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Mar 12

#POLITICHE2018: STIMA E ANALISI DEI FLUSSI ELETTORALI IN UMBRIA – PRESENTATO A PALAZZO CESARONI LO STUDIO DI UNIVERSITÀ E SERVIZIO STUDI DELL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA

 

 “Il voto di appartenenza esiste ancora,
c’è uno zoccolo duro di elettori che si muovono tra diverse sigle, ma
restando fedeli ad uno schieramento. Il quadro emerso alle Politiche del 2018
non può essere proiettato sulle prossime Amministrative: i 150mila elettori
in più che si sono registrati il 4 marzo al prossimo appuntamento resteranno
probabilmente a casa e sono costituiti perlopiù da elettori di Centrodestra.
I giovani hanno dimostrato una maggiore propensione al voto rispetto al resto
del corpo elettorale. C’è un elettorato molto mobile da cui proviene una
forte domanda di radicale cambiamento, intercettata prima dal M5S (nel 2013),
poi dal Pd di Renzi (nel 2014) ed ora dalla Lega (che beneficia di flussi di
voti da Pdl, M5s e PD). Una domanda che permane e che potrà portare dunque
ad ulteriori rilevanti modifiche nei flussi elettorali”.

Queste sono alcune delle indicazioni emerse questa mattina a Palazzo
Cesaroni, durante la presentazione dell’analisi dei flussi elettorali
relativi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. I dati, elaborati dal
dipartimento di economia dell’Università di Perugia in collaborazione con il
Servizio studi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sono stati stimati
mettendo a confronto l’esito delle Politiche 2018 con quelli delle
Politiche 2013, delle Europee 2014 e delle Regionali 2015.  [I repost
integrali, i dati e i
grafici: https://tinyurl.com/flussielettorali1https://tinyurl.com/flussielettorali2].

CAMERA 2013 – CAMERA 2018. Il risultato più eclatante è stato il notevole
successo della Lega, che è passata da 3mila a 103mila voti. Una crescita
determinata in primo luogo dai voti in arrivo dal PdL, che ha ceduto circa 35
mila voti alla Lega. Il M5S ne ha ceduti 28mila, dimostrando di non essere
solo destinatario di voti ma anche fonte di voti in uscita. Il Pd ha ceduto
alla Lega 17mila voti. Dal non voto la Lega ha recuperato oltre 19mila voti.
Il voto alla Lega è dunque un voto largamente proveniente dagli elettori di
centrodestra. Il Pd acquisisce 21mila voti da Scelta civica e dai partiti di
centro e ne perde in varie direzioni: Lega, M5S, non voto: pochi, poco più
di 2mila, verso la sinistra (Leu, PaP). Il flusso Pd-Lega è più forte a
Città di Castello, probabilmente per il fatto di avere un candidato sul
territorio e una problematica locale su cui politicamente ha molto investito.
Il Partito democratico ha prevalso in alcune circoscrizioni di Perugia,
soprattutto nella zona urbana: esso acquisisce voti, nelle aree urbane,
provenienti da Scelta civica e da formazioni centriste, determinando una
connotazione più moderata dell’elettorato complessivo. Il successo del M5S
sembra consolidarsi. Forza Italia ha perso molti voti verso Lega, Fd’I e
M5s. Tutti i partiti tradizionali hanno cambiato la composizione del proprio
elettorato a vantaggio delle componenti più moderate.

IL VOTO DEI GIOVANI (confronto Camera – Senato). Rappresentano circa 47mila
votanti, con una partecipazione al voto (circa l’80%) simile a quelle di
altre fasce di età. Non c’è stato quindi un allontanamento dal voto da
parte dei più giovani. Le loro preferenze sono andate prioritariamente verso
M5S (33,4%) e Lega (20,2%) e in parte (9,2%) verso liste di estrema destra.
In questa fascia di età il Pd prende il 17,2% mentre la sinistra (Leu, PaP)
ottiene il 4,3.

EUROPEE 2014. Circa 150 mila persone non avevano votato nel 2014 (si trattava
soprattutto di elettori di FI e M5S) e sono tornate al voto votando in massa
per la Lega (46,7 mila di loro). Questo potrebbe dimostrare un ritorno alle
urne di elettori che hanno una posizione critica verso l’Europa e che
quindi non si recano al seggio per le Europee. Il Pd nel 2014 aveva avuto un
notevole successo per poi perdere nel 2018 quasi 100 mila voti, passati a M5S
e Lega. I delusi del Pd guidato da Renzi non sono andati quindi a sinistra ma
verso 5 Stelle e Lega.

REGIONALI 2015 – CAMERA 2018. La stima dei flussi dalle regionali alle
Politiche consente di determinare come si è distribuito tra le liste
presenti alle Politiche (Camera) 2018 il voto che alle regionali del 2015 era
stato assegnato ai candidati presidenti senza passare per le liste dei
partiti a loro sostegno. Gli oltre 20 mila voti di questo tipo si sono
trasformati in larga parte in voti alle liste di centro sinistra e di
sinistra (oltre il 70% del totale), in particolare al PD, che ne ha acquisiti
oltre la metà, mentre ne è restata del tutto esclusa FI e poco interessati
anche il M5S e la Lega (poco più del 10% ciascuno).

IL METODO E I DATI. Il metodo applicato per ottenere le stime dei flussi si
basa su una metodologia sofisticata che utilizza i dati ufficiali per sezione
elettorale, messa a punto dal Prof. Forcina. Le analisi sono state condotte
sui dati per sezione elettorale dei comuni di Perugia, Terni, Foligno e
Città di Castello. Le stime dei flussi si basano sulle sezioni elettorali
dei quattro comuni, escluse alcune sezioni “speciali”, quali ospedali e
caserme, i cui votanti sono in genere sostanzialmente diversi in diverse
tornate elettorali. In complesso sono state utilizzate 385sezioni o aggregati
di sezioni. Il metodo di analisi considera il “non voto”, definito come
la somma di astenuti e schede bianche e nulle, come una delle possibili
opzioni di cui dispone l’elettore (il “partito del non voto”), in modo
da poter stimare, oltre ai flussi tra liste, anche quelli che dalle varie
liste si sono diretti verso il non voto e quelli che dal non voto precedente
si sono invece tramutati in voti alle liste, o si sono confermati come
astensione (sempre in senso lato).

IL GRUPPO DI LAVORO. La teoria e il software su cui si basa la ricerca
dell’ipotesi di flusso più verosimile sono stati messi a punto dal
professor Antonio Forcina; la raccolta e omogeneizzazione dei dati e una
parte delle stime sono state curate dal dott. Nicola Falocci del Servizio
Studi e valutazione delle politiche dell’Assemblea legislativa della Regione
Umbria; l’interpretazione e il commento dei risultati sono stati curati dal
Prof. Bruno Bracalente; il dott. Davide Pellegrino dell’Università di
Torino ha curato la costruzione di mappe territoriali di voto dei Comuni di
Perugia e Terni e il collegamento tra sezioni elettorali e sezioni di
censimento della popolazione, in vista di uno sviluppo in tal senso del
progetto di ricerca.