Apr 24

Unione Lavoratori Europei consolida la sua presenza in Umbria

 

Unione Lavoratori Europei, consolida la sua presenza in Umbria, con l’apertura in questi giorni di nuove sedi che seguendo a breve quella di Terni, dello scorso mese, danno un ulteriore segnale della volontà di investire nella regione e garantendo un servizio capillare ed attento all’indirizzo dei bisogni degli associati. Perugia, Ponte San Giovanni, Assisi, Foligno, Ferentillo, Calvi dell’Umbria, Narni, Amelia, Orvieto, sono questi i nuovi sportelli e, per il prossimo mese ne sono previsti altri 10. Una presenza che oltre ai servizi sindacali, all’attività fiscale, legale e consumeristica, fornirà agli associati convenzioni con importanti partner, per dare più peso ad un sindacato che punta sulla dinamicità; come recita uno slogan dell’organizzazione: “un progetto insieme a te” . Il personale selezionato è costituito in prevalenza da professionisti, evitando come accade altrove, dipendenti “in distacco sindacale” che difficilmente possono offrire la stessa competenza. Il Segretario Generale ha dichiarato: “tutti i nostri sforzi sono proiettati a dare all’associato un valore aggiunto e servizi di altissima qualità, è l’unica strada per reinventare un sindacato, altrimenti lontano dalla gente”. Nel Convegno di Assimpresa di venerdì, a Napoli, è stata sottolineata questa linea che intende proporre il “Modello Umbria” replicandolo in tutta Italia, anche attraverso patti federativi e convenzioni confederali.

Apr 23

Federmoda Confcommercio, lo spoletino Carlo Petrini nella Giunta nazionale

 

Carlo Petrini, imprenditore spoletino presidente del Settore Moda Confcommercio Umbria, è stato appena eletto nella Giunta nazionale di Federazione Moda Italia. Un risultato doppiamente importante: sia dal punto di vista personale che come rappresentante degli imprenditori di una piccola regione come l’Umbria.

“E’ una grande soddisfazione – commenta infatti Carlo Petrini – ma anche una grande responsabilità, soprattutto in un momento molto difficile per i consumi nel nostro settore: un settore che soffre ancora, dove la ripresa non si fa tanto sentire.

Abbiamo perso con percentuali a due cifre – sottolinea Petrini – e stiamo recuperando con percentuali da prefisso telefonico: 0,2 – 0,3%. Dobbiamo per questo lavorare molto sulla formazione e sull’innovazione, altrimenti chi ha resistito finora non riuscirà ad andare avanti.

Il digitale dovrà necessariamente entrare nel negozio fisico. Questo non significa che tutti devono fare e-commerce, ma significa che una integrazione tra digitale e negozio fisico ci deve comunque essere.

Il nostro compito è di accompagnare al meglio le aziende con formazione specialistica per l’innovazione, la digitalizzazione e le reti d’impresa.  Ma anche di continuare la lotta alla contraffazione, che vede spazi di conquista anche sul web.

In un Paese che vede le nostre imprese tartassate, non è tollerabile trovare su marketplace dei più importanti social network annunci di prodotti taroccati e venduti abusivamente in più taglie e colori.

Su questo fronte ci impegneremo con la stessa determinazione che ci ha permesso di vincere la battaglia sulle etichettature dei prodotti tessili e delle calzature. Finalmente oggi ci hanno dato ragione: i responsabili diretti per etichette non conformi sono i produttori e non i commercianti. Sembra una cosa scontata, ma questo risultato ha richiesto un confronto lungo e serrato di Federazione Moda Italia con le istituzioni”.

Federazione Moda Italia è la più importante Federazione di Settore Moda, dettaglio e ingrosso abbigliamento, calzature, pelletterie, accessori, articoli sportivi, tessile-arredamento, in cui operano oltre 72.000 addetti – costituita nel 1949 – che associa oltre 30.000 aziende iscritte nelle rispettive Associazioni provinciali del sistema Confcommercio.

