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Dic 07

Toni Aiello, replica al capogruppo del Pd Valentini sulla questione relativa agli insulti in consiglio comunale.

 

“Ritengo opportuno dedicare qualche parola in merito alle dichiarazioni del capogruppo del Pd in consiglio comunale a Todi. Non è mia abitudine ribadire concetti ed affermazioni che sono sotto gli occhi di tutti, non è mia abitudine mistificare i fatti, lascio tale opera a chi ha una lunga tradizione in tal senso. Tuttavia,dato che si insiste pervicacemente sul punto ignorando l’antico adagio “sbagliare è umano, perseverare è diabolico”, si rendono necessari alcuni chiarimenti. Dire che è stato in consiglio “ infuocato” non corrisponde alla verità dei fatti in quanto offese, anche dal contenuto razzista, non possono e non debbono entrare nel dibattito politico di un civilissimo consiglio comunale, in secondo luogo suggerisco di evitare le arrampicate sugli specchi , anche perché si rischia di cadere, per giustificare un comportamento non degno del consiglio comunale. Sul piano politico affermare che in linea di principio si era d’accordo sull’ordine del giorno, anche perché, sempre secondo il capogruppo di minoranza in consiglio comunale, nella passata legislatura il Pd aveva presentato un provvedimento simile, fa nascere il serio sospetto sulla coerenza dei consiglieri di minoranza e se, prima di votare un punto all’ordine del giorno, questo viene letto o votato,a  seconda dello schieramento politico. In poche parole la proposta del Pd, quando era maggioranza riguardava un accordo con le società sportive per la promozione dello sport, ovviamente come tutte le iniziative del PD sono rimaste lettera morta e non hanno travato riscontro, né tra le società sportive, né tra i cittadini. Dunque caro consigliere Valentini , capisco che diventa difficile giustificare il suo atteggiamento in consiglio comunale, comprendo il tentativo di ribadire la contrarietà agli atti che in questi mesi la maggioranza ha portato a casa , ma mi consenta di ricordare che in alcuni casi si fa più bella figura a chiedere scusa piuttosto che perseverare nell’errore. In ogni caso sono sempre disponibile per un confronto pubblico sul diverso modo di fare politica e sul rispetto della democrazia da voi continuamente umiliata e calpestata per le logiche di partito.

Le regole democratiche valgono sempre, anche e soprattutto quando si è in minoranza.