Mag 22

TERRANOSTRA UMBRIA PRESENTA IL PROGETTO “AGRIDAYS”

In montagna, un agriturismo su sei; il 47 % gestito da donne. Oltre 21.000 i posti letto; quelli a tavola quasi 13.000.

Promuovere in maniera integrata le strutture ricettive rurali regionali per rendere l’offerta turistica maggiormente appetibile, puntando sulle eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche e su esperienze dirette da far vivere in azienda. Questo l’obiettivo principale dell’innovativo progetto “AgriDays” promosso da Terranostra Umbria, l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio della Coldiretti, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale regionale 2014/2020, Misura 16.

Giovedì 24 maggio a Perugia presso la sede Coldiretti alle ore 16,30, la presentazione delle linee guida e della struttura del progetto con la partecipazione, tra gli altri, di Elena Pennacchi, Presidente Terranostra Umbria e Diego Furia, Direttore regionale Coldiretti.

Un’iniziativa – spiega Coldiretti – che intende promuovere la logica della progettualità di rete ma anche il turismo “esperienziale”, una nuova tendenza che sta raccogliendo sempre maggiori consensi nel mondo. Oltre trenta le aziende agrituristiche umbre coinvolte, che potranno essere valorizzate anche in periodi “lontani” da quelli del turismo di massa, attraverso appositi e diversificati eventi in grado di destagionalizzare le varie offerte.

L’agriturismo in Umbria, che conta secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, 1.252 strutture, con 388 dedite alla ristorazione e 244 alla degustazione, costituisce un elemento qualificante dell’agricoltura regionale, configurandosi come un ottimo veicolo per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari del territorio.

Tra le province, guida Perugia con 1.055 agriturismi, con Terni a quota 197. Un agriturismo su sei circa, si trova in montagna, mentre il 47 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 21.751, mentre quelli a tavola sono 12.838. Accanto ad alloggio e ristorazione, ma anche alla semplice degustazione, non mancano le attività sportive e naturalistiche suggerite dalle aziende agrituristiche. Nella nostra regione sono in totale 1.093 quelle che propongono ai clienti corsi vari (cucina, orto, ecc.) per adulti e bambini, equitazione, mountain bike, attività sportive, escursionismo.

La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo – afferma Elena Pennacchi Presidente Terranostra Umbria – è la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi che hanno qualificato notevolmente la propria tradizionale offerta di alloggio e ristorazione con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, ma anche con attività culturali che prevedono la visita di percorsi archeologici o naturalistici. In Umbria – conclude Pennacchi – l’agriturismo, oltre a rappresentare un’attività che permette all’impresa agricola multifunzionale di acquisire un importante valore aggiunto, è in grado di offrire ai turisti un luogo ideale per le vacanze, rispondendo alle sempre più esigenti richieste di quanti in campagna cercano qualcosa di più di un semplice periodo di riposo, vivendo esperienze autentiche dalle quali poter imparare.

Mag 22

Trent’anni dalla morte di Pino Romualdi.Altra epoca,altra concezione della politica e della cosa pubblica

 

In questa giornata che ci riporta indietro di 30 anni non possiamo non ricordare la figura di Pino Romualdi,morto il 21 maggio 1988,un giorno prima di Giorgio Almirante.Un uomo con una grande visione della storia,della politica e della società in evoluzione.Un uomo che visse interamente l’avventura di Salò,ricoprendo l’incarico di Vicesegretario del Partito Fascista Repubblicano,ma che seppe poi trattare con Palmiro Togliatti in merito all’amnistia del 22 giugno 1946.

Lo ricordiamo con le parole del Professor Giuseppe Parlato,Presidente della Fondazione “Ugo Spirito e Renzo De Felice”. In una intervista relativa alla mostra sui 70 anni dalla fondazione del Movimento Sociale Italiano e pubblicata sul giornaleditalia.org affermava :” Pino Romualdi, senza il quale il Msi non sarebbe nato: lui infatti ha lavorato alla fondazione del partito per molto tempo (da prima dell’atto costitutivo del 3 dicembre 1946) e in seguito ha promosso una lettura estremamente lucida del contesto storico. E’ tra l’altro uno dei pochi che aveva una mentalità internazionale aperta, e anche culturalmente è stato un uomo di notevole peso (il suo “L’Italiano” era una rivista di grandissimo livello)”.