 

Apr 23

Comunicato stampa Chiesa Cattolica Ortodossa Ecumenica.Denunciato il Vescovo di Orvieto-Todi,Benedetto Tuzia

 

Sono state presentate 2 denunce alla Procura della Repubblica di Roma e un’altra verrà presentata alla Procura della Repubblica di Perugia   contro Benedetto Tuzia Vescovo di TodiOrvieto quale responsabile legale della Diocesi di Orvieto-Todi.

Le querele sono firmate dal Patriarca della Chiesa Cattolica Ortodossa Ecumenica, dal Vescovo della Sacra Arcidiocesi Ortodossa Ecumenica di Italia, dal Patriarca della Chiesa Ortodosso-Patriarcale d’Europa e da gruppi di fedeli della Chiesa Cattolica Ortodossa Ecumenica contro le affermazioni false, offensive, sconcertanti e diffamatorie pubblicate in un comunicato stampa della Diocesi di Todi-Orvieto il 20 Aprile scorso.

Nel Comunicato il Tuzia afferma falsamente che la “Abbazia Ortodossa di San Martino” sia una “sedicente chiesa” e che non sia né Cattolica né Ortodossa, con “imprecisate forme di culto” e con “vescovi autoproclamatesi”, “non aderisce al Consiglio Ecumenico delle Chiese” e “non è stata riconosciuta da alcun patriarca ortodosso”. Nel comunicato si minacciano i fedeli di Todi praticamente di “medievale” scomunica in caso di frequentazione.

La Diocesi di Todi, dimostrando di non sapere nulla della splendida realtà che ha diffamato, che tra l’altro non ha mai visto o visitato o osservato nei suoi riti, è stato denunciata nella persona del suo legale rappresentante, il Tuzia, per vari reati di importante gravità poiché tutte le affermazioni del comunicato stampa sono false e diffamatorie. In particolare:

1) l’Abbazia Ortodossa di San Martino (validamente eretta come “Abbazia” da decreto Patriarcale nel 2016) effettua il culto presso la cappella del Castello di Petroro, un culto Ortodosso non certo “imprecisato” ma la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo celebrata in tutta l’Ortodossia.

2) La Chiesa Cattolica Ortodossa Ecumenica non fa parte del “Consiglio Ecumenico delle Chiese” poiché quest’ultima è una mera “associazione” ignorata dalle più importanti Chiese Ortodosse come la Russa e la Greca e di cui, come il Tuzia non sa, non ne fa parte nemmeno la Chiesa Cattolica di Roma.

3) La Chiesa Cattolica Ortodossa Ecumenica, contrariamente a quanto affermato dalla Diocesi: – E’ validamente costituita e una delle più importanti al mondo con 30.000 fedeli attivi; – E’ Cattolica come molte chiese presenti nel mondo poiché Universale e in piena successione apostolica. L’uso dell’aggettivo “cattolicesimo”, come il Tuzia non sa, non è prerogativa del Cattolicesimo di Roma; – E’ Ortodossa ed inserita nella lista delle Chiese “Murate” della Ortodossia come, ad esempio, la Chiesa Nazionale Ucraina. –

E’ autocefala come molte delle Chiese Ortodosse e non necessita di altri riconoscimenti anche se ha accordi di collaborazione con altre Chiese Ortodosse;

CHIESA CATTOLICA ORTODOSSA ECUMENICA – I suoi sacerdoti sono validamente ordinati secondo la successione apostolica riconosciuta universalmente e in special modo proprio dalla Chiesa Cattolica Romana come pubblicato sul sito della Abbazia e ri-ordinati come tradizione da un’altra Chiesa Ortodossa e quindi non certo “autoproclamati” o “scomunicati” come falsamente afferma il Tuzia; – Esercita il proprio culto come garantito dalla Costituzione Italiana all’art. 19. E soprattutto aiuta moltissime persone con i suoi 30.000 fedeli ed è molto attiva nei suoi fini sociali, culturali e religiosi. Ed è Ecumenica ospitando vari sacerdoti della Chiesa di Roma (quella del Tuzia) che dopo il comunicato della Curia sono oggi accorsi ancora più numerosi in segno di straordinaria solidarietà.

