Inaugurazione fondo storico “Giuseppe Orsini”

 

Sabato 7 dicembre, alle ore 15:00, nell’aula magna dell’Istituto Agrario di Todi a lui già intitolata, verrà ricordata la figura del professor Giuseppe Orsini, storico Preside della scuola di agricoltura più antica d’Italia, che guidò con capacità e determinazione dal 1949 al 1975, dopo esserne stato reggente fin dal 1944 e vice Preside tra il 1942 e il 1944. Anni difficili, durante i quali si rese protagonista della ricostruzione dell’Istituto, del quale era stato titolare della cattedra di scienze naturali, geografia e patologia a partire dal 1934. Un quarantennio che segnò per il “Ciuffelli” una grande fase di rilancio, pari all’attuale fulgore riconquistato in questi anni dalle attività ospitate nell’ex Monastero di Montecristo.
E proprio dall’attuale dirigenza, nella persona del professor Marcello Rinaldi, arriva l’iniziativa di rendere onore alla figura di Orsini, del quale verrà ricordato il profilo di docente e amministratore con una cerimonia che vedrà l’inaugurazione del fondo storico della biblioteca costituito da alcune centinaia di volumi di agronomia, economia e materie tecniche, con pubblicazioni di particolare valore culturale, donato dagli eredi dell’ex Preside alla scuola nella quale per mezzo secolo si è identificato.
Il fondo è stato collocato all’interno della ex chiesa del Monastero, sconsacrata negli anni Ottanta ed oggi aula magna “Giuseppe Orsini”. Alla cerimonia interverranno i famigliari ed alcuni dei suoi ex allievi, poi docenti, che ne ricorderanno il rilievo pubblico della sua intensa attività in ambito cittadino. Basti ricordare che, dopo la ricostruzione post bellica, effettò investimenti per circa 600 milioni dell’epoca, tra il 1951 e il 1973, per l’ammodernamento della scuola.
Nato a Massa Martana l’11 novembre 1906. Laureato in scienze agrarie a Perugia e specializzato in discipline fitopatologiche, Giuseppe Orsini fu insignito della Commenda al merito della Repubblica e della medaglia d’argento al merito silvano da parte del Ministero dell’agricoltura; al momento della pensione gli fu consegnato dal Capo dello Stato il Diploma di Medaglia d’Oro quale benemerito della scuola, della cultura e dell’arte. Venuto meno nel 1990, all’età di 84 anni, ha lasciato un ricordo forte e positivo nella comunità dei suoi tanti ex allievi.

Politiche familiari, il Comune di Todi fa “scuola” in Europa. L’amministrazione comunale ha partecipato a Bruxelles alla convention del network dei Comuni amici della famiglia.

Assessore Marta: “Abbiamo raggiunto traguardi importanti, ma c’è ancora molta strada da fare”

 

La città di Todi ancora protagonista sulla scena dell’Unione europea. Nei giorni scorsi, l’assessore alle Politiche familiari sociali e scolastiche Alessia Marta ha rappresentato il Comune di Todi a Bruxelles alla prima “Convention del network dei Comuni amici della famiglia”, alla presenza della presidente Elfac, Maria Regina Florio Maroncelli.

Scopo della convention era conoscere e scambiarsi buone pratiche in ambito di politiche familiari a livello internazionale, oltre alla consegna della certificazione di membri del network, ricevuta per l’Italia dai due comuni di Todi e Alghero, dove sono operativi due uffici per le politiche familiari gestiti in regime di convenzione direttamente dall’Associazione nazionale famiglie numerose.

Sono intervenuti fra gli altri Attila Beneda, della segreteria di Stato per la famiglia e la gioventù del ministero di abilità umane dell’Ungheria, Marco Zullo e Jeorge Buxeadè, membri del parlamento europeo, Petra Aczél dell’Università di Budapest, Vincenzo Bassi, vicepresidente della Fafce, la Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa.

Momento fondamentale è stato il confronto con paesi come l’Ungheria e la Polonia dove avere investito nelle politiche familiari attuate da circa un decennio ha permesso di raccogliere frutti significativi misurabili in un importante crescita demografica. Per questa ragione, il Governo guidato da Viktor Orban destina il 4% del suo prodotto interno lordo allo sviluppo di politiche a favore della famiglia. La ricetta ungherese ha portato infatti a registrare, nel 2017, il più alto tasso di natalità e matrimoni degli ultimi 20 anni.

“Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in così poco tempo dal nostro comune, riconosciuti anche in ambito europeo”, ha commentato l’Assessore Marta. “Rimaniamo tuttavia consapevoli che è ancora molta la strada da percorrere insieme ad associazioni, istituzioni e società, per raggiungere quegli obbiettivi che in altri Paesi stanno già arrivando. Siamo comunque riusciti ad elaborare un modello partendo da un’analisi della nostra situazione socio-economica, abbiamo fissato dei traguardi e in seguito predisposto strumenti per attuarli secondo il criterio della sostenibilità”.

Dal 1 Dicembre al 1 Gennaio il Paese del Natale è a Monte Castello di Vibio

 

In questo periodo, in tutti i borghi medievali che sembrano già “piccoli presepi”, fervono i preparativi per gli ultimi addobbi e le luminarie da collocare per aiutare tutti a vivere il sereno clima natalizio. La Pro Loco di Monte Castello di Vibio ha cominciato in anticipo e così ora si tratta solo di aggiungere gli ultimi ritocchi facendo molta attenzione, perché sono i dettagli che fanno la differenza.

Il Presidente Alice Silvi, presentando il programma completo delle iniziative, ha ricordato che nonostante le difficoltà sempre maggiori nel trovare persone disponibili a rinunciare, proprio nei giorni delle festività natalizie, a trascorrere qualche ora in più con la propria famiglia, si è cercato di garantire una serie di eventi che uniti alle solide fermezze del passato: “Presepe artistico in movimento” collocato nella splendida cornice della Chiesa di Santa Illuminata con più di 40 personaggi dotati ognuno di un movimento autonomo, “Casa di Babbo Natale” che rimane nell’antica casa tutta in pietra posta al centro storico del paese con Babbo Natale che non vede l’ora di farsi un selfie con tutti i bambini, “Fabbrica dei giocattoli” dove la creatività dei bambini potrà avere il suo sfogo accompagnata dalla sapienza dall’artigianato e della tradizione storica locale, e ad alcuni eventi novità, come il Gruppo itinerante Musicale Concabbandaa cui è stata affidata l’apertura del 1 Gennaio a partire dalle ore 15,00, allo spettacolo “Inseguendo i nostri sogni” Galà di danza e teatro Domenica 15 Dicembre presso il Teatro della Concordia alle ore 18,00 e al Concerto del Gruppo “The Brassies” in programma dalle 17,30 Domenica 22 Dicembre in Piazza Vittorio Emanuele II, si è cercato di far vivere la splendida cornice montecastellese a 360 gradi.

Nei giorni di apertura ci saranno i numerosi espositori per le vie del paese e si potranno degustare tra taverne e suggestive casette in legno i prodotti tipici locali.

Ci saranno ovviamente tanteattrazioni per i più piccoli, animazione e giochi per le vie del paese con lo spettacolo di animazione per le vie del Paese con Elsa di Frozen (ore 15,30) e quello di Magia del Mago Magic Andrea (ore 17,30) il giorno di Santo Stefano, lo spettacolo luminoso con Trilly Domenica 29 Gennaio ore 17,30 e lo spettacolo di giocoleria e fuoco a chiudere le attività Mercoledì 1 Gennaio dalle 18,00.

Non può invece essere considerata una novità l’evento centrale previsto Domenica 8 Dicembre con la Parata Disney Valdichiana, che lo scorso anno trascinò un numero così elevato di presenze a Monte Castello che non si era mai visto prima, una sfilata in costume con più di 40 personaggi Disney.

Alice ha poi ricordato gli appuntamenti: 1, 8, 15, 22, 24, 25, 26, 29 Dicembre e 1 Gennaio, confermando che essendo una festa soprattutto per bambini quella del Natale ma anche per le famiglie, l’ingresso per i bambini da 0 a 11 anni resterà gratuito. Per informazioni: 3485520571 – 3667414134 e-mail: prolocomontecastello@libero.it.