Concludiamo questa breve rievocazione della figura di Pino Romualdi riportando alcune frasi tratte dall’articolo di Massimiliano Mazzanti tratte dall’articolo pubblicato dal secoloditalia.it del 21 maggio 2018. “Quando scomparve, trent’anni or sono, gli uomini della “corrente” gli dedicarono, nella foto del grande manifesta funebre, la celeberrima frase tolkeniana: “Le radici profonde non gelano”. Se Pino Romualdi avesse potuto commentare quell’ultimo omaggio dei suoi amici, avrebbe ricordato loro come le radici ancorano al terreno un albero, la cui bellezza sta nella chioma che si offre al cielo, al sole, significando come un partito, una comunità, una splendida famiglia politica – quale fu il Msi e quale potrebbe ancora essere la Destra italiana – ha senso e acquista un valore incommensurabile quando ha piedi ben piantati per terra e la testa sempre rivolta al futuro.”

Mag 22

La Lega risponde al Pd marscianese: “Siete lontani da Marsciano e dai problemi della gente”

 

Un comunicato, quello del PD marscianese uscito nei giorni scorsi, che lascia veramente allibiti per la pochezza delle argomentazioni, l’arroganza dei toni e soprattutto la superficialità con cui i cittadini sono stati tacciati di xenofobia, per aver osato esprimere le poprie perplessità riguardo il porgetto della moschea alla zona industriale”. Affermano il segretario cittadino Lega, Ferdinando Piazzoli e Francesca Mele. “Nel comunicato – proseguono – si parla di sentimenti di paura che sarebbero stati fomentati dalla Lega e dagli altri partiti di Centro-Destra per ottenere facili consensi tra la gente ma leggendo con attenzione, pare che la paura più grande sia proprio quella del PD di perdere il governo di questa città, in cui ha spadroneggiato dal dopoguerra ad oggi.

Diversamente non si spiega un comunicato stampa infarcito di luoghi comuni e dove si parla di falsità e menzogne senza peraltro essere in grado di spiegare quali sarebbero le bugie dette a proposito della “vicenda moschea”.

E ciò per la semplicissima ragione che quel che Lega e Centro-Destra hanno puntualizzato al riguardo – sia nell’incontro pubblico di Schiavo che nelle uscite sui media – è tutto, tristemente,  vero. Il fatto che il Pd solo oggi dica che la moschea sarebbe opportuno non farla per motivi di carattere tecnico-urbanistico, cosa che Lega e Centro Destra avevano già evidenziato, non è che l’ennesima dimostrazione di come la sinistra, nel promettere la fattibilità del luogo di culto all’associazione ACIMET, abbia decisamente superato i limiti del consentito.

Niente ipocrisia e niente cattiveria, niente odio razzista e nessuna strumentalizzazione politica ma semplicemente la Lega si è fatta portavoce del pensiero di molti cittadini contrari alla realizzazione di una “mega moschea” di quasi 900 mq a Marsciano, con il conseguente richiamo e afflusso di fedeli mussulmani dall’intera Media Valle del Tevere, con tutte le ovvie e immaginabili  conseguenze in termini di sicurezza, ordine pubblico, deprezzamento del valore degli immobili, e finanche problematiche legate alla circolazione stradale. Questioni e problematiche espresse dai marscianesi che sono state condivise da Lega e Centro Destra , ma questo non significa di certo che anche i cittadini più moderati sia siano converiti  a posizioni estremeiste e xenofobe, come invece affermato in maniera veramente offensiva e insensata dal PD .

Inutile dire – come si legge nel comunicato – che la comunità islamica è qui da 20 anni e che “i loro figli giocano con i nostri” e che addirittura vestiamo tutti alla stessa maniera: anche in questa semplice considerazione il PD dimostra di essere avulso dalla realtà e di vivere lontano dai cittadini: basta percorrere le strade di Marsciano per vedere donne velate, rigorosamente a piedi, perché spesso è impedito loro anche solo di guidare l’auto e uomini vestiti alla maniera dei beduini . E non ci si dica che questo è sintomo di integrazione !!

Il fatto è che la situazione mondiale e locale – riguardo la presenza e le attività svolte dagli islamici – non è la stessa di 20 anni fa e di questo non possiamo e non dobbiamo dimenticarci nel valutare delle scelte, come quella di cosentire o no la costruzione di un’ enorme moschea che richiami gente da tutta la Media Valle del Tevere. E’ totalmente fuori luogo, come fa il PD, parlare di integrazione e problematiche legate alla libertà di culto (di cui peraltro la nostra religione non gode nei paesi islamici) quando è evidente che le preoccupazioni dei marscianesi sono ben altre.