Pertanto, al contrario di quanto afferma la Diocesi, è molto facile risalire all’origine della nostra realtà, basta chiederselo ed aprire gli occhi. Solidarietà e messaggi di appoggio da tutta l’Ortodossia del mondo oltre ai tanti fedeli che hanno scritto e telefonato. Tutto questo accade mentre la nostra Chiesa stava firmando un accordo di collaborazione proprio con un ordine religioso Cattolico Romano di reciproco riconoscimento e collaborazione.

Trasmessa oggi infatti anche una protesta ufficiale a Papa Francesco, che tanto ricerca il dialogo ecumenico, sul comportamento del suo Vescovo.

Siamo veramente addolorati che ancora una volta le diverse Chiese Cristiane e Cattoliche invece di collaborare tra loro e perseguire un fine comune siano sempre lontane dal raggiungimento di un reale dialogo ecumenico.

Il Tuzia non può farci una colpa, mancando di rispetto e diffamandoci, se la nostra Chiesa è sempre colma di persone devote non solo a Todi ma in tutte le nostre sedi.

Si domandi il perché. “Dio ci salvi dal Cristianesimo acido dei mercenari ! Il Signore Gesù ci doni lo Spirito di figli e occhi per vedere !”

Apr 23

SCUOLA E LAVORO NELL’INIZIATIVA DI ISTITUTO POLO BONGHI E DIOCESI DI ASSISI

Stimolare i ragazzi a strutturare idee imprenditoriali dando loro la possibilità di un primo approccio con il mondo del lavoro. È stato lo scopo dell’iniziativa ‘Che impresa’ che ha visto protagonisti gli studenti dei cinque indirizzi dell’Istituto Marco Polo – Ruggero Bonghi di Assisi, inserita nell’ambito del più ampio progetto nazionale ‘Policoro’ attuato dalla Diocesi di Assisi. La giornata conclusiva, durante la quale gli studenti hanno presentato i loro lavori, ha visto la partecipazione, oltre che del dirigente scolastico Carlo Menichini, di molti docenti della scuola, di Selene Degli Esposti, animatrice del progetto Policoro, dell’assessore alle politiche scolastiche e all’innovazione tecnologica del Comune di Assisi Simone Pettirossi e dell’assessore alla cultura e alla scuola del Comune di Bastia Umbra Paola Lungarotti. Presenti inoltre imprenditori e liberi professionisti del territorio intervenuti per conoscere i quattro progetti sviluppati dai ragazzi che hanno lavorato in altrettanti gruppi: il servizio di car sharing ‘Vie drive’, uno di gestione della documentazione amministrativa in modalità drive ‘Pratic Assisi, il ‘Bus tracking’ e un ultimo di commercializzazione di piatti tipici assisani ‘Assisi box’. Ad animare l’incontro in aula magna anche gli studenti del laboratorio di musica attivato nell’ambito di un altro progetto, ‘La scuola è di tutti’, finanziato attraverso i fondi strutturali europei messi in campo dal Programma operativo nazionale (Pon) 2014-2020 del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