 

Simone

VALERIO NATILI RICONFERMATO COORDINATORE DELL’AREA SINDACALE TERRITORIALE CISL DI PERUGIA E ZONA DEL LAGO

Valerio Natili è stato confermato coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl di Perugia e zona del Lago nel corso dell’Assemblea di questa mattina, 29 novembre, alla presenza della segreteria regionale Cisl Umbria. Assieme al segretario generale regionale Cisl Umbria Angelo Manzotti, ad augurare buon lavoro a Natili sono stati i segretari regionali Gianluca Giorgi e Simona Garofano e i presenti al partecipato incontro.
Nella relazione introduttiva il segretario Manzotti, nel fare un’analisi delle principali questioni nazionali, regionali e territoriali, ha sottolineato l’importanza della mobilitazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil che vedrà impegnata anche l’Umbria i prossimi 10, 12 e 17 dicembre a Roma, in piazza Santi Apostoli. “In piazza – ha sottolineato- porteremo anche le vertenze umbre e le nostre proposte per lo sviluppo della nostra regione che partono dal lavoro, dall’ambiente e dal rispetto della persona”.
Valerio Natili, ringraziando per la fiducia manifestata questa mattina dall’assemblea e dalla segreteria regionale Cisl Umbria, ha sottolineato l’importanza della confederalità: “La Cisl – ha detto- deve supportare l’attività delle categorie e la nostra azione deve essere sinergica”. Nel suo intervento ha ribadito la centralità del territorio. L’incontro è stato l’occasione per riconoscere il lavoro svolto in Cisl da tre dirigenti sindacali, ora pensionati (o ormai prossimi): Gianni Cecchetti, Fausto Giulivi ed Eros Mincigrucci. A loro è andato il grazie della Cisl Umbria.

Terrawine Festival con il Patrocinio del Comune di Todi

Dal 30 novembre al 1 dicembre 2019 : Palazzo del Popolo, Todi

Dinamismo, contaminazioni culturali e trasversalità sono i capisaldi su cui si costruisce
il progetto, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Terra: terra come cultura,
terra come territorio umbro, terra come produzione agricola Made in Italy e base della
nostra gastronomia, terra come culla delle nostre radici e del nostro futuro. Punto
cardine del progetto è una forte contaminazione tra terra, cultura e arte, perché
Terrawine Festival vuole essere un contenitore dinamico, ricco di suggestioni e stimoli
in grado di abbracciare non solo il mondo enogastronomico ma di declinarsi nei diversi
ambiti della cultura. Via dunque all’arte, alla letteratura, al design e alla musica. L’arte
è sempre inclusiva perché in grado di unire e tenere insieme l’oggetto e il soggetto:
quindi Terrawine Festival vuole essere anche l’evento per ospitare chi con la sua arte
si è avvicinato alla terra e all’universo.
L’occasione giusta per assaggiare Champagne, bollicine italiane e una selezione di
grandi vini e confrontarsi direttamente con produttori, distributori, importatori e
professionisti del settore attraverso approfondimenti su vigne e territori, masterclass e
degustazioni dedicate a temi diversi approfonditi nei seminari in programma.

“Terrawine Festival ha voglia di crescere e di presentarsi alla prossima edizione in maniera
ancora più importante. Così l’appuntamento per la seconda edizione è già fissato nel cuore
della storia di questa terra”. Sarà al Palazzo del Capitano del Popolo ad Orvieto 21-22
giugno 2020, anticipata da una Winter Edition prestigiosa “Champagne & Sparkling Wine
e I Grandi Vini” a Todi 30 novembre – 1 dicembre 2019 e un Event Preview Roma 6
febbraio – Milano 2 aprile.” Salvatore Alfieri direttore artistico di Terrawine Festival

Abusi, soldi, scuola e lavoro: focus sulle violenze contro le donne

 La conferenza organizzata da Fidapa e Comune di Todi. L’assessore Marta: welfare aziendale e politiche familiari possono fare la differenza

Di violenza non ce n’è una sola. Gli abusi e le botte lasciano segni visibili. Ma poi ci sono altre forme di “abuso” di cui le donne continuano ad essere vittime durante il loro percorso formativo e in quello lavorativo.