Il gran  numero delle firme raccolte contro la costruzione di questa moschea (che sta continuando in questi giorni, promossa dal comitato Cittadinanza Attiva Marsciano e per cui si stanno impegnando Lega e altre forze politiche di Centro Destra) attesta senza ombra di dubbio quale sia il pensiero dei marscianesi verso questo scellerato progetto. E se il Pd, all’evidente e disperata ricerca di consensi fra gli immigrati islamici in vista delle prossime elezioni amministrative, non intende ascoltare le legittime preoccupazioni espresse dalla gente di Marsciano riguardo l’impatto, anche sociale e culturale, oltre che legato alla sicurezza e ordine pubblico per la realizzazione della nuova enorme Moschea, allora lo farà la Lega, continuando a lavorare sul territorio, a battersi per Marsciano per i marscianesi, e per i valori, anche religiosi, della nostra cultura e tradizione.

 

Lega – Marsciano

Ferdinando Piazzoli e Francesca Mele

 

Mag 22

’OSSERVATORIO SULLE CRISI D’IMPRESA ORGANIZZA UNA TAPPA DI DUE GIORNI A PERUGIA

 Perugia entra per la prima volta nel circuito dell’Osservatorio sulle Crisi d’Impresa (OCI) e ospita la due giorni ‘Strumenti di allerta e procedimento di composizione assistita della crisi’, venerdì 25 e sabato 26 maggio, nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori per discutere di alcuni aspetti della riforma organica della disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Un importante evento che la città è onorata di accogliere e che vedrà, tra gli illustri relatori, vari membri della Commissione ministeriale, presieduta dal Dottor Renato Rordorf e istituita dal Ministero della Giustizia, alla quale si deve l’elaborazione degli schemi dei decreti legislativi di attuazione della legge numero 155 del 19 ottobre 2017 per la riforma della materia. Al centro dell’incontro, in particolare, l’analisi dei nuovi ‘strumenti d’allerta’ volti a consentire di far emergere in maniera anticipata la crisi, rispetto alle tempistiche attuali, attraverso meccanismi di segnalazione ai preposti organi di controllo e il procedimento di composizione assistita della crisi. Questi, dunque, i temi del convegno organizzato oltre che dall’OCI, dalla Scuola superiore della Magistratura – Distretto didattico territoriale di Perugia, dal Centro studi giuridici e politici Assemblea legislativa della Regione Umbria, e dal Centro studi Minciotti, con la collaborazione dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e di quello degli avvocati della provincia di Perugia. L’evento ha, inoltre, i patrocini del Comune e dell’Università degli Studi di Perugia e vede l’importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Due le sessioni dei lavori. La prima sessione si aprirà venerdì 25 maggio alle ore 14.15 e vedrà il Dottor Giacomo Maria Nonno, Consigliere della Corte di Cassazione e componente della Commissione Rordorf, approfondire il tema degli strumenti di allerta con altri due membri della Commissione, il Dottor Roberto Fontana, sostituto presso la Procura della Repubblica di Milano, e il Professor Daniele Umberto Santosuosso, Ordinario di diritto commerciale presso l’Università di Roma La Sapienza. Interverranno, inoltre, il Dottor Riccardo Ranalli, dottore commercialista in Torino, e il Professor Enrico Tonelli, Associato di diritto commerciale dell’Università degli Studi di Perugia. La seconda sessione, sabato 26 maggio a partire dalle ore 9.00, vedrà invece il Dottor Umberto Rana, Presidente della sezione civile del Tribunale di Perugia, discutere del procedimento di composizione assistita della crisi con un altro componente della Commissione Rordorf, il Professor Marco Arato, Ordinario di diritto commerciale presso l’Università di Genova, oltre che con l’Avvocato Federico Casa, avvocato in Vicenza, la Dottoressa Antonella Gallotta, dottore commercialista in Ancona, e il Dottor Andrea Nasini, Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia.

Il coordinamento scientifico dell’evento è a cura dei magistrati Dottor Umberto Rana, Dottor Giacomo Maria Nonno e Dottor Massimo Ferro.