“Il progetto Policoro – ha spiegato Selene Degli Esposti – è diffuso su tutto il territorio nazionale, nella nostra diocesi è approdato nel 2011 e ci occupiamo di dare risposte il più concrete possibile al problema dell’occupazione giovanile. Lo facciamo lavorando su due binari, uno è quello di favorire l’imprenditoria giovanile, l’altro quello di diffondere un’idea più etica possibile del lavoro, al centro c’è la persona e il rispetto dall’ambiente. Con il Polo-Bonghi, che è sempre stato aperto alle nostre iniziative, abbiamo portato avanti ‘Che impresa’ e questa giornata è la conclusione naturale di questo percorso durato otto incontri, tutti di pomeriggio qui a scuola dove abbiamo dato la possibilità ai ragazzi di pensare a delle idee imprenditoriali, svilupparle lasciandoli liberi e dando la possibilità di sperimentare varie competenze trasversali”. “Come insegnante – ha spiegato Lorella Orlandi, professoressa di economia aziendale dell’Istituto Polo-Bonghi – ho fornito agli studenti uno strumento, il business model canvas, che viene utilizzato, anche in economia aziendale, per validare, creare e distribuire ricchezza, in relazione alle idee imprenditoriali degli alunni”.

“Gli aspetti positivi di questa iniziativa – ha aggiunto Luciano Belardinelli, collaboratore ex docente dell’Istituto Polo-Bonghi – sono stati principalmente due. Hanno partecipato a questo studenti di tutto il nostro polo di varie nazionalità, quindi c’è stato un’integrazione sia a livello di istituti che a livello di persone con dei risultati credo superiori alle aspettative”.

“Dall’attenzione da parte del Comune di Assisi – ha concluso l’assessore Pettirossi – al tema dell’innovazione e della città intelligente è nata questa collaborazione. Ho proposto alcuni mesi fa agli studenti di pensare a quali potessero essere dei progetti fattibili in modo tale che questa idea di città intelligente nasca dai ragazzi che hanno modi di pensare innovativi, al passo con i tempi. C’è stata da parte nostra un supporto ma anche uno stimolo per far sì che progetto portasse a delle proposte”.

Apr 23

Documento degli ex sindaci di Todi

 

“Siamo stati Sindaci di Todi. Per anni abbiamo rappresentato la Città e la comunità tuderte. Lo abbiamo fatto aderendo pienamente alla Costituzione Italiana – della quale ricorre quest’anno il settantesimo anniversario di entrata in vigore – giurando di osservarla lealmente. Una Carta figlia del 25 aprile e della ritrovata libertà. Scritta dai protagonisti, di tante estrazioni diverse, della rinascita del Paese; tra questi Tito Oro Nobili, membro della Costituente, sepolto a Todi.
Intendiamo esprimere la nostra più viva preoccupazione per il grave strappo prodotto dal mancato riconoscimento del patrocinio della Città all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) per le manifestazioni del 25 aprile: un fatto senza precedenti che consideriamo pericoloso ed errato.
Seppure, infatti, l’amministrazione abbia deciso di darsi un programma autonomo per le celebrazioni, rimane inspiegabile e sbagliata la scelta di negare il patrocinio ad un’associazione come ANPI che porta in se la storia dei costruttori della nostra Repubblica e la difesa della Costituzione. E risulta per questo irricevibile la motivazione secondo la quale l’Amministrazione considererebbe di parte le celebrazioni organizzate da ANPI.
Ci duole dover constatare come di parte risulti essere, invece, solo il gesto dell’amministrazione cittadina che rischia, così, di lacerare la comunità, di esasperare le posizioni e di recare danno all’immagine di Todi.
E’ per tutto questo che, da ex sindaci di Todi, sentiamo il dovere di invitare il Sindaco in carica a riflettere e a rivedere le posizioni prese ed espresse, perché il 25 aprile possa essere ancora ciò che ci siamo impegnati a mantenere nell’esercizio delle nostre responsabilità: una festa nazionale, una festa di tutti.”