E “Violenza e mancate opportunità” è stato il titolo della conferenza organizzata da Comune di Todi e Fidapa Todi in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Numerosi ed interessanti gli interventi che si sono susseguiti, a cominciare dalla professoressa Marta Picchio, docente di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Perugia, intervenuta presentando il suo lavoro “Mai più sole, mai più vittime. Associazioni e centri antiviolenza sulle donne in Umbria”. “Il primo passo che ogni donna vittima di violenza deve compiere è quello della consapevolezza che essa stessa è vittima. Se la violenza fisica è facilmente percepibile, molto più subdola ma altrettanto dannosa e invalidante è la violenza psicologica, economica ed emotiva. Tali forme di violenza – ha spiegato – lavorano piano piano come la goccia cinese, togliendo un po’ alla volta la fiducia in sé stesse, la progettualità. Il lavoro quindi dei Centri antiviolenza è quello di ripartire dalla storia, capire dove la violenza si è insinuata e fare sì che la donna recuperi la progettualità e ricostruisca pian piano un sé positivo. La violenza economica comporta inoltre che le donne economicamente dipendenti siano più fragili e più facilmente isolabili nella loro sofferenza. Purtroppo sono molto pochi i fondi destinati alle associazioni e c’è ancora molta strada da fare ma alcuni passi sembra finalmente si stiano attuando come l’istituzione del fondo per la libertà delle donne, poiché liberare le donne dalla dipendenza economica può contribuire a dare loro una seconda possibilità”.

La professoressa Rosita Garzi, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro a UniPg, ha presentato la condizione delle donne in Italia che in Umbria. Dall’analisi emerge che le donne hanno un profitto più alto degli uomini in tutto il percorso scolastico, compresa la formazione universitaria, con voti di laurea più alti e conseguiti in tempi più brevi. Un gap formativo che si conferma anche nelle esperienze di studio e le relative certificazioni all’estero e la formazione post laurea. Tutto ciò nonostante le famiglie di origine siano in media più svantaggiate economicamente delle famiglie degli studenti maschi. Condizione che ha imposto alle donne di finanziare il percorso di studi con un lavoro in proprio oppure usufruendo di borse di studio.

La situazione però si ribalta entrando nel mondo del lavoro. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Umbria è al di sotto di quella maschile di oltre 18 punti percentuali. L’agenzia europea Eurofound (2016) calcola che il costo complessivo per l’Italia della sottoutilizzazione del capitale umano femminile corrisponda a 88 miliardi di euro, cioè il 5,7% del Pil: in Europa si perde circa il 23% della ricchezza per la discriminazione di genere.

“Il cambiamento che deve investire il mondo del lavoro e tutta la società è culturale e va portato avanti con coraggio e forza” come ha sottolineato la presidente di Fidapa Todi, l’avvocato Eleonora Magnanini. Nel suo intervento ha affrontato la complessa e divisoria tematica delle cosiddette “quote rosa”, ossia l’inserimento – per adempimento di legge – delle donne nei Cda delle aziende quotate in borsa o a partecipazione statale. La legge Golfo-Mosca 120/2011 prevede infatti che gli organi sociali delle società quotate riservino un quinto dei propri membri alle donne.

Soltanto così le donne sono entrate nelle stanze dei bottoni con una percentuale di circa il 33,6% quando nel 2010 incede le donne nei CdA erano solo il 7%. Magnanini, pur dichiarandosi a favore delle quote rosa, necessarie all’avvio di un cambiamento culturale altrimenti impensabile, vorrebbe che tali opportunità derivassero non da “obblighi di legge” ma da una “cultura” e che le donne nei CdA non fossero parte di una “riserva indiana” ma ritenute fondamentali per il “benessere dell’azienda in quanto portatrici di capacità, punti di vista e competenze che sono peculiari delle donne e complementari a quelle degli uomini”.

Una testimonianza pratica della possibilità di conciliare femminilità e maternità con dei ruoli dirigenziali in una grande azienda è venuta dalla dottoressa Ilaria Caporali, amministratore delegato di Liomatic, che ha portato la sua esperienza e quella della sua azienda, attenta alle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, anche grazie al contributo dato da sua madre, portatrice della “visione femminile all’interno dell’azienda”.

Partendo da queste riflessioni, ha concluso poi l’incontro Alessia Marta, assessore alle politiche familiari del Comune di Todi, rivendicando quanto “le politiche di welfare aziendale, i sostegni per la conciliazione forniti dalle istituzioni e le politiche familiari possano fare la differenza nella qualità della vita familiare e quindi del benessere sociale, poiché dove sta bene la famiglia sta bene la società”.

Il comune di Todi, seguendo l’esempio virtuoso del Trentino è entrato nel network ottenendo la certificazione di “Comune amico della famiglia” e da poco è entrato anche nel network europeo mettendo appunto un proprio modello virtuoso in ambito di politiche familiari, basato sulla convinzione che è fondamentale e quanto mai strategico investire sulla famiglia, cellula sociale irrinunciabile per parlare di sviluppo economico, culturale e sociale e demografico.