Mag 22

Comunicato Stampa MoVimento Tuderti 5 Stelle

 

SIETE ANCORA IN TEMPO

A dire NO alla variante urbanistica.
Noi lo abbiamo messo nero su bianco!
A partire dal programma per le Amministrative 2017 : “ Cureremo sia i grandi temi, come il credito, le misure antiusura…..l’apertura di nuovi centri commerciali,………..che ostacolano il corretto svolgimento delle attività.”
Siamo sempre più contrari alla realizzazione della variante e, attraverso una raccolta firme, ci siamo resi conto di essere in tanti a pensarla così.
Riteniamo che la realizzazione di tale opera urbanistica rappresenti una seria minaccia per il tessuto economico della città di Todi e per ciò che di esso è rimasto, e che l’identità storica, culturale e naturalistica del territorio in cui viviamo, debba essere salvaguardata e preservata in tutti i suoi aspetti.
La nostra preoccupazione è che le forze politiche che si dichiaravano contrarie a tale realizzazione, possano , giovedì 24 maggio, durante il Consiglio Comunale esprimere  voto favorevole  a quello che noi consideriamo, senza mezzi termini, un grave errore.
Giovedì pomeriggio ci appelleremo alla coscienza dei singoli Consiglieri Comunali: SIAMO ANCORA IN TEMPO!
MoVimento Tuderti 5 Stelle

Mag 22

“COMUNE DI TODI, RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA COMUNALE O …………?!”, comunicato stampa di Manuel Valentini

 

Si dice che l’Amministrazione Comunale, come prossima azione, sarebbe pronta a metter mano alla Pianta Organica del Comune di Todi con circa il 20% di spostamenti di personale all’interno dell’ente. Mi chiedo se l’Amministrazione abbia fatto le dovute riflessioni ed i dovuti passaggi che richiederebbe un’azione di questo tipo.

Ovvero:

1_ Se sono state delineate le necessità che porterebbero a decidere per una rotazione dei dipendenti.

2_ Se sono state fatte le valutazioni del lavoro eseguito negli anni di ogni singolo dipendente a seconda della mansione svolta e degli obbiettivi assegnati e raggiunti. Valutazioni che devono essere fatte per ogni lavoratore dal proprio responsabile.

3_ Se sono stati fissati dei PRINCIPI che porterebbero alla scelta di spostare un dipendente da un servizio ad un altro.

Dall’analisi degli spostamenti che avrebbe intenzione di fare la Giunta si desume che i passaggi appena richiamati non sono assolutamente stati fatti.

Mi chiedo, ma come si può avere un miglioramento del servizio che l’Ente offre ai cittadini spostando dei dipendenti, che da anni sono assegnati ad un determinato servizio e verso il quale non è mai stata evidenziata alcuna criticità, ad una mansione completamente diversa e che devono imparare praticamente da zero?

E poi come può un qualsivoglia servizio migliorare assegnandogli del personale che è prossimo alla pensione? Quale stimolo si può offrire a dei lavoratori a fine carriera per motivarli ad affrontare un lavoro completamente nuovo?

In questa maniera si può solo peggiorare!!!

 

Manuel Valentini- Capogruppo Partito Democratico

Mag 22

“RICORDO DI GIORGIO ALMIRANTE, politico di razza e maestro di carattere” di Graziano Barberini

 

Il 22 maggio di trenta anni fa moriva Giorgio Almirante.

 

Aveva 74 anni ed aveva attraversato la storia d’ Italia dagli anni trenta ( era nato nel 1914) fino agli ultimi anni ‘80, suscitando fervidi entusiasmi e feroci opposizioni  ma guadagnadosi comunque la stima e la considerazione anche di chi non la pensava come lui. Fu Indro Montanelli , pur ricordando le diversità di opinioni, a scrivere che Almirante era l’unico politico italiano a cui si poteva stringere la mano senza aver paura di sporcarsela.

Come tanti altri ex giovani che hanno militato nella destra politica negli anni ‘80, non sono stato “almirantiano”, anzi….ma oggi riconosco in Almirante un grande maestro di carattere e un esempio di coerenza in un paese di voltagabbana . Sempre a fronte alta e con la schiena dritta, pur vivendo con passione il presente e sognando il futuro Almirante non rinnegò nulla del passato, se non le giovanili simpatie razziste su cui fece pubblica e coraggiosa autocritica.

Non voglio però ricordare il politico, con i suoi tanti meriti e le sue indubbie intuizioni e pure con i suoi errori , tra cui il piu’ grave fu certamente quello di avere “imposto” Fini come suo successore.