Massimo Buconi
Valfiero Budassi
Catiuscia Marini
Ottavio Nulli Pero
Carlo Rossini

Apr 23

Redditi di ricchi e benestanti: Todi, -3,3% nel 2017

 

Su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, il settore Datajournalism di Mediacom043 diretto da Giuseppe Castellini – ha realizzato tabelle sui ricchi e sui benestanti dei Comuni umbri. Entrambe le categorie sono in crescita in Umbria, secondo le dichiarazioni dei redditi del 2017. Aumenta anche il reddito complessivo di ricchi e benestanti, che supera l’andamento generale della regione.

Andando a vedere com’è la situazione nei Comuni con più di 10 mila abitanti, scopriamo però sensibili differenze. Se a Magione (+14,2%) e a Umbertide (+8%) si vola, non altrettanto si può dire di Todi e del tuderte, dove invece registriamo un calo del 3,3%. Per ricchi si intendono coloro che dichiarano al fisco oltre 120 mila euro di reddito complessivo lordo annuo, per benestanti coloro che dichiarano tra 75 mila e 120 mila.

Da notare, poi, che a Todi cresce il numero dei ricchi (da 44 a 58). Nella regione, questo dato è invece in calo in 8 dei 18 Comuni sopra ai 10 mila abitanti. A Magione il dato resta invariato. I benestanti, invece, vedono la città tuderte tra le città in cui bisogna segnalare una diminuzione: da 136 a 116. A fare compagnia a Todi ci sono Gualdo Tadino (da 87 a 74) e Castiglione del Lago (da 77 a 73).

Sommando ricchi e benestanti, scopriamo un calo in 5 Comuni dell’Umbria sopra ai 10 mila abitanti, in 12 c’è crescita, a Castiglione del Lago siamo alla parità da un anno all’altro, senza variazioni. Come detto, a Todi siamo al -3,3%, essendo passati da 180 a 174. Passiamo ora ad analizzare il reddito complessivo dei benestanti. E qui la flessione di Todi è notevole (-15,9%). Capitombolo pure per quanto riguarda il reddito medio dei più abbienti, con un -22,6% che la dice lunga.

Infine, nella classifica dei Comuni umbri con i redditi medi 2017 più elevati dei benestanti, al primo posto c’è Bastia Umbra (92.309). A Todi siamo a 91.199, ma con un calo dell’1,3% che fa sì che sia questa la città umbra con più di 10 mila abitanti ad aver subito la discesa più forte.

Apr 22

Afas (Perugia) gestirà anche la farmacia comunale di Todi.La notizia viene diffusa da Palazzo dei Priori.Attendiamo di conoscere l’accordo di collaborazione tra i due Comuni.

 

Alla fine la decisione di non gestire più direttamente la Farmacia Comunale è arrivata.Todi andrà ad incrementare il business dell’Azienda Speciale Farmacie del Comune di Perugia,che versa all’ente proprietario delle stesse oltre 2,5 milioni di euro.

Sono 11 le farmacie del Comune di Perugia gestite da AFAS nonchè due in convenzione con i comuni di Città della Pieve e Magione.La notizia che cade nello stagno della politica tuderte è che  a breve Afas,lo sottoliniamo di nuovo, gestirà anche la farmacia comunale della nostra città.

Sembra che il 18 aprile sia stato approvato nel pomeriggio dalla giunta del Comune di Perugia  l’accordo di collaborazione con il Comune di Todi,accordo che porterà alla successiva stipula della convenzione tra Afas e il nostro Comune.

La convenzione, che avrà durata decennale, spiegano a Perugia, “non coinvolgerà nei risultati della gestione economica della farmacia il comune di Perugia, tuttavia, l’aumento del numero delle farmacie gestite consentirà ad Afas di incrementare il proprio fatturato e di ottenere un abbattimento dei costi generali a beneficio della gestione propria”.

 

 

 

Apr 22

Loredana Angelantoni confermata fiduciaria della Condotta Slow Food Media Valle del Tevere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La conferma di Loredana Angelantoni è sicuramente un’ottima decisione,che premia l’impegno professionale ma anche l’azione svolta,insieme ai consiglieri,nella valorizzazione delle produzioni tipiche locali e nella diffusione di principi alla base dello Slow Food.

