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Giu 11

Il vicesindaco Ruspolini risponde alla Cgil sulla riorganizzazione della macchina amministrativa

 

“La presunzione della segretaria della Fp Cgil, Patrizia Mancini è talmente grande da arrivare a rinnegare persino la volontà dei suoi rappresentanti sindacali, in comune a Todi”. Non le manda a dire il Vice Sindaco Adriano Ruspolini che dopo aver letto sulla stampa le dichiarazioni dell’esponente provinciale della Cgil sul riassetto della macchina amministrativa tuderte, si dichiara esterrefatto nei contenuti e nel merito. “ Nell’ operato di questa amministrazione – precisa Ruspolini – la trasparenza e la chiarezza sono principi cardini ed imprescindibili, adottati in qualsiasi scelta o operazione amministrativa. Nel caso specifico mi sento in obbligo di rispondere alle velleità affermate dalla signora Mancini, nel rispetto dei cittadini e dei dipendenti comunali. Il riordino della macchina amministrativa, così come da disposizione Anac, è stato un percorso condiviso da tutti i soggetti coinvolti e iniziato oltre 6 mesi fa, a differenza della passata amministrazione che lo ha ridotto ad un semplice scambio di mail. Per arrivare a questo importante risultato abbiamo fatto diversi incontri con i rappresentanti di tutte le RSU comunali e condiviso l’intera riorganizzazione. Lo abbiamo fatto passo dopo passo nella completa trasparenza e condivisione tanto che al momento della sottoscrizione dell’atto, tutti e sette i rappresentanti della sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e CSA lo hanno firmato ed approvato senza remore alcuna. Dal verbale Di riunione, risulta infatti apprezzamento e condivisione giudicando positivo il percorso che nel complesso non stravolge completamente l’attuale assetto. E’ stato chiesto dai rappresentanti sindacali di applicare il concetto della gradualita’ e dell’affiancamento nei movimenti del personale, concetti peraltro condivisi e gia’ ampiamente presi in esame dall’assicurazione. Appaiono dunque, strane le affermazioni della rappresentante provinciale Cgil, affermazioni che non solo entrano in contrapposizione a quelle dei suoi delegati comunali ma che sembrano più una battaglia politica che l’ espressione di una categoria. A volte a pensar male si fa peccato – conclude Ruspolini – altre volte, però,  ci si prende”.