C’era una volta il Promotore Sociale, anzi no, ne esiste ancora uno.

 

Nonostante la Regione dell’Umbria ne abbia decretato la soppressione da ben due anni, la zona
Sociale 4 ( Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Todi, San
Venanzo e Marsciano) il cui Comune Capofila è Marsciano ha deciso a suo tempo di mantenere in
vita questa figura.
La figura del Promotore Sociale, veniva istituita dalla Regione intorno all’anno 2000. Una figura
questa, di alto profilo professionale con il gravoso compito di programmare e coordinare le attività
sociali nella zona di competenza. Il costo veniva quantificato in circa 30.000,00 Euro annui.
La nomina di tale professionista era considerata fiduciaria e pertanto di competenza della
conferenza dei Sindaci.
Nel Marzo del 2017, in accordo a quanto stabilito dalla Regione Umbria con il Piano Sociale
Regionale, la posizione doveva essere soppressa e contestualmente, a livello regionale si sarebbe
dovuto procedere alla costituzione di un “Gruppo Tecnico Regionale”.
Sotto la stessa data, la Regione disponeva altresì la sospensione delle risorse economiche alla zona
sociale con la seguente motivazione: “L’esperienza del Promotore Sociale è ormai giunta a
compimento”.
Alla data di entrata in vigore del Piano Sociale Regionale (Marzo 2017) , la zona sociale 4 aveva di
fatto già rinnovato per un’ulteriore annalità (scadenza 31 dicembre 2017) il contratto di lavoro in
favore del precedente Promotore Sociale Dottoressa Bronzo, come peraltro previsto dalla vecchia
normativa Regionale.
Incomprensibilmente però, il giorno 3 Aprile 2017, la Conferenza dei Sindaci (da verbale della
conferenza, tutti comuni rigorosamente di sinistra) , in evidente palese contrasto con quanto
previsto dal Piano Sociale Regionale, annullava la proroga del Promotore Sociale con scadenza 31
Dicembre 2017 e contestualmente assegnava alla stessa persona un contratto di ulteriori anni due e
mezzo con scadenza 31 Dicembre 2019.
Non disponendo di risorse economiche per la copertura della spesa in quanto la Regione aveva già
decretato la soppressione della posizione, la Conferenza dei Sindaci, stabiliva che le risorse per la
copertura finanziaria sarebbero state reperite da economie legate alla gestione degli anni precedenti
in ambito zona sociale 4.
In riferimento ai fatti elencati, sorgono spontanei diversi spunti di riflessione. E’ infatti del tutto
evidente che la zona sociale 4 ad oggi, è l’unica realtà che dispone ancora della figura del Promotore
Sociale e che le motivazioni addotte a giustificazione del suo mantenimento in vita non la
giustificano assolutamente.
Risulta altresì singolare il fatto che la copertura finanziaria per il mantenimento di detta
professionalità sia stata assicurata da “economie di gestione di anni passati”. Questo vuol dire che
negli anni passati, la zona sociale 4 non ha dedicato tutte le risorse disponibili a sostegno delle
esigenze dei nostri concittadini più deboli. Conoscendo la realtà economica del territorio, risulta
impossibile pensare che possano essere state fatte economie sul sociale, appare invece molto più
credibile che le “economie” siano state politicamente accantonate “ad hoc” con il fine ultimo di
poter elargire uno stipendio in più a danno dei più deboli, che proprio nel sostegno sociale affidano
le proprie speranze!