In un mondo pieno di contaminazioni,di alterazioni alimentari,di Paesi che in barba all’etichetta di origine spacciano per prodotti italiani  pasta,riso,grano,latte,olio,formaggio,pomodoro, che italiani

invece non sono, l’azione delle condotte slow food è importantissima. 

Torniamo al comunicato stampa ufficiale che riproduciamo integralmente .

“Il 18 aprile 2018, alla presenza del presidente di Slow Food Umbria Sergio Consigli, si è tenuta, presso il ristorante Pane e Vino di Todi, il congresso della condotta Slow Food Media Valle del Tevere per il rinnovo delle cariche sociali.Durante il dibattito il Comitato di Condotta uscente ha presentato una relazione sulle attività svolte negli ultimi quattro anni, a cominciare dalla partecipazione a manifestazioni enogastronomiche per la valorizzazione delle produzioni tipiche locali fino all’avvio delle procedure per ottenere il riconoscimento di presidio Slow Food per la Nociata di Massa Martana. Sergio Consigli ha successivamente illustrato le linee emerse dal congresso internazionale svoltosi a Chengdu in Cina terminato, oltre che con l’approvazione delle mozioni congressuali, con l’approvazione della Dichiarazione di Chengdu, che sintetizza le principali sfide dei prossimi anni: accesso garantito per tutti al cibo buono, pulito, giusto e sano; accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici; il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale; salvaguardia dell’ambiente; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

Il congresso ha poi proceduto ad eleggere all’unanimità il nuovo Comitato di Condotta nelle persone di:

  1. Loredana Angelantoni
  2. Fabio Canneori
  3. Piero Scotti
  4. Carlo Rossi
  5. Andrea Caprini
  6. Mario Tiberi
  7. Claudia Ramaglioni
  8. Ferruccio Grillo

Apr 22

La Lega dice NO ad una moschea a Marsciano

Abbiamo bloccato la costruzione di una moschea  in Località Ammeto, non ci preoccuperà impedire la realizzazione di un’altra nella zona industriale di Marsciano. Se il Pd del sindaco Alfio Todini preferisce barattare la sicurezza cittadina in cambio di qualche voto, di certo la Lega non starà a guardare ed annunciamo una manifestazione il giorno in cui la variazione di destinazione d’uso dell’immobile in questione, verrà portata al vaglio del consiglio comunale”. Ad alzare la voce, ribadendo al propria contrarietà a qualsiasi centro culturale islamico o moschea in Umbria, sono i parlamentari Riccardo Augusto Marchetti, Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Simone Pillon, Donatella Tesei, il consigliere regionale Valerio Mancini e il segretario cittadino Nando Piazzoli ,che ribadiscono: “ A Marsciano, così come è stato per Umbertide, si richiedono permessi ed autorizzazioni per centri culturali islamici quando, in realtà, quella che si vorrebbe realizzare è una moschea dalle grandi dimensioni. Così  come accaduto per Umbertide non si esclude, qualora se ne verifichino i presupposti, di presentare un esposto con l’Avv. Francesca Mele. Si tratta di un luogo di culto che entra in collisione con l’art 8 della nostra Costituzione per cui i rapporti tra Stato Italiano e Confessioni acattoliche sono regolate per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze e ad oggi non ci risulta che l’islam abbia sottoscritto alcun Patto Nazionale. Non c’è voglia di integrarsi né di rispettare gli usi e i costumi locali ma c’è un tentativo, nemmeno tanto velato, di fare dell’Umbria, la Mecca.. Crediamo sia inutile continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto e far finta di niente: la provenienza dei finanziamenti, stando alle cronache nazionali, è quanto mai dubbia, i sermoni , nonostante sia stato più volte richiesto, non avvengono in Italiano e difficilmente vengono depositati in Prefettura prima delle celebrazioni, l’integrazione rimane un’utopia, i fatti di Berlino di pochi giorni fa o quelli di Nizza, di Manchester o Londra ne sono la conferma: non esiste un islam moderato e il Pd, con le sue folli idee, sta mettendo in pericolo una Regione intera. La Lega si schiera quindi a fianco di tutti quei cittadini preoccupati per le loro sorti e si impegna a combattere con ogni mezzo lecito l’islamizzazione dell’Umbria da parte del Pd”