 

 

Amministrazione Comunale di Todi

 

 

 

 

 

 

 

TODI ricorda “ I cinquecento giorni di D’Annunzio a Fiume”

 

Venerdì 29 alle ore 17, presso la sala affrescata dei palazzi comunali di Todi, dopo il saluto dell’assessore alla Cultura, Claudio Ranchiccchio, parleranno dell’impresa di Fiume  il Prof. Giuseppe Parlato,ordinario di storia contemporanea all’Università Internazionale di Roma e Presidente della “Fondazione Spirito-De Felice”, ed il prof .Manfredo Retti, professore emerito presso il Liceo Classico Jacopone.

Un appuntamento che vede il patrocinio del Comune di Todi e il sostegno organizzativo dell’associazione “Ex Allievi del Liceo Jacopone”,degli “Amici della Fondazione Spirito-De Felice “ di Terni, della OPES Umbria-settore cultura

Era il 12 settembre di cento anni fa ed un poeta proclamava con voce forte: ”Generale, faccia far fuoco su di me” indicando il petto su cui era appuntata la medaglia d’oro ed il distintivo di mutilato. Quel poeta era Gabriele D’Annunzio, e l’alto ufficiale del Regio Esercito era il Gen. Pittalunga, che tentava di sbarrare la strada ai congiurati di Ronchi. Un brigadiere dei carabinieri urlo’ :”Indietro o faccio sparare”, ma un giovane tenente che  comandava la prima autoblindo rispose con un tonante “Me ne frego!” (motto che negli anni successivi ebbe una certa fortuna…), spezzò la sbarra e passò oltre. Era iniziata l’impresa di Fiume, volta a riaffermare l’italianità della città di fornte alle incertezze della conferenza di Versailles. Nei 500 giorni della Reggenza Italiana del Carnaro gli accenti di un nazionalismo spesso esasperato si congiunsero con ansie rivoluzionarie che spaziarono dall’arte (Marinetti, Comisso, Toscanini furono a Fiume) alla politica, con la fondazione di una Lega dei Popoli oppressi, al disegno di un nuovo assetto costituzionale, con l’emanazione della Carta del Carnaro, che prevedeva un assetto corporativo dello stato , proclamava la “sovranità di tutti i cittadini senza divario di sesso, di stirpe, di lingua, di classe e di religione” e riconosceva la proprietà “non come un dominio assoluto, ma come la più utile delle funzioni sociali”. Il tutto in un ribollire magmatico di esperienze e di sensibilità diverse che fecero di Fiume l’avanguardia del ‘900 o , come la definì D’Annunzio, la “Città di Vita”.

 

COMUNICATO STAMPA FORZA ITALIA – TODI

 

Forza Italia Todi esprime la più sincera soddisfazione per l’approvazione da parte della Giunta Comunale delle opere di completamento del locale polivalente della frazione di Vasciano.

Preme ricordare al riguardo che il primo stralcio dei lavori, rappresentato sostanzialmente dalla fondazione, dalle murature portanti perimetrali ed interne(per un importo di circa 20 mila euro),era stato realizzato dalla precedente amministrazione e le opere consegnatedall’impresa al Comune nel mese di marzo 2017.

A questo primo stralcio, purtroppo, non era stato previsto alcun seguito tanto che nel bilancio comunale non vi era alcuna programmazione relativamente ai fondi destinati al completamento dell’opera.

I nuovi lavori, finanziati dall’Amministrazione Comunalecon l’assestamento del bilancio 2018, riguarderanno quindi la sostanziale chiusura dell’appalto con la costruzione del solaio di copertura, del tetto a doppia falda realizzato con capriate in legno lamellare, dei sistemi di raccolta e scarico delle acque piovane, delle finiture esterne, degli infissi e degli impianti tecnici. Il tutto per un investimento di €. 88.000,00 di cui circa 60 mila euro di lavori.

Dopo il completo rifacimento dell’acquedotto e della strada di collegamento con Vasciano, (realizzati da Umbracque dietro espressa indicazione dell’Amministrazione Ruggiano), a breve si potrà quindi procedere con la gara di appalto e la realizzazione delle opere di completamento del locale polivalente che consentiranno di mettere a disposizione dei cittadini della meravigliosa frazione di Vasciano di un’opera a servizio della intera collettività….