Voglio invece ricordare l’uomo, che portava nella politica una travolgente passione civile verso l’”adorabile” Italia di mussoliniana memoria ,all’insegna di uno stile garbato che mai ostentava la profondità e lo spessore di una cultura di assoluto rilievo, nutrita dai classici e da Dante ma aperta anche alla filosofia del novecento .

“Quando da piccolo mi vedevo grande e, perdonatemi, importante” -scriverà Almirante nel ‘73-” non correvo con la fantasia verso l’on., ma verso il prof., e anche ora mi fa felice qualche vecchio alunno che mi incontra e mi chiama professore”.La sua “ars oratoria” , oggi che abbiamo politici semianalfabeti a proprio agio solo con le faccine sceme di facebook , appare esemplare  per l’ eleganza della esposizione e per la nitidezza della lingua .

Del resto senza queste doti  Almirante , grande protagonista nell’ostruzionismo parlamentare contro lo statuto speciale della regione Friuli-V.Giulia,non avrebbe potuto parlare ininterrottamente per ben otto ore senza leggere, senza uscire dal tema e senza un minuto di riposo, eccezion fatta per due caffè  serviti in aula su speciale autorizzazione della Presidenza.

“Ricorderò sempre”- scrive Almirante- “un comizio a Domodossola nel 1951. Mi ero facilmente reso conto che non erano davvero miei sostenitori coloro che affollavano la piazza…Sono proprio io, dissi, il tenente delle Brigate Nere Giorgio Almirante; molti tra voi mi conoscono. Si fece un silenzio di piombo, parlai di una vicenda che era mia e loro, perche’ si trattava della comune vicenda nazionale, di pace e di guerra e di guerra civile…Mi ascoltarono in silenzio, non vi fu ombra di applausi e non vi furono fischi e quando mi affacciai alla porta me li vidi venire incontro e dubitai della possibilità di uscirne senza guai; subito mi prese per un braccio uno di loro e mi disse a voce alta: bene, io sono socialista e sono stato partigiano, ma mi sei piaciuto perchè hai parlato chiaro e non hai offeso nessuno. Vieni a bere un bicchiere con noi. Andai a bere un bicchiere con loro. Qualche giorno dopo Domodossola eleggeva un consigliere provinciale del MSi. Era un operaio delle officine di Villadossola”.

Questo era Giorgio Almirante, l’uomo che da solo, a piedi, va nel 1984 alle Botteghe Oscure a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer, si mette in fila disciplinatamente in mezzo a migliaia di comunisti che lo riconoscono e lo rispettano finche’ Giancarlo Pajetta, l’ex “ragazzo rosso” avversario di mille battaglie, lo prende sotto braccio e lo porta nella camera ardente. Uscendo, Almirante dira’ di essere venuto ad onorare un italiano perbene ed un avversario leale. Poi si saprà che Almirante e Berlinguer, fuori dall’ufficialità e dai riflettori, si vedevano spesso in privato e insieme provavano ad arginare la violenza che avvelenava il confronto politico, specialmente giovanile, in quei maledetti anni di piombo.

Ecco, forse non sarebbe male se qualche amministrazione locale, di destra, di sinistra o di altro non importa, decidesse di intitolare un parco o una piazza congiuntamente a Giorgio Almirante e ad Enrico Berlinguer.Ma questi probabilmente sono pensieri troppo complessi in tempi in cui i politici , che vorrebbero essere semplici , finiscono quasi sempre con l’esser solo sempliciotti.

Mag 21

Formazione: i percorsi di Its Umbria Academy come strumento per superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro

 

Its Umbria Academy è stato giudicato dal Miur per la seconda volta in tre anni il migliore Its d’Italia con una media di inserimenti occupazionali pari all’80% e punte del 100%.

Un risultato di tutto rilievo che è stato sottolineato stamani in occasione dell’Assemblea di Its Umbria Academy, l’accademia di alta specializzazione post diploma, gratuita e biennale promossa dal Ministero dell’Istruzione e dalla Regione Umbria e gestito a livello regionale da una Fondazione di partecipazione di cui fanno parte: associazioni di categoria, università, istituti superiori, ordini professionali e aziende.

Il Presidente Giuseppe Cioffi, nella sua relazione di apertura, ha tracciato le linee di sviluppo dei prossimi anni e ha condiviso i rilevanti risultati raggiunti dall’Academy nella valutazione del Ministero.