Apr 21

Bilancio di fine mandato,comunicato stampa di Alfonso Gentili

 

Il Consiglio di Amministrazione uscente dell’A.P.S.P. Veralli Cortesi, che si era insediato il 26 maggio 2014, ha interrotto la durata  quinquennale del suo mandato  con le dimissioni rassegnate il 26 marzo 2018  da tutti i suoi attuali 4 componenti, rinunciando motivatamente ad oltre un anno di mandato.  Le dimissioni sono state immediatamente inoltrate al Sindaco di Todi, tra l’altro, lo stesso giorno  della scadenza naturale per decorso quinquennio del C. di A.  dell’IPAB La Consolazione. E’ stato un quadriennio di lavoro intenso ed impegnativo sia sul versante dell’azione di governo dell’Ente da parte del C. di A. e del Presidente che per quanto riguarda l’attività di gestione che in questo Ente pubblico, diversamente dagli altri due, è  ormai svolta dai Funzionari apicali. Le due azioni, distinte ma ben raccordate, con la loro efficacia hanno consentito di raggiungere gli importanti risultati di seguito sinteticamente indicati su quatto grandi temi e già meglio illustrati nelle relazioni informative inviate ogni fine anno ai Sindaci e ai Presidenti del Consiglio comunale della Città di Todi.

L’INNOVAZIONE DEL FUNZIONAMENTO E DELL’ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE- Sin  dai mesi iniziali del mandato é stata operata una profonda innovazione nelle modalità di funzionamento e nella macrostruttura organizzativa dell’Ente attraverso l’effettiva applicazione del principio della distinzione delle funzioni e compiti. Dopo l’approvazione dei necessari adeguamenti dell’ordinamento interno dell’Ente e l’adozione delle correlate misure organizzative e a seguito della cessazione della collaborazione tra Etab e Veralli Cortesi per l’uso in comune del personale, decisa unilateralmente da Etab con deliberazione unanime del suo CdA  n. 85 del 27 giugno 2014 e poi effettivamente attuata a fine agosto, dal mese di settembre del 2014  gli organi di Governo dell’Ente (il  C. di A. e il Presidente) non svolgono più attività  di gestione ma attività d’indirizzo politico-amministrativo, programmazione, adozione atti fondamentali, definizione obiettivi e verifica risultati.  La gestione amministrativa, finanziaria, tecnica e patrimoniale dell’Ente  è svolta, come in tutte le moderne pubbliche amministrazioni, dai dirigenti o funzionari direttivi Responsabili dei Servizi con posizione organizzativa e  poteri di natura dirigenziale, coordinati dal Segretario che sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei Responsabili medesimi e cui è stata attribuita, per creare efficienza,  anche la responsabilità di uno dei due Servizi. Tali funzioni innovate del Segretario dell’Ente stanno anticipando di fatto anche il ruolo della nuova figura del Direttore prevista dalla legge di riordino, al posto di quella del Segretario,  per le nuove Aziende di Servizi alla Persona (ASP), che sono appunto obbligate per legge ad  applicare il principio della separazione delle funzioni.  