TODI, SCOPERTE INEDITE CON LA GUIDA DI REPUBBLICA

 

Sarà in edicola e in libreria dal 6 dicembre un volume che racconta la città attraversandone la bellezza, le ricchezze culturali e i sapori, anche grazie alla voce di decine di illustri tuderti di nascita o “di adozione”. Artisti e artigiani, nonne che aprono i ricettari di famiglia e chef del territorio: questo e molto altro nella Guida che sabato 7 dicembre sarà presentata nella Sala del Consiglio comunale Todi come non è mai stata raccontata. Le sue bellezze paesaggistiche, i suoi tesori culturali, la forza dei suoi prodotti, l’attaccamento al territorio della sua gente, l’eccellenza dell’imprenditoria locale, il fascino della comunità di artisti che vive tra le storiche vie del centro e le incantevoli campagne che circondano l’acropoli. Le Guide di Repubblica dedicano alla città un volume denso di storie e di voci, come quelle dei testimonial che aprono il volume, da Corrado Augias a Silvio Muccino, da Paolo Genovese a Pupi Avati; o come i 40 volti che animano la sezione I Love Todi, tra i quali Michele Zarrillo, Luisa Todini, Silvio Garattini, Adriana Asti, Giovanni Grasso, Ernesto Galli della Loggia, Carla Vangelista e Silvano Spada. E allora ecco il racconto delle radici della città, dei suoi luoghi simbolo, come piazza del Popolo e i suoi palazzi, il duomo, il Tempio della Consolazione, la chiesa di San Fortunato, il parco della Rocca, i musei e i luoghi di ritrovo, fino alle chicche, ai dettagli dei portoni, alle tracce di Jacopone, alle teste apotropaiche che spuntano sugli edifici del centro, alle scuole storiche, come storiche sono le foto d’epoca che impreziosiscono il volume. Le appassionate tradizioni degli artigiani sono raccontate tramite ritratti inediti, così come ampio è lo spazio riservato ai grandi artisti che negli ultimi decenni hanno vissuto, e lasciato una grande eredità, in città. E allora Giuseppe Spagnulo e Nino Caruso, Piero Dorazio e Nino Cordio, per arrivare ai giorni nostri con Beverly Pepper e Bruno Ceccobelli, Lorenzo Bernardi e Bernardo Siciliano, solo per citarne alcuni. Dal bello al buono, circa 100 i consigli sulle tavole imperdibili, le botteghe del gusto dove rifornirsi di specialità locali e dimore nelle quali prolungare la sosta. Spiccano i piatti della memoria, con le nonne di Todi e “castelli” che aprono le loro cucine, e i loro ricettari di famiglia, per proporre diverse versioni di palombe alla ghiotta e cappelletti in brodo, oca arrosto e maccheroni dolci, pasticci alla Jacopone e pizza “sotto ‘l foco”. I migliori chef del territorio presentano a loro volta ricette da riproporre a casa. Infine, l’area che circonda Todi è raccontata in 5 itinerari che toccano Orvieto e Spoleto, Assisi e Spello, Foligno, Torgiano, San Gemini e tutte le altre imperdibili mete di questo angolo di Umbria; agli itinerari seguono 150 consigli su dove mangiare, dormire e comprare. “Todi ha obblighi importanti con la storia”, afferma nella sua introduzione il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Le sue origini etrusche, la sua collocazione geografica, la sua straordinaria capacità di conservare testimonianze splendide della stratificazione dei secoli, la sua disposizione ad evolversi lentamente senza perdere nulla in termini di diversificazione sociale e stile di vita, la sua capacità di attrarre genti da tutto il mondo che decidono di trascorrere gli anni migliori della propria esistenza tra le antiche mura e la suggestione dei borghi disseminati in campagne incantate e immortali. Adesso Todi deve recuperare la sua natura propulsiva sfidando la concorrenza su uno scacchiere planetario. Questa Guida di Repubblica vuole contribuire ad esaltare la storia di una città unica, ricca di personaggi, piena di suggestioni, forte di proposte enogastronomiche che possono riproiettarla in una competizione globale nella quale Todi a volte ha rischiato di rimanere fuori”. La Guida sarà in edicola (10,90 euro più il prezzo del quotidiano) e in libreria dal prossimo 6 dicembre. Sabato 7 sarà presentata presso la Sala del Consiglio comunale di Todi (Palazzo del Capitano, piazza del Popolo 29, ore 17.30)

TODI, SCOPERTE INEDITE CON LA GUIDA DI REPUBBLICA

 

