Comunicato stampa di “Sinistra per Todi “: Solidarietà ai consiglieri PD per minacce querela. Si convochi quanto prima un Consiglio Grande su donazioni Covid.

 

La Sinistra per Todi esprime piena solidarietà ai consiglieri di opposizione del Partito Democratico per le minacce di querela di cui sono stati fatti oggetto durante l’ultimo consiglio comunale di Todi, in merito all’interrogazione presentata sulla vicenda delle donazioni Covid. Riteniamo grave e lesivo delle prerogative e delle funzioni delle opposizioni ogni atteggiamento intimidatorio teso a ad inibire il ruolo attribuito ai consiglieri comunali dalla legge, dallo statuto e dal regolamento.

E poiché siamo in democrazia e riteniamo che fare domande a chi governa sia un diritto, così come rispondere un dovere, anche noi abbiamo due quesiti da porre.

Prima domanda: nella risposta del 26 agosto all’interrogazione del PD il sindaco di Todi, dopo aver sottolineato come il coordinamento della raccolta fondi sia ascrivibile solo ed esclusivamente all’associazione privata La Rosa dell’Umbria ONLUS e dopo aver affermato di essere in possesso comunque della rendicontazione avendola richiesta, a suo dire, pur senza alcun diritto potestativo, invitava i presentatori della interrogazione a fare altrettanto. Siamo sicuri che un’associazione “privata” iscritta all’albo regionale delle organizzazioni di Protezione Civile, che ha una convenzione in essere con il comune di Todi e che opera nei locali di proprietà dello stesso comune, sia sottratta al controllo dell’ente pubblico tanto da far rispondere picche ai consiglieri comunali che chiedono lumi sulla gestione dei fondi per l’emergenza sanitaria?

Seconda domanda: in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale il 25 agosto scorso la sindaca leghista di Marsciano, non certo una pericolosa estremista di sinistra, ha così dichiarato testualmente: “Vorrei precisare che tutta la parte decisionale e operativa legata all’acquisto dei ventilatori, e quindi quali acquistare, dove acquistarli, il fatto di prenderli usati e la congruità del costo, è stata gestita dal comune di Todi e dalla Rosa dell’Umbria in totale autonomia e senza alcuna condivisione, pertanto anche il comune di Marsciano chiede che, quanto prima, si faccia la massima chiarezza su tutti i risvolti di questa operazione”. Verrà querelata anche la sindaca Mele?

Siamo fermamente convinti che sia un diritto delle cittadine e dei cittadini di Todi avere risposte urgenti e nelle sedi preposte e con le modalità adeguate. Per questo lanciamo un appello affinché si convochi quanto prima un “Consiglio Grande” ai sensi dell’art. 55 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale, per dare possibilità alle forze politiche, ai comitati in difesa dell’ospedale e alle associazioni cittadine di poter fare chiarezza sulla intera vicenda, senza reticenze e nella sede deputata alla rappresentanza degli interessi della collettività.