IL SERVIZIO SOCIO-SANITARIO DI RESIDENZA PROTETTA PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI – Nel primo semestre 2015 è stato raggiunto l’importante obiettivo di consolidare la scelta del 2008 di esternalizzazione della prestazione dei servizi della struttura residenziale al fine di perseguire livelli più elevati di efficienza ed economicità gestionale, avvalendosi dello strumento dell’appalto di servizi e non di quello della concessione a terzi per intero del servizio prodotto ed erogato, come del resto poi chiaramente ribadito nelle linee d’indirizzo comunali dell’agosto 2012 dopo  un tentativo di procedura di concessione del servizio attivata nel febbraio 2012.  Il nostro obiettivo era, in particolare, di assicurare certezza e stabilità alla gestione dei servizi della Residenza protetta per anziani,  dopo che nel dicembre 2013 era stato  annullato dal Giudice amministrativo un precedente bando di gara d’appalto. Dopo una scrupolosa rielaborazione dei documenti base, la nuova gara aperta (asta pubblica)  europea di appalto di servizi è stata indetta per i 75 posti letto della Residenza protetta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e per la durata di 5 anni. Sono pervenute tre offerte e la gara è stata aggiudicata per un  corrispettivo annuo netto di 1.613.392 euro, compresa Iva che non è  non detraibile e quindi rappresenta un costo, questa volta senza alcun ricorso. La gestione operativa di tutti i servizi della struttura residenziale per anziani non autosufficienti e non assistibili a domicilio,  secondo le finalità istituzionali dell’Ente aggiornate con lo  Statuto del 2004 ai nuovi bisogni, non più solo socio-assistenziali  ma anche sanitari per le disabilità e cronicità tipiche dell’età senile, è stata così assicurata fino al 30 giugno 2020. Il costo complessivo, compreso quello dei 10 dipendenti dell’Ente retribuiti dallo stesso ma assegnati funzionalmente all’impresa sociale appaltatrice dei servizi, supera i 2 milioni di euro annui, oltre gli interessi di ammortamento del mutuo contratto per l’adeguamento e ampliamento della struttura e costituisce il 75% circa della spesa corrente annua dell’Ente . Con la scelta dello strumento dell’appalto di servizi, dal punto di vista finanziario la gestione della Residenza protetta è rimasta in capo all’Ente e si presenta come una gestione sana e non in perdita. A questo importante risultato ha fatto seguito, alla fine dell’anno 2016, il raggiungimento degli altri due  obiettivi del rinnovo triennale dell’Accreditamento Istituzionale della Residenza protetta da parte della Regione Umbria fino al novembre 2019 ed il rinnovo del convenzionamento con l’USL Umbria 1 fino allo stesso termine per i 64 posti letto dei precedenti accordi contrattuali. Le recenti e ripetute richieste all’USL di convenzionamento di ulteriori posti letto almeno fino ad un totale di  70, non hanno ancora trovato esito positivo e necessiterebbero anche del sostegno del Comune, a tutt’oggi purtroppo non riscontrato.  Dopo il riuscito recupero delle presenze nei posti letto convenzionati, stranamente calate nell’anno 2015, ma velocemente risalite su livelli ottimali dall’inizio del 2016 grazie ai controlli efficaci dell’allora Direzione generale dell’USL, al 31 dicembre scorso su n. 73 anziani presenti, di cui 63 su posti letto convenzionati e 10 solventi in proprio, il 56% degli stessi risultavano provenire dal territorio del comune di Todi ed il 75% in totale da quello dei comuni della nostra Zona Sociale, che ormai esercita le funzioni di pianificazione e programmazione, di progettazione ed attuazione in materia dei servizi sociali  per gli otto comuni associati della MVT ed anche, per legge regionale, con la partecipazione autonoma delle nuove Aziende di Servizi alla Persona (ASP) al sistema pubblico integrato dei servizi. Le opere e gli interventi di miglioramento della struttura residenziale e delle sue dotazioni sono indicati nel successivo paragrafo relativo ai nuovi investimenti realizzati o in corso di esecuzione.

(Fine prima parte)

Il Presidente uscente Gentili

Post precedenti «

» Post successivi