Sarà in edicola e in libreria dal 6 dicembre un volume che racconta la città
attraversandone la bellezza, le ricchezze culturali e i sapori, anche grazie alla voce
di decine di illustri tuderti di nascita o “di adozione”. Artisti e artigiani, nonne che
aprono i ricettari di famiglia e chef del territorio: questo e molto altro nella Guida
che sabato 7 dicembre sarà presentata nella Sala del Consiglio comunale
Todi come non è mai stata raccontata. Le sue bellezze paesaggistiche, i suoi tesori
culturali, la forza dei suoi prodotti,l’attaccamento al territorio della sua gente,
l’eccellenza dell’imprenditoria locale, il fascino della comunità di artisti che vive tra
le storiche vie del centro e le incantevoli campagne che circondano l’acropoli.
Le Guide di Repubblica dedicano alla città un volume denso di storie e di voci, come
quelle dei testimonial che aprono il volume, da Corrado Augias a Silvio Muccino, da
Paolo Genovese a Pupi Avati; o come i 40 volti che animano la sezione I Love Todi, tra
i quali Michele Zarrillo, Luisa Todini, Silvio Garattini, Adriana Asti, Giovanni
Grasso, Ernesto Galli della Loggia, Carla Vangelista e Silvano Spada.

E allora ecco il racconto delle radici della città, dei suoi luoghi simbolo, come piazza
del Popolo e i suoi palazzi, il duomo, il Tempio della Consolazione, la chiesa di San
Fortunato, il parco della Rocca, i musei e i luoghi di ritrovo, fino alle chicche, ai
dettagli dei portoni, alle tracce di Jacopone, alle teste apotropaiche che spuntano sugli edifici del centro, alle scuole storiche, come storiche sono le foto d’epoca che impreziosiscono il volume. Le appassionate
tradizioni degli artigiani sono raccontate tramite ritratti inediti, così come ampio è lo
spazio riservato ai grandi artisti che negli ultimi decenni hanno vissuto, e lasciato una
grande eredità, in città.  E allora Giuseppe Spagnulo e Nino Caruso, Piero Dorazio
e Nino Cordio, per arrivare ai giorni nostri con Beverly Pepper e Bruno Ceccobelli,
Lorenzo Bernardi e Bernardo Siciliano, solo per citarne alcuni.

Dal bello al buono, circa 100 i consigli sulle tavole imperdibili, le botteghe del gusto
dove rifornirsi di specialità locali e dimore nelle quali prolungare la sosta. Spiccano i
piatti della memoria, con le nonne di Todi e “castelli” che aprono le loro cucine, e i
loro ricettari di famiglia, per proporre diverse versioni di palombe alla ghiotta e
cappelletti in brodo, oca arrosto e maccheroni dolci, pasticci alla Jacopone e
pizza “sotto ‘l foco”. I migliori chef del territorio presentano a loro volta ricette da
riproporre a casa.

Infine, l’area che circonda Todi è raccontata in 5 itinerari che toccano Orvieto e
Spoleto, Assisi e Spello, Foligno, Torgiano, San Gemini e tutte le altre imperdibili
mete di questo angolo di Umbria; agli itinerari seguono 150 consigli su dove
mangiare, dormire e comprare.
“Todi ha obblighi importanti con la storia”, afferma nella sua introduzione il direttore
delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: “Le sue origini etrusche, la sua
collocazione geografica, la sua straordinaria capacità di conservare testimonianze
splendide della stratificazione dei secoli, la sua disposizione ad evolversi lentamente
senza perdere nulla in termini di diversificazione sociale e stile di vita, la sua capacità
di attrarre genti da tutto il mondo che decidono di trascorrere gli anni migliori della
propria esistenza tra le antiche mura e la suggestione dei borghi disseminati in
campagne incantate e immortali. Adesso Todi deve recuperare la sua natura
propulsiva sfidando la concorrenza su uno scacchiere planetario. Questa Guida di
Repubblica vuole contribuire ad esaltare la storia di una città unica, ricca di
personaggi, piena di suggestioni, forte di proposte enogastronomiche che possono
riproiettarla in una competizione globale nella quale Todi a volte ha rischiato di
rimanere fuori”. La Guida sarà in edicola (10,90 euro più il prezzo del quotidiano) e in libreria dal
prossimo 6 dicembre. Sabato 7 sarà presentata presso la Sala del Consiglio comunale
di Todi (Palazzo del Capitano, piazza del Popolo 29, ore 17.30).