“Its Umbria Accademy – ha sottolineato il presidente Cioffi – è una opportunità per i giovani e per le imprese che riconoscono nel percorso di formazione dell’Accademia il miglior interprete del loro fabbisogno di personale specializzato. Questo sistema formativo costituisce una valida risposta per far fronte al mismatch fra domanda di competenze espressa dalle imprese e profili reperibili sul mercato. Gli straordinari risultati conseguiti dall’Academy regionale sono strettamente collegati al suo radicamento sul territorio ed al conseguente contributo offerto dai principali stakeholder della Fondazione: le imprese, l’Università degli Studi di Perugia, le scuole e la Regione Umbria”.

All’Assemblea è intervenuto anche l’Assessore regionale all’Istruzione Antonio Bartolini che ha sottolineato come, in un’ottica di continuità e mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi raggiunti, “la Regione ha deciso di rinnovare il suo impegno nel sostenere tali percorsi di eccellenza, attraverso la previsione di risorse aggiuntive nella riprogrammazione del POR Umbria Fondo Sociale Europeo 2014-2020, auspicando che il lavoro di squadra e il forte coinvolgimento nelle attività del tessuto produttivo umbro, dell’Università di Perugia, delle scuole del territorio regionale, alla base del successo degli ITS, possa mantenersi e anzi rafforzarsi nell’immediato futuro”.  

Durante l’Assemblea è stato evidenziato come le potenzialità di questo sistema di istruzione potranno essere ulteriormente sviluppate. “Il futuro della formazione terziaria, in Umbria così come a livello nazionale – ha proseguito Cioffi – sarà strettamente legato ad un ulteriore sforzo comune di tutti i principali partner che già oggi hanno reso possibile, con la propria partecipazione, il raggiungimento di obiettivi prestigiosissimi”. Nell’autunno 2018, infatti, agli indirizzi già attivi se ne aggiungerà un ulteriore dedicato all’Impresa Digitale per formare nuove risorse umane con competenze focalizzate sulle nuove tecnologie. Ciò è stato possibile grazie al contributo aggiuntivo con cui il Miur ha premiato gli Its più virtuosi e grazie alla presenza del Laboratorio Meccatronico che, inaugurato a Foligno nel dicembre 2017, rappresenta un esperimento unico nel panorama nazionale ed è la riproduzione fedele di una realtà aziendale innovativa, ispirata a Industria 4.0, completa di tutti i processi (dalla progettazione, alla prototipizzazione, alla produzione, al collaudo fino alla logistica) così da consentire una metodologia didattica fortemente applicativa.

Con riferimento al rapporto con le imprese, Cioffi ha auspicato che l’Its possa diventare, nell’immediato futuro, un partner privilegiato per l’attuazione di piani pluriennali di sviluppo e di inserimento di personale specializzato.

Proprio sulla futura configurazione dell’Academy, Cioffi ha messo in evidenza l’esistenza di una politica nazionale il cui obiettivo è quello di far evolvere gli Its Academy in Hub che potranno configurarsi come veri e propri Centri di Trasferimento Tecnologico, secondo i dettami del piano di sviluppo Impresa 4.0.

Solo con un’azione corale di tutti i partners e gli stakeholders degli Its, ha concluso Cioffi, sarà possibile raggiungere questo obiettivo ambizioso che vedrà i Centri di trasferimento tecnologico diventare un valore aggiunto per le imprese e ancor di più per l’intero territorio e la collettività.

“Attraverso la realizzazione di questo progetto – ha concluso Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria – abbiamo dimostrato che anche in una piccola regione, quando c’è volontà di fare squadra, si possono ottenere e mantenere grandi risultati. Nel corso di questi anni siamo stati capaci di valutare quanto stavamo facendo e, quando necessario, siamo stati capaci di rivedere e correggere la programmazione. L’obiettivo è ora comunicare le opportunità esistenti, andando ad ampliare il bacino dei fruitori. Quando abbiamo giovani formati, seri, capaci di investire su se stessi avremo sicuramente meno costi da altre parti, che sono voci di bilancio che vorremmo risparmiarci con grande piacere e soddisfazione”.

