Sale di ora in ora il numero dei morti in Palestina.Riflettiamo sulla repressione in atto

 

 Un “massacro” che avviene nel silenzio più assordante 

 

Palestinesi durante le proteste al confine con Israele, nel giorno dell’inaugurazione della nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme
(AP Photo/Khalil Hamra)

Questo blog,seppur una modesta voce nel panorama dell’informazione, non può esimersi dall’esprimere una profonda indignazione nonchè un totale rifiuto dei metodi repressivi che utilizza lo Stato di Israele.Continua infatti a salire ora dopo ora il bilancio delle vittime causato dall’utilizzo indiscriminato delle armi da parte dei militari israeliani contro i partecipanti alla Grande Marcia del Ritorno, in corso nella Striscia di Gaza. I morti sono 55, quasi 2500 i feriti, secondo i dati aggiornati alle 20:30 di lunedì 13 maggio.

 Un “massacro” che avviene nel silenzio più assordante della maggior parte degli Stati Arabi. Dell’Europa nemmeno parliamo,succube della logica mercantilistica anglosassone ! Una violenza militare  le cui immagini diffuse dai media di tutto il mondo stridono con quelle della patinata ed elegante cerimonia dell’inaugurazione dell’Ambasciata USA a Gerusalemme, che si è svolta in parallelo a poche decine di chilometri di distanza con l’intervento del genero di Trump.

Non ci sono motivazioni religiose in simile repressione,ma la volontà di annullare definitivamente la storia del popolo palestinese, sia esso di religione islamica che di religione cattolica,è evidente.

Ci auguriamo che quei giovani che ci seguono nella nostra quotidiana divulgazione di informazioni riflettano almeno un attimo sul dramma di un popolo,di una terra,di una civiltà condannata dal disinteresse occidentale a vivere costantemente vessata da un’espansione israeliana che non ha giustificazioni