsi abbiamo avuto la possibilità di promuovere la nostra città nei maggiori media nazionali ed internazionali, ricevendo la conferma di come, nella coscienza dell’opinione pubblica mondiale, Todi sia ancora riconosciuta come un punto di riferimento del turismo e come sia ancora vivida la nostra immagine di “Città più vivibile del mondo”:

Su questo dovremo ancora lavorare, ma la strada intrapresa appare davvero quella giusta.

Fino al 30 Aprile abbiamo avuto:

Nell’alberghiero 6.473 presenze italiane e 2.351 presenze straniere per un totale di 14.083;

Nell’extraalberghiero 12.160 presenze italiane e 2.351 presenze straniere, per un totale di 14.511.
In sintesi nei primi quattro mesi del corrente anno abbiamo recuperato quasi il 24% di presenze, con un risultato che dire lusinghiero è davvero poco.

Di fatto Todi, nel 2018 sta dimostrandosi come una delle perle del turismo dell’Umbria.
Non è che il primo passo, ma siamo sicuri che, con il concorso di tutti gli operatori e la collaborazione delle autorità pubbliche, sapremo dare un grande futuro alla nostra città.