Mag 21

Presentato il programma della XXXII edizione di Todi Festival, dal 25 Agosto al 2 Settembre 2018

Debutto teatrale di Fiona May 

 

Presentato questa mattina a Perugia nel Salone d’Onore di Palazzo Donini il programma della XXXII edizione di Todi Festival, kermesse di teatro, musica, danza e arti visive, ideata e fondata nel 1987 da Silvano Spada e affermatasi nel tempo come uno dei principali appuntamenti culturali in Umbria e tra i più apprezzati del panorama nazionale. Presenti la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il direttore artistico di Todi Festival 2018 Eugenio Guarducci, il direttore generale di Todi festival 2018 Daniela De Paolis e Fiona May, protagonista dello spettacolo inaugurale del Festival.

Confermata la direzione artistica di Eugenio Guarducci e l’organizzazione in capo all’agenzia Sedicieventi, la manifestazione si svolgerà a Todi dal 25 Agosto al 2 Settembre 2018.

Il Festival manterrà un orientamento indirizzato verso debutti e prime nazionali, alla contaminazione tra generi (teatro, musica, danza, arte contemporanea, letteratura) e a spettacoli site specific ai quali affidare una drammaturgia, una composizione o una proiezione appositamente pensate per quello spazio. Inoltre, con l’intento di proporre un’offerta quanto più ampia e variegata, Todi Festival continuerà a non prevedere repliche di spettacoli, presentando ogni giorno un programma diverso.

Auguro un grande successo al Todi Festival – ha detto la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini – e ringrazio tutti coloro, dal direttore artistico Eugenio Guarducci, al sindaco e all’amministrazione comunale di Todi, dagli autori agli artisti quale Fiona May che ci proporrà un’inedita maratona nella giornata di apertura, che ci permetteranno di offrire una settimana di altissima qualità a tutto il pubblico, non solo umbro, ma anche italiano e straniero, che verrà a Todi per seguire il festival. La Regione Umbria sostiene finanziariamente questo festival e i festival dell’Umbria, poiché crediamo nella cultura e nel ruolo importante che riveste anche per la promozione del territorio e per l’economia umbra. Uno sforzo finanziario che continueremo a sostenere, ma pensiamo che anche le grandi Fondazioni bancarie debbano stare al nostro fianco: la Regione non può essere lasciata da sola”.

“L’appuntamento con il Todi Festival – commenta il sindaco di Todi Antonino Ruggiano – da oltre trenta anni, appare come uno dei momenti più rilevanti della offerta culturale della nostra regione e dell’intero paese. Gli organizzatori, insieme al Comune, hanno duramente lavorato per rinnovare la manifestazione e farne un vero e proprio gioiellino. L’edizione di quest’anno appare davvero straordinaria, con il giusto ed accattivante mix tra teatro giovane, musica, approfondimento culturale ed arte figurativa. Siamo sicuri che sarà l’occasione per fare ancora una volta di Todi, la città più vivibile del mondo, il centro della vita culturale italiana. Al direttore Guarducci vanno i ringraziamenti della città e i miei personali per lo sforzo prodotto e gli auguri per i sicuri risultati che saranno ottenuti. L’appuntamento di fine agosto, con tanti turisti che hanno finalmente ripreso a visitare le nostre zone, è sempre a Todi, città capace di accoglienza come poche altre.

Parola d’ordine: sorprendere! E’ questo il percorso con il quale abbiamo progettato la 32° edizione del Todi Festival.”  A dichiararlo Eugenio Guarducci che per la terza volta consecutiva è stato chiamato alla Direzione Artistica.  “ Lo abbiamo fatto – prosegue Guarducci – immaginandoci che ogni sera lo spettacolo potesse rinnovare un patto di fiducia creativa con il pubblico. Un pubblico potenzialmente attratto da tutta l’ampia offerta culturale che trova spazio nei Teatri, nelle Piazze e nei luoghi segreti della Città di Todi. Cambi repentini di scena, di generi musicali, di arte. Una ritmica elevata che compone nove giorni di quella che, già dal mio primo anno di direzione artistica, ho definito come una gustosa e fresca Todi Salad.

Ad accompagnare la promozione e lo svolgimento del Festival l’evocativa immagine appositamente creata da Auro, Bruno e Celso Ceccobelli. Prosegue così la tradizione di affidare a celebri artisti contemporanei l’immagine dell’evento. “L’idea – afferma Bruno Ceccobelli – è scaturita da una riflessione fatta insieme ai miei figli: come poter sintetizzare al meglio le nostre esperienze e le diverse tecniche lavorative di generazioni differenti? Abbiamo preso un mio lavoro del 1989 sommandolo, in maniera creativa, ad uno nuovo e inedito dei miei figli, il tutto per scommettere su di un’opera autonoma, ma a sei mani. Per avere un dialogo attraverso tempi e concetti di personalità diverse, grazie ad un segno unico”.

In omaggio ai tre artisti, il Comune di Todi sta programmando le rispettive personali che verranno allestite presso varie location dei Palazzi Comunali e che verranno inaugurate nel corso della prima giornata del Festival.

Mag 21

TIRO A VOLO, MILLE ATLETI IN UMBRIA PER GLI EUROPEI DI SPORTING E COMBINATO

La Fitasc ha assegnato al Tav Piancardato di Collazzone i due campionati di specialità

Gli amanti del tiro sportivo sembrano aver scelto l’Umbria e i suoi paesaggi come mete preferite dove poter praticare al meglio la loro passione. Dopo il successo dei Campionati del mondo di Sporting 2016, infatti, il Tiro a volo Piancardato di Collazzone è stato selezionato nuovamente dalla Federazione internazionale di tiro con armi sportive da caccia (Fitasc) per ospitare due nuovi grandi eventi. Nella struttura presieduta da Marsilio Palermi si svolgeranno, così, dal 7 al 10 giugno il 51° Campionato europeo di Sporting e dal 29 giugno al primo luglio l’11° Campionato europeo di Tiro combinato. Una vetrina decisamente importante per tutto il territorio regionale visto che sono attesi complessivamente quasi mille atleti provenienti da circa trenta Paesi europei con famiglie e staff tecnici. Il programma delle due manifestazioni è stato presentato lunedì 21 maggio a Perugia nel corso di una conferenza stampa a cui sono intervenuti Fabio Paparelli, assessore allo sport della Regione Umbria, Gianfranco Chiacchieroni, consigliere regionale dell’Umbria, Roberto Bertini, vicepresidente della Provincia di Perugia, Aurelio Forcignanò, vicepresidente del Coni Umbria, Ermanno Cicioni, delegato regionale della Federazione italiana tiro a volo, Augusto Morlupi, assessore allo sport del Comune di Collazzone, Andrea Pensi, sindaco di Gualdo Cattaneo, Antonino Ruggiano e Claudio Ranchicchio, rispettivamente sindaco e assessore a sport e turismo del Comune di Todi. Oltre Collazzone, infatti, a essere coinvolte negli eventi saranno anche le due città limitrofe di Todi e Gualdo Cattaneo: nel centro storico della prima, mercoledì 6 giugno, si svolgerà la cerimonia inaugurale del campionato Sporting, mentre nella seconda, giovedì 28 giugno, si terrà l’apertura del campionato di Tiro combinato.

“In poco meno di un mese – ha commentato Paparelli – ben due manifestazioni europee di altissimo livello con tantissimi partecipanti da tutta Europa. Si conferma, insomma, la validità del binomio sport e turismo che dà un’ulteriore spinta alla ripresa della nostra regione dopo gli eventi sismici”. “La decisione della Fitasc – hanno sottolineato Forcignanò e Chiacchieroni – è un premio allo spirito d’iniziativa di un’associazione del territorio come il Tav Piancardato e al lavoro di squadra compiuto dal movimento sportivo, dalle istituzioni e dai privati. Insieme riusciamo a dare un’immagine di un’Umbria ospitale che assicura qualità nell’organizzazione e nell’accoglienza”.

Gli atleti dello Sporting si sfideranno su trentadue postazioni in otto campi gara tutti diversi tra loro, sia nell’ambientazione che sul piano tecnico. Otto saranno le postazioni sulle quali si effettueranno le prove libere e quelle ufficiali in programma dal 2 al 6 giugno. Atleti e appassionati potranno inoltre avere a disposizione quattro campi sui quali provare i migliori fucili al mondo dei diversi produttori italiani. Per la disciplina del Combinato gli atleti si sfideranno su sei campi gara tutti concentrati nella struttura del Tav Piancardato. “La riuscita del Mondiale 2016, nato quasi per scommessa – ha ricordato Palermi –, ci ha permesso di proseguire nella strada intrapresa. Addirittura, ci è stato assegnato il Tiro combinato, una disciplina nuova, per la prima volta in Italia, che si svolge con armi rigate e a canna liscia sparando a piattelli e sagome. Stiamo coinvolgendo tutte le strutture ricettive e i ristoranti perché ci sarà un notevole afflusso e ci teniamo a far conoscere il nostro territorio e i nostri sapori”.

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